Stranger than Purgatory
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Macrelli Piero
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Stranger than Purgatory
- Alberto Marcolli
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commento: Stranger than Purgatory
Sicuramente andrebbe un po' rivisto in varie parti, partendo da alcuni periodi, come ho visto già segnalato da Giuseppe Gargano, per esempio.
Il finale mi è sembrato affrettato. Si passa dalle manette all'esplosione del ponte, ma non si dice, come mi sarei aspettato, come è andata a finire la faccenda di questa donna; ma è donna poi, o è una trans. Mah.
Per il voto posso tranquillamente aspettare. Il racconto merita e non voglio rovinare la media con un mio voto basso.
- Giuseppe Gargano
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Mi piace molto il passaggio in cui si descrive la toponomastica come un saccheggio della Divina Commedia. Forse avrei fatto un’osservazione sul fatto che i progettisti fossero fan di Dante.
I riferimenti storici sono interessanti, mentre non ho compreso bene le indicazioni stradali. Parli di una strada stretta per raggiungere il villaggio, ma poi dici che fare saltare il ponte che lo collega ad un altro lido isolerebbe completamente il protagonista. Forse questo passaggio va chiarito meglio, magari giustificando che la stradina, in inverno è poco praticabile, oppure dicendo che l’isolamento sarebbe “quasi” completo.
Alcune osservazioni sulla sintassi:
“Tornai di corsa al mio appartamento, spostai l'auto nel parcheggio appena fuori al lido e tornai a piedi. Con un ramo staccato cominciai a cancellare le tracce della sua presenza, cercando di rendere la mia abitazione simile alle altre, abbandonate e serrate per l'inverno. Non volevo alcun contatto. Forse non si era ancora accorto della mia presenza.”
Anche se rileggendolo si comprende che le tracce da cancellare sono quelle dell’auto, nel passaggio, la ripetizione del termine “presenza” potrebbe creare confusione su chi sia il soggetto delle due frasi.
"In inverno non c'era altra ragione per percorrerla se non quella di venire (andare? recarsi?) lì".
“Dopo una settimana non sapevo ancora chi fosse il mio chiassoso vicino. Non lo avevo mai incontrato durante le mie camminate in spiaggia e in pineta. Io vivevo di giorno e mi rinchiudevo la sera; lui dormiva tutto il giorno e usciva di notte. Spalancava le finestre e la porta del suo appartamento e mandava la musica al massimo, poi montava sul suo fuoristrada e percorreva a gran velocità i viali del lido”.
In questo passaggio avrei cambiato l’ordine delle frasi per dare “prima” una spiegazione del perché definisci il chiassoso il vicino.
“Aveva saccheggiato il negozio sbarrato di abbigliamento estivo, aspettando manichini e indumenti dimenticati, li aveva messi in posizioni oscene nel mio giardino e appeso slip e costumi ai pini del cortile”.
Cosa intendi per “aspettando manichini e indumenti”?
Anche qui stesso mio errore: manca il sondaggio. Vi ho contagiato tutti con la mia cialtroneria... cialtronaggine... cialtronezza...
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Vittorio Felugo
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Macrelli Piero
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Re: Stranger than Purgatory
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Valeria Rizzi
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Cristian Pucci
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All'inizio della storia ho percepito un senso di malinconia, l'atmosfera l'ho percepita grigia, spenta, quasi sofferente.
Il racconto ha degli spunti interessanti, tra cui l'immaginazione del protagonista condizionata dai luoghi comuni smentita dai fatti.
In realtà la donna soffriva di solitudine e cercava di uscirne in qualche modo, ma anche il protagonista, secondo me, ne soffriva, pur negando a sé stesso la problematica e cercando una via di fuga anche mediante sonniferi. I due personaggi mi sembra che rispecchino due facce della stessa medaglia della solitudine.
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La spina infinita
"La spina infinita" è stato scritto quasi vent'anni fa, quando svolgevo il mio servizio militare obbligatorio, la cosiddetta "naja". In origine era una raccolta di lettere, poi pian piano ho integrato il tutto cercando di dare un senso all'intera opera. Quasi tutto il racconto analizza il servizio di leva, e si chiude con una riflessione, aggiunta recentemente, che riconsidera il tema trattato da un punto di vista più realistico e maturo.
Di Mario Stallone
A cura di Massimo Baglione.
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Nota: questo libro non proviene dai nostri concorsi ma è opera di uno o più soci fondatori dell'Associazione culturale.
Antologia visual-letteraria (Volume tre)
Questa antologia a tema libero è stata ispirata dalle importanti parole di Sam L. Basie:
Dedicato a tutti coloro che hanno scoperto di avere un cervello, che hanno capito che non serve solo a riempire il cranio e che patiscono quell'arrogante formicolio che, dalle loro budella, striscia implacabile fino a detonare dalle loro mani. A voi, astanti ed esteti dell'arte.
A cura di Massimo Baglione.
Contiene opere di:
Iunio Marcello Clementi, Noemi Buiarelli,
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Liliana Tuozzo,
Alessandro Carnier, Martina Del Negro, Lodovico Ferrari, Francesca Gabriel,
Pietro Rainero,
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Gianluigi Redaelli,
Ilaria Motta,
Laura Traverso, Pasquale Aversano,
Giorgio Leone,
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Luna 69-19
antologia di opere ispirate al concetto di "Luna" e dedicata al 50° anniversario della storica missione dell'Apollo 11
Il 20 luglio 1969 è la data che segna per sempre il momento in cui il primo essere umano ha posato per la prima volta i piedi sul suolo lunare. Quel giorno una parte di voi era d'avanti ai televisori in trepidante attesa del touch-down del lander, altri erano troppo piccoli per ricordarselo e altri ancora non erano neppure nati, tuttavia ne siamo stati tutti coinvolti in molteplici maniere.
A cura di Massimo Baglione.
Contiene opere di:
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Umberto Pasqui, Valentino Poppi, Vittorio Serra, Furio Bomben.
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Gara d'autunno 2024 - Il contratto - e gli altri racconti
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La Gara 68 - La gelosia
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