Il mio viaggio in Giappone

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Rimagliaversi
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Il mio viaggio in Giappone

Messaggio da leggere da Rimagliaversi »


Il mio viaggio in Giappone
 
 Dopo una visita inaspettata da una coppia appena arrivata nella mia umile bottega dove lavoravo mattino e sera. Mi dissero siamo una delegazione veniamo dal Giappone.
 Grandi complimenti per i miei lavori allora assai parecchi, e qui arriva il bello con tanto di capello.
 Siamo ambasciatori della "Yapan Consulting" qui in Sardegna per invitarla grazie alla Regione Sardegna a Tokyo per una mostra a vista dove si perde d'occhio. Non gli costerà niente conviene veramente…
 Sarà pure pagato per il periodo del soggiorno. Dopo averci riflettuto pensando al lungo viaggio soprattutto lasciare mia moglie sola per 7 giorni.
 Decisi di aderire per poter poi partire. Fu il giorno stabilito volli andare a menadito.
 Un viaggio lungo ma bello parlando di questo e quello. Conoscendo persone nuove per passare le tredici ore. Arrivo a Tokyo ore nove a colpo d'occhio, mi sentivo spaesato, ma contento di essere arrivato anche se devo dire preoccupato.
 Ma tutto si risolve, vedendo lì ad aspettarmi con un cartello in bella vista il mio nome per intero e non mi sentivo più straniero.
  Con un sorriso orientale una ragazza mica male. Mi disse con dolcezza io sono AIKA sono la tua interprete starò con te nella tua visita giapponese ventiquattrore su ventiquattro.
 Mi sentivo importante lei bella e affascinante.
 Mi fa salire in un Mercedes nera ( Sai quelle Lunghe)con tanto di autista e portiere.
  Inizia nelle strade non sembra certo banale…
 Palazzi e negozi non certo come i nostri ma vetrine scintillanti e brillanti. Guardando bene un cartellone elettronico dove vidi la mia immagine con la scritta in inglese e giapponese. Mi venne il dubbio e gli chiesi… ma quello sono io manco fossi Santo Pio, e lei rispose si nelle più grande citta del Giappone questo cartellone… Certo sembrava un sogno colorato anche di grande orgoglio
 con poco nel portafoglio.
 Ecco al fine arrivati si scende e si entra a piedi scalzi un locale con le vasche termali con in ognuna le famiglie padri madri e figli." In Giappone non esiste pudore nella nudità cioè padre, madre e figli tutti nudi" AYKA Mi dice spogliati e vieni dentro lei già pronta Io mi vergogno ma insiste e qui ti voglio. Dietro lo spogliatoio esco nudo ma le mani davanti per nascondere i miei brillanti. Potette immaginare le risate erano tante ma simpatiche battute di tutti quanti . Poi una volta dentro AIKA mi strofinava tutto il corpo con un'erba strana ruvida un po' ruvida ma piacevole. Una volta uscito vestito come non lo dico, una specie di chimono messo lì per il ristoro mi sentivo come nuovo.
 Colazione: particolare composto da una zuppa di riso, Non mancavano poi prugne e pesche, riso in vari modi sia bollito che affumicato. Quindi dopo essere ben rifocillato mi sentivo un altro, come avessi dieci anni in meno.
 Quindi via verso la casa che mi ospitava gente simpatica e brava. Mi sono fatto una cultura conoscendo gli usi del Giappone moderno ma fuori case rurali è ancora possibile trovare le tradizionali case fatte di legno, paglia e carta, dalle quali sono stato affascinato perché semplici e minimali, e lì che i miei giorni di riposo passai.
 Ore venti subito alla mostra d'arte, dove mi aspettavano per conoscermi, cerano i visitatori e organizzatori artisti di tutto il mondo.
 Un grande locale certo non era normale mille metri quadri di coperto e io parlavo da esperto.
 Finalmente il mio banchetto da lavoro, con morsa e sgorbia, martello iniziai un mio lavoro e qui inizia la mia storia giapponese. Migliaia di visitatori complimenti dai migliori molta gloria.
 Un sorriso mai visto, fotografato da ogni lato non mi sono certo distratto nel mostrare il mio bel piatto. Tutti in fila indiana per salutarmi a modo loro con le mani giunte e inchino manco fossi il Papa li vicino.
 Dopo tutti a cena, in un ristorante illuminato dalle classiche lampade in bambù e carta di riso.
 Mangiare giapponese è ora vi racconto.
 La cucina giapponese è fatta di ingredienti freschi: soprattutto uova, verdure, pesce e riso. La carne è usata ma solo nei piatti di derivazione internazionale. Il manzo di Kobe, allevato con mangimi particolari e birra è considerato un po' come la nostra fiorentina. Ha una carne marmorizzata che le sottili venature di grasso rendono morbidissima. La cucina giapponese non prevede il concetto di portata: i piatti vengono serviti tutti insieme e si mangiano senza un ordine prestabilito. Oltre all'onnipresente riso potei gustare davvero di tutto.
 Dopo cena a piedi verso casa cantando con AIKA… mi disse i suo nome significava "Canzone d'amore." e vederla mi batteva il cuore.
 La notte mi sentivo strano arrossato il viso forse il pepe
 degli alimenti il mio sangue non era abituato
 per quel tipo di pasto, ma io volevo provare il gusto
 del loro cibo soprattutto la notte non dormii.
 Il giorno dopo in giro per Tokyo, a piedi per, ammirare quella città dove il benessere ci sta.
  Tutte facce sorridenti che facevano vedere i denti.
 Poi siccome ero stato menzionato in TV dove ero apparso tutti mi salutavano come se fossi un Dio ma il più felice ero io, sempre con la mia interprete che mi raccontava delle cose del paese e le varie riprese.
 Sempre simpatica e carina sembrava una bambola
 di cera perché in viso bianca era, (poi ho scoperto che metteva una crema). Pranzo al volo in un chiosco di ristoro. Una sfoglia con dentro pesce spada lesso un bicchiere di sulky con variegati gusti. Mi sentivo strano… forse stavo sognando
 non credevo ai miei occhi nel vedere quei posti. Ma ecco all'improvviso una palestra di Judo chiedo ad AIKA che oramai era mia amica di accompagnarmi… fui dentro in un momento. E li spiegai a loro che ero cintura nera 1° Dan.
 Subito un saluto mi sentivo come a casa, soprattutto seguivo i loro allenamenti, mi accorsi che non erano come da noi poi cosi diversi. Quindi fu forte la tentazione ( Sono Cintura nera primo Dan Di Judo)di presentarmi e mettere un kimono per l'occasione qualche randorino unito da inchino, finita il combattimento mi regalarono una cintura nera che conservo sempre come una bandiera.
 Quindi di nuovo vasche e bagni belli caldi con massaggi orientali
 Molte riviste e pagine dei giornali.
 Poi di corsa alla mostra a lavorare senza sosta. Ero il più fotografato mi sentivo veramente fortunato. Poi di nuovo a cena, stavolta in una pagoda con le
 gheisce, raramente le puoi vedere mi disse il portiere è una tradizionale artista e intrattenitrice giapponese, le cui abilità includono varie arti, quali la musica, il canto e la danza e cosi seppi abbastanza. Si mangiava aragosta cucinata nella pasta di bambù era proprio una virtù sentivo come Re Artù.
 Mentre c'era chi suonava e cantava e danze estricanti che li ci sono tanti.
 Quindi si rientra a casa la giornata e stata faticosa mi aspettava un tatami duro fino al mattino ma Aika mi guariva il suo dolce inchino.
 
 Sveglia presto volevo sentire il profumo e i canti del bosco Il rumore dei ruscelli mamma mia come erano belli.
 Terza giornata visita ai musei degli antichi Samurai dove certo di ammirare non mi risparmiai. Per poi ricordare la tragedia accaduta alla città di Hiroshima seconda guerra mondiale, e lì mi sentii veramente male. Poi di nuovo a pranzo. Scelsi un ristorante di sushi che aveva una buona reputazione. Un passaggio è molto importante per chi si avvicina a questo tipo di cucina per la prima volta. Quindi di corsa di nuovo alla mostra.
 Mi aspettava la delegazione della scuola d'arte giapponese
 dove gli studenti mi fecero tante domande di come realizzavo le mie sculture: che tipo di legni ecc. Invitandoli a venire in Sardegna nel mio studio.
 La sera fummo infatti invitati a cena dal preside del liceo artistico Giapponese
 dove mi propose di restare e insegnare nella loro scuola.
 Era quasi mezzanotte via di corsa verso casa Il riposo mi aspettava.
 Ma volli entrare nella stanza di Yaka dove c'era una coccarda con una scritta in giapponese
 curioso chiesi cosa cera scritto e lei disse che era una poesia ereditata dalla madre
 e cera scritto un messaggio di buon'auspicio per lei.
 4° giorno.
 La colazione tradizionale giapponese, Certo mi mancava sempre la pasta e cappuccino la pizza e un bicchiere di vino.
 Una delle prime cose che apprendiamo del Giappone è che i giapponesi sono persone che tengono in alta considerazione l'educazione. La parola d'ordine per la convivenza sociale all'intero del Paese del Sol Levante è umiltà, anche e soprattutto se ci si trova nel paese per questioni di lavoro. Se in Occidente si viene incoraggiati a mettere in mostra le proprie qualità individuali, sviluppando l'orgoglio, in Giappone è pratica diffusa minimizzare le proprie competenze, I giapponesi sono persone gentili. Quando un italiano pensa alla parola gentilezza, ha un concetto molto caldo e affettuoso del significato della parola. Un giapponese è gentile, quasi fino all'esasperazione, senza mai lasciarsi andare a effusioni o al contatto fisico. Il loro concetto di gentilezza riguarda soprattutto il fornire un qualche tipo di assistenza prima che l'ospite lo possa richiedere.
 Uno dei momenti più importanti dello scambio tra due persone è il saluto. Quando ci si incontra, ci si saluta facendo un piccolo inchino. La testa va piegata leggermente in avanti e di lato, (ma io ero già pratico per via della scuola in palestra di judo) sarà sufficiente piegare appena la testa. Durante gli incontri formali ricevevo molti biglietti da visita che devono essere conservati con la massima cura, come segno di cortesia. Prima di iniziare a mangiare è buona norma esprimere la propria gratitudine con la locuzione: "itadakimasu" (ricevo umilmente questo cibo). Un'altra pratica che, da Occidentali, potrebbe sconvolgerci, è quella di fare rumore quando si mangia cose molto, calde, come il ramen. Ebbene sì: risucchiare gli spaghetti dal brodo bollente, facendo l'inconfondibile rumore gorgogliante, è sintomo di apprezzamento per il cibo e notoriamente considerato buona educazione. Il capitolo bacchette richiede una discussione a sé quando ci si trova su un mezzo pubblico, è fondamentale mantenere una postura decorosa, parlare a bassa voce e I giapponesi sono una popolazione molto riservata, ed è bene evitare effusioni amorose quando ci si trova in un luogo pubblico. Va da sé che è bene evitare i baci appassionati e, per non arrecare imbarazzo, è consigliabile astenersi anche dai bacetti sulla guancia o abbracci. Il Giappone è un paese sicuro, dove camminare per le strade, anche di notte, non rappresenta un pericolo, anche per una donna sola. Spero di essere stato abbastanza chiaro.
 Tornando al mio viaggio le ore ogni giorno erano programmate la mia guida mi spiegava tutto,
 visita ai musei e sinagoghe La religione in Giappone è caratterizzata dalla mancanza di seguaci di un unico e solo filone religioso e vi è piuttosto la tendenza ad accomunare diversi elementi di varie religioni in modo che la costituzione, il Giappone gode di piena libertà religiosa, permettendo ai suoi cittadini di aderire a qualsiasi tipo di fede, tra le quali vi sono anche il cristianesimo, l'islam, l'induismo, e il taoismo. Qualche chiesa cattolica dove ho incontrato un missionario sardo, stimato e venerato.
 I giorni scorrevano veloci e felici erano tutti amici.
 "La vita è" "La vita sembra essere fatta in modo che non possa essere completata da solo. Non è sufficiente che una fila di stami e stami siano completi, fiori e venti visitino e medino i pasti e gli steli"
 Ora che sono adulto "Posso davvero simpatizzare che la vita non può essere completata da solo da solo."
 "La vita è" di più "La vita abbraccia l'assenza e la incontra dagli altri" Il mondo è probabilmente la somma degli altri Quando sono anche io ero un fagiolo per qualcuno
 Quando sei lì anche per me Potrebbe essere stato il vento "del Giappone dove ero contento
 Ma ora vi racconto di un evento del momento.
 AIKA
 Dopo un giorno evanescente rientrammo nella pagoda per riposare qualche ora.
 Oramai ero abituato togliere le scarpe e camminare scalzo
 
 Una cosa che mi ha colpito, durante il soggiorno, è stata la pulizia delle case Giapponesi
 soprattutto molto sobrie poche suppellettili, una materassina per dormire "Tatami"
 Mentre mi trovavo in Giappone, ho fatto esperienza nei racconti della gente che parlava italiano correntemente… sia dei terremoti che dei tifoni, ma non sono questi i ricordi che porto oggi con me: piuttosto, conservo l'immagine della splendida architettura che mescola Oriente e Occidente, dei giardini zen, dei numerosi templi e santuari, del Kinkakuji (Padiglione d'oro), senza dimenticare gli Onsen (terme), considerate ancora oggi un luogo di vacanza dai giapponesi. Si tratta di vasche calde la cui acqua sgorga da sorgenti vulcaniche, spesso rinomate per le proprietà curative.
 L'Oriente ha sempre avuto, almeno negli ultimi due secoli, un grande fascino sulle popolazioni occidentali: la diversità tra il loro mondo e il nostro, uno stile di vita a volte addirittura antitetico rispetto a quello occidentale e un'attenzione verso differenti aspetti della vita hanno fatto sì che sia gli artisti che gli scrittori prima e poi perfino una mole sempre più consistente di ragazzi curiosi si avventurasse alla scoperta dei riti, degli usi e dei costumi orientali.
 Io restavo affascinato dalle storie che ogni notte mi raccontava AIKA
 Degli antichissimi libri mi dice che in Giappone c'erano un tempo molti ragni-folletto. Qualcuno sostiene che sussista tuttora qualche ragno-folletto. Durante il giorno sembrano solo comunissimi ragni; a notte fonda però, quando tutti dormono, e non c'è rumore, ecco che diventano molto, molto grossi e fanno cose atroci. Si ritiene altresì che i ragni-folletto abbiano il magico potere di assumer forma umana – per ingannare la gente. E c'è una famosa storia giapponese a proposito di un ragno del genere."
 Naturalmente io non ci credevo e ci ridevo.
 Ma ascoltavo curioso poi io stesso raccontavo a lei della mia Sardegna, lei mi ascoltava con piacere
 di sapere certi nostri costumi e tradizioni.
 Ogni giorno sentivo dentro che la volevo sempre più bene… mi piacevano i suoi modi ed espressioni
 Era delicata e carina "un viso da bambolina".
 Poi stanchi e assonnati decidemmo di coricarci, anche se sarei rimasto ancora ma mi si chiudevano
 Le palpebre oramai era l'ora.
 Aika mi stese la materassina e con un fare da geisha.
 Di modi femminile raffinati si preparava pure lei a dormire era una ragazza giapponese attraente, colta e raffinata, addetta a intrattenere gli ospiti di una casa, lei la notte la intravedevo dietro una parete di carta
 come si usa lì in Giappone e come un'ombra cinese io l'ammiravo mentre si spogliava e metteva
 Il kimono con Maniche alla geisha, ottenute senza tagli dallo stesso tessuto che forma il davanti e il dietro della veste.
 Mi addormentavo col pensiero che era bella per davvero.
 Il mio istinto mascolino mi faceva pensare che lei dormiva lì vicino ma non mi aveva mai fatto capire
 se potevo con lei dormire ma restava sempre il dubbio che tra noi nessun connubio.
 PS: le ragazze Giapponesi non sanno cosa vuol dire bacio ho la pacca nel sedere che dà loro e come un'offesa.
 E cosi passavano i giorni da una chiesa o una mostra ho un museo eravamo come una cosa sola.
 Poi finalmente durante la visita in un mercatino la comprai un pensierino e lei sorridente
 mi fecce un inchino e li capii che potevo tentare qualcosa lì per lei originale
 prenderla per mano e camminare.
 Voi non immaginate la sensazione mi sentivo un conquistatore che con arte raffinata
 finalmente si sciolse il ghiaccio che fino allora mi aveva bloccato.
 Ecco che giunse la sera non restammo in giro ma tornammo nel nostro nido.
 Colti da sensazione folle ci trovammo nudi non cerano più separazioni e ne muri,
 estasi d'amore tanti orgasmi nelle notti d'amore.
 Lei era brava nell'eccitarmi e mi sentivo come avessi ancora vent'anni.
 
 Ma qui il quinto giorno finisce la mia avventura nel regno del sol levante
 E questo viaggio e stato importante.
 Saluto con un po' di tristezza perché AIKA… piangeva,
 Ma tornare a casa era il mio dovere perché mia mogliettina mi aspettava.
Ultima modifica di Rimagliaversi il 01/05/2021, 11:12, modificato 1 volta in totale.
Roberto Virdo'
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Re: Il mio viaggio in Giappone

Messaggio da leggere da Roberto Virdo' »

Ah ah ah...ma è bellissimo!!! Complimenti per questa guida turistica veramente dettagliata! E impressionante la mole di informazioni. Mi complimento per tutta la descrizione che mai ho trovato così approfondita, peraltro sfrontatamente personalizzata e quindi intrigante. Senza considerare poi l'umorismo che fa da sfondo a quasi ogni riga. Da qualche parte mi è sembrato perfino di scorgere il nome dell'autore, ma forse è stato un abbaglio.
Vorrei chiudere in bellezza, innanzitutto inchinandomi alla giapponese, poi parafrasando il nipponico "itadakimasu" del loro inizio pranzo con un "motedoiltiramisù" del nostrano dessert, variante romana.
Piaciuto molto!
Rimagliaversi
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Re: Il mio viaggio in Giappone

Messaggio da leggere da Rimagliaversi »

HAHAHA grazie Roberto Vigo la fantasia non a limiti.
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