Buio

Spazio dedicato alla Gara stagionale d'autunno 2019.

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Sondaggio concluso il 23/12/2019, 23:00

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Massimo Centorame
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Buio

Messaggio da leggere da Massimo Centorame »

Cosa ci faccio qui dentro? Come ci sono finito? L'ambiente è buio, più scuro della pece. L'assenza di finestre, fessure o insignificanti spiragli di luce mi stringe la gola fino a soffocarmi.
E perché non riesco a udire niente?! A malapena avverto qualche sporadico rumore provenire da chissà quanto lontano.
Una finestra, ci deve essere una finestra, dannazione! È talmente buio che non riesco a notare la differenza tra occhi aperti e occhi chiusi.
Da quanto tempo sarò qui? Forse un'ora, forse un giorno o magari un mese. Non fa molta differenza saperlo visto che non riesco a muovermi senza sbattere contro qualcosa di inanimato.
Mi fermo un attimo a riflettere: se ci sono entrato, devo poter uscirne.
Procedo a piccoli passi lenti, per non inciampare. Urto il naso. Una superficie perfettamente liscia di metallo freddo. Deve essere la porta!
Vado a tentoni cercando di trovare la maniglia. Eccola, la tiro giù. Maledizione, è chiusa dall'esterno!
Nessuno spiraglio di luce, né dallo spioncino né dalla battuta inferiore.
Torno indietro procedendo adagio. Improvvisamente una sostanza fluida e terribilmente fredda mi bagna. Mi avvicino per capire. È acqua.
Non mi fido, ma la secchezza delle fauci, primo sintomo di una futura disidratazione, spazza via la mia diffidenza e bevo.
Se c'è da bere forse ci sarà anche da mangiare. Mi aggiro per questo nefasto ambiente, anteponendo il terzo dei cinque sensi: l'olfatto. Ma le mie narici raccolgono solo l'odore acre di pneumatici nuovi e di muffa.
Devo andarmene da qui! Voglio tornare a scaldarmi sotto i raggi del sole. Stendermi sull'erba e sentire il suo profumo fresco. Voglio tornare a essere accarezzato dal vento. E voglio… aspetta, cos'è questo tacchettare? Lo sento sempre più vicino, sta vendendo verso di me, è dietro questa porta.
Un giro di chiave, poi un altro. La porta inizia lentamente ad aprirsi e un timido raggio di luce colpisce un punto a caso sul pavimento. Viene spalancata e mi trovo inondato da un bagliore abbacinante.
Chiudo gli occhi, non sono più abituato a tollerare tutta quell'intensità. Li riapro, piano, affinché si possano adattare gradualmente a quella nuova situazione.
Davanti a me una donna con una ciotola in mano e sul pavimento la sua ombra stirata.
Adesso qualcuna mi ascolta, adesso finalmente posso miagolare.
Ultima modifica di Massimo Centorame il 25/09/2019, 9:49, modificato 1 volta in totale.

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Massimo Baglione
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Re: Buio

Messaggio da leggere da Massimo Baglione »

Io non le vedo le immagini, sono nere.
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Massimo Centorame
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Re: Buio

Messaggio da leggere da Massimo Centorame »

Massimo Baglione ha scritto:
25/09/2019, 5:47
Io non le vedo le immagini, sono nere.
buio, appunto! :)

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Massimo Baglione
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Re: Buio

Messaggio da leggere da Massimo Baglione »

Ossignur, non ci ero arrivato ahahah
Ma ora le hai tolte.
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Laura Ruggeri
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Messaggio da leggere da Laura Ruggeri »

Originale prova di scrittura in cui sei uscito in modo insolito dai clichè dei racconti sugli animali. A poco a poco costruisci una storia in cui descrivi una bestiola che vive gli stessi patemi d'animo umani. In un ambiente claustrofobico, solo alla fine si apre la porta e si può scoprire che il recluso è un micio. In mezzo ci stanno un sacco di frasi semplici e brevi che portano con naturalezza il lettore a condividere le sensazioni provate dal gatto. Bel racconto!

Massimo Centorame
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Re: Buio

Messaggio da leggere da Massimo Centorame »

Massimo Baglione ha scritto:
25/09/2019, 10:23
Ossignur, non ci ero arrivato ahahah
Ma ora le hai tolte.
Perché mi sono incartato. Volevo metterne una sola all’inizio del racconto e invece mi sono ritrovato con due immagini in fondo. Alla fine ho tolto tutto.

Laura Traverso
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Messaggio da leggere da Laura Traverso »

Il racconto è scritto bene e pur nella sua brevità è denso di significati anche sorprendenti. Infatti, leggendo, non ci si aspetterebbe mai che quelle claustrofobiche sensazioni fossero vissute da un povero gatto rinchiuso in quel tugurio. Mi è piaciuta questa storia perché evidenzia che il dolore è per tutti uguale: gli animali soffrono e percepiscono proprio come noi.

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Roberto Bonfanti
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Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti »

Concordo con chi mi ha preceduto nei commenti: il racconto è bello, veloce, incisivo, ben scritto.
A un certo punto ho cominciato a sospettare quale fosse la vera natura del prigioniero, ma sei stato bravo a lasciarmi il dubbio fino alla fine.
Una curiosità: dov’era rinchiuso? Da alcuni indizi (odore di pneumatici nuovi) ho pensato a un garage.

Massimo Centorame
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Re: Commento

Messaggio da leggere da Massimo Centorame »

Roberto Bonfanti ha scritto:
25/09/2019, 18:41
Concordo con chi mi ha preceduto nei commenti: il racconto è bello, veloce, incisivo, ben scritto.
A un certo punto ho cominciato a sospettare quale fosse la vera natura del prigioniero, ma sei stato bravo a lasciarmi il dubbio fino alla fine.
Una curiosità: dov’era rinchiuso? Da alcuni indizi (odore di pneumatici nuovi) ho pensato a un garage.
In realtà avevo pensato a un fondaco, ma potrebbe anche essere un garage.

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Isabella Galeotti
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Messaggio da leggere da Isabella Galeotti »

Un racconto breve, ma d'effetto. Il protagonista è stato sviluppato egregiamente, e l'ambientazione pure.
Al primo impatto pensavo al solito personaggio che si trova legato al buio in non non si sa dove. Ho iniziato ad avere dubbi quando ha urtato il naso, infatti mi sono detta "ma come mai non mette avanti le mani?"
Poi alla fine ho scoperto. Mi ha stupito il racconto e il suo svolgimento. voto 5
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Massimo Centorame
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Domanda

Messaggio da leggere da Massimo Centorame »

Non da un certo prurito anche a voi chi esprime il proprio giudizio con un voto basso, senza avere “il coraggio” di commentare?
Che ne pensi Slifer?

Diego.G
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Messaggio da leggere da Diego.G »

Bello e rapido, l'attesa nel buio di un gatto però non è tanto verosimile… ma rimane la piacevolezza del pensiero gattesco, un pensiero sempre piacevole vissuto con gli occhi di un gatto però umanizzato, che sembra vivere le emozioni di un essere umano più che di un felino vero e proprio, per il quale notte e giorno poco fanno differenza. Resta sempre la mia umile opinione.
Ultima modifica di Diego.G il 02/10/2019, 16:54, modificato 2 volte in totale.

Laura Traverso
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Re: Domanda

Messaggio da leggere da Laura Traverso »

Massimo Centorame ha scritto:
28/09/2019, 6:54
Non da un certo prurito anche a voi chi esprime il proprio giudizio con un voto basso, senza avere “il coraggio” di commentare?
Che ne pensi Slifer?
Lascia correre Massimo... dammi retta.

Massimo Centorame
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Messaggio da leggere da Massimo Centorame »

Laura Traverso ha scritto:
01/10/2019, 22:58
Lascia correre Massimo... dammi retta.
Forse hai ragione Laura. 😏

Stefyp
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Messaggio da leggere da Stefyp »

Sono un pochino in difficoltà nel giudicare questo racconto. Concordo nel dire che è scorrevole, ben scritto ecc. mi è piaciuta l'idea e la sorpresa finale che non mi aspettavo. Però alcune parole suonano male in bocca ad un gatto. Voglio dire: nefasto, pneumatico striato e alcune altre sono parole che in bocca ad un gatto stonano un pochino. Con un linguaggio un po' meno ricercato l'avrei premiato con un 5 perchè per il resto il racconto mi è piaciuto. Spero di essermi spiegata.

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Frdellaccio
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Re: Buio

Messaggio da leggere da Frdellaccio »

Il finale mi ha sorpreso completamente. Il racconto, nel suo svolgimento, mi ha portato a immaginare quale potesse essere il luogo in cui il protagonista era prigioniero. Quindi grande effetto sorpresa nel finale. Anche se, scoperto che il protagonista era un gatto, ho trovato un po' forzato l'uso di alcune parole che mi sembra siano state usate per depistare il lettore.

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Massimo Baglione
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Re: Buio

Messaggio da leggere da Massimo Baglione »

Ricordatevi di specificare "Commento" come titolo del messaggio usato per commentare le opere in Gara, altrimenti non verranno conteggiati dal sistema, grazie!
Se invece state solo rispondendo, non serve specificare.
Ricordatevi anche che il testo del commento deve essere lungo almeno 200 battute.
Vi rimando alle istruzioni delle Gare letterarie.
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Marco Daniele
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Messaggio da leggere da Marco Daniele »

L'idea di base è carina, personalmente mi piacciono i racconti che ricorrono a un punto di vista "alieno", ma proprio per questo è facile cadere nell'insidia di umanizzare troppo ciò che invece non dovrebbe esserlo, soprattutto se la narrazione è in prima persona. Anche appellandomi al massimo grado di sospensione dell'incredulità, trovo difficile accettare un gatto che classifichi l'olfatto come terzo dei cinque sensi o che con precisione scientifica associ la secchezza delle fauci alla futura disidratazione.
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Massimo Centorame
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Re: Commento

Messaggio da leggere da Massimo Centorame »

Marco Daniele ha scritto:
04/10/2019, 20:00
L'idea di base è carina, personalmente mi piacciono i racconti che ricorrono a un punto di vista "alieno", ma proprio per questo è facile cadere nell'insidia di umanizzare troppo ciò che invece non dovrebbe esserlo, soprattutto se la narrazione è in prima persona. Anche appellandomi al massimo grado di sospensione dell'incredulità, trovo difficile accettare un gatto che classifichi l'olfatto come terzo dei cinque sensi o che con precisione scientifica associ la secchezza delle fauci alla futura disidratazione.
Cerco di rispondere a StefyP, Frdellaccio e Marco Daniele.
Ho volutamente umanizzato il personaggio "gatto", non per depistare il lettore, ma per sottolineare l'antropomorfizzazzione dell'animale domestico. Questo perché, a parere mio, non stiamo solo progettando un binomio sci-fi uomo-macchina, ma abbiamo già generato, e stiamo alimentando, una diade uomo-animale che depriva il gatto, il cane e gli altri animali d'affezione delle loro peculiarità animali e innesta in loro (perdonate la ripetizione) i nostri desideri e i nostri scopi.
Noi uomini viviamo come se ci mancassero dei pezzi e fossimo sempre alla ricerca di qualcosa di "alieno" che ci completi. Forse per essere più forti, o più semplicemente per essere qualcosa di diverso.
Però se l'ho dovuto spiegare mi sa che non ha funzionato. Ops… : ?

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Eliseo Palumbo
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Messaggio da leggere da Eliseo Palumbo »

Ciao Massimo, a inizio racconto ho provato subito a farmi un'idea della tipologia, un thriller(?), d'azione(?), giallo(?), noir(?), e alla fine mi hai strappato un sorriso, non avevo per nulla capito che il protagonista non fosse umano. Nello scrivere "Urto il naso" forse si sarebbe potuto intuire qualcosa, non so se tu lo abbia fatto di proposito o sia del tutto casuale ( sono fuori pista?) l'utilizzo di naso e non di muso per esempio.
In ogni caso questo gatto lo trovo bello. Bravo
Mostrare ad altri le proprie debolezze lo sconvolgeva assai più della morte

POSARE LA MIA PENNA E' TROPPO PERICOLOSO IO VIVO IO SCRIVO E QUANDO MUOIO MI RIPOSO


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Lodovico
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Messaggio da leggere da Lodovico »

Questo è il tipico genere di racconti che adoro. Quelli in cui l'autore ti "prende in giro" facendoti credere di seguire una scena o un personaggio di un certo tipo e poi scopri che si tratta di tutt'altro. Molto bene. Anche il piccolo indizio del "picchiare il naso" l'ho trovato molto brillante, l'ho in realtà notato in fase di lettura, mi pareva strano, ma non ho capito che avesse uno scopo nella trama. Concordo, però con altri commenti sul lessico un po' troppo ricercato per attribuirlo a un gatto e poi la "secchezza delle fauci" che sembra uscito dal bugiardino di un farmaco mi sembra un po' fuori luogo. Ma sono dettagli, nell'insieme mi è piaciuto molto.
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Giorgio Leone
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Messaggio da leggere da Giorgio Leone »

"Ho volutamente umanizzato il personaggio "gatto", non per depistare il lettore, ma per sottolineare l'antropomorfizzazzione dell'animale domestico. Questo perché, a parere mio, non stiamo solo progettando un binomio sci-fi uomo-macchina, ma abbiamo già generato, e stiamo alimentando, una diade uomo-animale..."
Si, qualcosa di vero indubbiamente c'è, ma a mio avviso hai esagerato con questa umanizzazione. Una frase per tutte, anche se il bugiardino di Lodo dice già tutto: "Deve essere la porta! Vado a tentoni cercando di trovare la maniglia. Eccola, la tiro giù. Maledizione, è chiusa dall'esterno!"
Una maniglia ad altezza gatto? La tira giù e capisce che è chiusa dall'esterno? Sarebbe stato meglio dire semplicemente che trova una porta chiusa.
Insomma, non avrai anche voluto depistare il lettore, ma ci sei riuscito perfettamente.
Comunque un testo simpatico e accattivante.
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Daniele Missiroli
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Messaggio da leggere da Daniele Missiroli »

Una storia veloce, ma intensa, come deve essere per infondere un senso maggiore di claustrofobia, di impotenza, di sconcerto. Azzeccata l'idea di rivelare solo all'ultima parola che si trattava di un gatto. Non l'ultimo periodo, proprio l'ultima parola in assoluto!
Ti segnalo alcuni problemini:
niente?! -> ti sconsiglio di usare ?!
saperlo, visto che
devo poterne uscire
spioncino, né dalla
sta vendendo verso di me -> sta venendo
qualcuna -> qualcuno
Una bella prova: continua così. :D

Selene Barblan
Necrologista
Messaggi: 235
Iscritto il: 11/07/2016, 22:53

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Messaggio da leggere da Selene Barblan »

Il racconto è insolito e per questa sua originalità mi ha convinto. Quando l’ho letto la prima volta sono rimasta sorpresa dal finale e pertanto secondo me è ben costruito; ci sono degli indizi che vengono colti solo con una seconda lettura, più attenta. Questi due dettagli però non mi convincono: “devo poter uscirne” (metterei devo poterne uscire) e “primo sintomo di una futura disidratazione” (lo ometterei). Inoltre secondo me ci sono delle virgole di troppo qua e là. Globalmente ritengo sia un buon lavoro, viva i felini 🐱😊! Do come voto un 4.

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Déjà vu - il rivissuto mancato

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antologia poetica di AA.VV.

Talvolta, a causa di dinamiche non sempre esplicabili, uno strano meccanismo nella nostra mente ci illude di aver già assistito a una scena che, in realtà, la si sta vivendo solo ora. Il dèjà vu diventa così una fotocopia mentale di quell'attimo, un incontro del pensiero con se stesso.
Chi non ha mai pensato (o realmente vissuto) un'istantanea della propria vita, gli stessi gesti e le stesse parole senza rimanerne perplesso e affascinato? Chi non lo ha mai rievocato come un sogno o, perché no, come un incubo a occhi aperti?
Ventitrè autori si sono cimentati nel descrivere le loro idee di déjà vu in chiave poetica.
A cura di Francesco Zanni Bertelli.

Contiene opere di: Alberto Barina, Angela Catalini, Enrico Arlandini, Enrico Teodorani, Fausto Scatoli, Federico Caruso, Francesca Rosaria Riso, Francesca Gabriel, Francesca Paolucci, Gabriella Pison, Gianluigi Redaelli, Giovanni Teresi, Giuseppe Patti, Ida Dainese, Laura Usai, Massimo Baglione, Massimo Tivoli, Pasquale Aversano, Patrizia Benetti, Pietro Antonio Sanzeri, Silvia Ovis, Umberto Pasqui, Francesco Zanni Bertelli.
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antologia di opere ispirate dal concetto di Carosello e per ricordare il 40° anniversario della sua chiusura

Nel 1977 andava in onda l'ultima puntata del popolare spettacolo televisivo serale seguito da adulti e bambini. Carosello era una sorta di contenitore pubblicitario, dove cartoni animati e pupazzetti vari facevano da allegro contorno ai prodotti da reclamizzare. Dato che questo programma andava in onda di sera, Carosello rappresentò per molti bambini il segnale di "stop alle attività quotidiane". Infatti si diffuse presto la formula "E dopo il Carosello, tutti a nanna".
Per il 40° anniversario della sua chiusura, agli autori abbiamo chiesto opere di genere libero che tenessero conto della semplicità che ha caratterizzato Carosello nei vent'anni durante i quali è andato felicemente in onda. I dodici autori qui pubblicati hanno partecipato alle selezioni del concorso e sono stati selezionati per questo progetto letterario. Le loro opere sono degni omaggi ai nostri ricordi (un po' sbiaditi e in bianco e nero) di un modo di stare in famiglia ormai dimenticato.
A cura di Massimo Baglione.

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