Ah! Le more!

Spazio dedicato alla Gara stagionale d'estate 2020.

Sondaggio

Sondaggio concluso il 20/09/2020, 0:00

1 - non mi piace affatto (Il mostro del non ti amo)
2
15%
2 - mi piace pochino (Dubbi)
2
15%
3 - si lascia leggere (Guardo le bolle)
5
38%
4 - è bello (Ruscello di biglie)
2
15%
5 - mi piace tantissimo (Ah! Le more!)
2
15%
 
Voti totali: 13

Simone_Non_é
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Ah! Le more!

Messaggio da leggere da Simone_Non_é »


Erano passati sette anni da quella promessa.
 Era finalmente arrivato il giorno che l'avrei capita del tutto, almeno avrei capito perché dire quelle due parole per lei fosse impossibile.
 Eppure avevo fatto di tutto, dai fiori alle feste a sorpresa passando per poesie e musica a lei dedicate; naturalmente tutto fatto da me, curato in ogni dettaglio, eppure non avevo mai ricevuto il risultato sperato.
 Non sapevamo bene quando ci eravamo veramente fidanzati così avevamo deciso insieme che la nostra data sarebbe stata la prima volta che ci eravamo parlati, sono passati undici anni, gli undici anni più strani e assurdi della mia vita.
 Ed ora eccoci qua, ai piedi di un fiume in una zona al quanto selvaggia, vicini ad un piccolo ruscello dove l'acqua rimbalza come piccole biglie impazzite.
 Soli io e lei, il rumore dell'acqua che scorreva e le stelle che insieme alle luci dei nostri cellulari illuminavo quello che di bello c'era da vedere.
 Mi sedetti vicino a lei, bella, strana e assurda come solo la mia compagna sapeva essere.
 
 _ Come vedi ho mantenuto la promessa, non ti ho mai più chiesto perché non riesci a dirmi ti amo,
  direi che ora potresti anche spiegarmi il perché.
 
 _ Lo sai come sono fatta ormai, mi piace vivere ogni piccolo attimo dandogli qualcosa di mio e
  spesso assume tutto un altro significato.
 
 _ Direi che questo è un modo molto carino per dire che sei semplicemente assurda, voglio dire hai passato un periodo in cui volevi solo mangiare cose rotonde, cammini sulle strisce pedonali calpestando solo quelle bianche perché dici che altrimenti anneghi, sulle grate non ci puoi andare altrimenti ci cadi dentro e potrei andare avanti per ore.
 
 _ Si però alla fine ti diverti un sacco anche tu, nessuno dei due sopporta il peso dell'ordinarietà. Guarda lì, delle bolle assomigliano quasi a delle biglie!
 
 _ Bellissime, sarà sicuramente il mostro del non posso dire ti amo a farle... Non sviamo ancora, potresti dirmi il perché? Io ho passato un sacco di tempo a chiedermi questa cosa, abbiamo tutti e due superato i 30 anni, viviamo insieme eppure non me lo hai mai detto.
 
 _ Va bene arrivo, però tu guarda le bolle! Ci potrei mettere un sacco a spiegarti bene il perché e poi lo sai che divento logorroica quando provo a spiegarmi bene, dici che riuscirai a sopportarmi?
 
 _ Sì, smettila di cercare di prendere tempo... Guardo le bolle, così se per sbaglio esce il mostro del non ti amo lo ributto giù.
 
 _ Ahah certo che sei scemo, anche se il rischio c'è! Va bene, proverò a spiegarmi.
  Sai per la prima volta nella mia vita con te mi sono chiesta cosa volesse dire amare. Tu per esempio quando mi ami?
 
 _ Che domande fai? Io sempre!
 
 _ Non sono sicura che sia così, ogni volta che mi hai detto ti amo era perché avevo fatto qualcosa per te. Sai quando ti tiro su il morale, ti faccio vedere le cose in modo diverso, quando preparo qualcosa di buono, quando ricevi un gesto inaspettato ma soprattutto quando finisci per venire come una fontana, dovresti vedere le facce che riesci a fare, ahah.
 
 _ Potresti finirla per favore, non mi sembra il caso ora... Comunque non ti seguo, spiegami meglio
 
 _ Non so se tu ami me oppure ami ciò che faccio per te, forse ami prima ciò che ti do e poi me.
 Se un giorno non riuscissi più a darti queste cose, mi diresti che mi ami lo stesso?
 Sei sicuro che questo sia davvero amore?
 Quante persone si dichiarano fedeli a vita e poi neanche Dio riesci a salvarli, si amano davvero o stanno rispondendo ad alcune necessità, ad uno schema, che si sono fatti nella loro testa?
 Io questo non lo so.
 So che non ho mai sentito la necessità di dirti ti amo.
 
 _ Continuo a non capire il punto, comunque sei tu la persona che mi da tutte quelle cose e... Ho bisogno di te.
 
 _ Io non penso di avere bisogno di te, io scelgo di stare con te ogni secondo anche se so che riuscirei ad essere felice da sola e anche sapendo che tu sei felice.
 Hai presente quando non ci siamo sentiti per un po'?
 Non mi sei mancato per un solo secondo, ed è stato bellissimo.
 
 Sorrideva.
 
 _ Ma che cazzo dici! Come potrebbe farmi piacere questa cosa?!
 
 _ Se mi lasciassi finire, invece che fare il pazzo e poi dovresti guardare le bolle!
  Non mi sei mancato neanche per un secondo non perché ti abbia rimpiazzato con altro, al contrario non ho sentito l'esigenza di cercare nulla ah... Questa parte ti farà piacere più di tutto il resto, mi toccavo pensando ad i nostri momenti passati e li ritrovavo vivi dentro di me, come fossero scolpiti a fondo in un posto che non sapevo di avere.
 Quando cucinavo prendevo le posate come le prendi tu, i tovaglioli a cavolo come li metti tu e non mi sono sentita sola per un solo secondo.
 Io non voglio dirti ti amo se deve essere qualcosa che possono fare tutti.
 
 _ A me farebbe piacere però, mi...
 
 _ Vedi vuoi qualcosa che ti faccia stare bene. Io invece ti ho trovato sempre dentro di me quando ne avevo più bisogno, ti ho custodito anche nei momenti più bui e ti ho lasciato libero di fare ciò che più desideravi. Hai mai ringraziato il tuo cuore per questi anni che non ha mai smesso di battere? Ed il sangue per continuare a scorrere senza mai fermarsi?
 
 Probabilmente la amavo per questo, colorava ogni cosa che toccava e non aveva smesso di stupirmi nonostante questi anni.
 
 _ No... Quindi mi vivi come una parte di te, qualcosa che non può più andare via anche se un domani non ci parlassimo più?
 
 _ Sì, in parte è così. Anche se credo che non smetteremo mai di sentirci comunque vada, se diventerai qualcosa di diverso io potrò sempre parlare con quel che sei stato dentro di me. Vuoi ancora che ti dica ti amo?
 
 Le tirai i capelli indietro, piegò un po' la testa all'insù, sorrideva.
 
 _ Guarda là!
 _ Cosa, le more?
 _ Non si dice così, piuttosto... Ah! Le more!
 
 Ridevamo insieme ed anche se nessuno lo sapeva entrambi odiavamo gli articoli,
 era una regola che sapevamo solo noi.
 Nelle frasi corte gli articoli non esistono, in quelle lunghe diventava complicato... Lo aveva detto lei o forse tutti e due, non lo ricordo più.
Ultima modifica di Simone_Non_é il 17/09/2020, 15:36, modificato 3 volte in totale.
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Carol Bi
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Consiglio una revisione del testo. Da "aggiustare" tutti i tempi verbali e, inoltre, da rivedere la punteggiatura, soprattutto nella prima parte. Per il resto il testo è scorrevole anche se, sinceramente, non mi coinvolge più di tanto. Ho trovato carino il finale. Da correggere qualche errore di battitura ("lo aveva detto" lei non "lo avevo detto lei").
Simone_Non_é
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Carol Bi ha scritto: 29/07/2020, 0:30 Consiglio una revisione del testo. Da "aggiustare" tutti i tempi verbali e, inoltre, da rivedere la punteggiatura, soprattutto nella prima parte. Per il resto il testo è scorrevole anche se, sinceramente, non mi coinvolge più di tanto. Ho trovato carino il finale. Da correggere qualche errore di battitura ("lo aveva detto" lei non "lo avevo detto lei").
Intanto grazie mille per il commento! L'errore di battitura lo sistemo subito, per il resto magari do una riletta con calma dopo. Mi spiace sapere che non ti abbia coinvolto più di tanto ma ognuno ha una sua sensibilità e gusto, ed è giusto così.
Potrei sapere perché non ti ha coinvolto? Mi potrebbe essere utile in futuro :-)
Roberto Virdo'
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Ho letto con estremo interesse questo breve testo. Ci vedo grande potenzialità. Purtroppo resta effettivamente penalizzato da qualche piccola imperfezione, ma si tratta di cose che non è mia abitudine rilevare e se lo faccio è per dare merito al contenuto. Invece trovo di troppo alcune parole "sciolte" che onestamente non danno alcun valore aggiunto, semmai lo tolgono (ovviamente è questione di sensibilità personale).
Sono stupito da lei, parlo della protagonista. Parlo delle sue parole. Un approccio obliquo a un sentimento che infine si rivela infinito. Termini non comuni, un'analisi filtrata da colori particolari. Bello, mi è piaciuto.
E anche se ora ho paura che appena passerò sulle strisce pedonali ci cascherò dentro (che fantasia!), supero i dubbi formali dando come sempre preminenza ai contenuti e assegno, dal mio modestissimo punto di vista, un voto alto che poteva essere il top (ma qualcosa mi dice che è solo un rimandare a una prossima occasione).
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Fausto Scatoli
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Messaggio da leggere da Fausto Scatoli »

mah, devo dire che è un peccato.
già il titolo è, a mio parere, sbagliato. più corretto "Ah, le more!"
ma poi bisogna fare una revisione generale e profonda.
tempi verbali sbagliati, molte d eufoniche, punteggiatura completamente da rivedere, formattazione che lascia a desiderare.
il trattino basso nei dialoghi nn va bene, ci vuole quello alto.
ci sono errori vari da sistemare.
davvero peccato, perché la storia era carina
l'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente
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Fausto Scatoli ha scritto: 29/07/2020, 18:42 mah, devo dire che è un peccato.
già il titolo è, a mio parere, sbagliato. più corretto "Ah, le more!"
ma poi bisogna fare una revisione generale e profonda.
tempi verbali sbagliati, molte d eufoniche, punteggiatura completamente da rivedere, formattazione che lascia a desiderare.
il trattino basso nei dialoghi nn va bene, ci vuole quello alto.
ci sono errori vari da sistemare.
davvero peccato, perché la storia era carina
Ciao Fausto! Ti ringrazio per il commento in effetti devo migliorare per quanto riguarda la tecnica, mi piace però dare spazio al contenuto è un aspetto del mio modo di vedere le cose. Sono contento quindi che le critiche siano rivolte solo ad aspetti tecnici, non pensavo di meritarmi un 1 ma lo accetto e rispetto il tuo pensiero. Sono più felice quando il racconto piace ma farò tesoro anche di questo e continuerò per quella che penso sia la mia strada. Chissà se laddove cade la forma il contenuto inizia a brillare
Simone_Non_é
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Roberto Virdo' ha scritto: 29/07/2020, 10:05 Ho letto con estremo interesse questo breve testo. Ci vedo grande potenzialità. Purtroppo resta effettivamente penalizzato da qualche piccola imperfezione, ma si tratta di cose che non è mia abitudine rilevare e se lo faccio è per dare merito al contenuto. Invece trovo di troppo alcune parole "sciolte" che onestamente non danno alcun valore aggiunto, semmai lo tolgono (ovviamente è questione di sensibilità personale).
Sono stupito da lei, parlo della protagonista. Parlo delle sue parole. Un approccio obliquo a un sentimento che infine si rivela infinito. Termini non comuni, un'analisi filtrata da colori particolari. Bello, mi è piaciuto.
E anche se ora ho paura che appena passerò sulle strisce pedonali ci cascherò dentro (che fantasia!), supero i dubbi formali dando come sempre preminenza ai contenuti e assegno, dal mio modestissimo punto di vista, un voto alto che poteva essere il top (ma qualcosa mi dice che è solo un rimandare a una prossima occasione).
Ciao Roberto e grazie mille! Probabilmente questa volta non ho curato come avrei dovuto l'aspetto tecnico, sono però contento che il messaggio sia più o meno arrivato, ognuno poi ha una sua sensibilità. Ti ringrazio davvero per questo pensiero mi ha dato una bella carica, per quanto riguarda le parole "sciolte" potresti avere ragione, ma trovare i giusti equilibri a volte non è facile. Anch'io solitamente mi lascio affascinare dal contenuto piuttosto che dalla forma, quindi capisco perfettamente cosa intendi, grazie ancora
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Ce la metto tutta per essere costruttivo.
Il personaggio femminile che hai creato è fantastico, te lo invidio. Una protagonista del genere non si può che amarla e al confronto lui proprio non esiste. Da quel breve dialogo con il protagonista (entrambi senza nome) rifulge come la brillante Venere in una notte senza Luna.
Io partirei proprio da lei per mettere un po' d'ordine. Dal punto di vista formale darei una sistemata agli spazi, metterei dei caporali, un po' più di cura per la punteggiatura: " Erano passati sette anni, da quella promessa." qui, ad esempio, la virgola non ci va.
E per i tempi verbali: "almeno avrei capito perché dire quelle due parole per lei era impossibile." qui ci metterei un fosse.
E poi l'intersezione di quegli stati emotivi tra parentesi (sorrideva), come fosse un'opera teatrale, che sono da inserire in maniera più opportuna.
Basta una rilettura.
Ciò che meno mi convince è l'equilibrio tra l'io narrante e i dialoghi. Inizia il racconto con il suo punto di vista che funziona quasi da prologo del dialogo che contiene il vero succo del racconto. Le due parti mi sono sembrate slegate, la prima costruita apposta quasi per introdurre i dialoghi, ma senza allinearla a questi come tono e come livello. Dialoghi che contengono dei meravigliosi pensieri e riflessioni e introspezioni.
Insomma, sembrano quasi due racconti diversi anche per il diverso peso tra i due protagonisti.
Proverei a unirli meglio ad amalgamarli.
Materiale ne hai.
Unica nota personale, dall'alto dei miei molti più di undici anni insieme alla stessa persona, ti assicuro che dopo undici anni uniti come coppia discorsi del genere o si sono già fatti o non si faranno mai.
Un buon lavoro.
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Fausto Scatoli
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Messaggio da leggere da Fausto Scatoli »

Simone_Non_é ha scritto: 29/07/2020, 20:28 Ciao Fausto! Ti ringrazio per il commento in effetti devo migliorare per quanto riguarda la tecnica, mi piace però dare spazio al contenuto è un aspetto del mio modo di vedere le cose. Sono contento quindi che le critiche siano rivolte solo ad aspetti tecnici, non pensavo di meritarmi un 1 ma lo accetto e rispetto il tuo pensiero. Sono più felice quando il racconto piace ma farò tesoro anche di questo e continuerò per quella che penso sia la mia strada. Chissà se laddove cade la forma il contenuto inizia a brillare
è dovuto solo al gran numero di errori e di refusi che il racconto presenta
la storia in sé merita molto di più, davvero
purtroppo sono uno che guarda molto il lato tecnico, come la chiami tu, ossia la lingua, la grammatica, la punteggiatura e via dicendo
sistemando quelle, la storia è più che gradevole
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Simone_Non_é ha scritto: 29/07/2020, 23:34 Ciao Roberto e grazie mille! Probabilmente questa volta non ho curato come avrei dovuto l'aspetto tecnico, sono però contento che il messaggio sia più o meno arrivato, ognuno poi ha una sua sensibilità. Ti ringrazio davvero per questo pensiero mi ha dato una bella carica, per quanto riguarda le parole "sciolte" potresti avere ragione, ma trovare i giusti equilibri a volte non è facile. Anch'io solitamente mi lascio affascinare dal contenuto piuttosto che dalla forma, quindi capisco perfettamente cosa intendi, grazie ancora
ti ho dato un voto motivandolo
tu no, tu mi hai dato 1 a prescindere, senza neppure commentare
ecco, queste sono le cose che non sopporto, le stupide ripicche dovute alla rabbia.
Ultima modifica di Fausto Scatoli il 31/07/2020, 10:28, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da leggere da Simone_Non_é »

Fausto Scatoli ha scritto: 30/07/2020, 20:15 ti ho dato un voto motivandolo
tu no, tu mi hai dato 1 a prescindere, senza neppure commentare
ecco, queste sono le cose che non sopporto, le stupide ripicche dovute alla rabbia.
terrò presente il tutto, ovviamente
Ma Fausto ho letto il tuo racconto poi, come saprai anche meglio di me, la vita ti viene a bussare e ci sono delle priorità, mi sono quindi preso il mio tempo e avrei commentato il tuo lavoro in ogni caso. Mi sembra assurdo dovere dare spiegazioni di questo genere, quando accettando le regole della gara ci si presta anche a voti senza commento. Inoltre come ti dicevo per me è strano giudicare un opera per solo l'aspetto tecnico, comunque accetto e rispetto il tuo modo e ti ringrazio per il commento.
Non posso però fare a meno di prendere le distanze da un certo comportamento intimidatorio, sei libero di darmi tutti gli 1 che vuoi, se ti fa stare bene sono felice per te, sul serio.
Per me questo è un luogo dove imparare, mettersi alla prova e confrontarsi.
Vorrei quindi evitare ogni tipo di scontro per sottigliezze. Ognuno ha le sue opinioni e visioni semplicemente. Capisco la tua rabbia perché ci si mette impegno in ogni forma artistica, un saluto
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Simone_Non_é ha scritto: 30/07/2020, 23:47...quando accettando le regole della gara ci si presta anche a voti senza commento.
...Non posso però fare a meno di prendere le distanze da un certo comportamento intimidatorio...
Devo avallare entrambe le note che ho citato:
- non è obbligatorio commentare (sebbene fortemente incentivato);
- se c'è qualche motivo di dissapore LO DOVETE DIRE A ME, non attivando battibecchi nel forum. Oppure sbrigatevela privatamente senza coinvolgere chi vuole vivere serenmente questo sito.

Considerate anche l'anzianità dei partecipanti, intesa come "data di iscrizione": ci sono i veterani, i nuovi arrivati e le varie vie di mezzo. Dai veterani mi aspetto un po' più di sangue freddo e di esperienza nei rapporti con gli altri utenti.
Considerate anche che non tutti hanno dimestichezza con i forum, sia veterani che novizi. Insomma, un po' di elasiticità e di amicizia, OK?
Inoltre come ti dicevo per me è strano giudicare un opera per solo l'aspetto tecnico, comunque accetto e rispetto il tuo modo e ti ringrazio per il commento.
La forma è importante esattamente quanto il contenuto. Invito tutti a rileggere Istruzioni delle Gare, specialmente la parte "Cura del testo".
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Messaggio da leggere da Simone_Non_é »

Namio Intile ha scritto: 30/07/2020, 11:38 Ce la metto tutta per essere costruttivo.
Il personaggio femminile che hai creato è fantastico, te lo invidio. Una protagonista del genere non si può che amarla e al confronto lui proprio non esiste. Da quel breve dialogo con il protagonista (entrambi senza nome) rifulge come la brillante Venere in una notte senza Luna.
Io partirei proprio da lei per mettere un po' d'ordine. Dal punto di vista formale darei una sistemata agli spazi, metterei dei caporali, un po' più di cura per la punteggiatura: " Erano passati sette anni, da quella promessa." qui, ad esempio, la virgola non ci va.
E per i tempi verbali: "almeno avrei capito perché dire quelle due parole per lei era impossibile." qui ci metterei un fosse.
E poi l'intersezione di quegli stati emotivi tra parentesi (sorrideva), come fosse un'opera teatrale, che sono da inserire in maniera più opportuna.
Basta una rilettura.
Ciò che meno mi convince è l'equilibrio tra l'io narrante e i dialoghi. Inizia il racconto con il suo punto di vista che funziona quasi da prologo del dialogo che contiene il vero succo del racconto. Le due parti mi sono sembrate slegate, la prima costruita apposta quasi per introdurre i dialoghi, ma senza allinearla a questi come tono e come livello. Dialoghi che contengono dei meravigliosi pensieri e riflessioni e introspezioni.
Insomma, sembrano quasi due racconti diversi anche per il diverso peso tra i due protagonisti.
Proverei a unirli meglio ad amalgamarli.
Materiale ne hai.
Unica nota personale, dall'alto dei miei molti più di undici anni insieme alla stessa persona, ti assicuro che dopo undici anni uniti come coppia discorsi del genere o si sono già fatti o non si faranno mai.
Un buon lavoro.
Namio grazie infinite per questo commento, mi è stato utile e mi ha dato spunti nuovi. Forse non ho curato bene come avrei dovuto alcuni equilibri e sicuramente la forma. Detto questo è anche il mio primo racconto breve dove affronto un tema più leggero, dialoghi e via discorrendo, quindi cercherò di perdonarmi queste piccole criticità, almeno per ora.
I personaggi hanno background diversi, avrei dovuto forse approfondire alcuni aspetti ma non volevo andare oltre i 6000 caratteri.
Sappi che ho apprezzato tantissimo la costruttività del tuo messaggio, grazie ancora per tutte le dritte.
Purtroppo non riesco a risponderti a tutto dovrei spiegare un sacco di aspetti e di mie idee personali, ancora un grazie per i complimenti che mi hai fatto e per le parole usate per descrivere la protagonista.

A questo punto credo che lascerò il testo in questa forma, non vorrei che ci fossero due versioni a gara in corso, per correttezza farò tutti gli aggiustamenti del caso solo in dirittura di arrivo
Francesco Pino
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Messaggio da leggere da Francesco Pino »

Io non ho alcuna competenza per giudicare gli errori di forma, però devo dire che disturbano la lettura.
Andando al contenuto, lì ci sono degli spunti di riflessione che mi sono piaciuti. La frase "ti amo" è spesso qualcosa che si dice per consuetudine, ci sono molti modi per dimostrarlo senza dire nulla. Nel racconto abbiamo due caratteri diversi e le risposte della ragazza fanno riflettere.
Andrepoz
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Messaggio da leggere da Andrepoz »

Sono un po' in difficoltà nel commentare questo racconto perchè non sono sicuro di avere capito il finale, in ogni caso ci provo.
L'idea di base è carina, ma c'è uno stacco troppo forte fra le due parti, la personalità del narratore rimane del tutto sullo sfondo, non riusciamo a capire quasi nulla delle sue sensazioni e dei suoi pensieri. Ci sono diversi refusi da sistemare (" le stelle e le luci dei nostri cellulari che illuminavo"), alla fine non capisco più chi è la voce narrante ("Gli tirai i capelli" …ma il narratore non era lui?).
Piccola nota personale: in un racconto così sfumato e dedicato al tema dell'amore, ho trovato un po' dissonante la sottolineatura del "venire come una fontana", secondo me è un registro molto lontano dal resto della storia.
Laura Traverso
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Messaggio da leggere da Laura Traverso »

Ciao Simone, mi associo ai commenti dei più per dire che sì, il contenuto del tuo racconto è carino e anche significativo. Peccato che ci siano, nel testo, parecchie cose da sistemare (come già è stato evidenziato). Comunque tutto serve per migliorarsi e sono certa che la prossima volta farai più attenzione.
Selene Barblan
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Messaggio da leggere da Selene Barblan »

Una ragazza davvero speciale, che attira a se come un pianeta con la propria forza gravitazionale altrI corpi celesti. È molto evidente il perché lui sia così assorbito da lei, meno chiaro è cosa ci trovi lei in una persona che in con dei conti forse non la apprezza davvero per come è. Il racconto mi è piaciuto e leggendolo non mi sono particolarmente infastidita per le imprecisioni segnalate.
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Messaggio da leggere da Lucia De Falco »

Spesso nei film o in alcune storie d'amore si sente che qualcuno non ha il coraggio di dire "ti amo". A volte è dovuto alla paura di osare, di sbilanciarsi, o al pudore di usare quelle parole, e non necessariamente alla mancanza di tale sentimento. Mi ha molto colpita la spiegazione della donna, il senso di unione che prova col suo compagno anche quando sono lontani, il "portarlo dentro di sé ". Il testo, a suo modo, è romantico, anche per il linguaggio segreto dei due innamorati, anche se il tono è lieve, poco appassionato.
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Messaggio da leggere da Il Bardo Blu »

Ho letto il racconto con interesse ma non credo di averne capito l'essenza. Soprattutto nel finale, mi sono perso. Lei lo respinge, lui la cerca. Alla fine mi è rimasta l'impressione che in fondo a lei non importi molto del suo povero amante. Ognuno conunque interpreta un racconto in modo personale in base al proprio modo di sentire. Sicuramente mi ha coinvolto e mi ha fatto pensare.
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Messaggio da leggere da Stefyp »

Lei è un bel personaggio, ben caratterizzato, lui un po' meno. Direi anch'io che dopo 11 anni questo tipo di discorsi dovrebbero essere già assodati. Il finale non l'ho colto mi dispiace, l'accenno alle more e agli articoli non mi è chiaro. Forma o sostanza? Tutte e due. Una buona forma aiuta la lettura, troppi refusi o errori distolgono l'attenzione e il contenuto perde valore. Peccato perchè l'idea mi è piaciuta e la visione dell'amore di lei è fantastica.
Simone_Non_é
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Re: Commento

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Francesco Pino ha scritto: 05/08/2020, 10:47 Io non ho alcuna competenza per giudicare gli errori di forma, però devo dire che disturbano la lettura.
Andando al contenuto, lì ci sono degli spunti di riflessione che mi sono piaciuti. La frase "ti amo" è spesso qualcosa che si dice per consuetudine, ci sono molti modi per dimostrarlo senza dire nulla. Nel racconto abbiamo due caratteri diversi e le risposte della ragazza fanno riflettere.
Ciao Francesco, hai ragione gli errori di forma disturbano, svista mia che non ho riletto il racconto quanto necessario. Per il resto sono felice di sapere che il mio lavoro abbia fatto ciò che doveva, dare uno spunto di riflessione, una visione diversa, grazie per il tuo commento
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Andrepoz ha scritto: 09/08/2020, 14:42 Sono un po' in difficoltà nel commentare questo racconto perchè non sono sicuro di avere capito il finale, in ogni caso ci provo.
L'idea di base è carina, ma c'è uno stacco troppo forte fra le due parti, la personalità del narratore rimane del tutto sullo sfondo, non riusciamo a capire quasi nulla delle sue sensazioni e dei suoi pensieri. Ci sono diversi refusi da sistemare (" le stelle e le luci dei nostri cellulari che illuminavo"), alla fine non capisco più chi è la voce narrante ("Gli tirai i capelli" …ma il narratore non era lui?).
Piccola nota personale: in un racconto così sfumato e dedicato al tema dell'amore, ho trovato un po' dissonante la sottolineatura del "venire come una fontana", secondo me è un registro molto lontano dal resto della storia.
Il distacco fra le due parti era abbastanza voluto così come il "venire come una fontana", insomma doveva essere un contesto in cui tutto è ammissibile, in quanto vige un clima di totale accoglienza. Per quanto riguarda invece "Gli tirai i capelli" quello è un errore mio corretto in "Le tirai i capelli" e ti ringrazio per questa tua precisazione. Non sono solito spiegare nessuna parte dei miei racconti ma essendo una sottigliezza lo farò "Ah! Le more! omettendo "le" si trasforma in Ah! More!, spero sia più chiaro, grazie mille per il tuo commento.
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Laura Traverso ha scritto: 17/08/2020, 23:51 Ciao Simone, mi associo ai commenti dei più per dire che sì, il contenuto del tuo racconto è carino e anche significativo. Peccato che ci siano, nel testo, parecchie cose da sistemare (come già è stato evidenziato). Comunque tutto serve per migliorarsi e sono certa che la prossima volta farai più attenzione.
Farò del mio meglio! Grazie mille per questo commento, sono felice che tu abbia trovato il racconto significativo :-)
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Selene Barblan ha scritto: 22/08/2020, 8:52 Una ragazza davvero speciale, che attira a se come un pianeta con la propria forza gravitazionale altrI corpi celesti. È molto evidente il perché lui sia così assorbito da lei, meno chiaro è cosa ci trovi lei in una persona che in con dei conti forse non la apprezza davvero per come è. Il racconto mi è piaciuto e leggendolo non mi sono particolarmente infastidita per le imprecisioni segnalate.
Grazie mille Selene! Non sai quanto mi abbia fatto piacere questo tuo commento, avrei voluto risponderti prima ma purtroppo ho avuto tempo solo ora, grazie mille davvero :-)
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Lucia De Falco ha scritto: 26/08/2020, 19:52 Spesso nei film o in alcune storie d'amore si sente che qualcuno non ha il coraggio di dire "ti amo". A volte è dovuto alla paura di osare, di sbilanciarsi, o al pudore di usare quelle parole, e non necessariamente alla mancanza di tale sentimento. Mi ha molto colpita la spiegazione della donna, il senso di unione che prova col suo compagno anche quando sono lontani, il "portarlo dentro di sé ". Il testo, a suo modo, è romantico, anche per il linguaggio segreto dei due innamorati, anche se il tono è lieve, poco appassionato.
Ciao Lucia! Ti ringrazio per questo tuo bel commento e sono felice che la spiegazione di uno dei miei personaggi ti abbia in qualche modo colpito. Per quanto riguarda la passione in effetti non è molta, questo è dovuto al fatto che volevo il fulcro dell'attenzione su altro, benissimo così :)
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Il Bardo Blu ha scritto: 30/08/2020, 15:15 Ho letto il racconto con interesse ma non credo di averne capito l'essenza. Soprattutto nel finale, mi sono perso. Lei lo respinge, lui la cerca. Alla fine mi è rimasta l'impressione che in fondo a lei non importi molto del suo povero amante. Ognuno conunque interpreta un racconto in modo personale in base al proprio modo di sentire. Sicuramente mi ha coinvolto e mi ha fatto pensare.
Ciao Bardo Blu! Grazie mille per il commento, il racconto doveva fare proprio ciò che hai detto tu, coinvolgere e dare un piccolo nuovo spunto riflessivo se possibile, perfetto :)
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Stefyp ha scritto: 14/09/2020, 22:09 Lei è un bel personaggio, ben caratterizzato, lui un po' meno. Direi anch'io che dopo 11 anni questo tipo di discorsi dovrebbero essere già assodati. Il finale non l'ho colto mi dispiace, l'accenno alle more e agli articoli non mi è chiaro. Forma o sostanza? Tutte e due. Una buona forma aiuta la lettura, troppi refusi o errori distolgono l'attenzione e il contenuto perde valore. Peccato perchè l'idea mi è piaciuta e la visione dell'amore di lei è fantastica.
Ciao Stefyp! Son contento nel sapere che nonostante i miei errori di forma sia passato un certo messaggio ed una certa visione, grazie mille per le belle parole spese per uno dei miei personaggi.
Per il finale, come detto in un altro commento, non sono solito spiegare nessuna parte dei miei racconti ma essendo una sottigliezza lo farò "Ah! Le more! omettendo "le" si trasforma in Ah! More!, ecco risolto il mistero. Grazie per il commento :)
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antologia di opere ispirate dal concetto di Carosello e per ricordare il 40° anniversario della sua chiusura

Nel 1977 andava in onda l'ultima puntata del popolare spettacolo televisivo serale seguito da adulti e bambini. Carosello era una sorta di contenitore pubblicitario, dove cartoni animati e pupazzetti vari facevano da allegro contorno ai prodotti da reclamizzare. Dato che questo programma andava in onda di sera, Carosello rappresentò per molti bambini il segnale di "stop alle attività quotidiane". Infatti si diffuse presto la formula "E dopo il Carosello, tutti a nanna".
Per il 40° anniversario della sua chiusura, agli autori abbiamo chiesto opere di genere libero che tenessero conto della semplicità che ha caratterizzato Carosello nei vent'anni durante i quali è andato felicemente in onda. I dodici autori qui pubblicati hanno partecipato alle selezioni del concorso e sono stati selezionati per questo progetto letterario. Le loro opere sono degni omaggi ai nostri ricordi (un po' sbiaditi e in bianco e nero) di un modo di stare in famiglia ormai dimenticato.
A cura di Massimo Baglione.

Contiene opere di: Giorgio Leone, Enrico Teodorani, Cristina Giuntini, Maria Rosaria Spirito, Francesco Zanni Bertelli, Serena Barsottelli, Alberto Tivoli, Laura Traverso, Enrico Arlandini, Francesca Rosaria Riso, Giovanni Teresi, Angela Catalini.
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