La coscienza di una mosca

Spazio dedicato alla Gara stagionale d'inverno 2020/2021.

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Domenico De Ferraro
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Foglio bianco
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Iscritto il: 12/07/2015, 22:53

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La coscienza di una mosca

Messaggio da leggere da Domenico De Ferraro »


In Russia nevica tanto. Il manto nevoso rende ogni cosa incantevole. Mosca è tutta bianca.
 Una conoscenza che nasce dall'ortodossia , dall'incredibile bellezza della natura di un canto siberiano Cosi compro , uno slittino per scivolare sulla neve avversa , m’avvio verso la fine di questa giornata. Giungo quasi vicino al tuo cuore in questo morire lento mi sembra di scivolare controcorrente. Vorrei capire che prima o poi tutto possa cambiare . Sperare ogni cosa possa essere una parafrasi grammaticale , una esistenza votata alla conoscenza. Mi chiedo perché mai , mi sono gettato dal ponte, quando credevo nella vita.
 Non ha scusanti , una mosca rimane una conoscenza linguistica , sintesi di un processo semiotico.
 Una mosca , mi gira intorno, forse è una zanzara.
 No è una mosca scostumata che prima si posa sulla mia mano , poi mi conduce lontano dalle tante ipocrisie sociologiche, dove il silenzio è un fine in se , un principio etico. Non volevo credere ai miei occhi , una mosca simile ad uno sputo nell’occhio .
 E quando credo di aver compiuto un passo in avanti.
 La deficienza mi appare una scienza del fare ,una acquisizione di varie sensazioni messe insieme per permettermi di capire il prossimo. Le apocalittiche affermazioni sul domani mi fermano nella sera , ad ammirare il panorama. E la continuità di questo mondo interiore , mi rende incapace di fuggire dalla misera realtà in cui vivo. Pertanto non è obbligatorio vaccinarsi, neppure sperare che ci sarà qualcuno che ci salverà da questo imbroglio. La storia è falsa , come una falce di luna, splendida in mezzo al cielo .
 Una luna con tutti i sui astrofisici amanti , circondata di teneri luminosi ricordi. In molti vorrebbe buttare l’occhio su quell’amore carnale . Mentre gioco a carte con il mio destino sono ad un passo da questo amore.
 
 Ho fatto sempre il fattorino .
 Il mio aspirare ad una vita migliore, mi ha condotto ad essere l’immagine di una realtà sociale reputata infima.
 Ma l’amore per la conoscenza ha forgiato il mio essere .
 Cosi in una mosca, un bel giorno sono diventato.
 Ho volato libero nel cielo di Roma .
 Mi sono posato dove volevo , perfino sulla merda.
 E questa mia vita di moschettiere impavido , un tempo d’impiegato modello , mi ha condotto a desumere la sostanza delle cose come espressione di una libertà di pensiero in continuo movimento. Poiché , d'aspetto sembro un maschio su generis , invero sono d origine osca, parlo tosco ed in moschea voglio ritornare a pregare.
 Ma ciò che mi ha sempre dato , tanto fastidio e l'incomprensione. Simile ad un ape in cerca di polline E la cosa peggiore di questa storia e sentirsi una mosca scema , una mosca caduta per caso nel bicchiere del villano ubriaco.
 
 La realtà o il fatto di sentirti un moscovita ha i suoi vantaggi Io da parte mia , ho potuto vedere sotto tale sembianza , tanti posti belli. Qualcuno mi ha inseguito, teso una trappola. Sono stato quasi ucciso . Ma una mosca è una mosca , ed io in Russia non ci sono mai stato . Ma la canzone della mosca la conosco. Conosco il lato peggiore ed il lato migliore di questa vita. Ed oggi , che quasi natale e le luci sono tutte accese . Io in tale sembianze di mosca , viaggio in incognito sperando di vincere la lotteria d’Italia. Mangio a scrocco, panzarotti e pizze. Ed uno schiaffo all’improvviso , vuol dire la morte . Ed una mosca è l’immagine della realtà sociale che persegue una sua ideologia. E la rivolta è quasi alle porte ed in tanti , sono pronti a cambiare idea a divenire insetti poiché d’ inettitudine , sono cresciuti. Oggi sono in tanti si sono evoluti al punto da ritornare ad uno stato embrionale della conoscenza . Mosche tradite dalle moglie. Mosche schiacciate dal padrone. Mosche che non conoscono il sacro corano, la Bibbia, la storia della salvezza .Mosche che attendono una ricompensa per il lavoro , svolto nelle terapie intensive. E la morte di una mosca è una tragedia senza fine. lo ho imparato a mie spese, pesando la controparte di questo società effimera, figlia della buona borghesia . Figlia dalle gambe lunghe , cosi lunghe che mi sembravano quella di una soubrette o di un grillo parlante.
 
 
 Conoscere non serve a nulla. Perché prima o poi tutti diventeremo mosche che sanno parlare inglese. Si, saremo milione di mosche sapiente, tutte pronte ad affrontare il proprio destino. Ed in mezzo al traffico, aspetto scatti il semaforo. Aspetto passi , questa auto , colma di assassini , di cartomanti , di ingegneri . E non c’è un gatto in giro neppure un buco , dove rifugiarsi a sperare che l’amore ti possa consolare.
 Lo so è ridicola , questa storia di mosche senza maschera.
 Io ho conosciuto il lato peggiore dell’essere mosca
 oggi vorrei mostrarvi il lato migliore.
 Per divenire una mosca famosa. Un Fieramosca invicibile.
 Non sono perfetto , spero di indossare un altra maschera.
 Semmai quella di pulcinella perché se divento orco ,
 faccio la rivoluzione.
 Non voglio , diventare un matusalemme.
 Non voglio essere schiacciato.
 La parabola del buon ladrone , rammenta una storia possibile.
 La città rimane quella che è ed io ammiro il cielo sopra la mia testa.
 Non voglio ritornare ad essere una qualsiasi mosca .
 Vorrei andare in Russia, vivere in Mosca.
 Cosi spero di andare in Mosca.
 Con il colbacco.
 Con tanti compagni
 Con il pugno sollevato al cielo.
 Aspetto , venga la notte.
 Sperando , l’amore mi culli sul suo seno.
 Si , sono qui .
 Ehi tu mi consoli per favore.
 Non sono un ranocchio
 Sono mosca
 Cosa orrenda a dirsi.
 Sarò gentile con te
 Sei una mosca schifosa
 Sono l’immagine della tua passione
 Sei un intelletto tarlato.
 Sono un tarlo ballerino
 Sono d’accordo con te , dai andremo via insieme.
 Io non posso guidare
 Io ti porto in braccio
 La felicita ha molti nomi.
 La speranza mi rattrista , poiché chi dirà mai : che in questa vita ho patito tanto per meritarmi un posto in paradiso.
 E il signore delle mosche ha dichiarato guerre agli orchi, ai fannulloni , ai ragni, ai sognatori costretti a vivere in case riposo. In tanti , sono scesi in guerra contro gli infetti.
 E gli infermieri , hanno sottoscritto un documento che dice tutte le mosche , sono uno scherzo della natura.
 
 Come fa freddo , provo un brivido lungo il corpo.
 Il freddo mi costringe a fuggire a portarmi vicino al fuoco.
 Vorrei riscaldarmi.
 Parlare con quella donna.
 Chi sa , cosa vende .
 Ed il mondo è tondo, per metà contagioso.
 Questo spiega tanto.
 Meglio non avvicinarsi a chi non si conosce.
 Hai la mascherina ?
 Certo io sono una mosca e porto la mascherina.
 Che bello, fammi vedere di cosa sei capace.
 Non voglio farmi vedere nudo.
 Non posso trasformarmi per essere
 un amore simile ad una rosa senza stelo.
 Certo l’impossibile, potrebbe diventare un assurdo
 Non voglio interloquire o delinquere poiché alla fine si ottiene il perdono.
 Il mondo è immondo, mia cara mosca.
 Cosa fai con le cosce aperte
 Mostro la mia vita
 Mostri un frutto maturo.
 Sono costretta ad amare per vivere
 L’amore senza mascherina è vietato
 Ora dimmi mosca , cosa vuoi fare
 Io voglio essere la tua mimesi
 La mia immagine.
 Sono certa che diventerai una miscela esplosiva.
 Non posso prevedere , ma vorrei aiutarti ad essere migliore.
 Certo sarebbe bello sapere cosa ci aspetta.
 Non fermarti , vai avanti
 Non sono un acchiappamosche
 Che mosca muscolosa
 Sono figlio di un moscovita
 Io di una lucciola
 Siamo messi bene
 Non dire addio
 Va bene arrivederci
 Sia fatta la volontà del cielo
 Prima di sputare in cielo pensa che potrebbe
 ritornare indietro.
 Me ne voglia il cielo , questo amore mai venderò.
 Certo lo vorrei prima incartato poi venderlo al mercato
 Ma tutto presume una logica, che non mi costringe ad essere succube di una stupida questione di prezzo. Poiché l’azione mi rende inerme, davanti alla comprensione. Pertanto ho viaggiato tanto e sono giunto alla conclusione che volerò ancora tra le tue braccia .
 Lo vorrei tanto , ma non sono obbligato a capire.
 Questo natale .
 Quante luci.
 Io sono una mosca.
 Io una lucciola
 Come vorrei baciarti.
 Non toccare questo argomento.
 La mia posizione è inequivocabile,
 Ogni apprensione, porta ad una seria risposta.
 Possiamo cambiare.
 Lo vorrei ma non posso, sono sposata.
 Sei saltata giù dal letto .
 Sono una lucciola per bene.
 Io una mosca toscana
 Certo è un interrogativo asintomatico .
 La conoscenza non regredisce.
 Cresce, semmai lo so.
 Più cresce , più cerca di farti sua.
 In conclusione questo natale rimarremo chiusi in casa
 Ti chiamo
 Non farlo, potresti provocare uno scisma
 La rivola è in atto
 L’amore è contagioso
 Io non conosco amore, se tu non mi baci
 Io lo faccio, ma tu assumiti le tue responsabilità
 Io volo
 Io sogno
 Io rimango qui
 Questa mosca mi da troppo fastidio
 Mosche d’inverno
 Aria, apro la finestra
 Quante luci .
 Vedo una mosca con la mascherina, diventare un angelo . Aprire le ali , volare via nel cielo.
 La vedo , andare verso il centro della città .
 Verso i palazzi comunali ,con le sue immense ali , volare sopra la città , sopra il piccolo presepe che ho allestito davanti casa mia.
 Pure una mosca ha un cuore
 Forse è un moscovita
 Forse la vita, prima ti illude poi ti fa divenire una mosca. Un vescovo con guanti e cappello. Un angelo che vola via , verso una gioia sconosciuta ed intensa dal sapore delizioso come il pane di Betlemme.
Lucia De Falco
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Messaggio da leggere da Lucia De Falco »

Premetto che, soprattutto nella parte iniziale, va rivista la punteggiatura, aggiungendo qualche virgola, e c'è qualche errore di battitura, perchè manca qualche accento e qualche apostrofo. Ho trovato molta difficoltà ad andare fino in fondo nella lettura, perchè ci sono continui cambiamenti, sia di prospettiva, sia di struttura, infatti in alcune parti i righi assumono la lunghezza di versi. All'inizio sembra che la mosca giri intorno al protagonista, poi si trasforma in mosca e si aggira in vari posti, anche con dei riferimenti al vaccino e al virus. Concludendo, non mi è chiaro questo testo e quale sia l'intento. Sicuramente c'è qualche significato metaforico.
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Roberto Bonfanti
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Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti »

Calembour, paronimie, assonanze, allitterazioni, giochi di parole, insomma.
Un bel catalogo, questo testo, erede del surrealismo e figlio illegittimo – perché no? – del dadaismo.
La forma – ma si può argomentare di forma qui? – è… singolare, difficile dire se un errore è un errore o altro. Così per la punteggiatura.
Che dire?
A Mosca!
Che ci vuole a scrivere un libro? Leggerlo è la fatica. (Gesualdo Bufalino)
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Selene Barblan
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Messaggio da leggere da Selene Barblan »

Faccio un pò fatica a commentare quest'opera; innanzitutto le troppe imprecisioni mi hanno molto infastidito. In secondo luogo il senso è oscuro, anche se forse una vaga idea me la sono fatta, così oscuro da farmi dubitare che un vero senso ci sia. MI ha dato un senso di sgretolamento mentale, forse voluto per rappresentare ciò che nell'immagine dell'autore è una coscienza da insetto (o da umano?). Non so, comunque devo dire che non mi è proprio piaciuto.
Nando71
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Messaggio da leggere da Nando71 »

Un racconto che richiede obbligatoriamente la rilettura. Definirei lo stile innovativo, forse troppo. Chissà magari un giorno potrebbe avere il suo meritato consenso mentre adesso non mi accorgo della genialità. In ogni caso è singolare ed unico perché finora non avevo mai letto un racconto scritto così. Il significato è enigmatico all'eccesso tanto che si adatta a diverse interpretazioni.
Ilario Iradei
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Messaggio da leggere da Ilario Iradei »

A Mosca la mosca vien schiacciata dal padrone violento mentre le mosche dalla lenza diventano dei Fieramosca. E così via, non saprei che dirti, mi piacerebbe dirti altro, perché l'umorismo è il sale della vita ma troppo sale fa male alla circolazione. Non so se mi sono spiegato.
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Liliana Tuozzo
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Messaggio da leggere da Liliana Tuozzo »

Un racconto fuori dagli schemi e fuori dalla logica, dove mentre segui un pensiero ne ritrovi uno diverso che non ha nulla a che vedere con quello precedente, anche la forma è al di fuori delle regole, ma è voluto, oppure no? Forse uno sfogo personale dove si legge tra le righe una sorta di amarezza e delusione per un vivere senza senso. Il lettore che si trova davanti questo testo resta con un grosso punto interrogativo. A tratti sembra un monologo per un teatro sperimentale, sarai tu a dircelo se vorrai.
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