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Non credevo di trovarti su facebook - Stefano Pietri

NON CREDEVO DI TROVARTI SU FACEBOOK

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scheda vista 731 volte.


autore: Stefano Pietri

editore: Aletti editore


Altri libri dell'autore (o simili)
nwBaol. Una tranquilla notte di regime di (Benni Stefano)
nwIl corpo dei Settanta di (Loparco Stefano)
Titoli simili
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Recensioni:


recensione del 08/11/2011 di



A cura di Marzia Carocci (critico recensionista letterario) su "Oubliette Magazine"

 

La scrittura di Stefano Pietri è senza dubbio "una ventata d'aria fresca" in campo letterario.

 

Semantica diretta, fluida, accattivante e particolareggiata, ogni sua pagina scritta, diventa immagine visiva, scena in movimento; le sensazioni di udire voci, di vedere espressioni, di immaginare gli atteggiamenti dei protagonisti, entrano subito in confidenza con il lettore che verrà coinvolto, incuriosito e testimone di una storia che nonostante sia di fantasia letteraria, può tranquillamente diventare realtà per molti.

 

Pietri dimostra un'acutezza e una perspicacia di osservazione fuori dal comune, egli infatti nella descrizione del mondo di facebook coglie le realtà , l'emozionalità e le occasioni (negative-positive), che questo social network offre nella stimolazione psicologica dell'individuo di fronte ad un mondo virtuale che stimola e solletica la parte irrazionale e introspettiva umana.

 

Il personaggio principale è colui che vive il trasporto emozionale di un mondo che può offrire qualcosa di diverso, qualcosa che provoca il dualismo umano, quella parte di noi che spesso evita alcune azioni perché la cultura delle "regole"impone catene.

 

Egli non ha un nome, potrebbe essere ciascuno di noi, un uomo che sceglie di ritrovare un'emozione mai dimenticata e forse enfatizzata nel tempo, un individuo che a distanza di molti anni, decide di reperire quella "prima fidanzatina" che gli aveva regalato palpitazioni e sogni, una realtà vissuta nel tempo.

 

Rivivere le emozioni provate nel passato e proiettarle in un presente dove la maturità a volte è monotona o priva di aspettative, risentire quel batticuore mai dimenticato e gelosamente rinchiuso nei cassetti pieni della memoria, avvia il nostro personaggio alla ricerca di colei che le scaturì tutto questo.

 

Ciò sarà per l'uomo un susseguirsi d'emozioni, di sensi di colpa verso la propria compagna, egli si sentirà desiderato, ammirato e dominatore, allo stesso tempo si odierà, per quel nuovo sentimento indefinito, quella bramosia difficile da domare, la possibilità di vivere due vite, due storie, quella dell'amore e quella dell'attrazione, quella della razionalità e quella dell'incoerenza.

 

Un libro che ci farà riflettere dove ci renderemo conto che la storia narrata non è solo frutto della fantasia di un ottimo e attento autore, ma potrebbe essere quell'ostacolo da saltare, quella difficoltà o dubbio di fronte a noi, fragili esseri umani deboli, in balia dell'emozione e degli eventi, protagonisti dalla voglia di evadere e di sognare di essere attori principali della propria vita senza ostacoli o catene.

 

Un libro scritto con intelligenza ed ironia; un viaggio nel mondo di facebook dove tutto è possibile, dove la virtualità può diventare realtà, dove solo la maturità dell'essere umano porta a scelte ragionate e alla conoscenza di "amici giusti".

 

Un itinerario descritto con la maestria da Stefano Pietri, un autore che sa fare "vedere" fra le righe ciò che con la mente ha creato; la descrizione di una verità diventata uso e costume del nostro tempo, dove vi sono spettatori seduti di fronte al pc, fredda macchina dalla quale a volte riflettono emozioni lasciandoci attoniti in cerca di risposta!.

 

Marzia Carocci


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recensione del 09/11/2011 di



Il primo amore non si scorda

 

Di Andrea Coco

 

C'erano una volta le comitive che si formavano all'inizio dell'estate e si scioglievano quando arrivava il tempo di far ritorno in città, salvo riunirsi l'anno dopo, una volta terminata la scuola. Gruppi di ragazzi e ragazze che condividevano giochi, scherzi, e i primi amori.

Un periodo idilliaco che terminava con l'arrivo dell'età adulta, quando ognuno prendeva la sua strada, spesso senza rivedersi mai più. Forse perché non era stato ancora inventato facebook! E su questo fenomeno sociale Stefano Pietri ha costruito un libro interessante, scorrevole, che affronta il delicato tema dei rapporti interpersonali nella società del nostro tempo.

Il personaggio è un quarantenne che attraverso il social network ritrova una giovane e attraente donna che, all'epoca in cui erano bambini, era stata la "sua prima fidanzatina", Ylenia. Le "chiede l'amicizia" e inizia lo scambio di messaggi che porterà i due a rivedersi dopo tanti anni. La storia si sviluppa sul rapporto che, quasi inaspettatamente, nasce e si sviluppa in un'altalena di emozioni e sensi di colpa.

Il protagonista si trova diviso tra i sentimenti che prova per la sua fidanzata, Luna, e Ylenia, affascinante quanto misteriosa, perché frequentandola si rende conto che lei gli nasconde qualcosa. Un romanzo che descrive molto bene la psicologia maschile e femminile, mostrando i diversi punti di vista che uomini e donne possono avere su un medesimo argomento e si chiude con una morale molto istruttiva: i bei tempi sono tali perché andati.

 

STEFANO PIETRI

Non credevo di trovarti su Facebook

Aletti, 2011

pp. 272, euro 15,50


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recensione del 12/12/2011 di



Recensione del libro "Non credevo di trovarti su facebook" di Stefano Pietri a cura di Liliana Longo (La Bottega editoriale)

 

Ogni giorno milioni di utenti, accomodati davanti ai loro computer nei posti più disparati del mondo, con un semplice click salpano per l' oceano Internet, costellato da innumerevoli isole dell' informazione o dell' intrattenimento a cui approdare.

La meta delle crociere virtuali più gettonata degli ultimi tempi è l' isola di Facebook, fondata da Mark Zuckemberg nel febbraio del 2004 che, come un moderno Amerigo Vespucci, scopre un Nuovo Mondo dapprima sconosciuto all' uomo.

L' isola per effetto del passaparola si è trasformata in un vasto territorio virtuale pullulante di turisti che, stregati dal fascino del luogo, decidono di trasferirsi lì per sempre.

Ma su Facebook gli "abitanti" non passeggiano per le strade e non incontrano gli amici al pub, non conversano tra loro guardandosi negli occhi, non confidano i propri pensieri all' amico fidato, poiché la vita è regolata da un diverso modo di comunicare con il prossimo.

 

Il tempo passa e tutto trasforma

Le ragioni che spiegano i repentini cambiamenti dell' interazione sociale risiedono proprio nelle nuove tecnologie, le quali corrono velocissime all' inseguimento del progresso che ha trasformato non solo i mezzi di comunicazione, ma anche rivoluzionato i modi di pensare e di agire dell' uomo che di questi nuovi strumenti fa uso, e spesso abuso, ogni giorno della sua vita.

La modernità non solo ha preso il sopravvento su "carta e penna" ovvero sulla comunicazione romantica delle passate generazioni -- fatta di attese ed emozioni -- ma soprattutto ha inaridito le genti ed estirpato dall' etica sociale valori quali il rispetto, l' amicizia e la solidità dei sentimenti.

Facebook si è rivelata un' arma a doppio taglio: se da un lato ha annullato il senso del tempo e dello spazio, mettendoci in contatto con il mondo intero e offrendoci uno scambio di idee e pensieri in tempo reale, dall' altro ha causato una profonda trasfigurazione della realtà nonché un' alterazione della personalità.

Il celebre social network, infatti, si è tramutato in un rifugio per timidi e pavidi, poiché consente loro di affrancarsi dalle inibizioni e infrangere i tabù imposti dalla cultura, e una vetrina per narcisi, sulla quale apparire e non essere. Questo social utility, quindi, è gestito dalla maggior parte degli utenti sulla menzogna e l' illusione.

Pochissimi sono i "profili" costruiti a specchio della propria personalità così come altrettanto pochi e veri sono gli "amici" posseduti. Con un amico condividi la vita reale e non semplicemente i "post" o le battute in "bacheca". Anche i sentimenti sono divenuti flebili e i legami sempre più labili perché siamo divenuti facilmente sostituibili, oltre che emotivamente fragili...

Proprio come accade al protagonista del libro, un uomo senza nome, perciò identificabile con ciascuno di noi che, caduto nella "rete" di Facebook, finisce per restarci vittima.

 

Il primo amor non si scorda mai

"Mister X", mosso dalla curiosità di reperire, dopo tanti anni, la sua "prima fidanzatina", si imbatte in un' avventura tutt' altro che innocente come lo era stata durante l' infanzia.

Nella vita adulta, il batticuore adolescenziale si tramuta in attrazione e passione sfrenata, e il grigiore di una vita che passeggia sottobraccio con l' abitudine si colora di nuove sfumature, di nuove emozioni. Alla rievocazione nostalgica di un passato felice e spensierato si alterano i sensi di colpa verso la propria compagna, Luna, la paura di ferirla, l' angoscia di tradirla e la rabbia di non capire se sia ancora capace di amarla.

Spettatrice e custode tacita degli incontri adulterini fra i protagonisti è Roma, vasta e caotica quanto magica. Sullo sfondo della città eterna, "Mister X" conduce un' esistenza ibrida, fatta di realtà e virtualità, condita da una dualità di sentimenti e una profonda inquietudine che saranno superate solo quando la razionalità si imporrà alla nostalgia, solo quando la maturità e il buon senso lo condurranno a discernere le scelte giuste da quelle sbagliate.

 

Una conclusione

Il viaggio che "Mister X" intraprende è dettato dalla curiosità di scoprire il volto del suo passato, ma come spesso accade alla maggior parte degli utenti, l' accesso a Facebook rappresenta una fuga dalla società, dal disagio del giudizio che essa ci infligge, e quindi un rifugio in un altrove dove mostrare solo il meglio di sé. Ma riesce davvero Facebook a sciogliere le catene che ci imprigionano nella realtà spesso routinaria e grigia e concederci un' evasione? Oppure ne siamo ostaggi e, ingenui e inconsapevoli, non ci accorgiamo che è proprio lui a incatenarci alle nostre scrivanie e a impedirci di cogliere le sfumature del reale?

Dalla penna scorrevole e avvincente di Stefano Pietri, una storia moderna sulla profonda frattura tra passato e presente della comunicazione, un sussurrato invito alla vita autentica senza la mediazione di strumenti che forzano gli eventi e regolano gli incontri finendo per... incasinarcela! (di Liliana Longo).


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recensione del 28/11/2012 di



Recensione di Vanessa Falconi per "Vetrina delle emozioni"

 

Stefano Pietri un autore romano, appassionato di lettura, si cimenta, dopo quattro anni dall'uscita di "Uozzamericanboys", romanzo ispirato e dedicato ad Alberto Sordi, in "Non credevo di trovarti su facebook", edito nel 2011 e in finale al concorso Casasanremo writers 2012.

Duecentosessantasette pagine che si leggono con passione e con voracità quasi, perché Stefano ha la capacità di farti innamorare dei suoi personaggi, li guarda dentro l'anima, li spoglia con grazia e abilità, senza mai cadere nel banale, nel ridicolo e nello scontato.

Scrittura ordinata, colta e imbevuta di reminiscenze classiche che si sposano senza forzature con un linguaggio che lascia spazio al vernacolo, alla velocità, alla mimesi di rumori esterni e frastuoni dell'animo. Romanzo "reale" anche se, come sottolinea, l'autore non ci sono riferimenti a fatti e personaggi esistiti, ma i suoi personaggi sono ciò che può succedere a ognuno di noi, quando varchiamo la soglia che ci divide da facebook.

Una realtà virtuale (facebook) ma concreta in cui lo scambio d'informazioni arriva quasi a privarci di una vita propria e realtà in cui ognuno di noi sogna, fantastica e, a volte, concretizza anche ciò che si palesa dentro quel mondo, proprio come accade al personaggio che dopo anni di lontananza sia fisica che psicologica ritrova la "sua prima fidanzatina": Yle!

La vicenda, apparentemente e inizialmente scontata, tesse una rete che, con eleganza, si infila dentro al romanzo e che il lettore scoprirà solo dopo la metà del libro, quando superato l'album dei ricordi di cui Stefano, quasi come fosse lui in prima persona a viverli, rammenta, calandosi perfettamente nella voce narrante, la vita della prima fidanzatina, mai sospettata da nessuno e che verrà più tardi scoperta.

Il mondo facebook, descritto perfettamente, vive sempre nei sotterranei del romanzo, tra chat, messaggi, post, bacheca mute e notifiche di attività, mondo che, sul finale, verrà ricusato dal protagonista: "... Rileggo il messaggio, riguardo le foto... Rimuovo l'amicizia da facebook, spengo il pc e torno a casa da Luna. Stasera andiamo a cena da Alan"... ma che gli ha dato anche la possibilità di comprendere che, in alcuni momenti della nostra vita, abbiamo posto nel nostro cuore per donare amore a più di una persona, senza chiederci il perché, senza vivere di sensi di colpa.

E tra le pagine di questo romanzo, l'amore è il vero protagonista, sia che viva nei ricordi dell'infanzia, sia che viva nel perdono di un tradimento, come è per la simpatica collega Roxy, che per Luna, che non ha mai smesso di amare, amore come "comunione di intenti, di gusti, di ideali, di anime..." per citare Paolo Crepet.

Ma l'amore è anche ciò che Ylenia insegna in questo libro:" Non ha mai cercato di farmi perdere la testa. Insomma ha lasciato che le cose andassero avanti così, naturalmente. ? rimasta alla finestra ad aspettare i miei movimenti, ha rispettato il mio privato, senza cercare mai di mettermi in difficoltà...": è il rispetto dell'universo privato di ognuno di noi!

 

Di Vanessa Falconi


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