La voce del mare

Spazio dedicato alla Gara stagionale d'autunno 2020.

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Sondaggio concluso il 22/12/2020, 23:00

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M.perrella
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La voce del mare

Messaggio da leggere da M.perrella »


“Non dicono nulla di preciso” esclamò l’endocrinologo dando un’occhiata ai risultati dell’ago aspirato, ed eseguì un’ecografia.
 “E’ un nodulo freddo. I margini sono sbiaditi… fossi in lei non dormirei sonni tranquilli. Sono sempre più frequenti, sa, queste patologie qui da noi… la causa sembra in relazione ai rifiuti tossici e radioattivi. In questo periodo sto giusto seguendo un ragazzo operato di carcinoma tiroideo… deve assolutamente eseguire un altro ago-aspirato, ma questa volta in una struttura adeguata, che dia risultati certi”.
 “Mi dica lei a chi mi posso rivolgere” risposi, lanciando la carta appallottolata nel contenitore, dopo essermi ripulita del gel usato per le ecografie.
 “Sul nostro territorio non saprei. Non mi fido dei risultati. Le consiglio di contattare un Centro con adeguata esperienza riguardo a malattie della tiroide, evitando di perdere ulteriore tempo. L’Unità Operativa di Endocrinologia dell’ospedale pisano è un’eccellenza per quanto riguarda questo tipo di patologie”.
 
 Contattai l’Istituto pisano e fissai un appuntamento.
 Alcuni giorni dopo aver eseguito una visita e alcuni esami: “C’é bisogno del ricovero… ma non si preoccupi, niente di grave, deciderà lei quando… toglieremo solo il nodulo che, pur così piccolo, va assolutamente rimosso”. La voce premurosa che correva lungo il filo del telefono, mi giunse come una carezza appuntita.
 Per quanto rassicurante potesse essere, avvertii il punteruolo dello spavento paralizzarmi la mente.
 
 “Mi può spiegare perché dovrò fare terapia radiante se la tiroide sarà tolta completamente?” Chiesi al momento del ricovero. Il dottore che stava redigendo la cartella clinica, cercava i termini giusti per farmi capire che bisognava somministrare Iodio radioattivo come misura cautelativa.
 “Le assicuro che si tratta di una semplice precauzione, per bruciare i residui rimasti. Tranquilla, tutto si regolarizzerà. Adesso la togliamo la tiroide, no? Suvvia! Non c’è niente di cui preoccuparsi”.
 Tentai di avere altre informazioni, giusto per capire dalle risposte se dovevo aspettarmi altre sorprese. [i] Eh già, perché ti preoccupi? Sarà quel che deve essere, pure Kundera lo dice [/i]. Se c’era qualcosa che non riuscivo ad afferrare, non mi restava che attendere.
 Entravo, così, in una dimensione nuova, distaccandomi da tutte le preoccupazioni lavorative e familiari che mi avevano tenuta in ostaggio, dalle piccole incomprensioni fino ai conflitti irreparabili. Ora me ne liberavo come un vestito che bisognava mettere da parte per sempre. Lentamente mi rendevo conto che il cancro diventava uno scudo dietro il quale mi proteggevo, una difesa contro obblighi e banalità di tutti i giorni. Era come se la malattia mi concedesse il diritto di non sentirmi più addosso il dovere di alcunché, e nessun senso di colpa. Finalmente libera e felice come in un viaggio imprevisto.
 Xxxxxx
 
 Ed eccomi qui sola e quasi disperata.
 Mi è stata somministrata la prima dose di Iodio radioattivo, dosaggio minimo e tuttavia mi sento una piccola bomba vagante attenta a dove va, cosa tocca, quanto tempo rimane in un luogo.
 Neanche il tempo di prendere coscienza della situazione e mi accorgo di avere il cellulare scarico. Del caricabatterie ne faccio una ricerca estenuante quanto vana: l’ho dimenticato di sicuro in ospedale. Il mondo quasi mi crolla addosso e mi viene da piangere, ma solo un poco, altrimenti domani gli occhi mi diventeranno due uova sode.
 Mentre mi preparo una minestrina, mi sento come il protagonista del libro "Venere lesa": anche lui si ritrova, dopo la separazione dalla moglie, in un monolocale solo e quasi disperato, come un carcerato a cui è concessa una sola boccata d’aria al giorno, ma la mancanza di spazio è compensata dalla sensazione di dilatazione del tempo, come l’attesa di una condanna a morte.
 Raggiungo la spiaggia di fine ottobre. Un pub recita: "Panini - Gelateria artigianale -".
 Inutile richiamo.
 Il profumo del mare mi attraversa la pelle come un balsamo miracoloso di cui non posso più fare a meno.
 La sua voce eterna è una melodia antica, arriva come una mano a schiudere segreti a lungo custoditi.
 Mi lascio ammaliare senza opporre una benché minima resistenza.
 L'ultimo giorno mi rimane e avrò coraggio. Alzo i lunghi capelli e m’immergo nel freddo abbraccio delle onde, gustandone a fondo il sapore trasgressivo.
 Finalmente mi lascio travolgere dalla pienezza di una sottile sensualità, dopo aver a lungo bramato una bizzarria, un capriccio, e addento con forza la fragranza della libertà. Poi mi abbandono al monotono ciarlare delle acque ripensando a una frase di Kundera: " [i] La vita è uno schizzo che tracciamo nel momento in cui la viviamo". [/i]
 Avanzando fra le onde ho solo il tempo di scorgere una ferita sanguinante mentre colora le nubi, simile a un ultimo palpito del creato.
 Il punto in cui il filo dell’orizzonte salda il cielo col mare, muore coi miei pensieri.
Ultima modifica di M.perrella il 14/12/2020, 17:06, modificato 3 volte in totale.
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Fausto Scatoli
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Messaggio da leggere da Fausto Scatoli »

se devo essere sincero, devo dire di non avere capito praticamente nulla.
è uno sfogo?
un ricordo?
o semplicemente presenti una situazione in cui ti trovi?
in ognuno dei casi ritengo sarebbe opportuno dare qualche indizio in più, quanto meno per provare a comprendere cosa intendi
l'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente
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Namio Intile
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Messaggio da leggere da Namio Intile »

Un piccolo gioiello questo racconto. Complimenti. Mi ha suscitato una marea di sensazioni, di ricordi.
Ricordo, sono passati quasi vent'anni, quando accompagnai mio suocero a una delle ultime sedute di chemioterapia, prima che morisse. Oh, aveva fatto anche la radioterapia, per settimane.
All'uscita dall'ospedale mi chiese di portarlo al mare. E ci andammo, in spiaggia. Rimase lì a guardarlo, neanche si reggeva in piedi; era una bella giornata invernale, piena di sole.
Io credo che se fosse stato solo, senza la moglie e la figlia a pregarlo di tornare in macchina lui avrebbe fatto come la tua protagonista.
E l'abbraccio del mare sarebbe stato più dolce e meno doloroso.
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Fausto Scatoli ha scritto: 25/11/2020, 21:58 se devo essere sincero, devo dire di non avere capito praticamente nulla.
È uno sfogo?
Un ricordo?
O semplicemente presenti una situazione in cui ti trovi?
In ognuno dei casi ritengo sarebbe opportuno dare qualche indizio in più, quanto meno per provare a comprendere cosa intendi
Grazie per le tue osservazioni. In effetti mi sono accorta tardi di aver postato in un contest sbagliato, avrei dovuto partecipare a un concorso che non superasse i 5000 caratteri, e pure scaduto. Insomma, ho fatto un casino.
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Re: Commento

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Namio Intile ha scritto: 26/11/2020, 10:33 Un piccolo gioiello questo racconto. Complimenti. Mi ha suscitato una marea di sensazioni, di ricordi.
Ricordo, sono passati quasi vent'anni, quando accompagnai mio suocero a una delle ultime sedute di chemioterapia, prima che morisse. Oh, aveva fatto anche la radioterapia, per settimane.
All'uscita dall'ospedale mi chiese di portarlo al mare. E ci andammo, in spiaggia. Rimase lì a guardarlo, neanche si reggeva in piedi; era una bella giornata invernale, piena di sole.
Io credo che se fosse stato solo, senza la moglie e la figlia a pregarlo di tornare in macchina lui avrebbe fatto come la tua protagonista.
E l'abbraccio del mare sarebbe stato più dolce e meno doloroso.
Grazie per il commento, la lettura e l'interpretazione data.
In queste situazioni di fragilità totale, si riesce a trovare una sintonia profonda col mare. Un richiamo irresistibile.
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MattyManf
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Re: La voce del mare

Messaggio da leggere da MattyManf »

L'ho rieltto un paio di volte ed ammetto di essere confuso.
S'intuisce la vicenda a cui è legato, ma continuo ad avere le stesse perplessità di Fausto Scatoli.

[questa è soltanto una risposta. Non mi sono fatto un'idea precisa e non me la sento di commentarlo ancora]
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Date un'occhiata a "Rose Nere" in Concorso FLASH.

sono FELICE perché...
:bicipit"Il Carillon di Absindaele" ,
si è piazzato al 3° posto su 45 concorrenti in Gara d'Autunno 2020!!!!
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Re: La voce del mare

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MattyManf ha scritto: 26/11/2020, 13:00 L'ho rieltto un paio di volte ed ammetto di essere confuso.
S'intuisce la vicenda a cui è legato, ma continuo ad avere le stesse perplessità di Fausto Scatoli.

[questa è soltanto una risposta. Non mi sono fatto un'idea precisa e non me la sento di commentarlo ancora]
Grazie per aver commentato. In effetti volevo partecipare a un contest che richiedeva non più di 1500 battute, ma sono finita qui. Ormai ci sono.
Lucia De Falco
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Messaggio da leggere da Lucia De Falco »

Si tratta di un testo molto breve. Anch'io inizialmente non avevo le idee ben chiare, nel senso che non avevo compreso, se non dopo un commento precedente, che la protagonista avesse preferito porre fine così alla sua vita, abbandonandosi al freddo del mare. Forse, nella parte iniziale ci vorrebbe qualche indicazione in più.
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Re: Commento

Messaggio da leggere da M.perrella »

Lucia De Falco ha scritto: 27/11/2020, 15:36 Si tratta di un testo molto breve. Anch'io inizialmente non avevo le idee ben chiare, nel senso che non avevo compreso, se non dopo un commento precedente, che la protagonista avesse preferito porre fine così alla sua vita, abbandonandosi al freddo del mare. Forse, nella parte iniziale ci vorrebbe qualche indicazione in più.
Grazie per il commento. Hai ragione, in realtà si tratta di un segmento di un racconto più lungo da cui ho tratto solo questa parte, per via del numero battute.
Laura Traverso
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Messaggio da leggere da Laura Traverso »

Eh, anch'io mi associo ai commenti dei più. E' tanto breve il tuo racconto che si fa comprendere con difficoltà. Peccato! Poi voglio dirti una cosa in merito alle 5.000 battute a cui ti riferisci per dire che l'incompletezza del tuo scritto è dovuta a questo limite. Qui, su Bravi Autori, è consentito andare oltre, e non poco, alle 5.000 con una piccola penale sul punteggio che non pregiudica, credo, il buon esito su di un valido racconto (la maggior parte degli scrittori, qui, normalmente supera questo relativo limite). Alla prossima, ciao
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Re: commento

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Laura Traverso ha scritto: 28/11/2020, 16:26 Eh, anch'io mi associo ai commenti dei più. E' tanto breve il tuo racconto che si fa comprendere con difficoltà. Peccato! Poi voglio dirti una cosa in merito alle 5.000 battute a cui ti riferisci per dire che l'incompletezza del tuo scritto è dovuta a questo limite. Qui, su Bravi Autori, è consentito andare oltre, e non poco, alle 5.000 con una piccola penale sul punteggio che non pregiudica, credo, il buon esito su di un valido racconto (la maggior parte degli scrittori, qui, normalmente supera questo relativo limite). Alla prossima, ciao
Grazie per i tuoi suggerimenti, ne farò tesoro per altre occasioni.
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Angelo Ciola
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Messaggio da leggere da Angelo Ciola »

Come segnalato il racconto è troppo breve ma comunque hai ben descritto il dramma e le sensazioni di chi si ritrova in tragica situazione. Il drammatico finale, sebbene accennato, è naturalmente prevedibile fin dalle prime battute.
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Messaggio da leggere da M.perrella »

Angelo Ciola ha scritto: 06/12/2020, 10:07 Come segnalato il racconto è troppo breve ma comunque hai ben descritto il dramma e le sensazioni di chi si ritrova in tragica situazione. Il drammatico finale, sebbene accennato, è naturalmente prevedibile fin dalle prime battute.
Grazie per il commento.
Ho seguito i consigli dati
Roberto Virdo'
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Messaggio da leggere da Roberto Virdo' »

Bellissimo. Poetico, soave. Sentimento intenso controllato con maestria. Ho letto attentamente tutti i commenti, assolutamente pertinenti, eppure questo collage di "quadri" mi ha colpito, un insieme che riesce a sfociare in un dramma finale sapientemente smorzato dal mare. L'ultima frase, lo confesso, è da brivido lungo la schiena e, forse impropriamente ma istintivamente, la definirei come "poesia in prosa".
Complimenti vivissimi con un solo appunto severo: lasciare questo testo tra i "non in gara" sarebbe davvero un peccato.
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Re: Commento

Messaggio da leggere da M.perrella »

Roberto Virdo' ha scritto: 07/12/2020, 13:35 Bellissimo. Poetico, soave. Sentimento intenso controllato con maestria. Ho letto attentamente tutti i commenti, assolutamente pertinenti, eppure questo collage di "quadri" mi ha colpito, un insieme che riesce a sfociare in un dramma finale sapientemente smorzato dal mare. L'ultima frase, lo confesso, è da brivido lungo la schiena e, forse impropriamente ma istintivamente, la definirei come "poesia in prosa".
Complimenti vivissimi con un solo appunto severo: lasciare questo testo tra i "non in gara" sarebbe davvero un peccato.
Grazie mille per aver letto e commentato, sono contenta ti sia piaciuto.
E' la prima volta che partecipo e non so come farlo entrare in gara.
Roberto Virdo'
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Re: La voce del mare

Messaggio da leggere da Roberto Virdo' »

Dovrebbe bastare commentare e votare (o solo commentare? in questo momento mi sfugge) anche una sola opera altrui in gara e creare il questionario per la votazione della propria. Guarda se segui le istruzioni che normalmente trovi sotto la dicitura "Gara d'autunno" è tutto abbastanza semplice. Per il questionario di votazione mi spingo in là e chiedo l'intervento del nostro sempre disponibilissimo webmaster, so che tra le mille cose da fare per la manutenzione del sito riesce anche a trovare il tempo di darci una mano.
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Massimo Baglione
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Re: La voce del mare

Messaggio da leggere da Massimo Baglione »

Sì, occorre commentare, stando bene attenti a specificare "commento" nel titolo del commento, altrimenti il sistema non lo potrà prendere in carico.
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Francesco Pino
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Messaggio da leggere da Francesco Pino »

Non mancano gli spunti di curiosità, ma andrebbero espressi meglio. Per esempio mi sarebbe piaciuto trovare due parole in più sulla questione dei rifiuti nocivi, che hai invece appena accennato. Il passaggio dal "non ti preoccupare" alla gravità della situazione mi sembra poi piuttosto vuoto, anche li andavano spese due parole in più.
Essere brevi è un pregio, ma non a discapito del racconto.
A rileggerti!
Simone_Non_é
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Messaggio da leggere da Simone_Non_é »

Racconto bello, anche se a tratti non chiarissimo. Un lavoro che riesce a suscitare delle emozioni forti quanti vivaci. Valore aggiunto alcuni dettagli che rendono il tutto più veritiero, caratterizzando e facendo intravedere l'animo del protagonista. Buona scrittura
Stefyp
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Messaggio da leggere da Stefyp »

Anche se il senso generale del racconto è chiaro, l'insieme è un po' confuso. Sembra un controsenso, ma è così che ho vissuto il tutto. La prima parte mi piace meno, l'ho trovata un po' fredda. Dopo che il medico dice praticamente che la situazione è grave e che è il caso che si faccia vedere da qualcuno di più adeguato, mi aspetterei qualche considerazione da parte della protagonista e invece scrivi solo: contattai un istituto pisano.
La parte finale l'ho apprezzata sicuramente di più.
M.perrella
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Re: La voce del mare

Messaggio da leggere da M.perrella »

Grazie per aver commentato e per i vostri preziosi suggerimenti,
mi saranno utili di certo.
Selene Barblan
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Messaggio da leggere da Selene Barblan »

Ciao! Io in questo tuo racconto vedo diverse cose positive e alcune cose che mi convincono meno.
L’inizio è freddo e asettico come il trattamento che riceve la protagonista dai medici che dovrebbero “curarla”. La reazione della protagonista è come congelata, paralizzata, comprensibile data la situazione.
Belle le citazioni di Kundera; perché preoccuparsi? Un concetto così facile da afferrare a livello razionale, per niente semplice metterlo in pratica. Almeno per me.
Si passa poi da momenti in cui la malattia porta quasi un senso di liberazione a momenti di disperazione. Anche qui tutto è molto realistico, pur non avendo vissuto una situazione simile posso immaginare che, in una malattia grave, gli stati mentali siano molto mutevoli.
Non mi convince: la spaziatura (separando alcuni paragrafi secondo me il testo risulterebbe più chiaro), i dialoghi iniziali (mi sembrano un po’ artefatti.

Il finale è invece forte e bello.

Con piccoli accorgimenti penso possa diventare un lavoro molto bello, così com’è lo trovo comunque un buon lavoro, mi piace soprattutto la capacità di parlare per immagini.
M.perrella
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Messaggio da leggere da M.perrella »

Selene Barblan ha scritto: 13/12/2020, 18:59 Ciao! Io in questo tuo racconto vedo diverse cose positive e alcune cose che mi convincono meno.
L’inizio è freddo e asettico come il trattamento che riceve la protagonista dai medici che dovrebbero “curarla”. La reazione della protagonista è come congelata, paralizzata, comprensibile data la situazione.
Belle le citazioni di Kundera; perché preoccuparsi? Un concetto così facile da afferrare a livello razionale, per niente semplice metterlo in pratica. Almeno per me.
Si passa poi da momenti in cui la malattia porta quasi un senso di liberazione a momenti di disperazione. Anche qui tutto è molto realistico, pur non avendo vissuto una situazione simile posso immaginare che, in una malattia grave, gli stati mentali siano molto mutevoli.
Non mi convince: la spaziatura (separando alcuni paragrafi secondo me il testo risulterebbe più chiaro), i dialoghi iniziali (mi sembrano un po’ artefatti.

Il finale è invece forte e bello.

Con piccoli accorgimenti penso possa diventare un lavoro molto bello, così com’è lo trovo comunque un buon lavoro, mi piace soprattutto la capacità di parlare per immagini.
Ciao, ho seguito i tuoi suggerimenti e ti ringrazio anche per il commento articolato e molto bello.
Grazie di cuore.
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Messaggio da leggere da MattyManf »

Finalmente posso lasciare un commento a questo racconto.
Ricordo la confusione che mi ha lasciato l'ultima volta che l'ho letto nella sua veste "primitiva", ma è ormai lontanissima da me.

Torovo il testo, soprattutto nell'introduzione, molto migliorato. Più appassionante, più vivo: quei dialoghi funzionano davvero bene e inducono il lettore a provare il giusto affetto per questa protagonista. Scivoliamo con lei attraverso la speranza, sempre più fioca, che la terapia serva a qualcosa.
Adesso, quando finalemnte la seguiamo nel suo ultimo tuffo appare chiara tutta l'amarezza del gesto e tutta la pace che l'assale mentre la sua mente si spegne con l'orizzonte.

Davvero un bel testo, non è il mio genere, ma sicuramente valido.
Brava/o

PS: adesso, capisco anche finalmente che il caricabbatterie dimenticato di cui "non le importa" è un simbolo di come molte cose utili siano diventate orami per lei insgnificanti: è già passata oltre ben prima gettarsi tra le onde.
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Re: Commento

Messaggio da leggere da M.perrella »

MattyManf ha scritto: 14/12/2020, 19:03 Finalmente posso lasciare un commento a questo racconto.
Ricordo la confusione che mi ha lasciato l'ultima volta che l'ho letto nella sua veste "primitiva", ma è ormai lontanissima da me.

Torovo il testo, soprattutto nell'introduzione, molto migliorato. Più appassionante, più vivo: quei dialoghi funzionano davvero bene e inducono il lettore a provare il giusto affetto per questa protagonista. Scivoliamo con lei attraverso la speranza, sempre più fioca, che la terapia serva a qualcosa.
Adesso, quando finalemnte la seguiamo nel suo ultimo tuffo appare chiara tutta l'amarezza del gesto e tutta la pace che l'assale mentre la sua mente si spegne con l'orizzonte.

Davvero un bel testo, non è il mio genere, ma sicuramente valido.
Brava/o

PS: adesso, capisco anche finalmente che il caricabbatterie dimenticato di cui "non le importa" è un simbolo di come molte cose utili siano diventate orami per lei insgnificanti: è già passata oltre ben prima gettarsi tra le onde.

Ti ringrazio per la tua pazienza, hai centrato in pieno il significato del racconto.
A presto
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Ma gli estremismi non ci piacciono. Il nostro concetto di brevità è un po' più elastico di un SMS o di un aforisma: è un racconto scritto con cura in appena 2500 battute (sì, spazi inclusi).
A cura di Massimo Baglione.

Contiene opere di: Marco Bertoli, Angela Catalini, Francesco Gallina, Liliana Tuozzo, Roberto Bonfanti, Enrico Teodorani, Laura Traverso, Antonio Mattera, Beno Franceschini, F. T. Leo, Fausto Scatoli, Alessandro Chiesurin, Selene Barblan, Giovanni Teresi, Noemi Buiarelli, Maria Rupolo, Alessio Del Debbio, Francesca Gabriel, Gabriele Iacono, Marco Vecchi, SmilingRedSkeleton, Alessandro Pesaresi, Gabriele Iacono, Gabriele Laghi, Ilaria Motta.
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Se io fossi... scriverei!

Se io fossi... scriverei!

Antologia di opere ispirate dai nostri autori preferiti

Ognuno di noi ha un proprio autore preferito.
Cosa scrivereste se voi foste loro?
O se loro entrassero in voi?
A cura di Massimo Baglione.
Copertina di Giuliana Ricci.

Contiene opere di: Concita Imperatrice, Angela Di Salvo, Cinzia Colantoni, Daniela Rossi, Amelia Baldaro, Umberto Pasqui, Michela Giudici, Adriano Carrieri, Alma Trucillo, Diego Cocco, Laura Chiabudini, Enrico Arlandini, Franca Cini, Mauro Sighicelli, Flora Lalli, Anna Rita Foschini, Fabrizio Roscini, Maria Rosaria Spirito, Sandra Ludovici, Mauro Cancian, Agata Alleruzzo, Giorgio Leone, Cristina Giuntini, Sashenka, Gloria Dafne Fedi, Rosanna Fontana, Marina Paolucci.
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Vivere con 500 euro al mese nonostante Equitalia

Vivere con 500 euro al mese nonostante Equitalia

la normale vita quotidiana cos&iacute; come dovrebbe essere

Nota: questo libro non è derivato dai nostri concorsi ma ne abbiamo curato l'editing e la diffusione per conto dell'autore che ha ceduto le royalty all'Associazione culturale.
Vi voglio dimostrare come con un po' di umiltà, di fantasia e di buon senso si possa vivere in questa caotica società, senza possedere grandi stipendi e perfino con Equitalia alle calcagna. Credetemi: è possibile, ed è bellissimo!
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