Le rondini di Hafsah

Spazio dedicato alla Gara stagionale di primavera 2020.

Sondaggio

1 - non mi piace affatto
0
Nessun voto
2 - mi piace pochino
0
Nessun voto
3 - si lascia leggere
5
45%
4 - è bello
6
55%
5 - mi piace tantissimo
0
Nessun voto
 
Voti totali: 11

Mariovaldo
Foglio bianco
Messaggi: 5
Iscritto il: 16/12/2019, 7:27
Contatta:

Author's data

Le rondini di Hafsah

Messaggio da leggere da Mariovaldo »

Il cielo era percorso da piccole forme scure e veloci che lo riempivano di grida: le rondini migravano a migliaia e si perdevano oltre l’orizzonte.
Hafsah le guardava con occhi sognanti mentre, vestita di un logoro abitino a fiori, trascinava con fatica un secchio dalla fonte limacciosa verso la baracca che chiamavano casa.
Provava una grande invidia per quei piccoli uccelli. Venivano dal sud e volavano liberi verso un nuovo cielo, verso una terra ricca.
- Fortunate quelle rondini che non sono costrette a rimanere in questo posto per tutta la vita - sospirò la ragazzina, fermandosi un momento per posare con attenzione il secchio, le braccia dolenti per lo sforzo.
Aveva ancora molta strada da fare, e forse in futuro sarebbe stato ancora peggio: i vecchi dicevano che il sole era sempre più caldo e l’acqua si sarebbe nascosta ancora più in profondità.
Quel giorno stesso al villaggio fece ritorno Jummai, un cugino di Hafsah che era riuscito ad andarsene qualche anno prima. Era venuto per salutare i genitori e i due fratelli, almeno questo era ciò che diceva. Ma si capiva che era tornato soprattutto per esibire la sua nuova ricchezza e i suoi vestiti occidentali. Con quello che era costato il suo orologio d’oro sarebbe stato possibile portare l’acqua in ogni casa del villaggio; non se ne curava, e fingeva di ignorare gli sguardi di suo padre che non aveva mai approvato la sua partenza.
Jummai fissò Hafsah con uno sguardo che la turbò: c’era una luce stana in quegli occhi. Durò un istante, poi un sorriso allegro cancellò nella ragazzina quella sensazione spiacevole.
- Cugina, sei cresciuta, ora sei una donna. Vieni con me in Italia, c’è lavoro, si guadagna tanto e si sta bene.-
Questo era stato, più o meno, il discorso che Jummai le aveva fatto e poi aveva ripetuto ai genitori di lei, aggiungendo che le spese del viaggio non erano un problema, le avrebbe anticipate lui, Hafsah avrebbe potuto rimborsarlo con il denaro che avrebbe guadagnato in seguito; intanto loro, al villaggio, avrebbero avuto una bocca in meno da sfamare. -Inoltre, proseguì Jummai,- gli uomini di scienza, quelli che sanno tutto, dicono che presto dovremo comunque lasciare la nostra terra, non ci sarà più acqua per tutti. Meglio dare a Hafsah l’opportunità di una vita infinitamente migliore prima che sia troppo tardi.-
concluse Jummai in tono molto convincente.
A Hafsah non sembrò vero quando i genitori decisero di lasciarla partire, era la realizzazione di un sogno: avrebbe seguito le rondini e sarebbe arrivata dove facevano il nido, un posto al di là del mare pieno di meraviglie, come l’acqua che a volte diventava bianca e copriva le montagne, così aveva sentito dire; in ogni caso, anche lei avrebbe esibito vestiti e collane meravigliose.
Il viaggio fu lungo, faticoso e pericoloso, suo cugino le aveva spiegato che non potevano viaggiare insieme, lei doveva entrare di nascosto in quel paese del quale lui invece oramai aveva le chiavi. Ma di sicuro l’aspettavano una bella casa, un buon lavoro e presto i soldi, tanti soldi, era più di una promessa.
All'arrivo Jummai non c’era, e Hafsah non lo rivide più. Al suo posto, alcuni connazionali sconosciuti l’avevano prelevata direttamente dalla spiaggia dove era approdata, fradicia, affamata e spaventata, e l’avevano portata in una lurida casa nella campagna.
La ragazza scoprì molto presto che suo cugino l’aveva semplicemente venduta a un’organizzazione di sfruttatori e che sopra quella casa non volavano le rondini: là, dove lei e alcune altre erano tenute segregate mentre imparavano a forza il mestiere, non c’era posto per i sogni.

Erano le cinque di un pomeriggio d’autunno inoltrato ma i giorni erano ancora roventi come ad Agosto.
Hafsah aspettava sullo spiazzo della statale. Il trucco volutamente pesante cercava di celare il volto da bambina, indosso portava solo una minigonna rossa e una maglietta gialla, attillata e scollata in modo che il suo seno quasi straripava; le scarpe dai tacchi altissimi le rendevano difficile camminare, così stava ferma. Aspettava.
Il furgone bianco frenò poco più avanti, poi retrocedette lentamente.
Un altro cliente, il pomeriggio era stato fiacco, forse sarebbe riuscita a farla diventare una buona giornata, pensò Hafsah.
L’uomo al volante era trasandato, i capelli lunghi raccolti sulla nuca, la barba unta e incolta e quando la apostrofò volgarmente il suo alito puzzava di vino.
Hafsah ebbe un attimo di esitazione, ma sapeva cosa le sarebbe accaduto se, alla fine della giornata, non avesse portato tutto il denaro che si aspettavano da lei. Pensò che non sarebbe stata la prima volta, né l’ultima, che avrebbe accettato un cliente che la disgustava.
La contrattazione fu veloce e lei salì, indicando all’uomo la piccola strada sterrata dove appartarsi.
L’uomo la fece sdraiare brutalmente, poi si mise sopra di lei senza il minimo riguardo.
Hafsah aveva imparato a estraniarsi e persino a sorridere, seguendo il filo dei suoi pensieri mentre gli uomini facevano quello per cui l’avevano pagata. Non era difficile: lei non sentiva nulla, l’al uasat, una tradizione del suo popolo che veniva rispettata puntigliosamente per tutte le bambine e che lei aveva subìto quando ancora prendeva il latte, l’aveva resa incapace di provare qualunque piacere sessuale.
In ogni caso, con quel cliente non avrebbe fatto la minima differenza: a volte ne capitava uno gentile, ma non era certo la persona che in quel momento stava sopra di lei, bestemmiando e alitandole addosso odio e puzza di vino.
- Cos’hai da sorridere, puttana, mi prendi in giro? Stronza di una negra, non sei nemmeno capace di farmelo venire duro! -
Lo schiaffo arrivò violento, tra la tempia e la bocca, facendole uscire il sangue dall’angolo del labbro.
Anche a questo Hafsah era abituata, non era la prima volta che un uomo, sfruttatore o cliente, la picchiava.
- Non mi picchiare, tu stai buono, faccio io tutto, tu vedrai, io sono brava -.
- Ma cosa vuoi fare?- sibilò con rabbia l'uomo - Mi fai schifo, non dovevo prendere su una lurida negra come te, rendimi i soldi.-
L’uomo adesso era in ginocchio e le aveva messo una mano sul collo; Hafsah iniziò ad avere paura.
- Tu lasciami, va bene, io ti do i soldi, mi fai male -.
Una strana luce si accese negli occhi dell’uomo che iniziò a serrare la mano, appoggiandosi con tutto il suo peso.
-Ti faccio male? Ecco, questo sì che mi eccita, dillo ancora, brutta troia!-
Ma Hafsah non poteva parlare, apriva la bocca e l’aria non arrivava ai polmoni, si dibatteva, mentre il terrore s’impossessava di lei. L’uomo era forte, le teneva serrati entrambi gli esili polsi dentro una mano, mentre con l’altra alternava strette al collo con schiaffi spietati. Poi, per sua fortuna, Hafsah perse i sensi e non fu più preda del dolore e della paura, ma solo di una bestia accecata dalla follia.
Passarono pochi minuti e il furgone ripartì, vagando tra le stradine sterrate della pineta. Alla fine si fermò dove un fiumiciattolo si avvicinava al mare tra cespugli e basse dune di sabbia. L’uomo si guardò intorno, quindi trascinò fuori senza sforzo apparente la ragazza. La finì di spogliare, la fece rotolare lungo il corto declivio dell’argine, poi mise i pochi vestiti vicino alla borsetta, sul sedile; se ne sarebbe disfatto da qualche altra parte. Mise in moto e si allontanò velocemente in un sollevarsi di polvere e cartacce.

Il cielo era percorso da piccole forme scure e veloci che lo riempivano di grida: le rondini roteavano a centinaia ma non si allontanavano: con l’autunno così caldo non sentivano più il bisogno di tornare in quelle terre lontane..
Hafsah le guardava con occhi sbarrati mentre, vestita delle foglie di un cespuglio ingrigito dalla polvere, trascinava con fatica il respiro rantolante attraverso la gola martoriata.
Provava una grande invidia per quei piccoli uccelli.
-Almeno voi potete tornare, siete libere, non fatevi ingannare dalle false promesse.-
mormorò Hafsah mentre si abbandonava al buio che la stava avvolgendo.

Avatar utente
Eliseo Palumbo
Correttore di bozze
Messaggi: 413
Iscritto il: 22/10/2011, 14:09
Contatta:

Author's data

Commento

Messaggio da leggere da Eliseo Palumbo »

racconto molto triste che rispecchia bene la realtà dei fatti, quello che molte donne sono costrette a passare e nella fattispecie un peggioramento piuttosto che il raggiungimento della "Terra promessa".
Le rondini l'hanno accompaganta fino alla fine, una bella scena, una goccia di felicità velata dal rammarico di quello che non è potuto essere e dalla invidia verso gli uccelli migratori, da sempre sua ispirazione.
Alla prosisma
Mostrare ad altri le proprie debolezze lo sconvolgeva assai più della morte

POSARE LA MIA PENNA E' TROPPO PERICOLOSO IO VIVO IO SCRIVO E QUANDO MUOIO MI RIPOSO


Immagine

Avatar utente
Draper
Apprendista
Messaggi: 190
Iscritto il: 23/03/2015, 0:05

Author's data

Commento

Messaggio da leggere da Draper »

Allora, è un racconto molto bello, ma in due punti molto delicati tende a diventare parecchio retorico. Credo che modifcare quei periodi possa rendere più potente il testo, ovviamente è solo un consiglio. Te li segnalo di seguito:

"La ragazza scoprì molto presto che suo cugino l’aveva semplicemente venduta a un’organizzazione di sfruttatori e che sopra quella casa non volavano le rondini: là, dove lei e alcune altre erano tenute segregate mentre imparavano a forza il mestiere, non c’era posto per i sogni."

se fosse direttamente: "La ragazza scoprì molto presto che sopra quella casa non volavano le rondini: là, dove lei e alcune altre erano tenute segregate mentre imparavano a forza il mesterie, non c'era posto per i sogni."

Qui c'è già tutto, mi sembra ridondante segnalare che il cugino l'abbia venduta. E' chiarissimo prima ancora che si spieghi.

Il secondo punto è il finale. Anche lì, ribadire il concetto credo non serva. Secondo me sarebbe molto più potente, il messaggio, se il finale terminasse a "provava una grande invidia per quei piccoli uccelli". Penso sia stata ben spiegata la similitudine già dal resto del racconto, ecco perché sarebbe pleonastico.

In ogni caso, un bel lavoro!
Immagine
Immagine

Letylety
Foglio bianco
Messaggi: 2
Iscritto il: 21/03/2020, 12:12

Author's data

Commento

Messaggio da leggere da Letylety »

Un racconto molto bello. Questa giovane ragazza che parte dalla sua terra per raggiungere un luogo di speranza magari è inflazionato però la descrizione è semplice e sentita. Mi è piaciuta la leggerezza e delicatezza usata nell'esporre la storia. In certi punti è poetico.
Ultima modifica di Letylety il 26/03/2020, 9:18, modificato 1 volta in totale.

Selene Barblan
Necrologista
Messaggi: 247
Iscritto il: 11/07/2016, 22:53

Author's data

Commento

Messaggio da leggere da Selene Barblan »

Mi è piaciuta la delicatezza e il rispetto con cui è stato trattato il tema. Trovo sia importante parlarne e discuterne, anche all’infinito se fosse necessario a cambiare, almeno un po’, le cose. Si legge volentieri, anche perché non è eccessivo, retorico, non so se mi spiego. Voto 4.

Roberto Ballardini
Pubblicista
Messaggi: 88
Iscritto il: 22/12/2019, 10:58

Author's data

Commento

Messaggio da leggere da Roberto Ballardini »

Per certi contenuti non c'è inflazione che tenga. E' giusto parlarne, foss'anche tutti i giorni (se Barbara D'Urso può triturarci i maroni con la sua stucchevolezza, perché fotografie di questo tipo non debbono poterci ricordare sempre cosa non va?). Ma il valore del racconto non è solo nel contenuto. Nella sua semplicità mostra come i sogni di una ragazza come Hafsah siano gli stessi di ognuno di noi, e cioè quelli di migliorare la qualità della propria vita. Mostra anche in modo semplice, poco sensazionalistico, come il denaro corrompa ogni cosa e ogni persona, come un virus (e daje). Nella brevità del testo vengono toccati tutti gli aspetti salienti della questione, da quello umanitario a quello ambientale (ecologico si può ancora dire o è un termine inflazionato anche quello, malgrado non sia mai stato preso in considerazione?) e se l'impianto narrativo non genera tensione o suspence è solo perché una storia di ordinario degrado sociale non può farlo. Può solo fare inorridire. Ma questo, nello specifico, non è certo un demerito. Per quel che riguarda la retoricità, io non l'ho ravvisata per niente. Il pezzo ha tutta la forza di un buon articolo, e come racconto è costruito bene. Toglierei le ultime due righe, soltanto perché ripetono ciò che le parole precedenti hanno già espresso più che bene.

Avatar utente
Teseo Tesei
Apprendista
Messaggi: 124
Iscritto il: 03/02/2019, 19:35

Author's data

Commento

Messaggio da leggere da Teseo Tesei »

Il racconto descrive una triste odissea di una ragazza piena di speranze, ingannata, tradita e resa schiava.
Rispecchia la storia di tante ragazze che purtroppo sono costrette a questo genere di vita proprio nella nostra Nazione, ancor oggi nel 2020 in Italia.
Finché esisteranno organizzazioni criminali nostrane o straniere in grado di commettere questi scempi, ma sopratutto finché ci saranno animali sotto spoglie umane disponibili ad alimentare questo giro di sfruttamento, finché il nostro Stato non deciderà di intervenire con polso di ferro, tutto ciò continuerà ad accadere. Altre Hafsah chiuderanno gli occhi da schiave, sognando di essere rondini.
Ognuno di noi deve fare il proprio dovere, in casi simili girarsi dall'altra parte e fingere di non vedere è da vili.
Voto 4.
Le stelle brillano soltanto in notte oscura.
https://www.youtube.com/watch?v=HTRHL3yEcVk

Autore presente nei seguenti ebook di BraviAutori.it:
Immagine
Immagine

Avatar utente
Frdellaccio
Foglio bianco
Messaggi: 30
Iscritto il: 15/05/2018, 0:11
Località: Recco

Author's data

COMMENTO

Messaggio da leggere da Frdellaccio »

Ciao Mariovaldo
se dovessi definire in una parola il tuo racconto, più che bello, dire "stimolante". Nel senso che stimola la rabbia,la voglia di reagire a questo mondo ingiusto. Mi sembra di più un articolo, un reportage (mi sembra che qualcuno lo abbia già detto) e va bene così. Almeno per me

Alla prossima
Francesco

10aprile1992
Foglio bianco
Messaggi: 7
Iscritto il: ieri, 21:06

Author's data

Re: Le rondini di Hafsah

Messaggio da leggere da 10aprile1992 »

Racconto molto toccante, forte. Scritto con garbo. Si lascia leggere scorrevolmente, nonostante il tema non sia affatto leggero.

Avatar utente
Massimo Baglione
Site Admin
Messaggi: 9073
Iscritto il: 11/04/2007, 12:20
Località: Belluno
Contatta:

Author's data

Re: Le rondini di Hafsah

Messaggio da leggere da Massimo Baglione »

Ricordatevi di specificare esattamente "Commento" come titolo del messaggio usato per commentare le opere in Gara (senza prefissi come "Re:" o altri suffissi), altrimenti non verranno conteggiati dal sistema, grazie!
Se invece state solo rispondendo, non serve specificare.
Ricordatevi anche che il testo del commento deve essere lungo almeno 200 battute.
Vi rimando alle istruzioni delle Gare letterarie.
Immagine

Immagine <<< io sono nel Club dei Recensori di BraviAutori.it.

Immagine

www.massimobaglione.org

Rispondi

Torna a “Gara di primavera, 2020”



Alcuni esempi di nostri libri autoprodotti:


A Quattro mani

A Quattro mani

antologia di opere scritte a più mani

Una collaborazione, di qualunque natura essa sia, diventa uno stimolo, la fusione di peculiarità ben definite, la concretizzazione di un'intesa, la meraviglia di scoprire quel qualcosa che individualmente non si sarebbe mai potuta fare. È una prova, una necessità di miglioramento, il superamento dei propri limiti stilistici o di quei blocchi creativi che sovente ci pongono di fronte a un disarmante "foglio bianco". Gli autori di questa antologia ci hanno voluto provare.
A cura di Massimo Baglione.
Copertina di Antonio Abbruzzese.

Contiene opere di: Chiara Masiero, Mauro Cancian, Stefania Fiorin, Anna Rita Foschini, Ida Dainese, Alberto Tivoli, Marina Paolucci, Maria Rosaria Spirito, Marina Den Lille Havfrue, Cristina Giuntini, David Bergamaschi, Giuseppe Gallato, Maria Elena Lorefice.
gratis Clicca qui per leggere l'ebook COMPLETO!
Vedi ANTEPRIMA (802,46 KB scaricato 88 volte) - per info e commenti clicca qui.
Compralo su   luluamazon
Carosello

Carosello

antologia di opere ispirate dal concetto di Carosello e per ricordare il 40° anniversario della sua chiusura

Nel 1977 andava in onda l'ultima puntata del popolare spettacolo televisivo serale seguito da adulti e bambini. Carosello era una sorta di contenitore pubblicitario, dove cartoni animati e pupazzetti vari facevano da allegro contorno ai prodotti da reclamizzare. Dato che questo programma andava in onda di sera, Carosello rappresentò per molti bambini il segnale di "stop alle attività quotidiane". Infatti si diffuse presto la formula "E dopo il Carosello, tutti a nanna".
Per il 40° anniversario della sua chiusura, agli autori abbiamo chiesto opere di genere libero che tenessero conto della semplicità che ha caratterizzato Carosello nei vent'anni durante i quali è andato felicemente in onda. I dodici autori qui pubblicati hanno partecipato alle selezioni del concorso e sono stati selezionati per questo progetto letterario. Le loro opere sono degni omaggi ai nostri ricordi (un po' sbiaditi e in bianco e nero) di un modo di stare in famiglia ormai dimenticato.
A cura di Massimo Baglione.

Contiene opere di: Giorgio Leone, Enrico Teodorani, Cristina Giuntini, Maria Rosaria Spirito, Francesco Zanni Bertelli, Serena Barsottelli, Alberto Tivoli, Laura Traverso, Enrico Arlandini, Francesca Rosaria Riso, Giovanni Teresi, Angela Catalini.
Vedi ANTEPRIMA (357,78 KB scaricato 49 volte) - per info e commenti clicca qui.
Compralo su   luluamazon
Vivere con 500 euro al mese nonostante Equitalia

Vivere con 500 euro al mese nonostante Equitalia

la normale vita quotidiana cos&iacute; come dovrebbe essere

Nota: questo libro non è derivato dai nostri concorsi ma ne abbiamo curato l'editing e la diffusione per conto dell'autore che ha ceduto le royalty all'Associazione culturale.
Vi voglio dimostrare come con un po' di umiltà, di fantasia e di buon senso si possa vivere in questa caotica società, senza possedere grandi stipendi e perfino con Equitalia alle calcagna. Credetemi: è possibile, ed è bellissimo!
Vedi ANTEPRIMA (108,61 KB scaricato 171 volte) -
Compralo su   luluamazon
Clicca qui per vedere tutte le altre nostre Pubblicazioni.



Alcuni esempi di nostri ebook gratuiti:


La Gara 67 - Cavalieri di ieri, di oggi e di domani

La Gara 67 - Cavalieri di ieri, di oggi e di domani

(novembre 2017, 30 pagine, 736,36 KB)

Autori partecipanti: Nunzio Campanelli, Alberto Tivoli, Daniele Missiroli, Lodovico, Massimo Tivoli, Conrad, Carlocelenza, Patrizia Chini,
a cura di Ida Dainese.
Scarica questo testo in formato PDF (736,36 KB) - scaricato 53 volte.
oppure in formato EPUB (907,03 KB) (vedi anteprima) - scaricato 52 volte..
Clicca qui per lasciare un commento.
La Gara 33 - Dica 33!

La Gara 33 - Dica 33!

(settembre/ottobre 2012, 55 pagine, 711,52 KB)

Autori partecipanti: Lodovico, , Ser Stefano, Monica Porta may bee, Nathan, Skyla74, Licetti, Roberta Michelini, Cordelia, Tuarag, Mastronxo, Paride Bastuello, Isabella Galeotti, Angela Di Salvo, Lorella15, Recenso,
A cura di Ser Stefano.
Scarica questo testo in formato PDF (711,52 KB) - scaricato 149 volte.
oppure in formato EPUB (856,50 KB) (vedi anteprima) - scaricato 223 volte..
Clicca qui per lasciare un commento.
La Gara 15 - Risorse a piccoli sorsi

La Gara 15 - Risorse a piccoli sorsi

(luglio/agosto 2010, 60 pagine, 845,46 KB)

Autori partecipanti: Cmt, Gloria, Arianna, SerStefano, Arditoeufemismo, hellies15, Giacomo Scotti, Carlocelenza, Vit, Manuela, Daniela F, Vecchiaziapatty, pieromacrelli, Gigliola, Biancaspina, Titty Terzano, Michele,
A cura di Mastronxo.
Scarica questo testo in formato PDF (845,46 KB) - scaricato 404 volte.
oppure in formato EPUB (487,29 KB) (vedi anteprima) - scaricato 197 volte..
Clicca qui per lasciare un commento.
Clicca qui per vedere tutti gli altri nostri Ebook gratuiti.