Il primo giorno dopo il virus

Spazio dedicato alla Gara stagionale di primavera 2020.

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Francesco Pino
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Il primo giorno dopo il virus

Messaggio da leggere da Francesco Pino »

E adesso che facciamo? Vestiamo i bambini e andiamo a prendere un po’ d’aria? Vuoi chiamare tua mamma prima? Dove andiamo? Prendiamo il tram o preferisci camminare? Avranno già riaperto la Promenade des Anglais? E la spiaggia? Il drone sarà ancora in volo? Me lo porto il gel disinfettante? Hai visto che la gente ci guarda? A che pensi? Guarda, c’è una macchina della polizia… Hai visto quante auto ci sono in giro? Perchè non se ne stanno a casa? E noi? Perchè non ce ne stiamo a casa? Non sarebbe più logico andare subito a far l’amore? Ah già, i bambini.

Ça va? Ti ho mai fatto ascoltare quella canzone di Lucio Dalla che s’intitola FUTURA? Bimbi avete visto com’è bello fuori? Si si, possiamo uscire tutti i giorni… No, senza la carta da far vedere alla polizia… Il tuo rossetto è stato sempre di questo colore? Te ne sei accorta che sei in forma perfetta? Tu e il bambino avete la stessa faccia, lo sai?

Era da molto che non camminavamo tenendoci per mano, vero? Come si dice sfavillante in francese? Non mi dite che siete già stanchi, ok? Com’è che si chiama la compagnetta di nostra figlia che abita li a sinistra? Te lo ricordi il violinista al nostro matrimonio? Hai visto il negozio di quella signora di Messina? C’è il cartello affittasi… Che profumo hai messo? Il Petite Robe Noire? Hai visto che i riflessi dei raggi del sole su quelle finestre sembrano blu? Andiamo a comprare dello champagne? Sei stata mai veramente contenta di essere al mondo? Non ti piacerebbe riprendere a ballare? Bisou? Lo sai qual è la differenza fra avenue e boulevard? Guarda com’è particolare il blu del mare, forse è per questo che la chiamano Costa Azzurra… Guarda l’Hotel Negresco, chissà quanto costa una notte li dentro… Ci avevi mai fatto caso prima a quante cose qui a Nizza hanno nomi italiani? Perchè non mi hai mai portato a San Pietroburgo? Ya tebya lyublyu.

Guarda quella moto li come corre, fa lo slalom fra le auto, lo vedi? Abbiamo capito o non abbiamo capito niente? Abbiamo capito quanto siamo fragili? Tutta quella gente che usciva di casa lo stesso, tutti quei morti… Lo abbiamo capito che siamo vivi per culo e che dobbiamo qualcosa a chi non ce l’ha fatta? Lo abbiamo capito che serve stare uniti, che c’è una società, che non siamo soli e che le tragedie non hanno barriere? Torneremo a picchiare gli stranieri e a sparare per un rolex o abbiamo capito? Faremo nuovi ospedali o taglieremo ancora le spese alla sanità? Continueremo a vendere armi o ci prenderemo cura dell’ambiente? Come? Attento ai bambini? Ah, si… Usciremo anche domani, vero?

Dove lo prendiamo questo gelato? A Piazza Massena o alla Città Vecchia? Hai mai fatto caso che le parole madre, sindaco e mare in francese si pronunciano alla stessa maniera? MER! Se devi dire che la madre del sindaco è andata a mare ne viene fuori la mére du maire est allé à la mer… come dici Bimbabella? Perchè ci sono quelle statue sopra i pali? Le sai contare? Brava, sette! Rappresentano i sette continenti che si che si trovano tutti insieme in un unico posto, la piazza. Devi sapere che ora le vedi tutte dello stesso colore, ma poi la sera si illuminano ognuna di un colore diverso… Perchè? Perchè se anche nel buio possiamo sembrare diversi, poi alla luce del sole siamo tutti uguali.

Che ora si è fatta? Hai visto che il porto sembra ancora chiuso? Appena i traghetti funzioneranno di nuovo ne prenderemo uno per andare alle Isole Lerins, d’accordo? Che poi… Ci hai mai pensato al perchè si viaggia? Perchè andiamo a cercare altre spiagge, altri mari, altri posti da vedere? Cosa vediamo davvero in questi altri posti che vogliamo vedere? Cosa capiamo davvero quando siamo di fronte al Colosseo o alla Tour Eiffel? Perchè la gente va in Francia e poi torna in Italia per dire: “i francesi non hanno il bidet”? Quando entriamo al Louvre la vogliamo sapere la storia di quei quadri o andiamo al Louvre per dire di esserci stati? Sai quanta gente crede che la Gioconda sia stata rubata all’Italia da Napoleone? Lo sai che non è vero per niente? Lo sai quanta gente è convinta che ce ne andiamo in giro con la baguette sotto l’ascella? Oh, avessi mai visto un francese con la baguette sotto l’ascella io! Perchè se siamo all’estero ci andiamo a cercare le pizzerie e i Mc Donald’s? Che differenza c’è fra Edimburgo, Berlino, Il Cairo, Tokyo, Pechino, Amsterdam, Barcellona, New York, Mosca? Credo che molti VIAGGIATORI non saprebbero rispondere.

Torniamo a casa adesso? Non trovi che questo giorno sia poetico? Ci scriveranno dei libri e ci faranno dei film… Per i bambini è fin troppo emozionante. Quanto dura un’euforia? Riusciremo a lavorare com’era prima? Quanti poveri in più ci saranno? Perchè la giostra è ancora spenta? Riaprirà mai? Hai visto quei barboni che dormono sulla panchina? Erano li anche prima o sono arrivati oggi? Sai cos’è il basic income? Hai visto che ci sono già i robot che servono ai tavoli? Che volete mangiare a pranzo? Stasera pizza pero’… Bambini guardate, è un aereo quello li in cielo!

Stefyp
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Messaggio da leggere da Stefyp »

Questo caleidoscopio di domande mi ha fatto perdere la testa e non l'ho più ritrovata. Cioè non ho capito niente, aspetto numi. È anche originale l'idea di fare un racconto fatto solo con domande, ma non ho capito dove volevi andare a parare. Domande sul senso della vita pre e post corona, accanto a banali domande di ordinaria amministrazione familiare e a spot da ufficio turistico...
Comunque io di francesi con la baguette sotto il braccio, qualche decina d'anni fa, ne ho visti e parecchi.

Francesco Pino
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Re: Commento

Messaggio da leggere da Francesco Pino »

Stefyp ha scritto:
11/05/2020, 21:04
Questo caleidoscopio di domande mi ha fatto perdere la testa e non l'ho più ritrovata. Cioè non ho capito niente, aspetto numi. È anche originale l'idea di fare un racconto fatto solo con domande, ma non ho capito dove volevi andare a parare. Domande sul senso della vita pre e post corona, accanto a banali domande di ordinaria amministrazione familiare e a spot da ufficio turistico...
Comunque io di francesi con la baguette sotto il braccio, qualche decina d'anni fa, ne ho visti e parecchi.
Non è vero che non hai capito niente, hai capito l'idea.
Dove volevo andare a parare? Suscitare curiosità al di là di "era una notte buia e tempestosa…". Del resto anche tu hai dato una risposta.
Grazie di aver lasciato un commento.

Laura Traverso
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Messaggio da leggere da Laura Traverso »

A me è piaciuto questo racconto molto particolare, costruito solo su punti di domanda. Perché gli interrogativi che il protagonista si pone non sono buttati li a caso: parlano di vita, degli aspetti della vita che ci circonda e che ci riguarda, (con qualche esagerazione... pure io li ho visti eccome i francesi andare con la baguette sotto il braccio) e soprattutto puntualizza sulla Svista dei più, sempre di corsa e distratti. Avrei evitato l'elenco delle capitali; a mio parere, in aggiunta ai mille interrogativi, appesantiscono il racconto. Comunque, ripeto, per me è ok!

Francesco Pino
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Re: Commento

Messaggio da leggere da Francesco Pino »

Laura Traverso ha scritto:
12/05/2020, 14:11
A me è piaciuto questo racconto molto particolare, costruito solo su punti di domanda. Perché gli interrogativi che il protagonista si pone non sono buttati li a caso: parlano di vita, degli aspetti della vita che ci circonda e che ci riguarda, (con qualche esagerazione... pure io li ho visti eccome i francesi andare con la baguette sotto il braccio) e soprattutto puntualizza sulla Svista dei più, sempre di corsa e distratti. Avrei evitato l'elenco delle capitali; a mio parere, in aggiunta ai mille interrogativi, appesantiscono il racconto. Comunque, ripeto, per me è ok!
Grazie del commento Laura, mi fa piacere che tu abbia apprezzato.
Colgo l'occasione per precisare che quanto ho scritto sulla baguette riguarda il presente, non sto negando il passato. L'intento era comunque quello di fotografare il preconcetto legato al luogo comune.

Namio Intile
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Messaggio da leggere da Namio Intile »

Amo le domande più delle risposte; e le giuste domande offrono più spunti delle cattive risposte. Dalle tue domande, ma anche dalle risposte ai due commenti, deduco che scrivi da tanto, che non sei capitato qui per caso con questo racconto, in cui mostri e nascondi, dove fuggi e ti riveli. Abbiamo capito o non abbiamo capito niente? Credo niente, come al solito. Tutto passerà e se cambierà qualcosa lo farà in peggio se i robot serviranno ai tavoli. Ogni giorno è poetico e non so cosa sia il basic income (e neanche mi interessa saperlo).
Spero di rileggerti

Francesco Pino
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Messaggio da leggere da Francesco Pino »

Namio Intile ha scritto:
13/05/2020, 10:25
Amo le domande più delle risposte; e le giuste domande offrono più spunti delle cattive risposte. Dalle tue domande, ma anche dalle risposte ai due commenti, deduco che scrivi da tanto, che non sei capitato qui per caso con questo racconto, in cui mostri e nascondi, dove fuggi e ti riveli. Abbiamo capito o non abbiamo capito niente? Credo niente, come al solito. Tutto passerà e se cambierà qualcosa lo farà in peggio se i robot serviranno ai tavoli. Ogni giorno è poetico e non so cosa sia il basic income (e neanche mi interessa saperlo).
Spero di rileggerti
Anch'io amo le domande, è la curiosità che aumenta il nostro bagaglio di cultura generale. A volte ci possono essere informazioni delle quali non ce ne facciamo nulla, ma se non domandiamo non possiamo sapere. In ogni caso anche se la risposta non ci piace ne sappiamo una in più :-)
Questi giorni mi rendono pessimista su un cambiamento in cui razionalmente non speravo più di tanto.
La tecnologia ci sta sostituendo e questa emergenza ha dato la possibilità di accelerare la sperimentazione del lavoro senza l'uomo. Forse(cosi' ti tolgo comunque la curiosità, anche se non volevi :P ) dovremmo rivedere l'equazione mangiare = lavorare per evitare il peggio.
Grazie del caloroso commento, mi ha fatto molto piacere.

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Fausto Scatoli
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innegabile che sia diverso da tanti altri.
per contenuto, per stesura, per stile si distingue.
però, onestamente, alla fine mi rimane davvero poco. forse proprio perchè dentro c'è tanto, troppo.
una volta conclusa la lettura mi sono reso conto di aver capito poco o niente, di non aver recepito il messaggio.
l'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente
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Mariovaldo
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E adesso che tu hai fatto tutte le domande possibili, a me quale resta da fare? Beh, una ne avrei: ma senza questo maledetto virus, cosa avresti scritto? Sono curioso, perchè mi sembra la tua una penna molto valida e la vorrei rileggere impegnata in un bel racconto all'antica… sai, sono un vecchio brontolone e non mi piace dover ammettere che si possono scrivere bei brani di prosa fatti soltanto di domande.

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Teseo Tesei
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Bello. Mi è piaciuto molto. Dal "Ti amo" in russo, molto più efficace del scenografico "from russia with love" appiccicato agli scatoloni di aiuti sovietici. Al continuo tentativo di vedere questo nostro pianeta con nuovi occhi. Fino alla chiosa: "Bambini guardate, è un aereo quello li in cielo!".
L'apoteosi inversa finale è da manuale ed è la ciliegia sulla torta.

Come noto: la confusione si crea sempre all'interno di una illusione.

Bambini guardate è Dio ... in cielo! :-D
E' certamente una visione meno confusa e maggiormente lontana da qualsiasi illusione umana.

Leggendo questo racconto in modo come dir ... il più possibile lucido ...
è perfino possibile riuscire ad intravedere una gran luce risplendere dietro a quel grande "volatile meccanico" di metallo "plasmato" dall'essere umano.
Chissà se anche allora era così confuso, quel Golem di argilla in cui Dio soffiò lo Spirito vitale, quando si illudeva di volare?
E chissà se chi lo seguiva, passo passo, come quei genitori con i propri figli, chissà se nutre sempre lo stesso immutato Amore oggi come ieri per le sue creature?
Chissà! Risponderebbe un animo confuso ed illuso.
Certamente! Risponde ogni creatura di Dio.

Buon lavoro!
Massimo dei voti per me.
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Francesco Pino
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Re: commento

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Fausto Scatoli ha scritto:
20/05/2020, 8:34
innegabile che sia diverso da tanti altri.
per contenuto, per stesura, per stile si distingue.
però, onestamente, alla fine mi rimane davvero poco. forse proprio perchè dentro c'è tanto, troppo.
una volta conclusa la lettura mi sono reso conto di aver capito poco o niente, di non aver recepito il messaggio.
Se non sei riuscito a cogliere il messaggio è sicuramente perchè non sono riuscito ad essere ben esplicito. Ci sono delle considerazioni personali che si dovrebbero intravedere fra le domande, che evidentemente non sono riuscito a far emergere come avrei voluto.
Grazie del commento, mi servirà per il futuro.

Francesco Pino
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Messaggio da leggere da Francesco Pino »

Mariovaldo ha scritto:
24/05/2020, 11:40
E adesso che tu hai fatto tutte le domande possibili, a me quale resta da fare? Beh, una ne avrei: ma senza questo maledetto virus, cosa avresti scritto? Sono curioso, perchè mi sembra la tua una penna molto valida e la vorrei rileggere impegnata in un bel racconto all'antica… sai, sono un vecchio brontolone e non mi piace dover ammettere che si possono scrivere bei brani di prosa fatti soltanto di domande.
Un racconto all'antica? Chissà… qualche idea ce l'ho. Ti assicuro che mi rileggerai.
Grazie davvero del bel commento.

Francesco Pino
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Re: Commento

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Teseo Tesei ha scritto:
24/05/2020, 17:55
Bello. Mi è piaciuto molto. Dal "Ti amo" in russo, molto più efficace del scenografico "from russia with love" appiccicato agli scatoloni di aiuti sovietici. Al continuo tentativo di vedere questo nostro pianeta con nuovi occhi. Fino alla chiosa: "Bambini guardate, è un aereo quello li in cielo!".
L'apoteosi inversa finale è da manuale ed è la ciliegia sulla torta.

Come noto: la confusione si crea sempre all'interno di una illusione.

Bambini guardate è Dio ... in cielo! :-D
E' certamente una visione meno confusa e maggiormente lontana da qualsiasi illusione umana.

Leggendo questo racconto in modo come dir ... il più possibile lucido ...
è perfino possibile riuscire ad intravedere una gran luce risplendere dietro a quel grande "volatile meccanico" di metallo "plasmato" dall'essere umano.
Chissà se anche allora era così confuso, quel Golem di argilla in cui Dio soffiò lo Spirito vitale, quando si illudeva di volare?
E chissà se chi lo seguiva, passo passo, come i genitori con i propri figli, ieri ... così come oggi, e chissà se nutre sempre lo stesso immutato Amore oggi come ieri per le sue creature?
Chissà! Risponderebbe un animo confuso ed illuso.
Certamente! Risponde ogni creatura di Dio.

Buon lavoro!
Massimo dei voti per me.
Wow! mi hai fatto un complimentone. Mi fa piacere quando qualcuno si sofferma sui particolari.
Grazie davvero.

Selene Barblan
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Messaggio da leggere da Selene Barblan »

La domanda è il motore che porta alla scoperta, al miglioramento, alla discussione, all’evoluzione; saper trovare una risposta non è quasi mai evidente se non si ricorre alla “risposta automatica” e al copia incolla. E in quel caso non è una vera risposta ma un’illusione. Anche io ho tante domande e a volte mi fa paura trovare nell’oscurità quella che è la verità, la mia verità per lo meno. Ma una sofferenza adesso è forse meglio che mille anni di menzogna. Credo di aver preso spunto e aver deviato per la tangente, scusami. Bel racconto, voto 5 per me.

Francesco Pino
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Re: Commento

Messaggio da leggere da Francesco Pino »

Selene Barblan ha scritto:
27/05/2020, 17:43
La domanda è il motore che porta alla scoperta, al miglioramento, alla discussione, all’evoluzione; saper trovare una risposta non è quasi mai evidente se non si ricorre alla “risposta automatica” e al copia incolla. E in quel caso non è una vera risposta ma un’illusione. Anche io ho tante domande e a volte mi fa paura trovare nell’oscurità quella che è la verità, la mia verità per lo meno. Ma una sofferenza adesso è forse meglio che mille anni di menzogna. Credo di aver preso spunto e aver deviato per la tangente, scusami. Bel racconto, voto 5 per me.
Grazie del voto.
Come dici tu bisogna porsi le domande per andare "oltre". Certo le risposte non sempre ci piacciono e allora, per conseguenza, non ci piacciono neanche le domande… se sono gli altri a farcele e noi a dover rispondere.
Alle tante domande che pongo nel racconto le risposte chiaramente io le ho. E' una cosa veramente difficile spiegare quello che si scrive e poi dovrebbe essere meglio lasciarlo all'interpretazione. Pero', giusto per fare un paio di esempi: sto citando una canzone di Dalla che parla di qualcosa, si puo' ascoltarla e immedesimarsi nel senso della domanda. O ancora… "il tuo rossetto è stato sempre di quel colore?" Forse chi fa questa domanda a sua moglie non si era tanto accorto del suo rossetto in passato e fuori da quello che si è passato da adesso più attenzione alla donna che ama. Ecc… ecc…
Magari si potrebbe provare a leggerlo rispondendo alle domande o fermandosi a pensare sul perchè vengono poste.

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Ida-59
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Messaggio da leggere da Ida-59 »

Davvero, troppe domanede, ti tolgono il fiato e la voglia di leggere.
Lo ammetto - ed è una cosa che mi capita davvero di rado - ma non sono arrivata alla fine della storia, pur se era corta.
Forse perchè è così legata al nostro presente e mi ha disturbato, forse perchè le domando erano ossessive e toglievano il fiato. Ma di sicuro non c'era alcun piacere nella lettura.
Forse sono sbagliata io, non so, che nella leltura cerco il sogno e qui ho trovato solo l'incubo asfissiante, ma non mi è piaciuto per nulla.
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Roberto Bonfanti
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Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti »

Le domande cercano le risposte ma portano ad altre domande.
Quanto ci appaga ritrovare quello che ci è mancato in questo tempo sospeso? La quarantena ci ha veramente reso migliori? O solo diversi? Ma in fondo non lo fa già la vita? Siamo riusciti a trasformare le difficoltà in opportunità? È tutto oro quel che luccica?
Trovo che il racconto sia molto interessante, lo stile adottato lo rende molto “denso”, di concetti, di suggestioni, mi piace.
Un appunto sulla forma: tutti quei perché con l’accento sbagliato e qualche sì e lì senza (accento).

Francesco Pino
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Re: Commento

Messaggio da leggere da Francesco Pino »

Roberto Bonfanti ha scritto:
06/06/2020, 15:50
Le domande cercano le risposte ma portano ad altre domande.
Quanto ci appaga ritrovare quello che ci è mancato in questo tempo sospeso? La quarantena ci ha veramente reso migliori? O solo diversi? Ma in fondo non lo fa già la vita? Siamo riusciti a trasformare le difficoltà in opportunità? È tutto oro quel che luccica?
Trovo che il racconto sia molto interessante, lo stile adottato lo rende molto “denso”, di concetti, di suggestioni, mi piace.
Un appunto sulla forma: tutti quei perché con l’accento sbagliato e qualche sì e lì senza (accento).
Olalà! Grazie veramente dell'appunto sul perché, lo terro' sempre a mente. Per gli accenti sulle I invece si è trattato di una dimenticanza: la mia tastiera non è italiana e non ho la I e la O accentate. Ho dimenticato di inserire la vocale accentata nel testo prima di copiarlo.
Grazie del commento!

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