Le guardava solamente

Spazio dedicato alla Gara stagionale d'inverno 2020/2021.

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Francesco Pino
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Le guardava solamente

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Tra gli amici di Diego si chiacchierava spesso di lui in sua assenza. Ridacchiavano del fatto che nessuno di loro lo avesse mai visto con una ragazza e ricordavano spesso quell’episodio di quando, un pomeriggio, stavano guardando insieme il film “40 anni vergine” e Diego lasciò il gruppo stizzito dopo una mezzoretta. Quando tra loro si parlava delle avventure sessuali di qualcuno della comitiva lui era sempre un po’ imbarazzato, perché non aveva mai nulla del genere da raccontare. Le ragazze dei suoi amici ridevano spesso alle sue battute, era simpatico davvero, però poi dicevano di lui che era un ragazzo un po’ strano; secondo Laura era misogino.
 
  Quando Diego andava a sdraiarsi sulla spiaggia gli entrava in mente sempre la stessa canzone: “voglio anche vedere le donne bianche diventare nere/nude… le tette nude/le voglio toccare/quest’estate voglio proprio esagerare/le tocco tutte quante”. E le guardava tutte davvero, il suo sguardo furtivo scandagliava le forme femminili come un sonar. Guardava i loro piedi che alzavano la sabbia, ascoltava il suono delle loro voci che chiamavano i bambini; osservava i loro visi abbronzati, i capelli bagnati, la colonna vertebrale e le clavicole, gli ombelichi. Faceva caso alle loro labbra felici di succhiare il gelato, al labile confine della depilazione che si intravedeva dal costume, vedeva le tette ballare mentre uscivano dall’acqua e pensava che si adattavano perfettamente alle sue mani… Per quanto riguarda il toccare, beh, era tutta un’altra storia. Contemplava timido i suoi oggetti del desiderio senza aver mai avuto il coraggio di tentare il benché minimo approccio. Andare in spiaggia era per lui una frustrazione sessuale, alla quale però non voleva rinunciare. VOGLIO ANDARE AL MARE aveva cominciato a ronzargli in testa all’età di sedici anni, e anche adesso che ne aveva il doppio nulla era cambiato: riusciva a metter gli occhi su cento ragazze alla volta ma non attaccava bottone mai con nessuna di loro.
 
 «Oh Carlo! Ma li hai visti i suoi occhi? No… ma dico, li hai visti?»
 «Si Diego, li ho visti i suoi occhi. Ma che ti sei innamorato?»
 «Mi ha detto che ci saremmo rivisti presto, mi ha dato pure il suo numero di telefono!»
 «Ah sì? Boh, vabbè! Allora chiamala. Io però non starei a farmi troppi flash, non ci perdere il sonno.»
 
  Un sabato sera Diego era tra gli invitati della festa a casa di Carlo, il suo amico più di lunga data. Gli piacevano le feste, c’era sempre la possibilità di bere parecchio o di trovare qualche pista di coca. Federica gli si avvicinò incuriosita dallo strano intruglio che stava sorseggiando appoggiato alla parete del salone; lei aveva un campari gin in mano, e non era il primo che beveva.
 «Ciao, ma che roba è che bevi?»
 «È una cosa che ho inventato io: rum scuro con chinotto. È molto meglio del Cuba libre, provalo!»
 Federica ne bevve un sorso: «Hai ragione, è buonissimo! Ne faresti uno anche a me?» bevve il suo campari gin di colpo e aspettò che Diego le preparasse il nuovo cocktail.
 «Tu sei un amico di Carlo o di Laura?» gli chiese.
 «Di Carlo. La sua ragazza non mi sta nemmeno troppo simpatica.»
 «Ah no? Io sono una sua amica invece…»
 Chiacchierarono un po’ e Diego ebbe di nuovo successo parlando di alcol: le spiegò di quanto fosse gustoso e allo stesso tempo “micidiale” ingerire un cucchiaino di tabasco e poi berci sopra tutto d’un fiato uno shot di tequila scura.
 «Ma dai! Veramente?» chiese Federica di nuovo incuriosita. «Qualche volta allora ci rivediamo e mi fai provare. Ok?»
 E fu così che Diego ricevette da una donna l’incredibile promessa di rivedersi e addirittura il suo numero di telefono. Lui non avrebbe mai avuto il coraggio di chiederglielo, fece tutto lei.
 
 «Pronto?»
 «Pronto Federica! Ciao, sono Diego. Senti, hem… ti andrebbe stasera hem… di andare a provare quella cosa che ti ho raccontato della tequila e del tabasco?»
 «No Diego, senti… lascia stare. Anzi, fammi chiudere che sono con il mio ragazzo. Dai, ciao.»
 L’angoscia e lo sconforto trovarono di colpo dimora nella stanza di Diego. Pianse come colpito da un lutto; passò l’intera notte in bianco.
 
  Tirò una striscia di coca e andò a suonare a un cognome del citofono a caso; si fece aprire il portone con la scusa del volantinaggio. Tramite Laura aveva scoperto dov’è che abitava Federica. Durante i suoi ripetuti appostamenti aveva capito chi erano i genitori della ragazza e a che ora uscivano da casa e rientravano. L’aveva vista più volte affacciarsi al balcone e sapeva dunque a che piano salire e a che porta bussare. Federica aprì la porta come Pandora fece col vaso, senza nemmeno chiedere “chi è”. Fu immediatamente colpita da un violento pugno sull’occhio: la vista le si appannò, l’orbita si gonfiò e la sclera si tinse di rosso sangue. Diego girò rapidamente intorno a lei, la tenne stretta energicamente col braccio sinistro e le tappò la bocca con la mano destra. Nella mano sinistra teneva una pallina da tennis, al polso sinistro un rotolo di scotch come fosse un bracciale. Mosse le mani rapidamente per ficcarle la pallina in bocca e trattenerla col nastro adesivo; le diede un ginocchiata all’altezza del rene e la lasciò cadere a terra. Federica gridava senza quasi emettere suoni. Passò dunque a legarle mani e piedi.
 «Mi avevi detto che ci saremmo rivisti presto, sarebbe potuta nascere una bella storia fra noi. Ti avrei portata in vacanza… al mare!» La voce di Diego era seriamente arrabbiata. Si guardò velocemente intorno: notò le belle poltrone in pelle, i dischi dei Pink Floyd e la bottiglia di Vecchia Romagna. Squarciò le prime, rigò i secondi e si attaccò alla bottiglia. Nella camera di Federica notò appeso al muro uno scudiscio e delle foto di lei intenta a fare equitazione. Colpì più volte la ragazza col frustino fino a farla svenire e mentre la colpiva immaginava due mani che si stringevano l’un l’altra, una passeggiata romantica fra gli alberi, il canto degli uccelli. Si sedette a terra accanto a Federica ormai priva di sensi e pianse, come quella volta nella sua stanza dopo la telefonata.
 
  La finestra della sua stanza dava sul cortile e da lì non vedeva altro che il cortile stesso, giusto ogni tanto il guardiano che spazzava via le foglie. Non c’erano mai donne in bikini, nessuna ragazza che leccava gelati o che si spalmava l’olio abbronzante. La TV nella sala in comune del REMS (1) era l’unico oblò attraverso cui sbirciare, ma non era neanche lontanamente la stessa cosa. Sì, c’erano le veline e ogni tanto lo spot della Bilboa, più raramente qualche video di Madonna, quando l’infermiere sintonizzava sul canale musicale. Sì, le parole di quella canzone gli ronzavano ancora testa, ma il mare… quello Diego per molto tempo non lo avrebbe più rivisto.
 
 
 (1) REMS: Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza
Ultima modifica di Francesco Pino il 31/12/2020, 9:36, modificato 2 volte in totale.
Francesco Pino
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Re: La misoginia di Diego

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Per questo racconto ho un dubbio riguardo al titolo. Quello che gli ho dato si riferisce a un passaggio all'inizio del testo, ma poi, in effetti il comportamento del protagonista non è tecnicamente misoginia.
Avevo anche in mente di intitolarlo "Diego e le donne". Quale preferite fra i due?
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Fausto Scatoli
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Messaggio da leggere da Fausto Scatoli »

è scritto molto bene, non ho rilevato errori o refusi, ed è piuttosto scorrevole nella lettura.
le descrizioni sono buone, si riescono a visualizzare le scene e a sentire, sia pure relativamente, le emozioni del protagonista.
però, sinceramente, non mi è entrato del tutto.
non so cosa manchi, sempre ammesso che manchi qualcosa, forse uno scatto, una scintilla che accenda il fuoco.
Ultima modifica di Fausto Scatoli il 24/12/2020, 13:35, modificato 1 volta in totale.
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Selene Barblan
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Brutta bestia la frustrazione... Il racconto si legge facilmente e la prima parte introduttiva, in particolare quando viene descritta l’ossessione insoddisfatta di Diego, spiega bene come la sua mente a “cedere”. Peccato che troppo spesso anziché chiedere aiuto persone simili cadano in azioni terribili. Globalmente lo trovo scritto bene ma non mi ha dato quella cosa in più che me lo farà rimanere impresso.
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Re: La misoginia di Diego

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Questo racconto è scorrevole e aiuta ad entrare nella mente di persone, apparentemente comuni, e all'apparenza un po' strambe, a cui basta un piccolo episodio, una scintilla, ad innescare una miccia esplosiva. Mi piace il distacco temporale e spaziale tra le sequenze narrative. Anch'io non sono particolarmente coinvolta da questo racconto, forse perché ho letto le tue poesie, che adoro. Come titolo preferirei o "Diego e le donne" o "Le donne di Diego", che incuriosisce il lettore. A presto.
Lucia De Falco
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In effetti "La misoginia di Diego", come hai osservato, riguarda solo la prima parte del racconto e lascia un po' in sospeso il lettore, che continua a chiedersi quando emergerà tale misoginia. In realtà, Diego ama le donne, ma in modo malato, come accade a molti assassini e come emerge nel finale
Andr60
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Racconto ben scritto, anche se il titolo (come già evidenziato) è fuorviante: un misogino evita le donne perché le disprezza o perché gli sono indifferenti, Diego invece le desidera ma non è ricambiato.
Certo che, visti i risultati, se fosse stato davvero misogino sarebbe stato meglio per lui (e per Federica).
Laura Traverso
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Circa il titolo del tuo racconto, preferirei quello che non c'è. Parlare di misoginia in effetti non è corretto perché il protagonista della storia temeva le donne ma le amava, anzi ne era ossessionato. Hai tratteggiato bene il comportamento di Diego, da disturbato psichico. Tutto era eccessivo in lui, la ritrosia prima e la furia dopo. Il racconto è scorrevole e scritto bene. Si lascia sicuramente leggere con piacere.
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Messaggio da leggere da Marcello Rizza »

Si, il titolo non funziona, a mio parere nemmeno la seconda tua scelta. Ma il racconto è forte, intenso, solo apparentemente crudo. Lo stile è efficace, non ho notato refusi e non ho provato fatica leggendo il racconto tutto d'un fiato. E a questo punto mi sento di ribadire quanto già avevo espresso nel tuo racconto precedente, nella gara di autunno: i tuoi racconti e il tuo stile, la cura nella scrittura mi piacciono. Si, per favore, studia un altro titolo. A rileggerti.
Francesco Pino
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Messaggio da leggere da Francesco Pino »

Fausto Scatoli ha scritto: 22/12/2020, 19:11 è scritto molto bene, non ho rilevato errori o refusi, ed è piuttosto scorrevole nella lettura.
le descrizioni sono buone, si riescono a visualizzare le scene e a sentire, sia pure relativamente, le emozioni del protagonista.
però, sinceramente, non mi è entrato del tutto.
non so cosa manchi, sempre ammesso che manchi qualcosa, forse uno scatto, una scintilla che accenda il fuoco.
Grazie Fausto. E' già un bene che non ci siano errori e refusi. L'unica parte in cui forse si potrebbe aggiungere qualcosa in più mi sembra il finale.
Francesco Pino
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Selene Barblan ha scritto: 23/12/2020, 8:35 Brutta bestia la frustrazione... Il racconto si legge facilmente e la prima parte introduttiva, in particolare quando viene descritta l’ossessione insoddisfatta di Diego, spiega bene come la sua mente a “cedere”. Peccato che troppo spesso anziché chiedere aiuto persone simili cadano in azioni terribili. Globalmente lo trovo scritto bene ma non mi ha dato quella cosa in più che me lo farà rimanere impresso.
E già, brutta bestia le frustrazioni. Pensa che la prima parte non è un'invenzione, parla di una persona che conosco. Ho inventato completamente la scena della violenza e il finale, ma sono cose che purtroppo fanno parte della realtà. Troppo spesso non riusciamo ad accettare che abbiamo bisogno dell'aiuto di un professionista.
Grazie, contento che ti sia piaciuto.
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Lucia De Falco ha scritto: 23/12/2020, 16:14 In effetti "La misoginia di Diego", come hai osservato, riguarda solo la prima parte del racconto e lascia un po' in sospeso il lettore, che continua a chiedersi quando emergerà tale misoginia. In realtà, Diego ama le donne, ma in modo malato, come accade a molti assassini e come emerge nel finale
Grazie Lucia. Come ho già scritto nel mio commento il titolo è preso da quello che pensava la ragazza. Pero' si, non convince nemmeno me, al punto che ho lanciato il sondaggino :)
Francesco Pino
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Marcello Rizza ha scritto: 24/12/2020, 1:08 Si, il titolo non funziona, a mio parere nemmeno la seconda tua scelta. Ma il racconto è forte, intenso, solo apparentemente crudo. Lo stile è efficace, non ho notato refusi e non ho provato fatica leggendo il racconto tutto d'un fiato. E a questo punto mi sento di ribadire quanto già avevo espresso nel tuo racconto precedente, nella gara di autunno: i tuoi racconti e il tuo stile, la cura nella scrittura mi piacciono. Si, per favore, studia un altro titolo. A rileggerti.
Grazie Marcello, i tuoi commenti mi fanno sempre molto piacere.
Francesco Pino
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Re: Commento

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Andr60 ha scritto: 23/12/2020, 18:43 Racconto ben scritto, anche se il titolo (come già evidenziato) è fuorviante: un misogino evita le donne perché le disprezza o perché gli sono indifferenti, Diego invece le desidera ma non è ricambiato.
Certo che, visti i risultati, se fosse stato davvero misogino sarebbe stato meglio per lui (e per Federica).
In effetti anche la seconda opzione (Diego e le donne) non mi convince molto. Povera Federica, almeno non l'ha ammazzata! Grazie del commento.
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Re: commento

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Laura Traverso ha scritto: 23/12/2020, 23:47 Circa il titolo del tuo racconto, preferirei quello che non c'è. Parlare di misoginia in effetti non è corretto perché il protagonista della storia temeva le donne ma le amava, anzi ne era ossessionato. Hai tratteggiato bene il comportamento di Diego, da disturbato psichico. Tutto era eccessivo in lui, la ritrosia prima e la furia dopo. Il racconto è scorrevole e scritto bene. Si lascia sicuramente leggere con piacere.
I primi exit poll danno già una vittoria schiacciante del NO. :D Magari attraverso i commenti mi verrà fuori qualche idea… per esempio tu hai sottolineato l'ossessione.
Grazie del commento Laura.
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Re: La misoginia di Diego

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grazie a te Francesco
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Al di là del titolo, c'è una buona descrizione del personaggio e anche il precipitare degli eventi è reso bene. Ci sono alcune cose che non mi sono piaciute dal punto di vista della forma (la voce seriamente arrabbiata è ridondante, l'amico più di lunga data) e il finale non è chiaro: se non l'ha uccisa perché pensa di non rivedere più il mare ?
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Re: Commento

Messaggio da leggere da Francesco Pino »

RobediKarta ha scritto: 26/12/2020, 16:36 Al di là del titolo, c'è una buona descrizione del personaggio e anche il precipitare degli eventi è reso bene. Ci sono alcune cose che non mi sono piaciute dal punto di vista della forma (la voce seriamente arrabbiata è ridondante, l'amico più di lunga data) e il finale non è chiaro: se non l'ha uccisa perché pensa di non rivedere più il mare ?
Hai fatto bene a sottolineare l'incongruenza del finale, lo cambio. Nellqa prima bozza Federica muore, ma poi mi era sembrato eccessivo. Francamente non ho riflettuto sul fatto che avrei dovuto cambiare il finale di conseguenza.
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Re: Le guardava solamente

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Alè! Il dubbio è diventato certezza e ho cambiato il titolo. Grazie dei consigli.
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Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti »

Si intuisce che Federica, sia pure traumatizzata e ferita, se la cavi. Purtroppo, spesso, la sorte delle vittime di uomini disturbati come Diego è anche peggiore.
Racconto ben scritto, rende in maniera realistica la frustrazione e l’escalation psicotica del protagonista, quella contrapposizione malata fra violenza possessiva e idealizzazione del rapporto.
Il nuovo titolo è più adatto del vecchio.
Ti segnalo alcuni refusi (chiacchierava, ombelichi, cocktail), comunque le mie impressioni sono molto positive.
Che ci vuole a scrivere un libro? Leggerlo è la fatica. (Gesualdo Bufalino)
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Messaggio da leggere da Francesco Pino »

Roberto Bonfanti ha scritto: 29/12/2020, 22:05 Si intuisce che Federica, sia pure traumatizzata e ferita, se la cavi. Purtroppo, spesso, la sorte delle vittime di uomini disturbati come Diego è anche peggiore.
Racconto ben scritto, rende in maniera realistica la frustrazione e l’escalation psicotica del protagonista, quella contrapposizione malata fra violenza possessiva e idealizzazione del rapporto.
Il nuovo titolo è più adatto del vecchio.
Ti segnalo alcuni refusi (chiacchierava, ombelichi, cocktail), comunque le mie impressioni sono molto positive.
Grazie del commento positivo e delle segnalazioni Roberto.
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Messaggio da leggere da Stefyp »

È ben tratteggiata la personalità di Diego, durante la prima parte sembra uno solo uno sfigato con difficoltà ad approcciarsi alle donne e i suoi amici non immaginano certo che tutto questo lo porterà poi a fare quel che ha fatto. Succede anche nella realtà, magari qualche segnale lo danno, ma coglierlo e sapere cosa fare non è cosa facile. La nostra società non è più in grado di aiutare chi ha questo tipo di problemi. I numerosi tagli e ritagli alla sanità hanno spolpato i servizi preposti e i risultati poi ci stupiscono. Voto alto per aver riportato alla nostra attenzione questo problema, quanto mai attuale.
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Re: commento

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Stefyp ha scritto: 02/01/2021, 10:59 È ben tratteggiata la personalità di Diego, durante la prima parte sembra uno solo uno sfigato con difficoltà ad approcciarsi alle donne e i suoi amici non immaginano certo che tutto questo lo porterà poi a fare quel che ha fatto. Succede anche nella realtà, magari qualche segnale lo danno, ma coglierlo e sapere cosa fare non è cosa facile. La nostra società non è più in grado di aiutare chi ha questo tipo di problemi. I numerosi tagli e ritagli alla sanità hanno spolpato i servizi preposti e i risultati poi ci stupiscono. Voto alto per aver riportato alla nostra attenzione questo problema, quanto mai attuale.
Vero, cogliere quei segnali non è facile e men che meno lo è saper cosa fare. La cosa poi si complica ulteriormente perché la presa di coscienza dei propri problemi psicologici è veramente rara. Immagino che se dovessi dire a qualcuno di andare dallo psicologo lo prenderebbe come un'offesa invece che un consiglio nel suo interesse. Funziona cosi', ma io vedendo anche cosa scrive tanta gente su FB una controllatina obbligatoria la darei a un certo punto della vita.
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Messaggio da leggere da Namio Intile »

Un racconto ben scritto. Dato che lo hai chiesto Diego e le donne mi sembrava il titolo più adatto.
La misoginia, in effetti, non c'entra granché.
Anche la frustrazione, a mio avviso, da cui nasce la rabbia che si trasforma in aggressività, è un concetto più sociologico che psicologico. Quando la violenza diventa cieca ci si trova in un terreno borderline ed è difficile comporre delle giustificazioni di carattere generale.
Il racconto mi è piaciuto, esplori sempre i contorni della violenza nei tuoi racconti, descrivi in modo perfetto la genesi in questo, l'atto iniziale che acceca e confonde, ma non dici nulla sulla genealogia, l'origine.
Il perché Diego faccia del male alle donne.
Una buona lettura, complimenti.
Un caro saluto
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Messaggio da leggere da Francesco Pino »

Namio Intile ha scritto: 04/01/2021, 11:03 Un racconto ben scritto. Dato che lo hai chiesto Diego e le donne mi sembrava il titolo più adatto.
La misoginia, in effetti, non c'entra granché.
Anche la frustrazione, a mio avviso, da cui nasce la rabbia che si trasforma in aggressività, è un concetto più sociologico che psicologico. Quando la violenza diventa cieca ci si trova in un terreno borderline ed è difficile comporre delle giustificazioni di carattere generale.
Il racconto mi è piaciuto, esplori sempre i contorni della violenza nei tuoi racconti, descrivi in modo perfetto la genesi in questo, l'atto iniziale che acceca e confonde, ma non dici nulla sulla genealogia, l'origine.
Il perché Diego faccia del male alle donne.
Una buona lettura, complimenti.
Un caro saluto
Grazie dei complimenti Namio, un caro saluto anche a te.
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Messaggio da leggere da Nando71 »

Il racconto è scritto ottimamente, buono lo stile descrittivo, ben strutturato nel dialogo che facilita la visualizzazione degli accadimenti. Concordo che alcuni passi non sono chiari come evidenziato in altri commenti, inoltre la lettura dell'argomento già ampiamente trattato e quindi non nuovo porta il lettore facilmente alla conclusione descritta ancor prima di leggere il finale.
Francesco Pino
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Nando71 ha scritto: 11/01/2021, 23:52 Il racconto è scritto ottimamente, buono lo stile descrittivo, ben strutturato nel dialogo che facilita la visualizzazione degli accadimenti. Concordo che alcuni passi non sono chiari come evidenziato in altri commenti, inoltre la lettura dell'argomento già ampiamente trattato e quindi non nuovo porta il lettore facilmente alla conclusione descritta ancor prima di leggere il finale.
Ed ecco che dopo il mio primo commento parzialmente negativo dato in questa gara appare puntualmente il primo voto negativo a questo racconto. Mi ero ripromesso di non esprimere più giudizi negativi sui racconti che non mi piacevano ma non ci sono riuscito… mea culpa. Sottolineo che ho scritto "puntualmente" per precisare che non è un'accusa specifica nei tuoi confronti, leggendo i commenti delle gare precedenti (e ormai è quasi un anno che partecipo) si evince che è una questione quasi atavica.

In nessuno dei commenti precedenti è scritto che i passi del racconto non sono chiari, con chi concordi non lo so. C'è un solo commento che mi invita a cambiare una parola che avevo scritto nel finale e che ho cambiato già tempo fa. Mi farebbe piacere sapere in che punto del racconto si arriva cosi' facilmente alla conclusione che la vittima non sarebbe stata uccisa e che Diego sarebbe stato internato al REMS.
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Francesco Pino ha scritto: 12/01/2021, 9:16 Ed ecco che dopo il mio primo commento parzialmente negativo dato in questa gara appare puntualmente il primo voto negativo a questo racconto. Mi ero ripromesso di non esprimere più giudizi negativi sui racconti che non mi piacevano ma non ci sono riuscito… mea culpa. Sottolineo che ho scritto "puntualmente" per precisare che non è un'accusa specifica nei tuoi confronti, leggendo i commenti delle gare precedenti (e ormai è quasi un anno che partecipo) si evince che è una questione quasi atavica.

In nessuno dei commenti precedenti è scritto che i passi del racconto non sono chiari, con chi concordi non lo so. C'è un solo commento che mi invita a cambiare una parola che avevo scritto nel finale e che ho cambiato già tempo fa. Mi farebbe piacere sapere in che punto del racconto si arriva cosi' facilmente alla conclusione che la vittima non sarebbe stata uccisa e che Diego sarebbe stato internato al REMS.
Io ho apprezzato tantissimo il tuo commento al mio racconto che non ho considerato minimamente negativo, anzi è estremamente veritiero. Mi spiace che tu intravvedi una sorta di ripicca che NON c'è assolutamente. Ogni racconto suscita emozioni in ognuno di noi, alcuni testi possono incuriosire, altri possono trasmettere indifferenza, altri ancora immaginarsi il finale; accade a tutti durante la lettura di un romanzo o la visione di un film non credo di essere diverso dagli altri. Quest'ultimo caso è quello che è accaduto in me che non sono una prassi ma solo un lettore.
Ho espresso male il rifertimento dei commenti precedenti, volevo solo concordare con chi ti ha fatto notare alcune "piccole anomalie" (permettimi l'uso di tale termine). Non ho assolutamente dato un giudizio negativo allo sviluppo della trama che rispetto profondamente, semplicemente mi è piaciuto pochino. Sono gusti prettamente personali.
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Nando71 ha scritto: 12/01/2021, 11:50 Io ho apprezzato tantissimo il tuo commento al mio racconto che non ho considerato minimamente negativo, anzi è estremamente veritiero. Mi spiace che tu intravvedi una sorta di ripicca che NON c'è assolutamente. Ogni racconto suscita emozioni in ognuno di noi, alcuni testi possono incuriosire, altri possono trasmettere indifferenza, altri ancora immaginarsi il finale; accade a tutti durante la lettura di un romanzo o la visione di un film non credo di essere diverso dagli altri. Quest'ultimo caso è quello che è accaduto in me che non sono una prassi ma solo un lettore.
Ho espresso male il rifertimento dei commenti precedenti, volevo solo concordare con chi ti ha fatto notare alcune "piccole anomalie" (permettimi l'uso di tale termine). Non ho assolutamente dato un giudizio negativo allo sviluppo della trama che rispetto profondamente, semplicemente mi è piaciuto pochino. Sono gusti prettamente personali.
Si Nando, ma io rispondo in base al commento, non alle intenzioni. Va da se che anche tu mi avessi detto che il racconto ti fa completamente schifo non è quella la questione. Si capisce che non sto difendendo il mio operato, no?
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Francesco Pino ha scritto: 12/01/2021, 13:50 Si Nando, ma io rispondo in base al commento, non alle intenzioni. Va da se che anche tu mi avessi detto che il racconto ti fa completamente schifo non è quella la questione. Si capisce che non sto difendendo il mio operato, no?
Carissimo voglio solo farti notare che nella risposta al mio commento hai alluso ad una sorta di ripicca che non c'era. È solo una puntualizzazione per spiegare la mia dovuta risposta, lungi da me dal fare polemica. Un abbraccio.
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La brevità va a pari passo con la modernità, basti pensare all'estrema sintesi dei messaggini telefonici o a quelli usati in internet da talune piattaforme sociali per l'interazione tra utenti. La pubblicità stessa ha fatto della brevità la sua arma più vincente, tentando (e spesso riuscendo) in pochi attimi di convincerci, di emozionarci e di farci sognare.
Ma gli estremismi non ci piacciono. Il nostro concetto di brevità è un po' più elastico di un SMS o di un aforisma: è un racconto scritto con cura in appena 2500 battute (sì, spazi inclusi).
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La donna dipinta per caso

La donna dipinta per caso

racconti e poesie imperniati sulla donna in tutte le sue sfaccettature

Nota: questo libro non è derivato dai nostri concorsi ma ne abbiamo curato l'editing e la diffusione per conto dell'autore che ha ceduto le royalty all'Associazione culturale.
Il libro contiene quattro racconti lunghi, undici racconti brevi e trentuno poesie. Il tema principale è la donna in tutte le sue sfaccettature: amante, madre, figlia, gioco, musa, insegnante, dolore, tecnologia, delusione e speranza. Nella prefazione è ospitato un generoso commento del prof. Carlo Pedretti, professore emerito di storia dell'arte italiana e titolare della cattedra di studi su Leonardo presso l'Università della California a Los Angeles, dove dirige il Centro Hammer di Studi Vinciani con sede italiana presso Urbino. Copertina e alcune illustrazioni interne di Furio Bomben.
Di Massimo Baglione.
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77, le gambe delle donne

77, le gambe delle donne

ovvero: donne in gamba!

Antologia di 77 opere e 10 illustrazioni per esplorare, conoscere e rappresentare la complessità e la varietà dell'universo femminile. Ognuno dei testi presenti in questa antologia riesce a cogliere tanti aspetti, anche contrastanti, di questa creatura affascinante e sorprendente che assieme agli uomini per millenni ha contribuito, nell'ombra o sul palco della storia, all'evoluzione della civiltà così come la conosciamo oggi. è inutile aggiungere che 77 opere soltanto non hanno la presunzione di fornire una rappresentazione esaustiva, ma lasciamo che la parte di questo "iceberg" femminile ancora sommerso rimanga pronto per emergere in prossime indagini e, perchì no, per costituire ancora la materia prima di altre future opere di ingegno.
A cura di Massimo Baglione.

Contiene opere di: Tullio Aragona, Maria Basilicata, Mara Bomben, Alessandro Borghesi, Emanuela Bosisio, Nunzio Campanelli, Paolo Caponnetto, Alessandro Carnier, Gino Centofante, Polissena Cerolini, Antonio Ciervo, Luigi Andrea Cimini, Giacomo Colosio, Cristina Cornelio, Marika Davoli, Stella Demaris, Maria Rosaria De Simone, Cetta de Luca, Cristoforo De Vivo, Roberta Eman, Luca Fadda, Lorella Fanotti, Lodovico Ferrari, Raffaella Ferrari, Virginia Fiorucci, Anna Rita Foschini, Franco Frainetti, Manuela Furlan, Nicola Gaggelli, Isabella Galeotti, Rebecca Gamucci, Lucilla Gattini, Michela Giudici, Antonino R. Giuffrè, Alessandro Kabon, Concita Imperatrice, Carlotta Invrea, Greta Leder, Silvia Leuzzi, Yuleisy Cruz Lezcano, Libero, Marina Li Volsi, Rosalia Maria Lo Bue, Diego Luci, Sandra Ludovici, Verdiana Maggiorelli, Marino Maiorino, Angelo Manarola, Myriam Mantegazza, Germana Meli (geMadame), Roberta Michelini, Samuele Mocellin, Maurizio Nequio, Teresa Pace, Marina Paolucci, Roberto Paradiso, Umberto Pasqui, Viviana Picchiarelli, Daniela Piccoli, Anna Pisani, Luciano Poletto, Monica Porta, Pietro Rainero, Gianluigi Redaelli, Maria Rejtano, Stefania Resanfi, Franca Riso, Massimo Rosa, Francesca Santucci, Libera Schiano Lomoriello, Daniele Schito, Veronica Sequi, Salvatore Stefanelli, Stella Stollo, Paola Tomasello, Sonia Tortora, Liliana Tuozzo, Alessandro Zanacchi.
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