Non sono io

Spazio dedicato alla Gara stagionale d'autunno 2020.

Sondaggio

1 - non mi piace affatto (Oggi qualcosa che non sono mai stato)
2
17%
2 - mi piace pochino (Oggi qualcosa che non sono mai stato)
3
25%
3 - si lascia leggere (Oggi qualcosa che non sono mai stato)
1
8%
4 - è bello (Oggi qualcosa che non sono mai stato)
3
25%
5 - mi piace tantissimo (Oggi qualcosa che non sono mai stato)
3
25%
 
Voti totali: 12

Simone_Non_é
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Non sono io

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Buio, un tremendo e accomodante buio.
Provavo fame come se non mangiassi da millenni.
Spingevo cercando di bucare quella sottile pellicola che mi imprigionava, non conoscevo tempo e suoni, a un certo punto un "crack " e mi sentii immerso nel calore, mille colori inondavano i miei sensi.
Neanche il tempo di godermi queste nuove sensazioni e di nuovo ero attanagliato dall'impulso di cercare cibo, qualsiasi cosa sarebbe andata bene.
Addentavo tutto ciò che mi capitava, tutto a me vicino aveva un gusto inebriante, si susseguivano attimi di pace interrotti unicamente dall'impulso di placare la mia voracità.
All'improvviso un sonno ristoratore mi era venuto a trovare e io non avevo la più vaga idea di quanto tempo avessi passato nell'ardore del mio raptus famelico.
La sensazione di sentirmi stretto veniva a trovarmi ineluttabile e precisa come il ticchettio di un orologio che da troppo tempo era condannato a ripetere le stesse azioni.
La soluzione in questi casi era spingere oltre ogni mio limite potendo così tornare a sentirmi comodo.
Il paesaggio intorno a me, da quanto ne avessi memoria, era sempre stato incantevole, leggero e soave, il migliore dei sogni che si potesse immaginare; non capivo però cos'era quella lente in lontananza che, immobile, stonava con tutto il pacifico contesto.
Ancora una volta sentivo i miei pensieri venire schiacciati dai miei istinti, quelli che ormai riconoscevo come la mia natura; mi sentivo nuovamente in balia della mia fame, avrei voluto divorare me stesso se avessi potuto.
Mi spostavo quando, come se avessi appena espresso un desiderio, la vidi.
Davanti a me giaceva una carcassa che addentai, scricchiolava in bocca, sembravano mille legnetti calpestati, il mio corpo reagiva bene, forse anche troppo.
Non mi ero mai sentito meglio.
Il ciclo di ozio e spuntini andava avanti ineluttabile, era una pellicola di un film che incastrata nel loop di se stessa non conosceva fine.
Fino a quando, ormai insperato, arrivò un impagabile senso di sazietà e comodità, tutto etereamente incantevole se non fosse che mi sentivo stanco e bisognoso del buio che ricordavo a stento.
Con i miei ultimi sforzi, verso una fine sconosciuta, costruivo la mia dimora.
La mia essenza chiamava l'oscurità e così io gli donavo le migliori tenebre, un primordiale richiamo si faceva strada come ululati di lupi selvaggi verso la luna.
Sonno e ancora sonno, ormai sapevo che in caso mi fossi sentito stretto mi sarebbe bastato spingere, ancora una volta oltre ogni mio limite.
Ero estasiato nel vedere Il bruco “Arpia” la Cerura vinula (Puss Moth, in inglese) sgusciare dal suo involucro, prima la testa e poi lentamente il restante soffice corpo, sbatteva le ali nell'aria libera, ormai pronta alla riproduzione.
Girare un documentario su di lei, averla vista in ogni sua fase, anche mentre divorava le precedenti forme mi aveva fatto venire in mente le parole di Emy.
Una volta, durante i nostri soliti discorsi filosofici intendendo ben più di quello che volesse far trasparire, mi aveva detto:" Sai Tom, noi non mangiamo mai solo con la bocca ma lo facciamo anche con gli occhi e soprattutto con il cuore". La solita strana ragazza.
Forse aveva ragione, mi chiedevo quante volte ero finito con il divorare me stesso alla ricerca di una nuova forma più consona alle avversità della vita o forse solo più vicina alla mia natura.
Rimaneva un'unica costante però, la mia Canon che da anni con il suo obbiettivo gigante svolgeva il suo dovere regalandomi ottime immagini e filmati, chissà se la falena l'aveva mai notata in mezzo alla natura; a essere onesti, causa la mia pigrizia, non mi ero impegnato troppo per nasconderla.
Infine era solo un dettaglio, il mio lavoro prometteva bene e quell'uomo pigro non lo ero più.
"Mutaforma, quel bruco non sono io". Mi sembrava un nome carino per salvare il documentario anche se sicuramente, il titolo come spesso accadeva, lo avrebbero cambiato.
Lelle Carpisa
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Bellissimo scritto!
Mi piace pensare che il protagonista stia divorando “ metaforicamente “ questa carcassa che altro non è che il suo lavoro , che va svolgendo sempre più appassionato ma anche ossessionato.
Mi piace che quest’ultimo trovi godimento nel scattare e scattare , come se stesse mangiando realmente tutte le fasi della metamorfosi di quel bruco.
Alla fine... quel bruco pare quasi essere il suo alter ego , alla ricerca di un se stesso inconscio e sconosciuto.
Semplicemente wow !
Roberto Virdo'
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Simone, non so cosa dire, anzi lo so: vorrei averlo scritto io. Bando ai formalismi, per me questo è da premio… bravo bravo super! Hai dato corpo a un pensiero che si trasforma, a una vita mai ferma, perfino a un bellissimo sentimento. La strana ragazza…
Non vorrei dilungarmi inutilmente, lo trovo un perfetto gioiellino. Chapeau.
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Fausto Scatoli
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Messaggio da leggere da Fausto Scatoli »

niente male. abbastanza ben scritto, ci sono alcuni refusi ma niente di che, con buone descrizioni, soprattutto visive.
tiene in sospseso fino al termine, e questo è un punto a favore.
quello che non ho compreso, ma forse è un problema mio, è il significato della storia.
non ci arrivo, mi spiace, ma sono io a non farcela.
l'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente
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carlocelenza
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Messaggio da leggere da carlocelenza »

Mi associo a Scatoli, non ho afferrato il senso del racconto. Il "tremendo e accomodante buio " non contribuisce a chiarire le cose. " Etereamente incantevole " nemmeno. Ho trovato il pezzo non immediatamente comprensibile.
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Mauro Conti
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Messaggio da leggere da Mauro Conti »

Premetto (e ammetto) la mia scarsa sensibilità a livello umano che spesso si estende in altre fasi della vita, come la comprensione dei testi ad esempio. Ma nemmeno io l'ho capito. :|
ma probabilmente il gioco è questo: ognuno leggendolo capisce una cosa diversa dagli altri.
Può essere una possibilità.
Ultima modifica di Mauro Conti il 01/10/2020, 19:13, modificato 1 volta in totale.
Marcello Rizza
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Io credo, spero, di aver capito il racconto. I soggetti sono due, che parlano dividendosi il racconto. Il primo è un bruco che parla e pensa della sua natura come un umano (e se è così non ci sta). Il secondo è un operatore naturalista che ama il suo lavoro (e questo è perfettamente centrato). La terza opzione è che non ci ho capito nulla, spero non sia così. Scritto molto bene ma prima di votarlo attendo conferma dall'autore.
Simone_Non_é
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Marcello Rizza ha scritto: 01/10/2020, 14:46 Io credo, spero, di aver capito il racconto. I soggetti sono due, che parlano dividendosi il racconto. Il primo è un bruco che parla e pensa della sua natura come un umano (e se è così non ci sta). Il secondo è un operatore naturalista che ama il suo lavoro (e questo è perfettamente centrato). La terza opzione è che non ci ho capito nulla, spero non sia così. Scritto molto bene ma prima di votarlo attendo conferma dall'autore.
Ciao Marcello! Intanto grazie mille per aver commentato, se dovessi spiegare il racconto dovrei scrivere più della lunghezza dello stesso. Trovo che sia importante, ai fini dell'opera, che sia il lettore a decidere, in base alla sua sensibilità, il significato dello scritto. Posso dirti che tutto ha un suo significato, dagli spazi alla chiusa e via discorrendo. Ti ringrazio nuovamente, questa volta, per aver apprezzato la forma del racconto :-)
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Mauro Conti ha scritto: 01/10/2020, 13:32 Premetto (e ammetto) la mia scarsa sensibilità a livello umano che spesso si estende in altre fasi della vita, come la comprensione dei testi ad esempio. Ma nemmeno io l'ho capito. :|
ma probabilmente il gioco è questo: ognuno leggendolo capisce una cosa diversa dagli altri.
Può essere una possibilità.
Ciao Mauro! La soggettività porta a diverse interpretazioni, certo è che un messaggio, o forse più, nel racconto è presente. Grazie infinite per aver letto e commentato :-)
Simone_Non_é
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carlocelenza ha scritto: 01/10/2020, 12:42 Mi associo a Scatoli, non ho afferrato il senso del racconto. Il "tremendo e accomodante buio " non contribuisce a chiarire le cose. " Etereamente incantevole " nemmeno. Ho trovato il pezzo non immediatamente comprensibile.
Ciao Carlo! In effetti il testo può essere non immediatamente comprensibile, ma si tratta di un racconto breve e a volte una rilettura può essere chiarificatrice. Detto questo, grazie del commento e della lettura :-)
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Fausto Scatoli ha scritto: 01/10/2020, 12:10 niente male. abbastanza ben scritto, ci sono alcuni refusi ma niente di che, con buone descrizioni, soprattutto visive.
tiene in sospseso fino al termine, e questo è un punto a favore.
quello che non ho compreso, ma forse è un problema mio, è il significato della storia.
non ci arrivo, mi spiace, ma sono io a non farcela.
Ciao Fausto! Immagino tu sia stato di parola e quell'uno, intendo il voto, sia tuo. Ognuno è libero di esprimere il voto che più desidera ed io lo accetto, certo non mi sembra giustificato visto che la forma del testo è corretta. Farò tesoro, così come delle critiche precedenti che mi hanno portato ad avere più attenzione per il "lato tecnico" velocizzando il mio percorso di crescita, anche di questo voto; il quale, senza ombra di dubbio, mi aiuterà a farmi le "spalle larghe", ti ringrazio :-)
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Roberto Virdo' ha scritto: 01/10/2020, 11:52 Simone, non so cosa dire, anzi lo so: vorrei averlo scritto io. Bando ai formalismi, per me questo è da premio… bravo bravo super! Hai dato corpo a un pensiero che si trasforma, a una vita mai ferma, perfino a un bellissimo sentimento. La strana ragazza…
Non vorrei dilungarmi inutilmente, lo trovo un perfetto gioiellino. Chapeau.
Ciao Roberto! Non so cosa dire neanch'io, mi limiterò ad un grazie per questo tuo bellissimo commento, sono felice che il racconto sia arrivato. Mi hai rallegrato la giornata con queste tue parole :-)
Simone_Non_é
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Re: Non sono io

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Lelle Carpisa ha scritto: 01/10/2020, 5:50 Bellissimo scritto!
Mi piace pensare che il protagonista stia divorando “ metaforicamente “ questa carcassa che altro non è che il suo lavoro , che va svolgendo sempre più appassionato ma anche ossessionato.
Mi piace che quest’ultimo trovi godimento nel scattare e scattare , come se stesse mangiando realmente tutte le fasi della metamorfosi di quel bruco.
Alla fine... quel bruco pare quasi essere il suo alter ego , alla ricerca di un se stesso inconscio e sconosciuto.
Semplicemente wow !
Ciao Lelle! Sono contento per queste tue parole e non aggiungerò altro se non, grazie per aver letto e commentato :-)

N.b. ai fini della gara quando commenti un racconto è importante cambiare il titolo, in questo caso, da "Re: Non sono io" a "Commento", altrimenti non viene considerato tale :-)
Marcello Rizza
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Alla fine ti ho dato 4 per la forma e perché l'idea è buona. Se non avessi "umanizzato" il bruco sarebbe stato certamente un 5. Se scriverai sempre così, da parte mia saranno sempre voti alti.
Lucia De Falco
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Anch'io alla fine della lettura avevo qualche dubbio di interpretazione, poi comunque ho visto che mi ritrovo con un altro recensore che ha ipotizzato che nella prima parte sia un animale a parlare, mentre nella seconda un operatore. L"idea è buona e mi piace il linguaggio utilizzato, soprattutto nella prima parte. Forse al posto del bruco sceglierei un animale più " nobile", magari in via d'estinzione o oggetto di maltrattamento per far comprendere il suo punto di vista.
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Marcello Rizza ha scritto: 01/10/2020, 23:55 Alla fine ti ho dato 4 per la forma e perché l'idea è buona. Se non avessi "umanizzato" il bruco sarebbe stato certamente un 5. Se scriverai sempre così, da parte mia saranno sempre voti alti.
Grazie mille Marcello è un voto alto e ne sono felice, diciamo che in effetti su quell'aspetto in particolare ci ho dovuto riflettere un po', mi è sembrata però alla fine la scelta migliore, quella adottata, ai fini del racconto. Terrò presente questo tuo consiglio, grazie :-)
Simone_Non_é
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Lucia De Falco ha scritto: 03/10/2020, 7:37 Anch'io alla fine della lettura avevo qualche dubbio di interpretazione, poi comunque ho visto che mi ritrovo con un altro recensore che ha ipotizzato che nella prima parte sia un animale a parlare, mentre nella seconda un operatore. L"idea è buona e mi piace il linguaggio utilizzato, soprattutto nella prima parte. Forse al posto del bruco sceglierei un animale più " nobile", magari in via d'estinzione o oggetto di maltrattamento per far comprendere il suo punto di vista.
Ciao Lucia! Grazie mille per questo tuo commento, il bruco in realtà ha un suo perché ai fini del testo, devo ammettere che la tua idea è bella anche se personalmente la userei in un contesto leggermente diverso, ma qui, forse, si ricade nel campo della soggettività. Ancora grazie :-)
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Ida-59
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Mah… che dire, anche per me non è affatto chiaro il senso della storia e per questo non mi è piaciuta anche se è scritta bene (però due "ineluttabile" e due "incantevole" in un testo così breve stonano).
Non che non abbia capito, perchè è chiaro che nella prima parte parla il bruco e nella seconda l'uomo. Per me era già evidente dallo straniamento utilizzato nella prima parte (troppo umanizzato il bruco, però, a mio parere: mantenerlo più ambiguo avrebbe reso meglio) e, soprattutto, dalla lente (pensavo di ingrandimento invece era l'obiettivo) che viene citata; certo, un bruco, riconoscere una lente… lo straniamento è una tecnica che si può rivoltare contro il proprio autore.
No, quello che non mi è chiaro è il significato intrinseco della storia, il messaggio dell'autore che, purtroppo, non ho compreso.
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Il racconto mi è piaciuto molto, soprattutto la capacità, nella prima parte, di descrivere le sensazioni. Quelle di un animale, per come un umano nel suo sempre più grande distanziamento dall’esserlo lui stesso, riesce ad immaginarselo. Nella seconda parte poi si crea un legame con l’osservatore e la sua di storia. Credo che in questa parte alcuni aspetti della punteggiatura vadano un po’ a rallentare la comprensione. Rimane però il racconto che, finora, mi è piaciuto più leggere in questa gara.
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Ida-59 ha scritto: 05/10/2020, 9:14 Mah… che dire, anche per me non è affatto chiaro il senso della storia e per questo non mi è piaciuta anche se è scritta bene (però due "ineluttabile" e due "incantevole" in un testo così breve stonano).
Non che non abbia capito, perchè è chiaro che nella prima parte parla il bruco e nella seconda l'uomo. Per me era già evidente dallo straniamento utilizzato nella prima parte (troppo umanizzato il bruco, però, a mio parere: mantenerlo più ambiguo avrebbe reso meglio) e, soprattutto, dalla lente (pensavo di ingrandimento invece era l'obiettivo) che viene citata; certo, un bruco, riconoscere una lente… lo straniamento è una tecnica che si può rivoltare contro il proprio autore.
No, quello che non mi è chiaro è il significato intrinseco della storia, il messaggio dell'autore che, purtroppo, non ho compreso.
Ciao Ida grazie mille per il commento! Come può qualcosa che non si capisce non piacere? Per il mio modo di agire un giudizio ha senso quando si è compreso un opera, qualsiasi essa sia. Detto questo ancora grazie mille per questo tuo commento ed il tempo dedicatomi, felice che altri lettori ne abbiano colto il "messaggio" :-)
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Selene Barblan ha scritto: 05/10/2020, 11:46 Il racconto mi è piaciuto molto, soprattutto la capacità, nella prima parte, di descrivere le sensazioni. Quelle di un animale, per come un umano nel suo sempre più grande distanziamento dall’esserlo lui stesso, riesce ad immaginarselo. Nella seconda parte poi si crea un legame con l’osservatore e la sua di storia. Credo che in questa parte alcuni aspetti della punteggiatura vadano un po’ a rallentare la comprensione. Rimane però il racconto che, finora, mi è piaciuto più leggere in questa gara.
Posso semplicemente rispondere informalmente in questo modo "<3"? Scherzi a parte, mi ha colpito molto una tua osservazione fatta nel commento, ma rimarrò fedele alla mia linea e non mi sbilancerò più di così. Grazie mille per il commento e la lettura del racconto :-)
Selene Barblan
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Re: Non sono io

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😄 👋
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Messaggio da leggere da Laura Traverso »

Ho compreso da quasi subito che a parlare fosse un bruco. E devo pur dire che il pensiero umano che gli hai attribuito mi è piaciuto: e d'altra parte come potrebbe mai parlare un animale se non "umanamente" per farsi capire dagli umani che leggono? In conclusione trovo che il racconto sia un tantino complesso e non troppo comprensibile, almeno per me. Ho apprezzato, però, l'originalità del testo. Quindi il mio non sarà un voto alto, ma neppure bassissimo, solo perché la storia mi ha coinvolto poco.
Anna Gri
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Messaggio da leggere da Anna Gri »

Scrivi benissimo, sei abile, hai uno stile potente e molto molto originale. Sinceramente non sono riuscita a comprendere pienamente il messaggio del testo, ma magari è una mia pecca. Non per questo posso permettermi di valutare il tuo stile, anche perché è pressoché impossibile arrivare a tutti.
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Laura Traverso ha scritto: 06/10/2020, 0:40 Ho compreso da quasi subito che a parlare fosse un bruco. E devo pur dire che il pensiero umano che gli hai attribuito mi è piaciuto: e d'altra parte come potrebbe mai parlare un animale se non "umanamente" per farsi capire dagli umani che leggono? In conclusione trovo che il racconto sia un tantino complesso e non troppo comprensibile, almeno per me. Ho apprezzato, però, l'originalità del testo. Quindi il mio non sarà un voto alto, ma neppure bassissimo, solo perché la storia mi ha coinvolto poco.
Sì il racconto è complesso ma credo sia comprensibile, soprattutto per chi ha da subito ben chiaro il quadro generale :-) . Amo i sottotesti ed i racconti che letti a differenza di anni ti parlano un altra lingua regalandoti sfumature nuove, credo che questo però sia un mio gusto personale.
Spiace per il voto basso ma ti ringrazio per la lettura ed il commento :-)
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Anna Gri ha scritto: 07/10/2020, 10:28 Scrivi benissimo, sei abile, hai uno stile potente e molto molto originale. Sinceramente non sono riuscita a comprendere pienamente il messaggio del testo, ma magari è una mia pecca. Non per questo posso permettermi di valutare il tuo stile, anche perché è pressoché impossibile arrivare a tutti.
Grazie mille per i complimenti, anche perché per me l'originalità è importante.
Non c'è un solo messaggio nel testo ma più di uno, ancora grazie per il tempo dedicatomi :-)
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Alcuni esempi di nostri libri autoprodotti:


Dieci

Dieci

antologia di opere ispirate dal numero dieci, in omaggio al decimo compleanno dell'associazione culturale BraviAutori.it

Non amiamo l'auto-celebrazione, tuttavia ci è piaciuto festeggiare il nostro decimo compleanno invitando gli autori a partecipare alla composizione di un'antologia di opere di genere libero che avessero come traccia il numero 10. Ventidue autori hanno accettato l'invito e ciò che ci hanno regalato è stato confezionato in queste pagine.
Con la presente antologia abbiamo voluto ringraziare tutti i collaboratori, gli autori e i visitatori che hanno contribuito a rendere BraviAutori.it ciò che è oggi, e che continuerà a essere finché potrà.
A cura di Massimo Baglione.
Copertina di Giuseppe Gallato.

Contiene opere di: Ferruccio Frontini, Giuseppe Gallato, Mirta D, Salvatore Stefanelli, Gabriella Pison, Alberto Tivoli, Massimo Tivoli, Francesca Gabriel, Francesca Santucci, Enrico Teodorani, Gabriele Ludovici, Martina Del Negro, Alessandro Borghesi, Cristina Giuntini, Umberto Pasqui, Marezia Ori, Fausto Scatoli, Arcangelo Galante, Giorgio Leone, Fabio Maltese, Selene Barblan, Marco Bertoli.
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La spina infinita

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Nota: questo libro non è derivato dai nostri concorsi ma ne abbiamo curato l'editing e la diffusione per conto dell'autore che ha ceduto le royalty all'Associazione culturale.
"La spina infinita" è stato scritto quasi vent'anni fa, quando svolgevo il mio servizio militare obbligatorio, la cosiddetta "naja". In origine era una raccolta di lettere, poi pian piano ho integrato il tutto cercando di dare un senso all'intera opera. Quasi tutto il racconto analizza il servizio di leva, e si chiude con una riflessione, aggiunta recentemente, che riconsidera il tema trattato da un punto di vista più realistico e maturo.
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La Gara 63 - Treni e stazioni

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Autori partecipanti: Massimo Tivoli, Gabriele Ludovici, Giorgio Leone, Mirtalastrega, Daniele Missiroli, Fabrizio Bonati, Angela Catalini, Manuel Crispo, Patrizia Chini,
a cura di Ida Dainese.
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La Gara 37 - Il trinomio Fantastico

La Gara 37 - Il trinomio Fantastico

(aprile/maggio 2013, 50 pagine, 1,25 MB)

Autori partecipanti: Nunzio Campanelli, Marino Maiorino, Lodovico, Patrizia Benetti, Antares, Monica Porta may bee, Licetti, Yendis, Carlocelenza, Scrittore97, Anto Pigy, Pardan, Freecora, Lorella15, Polly Russell, LeggEri,
A cura di Mastronxo e Ser Stefano.
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