Rubare in chiesa

Spazio dedicato alla Gara stagionale d'inverno 2025/2026.

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Vittorio Felugo
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Rubare in chiesa

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RUBARE IN CHIESA

Antivigilia di Natale, la serata era gelida: minuscoli fiocchi di neve si posavano sulla città caotica e indaffarata. Tra le tante persone che ne affollavano le strade, questo racconto si sofferma su due di esse, che camminavano affiancate.
Erano due uomini: uno alto, snello, con un elegante cappotto scuro e un berretto di stoffa sul capo; aveva con sè una borsa di plastica contenente qualcosa di voluminoso, ma non pesante; l'altro era leggermente più basso di statura, ma più muscoloso; indossava un giubbotto imbottito blu e un cappello di lana calcato fin quasi agli occhi. Non sembravano aver molto in comune, eppure erano insieme, perchè discorrevano come farebbero due amici, o conoscenti.
"Che freddo! – disse l'uomo col giubbotto – Perchè hai voluto che ti accompagnassi?"
"Perchè sto facendo una buona azione, e venendo con me, è come se la facessi anche tu." rispose l'altro.
"Buona azione ... bah!"
"Si avvicina Natale, e tutti diventano più buoni; l'atmosfera magica di questa festa induce anche i cuori più duri a intenerirsi e ... "
"Sì, ho capito, piantala!"
All'improvviso due tizi, con un pitbull al guinzaglio, si pararono davanti ai due passanti, sbarrando loro la strada.
"Fermi! - disse il tipo col cane - Lo vedete questo?"
"Sì, molto grazioso." rispose l'uomo elegante.
"Non è "grazioso", ma pericoloso! Dateci i vostri portafogli, o, a un mio segnale, ve lo aizzo contro!"
L'uomo elegante e il suo compagno si guardarono in faccia, poi quello col giubbotto disse: "Avevo sentito parlare di queste rapine col cane ... "
"Un sistema ingegnoso e originale." replicò il suo amico.
"No, un sistema stupido: eliminato il cane, i rapinatori non hanno più alcuna possibilità." osservò l'uomo col giubbotto.
I due ceffi restarono sbigottiti davanti a quella placida reazione delle loro potenziali vittime; poi quello col cane disse: "Guardate che non stiamo scherzando!"
"Nemmeno noi!" rispose l'uomo col giubbotto, ed estrasse un taser con cui fulminò il pitbull; la bestia emise un guaito e si accasciò al suolo.
"Per carità – disse l'uomo elegante, strappando il taser dalla mano del suo compagno – Sai che detesto la violenza sugli animali. Ma su chi li sfrutta ... la incoraggio!" e indirizzata rapidamente l'arma prima su uno dei rapinatori, e poi sull'altro, li fece cadere entrambi in preda alle convulsioni.
"Ridammelo! Non è un giocattolo! - disse l'uomo col giubbotto - Una scarica può essere letale a una persona malata di cuore."
"Dubito che chi compie rapine sia malato di cuore. Comunque mi sembra che siano ancora vivi." disse l'uomo elegante, chinandosi sui due rapinatori.
"Magari è solo l'elettricità che li fa muovere ... "
"Come le rane di Galvani? Può darsi. Ma non è affar nostro. Muoviamoci, che siamo in ritardo."
I due scavalcarono uomini e cane che giacevano sul marciapiede imbiancato dal nevischio, e raggiunsero una piccola chiesa, l'unica della zona.
"Mi raccomando – disse l'uomo elegante – fatti il segno della croce all'ingresso. Sai come si fa?"
"Sì, lo so!" rispose scocciato l'uomo col giubbotto.
"Sei credente?"
"I miei erano battisti, quindi ... direi che lo sono anch'io." disse l'uomo col giubbotto.
"E da quando la fede si trasmette in linea ereditaria? Puoi credere in ciò che vuoi!"
"Tu, piuttosto? Non mi dire che sei timorato di Dio!"
"Timorato? Direi piuttosto "affascinato": Dio è il più grande enigma del creato, e, come, sai, a me piacciono gli enigmi!"
"A questo enigma non potrai mai dare una risposta!"
"Non è detto: io non mi accontento, come Dante fa dire a Virgilio nella Divina Commedia, Purgatorio, Canto II, del "quia": io voglio andare oltre!"
"Quia??? - si stupì l'uomo col giubbotto - e che vuol dire?"
"Perchè, in latino; ma abbassa la voce, ora!"
I due erano entrati nella chiesa, e si fecero il segno della croce.
Sull'altare, un sacerdote stava dicendo messa, davanti a uno sparuto gruppetto di fedeli, sparsi qua e là nei banchi.
"Uh, questo sacro ambiente mi ispira un indovinello, senti qui: "Sono imperfetto ma luminoso: che cosa sono?"
L'uomo col giubbotto si fermò di colpo: "Eh??? Che dici?"
"Ma dai! La soluzione è semplicissima, ce l'hai davanti a te! Non ci arrivi? E' il "cero"! Perchè fa luce e si legge come c'ero, ossia l'imperfetto del verbo essere ... Bah, lasciamo perdere: sei troppo ottuso!"
"Ottuso? Non accetto queste tue offese ... " disse a voce alta l'uomo col giubbotto, attirando l'attenzione di qualche fedele, mentre il sacerdote iniziava il Padre Nostro: "Padre nostro che sei nei cieli ... " seguito dal coro dei presenti.
"Zitto! - disse l'uomo elegante - non si alza la voce in chiesa!"
" ... sia santificato il tuo nome ... "
"E' quello il prete che devi vedere?"
"Non credo, dovrebbe essere più anziano ... Forse è in sacrestia. Da quella parte."
" ... rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ..."
L'uomo elegante bussò con discrezione, seguito dal suo compagno. Un anziano sacerdote aprì la porta, mentre in sottofondo si sentiva la conclusione della preghiera " ... liberaci dal male. Amen."
"Buona sera, Padre: è lei il parroco?" domandò l'uomo elegante.
"Sì, sono Padre Domingo."
"Vengo da parte della signora Melba Duncan. Ho portato questo."
"Ah, i dolci per il pranzo di Natale dei poveri! Venite, prego. Entrate!"
I due visitatori vennero accolti nella modesta stanza che faceva da sagrestia.
"Lei dev'essere il signor Edward, giusto? La signora Duncan parla sempre così bene di lei ... "
"Melba è una santa donna, ma tende a esagerare. Questo è il mio amico Simon."
"Piacere."
L'uomo col giubbotto ebbe un moto di stizza e bisbigliò al suo compare: "Niente nomi veri!"
"Vede, Padre Domingo – disse l'Enigmista (perchè ormai il lettore avrà capito che si tratta proprio di lui) io e Simon – e sottolineò il nome – vorremmo pure noi contribuire ... " e, tirato fuori il portafogli, estrasse un biglietto da 50 dollari.
Simon, un po' imbarazzato, istintivamente fece lo stesso, e il suo compare, con un gesto rapido, sfilò un paio di banconote (le uniche) da 10 dollari, per passarle al sacerdote.
"Ehi!" provò a protestare Simon, ma il prete finse di non sentire.
"Dio vi benedica, figlioli, come benedice quella cara parrocchiana della nostra amabile Melba Duncan. Poggio i dolci qui sul tavolo, mente ripongo le vostre offerte nella cassetta. Ma ... Oh, cielo!"
"Che succede?"
"Le elemosine ... La cassetta è vuota! Com'è possibile?"
"Un furto in chiesa? Inaudito!" si stupì l'Enigmista.
"Ma ... prima della messa il denaro c'era! Non molto, ma c'era ... e adesso è sparito!"
''E' entrato qualcuno, oltre a voi sacerdoti, in sagrestia?''
''Sì, alcuni dei fedeli che ora seguono la messa.''
''E quella porticina?''
''Chiusa a chiave, non la apriamo quasi mai.''
''Uhm ... fuori dalla chiesa non ho visto sulla neve impronte che ne uscivano ... ''
Il sacerdote era sconcertato, ma Edward Nygma non perse tempo: "Il colpevole forse è ancora in chiesa. Simon, controlla che nessuno esca. Forza: muovi quei tuoi altrimenti inutili muscoli!"
L'amico ubbidì, mentre l'Enigmista rincuorava Padre Domingo: "Tranquillo: lui è un ex poliziotto, mentre io sono un tipo ... molto acuto. Questo è un interessante enigma da risolvere! Si fidi, ritroveremo il maltolto."
La messa stava volgendo al termine quando si sentì litigare sul fondo della chiesa: Simon aveva bloccato un ragazzo afroamericano, con le treccine rasta.
"Questo bel tipo ha troppa fretta di uscire ... "
"Levami le mani di dosso, sbirro!" protestò il ragazzo.
"Ah, ce l'hai proprio scritto in faccia ... " osservò malizioso l'Enigmista, che aveva raggiunto, con il sacerdote, i due litiganti, mentre Simon lo inceneriva con lo sguardo.
"O.J. - disse il prete - te ne vai prima della benedizione?"
"Mi scusi Padre – si giustificò il ragazzo – ma sa com'è: quando uno sbirro bianco viene da queste parti, siamo noi fratelli neri ad andarci di mezzo."
"Conosce questo tipo, Padre?" chiese Nygma.
"Sì, è O.J., abita nel quartiere. Ha avuto qualche problema con la legge, ma non è cattivo."
"Che coincidenza – disse Simon – lui se la squaglia dopo che sono spariti i soldi delle offerte."
"Cosa? Io non farei mai una cosa del genere!" protestò il ragazzo.
"O.J., nessuno ti sta accusando: ma questi signori, che sono della Polizia, vogliono solo dare una mano."
"Non ho mai detto di essere un poliziotto." ci tenne a precisare l'Enigmista.
"Ma sì - continuò a lagnarsi O.J. - c'è un furto e i piedipiatti visi pallidi se la prendono col primo negro che passa!" La caciara aveva interrotto la messa e attirato gli altri fedeli.
"Ripeto: non siamo poliziotti e non stiamo accusando nessuno. Però la sua posizione, signor O.J., è quantomeno discutibile." disse l'Enigmista.
"Io? Solo io? E Ramona allora? – indicando una donna dai capelli rossi tutti arruffati – Lei sì che è una ladra incallita!"
"Come ti permetti? Ho smesso da tre settimane!" protestò la "rossa".
"E Vick, allora? Per una dose venderebbe sua madre!" continuò O.J., indicando un tipo tarchiato con la felpa rossa.
"No, io sono pulito, lo giuro!"
"Poi c'è Bubba, che si nasconde laggiù: ricetta qualunque cosa, da qui alla dodicesima strada!"
"Tu devi solo stare zitto, spione che non sei altro!" lo contestò un tizio magrissimo, con gli occhi spiritati.
"Ma ... Padre Domingo, che significa tutto questo?"
"Oh, Padre George, mi spiace che la funzione sia stata interrotta, ma c'è stato un furto ... "
"Bè, per il colpevole, non c'è che l'imbarazzo della scelta!" commentò Simon.
"Sì, sebbene possiamo escludere le due adorabili vecchine con il rosario." disse l'Enigmista, alludendo a due anziane signore che facevano timidamente capolino dai banchi.
O.J. tornò ad alzare la voce: "Questa è la Casa del Signore, non potete arrestarci!"
"E neppure impedirci di uscire!" aggiunse Ramona.
"E dalli! - intervenne l'Enigmista - Come vi ho già spiegato, non siamo poliziotti, non possiamo arrestare nessuno, nè trattenervi contro la vostra volontà. E, del resto, non ce n'è bisogno: mi sono ricordato proprio ora di un particolare ... che ha tradito il colpevole, e ora ho capito chi è!"
"Come?" dissero un po' tutti.
"Il ladro ha commesso un banale errore. Non è vero Padre George, se questo è il suo vero nome?"
Il giovane sacerdote restò a bocca aperta, senza sapere che replicare.
"Come ha concluso il "Padre Nostro"? Con un "Amen"? Ma non si dice amen, dopo questa preghiera, quando è recitata all'interno della liturgia. Un vero prete non avrebbe mai commesso un simile svarione!"
"In effetti, pure a me pareva strano ... " mormorò una delle vecchine.
"Ma Padre George mi è stato raccomandato dalla Curia ... "
"Quest'uomo ha ragione: non sono Padre George – confessò il giovane – ma un suo amico. Ha avuto un incidente, dovevo venire qui ad avvisare Padre Domingo e invece ... "
"Hai colto l'occasione di sostituirti al vero prete per rubare!" finì la frase Nygma.
"Che figlio di ... "
"O.J., siamo in chiesa!" lo redarguì il parroco.
"Il lapsus durante la messa non è l'unica cosa che mi ha insospettito. Quei segni rossi sulla gola, ad esempio: si vede che non è abituato al colletto del clergyman." aggiunse l'Enigmista.
Il ladro estrasse da una tasca un involto con il denaro sottratto, e lo diede a Padre Domingo, senza aggiungere parola.
"Che dice, Padre: siamo sotto Natale; lo perdoniamo?" domandò Edward Nygma.
"Ma sì: abbiamo recuperato le offerte; sei perdonato, figliolo, ma vattene ora!"
Il ladro chinò il capo, in segno di pentimento, e se ne andò.
Padre Domingo non smetteva di ringraziare i due "poliziotti", e anche gli altri fedeli si complimentarono, ma l'Enigmista e Simon preferirono, cortesemente, congedarsi, e uscirono dalla chiesa.
"Hai visto? A una buona azione ne segue sempre un'altra, e un'altra ancora! E' la magia del Natale!"
"Piantala, Indovino! - replicò Simon - Piuttosto, guarda là: il pitbull si è rialzato. Ehi, ci ha visto e se l'è data a gambe!"
"I suoi padroni, invece, sono ancora a terra. Presumo vivi, dato che si muovono. Si buscheranno un bel raffreddore, stesi sul marciapiede gelato, se qualcuno non li aiuta a rialzarsi."
Simon guardò il volto sorridente di Edward Nygma, scosse la testa e borbottò: "Sì, ho capito ... "
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Giuseppe Gargano
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Messaggio da leggere da Giuseppe Gargano »

Sto cercando di ricordare l'ultima volta che ho recitato il padre nostro. Da ragazzino, in chiesa, lo cantavamo, quindi niente amen alla fine... però mi ricordo che quando ce lo facevano recitare, l'amen alla fine lo dicevamo... forse però era al catechismo, non in chiesa...

L'indovinello del cero e la conoscenza da parte di Nygma delle procedure liturgiche sono una vera chicca.

Ben fatto.
Vittorio Felugo
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Re: Commento

Messaggio da leggere da Vittorio Felugo »

Giuseppe Gargano ha scritto: 24/12/2025, 11:23 Sto cercando di ricordare l'ultima volta che ho recitato il padre nostro. Da ragazzino, in chiesa, lo cantavamo, quindi niente amen alla fine… però mi ricordo che quando ce lo facevano recitare, l'amen alla fine lo dicevamo… forse però era al catechismo, non in chiesa…

L'indovinello del cero e la conoscenza da parte di Nygma delle procedure liturgiche sono una vera chicca.

Ben fatto.
Grazie della lettura e delle belle parole. Per quel che riguarda la questione, decisiva ai fini del giallo, dell'Amen, mi sono avvalso, oltre che alla mia esperienza di (ex) fedele, di una accurata documentazione. Il Padre Nostro durante la messa non è seguito all'Amen: dopo ''liberaci dal male'', il sacerdote prosegue con ''Liberaci, Signore da tutti i mali ecc.'' L'Amen si usa nel caso la preghiera venga recitata da sola.
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FeliceF
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Messaggio da leggere da FeliceF »

Penso che il difetto di questo racconto sia il riferimento a l'Enigmista. Funziona molto bene anche senza che, per forza, si accosti il protagonista a questa figura. Anzi: ti dirò che la mia attenzione è caduta, al primo riferimento. Se non ne parlassi, funzionerebbe lo stesso, anzi meglio. Io ti consiglierei di eliminarlo.
C'è qualche erroruccio da mettere a posto, qu a e là.
Valeria Rizzi
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Messaggio da leggere da Valeria Rizzi »

Mi è piaciuto molto, ben fatto e con quel tocco di mistero che mi piace tanto: tutto va svelato a suo tempo. L'unica pecca è che hai dovuto specificare chi fosse il personaggio in realtà. Il bello delle citazioni è che devono essere sottili, solo per chi davvero può capirle, ma specificandola a quella maniera hai rovinato un po' la magia del momento. Il nome poteva essere una coincidenza, oppure no, il lettore sarebbe rimasto col dubbio, ma così hai detto troppo. Per essere una fan fiction è ben fatta.
Non posso ancora dare un voto perché non me lo fa fare, forse perché sono nuova e la mia attività è poca, ma lo farò appena mi sarà possibile.
Vittorio Felugo
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Re: Commento

Messaggio da leggere da Vittorio Felugo »

FeliceF ha scritto: 27/12/2025, 12:00 Penso che il difetto di questo racconto sia il riferimento a l'Enigmista. Funziona molto bene anche senza che, per forza, si accosti il protagonista a questa figura. Anzi: ti dirò che la mia attenzione è caduta, al primo riferimento. Se non ne parlassi, funzionerebbe lo stesso, anzi meglio. Io ti consiglierei di eliminarlo.
C'è qualche erroruccio da mettere a posto, qu a e là.
Mi sfugge il perchè la presenza dell'Enigmista ti dia tanto disturbo: forse perchè lo ritieni un criminale che non farebbe mai un gesto di generosità? Nei miei racconti ha un ruolo diverso da quello dei fumetti e dei film: è più una sorta di antieroe, interessato, più che al crimine, ad affermare la propria genialità su chiunque, soprattutto su Batman. Il modo in cui smaschera il colpevole fa parte della sua natura, delle sue straordinarie capacità deduttive, unite a una cultura enciclopedica. Farne un John Smith o un Giuseppe Rossi non avrebbe molto senso.
Grazie comunque della lettura, e della critica. Sugli errorucci, se puoi indicameli nel dettaglio, e li correggerò.
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Messaggio da leggere da Andr60 »

Un racconto che si sviluppa bene, fino allo svelamento finale. Raccogliendo le osservazioni precedenti, forse avrebbe funzionato meglio rivelando solo alla fine l'identità del detective, comunque è una scelta dell' Autore. Per quanto riguarda i dialoghi, secondo me sarebbero più indicate le caporali rispetto alle virgolette " ", oppure la semplice linea lunga. Saluti
Vittorio Felugo
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Re: Rubare in chiesa

Messaggio da leggere da Vittorio Felugo »

A Valeria: grazie della lettura e del commento. Sulla rivelazione dell'identità protagonista, non ho mai pensato di mascherarlo fino alla fine, perchè mi sembrava fin troppo evidente. E comunque puntavo più alla scoperta del ''chi'', cioè l'autore del furto, e al ''come'', il procedimento deduttivo per individuarlo. È un'osservazione giusta, però, e ne terrò conto.
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Re: Rubare in chiesa

Messaggio da leggere da Vittorio Felugo »

Ad Andr60: grazie per aver letto e commentato. Sull'identità del protagonista, svelata troppo presto, ti rimando alla risposta a Valeria, che aveva i tuoi stessi dubbi. Sulle virgolette. … le uso per comodità, i caporali sono più belli ma poco immediati, le lineette le uso in altro modo.
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Re: Commento

Messaggio da leggere da FeliceF »

Vittorio Felugo ha scritto: 28/12/2025, 12:01 Mi sfugge il perchè la presenza dell'Enigmista ti dia tanto disturbo:
Non mi disturba, tranquillo. Ritengo solamente superflua l'identificazione del personaggio del racconto con uno già noto. Ribadisco che, a mio avviso, avresti dato più pathos lasciando nel dubbio o indicandolo solamente alla fine, al massimo. "come i lettori avranno già capito, si tratta dell'Enigmista" (cito a memoria, non sono andato a cercare le parole esatte): questa frase ha ammosciato la mia attenzione, che fino a quel momento era crescente, perché, sinceramente, non lo avevo già capito e mi stavo creando una mia personale immagine mentale. A quel punto sarebbe stato meglio dichiarare all'apertura l'identità del protagonista.
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Re: Rubare in chiesa

Messaggio da leggere da Vittorio Felugo »

A FeliceF: grazie per la precisazione. Credevo che la suspense del racconto fosse legata alla soluzione del ''giallo'' ma dai commenti vedo che riguardava pure l'identità del protagonista. Mi spiace, non ho pensato a questo, lo terrò a mente per i prossimi racconti. Ma ... nessuno si interroga su chi sia Simon?
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Chi è Simon?

Messaggio da leggere da Giuseppe Gargano »

Dunque... Chi è Simon?
È un ex-poliziotto... genitori battisti...
Sì può avere qualche altro indizio?
Fa parte del lore canonico di Gotham?
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Re: Chi è Simon?

Messaggio da leggere da Vittorio Felugo »

Giuseppe Gargano ha scritto: 04/01/2026, 13:34 Dunque... Chi è Simon?
È un ex-poliziotto... genitori battisti...
Sì può avere qualche altro indizio?
Fa parte del lore canonico di Gotham?
Simon Morrison, alias Prometheus, esiste nell'universo DC Comics, dove è un killer di poliziotti (è convinto che il commissario Gordon sia responsabile della morte dei suoi genitori). Nel mio personale universo è una recluta troppo zelante, convinta che tutto sia bianco o nero, bene o male, e finisce con cacciarsi in guai grossi, creando una strana forma di collaborazione con l'Enigmista. Più forte che intelligente, l'ho reso una sorta di spalle ''armata'' di Nygma, che preferisce sempre non sporcarsi le mani. Per avere un'idea più completa di Simon, consiglio (autopubblicità) il mio racconto il ''Superpoliziotto''.
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Messaggio da leggere da Laura Traverso »

Ciao, il tuo racconto è intrigante e con un ritmo piuttosto serrato di dialoghi, che dal mio punto di vista sono forse un po' troppi (perché sono solo dialoghi, a parte l'incipit, anche se espressi benissimo). Mi è piaciuto il tuo messaggio buono, che si estende a tutti i personaggi, sempre inclini al perdono e all'aiuto: il sacerdote finto, e ladro, e gli aggressori... Carina anche la descrizione del cane, dove fai sapere che anche lui si è ripreso dalla scarica del taser, e se l'è poi data a gambe levate alla vista di coloro che, con l'aggeggio, l'avevano tramortito. Molto ok è anche il lato umoristico e di mistero che hai saputo inserire al meglio. Il tuo scritto, intriso di bontà e di buoni sentimenti, ha portato in questa gara l'aria "giusta" del Natale, ormai andato... Ciao
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Re: Rubare in chiesa

Messaggio da leggere da Vittorio Felugo »

A Laura: è curioso come senza che ci si metta d'accordo, nelle gare a volte si trattino temi che hanno delle affinità. In questa due che trattano la morte, due che parlano di sacerdoti, diversi sia chiaro. Grazie del commento, mi fa piacere che tu abbia apprezzato la storia. Riguardo ai dialoghi: nei miei racconti ce ne sono sempre tanti, più delle descrizioni, è una mia caratteristica e precisa scelta stilistica.
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Re: Rubare in chiesa

Messaggio da leggere da Laura Traverso »

Per Vittorio: fai bene a mantenere la tua precisa scelta stilistica, in merito ai dialoghi. Qui, come ben saprai, ognuno dice la sua opinione, e va bene, siamo qui per questo, salvo, esprimendo la propria opinione, di non richiedere lo stravolgimento di alcune nostre frasi: non dobbiamo perdere la nostra identità di scrittura, che piaccia o meno. Sono sempre graditi i suggerimenti, ma non si dovrebbe mai dimenticare, nel darli, i suggerimenti, di usare misura e tatto... Ciao
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Re: Rubare in chiesa

Messaggio da leggere da Giuseppe Gargano »

Ieri, durante una messa funebre, mi sono ritrovato a prestare attenzione al “Padre Nostro”, proprio a causa di questo racconto.
Confermo: niente "Amen" alla fine.
Era una vita che non entravo in chiesa e tra le cose cambiate quella che mi ha colpito di più è stato il segno della pace. Dopo il periodo del coronavirus non è più tornato la stretta di mano che ricordavo da ragazzino: qualcuno l’ha fatto comunque, ma molti si sono limitati a un piccolo inchino a mani giunte verso i vicini di panca.
Vittorio Felugo
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Re: Rubare in chiesa

Messaggio da leggere da Vittorio Felugo »

A Giuseppe: anch'io non vado a messa da tanto tempo, e l'ultima volta c'era ancora il Covid, quindi solo cenni col capo. Non sapevo che l'usanza si fosse modificata nel modo che dici tu. Del resto, tanto tempo fa ci si dava ''il bacio della pace'', ma troppi ne ... approfittavano, e ci si limitò alla stretta di mano. Andrà a finire che lo aboliranno del tutto, Sul Padre Nostro: so che hanno modificato la frase ''non ci indurre in tentazione'' in ''non abbandonarci alla tentazione'' o roba simile. Il giorno in cui proporranno l'amen alla fine del Padre Nostro questa storia sarà obsoleta ...
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A cura di Massimo Baglione.
Copertina e logo di Diego Capani.

Contiene opere di: Alessandro Domenici, nwAngelo Manarola, nwBruno Elpis, nwCataldo Balducci, Concita Imperatrice, Cristina Cornelio, Cristoforo De Vivo, nwEliseo Palumbo, nwEnrico Teodorani, Ettore Capitani, Francesco Paolo Catanzaro, Germana Meli (gemadame), Giovanni Bettini, Giuseppe Virnicchi, Graziano Zambarda, nwIunio Marcello Clementi, Lodovico Ferrari, Lorenzo Dalle Ave, nwLorenzo Pompeo, nwPatrizia Benetti, Raffaella Ferrari, Rebecca Gamucci, nwRosario Di Donato, nwSalvatore Stefanelli, Sara Gambazza, Sandra Ludovici, nwSonia Piras, Stefano Corazzini, nwUmberto Pasqui, Valerio Franchina, nwVivì.

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Masquerade

Masquerade

antologia AA.VV. di opere ispirate alla maschera nella sua valenza storica, simbolica e psicologica

A cura di Roberto Virdo' e Annamaria Ricco.

Contiene opere di: Silvia Saullo, Sandro Ferraro, Luca Cenni, nwGabriele Pagani, Paolo Durando, Eliana Farotto, nwMarina Lolli, nwNicolandrea Riccio, nwFrancesca Paolucci, nwMarcello Rizza, nwLaura Traverso, nwNuovoautore, nwIda Daneri, Mario Malgieri, nwPaola Tassinari, nwRemo Badoer, nwMaria Cristina Tacchini, Alex Montrasio, Monica Galli, nwNamio Intile, nwFranco Giori.

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A modo mio

A modo mio

antologia AA.VV. di opere ispirate a storie famose, ma rimaneggiate dai nostri autori

A cura di Massimo Baglione.

Contiene opere di: nwSusanna Boccalari, nwRemo Badoer, nwFranco Giori, nwIda Daneri, nwEnrico Teodorani, Il Babbano, nwFlorindo Di Monaco, Xarabass, Andrea Perina, Stefania Paganelli, Mike Vignali, Mario Malgieri, nwNicolandrea Riccio, Francesco Cau, Eliana Farotto.

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