Io cerco la tutina

Spazio dedicato alla Gara stagionale d'autunno 2021.

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RobertoBecattini
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Io cerco la tutina

Messaggio da leggere da RobertoBecattini »

leggi documento Spiacente ma, in questo browser, la lettura a voce non funziona.

Quando è triste Paola ripensa ad alcune scene tragicomiche della sua vita. Oggi le è tornato in mente il terribile periodo delle elementari, quando guardava "Non è la Rai" con le sue amiche gemelle che sapevano fare tutti i balletti con un sincronismo perfetto. La cosa più tremenda erano quei completini che indossavano le ninfe di "Non è la Rai": delle specie di tutine a quadri, con il pantaloncino striminzito a giro coscia e il top con un mega colletto di 30 cm di raggio.
Le sue amiche gemelle lo avevano comprato in tutte le versioni per imitare al meglio le varie Miriana, Ilaria, Ambra, Antonella, Alessia e via canticchiando e ballucchiando. Le sue amiche gemelle erano molto graziose vestite così.
Ma la tutina di "Non è la Rai", la voleva anche lei. L'aveva bramata per tante notti insonni, desiderata e sognata, immaginandosi a ballare qualche stacchetto di Laura Freddi indossando anche lei una meravigliosa tutina. Quando aveva chiesto a suo padre di mandarla a Danza, lui aveva fatto la faccia di chi non sa che faccia fare prima di dirle che la danza era per bambine molto aggraziate e che sarebbe stato meglio continuare con il nuoto. Così sua madre aveva provato a convincerla che quella tutina non è che le sarebbe stata molto bene, considerato che… insomma, Paola, da piccola, era magra dentro. Ma non c'era storia. Lei voleva la tutina. Sua madre, sfinita, l'aveva portata al mercato e ne aveva comprata una da diecimila lire. L'aveva voluta mettere subito. Era una tutina rossa. Paola se la ricorda ancora la faccia della mamma quando era uscita dal retro del furgone dove si provavano i vestiti. E anche quella del venditore, che non sapeva da che parte ridere.
- Ma sei sicura Paola? - aveva chiesto la mamma
- Sì.
E così aveva camminato orgogliosa per l'assolato lungomare di Rimini insaccata dentro a una tutina, che le stava come la retina dell'arrosto attorno all'arrosto.
Ma era felice.
Brutta grassa e sgraziata con due belle maniglie di ciccia strabordanti dall'elastico dei pantaloncini.
Brutta grassa e sgraziata ad immaginarsi a ballare "Please don't go" dei Double You insieme ad Ambra.
Brutta e grassa, ma non se ne accorgeva, nella felice esaltazione non dover piacere a nessuno, tranne che a sé stessa. Così Paola, quando non si sente sicura di sé e delle sue capacità, pensa alla tutina di "Non è la Rai". Che l'importante è essere convinte. E coraggiose.
Ultima modifica di RobertoBecattini il 17/10/2021, 19:59, modificato 6 volte in totale.
RobediKarta
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Alberto Marcolli
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Commento : Io cerco la tutina

Messaggio da leggere da Alberto Marcolli »

Allegra Paola, sono certo che sei una favolosa quarantenne, non sai che oggi le donne "curvy" sono pure di moda? Scherzi a parte: ecco un buon esempio di corto letterario come lo intendo io.
Attenzione alla d eufonica.
la frase "Nella felice esaltazione non dover piacere a nessuno" è zoppicante.
Voto 4 (e che il grande Gianni Buoncompagni ci protegga da lassù)
Ultima modifica di Alberto Marcolli il 28/09/2021, 14:07, modificato 1 volta in totale.
Anto58
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Re: Io cerco la tutina

Messaggio da leggere da Anto58 »

Il riferimento alla ciccia, all'essere sgraziata di Paola non sarebbe, come dire, politically correct, in un'epoca in cui il controllo dell'immagine e della magrezza risultano persino patologici. Carino il gioco di parole del titolo, ma non avvince.
Lucia De Falco
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Messaggio da leggere da Lucia De Falco »

Il racconto è fluido,, scorrevole, solo apparentemente leggero e ironico, perché, pur nella sua brevità, lancia un messaggio importante: bisogna essere sempre convinti di se stessi per raggiungere dei risultati e stare bene dentro.
Anto58
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Messaggio da leggere da Anto58 »

Il riferimento alla ciccia, all'essere sgraziato di Paola non sarebbe, come dire, politically correct, ma nell'insieme il racconto è ironico e divertente, simpatico il gioco di parole del titolo. L'ho letto volentieri ma non avvince.
Ibbieffe
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Messaggio da leggere da Ibbieffe »

Quel "brutta, grassa e sgraziata" ripetuto due volte l'ho davvero gradito: ce ne fosse stata anche una terza avrei applaudito. Assieme a "l'importante è essere convinte" la trovo una bella conclusione ironicamente graffiante.
Non mi è affatto dispiaciuto.
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Roberto Bonfanti
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Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti »

Racconto divertente che contiene anche un bel messaggio.
Ogni epoca ha le sue icone e questa degli anni '90 è perfettamente calzante.
"Double You" lo scriverei con le iniziali maiuscole e c'è un "sé" con l'accento invertito.
Gradevole lettura.
Che ci vuole a scrivere un libro? Leggerlo è la fatica. (Gesualdo Bufalino)
https://chiacchieredistintivorb.blogspot.com/
Intervista su BraviAutori.it: https://www.braviautori.it/forum/viewto ... =76&t=5384
Autore presente nei seguenti libri di BraviAutori.it:
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Stefano M.
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Re: Io cerco la tutina

Messaggio da leggere da Stefano M. »

Lo ammetto, anche io sono grasso (basta con gli eufemismi del caso, come obeso, sovrappeso, abbondante, in carne ecc...) e, se fossi stato una donna, ammetto che dopo aver letto il racconto mi sarei precipitato anche io in negozio a comprare la tutina.
Spesso, quando si cerca di proporre tematiche del genere, si scade nel melodrammatico; il racconto invece è molto simpatico e leggero, con uno stile non troppo complesso e perfettamente adeguato al racconto. In definitiva, mi piace.
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Maria Spanu
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Messaggio da leggere da Maria Spanu »

Concordo con i commenti letti. Hai saputo dare quel tono simpatico e disinteressato, molto difficile da mettere in pratica quando si affrontano questi argomenti.
Il racconto è molto fluido e coinvolgente, sia a livello umano che tecnico.
Penso che la maggior parte dei problemi che ci creiamo sono frutto della nostra insicurezza, per questo è importante incontrare persone come te che hanno trovato davvero le giuste parole per spiegare un disagio. Oggi è vero che l'aspetto fisico e la diversità viene esaltata dai mass media e dalla TV, ma diciamoci la verità, quanti di noi hanno assistito a scene di bullismo e denigrazione su questi argomenti?
Diciamo che si predica bene e si razzola male, senza un modello educativo che insegni in RISPETTO degli altri e non la totale concorrenza senza esclusione di colpi.
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Andr60
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Messaggio da leggere da Andr60 »

Racconto molto simpatico e scritto con quello stile ironico che preferisco. Sul messaggio nulla da dire: bisogna essere convinti e sentirsi "bene dentro" (qualunque cosa voglia dire); qui però cominciano i guai: nel senso che, in nome del polcor (al secolo: politicamente corretto) va benissimo non discriminare nessuno a causa del colore della pelle, della religione, delle preferenze sessuali, della forma fisica, ecc.; quando però si analizza la situazione epidemiologica, si scopre che effettivamente un peso eccessivo è negativo dal punto di vista della salute, soprattutto se compare nei bambini. Per questo il modello educativo dovrebbe essere molto attento anche per l'alimentazione, oltre che per la visione di programmi spazzatura.
Giovangal
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Messaggio da leggere da Giovangal »

Racconto carino, affronta con leggerezza e ironia il tema del disagio fisico in un'epoca in cui la perfezione del corpo è inseguita in tutte le salse, il richiamo al coraggio di essere sè stessi ed alla convinzione nelle proprie appare il messaggio di fondo, ottimo per brevità.
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Marino Maiorino
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Messaggio da leggere da Marino Maiorino »

Bello!
Da limare meglio alcuni punti, indubbiamente, e l'effetto che si può ottenere da una punteggiatura più accorta (c'è un "Ma" che a capoverso avrebbe esaltato una pausa nel flusso narrativo e sottolineato il ribaltamento nel punto di vista). Proprio al principio disorienta un po' la scelta dei verbi: "Quando è triste Paola ripensa" indica un'azione premeditata, ma "Oggi le è venuto in mente" sembra qualcosa di fortuito...
Ma il messaggio, chiarissimo e forte, essere contenti per sé e non per gli altri, merita tutto l'apprezzamento possibile.
«Amare, sia per il corpo che per l'anima, significa creare nella bellezza» - Diotima

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Egidio
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Messaggio da leggere da Egidio »

Il racconto non è male. Andrebbe limato un po' nella forma (qua e là). Propone, con ironia, una situazione imbarazzante e divertente, che, però, fa anche riflettere. Grasso è bello, se significa essere liberi da certi condizionamenti della società dei consumi.
Stefyp
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Messaggio da leggere da Stefyp »

Molto bello. Complimenti a Paola la quale, nonostante i genitori remassero contro, già da bambina aveva capito quello che molte donne e anche uomini, capiscono dopo anni di terapia, beata lei.
Con qualche piccolo accorgimento il racconto potrebbe correre ancor più fluido.
Ci sono alcune ripetizioni: amiche gemelle, è ripetuto 2 volte in due righe.
Una specie di tutine, non mi convince.
Mandarla a Danza, forse meglio mandarla a un corso di danza.
Ma non c'era storia, un pochino dialettale forse?
che non sapeva da che parte ridere, non mi convince.
Così Paola, quando non si sente sicura di sé e delle sue capacità, pensa alla tutina di "Non è la Rai". Che l'importante è essere convinte. E coraggiose. Questa frase oltre che mandarla a capo la rivedrei nella punteggiatura.
Ti chiedo scusa per essere stata un po' pedante, ti assicuro che il racconto mi è piaciuto e lo premierò con un bel voto.
Giovanni p
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Messaggio da leggere da Giovanni p »

Paola in un certo senso fa tenerezza anche se l'autore ha cercato un tono di rivalsa, ma questa non è una critica, solo un punto di vista. La scrittura è fluida e pulita, non stride, ne si inciampa a leggere la storia.
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