Due spritz

Spazio dedicato alla Gara stagionale d'inverno 2025/2026.

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Stefano M.
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Due spritz

Messaggio da leggere da Stefano M. »

leggi documento Spiacente ma, in questo browser, la lettura a voce non funziona.

«Un secondo spritz?»
«Massì, perché no?»

Con lui mi trovo bene. Lo vedo per la prima volta dopo una settimana di Tinder ma mi sembra di conoscerlo da sempre. E, diciamocelo, dal vivo è ancora meglio che in foto: un gran bel manzo! Sarà per la barbetta curata, la camicia dentro i pantaloni, il modo deciso di protendersi ogni volta che mi parla, le mani che sfiorano delicatamente il mento. Mani grosse e forti, ma curate. Insomma, da self-made man. Mani che, dopo un faticoso trascorso da magazziniere, sono ora dedite esclusivamente a snocciolare banconote o effettuare pagamenti a molti zeri con l’i-Phone. Inutile nasconderlo: i soldi ce li ha, e anche tanti, ci sono tutti gli indizi del caso. Non so di cosa si occupi, di preciso, ma francamente non mi sembra nemmeno il caso di chiederglielo, non è fine.

«Così, mi dici, sei impiegata in comune? Interessante!» “No, per nulla”, mi verrebbe da rispondergli. Ma si vede lontano un miglio che è solo un banale pretesto per non far cadere la conversazione, così reggo il discorso come meglio posso:
«Sì, diciamo di sì…»
«E ci sono altre colleghe carine come te, all’Ufficio Anagrafe?»
«Beh, dipende… Rossella e Carla non sono male…»
«No, non ci credo… di belle donne come te ce ne sono poche, una su centomila al massimo, come fai a trovarne tre in un solo ufficio? Quello è il paradiso!»
Le gote mi si infiammano, la voglia di stringerlo forte diventa irrefrenabile. Ma devo resistere, meglio giocare le mie carte un poco alla volta.

«Che facciamo, andiamo?»
«Ma come, così presto? Non vorrai lasciarmi sola a guardare Temptation Island per tutta la sera…»
«Ma no, che hai capito… ti porto in un bel ristorantino sul Naviglio, uno di quelli sulle barche… Ci sei mai stata?»
No che non ci sono mai stata, al ristorante sulla chiatta: ci lascerei mezzo stipendio! Al massimo, quando stavo con Michele, ci poteva scappare una pizza a Lambrate. Nulla di più. Ma adesso che posso approfittarne… perché no?

Paga il conto, non vuole nemmeno che mi avvicini alla cassa. Ho modo di osservarlo pure di spalle: nonostante i jeans non siano attillati, gli disegnano un magnifico fondoschiena: sicuramente va in palestra. Spalle altrettanto virili e mascoline, di profilo sembra una sequoia, nettamente diverso dalla forma peroide di Michele. Abituata com’ero a sprofondare in quel mare di trippa, come vorrei ancorarmi alla zattera di muscoli e tonicità che mi trovo davanti!

I due spritz fanno effetto, lasciandomi le gambe malferme: se ne accorge e mi prende sottobraccio, da galantuomo. Non so cosa ci veda in me: piccoletta, con gli occhiali abbastanza spessi; fino a ieri pensavo di essere una ragazza del tutto ordinaria. Forse perfino bruttina per i miei trentadue anni, quasi insignificante. Evidente mi ero sottovalutata. E così ho buttato cinque preziosi anni della mia gioventù in una relazione massimamente banale e trascurabile; giusto per non restare da sola, giusto per tranquillizzare i miei, giusto per uccidere la noia con qualcosa di appena più interessante.

«Aspetta, ma come ci arriviamo? Io sono venuta in tram, i Navigli sono così lontani…»
«Tranquilla, ho parcheggiato qui dietro… Ogni principessa merita la sua carrozza!»
I miei occhi scorrono i marchi delle auto posteggiate, soffermandosi unicamente sui più prestigiosi, fantasticando sul bolide che mi trasporterà verso la conclusione di una serata indimenticabile: Maserati? Mercedes? BMW? Forse Jaguar? No, con Ferrari sto correndo un po’ troppo, ma non si sa mai… Anzi, Porsche! Sì, direi che è proprio un tipo da Porsche! Ecco, sarà sicuramente quella Macan scura, non ci sono dubbi…

Si ferma all’improvviso, mi stringe forte a sé. Mi bacia con passione.
“Finalmente un uomo vero, uno che prende l’iniziativa e non si spaventa davanti a una donna”. Con Michele dovetti aspettare quasi un mese, per avere un timido assaggio delle sue labbra; altrettanto per gustare il tremante membro che, seppur indegnamente, riusciva in qualche modo a inserirlo nella categoria degli esseri umani di genere maschile. Si stacca in fretta. Mi afferra con forza. Forse troppa, ma lo lascio fare: abituata alla mollezza esagerata del mio ex, credo di essermi scordata di simili dimostrazioni di sana virilità, tanto da apparirmi quasi eccessive. Mi mette una mano sul fondoschiena, lo palpa per bene. Sento addosso il suo alito. Me ne accorgo solo ora: è ben oltre i due spritz.

Le sue labbra mi prendono il collo, le sento avide. Bofonchia qualcosa. Con una spallata mi sbatte contro il muro, tenendomi ferme le mani dietro la schiena con un braccio. Sento le sue dita penetrare sotto la gonna, faccio per ritrarmi: sta davvero esagerando. Ma è davvero troppo forte per cercare una reazione… Corsi di autodifesa? Fatti, sì: ma a cosa servono contro un uomo che pesa il doppio di te e ha il triplo dei tuoi muscoli?
Sono paralizzata. Sento la gonna tirata sempre più su. Sento uno “strap” secco provenire dalla mia biancheria… penso che fra cinque, massimo dieci minuti sarà tutto finito. Gridare? Tanto non c’è nessuno, qui. Forse, gridando, lo innervosirei e potrebbe finire ancora peggio. Provo ad assecondare il suo desiderio, nella speranza di un minimo di clemenza, ma il ribrezzo blocca qualsiasi mio muscolo, ottenebrando pure la mente. Sentendomi così rigida, si eccita ancora di più, ansima qualcosa; il suo alito, in cerca di nuovo della mia bocca, è davvero pestilenziale. Gli nego un ultimo bacio. Si imbestialisce, cerca di farmi sua con tutte le forze.

Si affloscia di colpo. Lo sento scivolare poco alla volta su di me. Inerme, esanime. Come colto da paralisi. Un piccolo rivolo di sangue inizia a scorrergli sulla tempia sinistra. Mi guardo intorno, stordita. Grido forte, liberandomi:
«Cazzo, Michele! Non potevi arrivare due minuti prima?»
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Giuseppe Gargano
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Messaggio da leggere da Giuseppe Gargano »

Un racconto (immagino) volutamente stereotipato, all'apparenza sessista, che trasmette un'idea un po' malsana dei desideri femminili e dell'idea che una donna ha di un uomo "medio", con i suoi difetti, le sue insufficienze, le sue insicurezze, che lo rendono inadeguato a una donna "vera". Stereotipato... oppure... uomini state attenti.
L'idea del gentiluomo risulta altrettanto malsana, con una brutta sorpresa per la protagonista (ma pochi minuti prima non l'aveva definita "una dimostrazione di virilità"?) nel finale e con l'intervento di Michele, inadeguato, ma ironicamente utile negli ultimi passaggi della storia.
Stefano M.
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Re: Due spritz

Messaggio da leggere da Stefano M. »

Ti ringrazio, Giuseppe, per essere passato qui e per aver lasciato un commento! In realtà ho postato questo racconto per un motivo ben preciso, che tuttavia preferisco rilevare solo a fine gara, per non influenzare i vari commenti. Pertanto ti chiederei di attendere la fine del concorso per avere una risposta a tutti gli spunti, molto interessanti, di cui mi hai pregiato. Grazie ancora e a presto! Buone Feste!
Vittorio Felugo
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Messaggio da leggere da Vittorio Felugo »

Un racconto simpatico e ben scritto, con un finale che rischia il dramma, se non fosse per l'intervento provvidenziale del ''peroide'' e trippone Michele, piccolo (non mi riferisco all'inadeguatezza del suo membro, sia chiaro)-grande eroe. Sorge spontanea la domanda: come faceva a trovarsi lì anche lui? Non è che stalkerava la sua ex? Ricorda un po', a parti invertite, la favoletta-parabola dell'uccellino caduto ed infreddolito, coperto di popò dalla mucca, ed estratto dalla stessa dal famelico gatto. … Insomma, la realtà è sempre più complessa di come appare.
Semplice, ma ben congegnato, voto 4.
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FeliceF
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Messaggio da leggere da FeliceF »

Buona sera.
Un po' di stereotipi. La ragazza qualunque che si fa irretire dai complimenti e dal bel fisico, il marpione sbevazzone che usa la forza e che non rispetta le donne, l'ex che probabilmente segue di nascosto la ragazza, lei che invece di ringraziare si scaglia contro per una tempistica a suo dire mancata... E poi anche l'ipotesi di una difesa che diventa crimine.
Non so, ripasserò per il voto. In compenso è ben scritto, senza dubbio!
Macrelli Piero
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Messaggio da leggere da Macrelli Piero »

Mi ha ricordato il film Femina Ridens che, se non lo avete visto, merita essere guardato. Io mondo dell'altrove, delle chat, specialmente per incontri, offre un altrove che sembra irreale, invece lo è e rende questa storia credibile.
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Laura Traverso
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Messaggio da leggere da Laura Traverso »

Ciao, il racconto è simpatico anche se si è capito subito dove volesse andare a parare, il "bel manzo". Confesso di non conoscere Tinder, ma immagino sia uno dei tanti siti di incontri. Il finale, con il tanto disprezzato Michele, è un po' strano: li seguiva? Avrei compreso maggiormente un'autodifesa, che avrebbe potuto starci... magari con l'estrazione di un bel coltello per farlo stramazzare, così come invece ha fatto Michele. Lo scritto è scorrevole e ben esposto, però, come ripeto, la storia è un po' irreale, secondo me.
Valeria Rizzi
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Messaggio da leggere da Valeria Rizzi »

La prima cosa che mi è venuta in mente: si vede che lo ha scritto un uomo. La storia può essere veritiera come no, ma il perenne paragone al suo ex è un po' inverosimile. La storia di per sé non mi piace molto, ben scritta si, ma non mi convince per nulla. Troppi luoghi comuni, troppe esagerazioni... Mi spiace, ma darò un voto basso.
Andr60
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Messaggio da leggere da Andr60 »

A quanto pare per avere successo con Tinder devi avere come minimo una Maserati :) Certo, il racconto è un campionario di luoghi comuni ma, proprio per questo, non si discosta molto dalla realtà di donne interessate a "uomini veri" con le tasche piene e che reggano bene l'alcol. Visto però quello che si sente e si legge, pare strano che la protagonista del racconto non fosse munita, come minimo, di spray al peperoncino. Che fortuna, avere un ex fidanzato stalker…
Cristian Pucci
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Messaggio da leggere da Cristian Pucci »

Tutto sommato mi è piaciuta questa storia. Il punto di forza di questo racconto secondo me è il conflitto tra i luoghi comuni. Nel senso che il ragazzo che la donna aveva conosciuto su Tinder a prima vista appare perfetto, il tipo di uomo che riesce ad accendere il desiderio, ma poi si scopre che proprio questo è il suo limite, in quanto si prende troppe libertà e sconfina nella violenza. L'ex Michele, invece, secondo la narrazione, appare come un uomo tiepido e spento, con limiti fisici, ma alla fine della storia riesce a salvare la ragazza da una situazione difficile e spiacevole.
Il racconto sembra suggerire: "Al di là delle aspettative e dei desideri della ragazza, chi è il vero uomo in questa storia?"
Athosg
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Messaggio da leggere da Athosg »

La ragazza adesca su Tinder un gran bel manzo, il quale si rivela ricco e galante tanto da invitarla su un ristorante chiatta sui Navigli. Lei ne è attratta e in contemporanea è in combutta con Michele per rapinare il bel manzo. La situazione precipita perchè il bel manzo è ubriaco ben oltre i due spritz e scatena la sua misoginia con un inizio di violenza sessuale. Michele, che un tempo beveva Glen Grant, arriva e risolve la questione.
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FeliceF
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Re: Commento

Messaggio da leggere da FeliceF »

Athosg ha scritto: 08/01/2026, 19:03 La ragazza adesca su Tinder un gran bel manzo, il quale si rivela ricco e galante tanto da invitarla su un ristorante chiatta sui Navigli. Lei ne è attratta e in contemporanea è in combutta con Michele per rapinare il bel manzo. La situazione precipita perchè il bel manzo è ubriaco ben oltre i due spritz e scatena la sua misoginia con un inizio di violenza sessuale. Michele, che un tempo beveva Glen Grant, arriva e risolve la questione.
:D Bella chiave di lettura!"
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