Occupare spazio, liberare spazio
- Giuseppe Gargano
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Occupare spazio, liberare spazio
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Vittorio Felugo
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Mi è piaciuto molto, darei il voto massimo, ma manca il sondaggio. …
- Giuseppe Gargano
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Re: Occupare spazio, liberare spazio
Morte ha ragione: sono un cialtrone!
P.S. Ho modificato il contenuto in modo da rivelare chi è la ragazzina solo alla fine, come suggerito. Forse quel "diversamente da come me l'aspettavo" va migliorato un po', ci devo pensare.
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Macrelli Piero
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L'unica cosa che non mi convince è il fatto che, all'inizio, lui rimanga seduto al tavolo da solo. Non so se da qualche parte, in Italia, si usa fare così, ma non è la pratica che sono solito vedere nei ristoranti: di solito, chi vuole pagare chiama il cameriere, in modo che il conto arrivi a lui e non ad altri, oppure se ne va di soppiatto in cassa.
Tolto questo dettaglio, devo dire che mi sembra un racconto ben costruito. Ad una prima lettura non ho notato refusi, la grammatica e il costrutto viaggiano senza intoppi. La trama è lineare e il colpo di scena arriva l momento giusto.
Mi piace parecchio.
Non metto ancora il voto, mi riservo di passare più avanti, se apporterai qualche "abbellimento".
- Giuseppe Gargano
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Re: Occupare spazio, liberare spazio
I miei avevano offerto la cena a tutti e mia madre, per qualche ragione, mi passò i soldi con la stessa tecnica con la quale capita che un parente (generalmente una nonna) ti rifili una banconota di nascosto dagli altri. E' una cosa che fa ancora, adesso che ho 45 anni.
In quell'occasione i soldi erano destinati a saldare il conto. Mi ero alzato anche io dal tavolo insieme agli altri, ma il conto tardava ad arrivare, così mi sono riseduto.
Il resto si è svolto proprio come l'ho raccontato.
Re: Occupare spazio, liberare spazio
Ti consiglierei di inserirlo anche nel racconto, per dare maggiore coerenza: fa parte di quei possibili abbellimenti che rendono un racconto da molto bello a eccellente, a mio avviso.Giuseppe Gargano ha scritto: 23/12/2025, 18:14
In quell'occasione i soldi erano destinati a saldare il conto. Mi ero alzato anche io dal tavolo insieme agli altri, ma il conto tardava ad arrivare, così mi sono riseduto.
- Giuseppe Gargano
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Re: Occupare spazio, liberare spazio
Re: Occupare spazio, liberare spazio
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Commento: Occupare spazio, liberare spazio
Eh! Si. Prima o poi bisogna fare posto, anche se i giovani che dovrebbero occuparlo preferiscono fuggire altrove, abbandonando noi vecchi a gestire una situazione che non ci spetterebbe. Il conto, invece, quando sarà il momento, lo pagheremo lassù, e sarà incontestabile e definitivo.
L'idea è buona. Non so dire quanto sia originale, ma comunque efficace.
voto 4
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Valeria Rizzi
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d eufonica
"tutti i commensali, tra cui mia moglie ed i miei genitori"
diventerebbe
"tutti i commensali, tra cui mia moglie e i miei genitori"
"mi aveva detto ed io, vedendo che quest'ultimo tardava ad arrivare"
non cambierebbe
"una camicia bianca ed al collo un cravattino"
diventerebbe
"una camicia bianca e al collo un cravattino"
"qualcosa che poteva dirsi a metà tra sorpresa ed imbarazzo"
diventerebbe
"qualcosa che poteva dirsi a metà tra sorpresa e imbarazzo"
"E invece…"
Questo lo lascerei così.
"con indosso un paio di jeans e una canotta"
Anche questo non lo cambierei
"una giacca a vento bianca ed al collo quella che sembrava una croce dalla forma insolita"
diventerebbe
"una giacca a vento bianca e al collo quella che sembrava una croce dalla forma insolita"
"poi si mise una mano sul fianco e assunse una posa istrionica"
qui forse ce l'avrei messa
"poi si mise una mano sul fianco ed assunse una posa istrionica"
Devo confessare di essermi lasciato guidare dal suono della frase, piuttosto che dalle regole ma, ora che l'argomento è stato tirato in ballo, mi sembra quasi che eliminare la famigerata "d" sia la cosa migliore da fare.
A parte, ovviamente, studiare la grammatica...
Re: d eufonica
No, se la mettiamo su questo piano, proprio no...
Se mi dici: no alla "d" eufonica perché in questo sito è richiesto di non utilizzarla, ok ma se metti in ballo la grammatica, fermiamoci un attimo e diamo voce a chi ne sa di più, ovvero ai Cruscanti.
Ti rispondo con un mio appunto ad un testo d'esame universitario, riportato qualche tempo fa anche su questo sito:ù
La “d” eufonica può venire utilizzata anche laddove la lettera della congiunzione incontra una parola iniziante con una vocale diversa da sé estesa, forte del fatto che non è da considerarsi un errore. La dottoressa Raffaella Setti, della Redazione Consulenza Linguistica dell’Accademia della Crusca, si esprime, difatti, citando sì lo storico della lingua Bruno Migliorini, per consigliarne una limitazione nell’uso, ma utilizza il condizionale, quando ricorda che “l’uso dovrebbe essere limitato ai casi di incontro della stessa vocale” ed aggiunge, inoltre, che “dobbiamo comunque tener presente che la d eufonica non è un elemento posticcio, ma trova la sua origine nella struttura originaria delle due parole interessate che in latino erano et e ad.”
Negli ultimi decenni, la tendenza di molte case editrici è stata quella di muovere una guerra senza quartiere contro la “d” eufonica, anche laddove la consiglia il Migliorini, generando, a mio personalissimo avviso, un impoverimento della musicalità e dell’’espressività della lingua italiana. Il rigoroso utilizzo di questo retaggio della latinità vuole essere una forte presa di posizione a difesa di una libertà di espressione che tenga conto delle radici della nostra amata lingua.
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Gara d'autunno 2024 - Il contratto - e gli altri racconti
A cura di Massimo Baglione.
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La Gara 68 - La gelosia
A cura di Alberto Tivoli.
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La Gara 69 - Le parole che non ti ho mai detto
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La spina infinita
"La spina infinita" è stato scritto quasi vent'anni fa, quando svolgevo il mio servizio militare obbligatorio, la cosiddetta "naja". In origine era una raccolta di lettere, poi pian piano ho integrato il tutto cercando di dare un senso all'intera opera. Quasi tutto il racconto analizza il servizio di leva, e si chiude con una riflessione, aggiunta recentemente, che riconsidera il tema trattato da un punto di vista più realistico e maturo.
Di Mario Stallone
A cura di Massimo Baglione.
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Nota: questo libro non proviene dai nostri concorsi ma è opera di uno o più soci fondatori dell'Associazione culturale.
Antologia visual-letteraria (Volume tre)
Questa antologia a tema libero è stata ispirata dalle importanti parole di Sam L. Basie:
Dedicato a tutti coloro che hanno scoperto di avere un cervello, che hanno capito che non serve solo a riempire il cranio e che patiscono quell'arrogante formicolio che, dalle loro budella, striscia implacabile fino a detonare dalle loro mani. A voi, astanti ed esteti dell'arte.
A cura di Massimo Baglione.
Contiene opere di:
Iunio Marcello Clementi, Noemi Buiarelli,
Marco Bertoli,
Liliana Tuozzo,
Alessandro Carnier, Martina Del Negro, Lodovico Ferrari, Francesca Gabriel,
Pietro Rainero,
Fausto Scatoli,
Gianluigi Redaelli,
Ilaria Motta,
Laura Traverso, Pasquale Aversano,
Giorgio Leone,
Ida Dainese,
Marino Maiorino.
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Luna 69-19
antologia di opere ispirate al concetto di "Luna" e dedicata al 50° anniversario della storica missione dell'Apollo 11
Il 20 luglio 1969 è la data che segna per sempre il momento in cui il primo essere umano ha posato per la prima volta i piedi sul suolo lunare. Quel giorno una parte di voi era d'avanti ai televisori in trepidante attesa del touch-down del lander, altri erano troppo piccoli per ricordarselo e altri ancora non erano neppure nati, tuttavia ne siamo stati tutti coinvolti in molteplici maniere.
A cura di Massimo Baglione.
Contiene opere di:
Alessandro Mazzi,
Andrea Coco, Andrea Messina,
Angelo Ciola,
Cristina Giuntini,
Daniele Missiroli,
Enrico Teodorani,
Francesca Paolucci, Franco Argento,
F. T. Leo, Gabriele Laghi,
Gabriele Ludovici,
Gabriella Pison,
Iunio Marcello Clementi,
Laura Traverso,
Marco Bertoli,
Marco Daniele, Maria Emma Allamandri, Massimo Tessitori,
Namio Intile, Pasquale Aversano, Pasquale Buonarotti,
Pietro Rainero, Roberta Venturini,
Roberto Paradiso,
Saji Connor,
Selene Barblan,
Umberto Pasqui, Valentino Poppi, Vittorio Serra, Furio Bomben.
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