Ritorno alla vita

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Macmariopc
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Ritorno alla vita

Messaggio da leggere da Macmariopc » 05/11/2019, 16:49

Il giorno stava per arrivare alla sua conclusione, finalmente sarei ritornato alla vita, quella vita che mi era stata portata via tanti anni fa a causa di quella morte orrenda che mi era stata inflitta.
Era un giorno di mezza estate, ero all'epoca un noto giornalista e promettente scrittore, mi trovavo per lavoro in un'isola del pacifico per studiare i riti delle popolazioni del luogo. Una sera mentre ero seduto sulla veranda del mio villino, due uomini dall'aria spettrale vestiti esclusivamente di bianco mi vennero incontro e prima che potessi capire quello che stava accadendo mi ritrovai svenuto a terra.
Mi risvegliai nudo sopra un altare legato mani e piedi su di esso, la sala era vuota e lo rimase per un tempo indefinito. In quella posizione cercai di capire cosa mi fosse successo, dopo aver riflettuto arrivai alla conclusione di essere la vittima scelta per qualche rito iniziatico.
La paura mi avvolse, cominciai a usare tutte le mie forze per liberarmi da quei lacci, ma più mi dibattevo più la pelle entrava nella carne procurandomi delle fitte atroci. Entrai in una specie di trance, non riuscivo più a emettere suoni, neanche un urlo usciva dalla mia bocca. Tutto il mio corpo era paralizzato, la mia vita stava per finire avevo paura dello scorrere del tempo.
Cominciai a pregare, a recitare quelle strofe che mia madre mi aveva insegnato a memoria quando ero ancora bambino. Cercai di dare un senso alla mia vita, ma non ci riuscivo, non avevo combinato nulla di buono avevo solo scritto fino ad allora delle critiche su persone che non conoscevo. Mi ripromettevo tra me che se fossi uscito vivo da quella situazione avrei fatto qualcosa di utile sperando che qualcuno lassù accogliesse miei buoni propositi. Non accadde nulla il silenzio era sempre più profondo e solo il mio respiro irregolare si sentiva in quell'ambiente sinistro.
D'un tratto, sussurrando una nenia in un linguaggio incomprensibile entrò un corteo formato da una decina di persone guidate da una persona anziana. Capivo che la mia vita sarebbe durata ancora per poco, e avevo ragione. Giunto nei pressi dell'altare, il vecchio cominciò a muoversi come se fosse stato epilettico e la gente che lo seguiva ripeteva ritmicamente le sue movenze. Il tutto a un suo comando cessò e la sala venne immersa nuovamente nel silenzio, un uomo si stacco dal gruppo e consegnò a quella che doveva essere il loro sacerdote un coltello.
A quella vista cominciai a urlare a dibattermi preso da un'atroce terrore, ma nessun movimento o lamento usciva dal mio corpo, che giaceva in posizione supina paralizzato dalla paura e dall'impotenza.
L'uomo prese il coltello e cominciò a scalfire il mio corpo, il dolore a un certo punto cessò, ero ormai così saturo di sofferenza che desideravo solo morire. La lama stava ora girando intorno al mio cuore e alla vista del ferro che usciva dal mio corpo spirai.
Ora dopo tanti anni posso finalmente vendicare la mia morte, grazie alla mia nuova vita notturna, prima o poi lo troverò quel maledetto e gli prosciugherò tutto il sangue, facendolo morire lentamente in un'atroce agonia.
Il sole è scomparso solo il buio regna la fuori, posso uscire dalla mia tomba e volare nell'oscurità.
Ultima modifica di Macmariopc il 07/11/2019, 9:40, modificato 1 volta in totale.

Diego.G
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Messaggio da leggere da Diego.G » 06/11/2019, 10:26

Il racconto dal mio piccolo punto di vista ha una buona idea di partenza, ma sembra scritto frettolosamente. Approfondendolo avresti potuto far respirare ai lettori l'atmosfera esotica, di ansia, di terrore che il protagonista vive e quindi coinvolgerli maggiormente (questo è quello che ho percepito leggendo).
Alcuni refusi finali: Uomo senza L'; "a un certo" sarebbe meglio scriverlo "ad un certo"; "il dolore ad un certo punto cessò, ero ormai così saturo di sofferenza che desideravo solo…" forse sta meglio così questa frase; prosciugherò invece di prosciugero; alcune virgole nella parte finale sono da rivedere secondo me.

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Messaggio da leggere da Giorgio Leone » 07/11/2019, 12:55

Qualche segnalazione: la pelle che entra nella carne stupisce non poco; "la mia vita stava per finire avevo paura": manca una virgola o una "e"; "Mi ripromettevo tra me" è troppo egocentrico; "Non accadde nulla il silenzio era": anche qui manca qualcosa; "un uomo si stacco dal gruppo e consegnò a quella che doveva essere il loro sacerdote un coltello. A quella vista" : stacco invece di staccò, e un eccesso di "quella", anche perché il primo si riferisce al vecchio sacerdote; "ma nessun movimento o lamento usciva dal mio corpo": i movimenti non escono dal corpo; "Il sole è scomparso solo il buio regna la fuori,": anche qui manca una virgola o una "e". Inoltre "la" è senza accento. Per il resto, finalmente i Carpazi non hanno più l'esclusiva dei vampiri, avanti tutta con le isole del pacifico. Avrei dato una motivazione al fatto che il protagonista, finalmente e solo in quel momento, è in grado di uscire dalla tomba per vendicarsi. Che è successo? Per quanto riguarda la frase "gli prosciugherò tutto il sangue", non credo proprio che si possa prosciugare il sangue, magari si prosciuga un corpo dal sangue. Almeno io, quando mi capita, faccio così.
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Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti » 07/11/2019, 23:34

L’incipit anticipa tutto il racconto, un flash back di quanto accaduto al protagonista.
Resta da spiegare il perché di tanta attesa prima della sua nuova esistenza vampiresca, o quello che è. Non è chiaro il motivo, l’elemento scatenante che lo fa uscire, e solo adesso, dalla sua tomba in cerca di vendetta. Fa parte di un processo caratteristico di quel tipo di sacrificio umano? Andrebbe motivato in qualche modo.
“Cercai di dare un senso alla mia vita, ma non ci riuscivo, non avevo combinato nulla di buono avevo solo scritto fino ad allora delle critiche su persone che non conoscevo.” Non lo so, spero di non dovermi mai porre il problema, ma credo che in una situazione simile sarebbe l’ultimo dei miei pensieri.
Per quanto riguarda la forma, Giorgio e Diego, nei loro commenti, sono stati esaustivi.

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Messaggio da leggere da Laura Traverso » 07/11/2019, 23:42

E sì, il racconto è un poco pasticciato, come è già stato fatto notare da chi mi ha preceduto nei commenti. L'argomento del rapimento, delle torture subite sino alla morte e del vampiro che si riscatta da tutto ciò è un po' così... Con una maggiore attenzione ai dettagli avrebbe potuto essere più coinvolgente e corretto nella stesura del testo. A rileggerti volentieri, sbagliando si impara, e ciò vale per ognuno di noi.

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Messaggio da leggere da Isabella Galeotti » 20/11/2019, 12:12

Qualche perplessità. Nelle righe asserisci che è un bravo giornalista e promettente scrittore, poi a metà scrivi che non ha combinato nulla. Quella dei lacci, che in un secondo tempo entrano nella carne la ritengo una bella pensata. Per il resto basta seguire gli altri suggerimenti dei commenti che mi hanno preceduto. A rileggerti.
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Messaggio da leggere da Eliseo Palumbo » 22/11/2019, 22:25

Non ho capito perhé torna in vita proprio adesso.
Onestamente non mi è piaciuto molto, alcuni motivi: come fa a ritrovarsi svenuto per terra? In realtà si è ritrovato legato sull'altare; essendo in trance in teoria doveva essere come alienato e non conscio; cosa intende dire con: cercai di dare un senso alla mia vita?; come fa a dibattersi restando paralizzato?; all'inizio scrivi: "il giorno stava per arrivare alla sua conclusione...", mentre concludi il racconto con: "il sole è scomparso..." dovresti usare lo stesso tempo verbale forse.
Comunque sia, basta solo rivederlo, l'idea di fondo è bella. Voto intermedio.
Mostrare ad altri le proprie debolezze lo sconvolgeva assai più della morte

POSARE LA MIA PENNA E' TROPPO PERICOLOSO IO VIVO IO SCRIVO E QUANDO MUOIO MI RIPOSO


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Messaggio da leggere da Selene Barblan » 04/12/2019, 7:26

Buona idea secondo me sviluppata in modo un po’ approssimativo e conclusa in modo poco efficace. Trovo intriganti l’ambientazione e il rito, mentre il finale svolazzante mi ha lasciato perplessa. Anche la scrittura a mio parere va rivista, in particolare la punteggiatura. Detto ciò non ripeto quanto già precedentemente (ed efficacemente) detto, il racconto non mi è dispiaciuto. Voto 3.

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Messaggio da leggere da Stefyp » 04/12/2019, 22:06

In genere non mi piace leggere racconti del genere, ma posso soprassedere se la violenza contenuta in un racconto è motivata o strumentale rispetto a qualcosa che l'autore vuole dirmi. Non mi sembra questo il caso però, se un messaggio c'era io non l'ho colto. Niente altro da aggiungere rispetto allo stile. A rileggerti

Giampiero
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Messaggio da leggere da Giampiero » 15/12/2019, 12:24

Allora, oltre alle osservazioni che ti sono già state indicate, rilevo anch'io qualcosa che non ingrana. In primis si afferma:
Macmariopc ha scritto:
05/11/2019, 16:49
sarei ritornato alla vita, quella vita che mi era stata portata via tanti anni fa a causa di quella morte orrenda che mi era stata inflitta.
Ciò per evidenziarti che non si tratta, evidentemente, della stessa vita. Nel finale del racconto, infatti, si fa riferimento a una vita notturna.

Inoltre trovo del tutto privo di nesso questo contesto:
Macmariopc ha scritto:
05/11/2019, 16:49
Cominciai a pregare, a recitare quelle strofe che mia madre mi aveva insegnato a memoria quando ero ancora bambino. Cercai di dare un senso alla mia vita, ma non ci riuscivo, non avevo combinato nulla di buono avevo solo scritto fino ad allora delle critiche su persone che non conoscevo. .
Muovere delle critiche a persone che non si conoscono non è implicitamente un comportamento scorretto, anzi è vero semmai il contrario: commentare positivamente un'opera ben sapendo che non vale nulla o vale poco. Fermo restando che per formulare una critica non è necessario "conoscere" un autore, bensì analizzare l'opera in modo franco e onesto.
La paura è un cavallo con le ali: una volta lanciato al galoppo perde il contatto con il suolo e incomincia a volare.

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