Vent'anni

Spazio dedicato alla Gara stagionale di primavera 2021.

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Francesco Pino
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Vent'anni

Messaggio da leggere da Francesco Pino »


Ma te lo ricordi che avevo appena compiuto vent’anni? Tu li avevi fatti un mese e mezzo prima di me. Il sole sorgeva molto tardi per noi che seguivamo i consigli del buon Angelo: “vatti a coricare tardissimo e alzati verso mezzogiorno, così metà della tua lunga giornata da disoccupato sarà passata senza che tu te ne accorga”. Te lo ricordi che ti chiamai dalla cabina telefonica di Piazza Roma e tu non capisti la mia goffa battuta? “Ciao, ti ho telefonato perché vorrei il tuo numero di telefono”. Te lo ricordi quel giorno dopo, quando le rondini vennero a fare il nido dentro i tuoi occhi? Beh, si… il nostro fiato aveva il gusto dell’erba e della birra, ma avevamo vent’anni.
 
  Il fuoco soffiò per ravvivare ogni piacevole futilità perduta tra le strade della nostra città e io smisi di sfaldarmi al vento, perduto nella nebbia della mia giovinezza. Ogni secondo passato insieme annullava quelli che ci avevano diviso, te lo ricordi? Tutto divenne calmo all’improvviso per me, tutto o quasi. Restava da calmare il mio cuore, che si era accorto di non aver mai amato senza di te.
 
  Te lo ricordi che il sabato sera finiva in quella casa di campagna dei tuoi nonni? Quella col vetro della stanza da letto rotto… che freddo che faceva in inverno anche sotto le coperte! Guardavamo le mattine con la coda dell’occhio, da lì dentro non si usciva mica! Quei gesti che erano quelli che immaginavo già prima di incontrarti: chiudevi le tende e aprivi le bottiglie. E parlavamo; di me, di te, di noi… era tutto lì. È così che i ragazzi diventano uomini, quando quei gesti, quelle speranze, quelle illusioni mettono radici dentro i loro cuori; misere regioni senza luce fino a quando non si comincia ad avanzare tra quelle radici.
 
  Se non avessi osato non avrei avuto nulla oltre che i miei vent’anni. E poi ne passarono cinque in un mondo che ci sembrava pieno di sole; tu socchiudevi gli occhi ai suoi raggi e le stagioni e la storia avevano i tuoi vent’anni. La gioia alimentava il sangue nelle mie vene e non ricordavo più dov’ero stato prima. Te la ricordi quella notte d’agosto sulla spiaggia? Quando le prime luci del mattino battevano contro i ciottoli tu già dormivi, mentre io restavo sveglio e vagamente preoccupato.
 
  Era un mattino d’ombra, che si piantò in me sotto un cielo libero da nubi, ti ricordi? Non è vero che basta fare tutto il possibile per continuare a essere amati; non è vero che ci vuole amore e null’altro. Una volta nella vita, da un momento all’altro, tutto torna all’inizio; a com’era prima. Ci vuole molto tempo per decifrare il linguaggio di quell’ombra, mentre un album fotografico ti morde le labbra, mentre lo sfogli centinaia di volte con centinaia di bicchieri in mano.
 
  Ne è passata di acqua sotto i ponti. Lentamente è passata, mica velocemente come fai tu con quel bambino che tieni per mano mentre fai finta di non riconoscermi. C’è qualcuno che le radici le ha messe a casa tua, o forse tu a casa sua. Non ci sono solo le rondini da seguire. E poi, in ogni caso, a poco a poco, le rondini non le vedi volare più; e questo vale sia che si parta sia che si resti. Tengo anch’io dei bambini per mano ogni giorno della mia vita, ho una casa in cui ho messo le radici anch’io, ha tante porte e tante finestre. E mentre passi via bevo il mio decaffinato che, chissà com’è che accade, sembra avere il gusto di quell’alito che sapeva di erba e di birra. Ti ricordi quanto tempo è passato dal nostro ultimo bacio? Son passati vent’anni, e poi non ci rivedemmo mai più.
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Roberto
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Dolce e triste com'è il ricordo di una vita che 'avrebbe potuto essere'. Sentieri che si dividono, per sempre. Non è chiaro se il protagonista sia ancora preso da quella vita passata, o se si limiti a ricordare con una patina di tristezza e rimpianto.
Ciao, un caro saluto,
Roberto.
Roberto Virdo'
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Messaggio da leggere da Roberto Virdo' »

Francesco... wow! Veramente bello. Credo che la tua forza si manifesti completamente nelle storie come questa, che finiscono con un gesto quotidiano come quello di prendere un caffè. E quante cose in quel liquido scuro, in cui hai messo, mi sembra, dello zucchero ma non è bastato. Ne è uscito un sapore dolceamaro, un ricordo commovente eppure aspro. Un testo intenso, denso di emozioni, scritto perfettamente. Grigia realtà e illusione arcobaleno si confrontano, a tratti si abbracciano. Complimenti.
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Quando hai vent'anni e una vita davanti tutto è nuovo, una continua scoperta. Quando hai il doppio di anni e la maggior parte della vita è volata via, è il momento di fare i primi bilanci: più rimpianti o più rimorsi?
Un saluto
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Liliana Tuozzo
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Bello il tuo ricordo di quei vent'anni così unici che dopo tanto tempo sembrano essere stati un sogno. Il rimpianto di qualcosa che poteva essere e non è stato,accompagna le tue righe, con un senso dolce amaro di un bene perduto che non è solo l'amore, ma forza, la bellezza la fiducia in quei vent'anni irripetibili. Bel lavoro.
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Francesco Pino
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Roberto ha scritto: 03/04/2021, 12:25 Dolce e triste com'è il ricordo di una vita che 'avrebbe potuto essere'. Sentieri che si dividono, per sempre. Non è chiaro se il protagonista sia ancora preso da quella vita passata, o se si limiti a ricordare con una patina di tristezza e rimpianto.
Ciao, un caro saluto,
Roberto.
Non avevo considerato di potermi soffermare su questo particolare, lasciamolo alla libera interpretazione.
Grazie del caloroso commento.
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Francesco Pino
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Re: Commento

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Roberto Virdo' ha scritto: 03/04/2021, 12:41 Francesco... wow! Veramente bello. Credo che la tua forza si manifesti completamente nelle storie come questa, che finiscono con un gesto quotidiano come quello di prendere un caffè. E quante cose in quel liquido scuro, in cui hai messo, mi sembra, dello zucchero ma non è bastato. Ne è uscito un sapore dolceamaro, un ricordo commovente eppure aspro. Un testo intenso, denso di emozioni, scritto perfettamente. Grigia realtà e illusione arcobaleno si confrontano, a tratti si abbracciano. Complimenti.
Grazie Roberto, sono veramente colpito dal tuo bel commento.
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Francesco Pino
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Re: Commento

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Andr60 ha scritto: 03/04/2021, 17:11 Quando hai vent'anni e una vita davanti tutto è nuovo, una continua scoperta. Quando hai il doppio di anni e la maggior parte della vita è volata via, è il momento di fare i primi bilanci: più rimpianti o più rimorsi?
Un saluto
Non saprei se rimpianti o rimorsi, però gli incontri con gli amici sono pieni di “ti ricordi?” Grazie, un saluto anche a te.
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Francesco Pino
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Re: Commento

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Liliana Tuozzo ha scritto: 03/04/2021, 23:38 Bello il tuo ricordo di quei vent'anni così unici che dopo tanto tempo sembrano essere stati un sogno. Il rimpianto di qualcosa che poteva essere e non è stato,accompagna le tue righe, con un senso dolce amaro di un bene perduto che non è solo l'amore, ma forza, la bellezza la fiducia in quei vent'anni irripetibili. Bel lavoro.
Grazie, contento che il lavoro ti sia piaciuto.
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M.perrella
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Un racconto come una tavolozza variegata di tanti ricordi che concorrono a ricomporre la vita di due persone legate un tempo da sentimenti di profondo affetto. Una combinazioni di colori a suggerire le varie tappe di un percorso a due che a un certo punto si interrompe, e rimane sospeso come ferita nostalgica.
Bello con alcuni passaggi molto poetici
Francesco Pino
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M.perrella ha scritto: 06/04/2021, 18:21 Un racconto come una tavolozza variegata di tanti ricordi che concorrono a ricomporre la vita di due persone legate un tempo da sentimenti di profondo affetto. Una combinazioni di colori a suggerire le varie tappe di un percorso a due che a un certo punto si interrompe, e rimane sospeso come ferita nostalgica.
Bello con alcuni passaggi molto poetici
Grazie, sono contento che ti sia piaciuto molto.
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Laura Traverso
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Messaggio da leggere da Laura Traverso »

Racconto scorrevole che riporta nel passato. Scritto correttamente, non ho trovato refusi. Secondo me, però, tutta l'enfasi descritta per quell'amore mi risulta un tantino eccessiva. Lascia molti interrogativi in chi legge. Addirittura far finta di non riconoscerlo... Poi la descrizione: "quando le rondini vennero a fare il nido dentro i tuoi occhi?" davvero mi piace poco. Comunque nell'insieme non è male, si lascia leggere.
Lucia De Falco
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Complimenti! È molto bello. È un racconto breve, ma intenso. È delicato, poetico e commovente, sembra molto sentito. Incarna molte emozioni, che tanti a vent'anni hanno provato. Anche il finale, amaro, è realistico. Forse, quando si ha molto amato e poi le strade si dividono, può accadere di far finta di non conoscersi, forse per imbarazzo, forse perché qualcosa di quel sentimento non si può cancellare.
Letylety
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Un bellissimo racconto che mi ricorda Rimmel di De Gregori. Quell'ombra che si materializza improvvisa è la fine di un amore, tante volte senza una risposta. Alcuni lo chiamano germe, nel senso che un amore già alla nascita ha un difetto che lo farà finire. Chissà, forse è un racconto personale perché si sente che è molto sentito. Per la poetica potresti farne una poesia o una canzone da far cantare a Fulminacci (non so perché ma lo sento ambientato a Roma).
Athosg
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Mi è piaciuto molto questo racconto poetico e sognatore. In questi mesi stiamo un po' tutti vivendo di ricordi, amori e amicizie che negli anni si sono smarrite. E in ognuna di queste perdite c'è un motivo che spesso non riusciamo a capire. Io tengo sempre come portafortuna il finale di La La Land, dove ognuno può dare il suo significato di accettazione e stemperare l'amarezza in un sano fatalismo.
Francesco Pino
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Lucia De Falco ha scritto: 08/04/2021, 20:13 Complimenti! È molto bello. È un racconto breve, ma intenso. È delicato, poetico e commovente, sembra molto sentito. Incarna molte emozioni, che tanti a vent'anni hanno provato. Anche il finale, amaro, è realistico. Forse, quando si ha molto amato e poi le strade si dividono, può accadere di far finta di non conoscersi, forse per imbarazzo, forse perché qualcosa di quel sentimento non si può cancellare.
Secondo me l'ipotesi dell'imbarazzo è quella più probabile. Poi ci sono delle persone che proprio non vogliono avere nulla a che fare col proprio passato.
La mia idea di fondo era proprio la tesi che quanto raccontato è una cosa comune a moltissimi ventenni, dunque grazie per aver colto il tentativo di incarnare le emosioni comuni a tanta gente che vent'anni non li ha più da molto.
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Francesco Pino
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Letylety ha scritto: 08/04/2021, 21:49 Un bellissimo racconto che mi ricorda Rimmel di De Gregori. Quell'ombra che si materializza improvvisa è la fine di un amore, tante volte senza una risposta. Alcuni lo chiamano germe, nel senso che un amore già alla nascita ha un difetto che lo farà finire. Chissà, forse è un racconto personale perché si sente che è molto sentito. Per la poetica potresti farne una poesia o una canzone da far cantare a Fulminacci (non so perché ma lo sento ambientato a Roma).
Uh, hai ragione! Mi hai fatto riascoltare una canzone che non ricordavo più.
L'episodio è completamente inventato, i ricordi del passato invece si, sono avvenimenti personali accaduti realmente, ma non tutti con la stessa persona… ho fatto un po' di taglia e cuci di vari periodi del tempo :D
Grazie del commento.
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Francesco Pino
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Athosg ha scritto: 09/04/2021, 17:25 Mi è piaciuto molto questo racconto poetico e sognatore. In questi mesi stiamo un po' tutti vivendo di ricordi, amori e amicizie che negli anni si sono smarrite. E in ognuna di queste perdite c'è un motivo che spesso non riusciamo a capire. Io tengo sempre come portafortuna il finale di La La Land, dove ognuno può dare il suo significato di accettazione e stemperare l'amarezza in un sano fatalismo.
Non conoscevo affatto il film che hai citato, sono andato a leggermi la trama e mi riprometto di vederlo.
Hai ragione secondo me sul fatto che ultimamente viviamo di più di ricordi, o almeno è quello che accade anche a me. L'ispirazione al racconto mi è venuta mentre ascoltavo "Eskimo" di Guccini, che parla appunto di un amore finito e ricorda il passato insieme da più giovani.
Grazie!
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Egidio
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Messaggio da leggere da Egidio »

Racconto pieno di malinconia, pensando a "quei" vent'anni. Mi ha ricordato i "miei" vent'anni. A me pare tu sia riuscito a rendere l'atmosfera di un passato che ci sta di nuovo scorrendo davanti allo sguardo della memoria. Complimenti.
Ultima modifica di Egidio il 17/04/2021, 15:30, modificato 1 volta in totale.
Francesco Pino
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Re: Vent'anni

Messaggio da leggere da Francesco Pino »

Egidio ha scritto: 14/04/2021, 12:27 Racconto pieno di malinconia, pensando a "quei" vent'anni. Mi ha ricordato i "miei" vent'anni. A me pare tu sia riuscito a rendere l'atmosfera di un passato che ci sta di nuovo scorrendo davanti allo sguardo della memoria. Complimenti.
Grazie. Si, penso che tra le tante caratteristiche del periodo che stiamo vivendo ci sia anche quella di guardare istintivamente al nostro passato.
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Isabella Galeotti
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Messaggio da leggere da Isabella Galeotti »

Piacevole. Il titolo mi aveva già catturato. Mi sono detta vediamo come sono i vent'anni che racconta questo autore. Mi sono ritrovata tra le vie di una città bevendo birra poi i primi amori
le palpitazioni. Già palpitazioni nel vedere - Lentamente è passata, mica velocemente come fai tu con quel bambino che tieni per mano mentre fai finta di non riconoscermi.- Questa frase mi è piaciuta perchè vera, la flessione dialettale mi ha coinvolto ancora di più, poi alcune volte le strade si dividono e ci si vergogna del nostro passato, non capisco il perchè. Comunque la struttura con doppia interlinea da respiro al racconto. Peccato che non ci siano i nomi di questi protagonisti, poveri attori senza nome. Il nomi racchiudono temperamento. Dal mio modestissimo pdv l'ho trovato un buon racconto.
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Francesco Pino
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Re: Commento

Messaggio da leggere da Francesco Pino »

Isabella Galeotti ha scritto: 02/05/2021, 9:45 Piacevole. Il titolo mi aveva già catturato. Mi sono detta vediamo come sono i vent'anni che racconta questo autore. Mi sono ritrovata tra le vie di una città bevendo birra poi i primi amori
le palpitazioni. Già palpitazioni nel vedere - Lentamente è passata, mica velocemente come fai tu con quel bambino che tieni per mano mentre fai finta di non riconoscermi.- Questa frase mi è piaciuta perchè vera, la flessione dialettale mi ha coinvolto ancora di più, poi alcune volte le strade si dividono e ci si vergogna del nostro passato, non capisco il perchè. Comunque la struttura con doppia interlinea da respiro al racconto. Peccato che non ci siano i nomi di questi protagonisti, poveri attori senza nome. Il nomi racchiudono temperamento. Dal mio modestissimo pdv l'ho trovato un buon racconto.
Grazie davvero del bellissimo commento.
La questione dei nomi la prendo sul serio e proverò a vedere come ci stanno.
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