Mefistofele

Spazio dedicato alla Gara stagionale d'inverno 2020/2021.

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Nando71
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Mefistofele

Messaggio da leggere da Nando71 »


Mi chiamo Gennaio, non so perché mio padre ha scelto questo nome, forse perché sono stato il primo dei dodici figli avuti dalle sue innumerevoli compagne. I miei fratelli però non hanno nomi di mesi, per quanto bizzarri si chiamano Ermanno, Nico, Nestore, Agar, Indro Odino; dei fratellastri non conosco nemmeno i volti figuriamoci i nomi. Il mio nome probabilmente è il frutto di un errore dell'anagrafe comunale che ha malamente scritto la lettera "R" di Gennaro sostituendola con la "I" e il gioco è fatto. Forse non potrò mai conoscere la verità anche perché non ho mai fatto in tempo a chiedere a mio padre, ondivago funambolo della sua stessa esistenza, abile a dileguarsi in modo etereo da sparire e riapparire senza essere mai realmente presente. A mio padre piaceva molto prendersi gioco della vita stessa, l'amava e contemporaneamente la odiava a tal punto da viverla come un eterno duello, e di questo scontro è stato vittima e carnefice. Era un artista, o almeno si definiva così, dipingeva quadri seguendo vari correnti di pittura, scriveva romanzi e poesie, recitava, cantava e ballava. Il tutto senza un pubblico, senza una galleria dove esporre, senza un palcoscenico, senza un editore.
 «È la strada il vero Dio! È qui che si materializza la spiritualità, è qui che si incrociano i destini delle persone, mescolandosi tra loro, insinuandosi nelle viscere fatali delle misere esistenze umane che chiamano vita. Gennaio impara come una preghiera queste parole di tuo padre.»
 Me lo ripeteva quelle sere che riusciva a ritornare a casa dalle sue scorrerie artistiche, accovacciati accanto al camino con le gambe incrociate, respirando il buon odore emanato da un'erba che bruciava dalla sua pipa che sembrava un osso.
 «Io osservo e dipingo, osservo e canto, osservo e recito, osservo e incanto. Immortalo la materialità e dono ciò che la gente brama e vuole.»
 Non capivo il senso di quelle parole, sbadigliavo di nascosto mentre dalla sua bocca come un fiume in piena continuavano a sgorgare parole e parole.
 «Le persone non mi chiedono mai apertamente cosa vogliono, dalla strada capisco le loro voglie più recondite semplicemente incrociandoli da lontano e prima che mi passino davanti ho già materializzato in arte il loro desiderio. E mi ripagano con un'offerta libera e una firma sul libro.»
 E mi mostrava un vecchio libro sgualcito, grande come quelli visti nei musei, con copertina spessa pesante fatta di pelle e le pagine ingiallite. Lo custodiva gelosamente e mai mi diede la possibilità di aprirlo o semplicemente di toccarlo.
 E mentre sfiorava e accarezzava il libro rideva, rideva così forte da far rimbombare la casa, da mettermi quasi paura, i suoi occhi sembravano diventare rossi, le pupille iridescenti quasi uscivano dalle orbite in un turbinio di colori da invadere la stanza, ombre sembravano danzare dileguandosi come risucchiati dal pavimento mentre tutto girava velocemente intorno a me in un unico vortice. Poi improvvisamente tutto cessava ritrovandomi seduto a osservare il fuoco del camino che a stento illuminava il viso di mio padre intento a fumare. Capitava spesso questo fenomeno durante i suoi discorsi, mi rimaneva il cuore che batteva forte mentre ripetevo a me stesso che tutto era inventato o sognato anche se maledettamente reale.
 Crescendo abbandonai presto i giochi con i miei fratelli, e spesso correvo per le strade della città in cerca di mio padre solamente per vederlo all'opera, ma mai vi riuscii. Ogni qualvolta incrociavo il suo sguardo improvvisamente una folla di gente pienamente indaffarata sbucava da ogni angolo risucchiandolo dalla mia visuale.
 Mio padre aveva due cicatrici sul dorso ai fianchi della spina dorsale, due piccole rette di 30 cm circa oblique perfettamente simmetriche che formavano un V interrotta al vertice. Non amava essere guardato quel punto tanto meno toccato. Spesso si guardava la schiena allo specchio e con le mani si toccava le cicatrici sfiorandole più volte, quasi a voler scrollare il pulviscolo atmosferico appena posato. Il suo viso si intristiva ma al contempo un piccolo sorriso sinistro si materializzava istantaneamente. Una notte mi avvicinai di nascosto lentamente e silenziosamente durante una sua solita ispezione alla schiena e toccai con il dito indice la cicatrice. Di botto venni catapultato in un antro oscuro, mi sentii gli occhi girare vorticosamente e come in un film vidi tutta la mia vita non a ritroso come chi sta morendo, ma tutta in avanti come sarebbe stata.
 Successo e carriera, successo e donne, denaro e ricchezze, ma riflesso in ogni specchio al posto del mio volto si materializzava il viso beffardo di mio padre.
 Buio.
 Viaggi intorno al mondo, droga, donne, ricchezze, e il suo viso sempre beffardamente presente.
 Buio.
 Sono in una stanza vuota, buia e tetra, da un lucernario al centro si illumina un tavolino con sopra un libro. È il libro di mio padre. Mi avvicino quasi attratto come una calamita, lo sfioro, lo tocco, brividi mi percuotono la schiena. Apro una pagina a caso, il libro si smaterializza, evapora in un insieme di nubi gassose che si animano in modo spettrale. Mi girano intorno, mi circondano, cerco di urlare ma dalla bocca non esce alcun suono, mi invadono il corpo penetrandomi dalle narici. Mi batto, combatto, mi ribalto a terra rotolandomi e vomitando come un forsennato, come un indemoniato.
 Mi sveglio, il mio corpo è steso sul pavimento, mi guardo: è trasparente, quasi etereo. Guardo sul tavolo e vedo nuovamente il libro con le pagine che velocemente si sfogliano come spinte da un vento che non sento e non vedo. Di botto si ferma sull'ultima pagina. Mi alzo spinto da quel vento come un fantasma. È vuota, ha solo una dedica finale e una firma. Non posso credere a quello che i miei occhi vedono e leggono, le mie orecchie lo sentono parlare nella stanza:
 «Hai letto la tua vita come doveva essere e vivendola in un attimo hai visto cosa saresti diventato, ma non posso sopportare questa prigione per te. La pagina vuota la scriverai tu figlio mio.» Firmato: Tuo padre Mefistofele.
 
 Mi chiamo Gennaro, mio padre mi ha dato il nome di mio nonno. Siamo una normale famiglia che tiene alle tradizioni.
 Ho due fratelli, una madre casalinga e un padre impiegato. Siamo felici e siamo maledettamente normali. Oggi è il mio compleanno: il mio desiderio è un traguardo con un orizzonte lontano che presto conquisterò perchè sono io a scrivere le pagine del libro della mia vita!
Ultima modifica di Nando71 il 19/01/2021, 22:45, modificato 2 volte in totale.
Marcello Rizza
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Messaggio da leggere da Marcello Rizza »

E adesso che cosa faccio? Leggo che sei esordiente, come ero io cinque mesi fa quando ho partecipato alla rassegna di autunno. In quella rassegna c'erano alcuni racconti validi ma pochi mi avevano "accalappiato". In questa ti presenti con questo racconto intrigante dove ci sono altri racconti, più o meno intriganti, scritti veramente bene e che meritano voti top. Se la rassegna scorsa, con coscienza e rispetto, avevo dato tre o quattro "5" mi ritrovo oggi, nella nuova competizione, a abbondare di voti. Questo lo vivo come un problema etico, che riguarda il rispetto del voto, che riguarda la mia capacità di "giudicare" il lavoro degli altri e di essere rigoroso e di non farmi influenzare dai miei gusti sulla letteratura e sulla lettura. Vengo più direttamente al "tuo", che commento e leggo perché stai partecipando attivamente. Parto dicendo che ho guardato il titolo e l'ho (credevo) dimenticato nel mentre che leggevo. Ho da subito avvertito un brivido dovuto alla mancanza di una presenza autorevole mancante in famiglia, alla descrizione di un genitore preso da autocompiacimento ma avvoltolato su se stesso, sul suo bisogno di sentirsi "speciale" e sul dubbio di esserlo. È la storia, più o meno, di mio padre. Che è morto solo che più solo non si può. Ma poi hai introdotto le cicatrici sul dorso e subito mi si sono spalancate alcune finestre, intuendo dove stavi andando a parare: Il Paradiso Perduto di Milton, la serie Netflix di Lucifer, il finale escatologico di 2001 Odissea Nello Spazio, e il piacere di leggerti ha ancora subito, senza perderne la magia, una svolta. Anche la chiusa, dove sembri quasi chieder venia della poetica violenza del quadro poetico da te dipinto, quasi a dire che la tua storia è diversa, la trovo congeniale. Alcuni piccolissimi appunti, che non modificheranno il mio voto. Due frasi le trovo eccessivamente lunghe, facilmente spezzabili. Il titolo lo cambierei. Puoi averlo inteso in due modi quel titolo: far subito intendere dove vuoi andare a parare, e allora il giusto arcangelo maledetto dovrebbe essere Lucifero; incuriosire ma allora sveli troppo presto l'arcano. Non sono pienamente in armonia con l'utilizzo delle virgole ma mi accade con la maggior parte dei racconti e so anche che la punteggiatura è un patrimonio personale che voglio rispettare. Non è vero che non so cosa fare. Quanto meno col tuo racconto. Fantastico esordio.
Lucia De Falco
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Messaggio da leggere da Lucia De Falco »

Questo testo ha un tono più tranquillo nella parte iniziale, in cui si lascia leggere ed incuriosisce, mentre appare più misterioso nel finale. Ammirazione per il padre, affetti, orgoglio, lezioni sulla vita, magia si intrecciavano nel racconto. Il finale onirico probabilmente ha dei riferimenti ad altri testi o film che non conosco, come diceva il commentatore precedente. La lezione di vita finale è fondamentale : ognuno ha diritto a scrivere le pagine della sua vita.
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Liliana Tuozzo
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Messaggio da leggere da Liliana Tuozzo »

Mi è piaciuto tantissimo, magico, surreale senza essere pesante. Molte sono le frasi ad effetto:
<<È la strada il vero Dio! È qui che si materializza la spiritualità, è qui che si incrociano i destini delle persone, mescolandosi tra loro, insinuandosi nelle viscere fatali delle misere esistenze umane che chiamano vita. Gennaio impara come una preghiera queste parole di tuo padre>>
Alcuni piccoli dettagli che non pregiudicano il valore del tuo racconto.
ma mai vi riuscì. ( forse volevi dire ma mai vi riuscii.)

odore emanato da un'erba che bruciava dalla sua pipa che sembrava ricavata da un osso.
qui toglierei qualcosa, meglio dalla sua pipa che sembrava un osso.

Ogni qualvolta che incrociavo il suo sguardo i

Meglio ogni qualvolta incrociavo , oppure ogni volta che incrociavo.
Complimenti , hai una bella fantasia, e un bel modo di scrivere. Ottimo racconto.
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Francesco Pino
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Messaggio da leggere da Francesco Pino »

L'ho letto più volte per trovare quello che mi sfugge di questo racconto, ma proprio non ci arrivo. La prima parte mi fa pensare al sentimento degli artisti, al loro essere degli spiriti liberi, alle loro scelte non conformi alla società. Mi aveva incuriosito piacevolmente. Quello che accade dopo mi lascia perplesso, molto probabilmente perché (come ha scritto Marcello) hai preso spunto da altre cose che non conosco. Pero' se è cosi' non tutti possono arrivare ad apprezzare il tuo testo. Poi tra l'altro: successo, ricchezza, donne… non mi sembra una vita cosi' brutta e scusa se finisco controcorrente ma che la nostra vita sia un libro tutto da scrivere mi sembra più una banale ovvietà che una lezione da imparare.
Selene Barblan
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Messaggio da leggere da Selene Barblan »

L'ho trovato intrigante, mi ha coinvolto abbastanza e anche lo stile, seppur particolare, mi piace. Ha un che di travolgente e misterioso. L'ultimo paragrafo mi è piaciuto un pò meno, ma per mio gusto personale, non trovo sempre necessario dare una conclusione/spiegazione. Trovo in ogni caso che sia un buon lavoro.
Namio Intile
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Messaggio da leggere da Namio Intile »

Dal punto di vista formale, a mio avviso, il peccato originale di questo racconto è l'imprecisa concordanza dei tempi verbali, la vecchia consecutio temporum.
Scrivi: "E mi mostra un vecchio libro sgualcito, grande come quelli visti nei musei, con copertina spessa pesante fatta di pelle e le pagine ingiallite. Lo custodiva gelosamente e mai mi diede la possibilità di aprirlo o semplicemente di toccarlo."
Nella medesima proposizione viri dal presente al passato, mentre dovresti mantenere o l'una o l'altra forma. Si tratta di un errore ricorrente che andrebbe evitato e penalizza la lettura.
Per quanto riguarda l'ortografia nulla da segnalare, a eccezione di quei segni di maggiore o minore adoperati per delimitare il discorso diretto. O i caporali, o le virgolette, o i trattini, vedi tu. Su BA sono state fissate delle norme scritte in proposito, ma stavolta senza sanzione, stai tranquillo.
Quanto alla sostanza, è un racconto enantiodromico, o che almeno aspira ad esserlo, con in più quel richiamo a Mefistofele (sul quale si sono spesi fiumi di parole), e con il protagonista che somiglia molto alla lontana al Faustus di Marlowe più che a quello di maggior spessore di Goethe, e per niente all'Adrian di Mann.
Secondo me il tema è troppo ambizioso per un racconto breve, una short story che, non mi stanco di ripeterlo, ha dei canoni da rispettare nel suo sviluppo.
A mio giudizio sproporzionata, e priva di significato per il proseguo del testo, la parte iniziale con l'elenco dei numerosi fratelli del protagonista. A cosa è servito sapere al lettore della loro esistenza e dei loro nomi? Le digressioni si addicono poco alle storie brevi e bisogna maneggiarle con cura.
A ogni modo, una buona prova iniziale.
A rileggerti, spero.
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Messaggio da leggere da Nando71 »

Francesco Pino ha scritto: 11/01/2021, 12:48 Poi tra l'altro: successo, ricchezza, donne… non mi sembra una vita cosi' brutta e scusa se finisco controcorrente ma che la nostra vita sia un libro tutto da scrivere mi sembra più una banale ovvietà che una lezione da imparare.
Grazie per il tuo commento genuino, schietto, critico e non c'è da scusarsi perché per me ha lo stesso peso di una bella recensione e forse qualcosina in più. La critica la faccio viaggiare su due binari: delusione e quindi desistere, stimolo e quindi migliorare. Io scelgo sempre il secondo anche perché scrivo per imparare, non per insegnare.
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Un sogno, o una visione, di una vita alternativa a quella di una persona comune. Nonostante i refusi (attenzione alle virgolette nei dialoghi: è meglio usare le lineette o le caporali), la storia è interessante e merita la lettura.
Nando71
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Namio Intile ha scritto: 11/01/2021, 18:50 Quanto alla sostanza, è un racconto enantiodromico, o che almeno aspira ad esserlo, con in più quel richiamo a Mefistofele (sul quale si sono spesi fiumi di parole), e con il protagonista che somiglia molto alla lontana al Faustus di Marlowe più che a quello di maggior spessore di Goethe, e per niente all'Adrian di Mann.
.....
A mio giudizio sproporzionata, e priva di significato per il proseguo del testo, la parte iniziale con l'elenco dei numerosi fratelli del protagonista. A cosa è servito sapere al lettore della loro esistenza e dei loro nomi? Le digressioni si addicono poco alle storie brevi e bisogna maneggiarle con cura.
A ogni modo, una buona prova iniziale.
A rileggerti, spero.
Il tuo commento mi piace decisamente (forte è la tentazione di cestinare ogni mia opera dopo averla letta attentamente), innanzitutto ho cercato nel dizionario la parola "enantiodromico" che non conosco (sono sincero e non mi vergogno) e apprezzo nel complesso la lezione suggerita sulla concordanza dei tempi verbali: apprendere infatti è il mio obiettivo principale. Farò tesoro della raccomandazione per la delimitazione del discorso diretto attenendomi alle norme fissate su BA. Con l'elenco dei nomi non volevo certamente allontanare il lettore, il padre enigmatico ha chiamato i fratelli con le lettere che compongono Gennaio, volevo far comprendere da subito la singolarità del soggetto. Probabilmente non sono riuscito nell'intento. Un grazie di cuore.
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Trovo che sia un bel racconto, con una decisa componente simbolica e dei passaggi molto forti, ben scritto, stile interessante.
Veniamo agli aspetti meno convincenti.
Nel finale mi sembra che tu abbia insistito un po’ troppo nella contrapposizione (siamo una famiglia normale… siamo maledettamente normali… ecc.), avrei preferito qualche frase in più per una chiusa meno repentina, più sottintesa. Come pure ho trovato ridondante “Firmato: Tuo padre Mefistofele.”
La cosa del nome, Gennaio, l’ho capita solo dopo la tua spiegazione.
Oltre a qualche imprecisione che ti hanno già segnalato ho trovato “Non amava essere guardato in quel punto…”
Forse non è perfetto, ma complessivamente mi è piaciuto.
Che ci vuole a scrivere un libro? Leggerlo è la fatica. (Gesualdo Bufalino)
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Messaggio da leggere da Fausto Scatoli »

se devo essere sincero, pur essendo riuscito a entrare nelle scene, la storia non mi è piaciuta più di tanto. men che meno la parte finale.
è interessante, una bella idea, ma non mi pare (impressione personale) sia stata espressa in maniera ottimale. alcune cose mi restano poco chiare.
ci sono anche un po' di refusi da sistemare.
lo premio comunque perché sei alle prime armi, e come partenza non è certo male.
l'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente
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Marcello Rizza ha scritto: 10/01/2021, 13:24 E adesso che cosa faccio? Leggo che sei esordiente, come ero io cinque mesi fa quando ho partecipato alla rassegna di autunno. Fantastico esordio.
Grazie Marcello, il tuo è stato il primo commento che ho ricevuto e devo dire che mi ha lusingato enormemente, sei stato troppo buono forse non credo di esserne all'altezza. Mi piace scrivere, per divertirmi, per esprimere i miei sentimenti e condividerli con chi mi legge. Sono sicuro che questa esperienza su BA mi accrescerà notevolmente con i preziosi consigli tuoi ed agli altri partecipanti.
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Re: Mefistofele

Messaggio da leggere da Nando71 »

Grazie a Lucia, Selene, Andr60 per il gradito commento e i preziosi consigli
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Re: Commento

Messaggio da leggere da Nando71 »

Liliana Tuozzo ha scritto: 11/01/2021, 12:25 Alcuni piccoli dettagli che non pregiudicano il valore del tuo racconto.
ma mai vi riuscì. (forse volevi dire ma mai vi riuscii.)

odore emanato da un'erba che bruciava dalla sua pipa che sembrava ricavata da un osso.
qui toglierei qualcosa, meglio dalla sua pipa che sembrava un osso.

Ogni qualvolta che incrociavo il suo sguardo i

Meglio ogni qualvolta incrociavo, oppure ogni volta che incrociavo.
Complimenti, hai una bella fantasia, e un bel modo di scrivere. Ottimo racconto.
Grazie Liliana mi fa piacere che il racconto ti è piaciuto, ho revisionato il testo inserendo anche i tuoi dettagli. In effetti ci volevano.
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Re: Commento

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Roberto Bonfanti ha scritto: 11/01/2021, 22:17 Trovo che sia un bel racconto, con una decisa componente simbolica e dei passaggi molto forti, ben scritto, stile interessante.
Veniamo agli aspetti meno convincenti.
Nel finale mi sembra che tu abbia insistito un po' troppo nella contrapposizione (siamo una famiglia normale… siamo maledettamente normali… ecc.), avrei preferito qualche frase in più per una chiusa meno repentina, più sottintesa. Come pure ho trovato ridondante "Firmato: Tuo padre Mefistofele."
La cosa del nome, Gennaio, l'ho capita solo dopo la tua spiegazione.
Oltre a qualche imprecisione che ti hanno già segnalato ho trovato "Non amava essere guardato in quel punto…"
Forse non è perfetto, ma complessivamente mi è piaciuto.
Grazie Roberto, farò tesoro dei tuoi consigli.
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Storie Gotiche, del Terrore e del Mistero

Storie Gotiche, del Terrore e del Mistero

bando di concorso per la realizzazione di un'antologia di opere ispirate alla paura dell’ignoto.

- (attivo) - bando e commenti.

a cura di Roberto Virdò per BraviAutori.it

L'ignoto ci aspetta al varco, silenzioso e paziente, per catapultarci nello strapiombo degli incubi o nel vortice di ansie e desideri repressi. Amori contrastati e spettri, buie segrete, ma anche improvvisi impeti di violenza o l'inconfessabile desiderio della morte dell'altro.

È in quest'ultimo termine che si nasconde il vero senso di quest'antologia, dove potremo sì trovare vampiri ed esseri soprannaturali, ma nella quale i veri mostri saranno, molto più spesso, dei comuni mortali, gli stessi che incrociamo sulle strade di ogni giorno, i cui volti ed espressioni riconosciamo ambiguamente familiari, tanto da non poter respingere con assoluta fermezza il sospetto che essi restituiscano, in definitiva, la nostra immagine speculare.

Per racconti, poesie, disegni ed elaborazioni grafiche digitali.



Metropolis

Metropolis

bando di concorso per la realizzazione di un'antologia di opere ispirate da un ambiente metropolitano.

- (attivo) - bando e commenti.

a cura di BraviAutori.it

Si dovranno immaginare delle storie che si svolgano in città, in un ambiente metropolitano con tanta gente, grattacieli e condomini, metropolitane e tram, smog e traffico. Non ha importanza se in una città del passato, del presente o del futuro.

Pensate anche agli animali che sono costretti a vivere lì con i loro padroni.

Insomma, buttatevi nel convulso traffico della megalopoli in cerca di avventure e incontri originali, inquietanti, comici o amorosi.

Per storie intendiamo qualsiasi tipo di componimento, scritto o grafico, che parli allo spettatore, quindi vanno bene racconti, poesie, disegni ed elaborazioni grafiche digitali.

Genere libero.



Scene da CoronaVirus

Scene da CoronaVirus

Bando per la realizzazione di una antologia di racconti, testi teatrali brevi e sceneggiature di cortometraggi di carattere umoristico e satirico che raccontano la permanenza in casa legata alla pandemia del Covid-19..

- (attivo) - bando e commenti.

a cura di Lorenzo Pompeo

Descrivete scene di vita quotidiana ambientate in un appartamento nel quale un nucleo familiare è costretto a fronteggiare problemi legati alla lunga convivenza forzata dovuta alle limitazioni e ai divieti dettati dalle autorità. Verranno privilegiati testi di carattere comico, umoristico e fantastico.

NB: l'eventuale libro cartaceo derivato dal presente concorso sarà messo in vendita al solo prezzo di costo, e l'ebook sarà gratuito.



Le Gare Stagionali

Le Gare Stagionali

Concorso stagionale con pubblicazione in ebook gratuito trimestrale e antologia cartacea annuale

a scadenza stagionale - (attivo) - bando e commenti.

a cura dello Staff di BraviAutori.it
Hai un racconto breve che vuoi mettere alla prova?

Le Gare letterarie stagionali sono concorsi a partecipazione libera, gratuiti, dove chiunque può mettersi alla prova divertendosi, conoscendosi e, perché no, anche imparando qualcosa. I migliori testi di ogni Gara saranno pubblicati in un ebook gratuito e a ogni ciclo di stagioni pubblicheremo una antologia annuale.

Nota: può votare e commentare anche chi non partecipa come autore.




Alcuni esempi di nostri libri autoprodotti:


L'anno della Luce

L'anno della Luce

antologia ispirata all'Anno della Luce proclamato dall'ONU

Il 2015 è stato proclamato dall'Assemblea generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) Anno internazionale della luce e delle tecnologie basate sulla luce. Obiettivo dell'iniziativa adottata dall'ONU è promuovere la consapevolezza civile e politica del ruolo centrale svolto dalla luce nel mondo moderno. Noi di BraviAutori.it abbiamo pensato di abbracciare questa importante iniziativa proponendo agli autori di scrivere, disegnare o fotografare il loro personale legame con la luce, estendendo però la parola "luce" a tutti i suoi sinonimi, significati e scenari.
A cura di Massimo Baglione.

Contiene opere di: Alessandro Carnier, Amelia Baldaro, Andrea Teodorani, Angelo Manarola, Anna Barzaghi, Annamaria Vernuccio, Anna Rita Foschini, Antonella Cavallo, Camilla Pugno, Cinzia Colantoni, Claudia Cuomo, Daniela Rossi, Daniela Zampolli, Domenico Ciccarelli, Dora Addeo, Elena Foddai, Emilia Cinzia Perri, Enrico Arlandini, Enrico Teodorani, Francesca Paolucci, Francesca Santucci, Furio Detti, Gilbert Paraschiva, Giorgio Billone, Greta Fantini, Ianni Liliana, Imma D'Aniello, Lucia Amorosi, Maria Rosaria Spirito, Maria Spanu, Marina Den Lille Havfrue, Marina Paolucci, Massimo Baglione, Mauro Cancian, Raffaella Ferrari, Rosanna Fontana, Salvatore Musmeci, Sandra Ludovici, Simone Pasini, Sonia Tortora, Sonja Radaelli, Stefania Fiorin, Umberto Pasqui.
Vedi ANTEPRIMA (1,65 MB scaricato 189 volte).
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I sogni di Titano

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Nota: questo libro non è derivato dai nostri concorsi ma ne abbiamo curato l'editing e la diffusione per conto dell'autore che ha ceduto le royalty all'Associazione culturale.
Il "cubo sognatore" su Titano aveva rivelato una verità sconvolgente sull'Umanità, sulla Galassia e, in definitiva, sull'intero Universo, una verità capace di suscitare interrogativi sufficienti per una vita intera. Come poteva essere bonariamente digerito il concetto che la nostra civiltà, la nostra tecnologia e tutto ciò che riguardava l'Umanità… non esisteva?
"Siamo solo… i sogni di Titano", aveva riportato il comandante Sylvia Harrison dopo il primo contatto col cubo, ma in che modo avrebbe potuto l'orgoglio dell'Uomo accettarlo? Ovviamente, l'insaziabile sete di conoscenza dell'Essere umano anelava delle risposte, e la sua naturale curiosità non poteva che spingerlo alla ricerca dell'origine del cubo e delle ragioni della sua peculiare funzione.
Gli autori GLAUCO De BONA (vincitore del Premio Urania 2013) e MASSIMO BAGLIONE (amministratore di BraviAutori.it) vi presentano una versione alternativa del "Tutto" che vi lascerà senza parole. Di Glauco De Bona e Massimo Baglione.
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Questo libro è una raccolta dei migliori testi che hanno partecipato alla selezione per la seconda antologia di BraviAutori.it. I ricavati saranno interamente devoluti al sostentamento di una comunità felina abbandonata sita nei pressi del Nucleo industriale di Longarone, Belluno, a poche centinaia di metri dalla diga del Vajont.
A cura di Massimo Baglione e Alessandro Napolitano.

Contiene opere di: Paolo Maccallini, Gianluca Gendusa, Pia Barletta, Angela Di Salvo, Miriam Mastrovito, Alessandro Napolitano, Valentina Margio, Gilbert Paraschiva, Enrico Arlandini, Elena Piccinini, Stefano di Stasio, Eugenio De Medio, Celeste Borrelli, Luisa Catapano, Anna Maria Folchini Stabile, Giovanni Minio, Gemma Cenedese, Antonio Giordano, Rodolfo Vettorello, Cosimo Vitiello, Damiano Giuseppe Pepe, Patrizia Birtolo, Pietro Rainero, Roberto Stradiotti, Anna Giraldo, Maria Rizzi, Vittorio Scatizza, Paolo Frattini, Matteo Mancini, Piergiorgio Annicchiarico, Fabrizio Siclari, Emanuela Cinà, Laura Maria Rocchetti.
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Calendario BraviAutori.it "Year-end writer" 2018 -  (in bianco e nero)

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(edizione 2018, 4,37 MB)

Autori partecipanti: (vedi sopra),
A cura di Tullio Aragona.
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La Gara 50 - La Verità

La Gara 50 - La Verità

(gennaio 2015, 24 pagine, 2,01 MB)

Autori partecipanti: Ser Stefano, Patrizia Chini, Nunzio Campanelli, Nembo13, Mastronxo, Michele, Eliseo Palumbo,
a cura di Cladinoro.
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Calendario BraviAutori.it "Year-end writer" 2017 -  (in bianco e nero)

Calendario BraviAutori.it "Year-end writer" 2017 - (in bianco e nero)

(edizione 2017, 2,39 MB)

Autori partecipanti:
A cura di Tullio Aragona.
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