Il dado è tratto da una storia vera

Spazio dedicato alla Gara stagionale d'autunno 2020.

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1 - non mi piace affatto
7
39%
2 - mi piace pochino
1
6%
3 - si lascia leggere
2
11%
4 - è bello
6
33%
5 - mi piace tantissimo
2
11%
 
Voti totali: 18

RobediKarta
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Il dado è tratto da una storia vera

Messaggio da leggere da RobediKarta »


Il Dio Baronto è un ciclope nano strabico e deforme, infatti l'anagramma di Baronto è "Naborto". E' solito bestemmiare le altre Divinità e fuma continuamente spinelli, infatti è sempre a corto di cartine, sempre ma non semprissimo. Il suo potere principale è quello di modificare l'Universo fisico agendo sulla morfologia della lingua italiana nei modi più svariati.
Tutto iniziò con migliaia di bergamaschi che invadevano ogni estate il Salento per celebrare la Notte dell'Atalanta; fu il primo segnale che il Dio Baronto era tornato da un tempo dimenticato; esasperati, i Salentini fecero alcuni sacrifici umani per invocarlo e la vendetta non tardò ad arrivare; l'Atalanta divenne Atalenta e precipitò nel giro di pochi anni nelle serie dilettantistiche. Una delle due squadre di Verona invece, il Nievo, era formata da calciatori-scrittori la cui opera collettiva "La coscienza dello Zero azzero", storia di un "sorcino" dell'Azerbaijan sosia del suo cantante-idolo, fu un best-seller. Sempre in ambito sportivo un grande evento furono le prime Olimpiadi invernali a Dubai, fortemente volute dai musulmani sciiti.
Baronto si divertiva anche a riscrivere il passato. Il Congresso di Viennetta, tenutosi a luglio del 1815, fu un fallimento e si sciolse subito. Il Dio si accanì in particolare contro Garibaldi. L'incontro di Tè e Ano, avvenuto alle 5 del pomeriggio, vide il Re Vittorio Emanuele praticare un enteroclisma all'Eroe dei Due Mondi con la nota bevanda. Anche il motto di Giuseppe "Lotto per Mille", con l'inserimento di un apostrofo, finì col finanziare il Papa. Il condottiero ripiegò sul Cinque per Mille per motivare i suoi, ma nel dare il Cinque a mille uomini si distrusse le mani. Gli restava il privato a quel punto, ma anche la canzone che scrisse e dedicò alla sua Anita, la romantica "Uno su Mille se la fa", fu modificata da Baronto e assegnata a Gianni Morandi, l'ultimo dei Mille a dare il Cinque a Garibaldi, e con esso il colpo di grazia, con le manone di cui era fornito. Lo stesso Gianni Morandi, immortale, avrebbe poi cantato "Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte più" nella colonna sonora di "Arancia Meccanica", di cui fu protagonista. Nel frattempo ne "Le mie prigioni" Silvio Pellico descriveva le sue vicissitudini nel carcere dello Spielberg, dove era quotidianamente obbligato alla visione di tutta la serie di Jurassic Park.
Una delle cose più orribili fu la fusione di due persone in una, unendo il nome della prima col cognome della seconda. Ne risultavano degli ibridi con un doppio lavoro. Per esempio Susanna Camus era una sindacalista che scriveva romanzi e racconti, Jaco Pistorius un bassista vincitore delle Paralimpiadi, Monica Belushi un'attrice comica sexy, Giucas Casillas un portiere che riusciva a ipnotizzare chiunque gli tirasse un rigore contro.
Dalle riforme legislative introdotte da Baronto traspariva una certa predilezione per l'alcool: il principio del silenzio-assenzio nella pubblica amministrazione, il reato di ubriachezza modesta, una nuova legge elettorale sul modello ungherese, l'Unicum; il giorno di Santa Rita da Cachaça divenne festa nazionale in Brasile.
Chi lavorava al TAR faceva solo sogni ricorrenti. La riforma della Scuola prevedeva invece interrogazioni interdisciplinari agli studenti, per cui non era raro sentire domande del tipo - Quali sono gli affluenti di Edgar Allan Po?
Nel settore culturale, uno strano editto mise al bando i libri di Nick Hornby; coloro che venivano sorpresi in possesso di "Alta fedeltà" o "Febbre da 90" erano pestati a sangue, fatto che originò l'espressione "Botte da Hornby". I ragni erano diventati pittori e potevano finalmente esporre le loro tele. Le cicale invece per la prima volta preoccupate del futuro si domandavano - Di questo passo dove andremo a frinire?
Le guerre commerciali fra grandi imprese diventarono cruente: L'Uomo del Monte fece bombardare la Valle degli Orti.
Baronto fece anche cose buone: Donald Trump non esisteva più perché era un Trump l'oeil. La creazione di uno stato cuscinetto tra Iran e Iraq, l'Irap, per dare una casa al popolo curdo, coincise con l'abolizione dell'omonimo tributo. L'Irap divenne anche il principale produttore mondiale di prosciutto, il prosciutto curdo, che però piaceva solo ai dislessici. Gli scontrini parlanti denunciavano senza esitazioni gli evasori fiscali e furono recuperati miliardi di euro. Renato Brunetta, l'unico politico che veramente parlava alla pancia degli italiani, durante una vacanza in Africa finì tragicamente sbranato da una zanzara-tigre.
Nacque lo Sturm und Ndrangheta, un movimento poetico di stampo mafioso, di origine calabrese i cui componenti scrivevano però solo in tedesco e ricattavano i commercianti minacciando letture collettive nei loro negozi. Furono facilmente sgominati.
In campo scientifico la scoperta del Crotone di Higgs confermò la sconvolgente ipotesi che la materia era fatta di nduja. C'erano anche nuove malattie come la disfunzione rettile, che rendeva le donne ovipare.
Al cinema si potevano vedere film come "Otelma e Louise", "Le cronache di un'Arnia", che suscitò un vespaio di polemiche, il porno-documentario "Ditalinaday", il musical d'animazione "La La Legoland", "La Mafia uccide Solo d'estate", spin-off nella saga di Guerre Stellari, "Palp Fiction", un film toccante, "Osho's Eleven" e un'interessante versione di un capolavoro di Pirandello girata a Hong Kong, il "Kung Fu Mattia Pascal". Aveva molto successo anche un nuovo genere cinematografico, il film al ralenti, la cui stella indiscussa era il noto attore Brad Ip, che però non avrebbe mai guadagnato quanto l'attore più pagato di Hollywood, Michael Fasspender.
In TV fece il record di ascolti una puntata sul museo del Prado; a condurre per mano nelle sale gli spettatori non c'era però Alberto Angela, bensì Franco Califano. Si intitolava "Tutto il resto è Goya".
Ozzy Osbourne inventò l'anno sabbathico, ovvero il trucco di sciogliere una band all'apice del successo per poi fare la reunion dopo soli 12 mesi.
Ricky Martin era il più ballato in tutte le cantine col suo "Un, dos, tres, un Passito di Pantelleria", mentre il re del rock era Eric Cleptomane, detto Mano Lesta, che suonava solo chitarre rubate.
I giovani ascoltavano Sputify ma molti finivano con avere la labirintite.
C'era una strana correlazione tra le sciagure aeree e i numeri: una volta dall'Area 51 decollò un B52 con 53 passeggeri a bordo, che si schiantò proprio sullo Studio 54, la nota discoteca di New York.
La toponomastica conobbe un rinnovamento senza precedenti: l'Orinoco era diventato un fiume ad alto contenuto di derivati dell'Ammoniaca. Il Senevada era lo stato americano meno popolato. I Kantuccini erano i biscotti tipici di Konigsberg, mentre la Porta di Ravensburgo a Berlino richiese molto tempo per il suo completamento.
Insomma nel complesso era un Mondo abbastanza divertente e andò tutto bene fino a che il Dio Baronto non decise di dare la sua interpretazione del concetto di società liquida. Ma in fondo è meglio un giorno da Tsunami che mille da Aquafan. E poi che Dio sarebbe stato se le sue azioni avessero avuto un senso?
"Io" proseguì don Mariano "ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l'umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà.
- E i pippirippì - aggiunse il capitano Bellodi
- Come?
- I pippirippì. Ha dimenticato i pippirippì.
Da "Il Giorno della Ceretta"
Ultima modifica di RobediKarta il 02/11/2020, 23:36, modificato 1 volta in totale.
Marcello Rizza
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Messaggio da leggere da Marcello Rizza »

Ciao Robedikarta. Veramente difficile dare un voto al tuo scritto. È veramente divertente, con citazioni colte in ogni ambito, spaziano dal rock al pop al jazz (Jaco Pistorius...geniale), dal cinema alla letteratura, dalla politica all'economia. Mi è balzato subito in mente Queneau e i sui Fiori Blu (ti assicuro che è un gran complimento per quanto mi riguarda). È scritto anche bene. Se non ci fosse un "se" ti assegnerei un 5 pienissimo. Il fatto ci riporta alla mia introduzione dove ho parlato di scritto e non di racconto. Dov'è il racconto? Il Dio Baronto viene presentato come artefice di di innovazione e cambiamenti ma è ovvio che è solamente un escamotage per poter giocare molto bene con le parole. Queneau, pur usando gli stessi giochi di parole, così come Eco in Baudolino, racconta comunque una storia compiuta con senso e azione, con cavalli parlanti e personaggi che bevono il Pastis quando non esisteva il Pastis. Ecco, il mio imbarazzo a votarti è per la mancanza di "racconto". Alla fine premierò il fatto che mi hai fatto veramente, tanto, divertire, e forse puntavi giusto solamente a questo: far divertire.
Ultima modifica di Marcello Rizza il 02/11/2020, 8:47, modificato 1 volta in totale.
Marcello Rizza
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Re: Il dato è tratto da una storia vera

Messaggio da leggere da Marcello Rizza »

Il prosciutto curdo...sturm n'drangheta... Ma dai! Mi stai facendo volentieri rileggere il nosense del tuo scritto. Veramente divertente e geniale.
RobediKarta
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Re: Il dato è tratto da una storia vera

Messaggio da leggere da RobediKarta »

Grazie, anche se so benissimo che non è un racconto, ma un cantiere aperto di facezie potenzialmente estendibile ad libitum. Bergonzoni resta una Chimera per me...
Marcello Rizza
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Ah beh!

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Ah beh! Bergonzoni. Dici poco. 😊
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Fausto Scatoli
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Messaggio da leggere da Fausto Scatoli »

mah, in tutta sincerità devo dire che non mi è piaciuto per niente.
certo, è ben scritto e pieno di battute ironiche e satiriche, ma non sono riuscito ad apprezzarle.
probabilmente lo giudicherei in maniera diversa se fosse recitato.
così, mi spiace, non ci riesco.
l'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente
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Francesco Pino
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Re: Il dado è tratto da una storia vera

Messaggio da leggere da Francesco Pino »

Mi trovo anch'io in difficoltà a giudicare questo lavoro. La cosa che mi lascia più perplesso è il dio Baronto: dovrebbe essere il protagonista della storia per come è presentato all'inizio, ma ai fini della storia stessa è totalmente ininfluente. Il gioco delle citazioni e gli accostamenti sono invece una piacevole lettura. Il problema è che non ci vedo nessun contesto d'insieme.
In sostanza c'è tanto potenziale, ma deve venir fuori meglio.
Stefyp
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Messaggio da leggere da Stefyp »

In effetti Bergonzoni, che a me piace tantissimo, me l'ha ricordato il tuo racconto. Che racconto però non è. Hai fatto così tante battute e giochi di parole da perderci la testa. Alla fine sono talmente tante da rischiare un'indigestione. Io avrei puntato più su un racconto con un filo conduttore dove inserirne poche, ma ben mirate. Ne avresti per scriverne migliaia di racconti. Comunque divertente.
Andr60
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Messaggio da leggere da Andr60 »

Come detto anche da altri, c'è una valanga di battute in un esile filo conduttore che serve solo da pretesto per il tutto. Quindi do 1 per il racconto ma 5 per il contenuto "alla Bergonzoni", con giochi di parole veramente geniali. Voto finale? Per me è un 4 (non è la media aritmetica, ho il cervello annebbiato dal peperoncino del Crotone di Higgs....)
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Ida-59
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Messaggio da leggere da Ida-59 »

Come racconto non mi è piaciuto per niente. Diciamo che non è un racconto: non c'è trama e in sostanza neppure personaggi. Si tratta di una serie di battute, qualcuna anche buona, più godibili a voce su un palcoscenico che non per iscritto.
Selene Barblan
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Messaggio da leggere da Selene Barblan »

Non posso dire di aver capito tutto tutto, sono un po’ lenta con le battute, al cabaret sono sempre stata quella che rideva per tre battute prima ad esempio. Però un paio (più di un paio) di volte una bella “ghignata” me la sono fatta, quindi pur un po’ confusa il tutto per finire mi è piaciuto, anche perché è originale e un po’ diverso, unico...
Mauro Conti
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Messaggio da leggere da Mauro Conti »

Io sono disponibile a leggere qualsiasi filone, genere, tematica, soggetto, argomento, pensiero, idea e concetto, ma quando almeno uno di questi fosse presente. Sinceramente non ho trovato un legame, un barlume di qualcosa che tenesse legati i paragrafi. Molti altri hanno proposto in gara dei frammenti, degli spaccati, trame particolari e parentesi di vita ma nel tuo racconto non vedo proprio logicità.
Metto le mani avanti nel premettere che sono io che non lo comprendo, mea culpa!. Probabilmente qualcuno lo troverà magari addirittura geniale, ma per me direi che è difficile dare un giudizio.
Liliana Tuozzo
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Messaggio da leggere da Liliana Tuozzo »

Divertente senz'altro, con alcune battute veramente carine che strappano un sorriso. Mi ricordo a scuola ci divertivano a inventare storie come questa per ridere tra noi. La trama manca, e il senso o meglio il non senso che caratterizza questo racconto. In fondo una risata non guasta.
Lucia De Falco
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Messaggio da leggere da Lucia De Falco »

Sicuramente, come già stabilito dai precedenti commentatori, non è un racconto, anche se le prime righe lascerebbero presagire il racconto. C'è una serie di battute, basate su accostamenti e giochi linguistici. All'inizio possono risultare gradevoli, ma, ad un certo punto, diventano forse un po' troppi e il lettore rischia di perdersi. Forse andrebbe accorciato e magari approfondita la conclusione, riallacciandosi un po' di più ai righi iniziali.
MattQuagliata
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Messaggio da leggere da MattQuagliata »

Ho apprezzato tantissimo le tue trovate humor, è un racconto divertente ma purtroppo manca di trama, altrimenti avrei sicuramente dato di più. Continua cosi
Laura Traverso
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Messaggio da leggere da Laura Traverso »

No, come già detto da alcuni, anche se sostenuto da dotte citazioni il tuo non-racconto non mi è piaciuto. Lo ho trovato pesante ma premetto che è un mio limite in quanto sono un po' restia a divertirmi con battute e barzellette. Quando in una compagnia c'è il barzellettiere di turno mi viene male perché dopo un po' non lo reggo più. Quindi il genere, anche se scritto correttamente, non fa per me.
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MattyManf
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Messaggio da leggere da MattyManf »

Un racconto diverso, fuori dagli schemi e che forse tanto racconto non è...
Ma è originale, divertente, ironico e, sopratutto, intelligente.
Alcune trovare sono adorabili. LA trama non c'è solo perchè non ne ha bisogno.
Un flusso di parole, di giochi, di immagini che potrebbero essere una scadente mescolanza...
Ma che invece danno forma ad un lavoro unico.
Ben fatto, mi è piaciuto davvero tanto
:smt100 :smt100 :smt100
Date un'occhiara "Il Carillon di Absindaele" ,
il mio racconto gotico nella Gara d'Autnno!
Fatemi sapere cosa ne pensate!

Illustrazioni: https://www.instagram.com/chinevesperiane/
Wattpad: https://www.wattpad.com/user/NovelleVesperiane
Ibbor OB
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Messaggio da leggere da Ibbor OB »

Mi piacerebbe sentire il tuo pezzo recitato da un attore comico! L'accostamento con Bergonzoni ci sta tutto. La raffica inesauribile di battute e giochi di parole mi ha davvero divertito. Aspetto di leggerti di nuovo.
Roberto Virdo'
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Messaggio da leggere da Roberto Virdo' »

Parola mia: sorprendente all'inverosmile. Scorrevo la classifica e ti vedo al penultimo posto questo gioiellino. Complimenti sinceri all'autore, un vero mago delle parole. Per certi versi, uscendo dallo scritto per andare sul parlato (aspetto più volte consigliato,mi sembra) mi ha ricordato Frassica, forse non proprio sovrapponibile ma nel complesso ci ho pensato.
Una padronanza davvero invidiabile della penna. Spostamenti e ricobinazioni del genere sono un talento, a mio modo di vedere. Mi sono divertito, è vero alla fine ero quasi ubriaco di parole. Perfino lo pseudonimo del nostro RobediKarta mi sembra perfettamente in linea.
Assegno il massimo con un unica osservazione: far esplodere questo potenziale in una storia sarebbe davvero bum. Ok Robe, non sono bravo come te.
Marcello Rizza
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Re: Il dado è tratto da una storia vera

Messaggio da leggere da Marcello Rizza »

Roberto. Ti Nomino mio portavoce. D'accordissimo con te. Non sei a caso in cima alla classifica e se posso modificare il mio voto lo porto, il tuo è questo, da 4 a 5.
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Nel 1977 andava in onda l'ultima puntata del popolare spettacolo televisivo serale seguito da adulti e bambini. Carosello era una sorta di contenitore pubblicitario, dove cartoni animati e pupazzetti vari facevano da allegro contorno ai prodotti da reclamizzare. Dato che questo programma andava in onda di sera, Carosello rappresentò per molti bambini il segnale di "stop alle attività quotidiane". Infatti si diffuse presto la formula "E dopo il Carosello, tutti a nanna".
Per il 40° anniversario della sua chiusura, agli autori abbiamo chiesto opere di genere libero che tenessero conto della semplicità che ha caratterizzato Carosello nei vent'anni durante i quali è andato felicemente in onda. I dodici autori qui pubblicati hanno partecipato alle selezioni del concorso e sono stati selezionati per questo progetto letterario. Le loro opere sono degni omaggi ai nostri ricordi (un po' sbiaditi e in bianco e nero) di un modo di stare in famiglia ormai dimenticato.
A cura di Massimo Baglione.

Contiene opere di: Giorgio Leone, Enrico Teodorani, Cristina Giuntini, Maria Rosaria Spirito, Francesco Zanni Bertelli, Serena Barsottelli, Alberto Tivoli, Laura Traverso, Enrico Arlandini, Francesca Rosaria Riso, Giovanni Teresi, Angela Catalini.
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