Yannick

Spazio dedicato alla Gara stagionale d'estate 2020.

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Francesco Pino
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Yannick

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La luna oggi è spuntata fuori con un salto, non è arrivata gradualmente come ogni sera. Guardavi il mare e non c’era la luna e poi all’improvviso… bam! È saltata fuori e si è fissata lì in alto. Quella luna lì era il segnale. L’atto irrazionale da commettere al momento giusto, il colpo di testa obbligatorio per la straordinarietà dell’evento. Una sera da farsi bastare per tutto il resto della vita, senza più sognare di viverla. L’abbiamo attesa per molto tempo, dai balconi dei nostri appartamenti, nei lunghi monologhi immobili dei telegiornali. Per un uomo che fa il padre e il marito de sei anni la serata straordinaria da farsi bastare per tutto il resto della vita consiste nell’andar per locali senza la famiglia. I sogni cambiano con l’età: una volta sognavo di girare il mondo, prima ancora di fare il calciatore, sei anni fa sognavo una famiglia e una vita “normale”; ora sogno il bancone di un pub.
 
  Mi trovo in un bar della Città Vecchia con indosso il vestito elegante, ma senza cravatta. Sono circa le undici, ma veramente stasera sapere che ora sia non ha alcuna importanza. Gli scaffali pieni di bottiglie alle spalle del bancone mi hanno da sempre fatto venire in mente la canzone ALL’UNA E TRENTACINQUE CIRCA di Vinicio Capossela… “[i]Chimay, Bacardi jamaican rhum, White lady, Becks beer, Tequila boom boom, Dry gin, Charrington, Four roses burbon[/i]”. Due ragazzi mi sorridono, ma non ho capito se per il mio vestito o perché gli piaccio. Il mio Jack è quasi finito, ne ho bevuto uno solo e mi faccio già domande cretine… sto invecchiando. Era da una vita che non bevevo Jack Daniel’s: mio figlio si sveglia sempre molto presto la mattina, alle sei, sei e mezza al massimo; quando era poco più che un neonato anche prima. Tu devi essere sempre lucido e scattante la mattina a quell’ora, non puoi permetterti di uscire dal letto col mal di testa e mezzo rincoglionito.
 
  Fuori dal locale la luna è sempre lì dov’era dal balcone di casa. Quei due ragazzi di prima sono adesso per strada e fumano una canna come se non fosse proibito, nessun poliziotto avrà da ridire. Fumare è un’altra cosa che non faccio da anni. L’abitudine a rollare non l’ho mai perduta, le sigarette costano un botto ed è economicamente più saggio optare per il tabacco; sono tentato di chiedergli se ne hanno un po’ da vendere. La spazzatura è piena di mascherine e guanti, alcune sono anche sparse per il marciapiede; c’è una zingara che chiede l’elemosina anche la sera, probabilmente è rimasta lì per tutto il periodo del confinamento. Forse lei dovrebbe bere e fumare ogni giorno, a ogni età; forse dovrebbe combattere la realtà vomitando la mattina e tornando a letto dopo aver vomitato. Nella tristezza e nella gioia ci sono dei giorni in cui bisognerebbe arrestare il tempo, entrare in un presente perpetuo senza avvenire e senza luogo. Dai che mi faccio un altro Jack!
 
  Aveva comprato una pillola di colore giallo al prezzo di quaranta euro, era avvolta in un sacchettino di plastica di meno di un centimetro in modo da poterla nascondere sotto la lingua, ma lui non la nascondeva da nessuna parte. Esitò un istante a inghiottirla perché in effetti non sai mai cosa c’è dentro quella roba fatta chissà dove e chissà come. Fece il suo salto dentro la luce di quella luna. Aspettava da più di mezzora che la pillola facesse effetto ma niente, lo avevano fregato. Viene accarezzato da una scarica elettrica morbida e vellutata che dal cervello arriva fino alle mani e ai piedi, sorride senza motivo a delle ragazze sedute al tavolo di fronte a lui, le orecchie gli fischiano di benessere.
 
 «Ti sei messo il vestito elegante, eh? Ci stà!»
 È un uomo di colore di circa la mia età, con i capelli molto lunghi e con le treccine come le aveva Gullit, ha una boccola per ogni orecchio. Si siede sullo sgabello al bancone, quello libero accanto al mio. Non lo conosco affatto e ora che lo guardo meglio mi ricorda più Yannick Noah che Gullit… aggiudicato: Yannick. Probabilmente siamo gli unici due ultraquarantenni nel locale e dunque – penso io – sarà forse anche per questo che viene a cercare un po’ di conversazione. Sono le sue pupille a dirmi che si è fatto qualcosa di più d’una canna; in ogni caso ho un po’ di compagnia.
 
  «Io penso che la lezione l’abbiamo imparata» dice. «Non possiamo vivere a 300 all’ora e schiantarci come meteoriti. Quanto dovrà durare la nostra decadenza? Ti rendi conto che suoniamo il clacson appena scatta il semaforo? Non ti sembra osceno che la copertina di SG. PEPPER’S sia stata riprodotta in formato CD? Cioè… cosa fai, appendi a casa tua una fotografia in miniatura della Gioconda perché la tecnologia va avanti? Veniamo svegliati dalla suoneria del nostro telefono e che progetti abbiamo per la giornata? La vita è semplice: nasci, incontri gente, chiaccheri un po’, si finisce a letto, t’innamori. Anche i tuoi nemici non sono realmente nemici. Prendi Charles Manson, chissà quanto ha sofferto per arrivare a fare tutte quelle cose brutte! Io sono qui, amico mio, come mi vedi. Io vivevo prima del virus e vivrò dopo. Le vedi quelle ragazze che ballano totalmente disinibite? La vita è un susseguirsi di esitazioni, andiamo a conoscerle! Dobbiamo amare sul serio o far finta di amare? E se ci sbagliassimo in ogni caso? Dai, andiamo a ballare!»
 
  Io non lo seguo, ma lui non aspetta la mia risposta. È stratardi e ho voglia di tornare a casa. Mi allontano verso l’uscita mentre Yannick disegna sagome tridimensionali con le braccia sorridendo alle ragazze, sembra felice. Tra non molto avrà la gola secca e una gran sete. Batterà i denti, avrà freddo alle mani e gli fischieranno le orecchie… e non di benessere. Le persone a cui sorride lo opprimeranno, la vita gli sembrerà uno schifo. Arriverà a domani mattina senza chiudere occhio dopo aver chimicamente intravisto il mondo così per come dovrebbe essere: senza solitudine, con una società che ti coccola benevolmente… migliore. Forse è solo un ex figlio di papà rimasto imprigionato nei suoi vent’anni che furono o forse noi vaneggiamo troppo di rivoluzioni marxiste mentre abbiamo la soluzione sottomano. Il marciapiede ondeggia un po’ ma è normale, non ci sono più abituato.
 
  Sono le due e mezza e domani mi dovrò alzare presto come sempre. Sarò svegliato dalla suoneria del telefono, come diceva Yannick, il mio progetto per la giornata sarà lo stesso del giorno prima e del giorno dopo. Lo schermo elettronico vicino casa mia che di solito fa scorrere la pubblicità è ancora col fermimmagine sulla giornalista che davanti all’Eliseo dava la notizia con quella luna sullo sfondo: HANNO TROVATO IL VACCINO!
Ultima modifica di Francesco Pino il 26/06/2020, 8:44, modificato 1 volta in totale.
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Ida-59
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Mah, non saprei dire, forse sono io che non ho capito il messaggio della storia. Hanno trovato il vaccino e quindi si può mollare moglie e figli per andare a ubriacarsi? Ma non troppo che domani si lavora. Sarà che sotto casa mia ho la "movida" e già rimpiango i tempi della chiusura dei bar!
Ad ogni modo, apprezzo che il padre, almeno quando il bimbo era piccolo, la sera non beveva per esser lucido la mattina. Ma ora che il bimbo è cresciuto e il confinamento terminato, una sbronza per sera fa bene alla salute?

Qui c'è un brutale cambio di punto di vista (e di tempo verbale, dal presente al passato) che scombussola il lettore.
Aveva comprato una pillola di colore giallo al prezzo di quaranta euro, era avvolta in un sacchettino di plastica di meno di un centimetro in modo da poterla nascondere sotto la lingua, ma lui non la nascondeva da nessuna parte. Esitò un istante a inghiottirla perché in effetti non sai mai cosa c’è dentro quella roba fatta chissà dove e chissà come. Fece il suo salto dentro la luce di quella luna. Aspettava da più di mezzora che la pillola facesse effetto ma niente, lo avevano fregato. Viene accarezzato da una scarica elettrica morbida e vellutata che dal cervello arriva fino alle mani e ai piedi, sorride senza motivo a delle ragazze sedute al tavolo di fronte a lui, le orecchie gli fischiano di benessere.
Qui una piccola svista.
Tra noN molto avrà la gola secca
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Messaggio da leggere da Laura Traverso »

Tralascio la mia opinione per l'enfasi di aver trovato il vaccino... Comunque il racconto ha un suo significato. L'evento è' assai importante per il protagonista della storia narrata, al punto che lo annovera tra i più significativi della propria vita. E di conseguenza il "sogno" di celebrarlo con una serata trasgressiva all'insegna dello sballo in tutti i sensi ci sta. Se non ho capito male... Quindi va bene,il racconto è buono, si lascia senz'altro leggere.
Francesco Pino
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Ida-59 ha scritto: 21/06/2020, 21:44 Mah, non saprei dire, forse sono io che non ho capito il messaggio della storia. Hanno trovato il vaccino e quindi si può mollare moglie e figli per andare a ubriacarsi? Ma non troppo che domani si lavora. Sarà che sotto casa mia ho la "movida" e già rimpiango i tempi della chiusura dei bar!
Ad ogni modo, apprezzo che il padre, almeno quando il bimbo era piccolo, la sera non beveva per esser lucido la mattina. Ma ora che il bimbo è cresciuto e il confinamento terminato, una sbronza per sera fa bene alla salute?

Qui c'è un brutale cambio di punto di vista (e di tempo verbale, dal presente al passato) che scombussola il lettore.


Qui una piccola svista.
Per la seconda volta su due mi scrivi che forse sei tu a non aver capito il moi racconto. Io la certezza di essere scarso me la tengo stretta, ma in futuro dovro' vautare anche la possibilità che tu possa aver ragione.
Non è una sbronza per sera, è una sera da farsi bastare per tutta la vita.
Non c'è nulla nel racconto che possa far pensare che alcol e droghe facciano bene alla salute.
Il brutale cambio di punto di vista rappresenta (sicuramente male) la pillola che ha fatto effetto all'improvviso. Per lo stesso motivo il passato si riferisce a mezzora prima e il presente si riferisce al presente.
Francesco Pino
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Laura Traverso ha scritto: 21/06/2020, 22:09 Tralascio la mia opinione per l'enfasi di aver trovato il vaccino... Comunque il racconto ha un suo significato. L'evento è' assai importante per il protagonista della storia narrata, al punto che lo annovera tra i più significativi della propria vita. E di conseguenza il "sogno" di celebrarlo con una serata trasgressiva all'insegna dello sballo in tutti i sensi ci sta. Se non ho capito male... Quindi va bene,il racconto è buono, si lascia senz'altro leggere.
data la premessa il tuo commento mi fa particolarmente piacere.
L'evento è molto importante per il protagonista, si. Addirittura si veste elegante e festeggia a modo suo (per un'ultima volta) trasgredendo le regole che si è imposto da quando è genitore.

Grazie davvero del commento.
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Fausto Scatoli
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Messaggio da leggere da Fausto Scatoli »

che l'evento sia importante per il protagonista è chiaro, visto come si veste e come si comporta: da farsi bastare per una vita.
non mi è altrettanto chiaro come mai sia così importante, questo mi sfugge. probabilmente non sono riuscito a recepirlo.
lo stile non mi è molto gradito, ma si tratta di gusto personale
buone, invece, le descrizioni, sia a livello esteriore che emozionale.
qualche refuso, ma nulla di particolare, a parte quel tempo verbale diverso che ho trovato strano, inatteso.
dalla tua spiegazione ho capit oche è voluto, ma alla lettura non appare come dici.
opinione personale, ovviamente.
non male, nel complesso.
l'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente
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Francesco Pino
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Fausto Scatoli ha scritto: 22/06/2020, 10:40 che l'evento sia importante per il protagonista è chiaro, visto come si veste e come si comporta: da farsi bastare per una vita.
non mi è altrettanto chiaro come mai sia così importante, questo mi sfugge. probabilmente non sono riuscito a recepirlo.
lo stile non mi è molto gradito, ma si tratta di gusto personale
buone, invece, le descrizioni, sia a livello esteriore che emozionale.
qualche refuso, ma nulla di particolare, a parte quel tempo verbale diverso che ho trovato strano, inatteso.
dalla tua spiegazione ho capit oche è voluto, ma alla lettura non appare come dici.
opinione personale, ovviamente.
non male, nel complesso.
Avevo il dubbio se entrare più nel dettaglio della spiegazione sul perchè l'evento fosse importante oppure no, ho preferito la seconda opzione e probabilmente è un difetto. Pensavo che sarebbero bastati dettagli come Yannick che dice "ci sta" o la polizia che non avrebbe avuto da ridire per la canna per dare un'importanza non solo personale alla cosa.
Se alla lettura non appare quello che avevo intenzione di esprimere nel passaggio fra mezz'ora prima e il presente è evidentemente perchè non sono riuscito a farlo nella maniera giusta… mea culpa.
Grazie del commento!
Namio Intile
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Una bella idea, Francesco. Potevi però renderla meglio. Il cambio di PdV, e insieme di persona e di tempo verbale, deve avere un motivo forte che lo giustifica esplicitamente (almeno nel finale) e spazio in cui dispiegarsi. In questo modo lasci al lettore lo sforzo di interpretare e quindi, se il lettore non ci arriva, di pensare che abbia fatto un errore.
Yannick me lo ricordo, quindi siamo avanti negli anni tutti e due, e quel tipo gasato (o impasticcato) in cerca di ragazzine e di divertimento a tutti i costi vale l'intero il racconto.
Come il magnifico incipit, bello questo pensiero che mi piace riportare: " Una sera da farsi bastare per tutto il resto della vita, senza più sognare di viverla."
Forse bisogna arrivare a un certa età, con un certo trascorso, e con un certa introspezione per capirle davvero queste parole. E la malinconia, lo struggimento che ne viene fuori.
Insomma il racconto è vero, autentico, peccato che la forma a tratti lo renda soltanto verosimile.
Lavoraci un po' su e sarà una bomba.
E lascia stare il vaccino, quel che fa la differenza sono i tuoi sentimenti.
Francesco Pino
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Namio Intile ha scritto: 25/06/2020, 15:59 Una bella idea, Francesco. Potevi però renderla meglio. Il cambio di PdV, e insieme di persona e di tempo verbale, deve avere un motivo forte che lo giustifica esplicitamente (almeno nel finale) e spazio in cui dispiegarsi. In questo modo lasci al lettore lo sforzo di interpretare e quindi, se il lettore non ci arriva, di pensare che abbia fatto un errore.
Yannick me lo ricordo, quindi siamo avanti negli anni tutti e due, e quel tipo gasato (o impasticcato) in cerca di ragazzine e di divertimento a tutti i costi vale l'intero il racconto.
Come il magnifico incipit, bello questo pensiero che mi piace riportare: " Una sera da farsi bastare per tutto il resto della vita, senza più sognare di viverla."
Forse bisogna arrivare a un certa età, con un certo trascorso, e con un certa introspezione per capirle davvero queste parole. E la malinconia, lo struggimento che ne viene fuori.
Insomma il racconto è vero, autentico, peccato che la forma a tratti lo renda soltanto verosimile.
Lavoraci un po' su e sarà una bomba.
E lascia stare il vaccino, quel che fa la differenza sono i tuoi sentimenti.
Beh sai, nel pieno di una pandemia con centinaia di morti al giorno ti viene il desiderio forte che l'incubo finisca.
Sul cambio di tempo ormai mi sono convinto che dovevo cercare un'altra soluzione, hai ragione.
Il quarantacinquenne che va in giro impasticcato in cerca di ragazzine e fa quei discorsi l'ho conosciuto veramente quando vivevo ancora in Italia :P ne ho modificato solo l'aspetto.
Ti sono grato del bel commento.
Selene Barblan
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Un racconto introspettivo, riflessivo, forse decadente. Mi piacciono soprattutto le descrizioni del primo paragrafo, sono efficaci. Alcuni termini (come rollare, una botta,..) secondo me contrastano un po’ con l’eleganza con cui vengono delineati sentimenti e pensieri, anche se fanno parte del gergo del protagonista.

“ Aveva comprato una pillola di colore giallo al prezzo di quaranta euro, era avvolta in un sacchettino di plastica di meno di un centimetro in modo da poterla nascondere sotto la lingua, ma lui non la nascondeva da nessuna parte. Esitò un istante a inghiottirla perché in effetti non sai mai cosa c’è dentro quella roba fatta chissà dove e chissà come. Fece il suo salto dentro la luce di quella luna. Aspettava da più di mezzora che la pillola facesse effetto ma niente, lo avevano fregato. Viene accarezzato da una scarica elettrica morbida e vellutata che dal cervello arriva fino alle mani e ai piedi, sorride senza motivo a delle ragazze sedute al tavolo di fronte a lui, le orecchie gli fischiano di benessere. “

Secondo me questo paragrafo andrebbe rivisto.

Nella quarta riga del penultimo paragrafo ti è sfuggita una n al non.

Globalmente mi è piaciuto, un buon racconto.
Francesco Pino
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Selene Barblan ha scritto: 26/06/2020, 7:32 Un racconto introspettivo, riflessivo, forse decadente. Mi piacciono soprattutto le descrizioni del primo paragrafo, sono efficaci. Alcuni termini (come rollare, una botta,..) secondo me contrastano un po’ con l’eleganza con cui vengono delineati sentimenti e pensieri, anche se fanno parte del gergo del protagonista.

“ Aveva comprato una pillola di colore giallo al prezzo di quaranta euro, era avvolta in un sacchettino di plastica di meno di un centimetro in modo da poterla nascondere sotto la lingua, ma lui non la nascondeva da nessuna parte. Esitò un istante a inghiottirla perché in effetti non sai mai cosa c’è dentro quella roba fatta chissà dove e chissà come. Fece il suo salto dentro la luce di quella luna. Aspettava da più di mezzora che la pillola facesse effetto ma niente, lo avevano fregato. Viene accarezzato da una scarica elettrica morbida e vellutata che dal cervello arriva fino alle mani e ai piedi, sorride senza motivo a delle ragazze sedute al tavolo di fronte a lui, le orecchie gli fischiano di benessere. “

Secondo me questo paragrafo andrebbe rivisto.

Nella quarta riga del penultimo paragrafo ti è sfuggita una n al non.

Globalmente mi è piaciuto, un buon racconto.
Grazie del commento positivo, ho corretto la svista della N.
Riguardo al paragrafo che secondo te andrebbe rivisto, come forse avrai notato attraverso gli altri commenti è stata sollevata la questione del cambio di tempo. Sono tentato di modificarlo visto che viene recepito come un errore… mi interesserebbe l'opinione di più gente possibile su questo. Tu cosa intendi per andrebbe rivisto?
Selene Barblan
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Re: Yannick

Messaggio da leggere da Selene Barblan »

Mi riferisco anche io al cambio di tempo verbale, manda un po’ in confusione, anche se non sono sicura sia un vero errore...
Lucia De Falco
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Messaggio da leggere da Lucia De Falco »

Il testo esprime la malinconia di un uomo di mezz'età che, come forse molti di noi, è annoiato dal solito tran tran della sua vita, della mancanza di avventure e di piacevoli imprevisti che si sognano a vent'anni. Si prende una serata di vacanza, una pausa dalla famiglia, ma poi ritorna al suo dovere, al focolare domestico, alla sveglia mattutina. Forse è vero, il finale sul vaccino stona col resto, mi piace però l'idea dell'annunciatrice televisiva, magari potrebbe annunciare un'altra notizia, sempre rassicurante.
Francesco Pino
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Re: Commento

Messaggio da leggere da Francesco Pino »

Lucia De Falco ha scritto: 30/06/2020, 17:38 Il testo esprime la malinconia di un uomo di mezz'età che, come forse molti di noi, è annoiato dal solito tran tran della sua vita, della mancanza di avventure e di piacevoli imprevisti che si sognano a vent'anni. Si prende una serata di vacanza, una pausa dalla famiglia, ma poi ritorna al suo dovere, al focolare domestico, alla sveglia mattutina. Forse è vero, il finale sul vaccino stona col resto, mi piace però l'idea dell'annunciatrice televisiva, magari potrebbe annunciare un'altra notizia, sempre rassicurante.
Grazie del commento Lucia. Il testo esprime principalmente proprio quello che descrivi tu, poi certo ci sono anche embrioni di considerazioni personali sparsi fra le righe. La scoperta del vaccino è in effetti legata al periodo in cui ho scritto il racconto: nel pieno dei lutti dovuti al virus. L'umanità aspetta tante buone notizie, compresi alcuni importanti vaccini.
Roberto Virdo'
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Messaggio da leggere da Roberto Virdo' »

Non facile esprimere un commento su un testo che giudico, in potenzialità, molto buono. Seppur il giudizio finale è positivo, la lettura (parlo della mia, ovviamente) è andata avanti tra picchi di introspezione significativi e attimi meno coinvolgenti (ma è solo questione di gusti personali). Bello l'incipit, belli i pensieri da "marito": spunti davvero interessanti. Anche l'outing di Yannick offre più di qualche motivo di riflessione (il che non significa, da parte mia, essere automaticamente d'accordo sui concetti espressi). Qualche appunto sulla forma è da prendere in considerazione poiché in definitiva credo abbia penalizzato il valido contenuto. D'accordo con chi ha scritto, in sostanza, che questo racconto mostra dell'ottima materia prima ma dedicandoci più tempo avrebbe potuto puntare senza dubbio al massimo. Eppure trovo che l'impegno e anche, credo, la partecipazione dell'autore che si intravede in molte delle sue stesse parole superi qualche imperfezione formale e quindi propendo per un voto alto.
Francesco Pino
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Messaggio da leggere da Francesco Pino »

Roberto Virdo' ha scritto: 04/07/2020, 20:49 Non facile esprimere un commento su un testo che giudico, in potenzialità, molto buono. Seppur il giudizio finale è positivo, la lettura (parlo della mia, ovviamente) è andata avanti tra picchi di introspezione significativi e attimi meno coinvolgenti (ma è solo questione di gusti personali). Bello l'incipit, belli i pensieri da "marito": spunti davvero interessanti. Anche l'outing di Yannick offre più di qualche motivo di riflessione (il che non significa, da parte mia, essere automaticamente d'accordo sui concetti espressi). Qualche appunto sulla forma è da prendere in considerazione poiché in definitiva credo abbia penalizzato il valido contenuto. D'accordo con chi ha scritto, in sostanza, che questo racconto mostra dell'ottima materia prima ma dedicandoci più tempo avrebbe potuto puntare senza dubbio al massimo. Eppure trovo che l'impegno e anche, credo, la partecipazione dell'autore che si intravede in molte delle sue stesse parole superi qualche imperfezione formale e quindi propendo per un voto alto.
Grazie del commento, Roberto. Dare qualche motivo di riflessione è uno degli scopi che mi pongo quando scrivo qualcosa e trovare opinioni non concordi con i concetti espressi fa parte del gioco; preferisco di gran lunga cosi'. Sono vontento che il racconto ti sia piaciuto.
Simone_Non_é
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Messaggio da leggere da Simone_Non_é »

Ciao Francesco! Il racconto l'ho trovato scritto bene non mi ha però colpito a livello di contenuto, di certo traspare una certa voglia di trasgressione e di libertà, probabilmente sensazioni che il protagonista non ritrova più nella sua vita. Non c'è stato però quel fattore che mi ha fatto sobbalzare per la serata assurda che si è concesso, nel complesso si fa leggere ed è piacevole
Francesco Pino
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Messaggio da leggere da Francesco Pino »

Simone_Non_é ha scritto: 28/07/2020, 23:46 Ciao Francesco! Il racconto l'ho trovato scritto bene non mi ha però colpito a livello di contenuto, di certo traspare una certa voglia di trasgressione e di libertà, probabilmente sensazioni che il protagonista non ritrova più nella sua vita. Non c'è stato però quel fattore che mi ha fatto sobbalzare per la serata assurda che si è concesso, nel complesso si fa leggere ed è piacevole
Ciao Simone, grazie per il commento.
Colgo l'occasione per far notare (non solo a te) che Yannick dice qualcosa. Il mio intento, con tutta probabilità mal risuscito, era quello di creare una storia attorno a quelle riflessioni che fa il francese. Va da se che il contenuto (come hai scritto tu) possa non piacere.
Andrepoz
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Messaggio da leggere da Andrepoz »

Racconto un po' discontinuo, che alterna momenti davvero coinvolgenti (il discorso di Yannick, una frase come "La vita è un susseguirsi di esitazioni" vale da sola il racconto), ad altri un po' troppo scontati (la descrizione degli stati d'animo del protagonista all'inizio, meglio iniziare nel bel mezzo della vicenda a mio parere, con lui che si trova già nel bar), ad altri che trovo poco riusciti e che sono stati peraltro già segnalati (il cambio verbale, il finale che toglie molta tensione alla vicenda). Ha un potenziale davvero alto, ma secondo me bisognerebbe un po' lavorarci su.
Francesco Pino
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Messaggio da leggere da Francesco Pino »

Andrepoz ha scritto: 19/08/2020, 18:22 Racconto un po' discontinuo, che alterna momenti davvero coinvolgenti (il discorso di Yannick, una frase come "La vita è un susseguirsi di esitazioni" vale da sola il racconto), ad altri un po' troppo scontati (la descrizione degli stati d'animo del protagonista all'inizio, meglio iniziare nel bel mezzo della vicenda a mio parere, con lui che si trova già nel bar), ad altri che trovo poco riusciti e che sono stati peraltro già segnalati (il cambio verbale, il finale che toglie molta tensione alla vicenda). Ha un potenziale davvero alto, ma secondo me bisognerebbe un po' lavorarci su.
Ciao Andrepoz, grazie del commento positivo.
I due proitagonisti del racconto hanno la stessa età ma stili di vita molto diversi fra loro. Se quello di Yannick si capisce abbastanza l'altro andava un po' raccontato per marcare la diferenza. Il protagonista comunque sa come si sentirà Yannick l'indomani.
Il racconto è stato scritto in un determinato contesto. Ricordo che quando ero ragazzino salto' fuori l'AIDS e fu scritta e detta tanta roba sui preservativi e le siringhe… chissà quanti giovani un po' più grandi di me vivevano quella nuova situazione come un incubo; io posso solo immaginarlo. Quando poi arrivai all'età delle prime esperienze sessuali nessuno scriveva più niente sull'argomento già da un bel po'.
Gianluigi Redaelli
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Molto interessante e coinvolgente l'ambientazione, che, anche se non sviluppatissima fa pensare al periodo del Covid. Poi però ci sono alcuni salti di situazioni descritte più come ricordi che s'intersecano con i momenti al presente, che mi confondono e mi obbligano a ritornare indietro sul testo. Comunque buono e secondo me da rivedere e magari definire tutto come ricordo.
Francesco Pino
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Re: Commento

Messaggio da leggere da Francesco Pino »

Gianluigi Redaelli ha scritto: 21/08/2020, 18:51 Molto interessante e coinvolgente l'ambientazione, che, anche se non sviluppatissima fa pensare al periodo del Covid. Poi però ci sono alcuni salti di situazioni descritte più come ricordi che s'intersecano con i momenti al presente, che mi confondono e mi obbligano a ritornare indietro sul testo. Comunque buono e secondo me da rivedere e magari definire tutto come ricordo.
Sempre da rivedere, c'è sempre da mettersi in questione. Grazie del commento Gianluigi.
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77, le gambe delle donne

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ovvero: donne in gamba!

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A cura di Massimo Baglione.

Contiene opere di: Tullio Aragona, Maria Basilicata, Mara Bomben, Alessandro Borghesi, Emanuela Bosisio, Nunzio Campanelli, Paolo Caponnetto, Alessandro Carnier, Gino Centofante, Polissena Cerolini, Antonio Ciervo, Luigi Andrea Cimini, Giacomo Colosio, Cristina Cornelio, Marika Davoli, Stella Demaris, Maria Rosaria De Simone, Cetta de Luca, Cristoforo De Vivo, Roberta Eman, Luca Fadda, Lorella Fanotti, Lodovico Ferrari, Raffaella Ferrari, Virginia Fiorucci, Anna Rita Foschini, Franco Frainetti, Manuela Furlan, Nicola Gaggelli, Isabella Galeotti, Rebecca Gamucci, Lucilla Gattini, Michela Giudici, Antonino R. Giuffrè, Alessandro Kabon, Concita Imperatrice, Carlotta Invrea, Greta Leder, Silvia Leuzzi, Yuleisy Cruz Lezcano, Libero, Marina Li Volsi, Rosalia Maria Lo Bue, Diego Luci, Sandra Ludovici, Verdiana Maggiorelli, Marino Maiorino, Angelo Manarola, Myriam Mantegazza, Germana Meli (geMadame), Roberta Michelini, Samuele Mocellin, Maurizio Nequio, Teresa Pace, Marina Paolucci, Roberto Paradiso, Umberto Pasqui, Viviana Picchiarelli, Daniela Piccoli, Anna Pisani, Luciano Poletto, Monica Porta, Pietro Rainero, Gianluigi Redaelli, Maria Rejtano, Stefania Resanfi, Franca Riso, Massimo Rosa, Francesca Santucci, Libera Schiano Lomoriello, Daniele Schito, Veronica Sequi, Salvatore Stefanelli, Stella Stollo, Paola Tomasello, Sonia Tortora, Liliana Tuozzo, Alessandro Zanacchi.
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La spina infinita

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Nota: questo libro non è derivato dai nostri concorsi ma ne abbiamo curato l'editing e la diffusione per conto dell'autore che ha ceduto le royalty all'Associazione culturale.
"La spina infinita" è stato scritto quasi vent'anni fa, quando svolgevo il mio servizio militare obbligatorio, la cosiddetta "naja". In origine era una raccolta di lettere, poi pian piano ho integrato il tutto cercando di dare un senso all'intera opera. Quasi tutto il racconto analizza il servizio di leva, e si chiude con una riflessione, aggiunta recentemente, che riconsidera il tema trattato da un punto di vista più realistico e maturo.
Di Mario Stallone
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L'arca di Noel

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Da decenni proviamo a metterci al riparo dagli impatti meteoritici di livello estintivo, ma cosa accadrebbe se invece scoprissimo che è addirittura un altro mondo a venirci addosso? Come ci comporteremmo in attesa della catastrofe? Potremmo scappare sulla Luna? Su Marte? Oppure dove?
E chi? E come?
L'avventura post-apocalittica ad alta tensione qui narrata proverà a rispondere a questi interrogativi.
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Autori partecipanti: Namio Intile, Roberto Bonfanti, Speranza, Andr60, Roberto Ballardini, Mariovaldo, Eliseo Palumbo, Letylety, Macrelli Piero, Athosg, Fausto Scatoli, Alessandro Mazzi, Teseo Tesei, Stefyp.
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