Mefistofele

Spazio dedicato alla Gara stagionale d'inverno 2020/2021.

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Nando71
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Mefistofele

Messaggio da leggere da Nando71 »


Mi chiamo Gennaio, non so perché mio padre ha scelto questo nome, forse perché sono stato il primo dei dodici figli avuti dalle sue innumerevoli compagne. I miei fratelli però non hanno nomi di mesi, per quanto bizzarri si chiamano Ermanno, Nico, Nestore, Agar, Indro Odino; dei fratellastri non conosco nemmeno i volti figuriamoci i nomi. Il mio nome probabilmente è il frutto di un errore dell'anagrafe comunale che ha malamente scritto la lettera "R" di Gennaro sostituendola con la "I" e il gioco è fatto. Forse non potrò mai conoscere la verità anche perché non ho mai fatto in tempo a chiedere a mio padre, ondivago funambolo della sua stessa esistenza, abile a dileguarsi in modo etereo da sparire e riapparire senza essere mai realmente presente. A mio padre piaceva molto prendersi gioco della vita stessa, l'amava e contemporaneamente la odiava a tal punto da viverla come un eterno duello, e di questo scontro è stato vittima e carnefice. Era un artista, o almeno si definiva così, dipingeva quadri seguendo vari correnti di pittura, scriveva romanzi e poesie, recitava, cantava e ballava. Il tutto senza un pubblico, senza una galleria dove esporre, senza un palcoscenico, senza un editore.
 «È la strada il vero Dio! È qui che si materializza la spiritualità, è qui che si incrociano i destini delle persone, mescolandosi tra loro, insinuandosi nelle viscere fatali delle misere esistenze umane che chiamano vita. Gennaio impara come una preghiera queste parole di tuo padre.»
 Me lo ripeteva quelle sere che riusciva a ritornare a casa dalle sue scorrerie artistiche, accovacciati accanto al camino con le gambe incrociate, respirando il buon odore emanato da un'erba che bruciava dalla sua pipa che sembrava un osso.
 «Io osservo e dipingo, osservo e canto, osservo e recito, osservo e incanto. Immortalo la materialità e dono ciò che la gente brama e vuole.»
 Non capivo il senso di quelle parole, sbadigliavo di nascosto mentre dalla sua bocca come un fiume in piena continuavano a sgorgare parole e parole.
 «Le persone non mi chiedono mai apertamente cosa vogliono, dalla strada capisco le loro voglie più recondite semplicemente incrociandoli da lontano e prima che mi passino davanti ho già materializzato in arte il loro desiderio. E mi ripagano con un'offerta libera e una firma sul libro.»
 E mi mostrava un vecchio libro sgualcito, grande come quelli visti nei musei, con copertina spessa pesante fatta di pelle e le pagine ingiallite. Lo custodiva gelosamente e mai mi diede la possibilità di aprirlo o semplicemente di toccarlo.
 E mentre sfiorava e accarezzava il libro rideva, rideva così forte da far rimbombare la casa, da mettermi quasi paura, i suoi occhi sembravano diventare rossi, le pupille iridescenti quasi uscivano dalle orbite in un turbinio di colori da invadere la stanza, ombre sembravano danzare dileguandosi come risucchiati dal pavimento mentre tutto girava velocemente intorno a me in un unico vortice. Poi improvvisamente tutto cessava ritrovandomi seduto a osservare il fuoco del camino che a stento illuminava il viso di mio padre intento a fumare. Capitava spesso questo fenomeno durante i suoi discorsi, mi rimaneva il cuore che batteva forte mentre ripetevo a me stesso che tutto era inventato o sognato anche se maledettamente reale.
 Crescendo abbandonai presto i giochi con i miei fratelli, e spesso correvo per le strade della città in cerca di mio padre solamente per vederlo all'opera, ma mai vi riuscii. Ogni qualvolta incrociavo il suo sguardo improvvisamente una folla di gente pienamente indaffarata sbucava da ogni angolo risucchiandolo dalla mia visuale.
 Mio padre aveva due cicatrici sul dorso ai fianchi della spina dorsale, due piccole rette di 30 cm circa oblique perfettamente simmetriche che formavano un V interrotta al vertice. Non amava essere guardato quel punto tanto meno toccato. Spesso si guardava la schiena allo specchio e con le mani si toccava le cicatrici sfiorandole più volte, quasi a voler scrollare il pulviscolo atmosferico appena posato. Il suo viso si intristiva ma al contempo un piccolo sorriso sinistro si materializzava istantaneamente. Una notte mi avvicinai di nascosto lentamente e silenziosamente durante una sua solita ispezione alla schiena e toccai con il dito indice la cicatrice. Di botto venni catapultato in un antro oscuro, mi sentii gli occhi girare vorticosamente e come in un film vidi tutta la mia vita non a ritroso come chi sta morendo, ma tutta in avanti come sarebbe stata.
 Successo e carriera, successo e donne, denaro e ricchezze, ma riflesso in ogni specchio al posto del mio volto si materializzava il viso beffardo di mio padre.
 Buio.
 Viaggi intorno al mondo, droga, donne, ricchezze, e il suo viso sempre beffardamente presente.
 Buio.
 Sono in una stanza vuota, buia e tetra, da un lucernario al centro si illumina un tavolino con sopra un libro. È il libro di mio padre. Mi avvicino quasi attratto come una calamita, lo sfioro, lo tocco, brividi mi percuotono la schiena. Apro una pagina a caso, il libro si smaterializza, evapora in un insieme di nubi gassose che si animano in modo spettrale. Mi girano intorno, mi circondano, cerco di urlare ma dalla bocca non esce alcun suono, mi invadono il corpo penetrandomi dalle narici. Mi batto, combatto, mi ribalto a terra rotolandomi e vomitando come un forsennato, come un indemoniato.
 Mi sveglio, il mio corpo è steso sul pavimento, mi guardo: è trasparente, quasi etereo. Guardo sul tavolo e vedo nuovamente il libro con le pagine che velocemente si sfogliano come spinte da un vento che non sento e non vedo. Di botto si ferma sull'ultima pagina. Mi alzo spinto da quel vento come un fantasma. È vuota, ha solo una dedica finale e una firma. Non posso credere a quello che i miei occhi vedono e leggono, le mie orecchie lo sentono parlare nella stanza:
 «Hai letto la tua vita come doveva essere e vivendola in un attimo hai visto cosa saresti diventato, ma non posso sopportare questa prigione per te. La pagina vuota la scriverai tu figlio mio.» Firmato: Tuo padre Mefistofele.
 
 Mi chiamo Gennaro, mio padre mi ha dato il nome di mio nonno. Siamo una normale famiglia che tiene alle tradizioni.
 Ho due fratelli, una madre casalinga e un padre impiegato. Siamo felici e siamo maledettamente normali. Oggi è il mio compleanno: il mio desiderio è un traguardo con un orizzonte lontano che presto conquisterò perchè sono io a scrivere le pagine del libro della mia vita!
Ultima modifica di Nando71 il 19/01/2021, 22:45, modificato 2 volte in totale.
Marcello Rizza
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Messaggio da leggere da Marcello Rizza »

E adesso che cosa faccio? Leggo che sei esordiente, come ero io cinque mesi fa quando ho partecipato alla rassegna di autunno. In quella rassegna c'erano alcuni racconti validi ma pochi mi avevano "accalappiato". In questa ti presenti con questo racconto intrigante dove ci sono altri racconti, più o meno intriganti, scritti veramente bene e che meritano voti top. Se la rassegna scorsa, con coscienza e rispetto, avevo dato tre o quattro "5" mi ritrovo oggi, nella nuova competizione, a abbondare di voti. Questo lo vivo come un problema etico, che riguarda il rispetto del voto, che riguarda la mia capacità di "giudicare" il lavoro degli altri e di essere rigoroso e di non farmi influenzare dai miei gusti sulla letteratura e sulla lettura. Vengo più direttamente al "tuo", che commento e leggo perché stai partecipando attivamente. Parto dicendo che ho guardato il titolo e l'ho (credevo) dimenticato nel mentre che leggevo. Ho da subito avvertito un brivido dovuto alla mancanza di una presenza autorevole mancante in famiglia, alla descrizione di un genitore preso da autocompiacimento ma avvoltolato su se stesso, sul suo bisogno di sentirsi "speciale" e sul dubbio di esserlo. È la storia, più o meno, di mio padre. Che è morto solo che più solo non si può. Ma poi hai introdotto le cicatrici sul dorso e subito mi si sono spalancate alcune finestre, intuendo dove stavi andando a parare: Il Paradiso Perduto di Milton, la serie Netflix di Lucifer, il finale escatologico di 2001 Odissea Nello Spazio, e il piacere di leggerti ha ancora subito, senza perderne la magia, una svolta. Anche la chiusa, dove sembri quasi chieder venia della poetica violenza del quadro poetico da te dipinto, quasi a dire che la tua storia è diversa, la trovo congeniale. Alcuni piccolissimi appunti, che non modificheranno il mio voto. Due frasi le trovo eccessivamente lunghe, facilmente spezzabili. Il titolo lo cambierei. Puoi averlo inteso in due modi quel titolo: far subito intendere dove vuoi andare a parare, e allora il giusto arcangelo maledetto dovrebbe essere Lucifero; incuriosire ma allora sveli troppo presto l'arcano. Non sono pienamente in armonia con l'utilizzo delle virgole ma mi accade con la maggior parte dei racconti e so anche che la punteggiatura è un patrimonio personale che voglio rispettare. Non è vero che non so cosa fare. Quanto meno col tuo racconto. Fantastico esordio.
Lucia De Falco
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Messaggio da leggere da Lucia De Falco »

Questo testo ha un tono più tranquillo nella parte iniziale, in cui si lascia leggere ed incuriosisce, mentre appare più misterioso nel finale. Ammirazione per il padre, affetti, orgoglio, lezioni sulla vita, magia si intrecciavano nel racconto. Il finale onirico probabilmente ha dei riferimenti ad altri testi o film che non conosco, come diceva il commentatore precedente. La lezione di vita finale è fondamentale : ognuno ha diritto a scrivere le pagine della sua vita.
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Liliana Tuozzo
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Messaggio da leggere da Liliana Tuozzo »

Mi è piaciuto tantissimo, magico, surreale senza essere pesante. Molte sono le frasi ad effetto:
<<È la strada il vero Dio! È qui che si materializza la spiritualità, è qui che si incrociano i destini delle persone, mescolandosi tra loro, insinuandosi nelle viscere fatali delle misere esistenze umane che chiamano vita. Gennaio impara come una preghiera queste parole di tuo padre>>
Alcuni piccoli dettagli che non pregiudicano il valore del tuo racconto.
ma mai vi riuscì. ( forse volevi dire ma mai vi riuscii.)

odore emanato da un'erba che bruciava dalla sua pipa che sembrava ricavata da un osso.
qui toglierei qualcosa, meglio dalla sua pipa che sembrava un osso.

Ogni qualvolta che incrociavo il suo sguardo i

Meglio ogni qualvolta incrociavo , oppure ogni volta che incrociavo.
Complimenti , hai una bella fantasia, e un bel modo di scrivere. Ottimo racconto.
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Francesco Pino
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Messaggio da leggere da Francesco Pino »

L'ho letto più volte per trovare quello che mi sfugge di questo racconto, ma proprio non ci arrivo. La prima parte mi fa pensare al sentimento degli artisti, al loro essere degli spiriti liberi, alle loro scelte non conformi alla società. Mi aveva incuriosito piacevolmente. Quello che accade dopo mi lascia perplesso, molto probabilmente perché (come ha scritto Marcello) hai preso spunto da altre cose che non conosco. Pero' se è cosi' non tutti possono arrivare ad apprezzare il tuo testo. Poi tra l'altro: successo, ricchezza, donne… non mi sembra una vita cosi' brutta e scusa se finisco controcorrente ma che la nostra vita sia un libro tutto da scrivere mi sembra più una banale ovvietà che una lezione da imparare.
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Messaggio da leggere da Selene Barblan »

L'ho trovato intrigante, mi ha coinvolto abbastanza e anche lo stile, seppur particolare, mi piace. Ha un che di travolgente e misterioso. L'ultimo paragrafo mi è piaciuto un pò meno, ma per mio gusto personale, non trovo sempre necessario dare una conclusione/spiegazione. Trovo in ogni caso che sia un buon lavoro.
Namio Intile
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Messaggio da leggere da Namio Intile »

Dal punto di vista formale, a mio avviso, il peccato originale di questo racconto è l'imprecisa concordanza dei tempi verbali, la vecchia consecutio temporum.
Scrivi: "E mi mostra un vecchio libro sgualcito, grande come quelli visti nei musei, con copertina spessa pesante fatta di pelle e le pagine ingiallite. Lo custodiva gelosamente e mai mi diede la possibilità di aprirlo o semplicemente di toccarlo."
Nella medesima proposizione viri dal presente al passato, mentre dovresti mantenere o l'una o l'altra forma. Si tratta di un errore ricorrente che andrebbe evitato e penalizza la lettura.
Per quanto riguarda l'ortografia nulla da segnalare, a eccezione di quei segni di maggiore o minore adoperati per delimitare il discorso diretto. O i caporali, o le virgolette, o i trattini, vedi tu. Su BA sono state fissate delle norme scritte in proposito, ma stavolta senza sanzione, stai tranquillo.
Quanto alla sostanza, è un racconto enantiodromico, o che almeno aspira ad esserlo, con in più quel richiamo a Mefistofele (sul quale si sono spesi fiumi di parole), e con il protagonista che somiglia molto alla lontana al Faustus di Marlowe più che a quello di maggior spessore di Goethe, e per niente all'Adrian di Mann.
Secondo me il tema è troppo ambizioso per un racconto breve, una short story che, non mi stanco di ripeterlo, ha dei canoni da rispettare nel suo sviluppo.
A mio giudizio sproporzionata, e priva di significato per il proseguo del testo, la parte iniziale con l'elenco dei numerosi fratelli del protagonista. A cosa è servito sapere al lettore della loro esistenza e dei loro nomi? Le digressioni si addicono poco alle storie brevi e bisogna maneggiarle con cura.
A ogni modo, una buona prova iniziale.
A rileggerti, spero.
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Messaggio da leggere da Nando71 »

Francesco Pino ha scritto: 11/01/2021, 12:48 Poi tra l'altro: successo, ricchezza, donne… non mi sembra una vita cosi' brutta e scusa se finisco controcorrente ma che la nostra vita sia un libro tutto da scrivere mi sembra più una banale ovvietà che una lezione da imparare.
Grazie per il tuo commento genuino, schietto, critico e non c'è da scusarsi perché per me ha lo stesso peso di una bella recensione e forse qualcosina in più. La critica la faccio viaggiare su due binari: delusione e quindi desistere, stimolo e quindi migliorare. Io scelgo sempre il secondo anche perché scrivo per imparare, non per insegnare.
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Un sogno, o una visione, di una vita alternativa a quella di una persona comune. Nonostante i refusi (attenzione alle virgolette nei dialoghi: è meglio usare le lineette o le caporali), la storia è interessante e merita la lettura.
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Namio Intile ha scritto: 11/01/2021, 18:50 Quanto alla sostanza, è un racconto enantiodromico, o che almeno aspira ad esserlo, con in più quel richiamo a Mefistofele (sul quale si sono spesi fiumi di parole), e con il protagonista che somiglia molto alla lontana al Faustus di Marlowe più che a quello di maggior spessore di Goethe, e per niente all'Adrian di Mann.
.....
A mio giudizio sproporzionata, e priva di significato per il proseguo del testo, la parte iniziale con l'elenco dei numerosi fratelli del protagonista. A cosa è servito sapere al lettore della loro esistenza e dei loro nomi? Le digressioni si addicono poco alle storie brevi e bisogna maneggiarle con cura.
A ogni modo, una buona prova iniziale.
A rileggerti, spero.
Il tuo commento mi piace decisamente (forte è la tentazione di cestinare ogni mia opera dopo averla letta attentamente), innanzitutto ho cercato nel dizionario la parola "enantiodromico" che non conosco (sono sincero e non mi vergogno) e apprezzo nel complesso la lezione suggerita sulla concordanza dei tempi verbali: apprendere infatti è il mio obiettivo principale. Farò tesoro della raccomandazione per la delimitazione del discorso diretto attenendomi alle norme fissate su BA. Con l'elenco dei nomi non volevo certamente allontanare il lettore, il padre enigmatico ha chiamato i fratelli con le lettere che compongono Gennaio, volevo far comprendere da subito la singolarità del soggetto. Probabilmente non sono riuscito nell'intento. Un grazie di cuore.
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Trovo che sia un bel racconto, con una decisa componente simbolica e dei passaggi molto forti, ben scritto, stile interessante.
Veniamo agli aspetti meno convincenti.
Nel finale mi sembra che tu abbia insistito un po’ troppo nella contrapposizione (siamo una famiglia normale… siamo maledettamente normali… ecc.), avrei preferito qualche frase in più per una chiusa meno repentina, più sottintesa. Come pure ho trovato ridondante “Firmato: Tuo padre Mefistofele.”
La cosa del nome, Gennaio, l’ho capita solo dopo la tua spiegazione.
Oltre a qualche imprecisione che ti hanno già segnalato ho trovato “Non amava essere guardato in quel punto…”
Forse non è perfetto, ma complessivamente mi è piaciuto.
Che ci vuole a scrivere un libro? Leggerlo è la fatica. (Gesualdo Bufalino)
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Messaggio da leggere da Fausto Scatoli »

se devo essere sincero, pur essendo riuscito a entrare nelle scene, la storia non mi è piaciuta più di tanto. men che meno la parte finale.
è interessante, una bella idea, ma non mi pare (impressione personale) sia stata espressa in maniera ottimale. alcune cose mi restano poco chiare.
ci sono anche un po' di refusi da sistemare.
lo premio comunque perché sei alle prime armi, e come partenza non è certo male.
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Marcello Rizza ha scritto: 10/01/2021, 13:24 E adesso che cosa faccio? Leggo che sei esordiente, come ero io cinque mesi fa quando ho partecipato alla rassegna di autunno. Fantastico esordio.
Grazie Marcello, il tuo è stato il primo commento che ho ricevuto e devo dire che mi ha lusingato enormemente, sei stato troppo buono forse non credo di esserne all'altezza. Mi piace scrivere, per divertirmi, per esprimere i miei sentimenti e condividerli con chi mi legge. Sono sicuro che questa esperienza su BA mi accrescerà notevolmente con i preziosi consigli tuoi ed agli altri partecipanti.
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Re: Mefistofele

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Grazie a Lucia, Selene, Andr60 per il gradito commento e i preziosi consigli
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Liliana Tuozzo ha scritto: 11/01/2021, 12:25 Alcuni piccoli dettagli che non pregiudicano il valore del tuo racconto.
ma mai vi riuscì. (forse volevi dire ma mai vi riuscii.)

odore emanato da un'erba che bruciava dalla sua pipa che sembrava ricavata da un osso.
qui toglierei qualcosa, meglio dalla sua pipa che sembrava un osso.

Ogni qualvolta che incrociavo il suo sguardo i

Meglio ogni qualvolta incrociavo, oppure ogni volta che incrociavo.
Complimenti, hai una bella fantasia, e un bel modo di scrivere. Ottimo racconto.
Grazie Liliana mi fa piacere che il racconto ti è piaciuto, ho revisionato il testo inserendo anche i tuoi dettagli. In effetti ci volevano.
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Roberto Bonfanti ha scritto: 11/01/2021, 22:17 Trovo che sia un bel racconto, con una decisa componente simbolica e dei passaggi molto forti, ben scritto, stile interessante.
Veniamo agli aspetti meno convincenti.
Nel finale mi sembra che tu abbia insistito un po' troppo nella contrapposizione (siamo una famiglia normale… siamo maledettamente normali… ecc.), avrei preferito qualche frase in più per una chiusa meno repentina, più sottintesa. Come pure ho trovato ridondante "Firmato: Tuo padre Mefistofele."
La cosa del nome, Gennaio, l'ho capita solo dopo la tua spiegazione.
Oltre a qualche imprecisione che ti hanno già segnalato ho trovato "Non amava essere guardato in quel punto…"
Forse non è perfetto, ma complessivamente mi è piaciuto.
Grazie Roberto, farò tesoro dei tuoi consigli.
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Molto ben scritto, con uno stile che mi piace. Questo tipo di racconto però, non è nelle mie corde. Non mi emoziona particolarmente e devo dire che forse mi è sfuggito il senso generale del racconto. Aspetto con impazienza di leggere qualcos'altro di tuo, magari con una trama a me più vicina.
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Grazie per il tuo commento molto gradito, un po meno per il tuo voto basso spero solo che non sia stato dato solamente per superarmi in classifica. Il mio genere purtroppo è questo, porta pazienza e comunque non sei obbligato a leggermi :)

Stefyp ha scritto: 06/02/2021, 16:40 Molto ben scritto, con uno stile che mi piace. Questo tipo di racconto però, non è nelle mie corde. Non mi emoziona particolarmente e devo dire che forse mi è sfuggito il senso generale del racconto. Aspetto con impazienza di leggere qualcos'altro di tuo, magari con una trama a me più vicina.
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Messaggio da leggere da Stefyp »

Nando71 ha scritto: 06/02/2021, 22:48 Grazie per il tuo commento molto gradito, un po meno per il tuo voto basso spero solo che non sia stato dato solamente per superarmi in classifica. Il mio genere purtroppo è questo, porta pazienza e comunque non sei obbligato a leggermi :)
Appena ho letto questo tuo commento sono stata indecisa se offendermi o prenderlo come momento per chiarire a me stessa che valore ha un voto per me. Ho scelto la seconda. Che importanza pensi possa avere per me arrivare un po' più in alto nella classifica solo perchè ho buttato giù gli altri con un voto basso? Il fatto che tu fossi vicino a me in quel momento è stato un puro caso. Altre volte ho dato un 5 a chi era nella tua posizione, altre me lo sono beccata io un voto basso. Ma in tutta onestà posso dire che a me dei voti interessa poco, mi interessano molti più i commenti che spero sempre siano critici e onesti, perchè io qui voglio migliorare non vincere.
Rispetto al mio commento al tuo racconto confermo che lo stile mi è piaciuto, l'argomento no, ma questo non vuol dire niente, scriviamo quello e come ci piace e va sempre bene comunque.
Forse il voto è stato troppo basso, ma davvero è stato per il racconto non per la classifica.
Non sarò obbligata a leggere il tuo prossimo racconto, ma lo farò con piacere perchè, come ho già detto il tuo stile mi piace.
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Re: Mefistofele

Messaggio da leggere da Massimo Baglione »

Concordo con la riflessione di Stefyp, e la ringrazio pubblicamente per la pacatezza e il sangue freddo dimostrato.
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Re: Commento

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Non era mia intenzione offendere, infatti ho scritto che ho gradito il tuo commento per poi aggiungere una considerazione personale in tutta sincerità, mi trovo bene in questo sito come tra amici e forse ho peccato dì spontaneità beccandomi un fraintendimento. Prestero' maggiore attenzione
Stefyp ha scritto: 07/02/2021, 14:26 Appena ho letto questo tuo commento sono stata indecisa se offendermi o prenderlo come momento per chiarire a me stessa che valore ha un voto per me. Ho scelto la seconda. Che importanza pensi possa avere per me arrivare un po' più in alto nella classifica solo perchè ho buttato giù gli altri con un voto basso? Il fatto che tu fossi vicino a me in quel momento è stato un puro caso. Altre volte ho dato un 5 a chi era nella tua posizione, altre me lo sono beccata io un voto basso. Ma in tutta onestà posso dire che a me dei voti interessa poco, mi interessano molti più i commenti che spero sempre siano critici e onesti, perchè io qui voglio migliorare non vincere.
Rispetto al mio commento al tuo racconto confermo che lo stile mi è piaciuto, l'argomento no, ma questo non vuol dire niente, scriviamo quello e come ci piace e va sempre bene comunque.
Forse il voto è stato troppo basso, ma davvero è stato per il racconto non per la classifica.
Non sarò obbligata a leggere il tuo prossimo racconto, ma lo farò con piacere perchè, come ho già detto il tuo stile mi piace.
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Re: Mefistofele

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Come ho già scritto ho peccato di spontaneità, neanche tu hai compreso il tono ironico che volevo imprimere al messaggio di risposta, sicuramente per colpa mia. Ne prendo atto e chiedo scusa per l'equivoco
Massimo Baglione ha scritto: 07/02/2021, 14:37 Concordo con la riflessione di Stefyp, e la ringrazio pubblicamente per la pacatezza e il sangue freddo dimostrato.
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Re: Mefistofele

Messaggio da leggere da Stefyp »

Mi scuso io per aver frainteso. Di persona magari ci saremmo capiti con uno sguardo, i mezzi informatici hanno bisogno di qualche parola in più. L'importante è scambiarle queste parole e chiarirsi.
A presto
Mariovaldo
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Messaggio da leggere da Mariovaldo »

Tra i molti difetti che mi contraddistinguono c'e' quello di non saper mentire. Questo grave difetto si è accentuato con l'età e mi ha reso un brontolone insopportabile. Per esempio, quando leggo un racconto che non riesco a farmi piacere, sono incapace di scrivere lodi tanto sperticate quanto fasulle. Posso riconoscere una buona scrittura, corretta in grammatica e sintassi, posso notare che la fantasia non manca, anzi, quasi trabocca, noto persino che si tratta di un lavoro impegnativo e curato.... ma hai messo a dura prova i miri pochi neuroni superstiti nel tentativo di comprendere i messaggi tra le righe e la trama... ma che strano, rileggendo questo mio commento mi accorgo di aver trovato anche molti pregi, tanto da spingermi a concludere con un "bravo" per tutto quello che di buono ho trovato.
Ishramit
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Messaggio da leggere da Ishramit »

Non male come idea, buona la resa "psicologica" di questo rapporto padre-figlio, ne ho percepito tutto il tedio (chissà se anche il protagonista condivideva questa emozione :D ), a tratti sorprendente la "ribellione" della pagina bianca, dal sapore paradossale. Credo però ci sia ancora da lavorarci su, soprattutto riguardo alla rapidità della narrazione. L'ho trovato vorticoso, quasi frettoloso, mentre forse avrebbe funzionato meglio se si fosse preso i suoi tempi, se ci fosse stata almeno una pausa di "respiro" per lasciar decantare un minimo quanto letto.
Ida Dainese
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Messaggio da leggere da Ida Dainese »

Un racconto che comincia con qualcosa di bizzarro e presto diventa un po' inquietante. Dopo accenni e indizi, infatti, il lettore viene travolto dal vento della rivelazione, agitato come le pagine di quel libro con il messaggio. Il finale lascia col fiato sospeso e ci si rende conto che il protagonista ha ricominciato la sua vita e la prosegue senza ricordare altro. Una storia che ha del fascino, anche se lo stile è un po' incerto, ma penso che sia solo questione di pratica.
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Alcuni esempi di nostri ebook gratuiti:


La Gara 15 - Risorse a piccoli sorsi

La Gara 15 - Risorse a piccoli sorsi

(luglio/agosto 2010, 60 pagine, 845,46 KB)

Autori partecipanti: Cmt, Gloria, Arianna, SerStefano, Arditoeufemismo, hellies15, Giacomo Scotti, Carlocelenza, Vit, Manuela, Daniela F, Vecchiaziapatty, pieromacrelli, Gigliola, Biancaspina, Titty Terzano, Michele,
A cura di Mastronxo.
Scarica questo testo in formato PDF (845,46 KB) - scaricato 412 volte.
oppure in formato EPUB (487,29 KB) (vedi anteprima) - scaricato 214 volte..
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La Gara 59 - Siamo come ci vedono o come ci vediamo noi?

La Gara 59 - Siamo come ci vedono o come ci vediamo noi?

(giugno/luglio 2016, 35 pagine, 1,73 MB)

Autori partecipanti: Lodovico, Nunzio Campanelli, Massimo Tivoli, Carlocelenza, Stefania Di Giannantonio, Mirtalastrega, Skyla74, Patrizia Chini, Gabriele Ludovici, Giorgio Leone,
a cura di Alberto Tivoli.
Scarica questo testo in formato PDF (1,73 MB) - scaricato 167 volte.
oppure in formato EPUB (583,49 KB) (vedi anteprima) - scaricato 157 volte..
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La Gara 47 - Virus

La Gara 47 - Virus

(luglio 2014, 39 pagine, 542,17 KB)

Autori partecipanti: Lodovico, Carlocelenza, Ser Stefano, Angelo Manarola, Nunzio Campanelli, Mastronxo, Anto Pigy, Annamaria Vernuccio, Matteo Bottaro, Maddalena Cafaro, Eliseo Palumbo,
a cura di Patrizia Chini (con la supervisione di Lodovico).
Scarica questo testo in formato PDF (542,17 KB) - scaricato 180 volte.
oppure in formato EPUB (704,54 KB) (vedi anteprima) - scaricato 261 volte..
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Alcuni esempi di nostri libri autoprodotti:


Déjà vu - il rivissuto mancato

Déjà vu - il rivissuto mancato

antologia poetica di AA.VV.

Talvolta, a causa di dinamiche non sempre esplicabili, uno strano meccanismo nella nostra mente ci illude di aver già assistito a una scena che, in realtà, la si sta vivendo solo ora. Il dèjà vu diventa così una fotocopia mentale di quell'attimo, un incontro del pensiero con se stesso.
Chi non ha mai pensato (o realmente vissuto) un'istantanea della propria vita, gli stessi gesti e le stesse parole senza rimanerne perplesso e affascinato? Chi non lo ha mai rievocato come un sogno o, perché no, come un incubo a occhi aperti?
Ventitrè autori si sono cimentati nel descrivere le loro idee di déjà vu in chiave poetica.
A cura di Francesco Zanni Bertelli.

Contiene opere di: Alberto Barina, Angela Catalini, Enrico Arlandini, Enrico Teodorani, Fausto Scatoli, Federico Caruso, Francesca Rosaria Riso, Francesca Gabriel, Francesca Paolucci, Gabriella Pison, Gianluigi Redaelli, Giovanni Teresi, Giuseppe Patti, Ida Dainese, Laura Usai, Massimo Baglione, Massimo Tivoli, Pasquale Aversano, Patrizia Benetti, Pietro Antonio Sanzeri, Silvia Ovis, Umberto Pasqui, Francesco Zanni Bertelli.
Vedi ANTEPRIMA (941,40 KB scaricato 65 volte).
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Non spingete quel bottone

Non spingete quel bottone

antologia di racconti sull'ascensore

Hai mai pensato a cosa potrebbe accadere quando decidi di mettere piede in un ascensore? Hai immaginato per un attimo a un incontro fatale tra le fredde braccia della sua cabina? Hai temuto, per un solo istante, di rimanervi chiuso a causa di un imponderabile guasto? E se dietro a quel guasto ci fosse qualcosa o qualcuno?
Trentuno autori di questa antologia dedicata all\'ascensore, ideata e curata da Lorenzo Pompeo in collaborazione col sito BraviAutori.it, hanno provato a dare una risposta a queste domande.
A cura di Lorenzo Pompeo
Introduzione dell\'antropologo Vincenzo Bitti.
Illustrazioni interne di Furio Bomben e AA.VV.
Copertina di Roberta Guardascione.

Contiene opere di: Vincenzo Bitti, Luigi Dinardo, Beatrice Traversin, Paul Olden, Lodovico Ferrari, Maria Stella Rossi, Enrico Arlandini, Federico Pergolini, Emanuele Crocetti, Roberto Guarnieri, Andrea Leonelli, Tullio Aragona, Luigi Bonaro, Umberto Pasqui, Antonella Provenzano, Davide Manenti, Mara Bomben, Marco Montozzi, Stefano D'Angelo, Amos Manuel Laurent, Daniela Piccoli, Marco Vecchi, Claudio Lei, Luca Carmelo Carpita, Veronica Di Geronimo, Riccardo Sartori, Andrea Andolfatto, Armando d'Amaro, Concita Imperatrice, Severino Forini, Eliseo Palumbo, Diego Cocco, Roberta Eman.
Vedi ANTEPRIMA (2,58 MB scaricato 498 volte).
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BiciAutori - racconti in bicicletta

BiciAutori - racconti in bicicletta

Trentun paia di gambe hanno pedalato con la loro fantasia per guidarci nel puro piacere di sedersi su una bicicletta ed essere spensierati, felici e amanti della Natura.
A cura di Massimo Baglione.
Copertina e logo di Diego Capani.

Contiene opere di: Alessandro Domenici, Angelo Manarola, Bruno Elpis, Cataldo Balducci, Concita Imperatrice, Cristina Cornelio, Cristoforo De Vivo, Eliseo Palumbo, Enrico Teodorani, Ettore Capitani, Francesco Paolo Catanzaro, Germana Meli (gemadame), Giovanni Bettini, Giuseppe Virnicchi, Graziano Zambarda, Iunio Marcello Clementi, Lodovico Ferrari, Lorenzo Dalle Ave, Lorenzo Pompeo, Patrizia Benetti, Raffaella Ferrari, Rebecca Gamucci, Rosario Di Donato, Salvatore Stefanelli, Sara Gambazza, Sandra Ludovici, Sonia Piras, Stefano Corazzini, Umberto Pasqui, Valerio Franchina, Vivì.
Vedi ANTEPRIMA (1,29 MB scaricato 342 volte).
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