Il Gioco

Spazio dedicato alla Gara stagionale d'estate 2020.

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Valerio Geraci
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Il Gioco

Messaggio da leggere da Valerio Geraci »

Manu si svegliò prima del solito quella mattina, colmo d’eccitazione. Poco dopo il sorgere del sole, suo zio sarebbe venuto a prenderlo per accompagnarlo al terreno di gioco. Lo sguardo fisso sul soffitto della tenda, Manu fantasticava impaziente su ciò che lo aspettava: il viaggio in camion, la preparazione della battaglia, le sfide lanciate ai suoi compagni e, infine, l’arrivo al villaggio nemico.
Lo scopo del gioco era semplice: atterrare quanti più nemici possibile, e quella mattina Manu era determinato a battere il suo record di settanta punti.
Una volta, aveva perfino atterrato un bambino della sua età.
“Questi sono cinquanta punti” gli aveva detto orgoglioso suo zio.
Forse un giorno sarebbe diventato bravo come il suo papà, che era partito per partecipare ai campionati nazionali e che una volta, stando a quanto si raccontava al villaggio, era perfino apparso in televisione.
Suo zio gli aveva detto che se avesse totalizzato cento punti avrebbe vinto un paio di scarpette da calcio nuove di zecca. Manu se le immaginava già ai suoi piedi, mentre correva per il campo giù al fiume e infilava la porta come Ronaldo. Il suo amico Ibrahim gli aveva detto che un giorno aveva totalizzato duecento punti in una volta sola, ma Manu non sapeva se credergli. Di certo le scarpette di Ibrahim erano ancora rattoppate e logore.
Un raggio di luce inondò il letto, e Manu vide il telo che segnava il confine della sua stanza spostarsi delicatamente di lato. Dal buio comparve suo zio, portando con sé due fucili: uno era sicuramente per lui.
Si vestì di tutta fretta e uscirono insieme dalla camera.
“Non c’è tempo per la colazione, Manu. Gli altri ci stanno aspettando sul camion”, gli disse suo zio posandogli un braccio attorno alle spalle. Manu aveva fame, ma non poteva compromettere la missione della squadra: avrebbe mangiato più tardi.
Passando davanti alla cucina intravide sua madre, la testa raccolta tra le mani come tutte le volte che Manu andava a giocare con lo zio. Non appena lo vide, si asciugò gli occhi con il dorso della mano e corse verso di lui, baciandolo affettuosamente sulla fronte. Poi si alzò e sussurrò qualcosa all’orecchio del fratello.
“Sta’ tranquilla” le rispose lui, e si diresse verso l’uscita, portando Manu con sé.
“Oggi voglio fare almeno cento punti” esclamò Manu, uscendo dalla tenda con l’AK-47 in braccio.

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Ida-59
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Messaggio da leggere da Ida-59 »

Mamma mia, che botta il finale, anche se il dubbio che non fosse un gioco ce lo avevo e le lacrime della madre sono state la conferma.
Ben scritto e ben construito, ma non credo possa essere realistico, o, almeno, spero non lo sia.
A livello stilistico è buono, ma il contenuto non mi convince. Voto 2.

Valerio Geraci
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Re: Commento

Messaggio da leggere da Valerio Geraci »

Ida-59 ha scritto:
21/06/2020, 19:36
Mamma mia, che botta il finale, anche se il dubbio che non fosse un gioco ce lo avevo e le lacrime della madre sono state la conferma.
Ben scritto e ben construito, ma non credo possa essere realistico, o, almeno, spero non lo sia.
A livello stilistico è buono, ma il contenuto non mi convince. Voto 2.
Grazie Ida per il commento,
anch'io vorrei sperare che non sia realistico, ma purtroppo sono abbastanza convinto che lo sia. La tragica realtà dei bambini-soldato ormai penso sia, specie in un contesto di guerriglia in Paesi poveri (come vuole essere quello del racconto) un dato di fatto.
Un saluto.

Laura Traverso
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Messaggio da leggere da Laura Traverso »

Il tuo racconto triste mi è piaciuto. E scritto bene, in maniera sintetica ma efficace. Penso che rispecchi la realtà dei fatti e poi, che sia lo zio o chi altro ad averlo addestrato a quel "gioco" terribile ha poca importanza. Non viviamo su di una nuvola rosa pertanto sappiamo che queste mostruose realtà esistono. Bravo ad averne parlato. Voto alto quindi.

Valerio Geraci
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Re: Commento.

Messaggio da leggere da Valerio Geraci »

Laura Traverso ha scritto:
21/06/2020, 21:55
Il tuo racconto triste mi è piaciuto. E scritto bene, in maniera sintetica ma efficace. Penso che rispecchi la realtà dei fatti e poi, che sia lo zio o chi altro ad averlo addestrato a quel "gioco" terribile ha poca importanza. Non viviamo su di una nuvola rosa pertanto sappiamo che queste mostruose realtà esistono. Bravo ad averne parlato. Voto alto quindi.
Grazie Laura, lusingato e contento che ti sia piaciuto :)

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Fausto Scatoli
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Messaggio da leggere da Fausto Scatoli »

beh, il tema è tremendo e, purtroppo, attualissimo.
parlarne non fa mai male, sicuramente, anche perché molti fingono che il problema non sussista..
è scritto bene e le descrizioni sono buone.
l'unica cosa che non mi convince è proprio quella di averlo considerato un giorco in tutto e per tutto.
per quanto bambini, un po' di consapevolezza ce l'hanno.
positivo, comunque.
Ultima modifica di Fausto Scatoli il 22/06/2020, 10:29, modificato 1 volta in totale.
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Valerio Geraci
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Re: Commento

Messaggio da leggere da Valerio Geraci »

Fausto Scatoli ha scritto:
22/06/2020, 9:14
beh, il tema è tremendo e, purtroppo, attualissimo.
parlaarne non fa mai male, sicuramente, anche perché molti fingono che il problema non sussista..
è scritto bene e le descrizioni sono buone.
l'unca cosa che non mi convince è proprio quella di averlo considerato un giorco in tutto e per tutto.
per quanto bambini, un po' di consapevolezza ce l'hanno.
positivo, comunque.
Grazie Fausto,
hai ragione, anch'io credo che un po' di consapevolezza ce l'abbiano, e probabilmente nessun bambino sarebbe entusiasta di andare con lo zio al villaggio nemico, ma per loro "fare più punti" dei loro amici potrebbe essere anche più importante di una vita umana. Ho quindi voluto estremizzare il tutto proprio perché credo che i bambini vengano utilizzati, in questi contesti, soprattutto per il loro "non rendersi conto" della gravità dei gesti che compiono.
Un saluto.

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Teseo Tesei
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Messaggio da leggere da Teseo Tesei »

Valerio quello che hai descritto è un crimine di guerra.
Ne ho viste tante, ma dubito sia reale.
I bambini cresciuti in determinati ambienti sviluppano una consapevolezza della realtà elevata.
Mai, in condizioni di lucidità, andrebbero a sparare ad un loro coetaneo per ... far punti.
Questo lo fanno i loro coetanei più fortunati molto, molto distanti da quelle realtà nei videogiochi.
I bambini soldato quando impiegati in operazioni militari o illegali, purtroppo in molte, troppe, zone del mondo spesso lo fanno in condizioni di poca lucidità (drogati) o perché costretti.
La loro partecipazione diretta nelle ostilità o in ruoli di supporto non è quasi mai volontaria.
A mente lucida, e di testa loro, per quanto odio e sete di vendetta possano aver accumulato o possa essere stata in loro inculcata non ucciderebbero mai un loro coetaneo ... di testa loro scapperebbero da tutto e tutti nascondendosi. E se potessero aiuterebbero quel loro coetaneo qualora lo vedessero in difficoltà. Questo in generale, poi casi particolari se ne trovano sempre.
Non credo proprio che Manu, salvo sia completamente idiota segua lo zio col fucile tutto felice di andare a far punti accoppando senza alcun problema.
Infine: la mamma. I bambini soldato vengono anzitutto separati dai loro cari.
Se così non fosse il loro impiego non sarebbe molto efficace in combattimento.
Oltretutto gli stessi genitori si opporrebbero con tutte le forze.
Quella mamma non si limiterebbe a piangere, ma si opporrebbe con tutte le sue forze a quanto descritto.

Per queste ragioni ti lascio un mi piace poco.
Non per come scritto, anzi ..
Piuttosto per come questo argomento, di cui ti riconosco il merito di aver sottolineato, non sia veritiero e sia molto distante dalla realtà. Sofferenza, disperazione, terrore ... non altro deve essere attribuito a queste piccole vittime. Cattiveria e quant'altro va attribuita ad altri.
Non è la natura dei bambini quella, non a caso distacco o estraneità dalla propria identità creano in essi traumi e problemi assai difficili da curare ad ostilità finite.

Alla prossima.
:smt006
Le stelle brillano soltanto in notte oscura.
https://www.youtube.com/watch?v=HTRHL3yEcVk

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Valerio Geraci
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Re: Commento

Messaggio da leggere da Valerio Geraci »

Teseo Tesei ha scritto:
22/06/2020, 21:20
Valerio quello che hai descritto è un crimine di guerra.
Ne ho viste tante, ma dubito sia reale.
I bambini cresciuti in determinati ambienti sviluppano una consapevolezza della realtà elevata.
Mai, in condizioni di lucidità, andrebbero a sparare ad un loro coetaneo per ... far punti.
Questo lo fanno i loro coetanei più fortunati molto, molto distanti da quelle realtà nei videogiochi.
I bambini soldato quando impiegati in operazioni militari o illegali, purtroppo in molte, troppe, zone del mondo spesso lo fanno in condizioni di poca lucidità (drogati) o perché costretti.
La loro partecipazione diretta nelle ostilità o in ruoli di supporto non è quasi mai volontaria.
A mente lucida, e di testa loro, per quanto odio e sete di vendetta possano aver accumulato o possa essere stata in loro inculcata non ucciderebbero mai un loro coetaneo ... di testa loro scapperebbero da tutto e tutti nascondendosi. E se potessero aiuterebbero quel loro coetaneo qualora lo vedessero in difficoltà. Questo in generale, poi casi particolari se ne trovano sempre.
Non credo proprio che Manu, salvo sia completamente idiota segua lo zio col fucile tutto felice di andare a far punti accoppando senza alcun problema.
Infine: la mamma. I bambini soldato vengono anzitutto separati dai loro cari.
Se così non fosse il loro impiego non sarebbe molto efficace in combattimento.
Oltretutto gli stessi genitori si opporrebbero con tutte le forze.
Quella mamma non si limiterebbe a piangere, ma si opporrebbe con tutte le sue forze a quanto descritto.

Per queste ragioni ti lascio un mi piace poco.
Non per come scritto, anzi ..
Piuttosto per come questo argomento, di cui ti riconosco il merito di aver sottolineato, non sia veritiero e sia molto distante dalla realtà. Sofferenza, disperazione, terrore ... non altro deve essere attribuito a queste piccole vittime. Cattiveria e quant'altro va attribuita ad altri.
Non è la natura dei bambini quella, non a caso distacco o estraneità dalla propria identità creano in essi traumi e problemi assai difficili da curare ad ostilità finite.

Alla prossima.
:smt006
Ciao Teseo,
innanzitutto ti ringrazio per il commento dettagliato.
Non metto in dubbio ciò che dici, anche perché mi sembra tu ne sappia abbastanza sull'argomento, ma, come ho scritto nel commento sopra, ho voluto estremizzare la realtà per denunciare lo sfruttamento che si fa (e questo è reale) dell'ingenuità dei bambini in contesti bellici.
Perché credo che nessun bambino sia contento di andare in guerra, o non si renda conto della situazione, ma sicuramente in molti casi non viene loro insegnato ad attribuire la giusta importanza alla vita umana, anzi, essi subiscono un "lavaggio del cervello" reso possibile proprio dalla loro innocenza e ingenuità.
L'unico personaggio "cattivo" del racconto semmai è lo zio, non certo il piccolo, anzi l'ultima cosa che volevo era far passare l'idea che a muovere quest'ultimo ci fosse la cattiveria.
Ripeto, l'unica cosa che mi interessava descrivere era lo sfruttamento dell'ingenuità infantile, in una situazione se vogliamo estremizzata e inverosimile.
Un saluto

Selene Barblan
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Messaggio da leggere da Selene Barblan »

Oltre alla violenza dell’atto in sé l’aspetto terribile dell’arruolamento di bambini per scopi bellici è, credo, l’annientamento della loro personalità. I bambini dovrebbero ricevere affetto, avere tempo di giocare e imparare giocando, ma non certo il tipo di gioco descritto nel racconto. Un tema importante da affrontare sicuramente. Trovo che sia caricato un po’ troppo l’aspetto dei punti e che le battute finali non siano così incisive rispetto al resto. Comunque “piacevole” da leggere (si fa per dire dato l’argomento).

Valerio Geraci
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Re: Commento

Messaggio da leggere da Valerio Geraci »

Selene Barblan ha scritto:
23/06/2020, 17:17
Oltre alla violenza dell’atto in sé l’aspetto terribile dell’arruolamento di bambini per scopi bellici è, credo, l’annientamento della loro personalità. I bambini dovrebbero ricevere affetto, avere tempo di giocare e imparare giocando, ma non certo il tipo di gioco descritto nel racconto. Un tema importante da affrontare sicuramente. Trovo che sia caricato un po’ troppo l’aspetto dei punti e che le battute finali non siano così incisive rispetto al resto. Comunque “piacevole” da leggere (si fa per dire dato l’argomento).
Grazie Selene per il commento e le osservazioni

Macrelli Piero
Foglio bianco
Messaggi: 30
Iscritto il: 24/02/2020, 15:22

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commento

Messaggio da leggere da Macrelli Piero »

Racconto alla R. Matheson o F. Brown, breve sintetico e colpo di scena finale. Meccanismo conosciuto, ma sempre piacevole se svolto bene e qui mi sembra che lo sia stato fatto e il meccanismo ha funzionato ed è scattato al momento giusto. Che l'argomento sia realistico o meno è ininfluente nell'economia del racconto.

Lucia De Falco
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Commento Il gioco

Messaggio da leggere da Lucia De Falco »

Questo brevissimo testo ha un tono inizalmente leggero, ma sottende e rivela, poi, nel finale, un tono crudo e realistico. Il bambino della storia potrebbe essere un bambino - soldato oppure potrebbe accompagnare un presunto zio in imprese camorristiche, in ogni caso, pur nella sua brevità,lancia un messaggio: non bisogna violare l'infanzia, non confondere i loro giochi con i cattivi "giochi" di un mondo spietato e crudele. Le lacrime della madre sono il simbolo di chi si è rassegnato a quella realtà.

Valerio Geraci
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Re: commento

Messaggio da leggere da Valerio Geraci »

Macrelli Piero ha scritto:
27/06/2020, 17:32
Racconto alla R. Matheson o F. Brown, breve sintetico e colpo di scena finale. Meccanismo conosciuto, ma sempre piacevole se svolto bene e qui mi sembra che lo sia stato fatto e il meccanismo ha funzionato ed è scattato al momento giusto. Che l'argomento sia realistico o meno è ininfluente nell'economia del racconto.
Grazie mille Piero per il tuo commento positivo! :)

Valerio Geraci
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Re: Commento Il gioco

Messaggio da leggere da Valerio Geraci »

Lucia De Falco ha scritto:
27/06/2020, 19:16
Questo brevissimo testo ha un tono inizalmente leggero, ma sottende e rivela, poi, nel finale, un tono crudo e realistico. Il bambino della storia potrebbe essere un bambino - soldato oppure potrebbe accompagnare un presunto zio in imprese camorristiche, in ogni caso, pur nella sua brevità,lancia un messaggio: non bisogna violare l'infanzia, non confondere i loro giochi con i cattivi "giochi" di un mondo spietato e crudele. Le lacrime della madre sono il simbolo di chi si è rassegnato a quella realtà.
Grazie Lucia, sei riuscita a cogliere lo spirito del racconto e questo mi fa particolarmente piacere :)

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