Piazza Fontana

Spazio dedicato alla Gara stagionale d'inverno 2019/2020.

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ElianaF
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Piazza Fontana

Messaggio da leggere da ElianaF » 22/12/2019, 16:12

Era da tanto che non venivo a Milano. Il seminario sui cambiamenti climatici si è rivelato meno interessante del previsto - niente proposte concrete, solo parole dette e ridette -, perciò, invece che fermarmi fino alle 5, come pianificato, esco alle 3, così ho tempo di fare un giro in centro prima di prendere il treno per tornare a casa.
Sta piovendo piano e mi sto bagnando la giacca, è meglio che prenda un mezzo pubblico invece che andare a piedi. Questo tram va in direzione Duomo: le fiancate riportano la pubblicità di non so quale posto esotico, come mi piacerebbe essere su quella spiaggia invece che in questo clima uggioso di fine gennaio. Ci sono diversi posti vuoti, poche persone a spasso per saldi. Il sedile di plastica giallo è freddo e il finestrino appannato, non riesco neanche a capire dove sono, meno male che è un tram moderno, una voce registrata annuncia le fermate.
“Prossima fermata Piazza Fontana”. Piazza Fontana? Quella Piazza Fontana? Mi alzo e scendo in fretta, facendomi spazio tra le persone in attesa di salire. Alzo lo sguardo e vedo il Duomo con alcune guglie coperte da impalcature, in alto la Madonnina dorata. Mi trovo in uno spazio ibrido tra una piazza e un incrocio, dove si affollano in modo caotico auto, persone, taxi, biciclette, tutti in movimento, niente a che vedere con gli spazi raffigurati da De Chirico. Ecco la fontana che dà il nome alla piazza, seminascosta dagli alberi: è decisamente sobria, niente a che vedere con le fontane di Roma. Mi avvicino e vedo due sirene in parte annerite dalle alghe e un pesce di pietra dalla faccia mostruosa che mi fissa. Sulla piazza si affacciano l’arcivescovado, un hotel moderno, un cantiere per il restauro di una casa diroccata e un edificio sgraziato, con finestre di diverse forme: su questo palazzo spicca la scritta Banca Nazionale dell’Agricoltura, è questo il luogo della strage. Nel 1969 la mia famiglia abitava in un condominio alla periferia di Milano, io frequentavo le elementari. Era dicembre, mancavano pochi giorni a Natale e alla televisione strillavano che i morti erano numerosi e i feriti erano gravi.
Che pena quelle foto sui giornali, quelle lenzuola bianche che risaltavano tra le macerie annerite dall’esplosione. Quegli scatti in bianco e nero mi avevano provocato degli incubi, avevo faticato a prender sonno per molto tempo, pensavo alle vittime, ai feriti, ai parenti, se ci penso ancora adesso sto male.
Mamma e papà mi avevano fornito delle spiegazioni frettolose su quelle vittime innocenti, dicendo che poteva capitare a chiunque, anche a loro, anche a me. Mi ero sentita in pericolo, davvero nessuno mi poteva proteggere? Sì, quella bomba mi aveva segnato la vita, mi aveva insegnato che gli uomini possono essere crudeli. Avevo sentito per la prima volta quella parola, terrorismo, che avrebbe insanguinato la cronaca per molti anni a seguire.
Sul prato ci sono due lapidi affiancate, sono entrambe dedicate a Giuseppe Pinelli. Dalla data scopro che la morte di Pinelli è avvenuta solo pochi giorni dopo la strage, nel palazzo della questura non lontano da qui. Francamente non mi ricordo cosa sia successo, ma dalla morte di Pinelli so che era poi dipesa in qualche modo quella del commissario Calabresi.
Ero alle medie quando venne ucciso il giovane commissario che vedevo al telegiornale. Di quell’omicidio mi sono rimasti impressi la cinquecento parcheggiata sotto casa, la moglie incinta e il bambino che non avrebbe mai conosciuto suo padre. Dopo quarant’anni le vedove di Calabresi e di Pinelli si erano incontrate e abbracciate, quello che le accumunava era il dolore patito, non il rancore.
Vado verso il palazzo della polizia municipale e vedo in basso uno strano oggetto rotondo, forse una lampada per illuminare la facciata. Scopro invece che è una targa dell’1989 per ricordare Chico Mendes. Il nome mi è noto, ma non mi ricordo chi è, meno male che ho lo smartphone. Leggo “sindacalista, politico e ambientalista brasiliano”, assassinato nel dicembre dell’88.
Questa piazza è piena di dolore, troppi morti innocenti.
“Mi scusi, mi sa dire dov’è via della Signora? “. Sobbalzo per lo spavento, chi mi ha parlato è una donna in bicicletta che mi chiede indicazioni. “Mi spiace, non sono pratica della zona”, le rispondo con fare impacciato.
Qui di fianco c’è la piazzetta con una statua, da ragazzi si andava in un’osteria a mangiare i wurstel con i crauti, i panini erano caldi, abbondanti e costavano poco. La statua raffigura un uomo vestito con abiti del ‘700, Cesare Beccaria.
Giro intorno al monumento e alla base vedo una scritta in caratteri maiuscoli in memoria del voto parlamentare per l’abolizione della pena di morte.
Il basamento riporta anche una citazione tratta da Dei delitti e delle pene: “……Se dimostrerò non essere la pena di morte né utile né necessaria avrò vinto la causa dell'umanità”. La morte non è mai giusta, neanche per punire i colpevoli di atti efferati.
Mi giro a guardare il palazzo della strage, le lapidi, la targa commemorativa. Ci sono uomini che uccidono ma anche uomini che combattono per la giustizia.
Mi avvio verso la metropolitana, devo riprendere il treno; mentre cammino rifletto che la violenza e il dolore possono portare alla rassegnazione, ma ci sono individui in grado di infondere la speranza, e sono davvero grata per il loro contributo all’umanità.
Ultima modifica di ElianaF il 28/12/2019, 17:55, modificato 1 volta in totale.

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Messaggio da leggere da Athosg » 23/12/2019, 19:23

Hai vissuto un attimo di grazia, quei momenti di riflessione attiva che si hanno nelle città, nei monumenti, nelle chiese. La storia passa e lascia il segno ma bisogna avere i momenti di grazia per coglierlo.
Ultima modifica di Athosg il 26/12/2019, 17:32, modificato 2 volte in totale.

ElianaF
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Re: Piazza Fontana

Messaggio da leggere da ElianaF » 24/12/2019, 10:13

Grazie, sono contenta che tu abbia colto le emozioni che volevo esprimere.

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Eliseo Palumbo
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Messaggio da leggere da Eliseo Palumbo » 24/12/2019, 19:47

Ciao.
Il racconto si lascia leggere, scritto abbastanza bene, ha un suo svolgimento coerente e racconta l'emozioni suscitate sulla protagonista (sei forse te stessa?) da un nome: Piazza Fontana.
La protagonista, all'epoca dei fatti narrati, era una bambina, adesso donna adulta vuole affrontare il luogo che le trasmise tanta paura anni addietro.
Sulla storia del Pinelli "anarchico", dell'omicidio Calabresi e del sindacalista brasialiano potremmo stare a parlare per ore e ore, ma ciò che voglio sottolineare e che ho apprezzato molto è stata la frase del Beccaria e la conseguente riflessione: l'omicidio, legale o meno che sia, non è mai giusto.
Non mi sono emozionato, però ho letto il racconto tre volte e ho cercato di capirne il senso, il motivo della sua stesura e quello che volevi trasmettere.
Mostrare ad altri le proprie debolezze lo sconvolgeva assai più della morte

POSARE LA MIA PENNA E' TROPPO PERICOLOSO IO VIVO IO SCRIVO E QUANDO MUOIO MI RIPOSO


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ElianaF
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Re: Piazza Fontana

Messaggio da leggere da ElianaF » 25/12/2019, 12:48

grazie Eliseo per il tuo commento.Direi che hai colto lo spirito del racconto, una serie di emozioni tra di loro molto diverse suscitate da un non-luogo.

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Messaggio da leggere da Selene Barblan » 26/12/2019, 13:25

I luoghi parlano a chi li sa ascoltare; spesso capita di passare per luoghi ricchi di storia, ma se non si ha la conoscenza necessaria o la voglia e il tempo per approfondire cosa celino, si passa oltre, magari immersi in pensieri e problemi quotidiani. Questo aspetto del racconto, il porre attenzione ai dettagli, a ciò che ci circonda, è la componente più importante. È scritto inoltre in modo scorrevole e si lascia leggere; non ha però, secondo me, quella scintilla che suscita emozioni e che me lo farà ricordare. Voto 3.

ElianaF
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Re: Piazza Fontana

Messaggio da leggere da ElianaF » 26/12/2019, 14:02

grazie Selene per il tuo commento

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Roberto Bonfanti
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Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti » 26/12/2019, 15:57

Una delle pagine più brutte della storia della Repubblica.
Trovo che il tuo racconto sia scritto bene, usi un linguaggio chiaro e lineare e a livello formale ti segnalo solo un paio di piccole sviste: "la cinquecento parcheggiata sotto casa. La moglie incinta", virgola al posto del punto; "è avvenuta solo pochi giorni dopo la strage", immagino che tu intenda " (La sua morte) è avvenuta…"
Però ho trovato il tono un po' didascalico e distaccato, in certi tratti quasi da resoconto, anche quando cerchi di esprimere le emozioni della protagonista, l'empatia non scatta, almeno per me.
Ma l'aspetto che mi convince meno è una sorta di contraddizione logica che attraversa tutta la narrazione. Più volte tu affermi di non ricordare, di non sapere (Dalla data scopro che la morte di Pinelli… non mi ricordo cosa sia successo… ecc.), fra l'altro indichi erroneamente la sede della questura nella stessa piazza invece che in Via Fatebenefratelli, come se da quei giorni tu non ne avessi più sentito parlare. Visto che, come dici, "quella bomba mi aveva segnato la vita" è strano che tu non ti sia in seguito interessata e informata su quegli avvenimenti e tutto ciò che ne è conseguito, il materiale e le possibilità non mancano di certo. Naturalmente mi riferisco al tuo alter-ego letterario.
Stesso discorso per Chico Mendes (Il nome mi è noto, ma non mi ricordo chi è…), singolare lacuna per chi partecipa a un seminario sui cambiamenti climatici.
Scusa ma per questi motivi il tuo brano non mi ha colpito particolarmente.

Giampiero
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Messaggio da leggere da Giampiero » 26/12/2019, 18:07

Il racconto è scritto decisamente bene, di fatto ci sono tutti gli ingredienti per un contesto narrativo in cui però, a mio parere doveva giganteggiare il personaggio io narrante, chiamato a mostrare i segni di quella tragedia che l'aveva per altro segnato e trasmetterla al lettore. C'è, evidentemente, il tentativo di trasmettere le emozioni (che in parte sono arrivate), un punto di vista particolare, ma a mio parere si esplica in modo troppo raccontato. È questo, secondo me, a creare quel po' di distacco che altri autori hanno rilevato. Comunque non è un commento negativo il mio, ma un incoraggiamento a inserire delle scene mostrate.
Carlo Ragonese

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Messaggio da leggere da ElianaF » 27/12/2019, 21:23

Buongiorno Roberto, grazie per il commento. Secondo te posso già correggere gli errori che hai rilevato o devo aspettare la fine della gara? È la prima volta che partecipo, non conosco tutte le regole.
Ultima modifica di ElianaF il 28/12/2019, 10:53, modificato 1 volta in totale.

ElianaF
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Re: Piazza Fontana

Messaggio da leggere da ElianaF » 27/12/2019, 21:24

grazie Carlo per il commento

Roberto Ballardini
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Messaggio da leggere da Roberto Ballardini » 28/12/2019, 15:42

Un racconto dal taglio documentaristico, scritto molto bene, che fonde insieme la suggestività del luogo a quella della storia. Per quella che è la mia esperienza e il mio modo di vedere le cose, sono portato a non scindere così nettamente le colpe dai meriti, nel senso che poi ogni evento ha radici molto lunghe che vanno avanti e indietro nella storia ed è difficile sapere da quale terra abbiano tratto nutrimento, ma ciò che mi suggestiona e mi affascina in questo racconto è questa immagine di un luogo reale, fatto di edifici e veicoli e persone, e allo stesso tempo di fantasmi e di sofferenza.

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Roberto Bonfanti
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Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti » 28/12/2019, 15:51

ElianaF ha scritto:
27/12/2019, 21:23
Buongiorno Roberto, grazie per il commento. Secondo te posso già correggere gli errori che hai rilevato o devo aspettare la fine della gara? È la prima volta che partecipo, non conosco tutte le regole.
Ciao Eliana, per quanto ne so puoi correggere il tuo testo quando vuoi. Naturalmente non prendere tutto quello che ho segnalato come oro colato, è solo la mia opinione :D

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Re: Piazza Fontana

Messaggio da leggere da ElianaF » 28/12/2019, 17:47

Ringrazio @Roberto Ballardini per il commento e @Roberto Bonfanti per le dritte!

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Messaggio da leggere da Namio Intile » 03/01/2020, 11:16

Cominci con una voce narrante. E va bene. Ma, a mio avviso, nel secondo periodo, da " Sta piovendo…" la voce narrante cambia registro e assume quella della riflessione. Si tratta di un pensiero quindi. Dovresti renderlo esplicito in qualche modo, anche graficamente, altrimenti generi confusione.
Questa confusione continua in tutto il racconto penalizzandolo.
Quanto al testo, l'intento didattico e moraleggiante è evidente, a scapito della storia, che praticamente non esiste. Tanto inesistente che la protagonista sembra trasformarsi in una sorta di turista del dolore, seppure dotata di purissimi e buonissimi e nobilissimi sentimenti.

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Fausto Scatoli
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Messaggio da leggere da Fausto Scatoli » 03/01/2020, 12:05

mi fa piacere che qualcuno scriva ricordando un atto di tale vigliaccheria, quello che ha dato il via agli anni di piombo.
lasciamo perdere la storia di Pinelli e Calabresi, non finirebbe mai, e andiamo invece al racconto.
personalmente rivedrei un poco la punteggiatura, mentre le descrizioni sono buone. soprattutto a livello emotivo.
quella che era una bimba all'epoca dei fatti, si trova a riviverli da adulta per puro caso, passando nel luogo del misfatto. e da lì prosegue il suo ripercorrere gli anni, scoprendo anche Chico Mendes.
bella la chiusa con la frase di Beccaria.
un buon lavoro, anche se migliorabile.
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Re: Piazza Fontana

Messaggio da leggere da ElianaF » 03/01/2020, 19:45

Grazie Namio e Fausto per gli spunti.

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Messaggio da leggere da Sonia85 » 04/01/2020, 22:06

Buono lo stile e le descrizooni, ma ha una natura troppo da documentario o da ritratto e troppo poco da racconto. L'argomento è sicuramente delicato e importante, ma questo da solo non basta a dare vita a un racconto pregevole.

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Re: Piazza Fontana

Messaggio da leggere da ElianaF » 05/01/2020, 17:29

grazie Sonia per il commento.

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Messaggio da leggere da Stefyp » 13/01/2020, 18:30

È più una riflessione che una narrazione e questo penalizza il tutto. È ben scritto, ma sembra quasi la pagina di un diario personale. In un altro contesto avresti sicuramente avuto più soddisfazioni. Anche se è fuori di dubbio che riflettere e far riflettere sulle queste pagine della nostra storia non è mai un male.

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Lodovico
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Messaggio da leggere da Lodovico » 13/01/2020, 21:11

Piazza Fontana, nonostante fossi troppo giovane per averne un ricordo personale, è uno di quegli eventi, come Bologna, e parecchi altri, che ti ricordano tempi e, per fortuna, costumi passati. Ho apprezzato che tu lo abbia ricordato con un racconto delicato di chi non ne è stata protagonista, ma testimone. Brava.
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Re: Piazza Fontana

Messaggio da leggere da ElianaF » 13/01/2020, 21:19

Grazie Ludovico e Stefyp per il commento.

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Re: Piazza Fontana

Messaggio da leggere da Gabrielegravina » 14/01/2020, 11:48

Un molto bel racconto, che richiama al tragico evento storico del secondo dopoguerra.

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