La ricompensa del Sandrun

Spazio dedicato alla Gara stagionale d'autunno 2020.

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Mauro Conti
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La ricompensa del Sandrun

Messaggio da leggere da Mauro Conti »


Tanti anni fa, quando ero piccolo, all’incirca sui sei, sette anni, mio nonno che si tratteneva a casa nostra spesso fino a tarda sera, quelle volte che non ci pensavo nemmeno ad andare a dormire, faceva una cosa curiosa. Invece di fare come tutti i nonni del mondo ovvero quella di raccontarmi favole o fiabe prese dai libri dei Fratelli Grimm mi raccontava storie e aneddoti di quando era giovane. Si trattava per lo più di spaccati di vita, frammenti di esistenza, situazioni bizzarre e divertenti svoltisi in un paese di provincia dove tutti si conoscevano. Narrazioni di un altro mondo, di un universo passato e sepolto, che già negli anni ottanta stentavo a credere fosse realmente esistito. Mio nonno che ai tempi era sulla settantina, amava raccontarmi storie avvenute nella nostra piccola città, poco più di un paesotto, alle porte di Varese, negli anni che potevano spaziare dai sessanta fino ai settanta.
Nonostante le difficoltà della vita, come tutti gli uomini, cercava degli spunti nel poco tempo libero dal lavoro in fabbrica per divertirsi con gli amici.
“È ora di dormire” mi diceva amorevolmente.
“Dai nonno! Raccontami qualche storia di quando eri giovane!” lo incalzavo io.
“E va bene!” in quel momento prendeva la sedia che avevo in camera e la posizionava vicino al mio letto sedendosi e sporgendosi col busto verso di me.
“La sai la storia del Sandrun???”
“No nonno non la so, raccontamela”
Con l’enfasi di un attore di teatro il nonno iniziava il suo racconto.
Questa storia mi è rimasta impressa nella memoria e a distanza di più di trentanni ancora me la ricordo piuttosto bene. Il nonno è deceduto ormai da molto tempo.
Erano i primi anni 60, Alessandro Malversi, detto “ul Sandrun”, che in dialetto Milanese sarebbe il Sandrone, era un soggetto alquanto bizzarro. Il nonno aveva all'incirca una cinquantina di anni e si trovava dopo il lavoro nell'unica osteria del paese. Ad una certa ora del tardo pomeriggio arrivavano tutti gli uomini del circondario.
Verso le 7 della sera – come tutte le sere - ul Sandrun era già bello che allegro, rosso in viso, parlantina sbiascicante, un occhio aperto e uno chiuso, andatura da traghetto alla deriva. Viaggiava sulla sessantina abbondante e in zona lo conoscevano tutti. Fisicamente alto e piazzato, poteva contare su una discreta forza fisica ma era tutto sommato un bonaccione. Personaggio taciturno e schivo, grande amante del vino rosso ma in generale di tutto quello che conteneva alcool.
Assolutamente non un cattivo uomo, anzi, ma spesso, molto spesso, ci andava veramente pesante con il bicchiere.
Ul Sandrun viveva con la scarsa pensione, sposato con la povera nonché santa donna Mariella, casalinga, senza figli, abitavano nelle case popolari. In paese ogni tanto trovava qualche lavoretto extra per tirare su qualche lira in più che immancabilmente finiva nelle casse dell’osteria. Tutti lavori di fatica.
Un bel giorno di fine maggio un amico del nonno andò in osteria in macchina. Un’auto vecchia piena di problemi. L’aveva posteggiata proprio di fianco all'ingresso dell’osteria. Dopo la partitella a carte, al momento di ripartire, la carretta non ne voleva sapere di accendersi.
Il nonno ed il suo amico con il cofano aperto cercarono in tutti i modi di farla partire. Ma niente da fare.
Bisognava spingerla fino a casa dell’amico del nonno, Alberto Rezzonico, detto “Ul Rez”. Non era molto distante ma in ogni caso sempre un bell'impegno e dopo una giornata in fabbrica le forze erano quelle che erano.
Fuori dall’osteria, in un tavolino defilato, bivaccava Ul Sandrun intento a farsi l’ennesimo bicchiere di rosso ma aveva ancora tutto sommato un’aria sobria. Non era ancora ubriaco.
Sapendo della forza fisica dell’uomo il nonno provò ad ingaggiarlo per farsi dare una mano a spingere a casa del Rez la carriola che non partiva.
“Uè Sandrun, dacci una mano, non parte, dobbiamo spingerla fino in via Liberazione…”
“No no, chiama qualcun altro, io non ho voglia…” disse il Malversi scocciato.
“Dai non fare il pistola, dacci una mano, con te che sei forte ci mettiamo un attimo…” Insistette il Rez.
Dal suo tavolino Ul Sandrun alzò le spalle, chinò il capo e lo scosse senza dire una parola in segno di rifiuto.
Il nonno ebbe l’illuminazione.
Si avvicinò al tavolino dello scocciato Malversi e gli disse:
“Dai Sandrun dacci una mano, fai il bravo, se ci aiuti ti regaliamo due bottiglie di grappa. Quella bella secca, chiara, che piace a te, quella che fa di nascosto il Mario qui in taverna sotto l'osteria.”
Il Rez fece una faccia incredula e incuriosita. Due bottiglie di grappa costavano care. Il nonno con un sogghigno gli fece l’occhiolino senza farsi notare dal Malversi.
Alla parola “grappa” il capo chino del Sandrun si rizzò per bene, con gli occhi che gli luccicavano.
“Hai detto due bottiglie?” chiese con fare indagatorio il Malversi.
“Due. Tu ci dai una mano e quando torniamo qui all’osteria vado dentro io a prendertele perché tu è meglio che non ti fai vedere al bancone a comprare la grappa…la moglie del Mario lo dice sicuramente alla Mariella e sono dolori…vado dentro io e te le prendo.”
Il Sandrun ci pensò per bene.
“Come faccio a sapere che mi dici la verità? Non è che mi state prendendo in giro?”
“Uè Sandrun va che io non prendo in giro nessuno, ho appena preso la paga in ditta e i soldi li ho qui in tasca, guardali…”
Il nonno aveva effettivamente in tasca quattro mila lire e gliele mostrò al Malversi.
“Va ben!” disse l’uomo alzandosi dal tavolino, “Ma quando torniamo io non mi muovo da qui se non mi porti fuori 2 bottiglie di grappa, siamo intesi?”
“Certo certo stai tranquillo te la diamo la grappa”.
Sta di fatto che i tre si misero al lavoro. O meglio, misero al lavoro il forzuto Malversi. Legarono il paraurti anteriore dell'auto con una corda e il Sandrun doveva tirare come un mulo, trainando di fatto l’auto capricciosa. Nel mentre il Rez era alla guida nell’abitacolo per fare le svolte governando il volante ed i freni; il nonno faceva finta di spingere da dietro.
Portato il rottame a destinazione i tre tornarono a piedi all’osteria.
Il Malversi era abbastanza provato e abbondantemente sudato. Il Rez ovviamente no e nemmeno il nonno.
“Allora adesso mi devi pagare.” Disse perentorio il Sandrun ansimando ancora per il fiatone.
Mio nonno annuì ed entrò in osteria per uscirne dopo pochi minuti con una borsa contenente due belle unità di distillato, in due bottiglie trasparenti e con tappo di sughero ben chiuso.
Il nonno mise la borsa in mano al creditore e gli disse avvicinandosi:
“Vai Sandrun, portale a casa senza farti vedere, sbrigati, lasciale nella borsa così la gente non le vede, vai, vai ciao…”
L’uomo che aveva una gran paura del fatto che lo vedessero armeggiare con bottiglie e contenitori vari, per il semplice motivo che in paese tutti sapevano che la moglie Mariella non voleva che si portasse in giro bottiglie di alcun tipo. Se voleva bere doveva stare all’osteria e bere li. Se non lo faceva tanto meglio. Così almeno nel caso gli avrebbero telefonato a casa che il marito non si reggeva in piedi la moglie sapeva sempre dove trovarlo.
Diede un’occhiata furtiva dentro la borsa e sembravano belle piene. Girò i tacchi e a testa bassa, con la sua ingente ricompensa, si diresse verso casa.
La sera stessa verso le 22 il Sandrun, lasciata andare la moglie a dormire, tirò fuori le bottiglie debitamente nascoste ore prima. Era deciso a rifarsi la bocca con quel nettare, distillato di contrabbando dalle sapienti mani del Mario dell’osteria, con vinaccia di prima qualità provenienti dalle vigne vicine. Tutta roba buona, tuta roba nostrana e naturale. Non vedeva l’ora, era tutta la sera che aveva il pensiero fisso.
Qualche minuto dopo le 22 tutto il quartiere fu nello sconquasso più totale per via delle urla a squarcia gola del Malversi, che appostatosi sul balcone in canottiera e mutande, agitando i pugni, inveiva ed insultava mio nonno ed il Rez, con la Mariella in vestaglia che cercava invano di calmarlo. Le urla arrivarono fino alla stazione dei carabinieri dove il Maresciallo Carniti, udito il delirio, mandò due militari a casa del Malversi.
Tutto il quartiere era in subbuglio. Solo due case erano tranquille: quella del nonno e quella del Rez. Erano a letto tranquilli e che se la ridevano pure, poiché sapevano bene il motivo di tutto quel trambusto: nelle due bottiglie, per il Sandrun, era stato messo del buonissimo distillato di acqua del rubinetto del bagno dell’osteria.
Dedico questo racconto a mio nonno Angelo a cui ho voluto molto bene nel ricordo delle divertenti storie che mi raccontava quando ero bambino.
Il nonno mi raccontò molte altre sue avventure prima di lasciarci, ma questa, è un’altra storia.
Ultima modifica di Mauro Conti il 27/09/2020, 12:17, modificato 1 volta in totale.
Selene Barblan
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Messaggio da leggere da Selene Barblan »

Dolce e affettuosa la descrizione della relazione col nonno, divertente e completa quella del “Sandrun”; i dialoghi sono realistici e il racconto è scorrevole e piacevole da leggere. Forse ci sono troppe anticipazioni che smorzano la “sorpresa” e quindi il divertimento finali. Globalmente lo trovo un racconto piacevole.
Mauro Conti
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Re: Commento

Messaggio da leggere da Mauro Conti »

Selene Barblan ha scritto: 27/09/2020, 9:46 Dolce e affettuosa la descrizione della relazione col nonno, divertente e completa quella del “Sandrun”; i dialoghi sono realistici e il racconto è scorrevole e piacevole da leggere. Forse ci sono troppe anticipazioni che smorzano la “sorpresa” e quindi il divertimento finali. Globalmente lo trovo un racconto piacevole.
Effettivamente avevo qualche dubbio sul fatto che alcuni dettagli iniziali avrebbero potuto un po' "spoilerare" il finale. Diciamo che sono stato fedele alla storia tramandata.
Grazie per la lettura::
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Fausto Scatoli
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Messaggio da leggere da Fausto Scatoli »

mi ricorda un personaggio che frequenta l'osteria dove vado io nei fine settimana, davvero molto simile.
storia gradevole e simpatica, però la punteggiatura è tutta da rivedere, visto che è quasi assente.
mancano tantissime virgole.
rivedendo il testo, si potrebbero anche modificare alcune frasi, non correttamente esposte.
Ultima modifica di Fausto Scatoli il 28/09/2020, 15:06, modificato 1 volta in totale.
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Mauro Conti
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Re: La ricompensa del Sandrun

Messaggio da leggere da Mauro Conti »

Grazie Fausto. Darò ancora una ripassata al testo cercando di individuare i punti critici da te indicati.
Si a livello di idea l'intenzione era quella di un racconto "leggero" e non "impegnato" come la maggior parte di quelli proposti.
Dopo tutto chi non conosce qualche personaggio strano che gira in paese?
Grazie.
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Ida-59
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Messaggio da leggere da Ida-59 »

Tenero il rapporto col nonno e carina la storiella, seppure fin troppo prevedibile nel finale.
Ci sono problemi con la punteggiatura: mancano molte virgole di apertura degli incisi, così la virgola che li chiude finisce diritta dritta tra soggetto e verbo.
Problemi di sovrapposizione tra il narratore "ragazzo", che apre la storia, e il narratore nonno che si sostituisce al primo nel corso del racconto del ricordo, anche se il narratore "ragazzo" ogni tanto rispunta come narratore esterno nel ricordo stesso.
In generale, lo stile è un po' pesante e la lettura non scorre sempre agevolmente, anche a causa di spiegazioni eccessive.
Mauro Conti
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Re: La ricompensa del Sandrun

Messaggio da leggere da Mauro Conti »

Grazie Ida. Come si dice: c'ho provato. Terrò a mente tutti i consigli.
Ciao.
Marcello Rizza
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Messaggio da leggere da Marcello Rizza »

Ciao Mauro. È una splendida testimonianza di vita, il racconto dei racconti del nonno. Effettivamente c'è qualche problema con la punteggiatura che appesantisce la scorrevolezza del testo. Vorrò rileggerti in qualche altro racconto. 😉
Mauro Conti
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Re: La ricompensa del Sandrun

Messaggio da leggere da Mauro Conti »

Grazie Marcello.
Mannaggia a questa punteggiatura malefica
Alla prossima.
Laura Traverso
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Messaggio da leggere da Laura Traverso »

Carino, divertente e soprattutto tenero in quanto dedicato al nonno. La lettura di questo racconto mi ha riportato indietro nel tempo, ai lontanissimi vissuti con i nonni, mai dimenticati. Per il resto, in merito alla punteggiatura, è stato già detto. Voto 3, in onore del nonno.
Mauro Conti
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Re: La ricompensa del Sandrun

Messaggio da leggere da Mauro Conti »

Grazie mille Laura.
Si per la punteggiatura occorre fare una bella revisione come è già stato consigliato. Il problema è che non so da dove cominciare! Devo chiedere qualche consulenza tecnica. ;-)
Come ho già detto, è la mia prima gara e non ho pretese di sorta, spero solo che l'idea possa essere trovata piacevole.
Ciao.
Roberto Virdo'
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Messaggio da leggere da Roberto Virdo' »

Anche questo piccolo testo mi è piaciuto. Innanzitutto per l'evidenza autobiografica che dà sempre un certo sapore particolare. Poi la storia in sé è divertente, fa sorridere e ci descrive anche un'epoca più semplice in cui sicuramente non ci ritroviamo, quasi fosse inventata. Trovo che lo stile sia appropriato, bello il titolo con quel Sandrun che ci attende a braccia aperte. Infine una nota di merito a Mauro che ha voluto cimentarsi in un genere differente dal suo solito.
Mauro Conti
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Re: La ricompensa del Sandrun

Messaggio da leggere da Mauro Conti »

Grazie Roberto, sempre troppo gentile. Si è un genere diverso rispetto ai contenuto su cui di solito mi cimento. E' una sorta di esperimento.
Diciamo che anche se andiamo ghiotti di dolci, sempre e solo dolci prima o poi stufano e bisogna provare ad assaggiare un po di tutto. Non credi? :lol:
Ciao grazie del commento.
Lucia De Falco
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Messaggio da leggere da Lucia De Falco »

Ho trovato il testo gradevole e divertente. Il linguaggio mi sembra scorrevole e la lettura non stanca. Anch'io ho apprezzato il rapporto col nonno, forse perché anche mio nonno era solito raccontarmi aneddoti della sua giovinezza, però più amari , del tempo di guerra. Credo che sia una buona idea prendere spunto da tali aneddoti, anche per il futuro. Buon lavoro!
Mauro Conti
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Re: La ricompensa del Sandrun

Messaggio da leggere da Mauro Conti »

Grazie Lucia, sono contento che il racconto ti abbia divertito.
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Ford Perfect
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Messaggio da leggere da Ford Perfect »

Il racconto è molto scorrevole, a me è piaciuto.
Si sente nell'aria il profumo della sola tipo "amici miei".
Arrivato a un certo punto, poco prima della fine, ero certo che nelle bottiglie ci fosse dell'acqua.
Strappa un sorriso ancor prima di arrivare all'ultima riga.
:smt006
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Anna Gri
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Messaggio da leggere da Anna Gri »

Ciao Mauro, dato che comprendo pienamente le difficoltà inerenti la punteggiatura, posso basare il mio voto sul contenuto del racconto. Il rapporto nonno-nipote è delizioso e accattivante, inoltre credo che in ogni paesello vi sia il “sandrun” di turno che allieta gli animi con le proprie vicende che vengono sistematicamente tramandate. Mi piacciono i testi che raccontano di persone, preferisco leggere un testo imperfetto dotato di contenuto piuttosto che un esercizio di stile privo di passione. Un racconto che si legge volentieri fino all’ultima riga, secondo il mio modesto parere.
Mauro Conti
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Re: La ricompensa del Sandrun

Messaggio da leggere da Mauro Conti »

@Ford
ciao grazie per il commento. Si il nonno era un po' alla "amici miei" in effetti. Logicamente da bambino non potevo capire, certe cose me le hanno spiegate dopo ;-)
Sono d'accordo che la questione che nelle bottiglie fosse stata messa acqua si intuisce prima della fine, ma questa è la storia originale e ho voluto riportarla proprio com'era. Diciamo che ho preferito giocarmi qualcosa in senso dell'originalità della storia senza giocarmi nulla sulla veridicità. Scelta personale. Avrò fatto bene? :roll:

@Anna
Ti ringrazio per aver sorvolato sulla punteggiatura, anche se in ogni caso fa parte integrante di un componimento come molti autori hanno giustamente detto. Come ben sai - ormai - mi faccio prendere dalla foga di scrivere prima che mi scappi il filo; va da se che la punteggiatura è forse l'aspetto che ne risente maggiormente operando in questo modo. Ci sto lavorando comunque. La scrittura è anche - e soprattutto - crescita. Vi prometto che la prossima gara (se parteciperò) starò molto più attento anche alla forma.
Vedo comunque che il genere "easy" - ludico - disimpegnato - (bene o male) è stato apprezzato.
Ci sono testi stilisticamente perfetti in gara, come i pezzi primi in classifica. Non sono esperto di gare ne tanto meno del sito ma ho potuto leggere dei racconti in gara veramente ottimi; composti da persone che se pubblicassero dei libri, non ti nascondo che li comprerei più che volentieri. Roberto, Ida, Selene, Marcello, Fausto e altri ancora.
P. S se ti piacciono i testi imperfetti, vieni sulla mia pagina che - lo sai ormai - ne trovi fin che vuoi.
Grazie! :D
Ultima modifica di Mauro Conti il 06/10/2020, 21:04, modificato 1 volta in totale.
Anna Gri
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Re: La ricompensa del Sandrun

Messaggio da leggere da Anna Gri »

Beh Mauro, i racconti ai primi posti sono dotati sia di stile che di contenuti.
Non per niente stanno sul podio…
Mauro Conti
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Re: La ricompensa del Sandrun

Messaggio da leggere da Mauro Conti »

Anna Gri ha scritto: 06/10/2020, 20:39 Beh Mauro, i racconti ai primi posti sono dotati sia di stile che di contenuti.
Non per niente stanno sul podio…
assolutamente d'accordo ed è corretto cosi'.
Namio Intile
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Messaggio da leggere da Namio Intile »

La ricompensa del Sandrone è un racconto gustoso e nel finale spassoso. Uno spaccato di vita, come tieni a precisare nel lungo inciso iniziale.
A parte qualche difetto nella punteggiatura uscendo dai discorsi diretti (adopera le stesse regole, sia per i diretti che gli indiretti) lo trovo scritto correttamente.
Ma a mio avviso qualcosa non va nella gestione della narrazione, perché mi pare che l'autore abbia la tendenza a intrufolarsi dentro al racconto.
Partiamo dal finale: "Dedico questo racconto a mio nonno Angelo a cui ho voluto molto bene nel ricordo delle divertenti storie che mi raccontava quando ero bambino.
Il nonno mi raccontò molte altre sue avventure prima di lasciarci, ma questa, è un’altra storia."
In questo periodo hai inserito una dedica a tutto tondo e una precisazione.
Entrambi dovevi separarli dal testo del racconto, fino a osteria, e inserirli con caratteri diversi o comunque in altro modo.
Nell'incipit, dopo la voce narrante (io narrante in questo caso) l'autore sente il bisogno di dire la sua:" Narrazioni di un altro mondo, di un universo passato e sepolto, che già negli anni ottanta stentavo a credere fosse realmente esistito. Mio nonno che ai tempi era sulla settantina, amava raccontarmi storie avvenute nella nostra piccola città, poco più di un paesotto, alle porte di Varese, negli anni che potevano spaziare dai sessanta fino ai settanta.
Nonostante le difficoltà della vita, come tutti gli uomini, cercava degli spunti nel poco tempo libero dal lavoro in fabbrica per divertirsi con gli amici."
Ecco, a mio avviso dovresti trovare il modo di far dire queste stesse cose all'io narrante o di eliminarle.
E qui ugualmente: "Questa storia mi è rimasta impressa nella memoria e a distanza di più di trentanni ancora me la ricordo piuttosto bene. Il nonno è deceduto ormai da molto tempo.
Erano i primi anni 60, Alessandro Malversi, detto “ul Sandrun”, che in dialetto Milanese sarebbe il Sandrone, era un soggetto alquanto bizzarro. "
Questa presenza dell'autore funziona quasi come una doppia voce narrante e dà alla lettura quello sgradevole effetto gradino nel passaggio dall'uno all'altro.
Ho gradito il tema e i dialoghi.
Spero di essere stato d'aiuto, a rileggerti.
Mauro Conti
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Re: La ricompensa del Sandrun

Messaggio da leggere da Mauro Conti »

Ciao Namio, mi sei stato sicuramente d'aiuto. Avevo dei dubbi sul "disallineamento" della voce narrante ma non sapevo da che paragrafi cominciare a fare un'analisi. D'altronde come ho già detto è questo pezzo è stato una sorta di esperimento. Sta di fatto che in ogni caso se ci sono delle mancanze e/o errori vanno segnalati.
Rileggendo con molta calma l'effetto gradino da te rilevato è evidente e ill disallineamento si fa pesante. Hai detto bene: avrei dovuto separare nettamente le voci nel racconto. Tra i due c'è stata confusione. Se lo leggi d'un fiato si sente meno, a lettura attenta, si, è sgradevole.
Penso che mi orienterò sui racconti A-personali e dopo un po' di pratica ed esercizio ci riproverò con la voce narrante.
Ti ringrazio del tuo tempo e dell'approfondita e utilissima (per me) analisi.
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Il 2015 è stato proclamato dall'Assemblea generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) Anno internazionale della luce e delle tecnologie basate sulla luce. Obiettivo dell'iniziativa adottata dall'ONU è promuovere la consapevolezza civile e politica del ruolo centrale svolto dalla luce nel mondo moderno. Noi di BraviAutori.it abbiamo pensato di abbracciare questa importante iniziativa proponendo agli autori di scrivere, disegnare o fotografare il loro personale legame con la luce, estendendo però la parola "luce" a tutti i suoi sinonimi, significati e scenari.
A cura di Massimo Baglione.

Contiene opere di: Alessandro Carnier, Amelia Baldaro, Andrea Teodorani, Angelo Manarola, Anna Barzaghi, Annamaria Vernuccio, Anna Rita Foschini, Antonella Cavallo, Camilla Pugno, Cinzia Colantoni, Claudia Cuomo, Daniela Rossi, Daniela Zampolli, Domenico Ciccarelli, Dora Addeo, Elena Foddai, Emilia Cinzia Perri, Enrico Arlandini, Enrico Teodorani, Francesca Paolucci, Francesca Santucci, Furio Detti, Gilbert Paraschiva, Giorgio Billone, Greta Fantini, Ianni Liliana, Imma D'Aniello, Lucia Amorosi, Maria Rosaria Spirito, Maria Spanu, Marina Den Lille Havfrue, Marina Paolucci, Massimo Baglione, Mauro Cancian, Raffaella Ferrari, Rosanna Fontana, Salvatore Musmeci, Sandra Ludovici, Simone Pasini, Sonia Tortora, Sonja Radaelli, Stefania Fiorin, Umberto Pasqui.
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BReVI AUTORI - volume 2

BReVI AUTORI - volume 2

collana antologica multigenere di racconti brevi

BReVI AUTORI è una collana di libri multigenere, ad ampio spettro letterario. I quasi cento brevi racconti pubblicati in ogni volume sono suddivisi usando il seguente schema ternario:

Fantascienza + Fantasy + Horror
Noir + Drammatico + Psicologico
Rosa + Erotico + Narrativa generale

La brevità va a pari passo con la modernità, basti pensare all'estrema sintesi dei messaggini telefonici o a quelli usati in internet da talune piattaforme sociali per l'interazione tra utenti. La pubblicità stessa ha fatto della brevità la sua arma più vincente, tentando (e spesso riuscendo) in pochi attimi di convincerci, di emozionarci e di farci sognare.
Ma gli estremismi non ci piacciono. Il nostro concetto di brevità è un po' più elastico di un SMS o di un aforisma: è un racconto scritto con cura in appena 2500 battute (sì, spazi inclusi).
A cura di Massimo Baglione.

Contiene opere di: Ida Dainese, Daniele Missiroli, Fausto Scatoli, Angela Di Salvo, Francesco Gallina, Thomas M. Pitt, Milena Contini, Massimo Tivoli, Franca Scapellato, Vittorio Del Ponte, Enrico Teodorani, Umberto Pasqui, Selene Barblan, Antonella Jacoli, Renzo Maltoni, Giuseppe Gallato, Mirta D., Fabio Maltese, Francesca Paolucci, Marco Bertoli, Maria Rosaria Del Ciello, Alberto Tivoli, Debora Aprile, Giorgio Leone, Luca Valmont, Letteria Tomasello, Alberto Marcolli, Annamaria Vernuccio, Juri Zanin, Linda Fantoni, Federico Casadei, Giovanna Evangelista, Maria Elena Lorefice, Alessandro Faustini, Marilina Daniele, Francesco Zanni Bertelli, Annarita Petrino, Roberto Paradiso, Alessandro Dalla Lana, Laura Traverso, Antonio Mattera, Iunio Marcello Clementi, Federick Nowir, Sandra Ludovici.
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