Amabili incontri

Spazio dedicato alla Gara stagionale d'inverno 2025/2026.

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Laura Traverso
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Amabili incontri

Messaggio da leggere da Laura Traverso »

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Giacomo, con la consueta eleganza innata, cammina in direzione di quel luogo a lui caro, decentrato da dove vive, e dove ogni domenica mattina si reca.
Il cielo è azzurro senza l’ombra di nubi, neppure in lontananza. La presenza del vento, che caratterizza la sua città, quel mattino è discreta, non dà fastidio; lascia stare, consente di procedere in pace e a capo scoperto, senza l’ausilio di berretti o pastrani troppo pesanti. È autunno inoltrato e già si sentono nell’aria i rigori invernali, ma quel mattino no, sembra di essere in primavera e ciò rende lieti, predisponendo al buonumore.
L’uomo procede rapido, l’espressione del suo volto e distesa, gli occhi azzurri brillano ancora, non hanno perso la lucentezza di quando era giovane: è ancora bello ed attraente, nonostante l’età ormai avanzata.
È arrivato alla meta, varca i cancelli e subito vede ciò che ormai conosce benissimo; ogni volta, però, si stupisce per la tanta bellezza che lo affianca durante il cammino, e pensa alla straordinarietà dell’essere umano, in quel caso per essere stato capace di creare granitiche e stupende figure, atte a rappresentare e a confortare chi va e chi resta.
E poi vede Evelina, è bella ed elegante. L’età, non certo più giovane, non l’ha privata della grazia che la contraddistingue.
I capelli argentei, dal taglio corto, a caschetto, le danno un’aria sbarazzina e luccicano al sole. Il passo è spedito e non sembra appartenere a una persona anziana, gli occhi sono schermati da un paio di occhiali da sole con la montatura estrosa e colorata.
Anche gli abiti sono variopinti e abbinati con classe e buon gusto. Nonostante tra loro paia esserci, ormai da tempo, un tacito appuntamento settimanale, sempre nel medesimo posto e alla stessa ora, ogni volta che la incontra lui ne resta incantato e turbato.
Non ha avuto sviluppi particolari la loro conoscenza: una sorta di ritrosia reciproca ha dato vita solo a un dialogo discreto, a una modesta confidenza, che fa bene al cuore di entrambi.
- Buongiorno Evelina, oggi il bel tempo ci accompagna, è un vero piacere essere all’aperto e godere di questo bel sole. Per ciò sono venuto da casa a piedi, è stato gradevole fare una passeggiata. Il bus lo lascerò per quando il tempo sarà brutto.
- Salve Giacomo, neppure io ho preso l’autobus. Mi pareva un delitto rinunciare a una salutare camminata, con questa bella giornata… Come sta? Passato il lieve raffreddore che le dava un po’di fastidio la scorsa settimana?
- Grazie per il pensiero e per essersi ricordata del mio malessere. È passato tutto per fortuna. Mia figlia mi ha praticamente obbligato a prendere un integratore a base di zinco ed echinacea. Ha detto che rafforza le difese immunitarie. Sarà? Non sarà? Ma non ho più niente, è davvero passato tutto.
- Bene, mi fa piacere che adesso stia al meglio. Anche io sono orientata a cure naturali, i farmaci chimici, tradizionali, non fanno per me. Ha visto che colori e che splendore tutt’attorno? Già, è appena passato il giorno dei morti e tutta 'sta fioritura variopinta è di notevole impatto. Fa bene agli occhi, però mi chiedo perché solo in queste date? Mi pare che, anche durante il resto dell’anno, dovrebbero portare fiori e fare una visita. Però si sa, chi muore giace… Noi invece siamo sempre presenti, o certo, non siamo gli unici, ma tra i pochi a venirli a trovare, e a porgergli un fiore o una fiammella…
- È vero sì, a tanti il luogo fa impressione. Dicono che l’importante è averli nel cuore… Sarà anche vero, non siamo tutti uguali, a me invece il posto piace, e mi conforta tanto venire a far visita… E poi si possono fare anche delle belle conoscenze. Vede ad esempio noi, non ci saremmo mai ne visti ne parlati se non fosse per loro…
- Certo che sì, Giacomo, probabilmente non ci saremmo mai incontrati, chissà? Beh, ci rivedremo la prossima domenica allora, e speriamo che il tempo si mantenga bello. Certo è che data la stagione non si possono pretendere giornate come oggi. Dovremo mettere in conto pioggia, vento e freddo. Ma niente ci fermerà, col nostro autobus arriveremo qui, finché potremo e finché la salute ci sosterrà. Adesso la saluto, proseguo, ma di poco… Le nostre, si fa per dire, postazioni, sono vicine…
- Buongiorno Evelina, allora alla prossima, passerà in fretta la settimana…Le auguro ogni bene, e sì, che la salute ci sostenga… e che il freddo che verrà non ci impedisca mai di ritrovarci qui.
Giacomo, col cuore felice ma al tempo stesso triste la vede allontanarsi appena, per poi fermarsi, sistemare i fiori e forse pregare, assorta e raccolta. È lieto per averla vista e per averle parlato; ma è anche un poco scoraggiato: non la rivedrà che tra sette giorni.
Si rammarica per non aver mai avuto il coraggio, nel corso del tempo, di andare oltre lo scambio di qualche frase.
E' vero, avevano fatto progressi rispetto all’inizio, avendo infine deciso di usare i propri nomi per parlarsi, lasciando indietro il “signor e signora”.
Ma, nonostante la confidenza di chiamarsi per nome, non riusciva ad andare oltre. Gli sembrava inopportuno dare adito a una maggiore intimità, gli pareva irrispettoso nei confronti dei rispettivi coniugi.
La prima volta che la vide fu tre anni prima, quando anche lui iniziò ad andare a trovare Alda, che se n'era appena andata. Sua moglie era stata posizionata vicino, a quello che fu, come lei stessa ebbe modo di raccontargli, l’amore della sua vita.
Cerca di scacciare i pensieri tristi, Giacomo, e si guarda attorno. Come sempre, apprezza la bellezza di quel luogo, espressa non solo dalle opere d'arte, visibili ovunque, ma anche dalla natura che le incornicia: l’aspetto naturale lì presente è piacevole a vedersi.
Gli altissimi cipressi, che ornano i viali, sono affascinanti, ondeggiano adagio, sembrano parlare a chi viene e va, e a chi resta.
Gli angeli sono stupendi. Alcuni di loro hanno l’espressione triste, accentuata dalle lacrime ben evidenti scolpite nel marmo, che sembrano scendere sui loro volti. Altri, invece, appaiono sorridenti e accoglienti. Quelli sono gli “alati” che preferisce, perché danno l'impressione di essere festosi. Sono più in linea col suo pensiero, che non è mai stato impaurito, e neppure negativo, nei confronti di quel passaggio, ineluttabile, che appartiene a ogni essere vivente.
Si avvia lungo il viale, non senza aver accarezzato con lo sguardo Evelina, che ancora è rimasta davanti alla tomba del marito.
Nelle vicinanze non c’è nessuno, i suoi passi risuonano nel silenzio producendo una sorta di musica sul terreno di ghiaia, inevitabilmente calpestata.
Passa davanti alla “Venditrice di noccioline”, Caterina Campodonico, lì rappresentata ad altezza naturale e scolpita su marmo bianco.
Il candore originale, però, è ormai un antico ricordo; il colore predominante è ora il grigio, dato dal passare del tempo e da strati di polvere scura su di essa posati, e forse da una scarsa manutenzione. Ma l’opera d’arte, celeberrima e stupenda, resta comunque un capolavoro. Niente scalfisce la sua bellezza.
La scultura ha una storia che attraversa i secoli, riportata nell’epigrafe che Caterina fece incidere ai suoi piedi, in lingua genovese. Giacomo si ferma ad ammirarla: legge la poesia che sempre lo incanta.
Mentalmente la traduce in italiano:
“Vendendo collane e ciambelle all’Acqua Santa, al Garbo e a San Cipriano.
Col vento e sole e acqua a catinelle, per assicurarmi un pane nella vecchiaia,
fra i pochi soldi mettevo via quelli per tramandarmi nel tempo,
mentre son viva e son vera portoriana, Caterina Campodonico (la paesana).
Da questa mia memoria, se vi piace, Voi che passate pregatemi la pace”.

Dopo la breve sosta, procede. Anche per oggi il giro all’interno del camposanto è quasi giunto al termine.
Giacomo sta per raggiungere l’uscita quando si sente accarezzare il volto da una brezza piacevole, non fredda. Non è la prima volta che gli accade e ormai conosce l’autrice di quel segnale, la sente parlare…
- Allora, anche oggi ti sei fatto una passeggiata in casa mia. Ancora non ti sei deciso a fare un passo in avanti con Evelina? Cosa aspetti? Che ti venga a prendere?
- Forse dovrei. Hai ragione tu, che se poi arrivi, addio a tutto, o forse no?
- Sai benissimo, caro Giacomo, che non è un addio a tutto, lo dimostra la tua amicizia con me. Non mi hai mai temuta, contrariamente ai più che di me non vogliono neppure sentire parlare. Mi temono perché non sanno che sono una traghettatrice benevola, che conduco verso lidi luminosi e tranquilli, dove regna solo il benessere…
- Non sarà che con questi discorsi mi vorrai far capire che è arrivata la mia ora? Lo sai che io sono sempre pronto. Ti ho sempre avuta in mente da quando ero bambino, e come ben sai con consapevolezza e non con paura. Anche tu, che ti chiami Morte, fai parte della Vita. Quindi che problema c’è?
- No Giacomo, la tua ora non è ancora arrivata, ma di anni ne hai già un bel po', quindi potrei anche dirti che il tempo stringe… Insomma ti vuoi o no dare una mossa con Evelina? Devo dirtelo io che lei non aspetta altro? Non mancate di rispetto ai vostri amori del passato, che ormai giacciono qui ma che sono, in realtà, orientati in altre direzioni… Va beh su! Non posso aggiungere altro sul dove adesso sono… questione di privacy… Non mi far dire… per etica non lo posso fare; però ribadisco che non fareste loro del male ad aggiungere qualche tassello alla ormai vostra, troppo tiepida, amicizia. Tiepida in apparenza, a dirla tutta, perché in realtà sappiamo bene della brace che cova sotto la cenere…Su dai! Valla a scoprire questa brace, cosa cavolo aspetti?
- Oggi sei più buffa del solito. Era un po’ che non ti facevi più viva. Ma credo di aver capito il perché della tua presenza, vuoi essere una messaggera, diciamo così, d’amore? Amore forse è una parola grossa, ma vabbè diciamo messaggera sentimentale, così forse va meglio, che te ne pare?
- Ecco, è proprio così, ci sei arrivato! D’altra parte ti ho sempre considerato un tipo intelligente, un po’ fuori dagli schemi. E allora, coraggio… agisci!
Intanto Giacomo varca il cancello del camposanto. Si immette sulla strada che conduce in città: incerto se prendere o meno il bus o farsela a piedi come all’andata. La brezza tiepida sul viso non c’è più, segnale più che chiaro che Morte è rimasta all’interno del cimitero. L’uomo, ha avuto da lei la giusta illuminazione, per mettere in atto lo sblocco nei confronti di Evelina.
Adesso si sente pronto a fare una mossa in più.
Tra sette giorni la rivedrà, le proporrà di uscire assieme da Staglieno, il cimitero della sua città, e le chiederà di prendere un caffè con lui, e poi si sa, da cosa nasce cosa...
È sempre stato un uomo ironico, Giacomo, quindi sorride e, da buon genovese, pensa: “Belin, così siamo contenti tutti. Io per primo ma anche lei, la Morte, e voglio ben sperare, pure Evelina”. E intanto si avvia a piedi verso la città.
Ultima modifica di Laura Traverso il 08/01/2026, 22:14, modificato 3 volte in totale.
Vittorio Felugo
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Messaggio da leggere da Vittorio Felugo »

Una simpatica storia d'amore ''maturo'', senza messaggini o chat, ma fatto di semplici e involontari appuntamenti settimanali al camposanto. Quasi un must per gli anziani, così come il parlare dei propri acciacchi. … Giuro che da ''vecchio'' non lo farò mai! Anche in questo racconto ritorna il tema della Morte personificata, che parla col protagonista. Ma il Natale vi ispira pensieri così tristi? Ad ogni modo, ho apprezzato tantissimo, e mi ha piacevolmente sorpreso, perchè fin lì poteva essere un cimitero qualunque, il riferimento alla celeberrima statua della ''Venditrice di noccioline'' che conosco benissimo: a Staglieno sono sepolti i miei nonni paterni e altri parenti, e tante volte sono passato davanti all'effigie della Campodonico. Occhio, però, a non scadere nel didascalico da depliant turistico. Un bel racconto il tuo, che ho apprezzato anche per ragioni personali. Un po' di allegria, però: è Natale!
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Giuseppe Gargano
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Messaggio da leggere da Giuseppe Gargano »

Sfido tutti coloro che hanno parlato di morte in questa gara a confessare sinceramente quando hanno pensato al loro racconto.

Io l'ho scritto almeno un mese fa, impaziente di presentarlo nella nuova competizione, mentre quello della precedente edizione affondava tristemente...

Quindi nulla a che fare con certi pensieri disfattisti che tendono a colpire in periodi come questo, anche se oggi piove e stamattina un po' di vuoto l'ho avvertito, nel silenzio di un quartiere ancora addormentato dopo i festeggiamenti della sera prima.

Tornando al racconto, dal tono leggero ma non superficiale, potrebbe migliorare lavorando un po’ di più sul ritmo, ma il messaggio è centrato e il sorriso finale è meritato.
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per Vittorio F

Messaggio da leggere da Laura Traverso »

Ciao e buon Natale ormai al termine... Grazie per aver letto e apprezzato al massimo il mio racconto. Circa il tuo dire di essere ispirata da pensieri tristi a Natale avendo parlato della morte, ti dico che dipende dai punti di vista. Dal mio, punto di vista, non è affatto un pensiero triste ma, da come è stato trattato l'argomento, con una chiave di lettura divertente, ironica, simpatica e incoraggiante. E aggiungo, mi pare che tutto il racconto sia intriso da allegria, nonostante il luogo in cui si svolge... e proprio per ciò mi piaceva evidenziare che, ovunque si può trovare positività e amore, anche in un cimitero...Ripeto, dipende dai punti di vista...Ancora grazie. Ciao
Ultima modifica di Laura Traverso il 25/12/2025, 21:00, modificato 1 volta in totale.
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Per Giuseppe Gargano

Messaggio da leggere da Laura Traverso »

Ciao e grazie per aver letto il mio racconto. Lieta davvero che abbia suscitato in te un sorriso, era ciò che desideravo arrivasse: positività e buon umore su una storia che, come bene hai evidenziato, non voleva essere solo superficiale. Un caro saluto e ancora qualche ora di Buon Natale, ormai agli sgoccioli...
Vittorio Felugo
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Re: Amabili incontri

Messaggio da leggere da Vittorio Felugo »

Buon Natale e buone feste anche a te, Laura. Non intendevo assolutamente accusarti di pessimismo, anzi: dai tuoi racconti emergono sempre dolcezza e buoni sentimenti, e ho colto il lato romantico della storia. Però, questa Morte che aleggia. … È curioso che compaia anche in un altro racconto in gara, evidentemente è un tema che affascina.
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Re: Amabili incontri

Messaggio da leggere da Laura Traverso »

Ciao Vittorio, incuriosita dal fatto della tua conoscenza di Staglieno, in cui riposano anche i tuoi nonni, sono andata a vedere il tuo profilo. Ho visto che sei nato a Milano ma che risiedi nella meravigliosa Camogli (fortunato!). Immagino avrai antenati vissuti qui a Genova, dunque. Mi fa davvero piacere. Sei stato tanto carino a precisare circa la morte trattata nel mio racconto, e il pessimismo che NON ci hai visto (e a usare gentili parole nei miei riguardi, grazie). Vero si, ciò che hai detto in merito all'argomento... ho visto anch'io che c'è un altro racconto in gara, a tema. E sì, la "tipa" incuriosisce, e occorre prenderla con ironia... Intanto ad essa, nessuno sfugge. Ricordarsene significa magari vivere meglio la vita, apprezzando di più quello che si ha, e cercando di bandire, il più possibile, la cattiveria che, ahimè, non difetta negli umani. Cerchiamo di essere buoni... Tu lo sei e traspare dai tuoi racconti che, leggo sempre volentieri. Il Natale è passato ma restano ancora tante feste, pertanto: Buone Feste, ciao
Vittorio Felugo
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Re: Amabili incontri

Messaggio da leggere da Vittorio Felugo »

Proprio così, Laura: mio papà, nato e vissuto a Genova, si è trasferito a Milano per ... amore di mia mamma, che era però piemontese. Per questo sono nato nel capoluogo lombardo, ma il legame con la Liguria, dove passavamo le vacanze, è sempre rimasto saldo, e mi ci sono trasferito diversi anni fa. Il cimitero di Staglieno, dove sono sepolti i miei nonni paterni, più altri parenti che per ragioni anagrafiche non ho fatto in tempo a conoscere, mi ha sempre affascinato, fin da bambino, per la sua vastità, e la varietà delle sue tombe, molte anche di pregevole valore artistico.
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Re: Amabili incontri

Messaggio da leggere da Laura Traverso »

Bene Vittorio, grazie per le precisazioni, mi ha fatto piacere conoscere la tua discendenza genovese. Ciao, Laura
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Messaggio da leggere da Andr60 »

Cara Laura, da frequentatore occasionale del cimitero monumentale di Torino posso confermare che il sentimento che mi pervade non è la tristezza ma la serenità, forse perché i rumori del traffico cittadino arrivano attutiti e lontani, come appartenenti a un altro mondo. Il che è vero, è quello dei vivi che corrono e si affannano, dal mattino alla sera, per... finire tutti là dentro, prima o poi. La visita ai defunti può a volte fare scattare sentimenti di solidarietà e condivisione, che possono trasformarsi in qualcos'altro, e questo racconto lo descrive bene, in modo ironico e leggero ma non banale.
Saluti, a rileggerti
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Re: Amabili incontri

Messaggio da leggere da Laura Traverso »

Ciao Andr, mi fa piacere che tu condivida la sensazione di serenità nel visitare i cimiteri. Ti ringrazio molto per l'apprezzamento al mio racconto e per averne colto l'essenza. Buon Anno (nonostante il divieto, sulla carta, qui continuano a sparare botti, li sopporto male!). A rileggerci dunque, nel 2026...Ciao :smt006
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Alberto Marcolli
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commento: Amabili incontri

Messaggio da leggere da Alberto Marcolli »

“Giacomo, con la consueta eleganza innata, cammina in direzione di quel luogo a lui caro, decentrato da dove vive, e dove ogni domenica mattina si reca.
Il cielo è azzurro senza l’ombra di nubi, neppure in lontananza. La presenza del vento, che caratterizza la sua città, quel mattino è discreta, non dà fastidio; lascia stare, consente di procedere in pace e a capo scoperto, senza l’ausilio di berretti o pastrani troppo pesanti. È autunno inoltrato e già si sentono nell’aria i rigori invernali, ma quel mattino no, sembra di essere in primavera e ciò rende lieti, predisponendo al buonumore.
L’uomo procede rapido, l’espressione del suo volto e distesa, gli occhi azzurri brillano ancora, non hanno perso la lucentezza di quando era giovane: è ancora bello e attraente nonostante l’età ormai avanzata.”

Una proposta come esempio.

È domenica mattina. Giacomo, elegante come sempre, cammina di buon passo in direzione di quel luogo a lui tanto caro.
L’espressione del suo volto è distesa, gli occhi azzurri brillano ancora, non hanno perso la lucentezza di quando era giovane: è ancora bello e attraente nonostante l’età ormai avanzata.
Il cielo è azzurro senza l’ombra di nubi, neppure in lontananza. La presenza del vento, che caratterizza la sua città, quel mattino è discreta, non dà fastidio; lascia stare, consente di procedere in pace e a capo scoperto. È autunno inoltrato e già si sentono nell’aria i rigori invernali, ma quel mattino no, sembra di essere in primavera e ciò rende lieti, predisponendo al buonumore.

Qualche refuso.
Esempio:
ad andare a trovare Alda che se era appena andata.
ad andare a trovare Alda che se ne era appena andata.

Esempio
che se poi arrivi addio a tutto, o forse no?
che se poi arrivi, addio a tutto, o forse no?

In conclusione
Ho letto e riletto, con l’aiuto della lettura ad alta voce, e praticamente mi duole dire che non mi è rimasto molto.
Giacomo visita regolarmente il cimitero, contento lui, e qui incontra settimanalmente la Morte. Ok.
Poi c’è la lunga storia della “Venditrice di noccioline”. Sarà anche interessante per i genovesi, ma…
Mi rimane la faccenda di Evelina, è una persona vera oppure è sempre lei, la Nera Mietitrice? È sempre lei, purtroppo. Al povero Giacomo non resterà molto da vivere, temo.

Sospendo il voto. Voglio aspettare qualche commento più illuminato del mio, che mi chiarisca le idee. Al contrario di altri “bravi autori”, per me le opinioni sono importanti, specie in questo caso.
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Laura Traverso
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Re: Amabili incontri

Messaggio da leggere da Laura Traverso »

mamma mia, sospendi pure il voto... non mi dispererò certamente. Temo tu abbia capito assai poco del mio racconto. Lo hai intriso di una negatività che è ben lungi dall'esserci. Evelina la hai immaginata lì come la Morte???? Ma, per favore, sei triste assai Marcolli, anche ad aver pensato che a Giacomo, uomo bello, positivo e simpatico, resti poco da vivere???? Davvero una macabra fantasia, la tua, senza limiti. Ma siamo qui per divertirci, hai contribuito a farmi sorridere...pertanto grazie! Però, dai su, lo dico per te, un po' più di ottimismo non guasta carissimo Bravo Autore. Strana la tua "lettura", e poi commenti ce ne sono tre, e nessuno ha "letto" al tuo stesso modo... Ciao, e mi raccomando, su con la vita...
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FeliceF
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Messaggio da leggere da FeliceF »

Alcune note, quelle che saltano per prime agli occhi:
Laura Traverso ha scritto: 24/12/2025, 19:44 È arrivato alla meta, varca i cancelli e subito vede ciò che ormai conosce benissimo; ogni volta, però, si stupisce per la tanta bellezza che lo affianca durante il cammino, e pensa alla straordinarietà dell’essere umano, in quel caso per essere stato capace di creare granitiche e stupende figure, atte a rappresentare e a confortare chi va e chi resta.
E poi la vede, è ancora bella ed elegante.
"vede ciò che conosce benissimo", ma non dici cosa. Tre righe sotto: "e poi la vede" Stiamo parlando della stessa persona? Visto che metti un "e poi", sembra che tu stia parlando di due cose differenti.
Laura Traverso ha scritto: 24/12/2025, 19:44 Nonostante anche lei sia ormai una figura consueta che settimanalmente ritrova, più o meno nello stesso posto e alla medesima ora, ogni volta ne resta incantato e turbato. Sembra esserci tra di loro, e forse c’ è, un tacito appuntamento settimanale, che ha avuto origine da tempo addietro.
Secondo me questi periodi sono da rivedere.
Laura Traverso ha scritto: 24/12/2025, 19:44 Non ha avuto sviluppi particolari la loro conoscenza, forze per una sorta di ritrosia reciproca.
Eviterei la dislocazione a destra del soggetto, rende la frase più pesante. Occhio a "forze"

Laura Traverso ha scritto: 24/12/2025, 19:44 Però, lo scambio di alcune informazioni, avvenute durante il percorso della loro minima frequentazione, ha dato vita a un dialogo discreto, a una modesta confidenza che fa bene al cuore di entrambi.
"avvenute durante il percorso della loro minima frequentazione" per me è ridondante e appesantisce il periodo.

Laura Traverso ha scritto: 24/12/2025, 19:44 Già, è appena passata la ricorrenza commemorativa e è tutto una fioritura dai mille colori. Questo fa bene agli occhi, però mi chiedo perché solo in queste date?
Chi userebbe questi termini in un dialogo? Tutto l'insieme dei dialoghi è molto forzato e forzoso, a mio avviso.
Laura Traverso ha scritto: 24/12/2025, 19:44 La vide tre anni prima, quando anche lui iniziò ad andare a trovare Alda che se era appena andata.
La vide per la prima volta.
Laura Traverso ha scritto: 24/12/2025, 19:44 . Come sempre apprezza la tanta bellezza, espressa, soprattutto, attraverso l’arte che è visibile ovunque. Ma non solo, anche l’aspetto naturale lì presente è piacevole alla vista.
Cosa significa "aspetto naturale"?
Laura Traverso ha scritto: 24/12/2025, 19:44 Gli altissimi cipressi, che ornano i viali sono affascinanti, ondeggiano adagio, sembrano parlare a chi viene e va, e a chi resta.
Virgola dopo viali, mentre, dopo adagio non va una virgola, ma almeno i due punti. Questa descrizione mi piace parecchio: rimessa a posto la frase, secondo me colpisce molto.

Laura Traverso ha scritto: 24/12/2025, 19:44 Gli angeli sono stupendi, alcuni hanno l’espressione triste con bene evidenti le lacrime che,
Metterei due punti dopo "stupendi" e una virgola dopo "triste". Anche qui la dislocazione a destra del soggetto rende assai pesante la frase.

Laura Traverso ha scritto: 24/12/2025, 19:44 Anche per quel giorno, il giro all’interno di quel luogo è quasi giunto al termine.
"quel" indica qualcosa di distante nel tempo. Se parli al presente, meglio usare "questo". Tutta via pare strano "anche per questo giorno", quindi meglio "anche per oggi".
Laura Traverso ha scritto: 24/12/2025, 19:44 segnale più che chiaro che Ade è rimasta all’interno del cimitero.
Ade è maschile, quindi andrebbe "è rimasto". Oltretutto, Ade è il nome del dio degli inferi e, al contempo, del regno stesso degli inferi. Per indicare la personificazione della morte, i Greci usavano Thanatos, anch'egli di genere maschile.

L'idea di fondo non è malvagia. Il testo va rivisto, soprattutto nei dialoghi. I periodi vanno alleggeriti di fronzoli e ripetizioni superflue
La descrizione del monumento alla venditrice, per quanto molto interessante, andrebbe alleggerito dalla forma "spiegone" a una riflessione più leggera o, ancora meglio, con un capitoletto a sé stante, un ricordo d'infanzia magari, o che so io, tanto per dare un aurea più intrigante.
Ripasso più avanti per voto.
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Laura Traverso
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Re: Amabili incontri

Messaggio da leggere da Laura Traverso »

"E arrivato alla meta..." era mia ferma intenzione non svelare subito quale meta fosse.
"E poi la vede" si capisce benissimo che è altro dalla "meta".
"figura consueta che settimanalmente ritrova..." mi pare che i periodi vadano bene come sono, mia opinione, su un mio testo...
"forze" è ovviamente un refuso che sistemerò a fine gara.
"avvenute durante il percorso della loro minima frequentazione..." Non trovo la frase ridondante.
"Già, è appena passata la ricorrenza commemorativa..." Io userei, e ho usato, gli stessi termini per parlare, e definire, la giornata dedicata ai defunti. Dire, ad esempio, "è' appena passata la festa, oppure il giorno dei morti..." perché è così che tanti denominano la ricorrenza, non mi piace.
"la vide tre anni prima..."mi pare chiaro che parli della prima volta che la vide (spiego la circostanza...)
"l'aspetto naturale" come dice il termine, che poi preciso, parla, appunto, di natura, riferita, soprattutto, ai cipressi"
"che ornano i viali sono affascinanti..." a fine gara metterò la virgola dopo "viali"
"Gli angeli sono stupendi..." ho messo una virgola dopo stupendi. Tu suggerisci due punti, vedrò, anche qui a fine gara, così pure la virgola dopo "triste".
Per "quel giorno" mi pare possa andare anche bene così, senza "questo" giorno.
Ade è maschile, a fine gara toglierò il maschile Ade e metterò un sinonimo al femminile, mi piace di più non stravolgere la frase usando il maschile.
La descrizione del monumento della Cattaneo, è storica.
"l'idea di fondo non è malvagia" dici. Taccio...
Valeria Rizzi
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Messaggio da leggere da Valeria Rizzi »

Ho dovuto rileggerlo per capire bene che voto dare al racconto.
Ci sono molti errori grammaticali: troppe virgole in alcune parti e troppo poche in altre. Una "e" che necessitava una "d", perché rende il passaggio troppo pesante e cacofonico.
L'incipit del racconto è bello, interessante, ma la descrizione della statua (seppur una cosa storica e di innata bellezza soprattutto per chi può ammirarla dal vivo) appesantisce il racconto e lo slega dalla storia principale.
La parte di Ade... Quel punto mi preme maggiormente perché sembra ispirato al mio racconto in gara (non so se è stato letto o meno, ma l'incipit è molto simile). Sembra che il protagonista necessiti il suo permesso per provarci con la donna, quando sa già che le piace. La spinta ci sta, perché giustamente una persona di una certa età non crede possibile poter amare come quando si è era giovani, ma poteva andare bene, o meglio, se il cupido fosse stato uno dei loro parenti, o figli (visto che si nominano) dando coraggio ai genitori per fare quel passo senza colpe.
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FeliceF
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Re: Amabili incontri

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Laura Traverso ha scritto: 03/01/2026, 19:18 "l'idea di fondo non è malvagia" dici. Taccio...
Parla pure, esprimiti.
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FeliceF
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Re: Amabili incontri

Messaggio da leggere da FeliceF »

Laura Traverso ha scritto: 03/01/2026, 19:18 "E arrivato alla meta..." era mia ferma intenzione non svelare subito quale meta fosse.
Sì, ma crei una difficoltà nella comprensione del testo.
Laura Traverso ha scritto: 03/01/2026, 19:18 "E poi la vede" si capisce benissimo che è altro dalla "meta".

No. A te, avendolo scritto, sembra tutto logico, ma ad un lettore potrebbe non parere così ovvio.
Laura Traverso ha scritto: 03/01/2026, 19:18 "figura consueta che settimanalmente ritrova..." mi pare che i periodi vadano bene come sono, mia opinione, su un mio testo

e allora ripropongo la parte di testo e proviamo ad analizzarlo: "Nonostante anche lei sia ormai una figura consueta che settimanalmente ritrova, più o meno nello stesso posto e alla medesima ora, ogni volta ne resta incantato e turbato. Sembra esserci tra di loro, e forse c’ è, un tacito appuntamento settimanale, che ha avuto origine da tempo addietro."
Perché "anche" nella prima frase? Non hai parlato di nessun'altro fino a questo momento. "più o meno nello stesso posto" ma se è la tomba accanto a quella di sua moglie, come fai a dire "più o meo"? "ogni volta ne resta incantato" Questa è la frase principale, ma a cosa si riferisce il complemento d'agente? Alla donna, al fatto che la trova lì? "appuntamento settimanale" hai appena detto che la incontra settimanalmente... "ha avuto origine da tempo addietro" o metti "da tempo" o "tempo addietro", poiché uno è complemento di tempo continuato, l'altro determinato.
Come vedi non è solo una questione di opinione, ma di grammatica! :D
Ora, grammatica a parte, prova a rileggere i due periodi scritti da te e prova a confrontarli con una alternativa, che non stravolga il senso di ciò che volevi indicare, e dimmi quale suona meglio: "Nonostante tra loro sembri esserci, oramai da tempo, un tacito appuntamento settimanale, sempre nel medesimo posto e alla stessa ora, ogni volta che la incontra lui resta incantato e turbato."
Laura Traverso ha scritto: 03/01/2026, 19:18 "forze" è ovviamente un refuso che sistemerò a fine gara.
Perché a fine gara? Come già scritto in altri post, credo che il senso di questo sito sia quello di migliorarsi, anche attraverso i pareri degli altri e, soprattutto, correggendo i nostri errori. Il voto non viene dato alla sola idea, alla sola bozza, alla mera esecuzione, ma al prodotto finale, che può essere migliorato, e anche di molto, apportando correzioni.
Sinceramente mi chiedo come reagiresti, se un editor dovesse mai prendere in mano un tuo racconto e ti proponesse le dovute correzioni. Mah...
Laura Traverso ha scritto: 03/01/2026, 19:18 "avvenute durante il percorso della loro minima frequentazione..." Non trovo la frase ridondante.
Il periodo è: "Però, lo scambio di alcune informazioni, avvenute durante il percorso della loro minima frequentazione, ha dato vita a un dialogo discreto, a una modesta confidenza che fa bene al cuore di entrambi." Se hai già detto e ribadito che si incontrano solamente nel cimitero, ogni settimana, perché ribadire "avvenute durante il percorso della loro minima frequentazione? Quando, altrimenti? E perché ribadire che è minima, questa frequentazione? Non aggiunge nulla di nuovo e appesantisce la lettura, stancando il lettore, che continua ad avere sempre le stesse informazioni, ripetute.
Laura Traverso ha scritto: 03/01/2026, 19:18 "Già, è appena passata la ricorrenza commemorativa..." Io userei, e ho usato, gli stessi termini per parlare, e definire, la giornata dedicata ai defunti. Dire, ad esempio, "è' appena passata la festa, oppure il giorno dei morti..." perché è così che tanti denominano la ricorrenza, non mi piace.
Veramente ti esprimi così nel parlato?
Laura Traverso ha scritto: 03/01/2026, 19:18 "la vide tre anni prima..."mi pare chiaro che parli della prima volta che la vide (spiego la circostanza...)
La frase è: "La vide tre anni prima, quando anche lui iniziò ad andare a trovare Alda". Si tratta non solo di un inizio di periodo, ma anche di capitoletto. Nella riga precedente hai parlato d'altro, quindi, a cosa si riferisce il "La" complemento oggetto? Se devi spiegare la circostanza, forse, sarebbe meglio iniziare inquadrando l'evento. Non sarebbe meglio "La prima volta che vide quella donna fu tre anni prima, quando anche lui iniziò ad andare a trovare Alda" ? O, al massimo: " "La prima volta che la vide fu tre anni prima, quando anche lui iniziò ad andare a trovare Alda" ?
Laura Traverso ha scritto: 03/01/2026, 19:18 "l'aspetto naturale" come dice il termine, che poi preciso, parla, appunto, di natura, riferita, soprattutto, ai cipressi"
La frase è : " Come sempre apprezza la tanta bellezza, espressa, soprattutto, attraverso l’arte che è visibile ovunque. Ma non solo, anche l’aspetto naturale lì presente è piacevole alla vista."
Forse sarebbe meglio "aspetto naturalistico"?
Comunque, invece di impelagarsi in un periodo contorto, appesantito, oltre che da virgole non sempre nei posti corretti ma assenti in altri, e anche dal punto fermo e dalla congiunzione che lo segue, non sarebbe meglio rendere più fluido il tutto? " Come sempre, apprezza la bellezza di quel luogo, espressa non solo dalle opere d'arte, visibili ovunque, ma anche dalla natura, che le incornicia."
Laura Traverso ha scritto: 03/01/2026, 19:18 "che ornano i viali sono affascinanti..." a fine gara metterò la virgola dopo "viali"
Se i commenti dovessero servire a fine gara, non credo che massimo avrebbe messo i commenti obbligatori, legati al voto.
Laura Traverso ha scritto: 03/01/2026, 19:18 "Gli angeli sono stupendi..." ho messo una virgola dopo stupendi. Tu suggerisci due punti, vedrò, anche qui a fine gara, così pure la virgola dopo "triste".
La frase è: "Gli angeli sono stupendi, alcuni hanno l’espressione triste con bene evidenti le lacrime che,". Prendi in considerazione solo la prima parte del mio commento, quella relativa alla punteggiatura: dopo stupendi dovrebbe andarci un punto fermo, oppure i due punti, visto che dai una spiegazione. Il problema maggiore è la dislocazione di "lacrime", un soggetto spostato in fondo alla frase, come a volte si utilizza fare nel parlato, ma che appesantisce assai nello scritto, a meno che non si ricerchi una particolare enfasi. Riprenderei il tutto: "Gli angeli sono stupendi. Alcuni di loro hanno l'espressione triste, accentuata dalle lacrime, ben evidenti e che...."
Laura Traverso ha scritto: 03/01/2026, 19:18 Per "quel giorno" mi pare possa andare anche bene così, senza "questo" giorno
La frase è "Anche per quel giorno, il giro all’interno di quel luogo è quasi giunto al termine."
il termine "quel", riferito a giorno, dà una indicazione temporale di lontananza, mentre "è quasi giunto al termine", indica una vicinanza temporale. Non si tratta di un'opinione, è un errore nella concordanza temporale e, visto che stai parlando al presente, devi modificare il suddetto termine.
Poi c'è la ripetizione di "quel" anche per l'indicazione di luogo. Tutto risolvibile con una ritoccata: "Anche per oggi il giro del camposanto è quasi giunto al termine".
Laura Traverso ha scritto: 03/01/2026, 19:18Ade è maschile, a fine gara toglierò il maschile Ade e metterò un sinonimo al femminile, mi piace di più non stravolgere la frase usando il maschile.
E allora il voto lo do a ciò che ho letto, se insisti a non voler metter mano. Peccato.

[quote="Laura Traverso" post_id=123132 time=1767464338 user_id=13124
La descrizione del monumento della Cattaneo, è storica
[/quote]
E' una descrizione che appesantisce il racconto, se scritta come una ecfrasys. Sembra un articolo di wikypedia, che poco ha a che fare con il resto del racconto.

Laura Traverso ha scritto: 03/01/2026, 19:18.
"l'idea di fondo non è malvagia" dici. Taccio...
Mi sembra di aver fatto una riflessione positiva: ho riconosciuto una bella idea e ti ho esortata metter mano per rendere piacevole la lettura.
Mi è sembrato evidente che hai preso abbastanza male le segnalazioni di errori e i consigli. Mi spiace. Se non c'è dialogo non c'è crescita, a mio avviso.
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FeliceF
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Re: Amabili incontri

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Laura Traverso ha scritto: 02/01/2026, 19:31 Evelina la hai immaginata lì come la Morte????
A dirla tutta, avevo fatto fatica anche io a capire immediatamente che la personificazione della morte e la vedova non fossero la stessa persona. Forse l'errore di interpretazione è dovuto a dei passaggi non del tutto chiari.
Purtroppo, mi pare che ti sia soffermata solo su questo punto e non abbia dato peso ai consigli di Marcolli. Il più importante tra tutti, secondo me, è quello della lettura ad alta voce. A mio avviso, esso dà forma alla triade basilare per un aspirante scrittore, assieme al lasciar riposare il testo per svariato tempo prima di riprenderlo in mano e all'ausilio di un semplicissimo programma di editing.
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