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La bambina col vestito azzurro

Inviato: 04/11/2020, 17:15
da Liliana Tuozzo
leggi documento Spiacente ma, in questo browser, la lettura a voce non funziona.

Amal indossa un vestito azzurro, Jameela sorride: – Sei bellissima.
– Mamma quando partiamo?
– Stanotte.
Quando scende la sera il buio avvolge in una morsa quel campo improvvisato, dove molti attendono d'imbarcarsi. Jameela ha lo sguardo rapito, oltre il mare, e riesce a intravedere uno spiraglio lontano; è verso quella luce che dà speranza che ha deciso di andare. Suo marito è morto a causa di una guerra crudele, non ci potrà mai essere un futuro per lei e la bambina in quella terra che pure sente sua.
Ha venduto la sua casa, non le resta altro che partire con la figlia Amal, per costruire altrove una nuova vita. Quei viaggi sono costosi e nessuno ti assicura che andrà tutto bene, ma almeno tentare è meglio che rimanere lì a lasciarsi morire. Gli scafisti hanno radunato tutti in un angolo di spiaggia, poco lontano dal mare. Quella è l’ultima notte che passerà nella sua terra. Ha paura, ma deve essere forte. Resta sveglia, insonne, su un povero giaciglio, fatto di vecchie coperte, accarezzando la bambina accanto a sé. Cerca di proteggerla dal freddo della notte con il calore del suo corpo.
L’alba è appena spuntata. Amal dorme ancora, avvolta in uno scialle, la prende in braccio. Nella sacca che sistema sopra una spalla ci sono solo poche cose, il necessario, e una foto del suo sposo che non potrà più proteggerla. A passi lenti si avvia verso l'imbarcazione insieme a tanti disperati che come lei portano dietro solo pochi stracci e i sogni di una vita.
Nella semioscurità l’acqua sembra petrolio. Le voci sommesse di chi attende sembrano spettri che si agitano intorno, nessuno osa parlare a voce alta.
Salgono su un barcone gremito di persone, nello spazio esiguo tutti si ammassano l’uno contro l’altro. Le stelle appaiono tremule, come luci disordinate segnano il cammino nel buio. Amal apre gli occhi.
– Mamma, ho freddo.
– Stringiti a me.
La notte fa spavento, gli occhi della gente mandano messaggi sconosciuti: sono enormi, spalancati sull’ignoto e parlano di timore e di speranza.
Amal guarda la massa scura dell’acqua e le appare immensa. Curiosa allunga la mano per toccarla, sembra un’enorme bocca umida e fredda, subito si ritrae, accucciandosi sul petto della madre.
Qualcuno recita una preghiera. Gli occhi di Jameela si riempiono di lacrime, per fortuna la bambina nell’oscurità non riesce a vederli.
Un vento dapprima dolce comincia a inasprirsi, la barca finisce per ondeggiare. Qualcuno sospira, c’è chi trema, i cuori battono tutti più velocemente.
Amal trema. Alcuni uomini gridano, litigando tra loro; il terrore del pericolo li ha resi rabbiosi. La bambina stretta al collo di sua madre sussurra:
– Mamma non lasciarmi, prometti.
– Amal, non ti lascerò mai.
La barca ondeggia paurosamente, è stipata di gente fino all’inverosimile. La bambina si accorge che la bocca umida che prima aveva toccato la sta ingoiando, scivola, poi non vede più nulla.
Quando apre gli occhi, si accorge che è avvolta in una coperta e c’è tanta gente intorno, ma sua madre non c’è. Si alza in piedi lasciando scivolare la coperta dal suo vestito azzurro. Non piange. Sua madre le ha insegnato che bisogna affrontare le avversità. Sente dentro una rabbia dolorosa e cerca sua madre gridando, chiamandola per nome.
–Jameela, dove sei? Perché mi hai mentito? Avevi detto che saresti stata sempre con me…
Passa in rassegna le persone accampate attorno a lei, incurante dei volontari che la chiamano per aiutarla.
La cerca a lungo, poi la vede che smarrita si guarda intorno, anche lei la sta cercando; felice si catapulta tra le sue braccia.
– Sei qui! Dovevi esserci… me l’avevi promesso.
L’abbraccio è caldo e tenero, sono insieme, ma il loro viaggio è appena cominciato.

Commento

Inviato: 04/11/2020, 19:45
da Marcello Rizza
Ciao Liliana. È un bel racconto, con gli elementi giusti. C'è azione, sentimento pieno ma non esasperato, pathos, sorpresa finale e lieto fine in una condizione dove difficilmente le cose hanno un lieto fine. Un racconto che è una pacata denuncia per un problema che dovrebbe coinvolgere molto di più una società purtroppo sorda e egoista. Brava.

Re: Commento

Inviato: 05/11/2020, 10:50
da Liliana Tuozzo
Marcello Rizza ha scritto: 04/11/2020, 19:45 Ciao Liliana. È un bel racconto, con gli elementi giusti. C'è azione, sentimento pieno ma non esasperato, pathos, sorpresa finale e lieto fine in una condizione dove difficilmente le cose hanno un lieto fine. Un racconto che è una pacata denuncia per un problema che dovrebbe coinvolgere molto di più una società purtroppo sorda e egoista. Brava.
Grazie Marcello senza andare sul drammatico delle morti in mare ho voluto mettermi nei panni di chi parte e di dare un segnale positivo, di speranza.

Commento

Inviato: 05/11/2020, 17:43
da Selene Barblan
Persone che lasciano situazioni terribili, attraversano un mare di paura, rischiano la vita ... e il viaggio nell’incertezza è solo all’inizio, perché ciò che li attende non è mai facile. Le due protagoniste di questo racconto potranno per lo meno affrontare assieme il cammino. Le descrizioni sono delicate, il racconto trovo si legga con piacere.

Re: La bambina col vestito azzurro

Inviato: 05/11/2020, 18:34
da RobediKarta
E' un argomento difficile da affrontare perché non abbiamo nemmeno lontanamente un'esperienza diretta simile. Si rischia quindi di cadere nella retorica, sei riuscita ad evitarlo soprattutto grazie al finale speranzoso. Ma mi "stona" un po' il fatto che Amal prima dica "Mamma" e poi la chiami per nome due volte proprio quando il pathos è al suo massimo. C'è un motivo che mi sfugge ?

commento

Inviato: 05/11/2020, 20:49
da Stefyp
Mi capita spesso quando vedo quei barconi pieni di disperati di chiedermi quale sarà il nome, la storia, il passato di ognuno di loro. Tu ne hai tracciato una possibile di queste storie. Quindi il racconto non può che piacerrmi. Concordo con Francesco Pino che forse è poco reale, soprattutto nella parte iniziale, ma è talmente toccante e delicato che va bene così.

Re: Commento

Inviato: 06/11/2020, 11:09
da Liliana Tuozzo
Selene Barblan ha scritto: 05/11/2020, 17:43 Persone che lasciano situazioni terribili, attraversano un mare di paura, rischiano la vita ... e il viaggio nell’incertezza è solo all’inizio, perché ciò che li attende non è mai facile. Le due protagoniste di questo racconto potranno per lo meno affrontare assieme il cammino. Le descrizioni sono delicate, il racconto trovo si legga con piacere.
Grazie Selene, ho voluto scrivere una storia diversa una storia fatta di positività e di speranza.

Re: La bambina col vestito azzurro

Inviato: 06/11/2020, 11:18
da Liliana Tuozzo
RobediKarta ha scritto: 05/11/2020, 18:34 E' un argomento difficile da affrontare perché non abbiamo nemmeno lontanamente un'esperienza diretta simile. Si rischia quindi di cadere nella retorica, sei riuscita ad evitarlo soprattutto grazie al finale speranzoso. Ma mi "stona" un po' il fatto che Amal prima dica "Mamma" e poi la chiami per nome due volte proprio quando il pathos è al suo massimo. C'è un motivo che mi sfugge?
Grazie Robe, certo il mio è solo un racconto breve, lontano dalla cronaca e da quanto si capita spesso di sentire in tv, è un piccolo stralcio che coinvolge madre e figlia verso un domani che ho voluto fosse positivo. Il motivo per cui la bambina chiama la madre per nome c'è: quando all'inizio la chiama mamma c'è il bisogno di protezione e di affetto, ma quando si ritrova sulla spiaggia c'è la disperazione, il dolore e infine la rabbia nei confronti della madre che le ha fatto una promessa, e le ha sempre detto di essere forte ed è per questo che la chiama per nome come una sua pari, quasi una sfida. : smt006

Re: Commento

Inviato: 06/11/2020, 11:28
da Liliana Tuozzo
Francesco Pino ha scritto: 05/11/2020, 19:27 Il tema è sempre molto toccante nella sua drammaticità e scrivere qualcosa di verosimile su un'esperienza che non abbiamo mai fatto non è facile. Io credo pero' che quando scriviamo di queste cose dobbiamo cercare di metterci il più possibile nei panni di chi le vive, altrimenti si rischia la banalità. Dalla finestra di quale edificio stava guardando Jameela? Non casa sua perché era stata venduta. Come era arrivata li? Questa gente rischia la vita in mezzo al mare ma quello non è l'unico inferno che attraversano. Le notizie su quello che queste persone passano prima di riuscire a imbarcarsi sono ben reperibili e il cinismo degli scafisti è altrettanto noto. Qui siamo nel campo del realismo letterario, dunque la realtà va rappresentata come si deve.
Alla fine sono contento che Amal abbia ritrovato la sua mamma.
Grazie Francesco, il mio racconto non vuole essere né una denuncia né una cronaca di quello che i migranti purtroppo sono costretti a subire nei loro viaggi della speranza, in un racconto breve non si può descrivere tutto questo. Rappresenta un rapporto madre- figlia in una di quelle situazioni ed è vissuto soprattutto attraverso gli occhi disincantati di una bambina che ha paura, ma deve per forza di cose essere forte. La finestra da cui guarda Jameela è quella di casa sua, dove sta trascorrendo l'ultima notte prima del viaggio, credevo si capisse. chiedo a voi se ritenete necessario potrei anche specificarlo in una revisione. grazie.

Re: commento

Inviato: 06/11/2020, 11:32
da Liliana Tuozzo
Stefyp ha scritto: 05/11/2020, 20:49 Mi capita spesso quando vedo quei barconi pieni di disperati di chiedermi quale sarà il nome, la storia, il passato di ognuno di loro. Tu ne hai tracciato una possibile di queste storie. Quindi il racconto non può che piacerrmi. Concordo con Francesco Pino che forse è poco reale, soprattutto nella parte iniziale, ma è talmente toccante e delicato che va bene così.
Grazie Stefy, contenta che ti sia piaciuto, anche per te è poco reale? almeno nei racconti mi piace inventare a volte un mondo diverso. :smt006

Re: commento

Inviato: 06/11/2020, 17:34
da Stefyp
Liliana Tuozzo ha scritto: 06/11/2020, 11:32 Grazie Stefy, contenta che ti sia piaciuto, anche per te è poco reale? almeno nei racconti mi piace inventare a volte un mondo diverso. :smt006
Poco reale perchè quello che ci arriva dalla cronaca è sicuramente molto più crudo. Le donne e purtroppo anche le bambine arrivano sui barconi dopo averne passate davvero di tutti i colori...

Commento

Inviato: 06/11/2020, 19:13
da Fausto Scatoli
la storia si fa leggere senza problemi, scivola via con faclità.
ci sono alcuni refusi, ma nulla di particolare e le descrizioni sono buone.
a mio parere manca il coinvolgimento.
si tratta di un argomento particolare, grave, e se fossi riuscita a farmi entrare meglio nell'atmosfera...
comunque rimane un buon lavoro.

Re: Commento

Inviato: 07/11/2020, 11:11
da Liliana Tuozzo
Fausto Scatoli ha scritto: 06/11/2020, 19:13 la storia si fa leggere senza problemi, scivola via con faclità.
Ci sono alcuni refusi, ma nulla di particolare e le descrizioni sono buone.
A mio parere manca il coinvolgimento.
Si tratta di un argomento particolare, grave, e se fossi riuscita a farmi entrare meglio nell'atmosfera…
comunque rimane un buon lavoro.
Grazie Fausto, sempre molto attento, mi indichi in maniera più chiara i refusi che non riesco a trovarli: smt006

Re: La bambina col vestito azzurro

Inviato: 08/11/2020, 19:03
da Lucia De Falco
Di seguito il commento.

Commento

Inviato: 09/11/2020, 12:41
da Lucia De Falco
Il testo è molto bello, innanzitutto perché affronta un tema di grande attualità dal punto di vista di chi vive da protagonista l'immigrazione, perché costretto dalla mancanza di alternative, non senza nostalgia per la propria casa, se pur povera e con pochi stracci. Mi ha colpita la frase in cui si dice che si parte, ma nessuno ti assicura che tutto andrà bene. Inoltre, è toccante perché basato sul rapporto madre-figlia, in cui l'una può ormai contare solo sull'altra. Mi ha stupita piacevolmente il lieto fine, che è un nuovo inizio.

Re: Commento

Inviato: 09/11/2020, 16:44
da Liliana Tuozzo
Lucia De Falco ha scritto: 09/11/2020, 12:41 Il testo è molto bello, innanzitutto perché affronta un tema di grande attualità dal punto di vista di chi vive da protagonista l'immigrazione, perché costretto dalla mancanza di alternative, non senza nostalgia per la propria casa, se pur povera e con pochi stracci. Mi ha colpita la frase in cui si dice che si parte, ma nessuno ti assicura che tutto andrà bene. Inoltre, è toccante perché basato sul rapporto madre-figlia, in cui l'una può ormai contare solo sull'altra. Mi ha stupita piacevolmente il lieto fine, che è un nuovo inizio.
Grazie Lucia, a volte un segno di speranza può essere importante.

Re: Commento

Inviato: 09/11/2020, 20:48
da Fausto Scatoli
Liliana Tuozzo ha scritto: 07/11/2020, 11:11 Grazie Fausto, sempre molto attento, mi indichi in maniera più chiara i refusi che non riesco a trovarli: smt006
guarda fuori la finestra - dalla finestra
Ha venduto la sua casa, non le resta altro che partire con sua figlia - ripetizione eliminabile (con la figlia)

Jameela, dove sei? - mamma, dove sei?

sono sciocchezzuole, come ti h detto

Re: Commento

Inviato: 09/11/2020, 21:41
da Liliana Tuozzo
Fausto Scatoli ha scritto: 09/11/2020, 20:48 guarda fuori la finestra - dalla finestra
Ha venduto la sua casa, non le resta altro che partire con sua figlia - ripetizione eliminabile (con la figlia)

Jameela, dove sei? - mamma, dove sei?

Sono sciocchezzuole, come ti h detto
Grazie gentilissimo, ho corretto.
Quel: -Jameeia dove sei? - è voluto, la bimba chiama la madre per nome perché è arrabbiata e ha paura. Grazie ancora.

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Inviato: 10/11/2020, 19:08
da Laura Traverso
E' scritto molto bene questo racconto assai vero e che ci riporta ad una realtà, tristissima, dei giorni nostri (ma il mondo ci ha sempre raccontato sciagure simili, è l'umano...). Hai narrato al meglio questa situazione drammatica illuminandola con un, quasi, lieto fine. Brava!

Commento

Inviato: 14/11/2020, 22:54
da MattyManf
Una storia che parte dall'attualità, ma una volta tanto, sa essere amara e finire bene.
Buono lo stile ed il ritmo della narrazione. Tutto in questo racconto sembra vero e potrebbe essere tristemente uscito da una pagina di cronaca.
Questo è forse un suo punto a sfavore: è la storia di una delle tante tragiche fughe.
Ho comunque dato un buon voto perchè mi è piacuto leggerlo e mi ha trasmesso delle sensazioni vere. Brava

Re: Commento

Inviato: 15/11/2020, 20:15
da Liliana Tuozzo
Laura Traverso ha scritto: 10/11/2020, 19:08 E' scritto molto bene questo racconto assai vero e che ci riporta ad una realtà, tristissima, dei giorni nostri (ma il mondo ci ha sempre raccontato sciagure simili, è l'umano...). Hai narrato al meglio questa situazione drammatica illuminandola con un, quasi, lieto fine. Brava!
Grazie Laura, contenta che ti sia piaciuto.

Re: Commento

Inviato: 15/11/2020, 20:17
da Liliana Tuozzo
MattyManf ha scritto: 14/11/2020, 22:54 Una storia che parte dall'attualità, ma una volta tanto, sa essere amare e finire bene.
Buono lo stile ed il ritmo della narrazione. Tutto in questo racconto sembra vero e potrebbe essere tristemente uscito da una pagina di cronaca.
Questo è forse un suo punto a sfavore: è la storia di una delle tante tragiche fughe.
Ho comunque dato un buon voto perchè mi è piacuto leggerlo e mi ha trasmesso delle sensazioni vere. Brava
Grazie Matty , riuscire a trasmettere sensazioni è quello che ci auguriamo tutti scrivendo. Un caro saluto.

Commento

Inviato: 17/11/2020, 15:56
da Namio Intile
Il racconto è gradevole, ma è quasi un'istantanea e forse le immagini che in tanto poco spazio vuoi regalarci sono troppe.
Fuor di metafora, inserisci la guerra, la disperazione, il viaggio, il naufragio, la perdita di una madre e il suo ritrovarsi. Ne bastavano un paio.
La voce narrante pone una domanda retorica all'inizio "che futuro ci potrà mai essere per lei e la bambina in quella terra che pure sente sua?"
Si tratta appunto di una domanda retorica, io avrei adoperato una forma affermativa.
Il racconto ha una buona struttura ed è scritto correttamente.
Dal punto di vista logico mi pare una falla il fatto che la madre e la bambina sembra che escano da casa loro e si dirigano verso la spiaggia dove si svolgono gli imbarchi clandestini.
Sappiamo come non avvenga in questo modo, ma se proprio dovessi crederti la piccola Amal non vedrebbe il mare per la prima volta abitando a due passi dalla spiaggia.
A rileggerti

Re: La bambina col vestito azzurro

Inviato: 18/11/2020, 17:45
da Liliana Tuozzo
Facendo tesoro delle vostre osservazioni e dei vostri commenti ho effettuato delle modifiche. Sono grata a tutti, spero di non aver fatto pasticci.
Grazie.

Re: La bambina col vestito azzurro

Inviato: 08/12/2020, 19:44
da Anassor
Bel racconto semplice e toccante.

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Inviato: 08/12/2020, 19:46
da Ibbor OB
Il racconto si legge bene ed è scorrevole. Il tema è molto attuale. Ho tirato un respiro di sollievo sul finale che ho apprezzato. Una nota di speranza. Per quanto riguarda l'argomento trattato, purtroppo in queste situazioni temo che la prima vittima sia proprio la verità di cui conosciamo solamente un frammento. Se le due protagoniste riusciranno ad arrivare nel Paese che si sono prefissate di raggiungere probabilmente non vi troveranno quello che sperano.

Commento

Inviato: 15/12/2020, 4:38
da Simone_Non_é
Un racconto breve che emoziona, in grado di far percepire la visone e le sensazioni di una bimba ma anche quelle della madre. Un finale che crea la giusta tensione per poi liberarla in quello che sembra essere un lieto fine. Davvero un bel lavoro, buona scrittura