Cimitero

Spazio dedicato alla Gara stagionale di primavera 2020.

Sondaggio

Sondaggio concluso il 20/06/2020, 1:00

1 - non mi piace affatto
2
11%
2 - mi piace pochino
0
Nessun voto
3 - si lascia leggere
5
28%
4 - è bello
7
39%
5 - mi piace tantissimo
4
22%
 
Voti totali: 18

Athosg
Foglio bianco
Messaggi: 21
Iscritto il: 17/12/2016, 13:41

Author's data

Cimitero

Messaggio da leggere da Athosg »

Non so se vi è mai capitato di entrare in un cimitero in orario di chiusura, quando il suono della campanella richiama le persone all'uscita. A me succede spesso mentre mi aggiro rapito dai ricordi tra le tombe.
In ogni stagione il cimitero vive una sua vita diversa.
In tarda primavera, quando la luce volge al tramonto e le ombre si allungano, il luogo infonde un senso di pace, quasi che i morti che riposano poco sotto si preparino per la cena e per la notte. E’ il momento di estremo silenzio, dove mi ritrovo solo o con qualche ritardatario o, semplicemente, qualcuno che vuole assaporare pienamente quell'atmosfera irreale.
In estate invece il sole rimane alto ben oltre l’orario di chiusura. In quei momenti l’aria è calda, le foto degli abitanti sembra che sorridano, quasi si stessero preparando a una serata danzante. Quello che i poeti chiamavano il meriggio della vita, qui sembra trovare conferma. Le persone che ci hanno accompagnato nei lunghi giorni passati, quelle che conoscevamo appena, quelle che ci colpiscono per qualche particolare, sembrano vive, non solo nel ricordo, sembra siano presenti in un'altra dimensione, dove gli spiriti aleggiano tra di noi, impossibilitati a parlare ma che tutto vedono e tutto odono. E’ forse il momento più intenso, la calma che regna è totale, una differenza abissale con il clamore che sta fuori, con il traffico, con l’affaccendarsi degli uomini, con le grida dei bambini che urlano la gioia per quello che rappresenta loro l’estate: una festa.
In autunno e in inverno trascorrere qualche minuto in coincidenza con l’orario di chiusura mi consola, un immenso letargo che sa che pochi mesi dopo la vita, anche lì, rifiorirà. L’ora coincide generalmente con la metà pomeriggio, diventa presto sera e il tempo spesso non è clemente. Il freddo è pungente, le poche persone camminano veloci con i baveri alzati e il vapore dalla bocca si perde nell'aria della sera. Qui, i nostri amici, riposano veramente, dormono, aspettando l’indomani sperando in un tempo migliore.
L’altra sera sono passato dal cimitero di C. E’ un bel posto situato nella campagna lombarda. In un grande piazzale si parcheggia l'auto e poi s’intraprende un bellissimo viale alberato. Al termine si trovano le mura e una bella chiesetta antica. Quanto tempo ho passato nella mia adolescenza su questo viale, sui suoi prati e sul campo da calcio adiacente. Giornate intere, pomeriggi assolati o piovosi. Al caldo, con le cento lire avvolte con un nodo nel fazzoletto per non smarrirle. Ci potevo comprare tre ghiaccioli o due bibite. Al freddo, tutto imbacuccato, con i guanti e il cappello fatto all'uncinetto da mia madre. Quanti amici con cui giocare al pallone. E rincorse e scalate sugli alberi.
Ne ricordo due in particolare. Il Pistacchio, un pino lungo e alto dall'arrampicata non facile. E il Castello, il nostro salotto. Un fulmine aveva tagliato e bruciato la sommità, modellando il tronco a mo’ di tavolino. Ci si saliva e ci si accomodava tutti intorno, e si parlava e si fumavano le prime sigarette della nostra vita. Per un po’ di anni questo luogo era stato il punto di ritrovo, la parte principale di un mondo tutto nostro e ora, dopo averlo visto un po’ più in grande questo mondo, capisco quanto fosse importante. L’adolescenza è la stagione magica per eccellenza, piena d’incertezze e paure ma densa di avvenimenti che rimarranno nella nostra memoria per sempre. Quando saremo vecchi, lo notiamo in chi lo è già, riaffioreranno alla memoria e ci sembreranno fatti e storie appena accadute. Uno dei più bei film della storia è Quarto Potere di Orson Welles. Vi si narra la vita di un bambino che farà fortuna. C’è chi parlerà bene di lui e chi esprimerà giudizi negativi ma nessuno saprà mai che nel suo profondo, il piccolo bambino ormai diventato vecchio, aveva in testa solo una cosa, una piccola slitta con la scritta Rosebud, che gli era stata regalata anni e anni prima quando ancora portava i calzoncini corti e fu staccato dalla famiglia.
E su questo viale alberato, quello di cui vi raccontavo poco fa, ci portavo mia madre poco prima che morisse. Era un autunno insolitamente caldo, facevamo un giro tra le tombe e poi uscivamo a passeggiare nel viale. In quei quattro passi tra la natura, riassaporavo tantissimi ricordi.
Come dicevo poc'anzi l’altra sera sono passato dal cimitero. Non vi era nessuno, la luce era ancora abbastanza vivida e si stava bene, non facendo né caldo né freddo. Dopo essere stato a trovare i miei cari, ho cominciato a percorrere a zig zag i vialetti, dove tutte le tombe sono ordinatamente allineate. A un certo punto ho visto la foto di P., un mio amico suicidatosi trent'anni fa. Altre volte ero passato di lì, e avevo rivisto il suo volto, la sua giacca, la data d’inizio e della fine. Si era suicidato con il gas la notte di capodanno. Era stato a una festa poi, alla chetichella, sparì. Tutti lo cercarono. Lo trovarono la mattina nei boschi di un paese vicino. I sedili ribaltabili stesi, sdraiato come se dormisse, aveva chiuso i conti con il presente. Un gesto preparato, studiato nei minimi dettagli. La sera prima disse a chi era con lui di non lasciare i cappotti in auto, ma di depositarli nel guardaroba della discoteca. Fu uno dei miei primi amici da adolescente. Abitavamo vicino e la domenica andavamo nei boschi dietro casa a correre e tirare sassi. Poi, con il passare degli anni, lo persi di vista, per ritrovarlo poco prima del tragico gesto. Rammento, con un sorriso carico di nostalgia, una volta che andammo sul lago di Como. Mentre viaggiavamo in galleria lui e un altro amico si sporsero dai finestrini e lanciarono un grido fortissimo, un “OOOOHHHHHHHHH” come di liberazione che l’eco amplificò alla massima potenza. Il suo suicidio costernò tutto il popolo dei ragazzi. Avevamo 23/24 anni, il gruppo era unito ed effervescente e la vita sorrideva. Rimarrà, come quasi tutti i suicidi, un mistero. Nulla aveva fatto trapelare ciò, né malattie né depressioni né comportamenti strani. Anzi, di lui mi ricordo una forte dose d’ironia, che a quell'età è difficile da trovare. Era l’antidoto, non sufficiente, a qualcosa di più profondo. E una grande allegria, con il senno di poi, un po’ disperata. Era soprattutto una persona gentile.
Un po’ turbato ho continuato il mio giro. La memoria ha cominciato a funzionare a ritroso, al tempo della mia gioventù, quando tutti camminavamo insieme, progettando il sabato sera o le vacanze estive. Ci sono giorni che i ricordi sembrano lontani, come se i vent'anni non fossero stati vissuti qui ma su un altro pianeta, un’enorme massa di terra lontana anni luce, che poco alla volta nel suo incredibile e meraviglioso viaggio, è arrivata sin qua, sino a oggi. E in questo lunghissimo eppur veloce viaggio, aveva perso alcuni membri, chi per propria volontà, chi per fato avverso.
E ho ricordato, a memoria, una delle più belle e struggenti canzoni dei Joy Division, uno dei miei gruppi giovanili preferiti. Le parole di Ian Curtis, morto suicida a soli ventitré anni, sono un testamento generazionale.

Ecco i giovani uomini, un peso sulle loro spalle
Ecco i giovani uomini, dove sono stati?
Abbiamo bussato alle porte delle camere più scure dell’inferno
Spinti al limite ci siamo trascinati a forza
Guardati dalle quinte mentre si rifacevano le scene
Ci vedevamo come non ci eravamo mai visti
Il ritratto dei traumi e delle degenerazioni
Le pene che avevamo sofferto e di cui non ci eravamo mai liberati
Dove sono stati?
Stanchi dentro, adesso i nostri cuori sono persi per sempre
Non possono rimpiazzare la paura o l’emozione dell’impresa
Questi rituali spalancano le porte al nostro vagabondare
Aperta e chiusa poi sbattuta sulla nostra faccia
Dove sono stati?

Già, dove sono stati? In quale antro buio e umido queste anime sono finite quando si sono smarrite? O quali vette hanno toccato? Irraggiungibili dai comuni mortali, che una volta sfiorate lasciano solo una scelta.
Ho visto la foto di C., un bel ragazzo un po’ più giovane di me che a ventisette anni si è tolto la vita calandosi un sacchetto di plastica sulla testa. Ventisette anni, il traguardo finale di tante rockstar. Una morte violenta e voluta, dove anche i più antichi istinti di conservazione erano spariti. Non lo conoscevo bene, perché frequentavamo altre compagnie, mi ricordo però che era una persona gentile.
Poco vicino abita V., anche lui si è tolto la vita. Circa nello stesso periodo degli altri. Un’ecatombe, una catastrofe giovanile. V. lo conoscevo solo di vista, un ragazzo taciturno e serio. Anche lui era una persona gentile.
Nonostante oggi abbia più padronanza di linguaggio e di pensiero, per affrontare i perché di tanti giovani che decidono di farla finita, non riuscirei lo stesso a dare una risposta tanto è grande, incredibile e incomprensibile il gesto compiuto. Di tutti loro ricordo una gentilezza, una mitezza essenziale, una certa eleganza nel proporsi. Personalità schive, delicate, un po’ fuori dagli schemi calcio e discoteca che univano la maggioranza dei ragazzi. Questo, e solo questo, è il quadro che posso permettermi di dipingere.
Mancava ancora un po’ di tempo alla chiusura dei cancelli. Tanto più che una campanella avrebbe avvisato cinque minuti prima e un grosso tasto rosso mi avrebbe permesso di riaprirli una volta chiusi. Era già accaduto quando portavo mia madre nelle passeggiate serali.
Proseguii in questo tour della memoria. Una memoria collettiva che mi riportava ai giri che facevo con mio padre per il cimitero di L. Mi raccontava le storie, gli amici, gli intrecci in vita delle persone. Fili invisibili e immaginari legano queste tombe, da un capo all'altro del cimitero, storie immortali e, spesso, dimenticate.
Passo da dove è sepolta F., morta di malattia a ventisei anni. Una bellissima ragazza che rividi ormai malata e gonfia in una scuola per le votazioni. Come ci rimase male quando non la riconobbi e ci rimango male anch'io, ancora oggi, che ne sto scrivendo. Un male incurabile la portò via nel fiore degli anni. E poi i due fratelli C. morti giovani a distanza di pochi anni e A., morto di droga e G. morto in un incidente stradale.
Vorrei che ci fosse stata installata una telecamera nella piazza e nel bar del paese che avesse ripreso tutti i ragazzi che la frequentavano. Per rivedere com'era quell'epoca, per capirne e carpirne i discorsi, le gioie, le incazzature, le speranze. Per rivedere chi non c’è più. Per rivederci tutti quanti, giovani e forti, che abbiamo fatto insieme un pezzo di cammino della nostra vita, forse il più importante, dove ogni giorno era diverso e il mondo era aperto davanti a noi. Per rivedere, come in un gigantesco microscopio, le nostre dinamiche sociali, prima che fossimo assorbiti da quello che comunemente si chiama vita.
Mi sono detto che per oggi va bene così, sento trillare nuovamente il campanello e tra cinque minuti il cancello si chiuderà automaticamente.
Con un senso di pace, facendomi il segno della croce e alzando la mano in segno di saluto a tutti gli abitanti, esco leggero sul viale alberato.

Laura Traverso
Correttore di bozze
Messaggi: 350
Iscritto il: 27/05/2016, 16:40
Località: GENOVA
Contatta:

Author's data

commento

Messaggio da leggere da Laura Traverso »

E' stato un vero piacere leggere questa bella e triste storia. Mi spiego meglio, ho provato, attraverso il tuo scritto, le stesse sensazioni e i ricordi che anch'io vivo mentre mi aggiro tra i vialetti del "mio" cimitero; dove vi trovo, tra gli altri, anche un amico caro che si è inspiegabilmente tolto la vita: era bello, giovane e gentile. Ogni volta vado a salutarlo e mi pare di rivederlo come era. Anche in tutto il resto che descrivi mi sono ritrovata: genitori, amiche portate via da malattie inesorabili... Però non credo che sarei riuscita a riportare su di un foglio le sensazioni che tu hai espresso così bene e correttamente "parlando" attraverso il tuo "Cimitero". Pertanto BRAVO! La mia valutazione al tuo racconto è al massimo consentito.
Ultima modifica di Laura Traverso il 30/03/2020, 16:07, modificato 1 volta in totale.

Avatar utente
Draper
Apprendista
Messaggi: 190
Iscritto il: 23/03/2015, 0:05

Author's data

Commento

Messaggio da leggere da Draper »

Bello, si lascia leggere con facilità, non stanca, la prosa ha un ritmo stabile, a volte quasi neutro, nonostante alcuni lirismi di certi passaggi diventino piuttosto personali (com'è logico, data la natura dello scritto). L'unica cosa che correggerei, visto che Quarto Potere è citato col suo titolo italiano, è il nome dello slittino di Kane - da Rosebud a Rosabella. Mi sembrerebbe meglio lasciare o titolo e slittino entrambi in italiano o entrambi in inglese.

Al tuo prossimo racconto :D
Immagine
Immagine

Andr60
Pubblicista
Messaggi: 64
Iscritto il: 15/11/2019, 15:45

Author's data

Commento

Messaggio da leggere da Andr60 »

Come hanno già fatto notare gli interlocutori precedenti, è un racconto che coinvolge e che si lascia leggere con facilità. Anch'io accompagnavo mia madre a fare il giro di tutti i parenti, e ora che non c'è più rimarrò solo io a deporre fiori sulle lapidi, compresa la sua. Finché non verrà anche il mio turno.
Da cosa si capisce di stare invecchiando? Da quanta gente conosci, al Cimitero.

Roberto Ballardini
Pubblicista
Messaggi: 88
Iscritto il: 22/12/2019, 10:58

Author's data

Commento

Messaggio da leggere da Roberto Ballardini »

Racconto corposo e ben scritto, evocativo nelle suggestioni di un luogo molto particolare che conosciamo tutti. Trovo un po' troppo insistito il passaggio sui ragazzi suicidi, tanto da divaricare il filo narrativo, spostandolo da un tema a un altro (cimitero in quanto luogo e suicidio che sono due soggetti diversi) e alterando un poco, a mio avviso, l'equilibrio del racconto. La parte finale recupera invece quella iniziale e tutto si chiude come è giusto che sia. Buono.

Selene Barblan
Necrologista
Messaggi: 297
Iscritto il: 11/07/2016, 22:53

Author's data

Commento

Messaggio da leggere da Selene Barblan »

Il racconto mi è piaciuto per l’aria sognante con la quale la lettura mi ha accompagnata nel cammino, nonostante la tematica tutt’altro che leggera. Lo trovo scritto molto bene e mi piace il fatto che sia rivolto allo “spettatore”, rende partecipi in modo efficace di ciò che viene espresso, a livello emotivo. Ha suscitato inoltre anche in me ricordi personali, soprattutto nella prima parte; mi sono ricordata di un momento di calma regalato dal cimitero di Buenos Aires dopo un momento non proprio facile per me.
Ho trovato un po’ carica la parte dove vengono descritti i suicidi, anche se capisco che la pesantezza sia voluta.

Voto 4

Avatar utente
Eliseo Palumbo
Correttore di bozze
Messaggi: 433
Iscritto il: 22/10/2011, 14:09
Contatta:

Author's data

Commento

Messaggio da leggere da Eliseo Palumbo »

Un racconto davvero molto bello, intenso, triste, che fa riflettere.
L'unica cosa su cui trovo da ridire, nonostante sia ripetitivo, è l'elenco dei vari suicidi, credo non abbia aggiunto niente di particolare se non un pensiero del tipo: "ma cosa succede da quelle parti? Perché tutti si vogliono ammazzare"
per il resto l'ho apprezzato molto, bravo, ottima prova.
A rileggerci
Mostrare ad altri le proprie debolezze lo sconvolgeva assai più della morte

POSARE LA MIA PENNA E' TROPPO PERICOLOSO IO VIVO IO SCRIVO E QUANDO MUOIO MI RIPOSO


Immagine

Simone Jackson
Foglio bianco
Messaggi: 1
Iscritto il: 27/03/2020, 12:58

Author's data

Re: Cimitero

Messaggio da leggere da Simone Jackson »

Bellissimo, si riesce a vedere la stessa tristezza che portiamo noialtri addosso riflessa.

Stefyp
Apprendista
Messaggi: 117
Iscritto il: 26/07/2019, 18:48

Author's data

Commento

Messaggio da leggere da Stefyp »

Bello, davvero un bel racconto. Bello lo stile, le descrizioni e le sensazioni che evoca. Anche per me forse andava un po' sfoltita la parte dei suicidi.
Un unico appunto, ma proprio per essere pignoli: "le foto degli abitanti sembra che sorridano" Non mi suona benissimo io avrei fatto "le foto degli abitanti sembrano sorridere" oppure: nelle foto gli abitanti sembrano sorridere". Ovviamente è un pensiero molto personale.
Ultima modifica di Stefyp il 09/04/2020, 9:15, modificato 1 volta in totale.

Avatar utente
Massimo Baglione
Site Admin
Messaggi: 9145
Iscritto il: 11/04/2007, 12:20
Località: Belluno
Contatta:

Author's data

Re: Cimitero

Messaggio da leggere da Massimo Baglione »

Ricordatevi di specificare esattamente "Commento" come titolo del messaggio usato per commentare le opere in Gara (senza prefissi come "Re:" o altri suffissi), altrimenti non verranno conteggiati dal sistema, grazie!
Se invece state solo rispondendo, non serve specificare.
Ricordatevi anche che il testo del commento deve essere lungo almeno 200 battute.
Vi rimando alle istruzioni delle Gare letterarie.
Immagine

Immagine <<< io sono nel Club dei Recensori di BraviAutori.it.

Immagine

www.massimobaglione.org

Avatar utente
Roberto Bonfanti
Correttore di bozze
Messaggi: 404
Iscritto il: 13/10/2013, 12:58

Author's data

Commento

Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti »

Racconto profondo, un po’ cupo, con lo sguardo che parte dall’atmosfera, riflessiva e quasi serena, del cimitero e si sposta su una sorta di ecatombe generazionale, i tanti amici del protagonista morti giovani. Le motivazioni dei numerosi suicidi sono solo accennate, difficili da capire anche a distanza di anni, probabilmente la loro miglior sintesi è proprio nel testo di Decades, una canzone che parla di inadeguatezza e di autodistruzione.
Ho apprezzato il tono neutro, distaccato della narrazione, come se tu non avessi voluto spingere troppo sull’aspetto emotivo di queste riflessioni, esponendole alle varie sensibilità dei lettori.
Mi sembra che in alcuni passaggi i tempi verbali non concordino.
Un bel lavoro.

Avatar utente
Fausto Scatoli
Correttore di bozze
Messaggi: 409
Iscritto il: 26/11/2015, 11:04
Contatta:

Author's data

commento

Messaggio da leggere da Fausto Scatoli »

beh, profondo lo è di sicuro, visto l'argomento trattato.
però alcune cose non mi quadrano del tutto. i tempi verbali, per esempio, che in alcuni punti sono al passato e in altri al presente.
anche l'insistente descrizione dei vari suicidi, a un certo punto, diviene pesante. snellirei ove possibile.
poi trovo un poco fuori luogo, visto che si tratta di una dissertazione sul cimitero, parlare delle esperienze adolescenziali. potrebbe starci, ma inserita in modo diverso. naturalmente è solo la mia opinione.
qualche virgola fuori posto.
l'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente
Immagine

http://scrittoripersempre.forumfree.it/

Autore presente nei seguenti libri di BraviAutori.it:
Immagine Immagine Immagine Immagine Immagine Immagine Immagine

Avatar utente
Ida-59
Pubblicista
Messaggi: 53
Iscritto il: 14/01/2020, 15:30
Località: Vigevano
Contatta:

Author's data

Commento

Messaggio da leggere da Ida-59 »

Un racconto davvero strano, che si snoda seguendo la via dei ricordi, quasi in modo casuale. Sicuramente scritto molto bene, con aspetti lirici ed evocativi, e un lessico appropriato e ben scelto. Le stagioni nei cimiteri all'ora di chiusura, le passeggiate con la mamma nel viale alberato, il suicidio, la morte. C'è un po' di tutto, in una singolare amalgama che tiene tutto ben unito.
L'unico difetto è la compattezza del testo: avrei gradito qualche "a capo" di più, per facilitare la lettura a video e per separare gli argomenti.
Voto 4

Mariangela
Foglio bianco
Messaggi: 2
Iscritto il: 05/06/2020, 15:53

Author's data

Commento

Messaggio da leggere da Mariangela »

Questo racconto è il primo che leggo e devo dire che mi è piaciuto molto. L'atmosfera che trasmettono i cimiteri è sempre speciale, secondo me, indipendentemente dal fatto che si creda o meno. Sicuramente il cimitero permette al visitatore di far vagare i pensieri, rinvangare il passato, i momenti belli e quelli tristi. Credo sia un setting appropriato per un racconto breve dove l'autore decide di ricordare l'infanzia e la giovinezza, e soprattutto coloro che non ci sono più.

Mariovaldo
Foglio bianco
Messaggi: 22
Iscritto il: 16/12/2019, 7:27
Contatta:

Author's data

Re: Cimitero

Messaggio da leggere da Mariovaldo »

Buona lettura, non uso l'aggettivo "piacevole" perchè, persona di una certa età, l'argomento, o meglio, l'ambientazione, mette un poco di angoscia.. e credo tu ne comprenda la ragione.
Comunque il brano è scritto molto bene, il contenuto non è mai banale e il tempo speso per la lettura è ben speso.

Rispondi

Torna a “Gara di primavera, 2020”



Alcuni esempi di nostri libri autoprodotti:


La Paura fa 90

La Paura fa 90

90 racconti da 666 parole

Questo libro è una raccolta dei migliori testi che hanno partecipato alla selezione per l'antologia La Paura fa 90. Ci sono 90 racconti da non più di 666 parole. A chiudere l'antologia c'è un bellissimo racconto del maestro dell'horror Danilo Arona. Leggete questa antologia con cautela e a piccole dosi, perché altrimenti correte il rischio di avere terribili incubi!
A cura di Alessandro Napolitano e Massimo Baglione.

Contiene opere di: Maria Arca, Pia Barletta, Ariase Barretta, Cristiana Bartolini, Eva Bassa, Maria Cristina Biasoli, Patrizia Birtolo, Andrea Borla, Michele Campagna, Massimiliano Campo , Claudio Candia, Carmine Cantile, Riccardo Carli Ballola, Matteo Carriero, Polissena Cerolini, Tommaso Chimenti, Leonardo Colombi, Alessandro M. Colombo, Lorenzo Coltellacci, Lorenzo Crescentini, Igor De Amicis, Diego Di Dio, Angela Di Salvo, Stefano di Stasio, Bruno Elpis, Valeria Esposito, Dante Esti, Greta Fantini, Emilio Floretto Sergi, Caterina Franciosi, Mario Frigerio, Riccardo Fumagalli, Franco Fusè, Matteo Gambaro, Roberto Gatto, Gianluca Gendusa, Giorgia Rebecca Gironi, Vincenza Giubilei, Emiliano Gotelli, Fabio Granella, Mauro Gualtieri, Roberto Guarnieri, Giuseppe Guerrini, Joshi Spawnbrød, Margherita Lamatrice, Igor Lampis, Tania Maffei, Giuseppe Mallozzi, Stefano Mallus, Matteo Mancini, Claudia Mancosu, Azzurra Mangani, Andrea Marà, Manuela Mariani, Lorenzo Marone, Marco Marulli, Miriam Mastrovito, Elisa Matteini, Raffaella Munno, Alessandro Napolitano, Roberto Napolitano, Giuseppe Novellino, Sergio Oricci, Amigdala Pala, Alex Panigada, Federico Pergolini, Maria Lidia Petrulli, Daniele Picciuti, Sonia Piras, Gian Filippo Pizzo, Lorenzo Pompeo, Massimiliano Prandini, Marco Ricciardi, Tiziana Ritacco, Angelo Rosselli, Filippo Santaniello, Gianluca Santini, Emma Saponaro, Francesco Scardone, Giacomo Scotti, Ser Stefano, Antonella Spennacchio, Ilaria Spes, Antonietta Terzano, Angela Maria Tiberi, Anna Toro, Alberto Tristano, Giuseppe Troccoli, Cosimo Vitiello, Alain Voudì, Danilo Arona.
gratis Clicca qui per leggere l'ebook COMPLETO!
Vedi ANTEPRIMA (1,10 MB scaricato 660 volte) - (info e commenti).
Compralo su    amazon

69 Orizzontale

69 Orizzontale

l'Antologia erotica

Oltre 300 pagine di ottimo erotismo sotto forma di racconti, poesie e illustrazioni. Contiene un racconto della scrittrice Valeria Ferracuti e disegni di Furio Bomben. Ogni testo è abbinato a una domanda in formato "settimana enigmistica" che testerà l'attenzione del lettore. La dura selezione alla quale sono stati sottoposti i partecipanti, garantisce al libro una qualità che raramente è stata raggiunta in passato.
A cura di Massimo Baglione, Angela Di Salvo e Alessandro Napolitano;
in collaborazione con Valeria Ferracuti di mysecretdiary.it;
copertina di Roberta Guardascione;
illustrazioni aggiuntive realizzate da Furio Bomben;
strisce enigmistiche di Diego Capani.

Contiene opere di: Allison Bersani, Gabriella Pison, Gianni Giovannone, Serena Rosata, Simone De Andreis Gerini, Thierry59, Grey Delacroix, Giovanni Altieri, Marina Priorini, Antonella Rita Provenzano, Furio Bomben, Alessandra Gaggioli, Marina Casali, Mew Notice, Enrica Restelli, Valter Padovani, Alessandro Moschini, Tullio Aragona, Elena Girotti, Edoardo Baietti, Gilbert Paraschiva, Gianluigi Redaelli, Connie Furnari, Flavia Ippolito, Mariella Scarano, Piergiorgio Annicchiarico, Poly, Alessio Boni, Carmine Rosano, Alberto Tristano, Barbara Bertucci, Armando D'Amaro, Livin Derevel, Stefano Masetti, Alfio Faedi, Giovanni Gentile, Bruno Elpis, Riccardo Carli Ballola, Roberta Eman, Anna Pisani, Ser Stefano, Riccardo Sartori, Giovanna Amoroso, Jen Ricci, Michele Cogni, Paolo Ferruccio Cuniberti, Claudio Gavina, Valeria Ferracuti.
Vedi ANTEPRIMA (298,69 KB scaricato 836 volte) - (info e commenti).
Compralo su    amazon

77, le gambe delle donne

77, le gambe delle donne

ovvero: donne in gamba!

Antologia di 77 opere e 10 illustrazioni per esplorare, conoscere e rappresentare la complessità e la varietà dell'universo femminile. Ognuno dei testi presenti in questa antologia riesce a cogliere tanti aspetti, anche contrastanti, di questa creatura affascinante e sorprendente che assieme agli uomini per millenni ha contribuito, nell'ombra o sul palco della storia, all'evoluzione della civiltà così come la conosciamo oggi. è inutile aggiungere che 77 opere soltanto non hanno la presunzione di fornire una rappresentazione esaustiva, ma lasciamo che la parte di questo "iceberg" femminile ancora sommerso rimanga pronto per emergere in prossime indagini e, perchì no, per costituire ancora la materia prima di altre future opere di ingegno.
A cura di Massimo Baglione.

Contiene opere di: Tullio Aragona, Maria Basilicata, Mara Bomben, Alessandro Borghesi, Emanuela Bosisio, Nunzio Campanelli, Paolo Caponnetto, Alessandro Carnier, Gino Centofante, Polissena Cerolini, Antonio Ciervo, Luigi Andrea Cimini, Giacomo Colosio, Cristina Cornelio, Marika Davoli, Stella Demaris, Maria Rosaria De Simone, Cetta de Luca, Cristoforo De Vivo, Roberta Eman, Luca Fadda, Lorella Fanotti, Lodovico Ferrari, Raffaella Ferrari, Virginia Fiorucci, Anna Rita Foschini, Franco Frainetti, Manuela Furlan, Nicola Gaggelli, Isabella Galeotti, Rebecca Gamucci, Lucilla Gattini, Michela Giudici, Antonino R. Giuffrè, Alessandro Kabon, Concita Imperatrice, Carlotta Invrea, Greta Leder, Silvia Leuzzi, Yuleisy Cruz Lezcano, Libero, Marina Li Volsi, Rosalia Maria Lo Bue, Diego Luci, Sandra Ludovici, Verdiana Maggiorelli, Marino Maiorino, Angelo Manarola, Myriam Mantegazza, Germana Meli (geMadame), Roberta Michelini, Samuele Mocellin, Maurizio Nequio, Teresa Pace, Marina Paolucci, Roberto Paradiso, Umberto Pasqui, Viviana Picchiarelli, Daniela Piccoli, Anna Pisani, Luciano Poletto, Monica Porta, Pietro Rainero, Gianluigi Redaelli, Maria Rejtano, Stefania Resanfi, Franca Riso, Massimo Rosa, Francesca Santucci, Libera Schiano Lomoriello, Daniele Schito, Veronica Sequi, Salvatore Stefanelli, Stella Stollo, Paola Tomasello, Sonia Tortora, Liliana Tuozzo, Alessandro Zanacchi.
Vedi ANTEPRIMA (317,09 KB scaricato 341 volte) - (info e commenti).
Compralo su    amazon

Clicca qui per vedere tutte le altre nostre Pubblicazioni.



Alcuni esempi di nostri ebook gratuiti:


La Gara 55 - La capsula del Tempo

La Gara 55 - La capsula del Tempo

(ottobre 2015, 25 pagine, 824,77 KB)

Autori partecipanti: Ida Dainese, Carlocelenza, Angelo Manarola, Giorgio Leone, Patrizia Chini, Alberto Tivoli, Nembo13,
a cura di Skyla74.
Scarica questo testo in formato PDF (824,77 KB) - scaricato 153 volte.
oppure in formato EPUB (287,35 KB) (vedi anteprima) - scaricato 202 volte..
Clicca qui per lasciare un commento.

La Gara 59 - Siamo come ci vedono o come ci vediamo noi?

La Gara 59 - Siamo come ci vedono o come ci vediamo noi?

(giugno/luglio 2016, 35 pagine, 1,73 MB)

Autori partecipanti: Lodovico, Nunzio Campanelli, Massimo Tivoli, Carlocelenza, Stefania Di Giannantonio, Mirtalastrega, Skyla74, Patrizia Chini, Gabriele Ludovici, Giorgio Leone,
a cura di Alberto Tivoli.
Scarica questo testo in formato PDF (1,73 MB) - scaricato 153 volte.
oppure in formato EPUB (583,49 KB) (vedi anteprima) - scaricato 151 volte..
Clicca qui per lasciare un commento.

La Gara 70 - Troppo tardi

La Gara 70 - Troppo tardi

(aprile 2018, 20 pagine, 663,34 KB)

Autori partecipanti: Roberto Bonfanti, Patrizia Chini, Daniele Missiroli, Gabriele Ludovici, Ida Dainese,
a cura di Lodovico Ferrari.
Scarica questo testo in formato PDF (663,34 KB) - scaricato 56 volte.
oppure in formato EPUB (326,04 KB) (vedi anteprima) - scaricato 58 volte..
Clicca qui per lasciare un commento.

Clicca qui per vedere tutti gli altri nostri Ebook gratuiti.