Cadendo

Spazio dedicato alla Gara stagionale d'inverno 2019/2020.

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Gabrielegravina
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Cadendo

Messaggio da leggere da Gabrielegravina » 12/01/2020, 23:02

In quel locale dominavano le luci rosse. Lui era andato da solo. Il suo litigio con sua moglie per via della perdita del lavoro gli aveva fatto venire il bisogno di uscire, di vedere altre persone, diverse da quelle solite, i cui volti ormai conosceva a memoria. Il suo sogno, quello di lavorare in teatro, lo stava ultimamente prendendo così tanto che si è liberato di un impiego sicuro come quello per cui aveva studiato, immergendosi in un mondo in cui la sua unica sicurezza era la passione per ciò che avrebbe voluto fare. Più lotti per i tuoi sogni più ti accorgi che ci sono ostacoli, ma fanno bene, ti rendono pronto ad affrontare le future difficoltà, a capire se veramente tu sia disposto a dare tutto per diventare bravo in qualcosa, capire chi è disposto a lottare al tuo fianco e chi invece ti avrebbe preferito con una misera occupazione che paghi il trasporto casa-lavoro.
E così si ritrovava seduto ad uno dei tavoli del locale,con un bicchiere di scotch tra le mani, con le lacrime agli occhi, pensando più a quanto sia solo nella sua vita piuttosto che pensare se la scelta fatta è stata quella corretta. Ogni scelta presa dall’uomo è corretta, in quanto dettata dall’istinto, l’unico che conosce il futuro e che disegna la tua vita così come il destino vuole che essa venga vista sino al completamento dell’opera. Non ha mai trovato il vero amore. Il vero amore dura per sempre, con lo stesso fuoco e la stessa passione di quando si sono incrociati i vostri sguardi per la prima volta. Il suo era finito perché aveva dimostrato il suo vero modo di essere. “Prima di far divenire importante una persona per te, fa sì che ti dimostri che ti accetterà sempre per come sei, fino al resto dei vostri giorni, non dei suoi” si ripeteva nella mente sorso dopo sorso. In fondo era l’amore che veramente gli mancava. Una persona che lo capisse, che lo amasse, che lo rendesse meglio di quanto egli da solo possa mai fare. Sentirsi completati è come essere stesi in due in un corpo su una nuvola e guardare il mondo dall’alto. Una persona alla quale puoi rivolgere amore all’infinito e vedertelo ricambiato, una persona per la quale daresti la vita, una persona alla quale tieni quanto tieni a te stesso, se non di più.
Un uomo può divenire ciò che vuole nella propria vita, avere tutto il successo che molti altri gli condannano e per il quale molti altri lo osannano, ma senza LA persona della tua vita, hai fallito. Potrebbe esserti di fianco in questo momento, potresti starla pensando in questo momento, potresti essere con lei in questo momento e potresti star passando più tempo con una persona che in realtà non è la persona della tua vita piuttosto che con te. Non accorgertene tu. Lascia ancora una volta fare all’istinto. La vista di Quella persona mette in moto qualunque cosa. Ti senti con un vuoto nello stomaco, come se stessi cadendo da una montagna, come se stessi sulla discesa della più grande montagna russa sul pianeta. Senti che è come se vi conosceste da una vita anche se vi siete visti per la prima volta lì, in quel locale, entrambi con un bicchiere in mano, tu pieno di scotch e lei di vino rosso, tu con un’orribile giacca marrone e una camicia male abbottonata lei con un’estiva maglietta rosso scarlatto, tu da solo lei con cinque amiche. Ma vi siete voltati contemporaneamente, fissati, e avete capito in un istante, solo con gli occhi, che sapete molto più dell’altro che di voi stessi.

Ora lui può quindi sfondare nel mondo del teatro, in quanto lei gli ha tolto la maschera.

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Eliseo Palumbo
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Messaggio da leggere da Eliseo Palumbo » 13/01/2020, 21:17

L'intento del racconto è aprezzabile, sempre che abbia capito quale sia l'intento; io l'ho interpretato come una valanga di pensieri, atti ad autoconvincersi, più che altro, che la strada intrapresa sia quella giusta, a inseguire il proprio sogno, a essere, a volte, egoisti e pensare a sé stessi piuttosto che mettere al primo posto qualcun altro, che, magari, ha un'influenza negativa. E su ciò sono d'accordo, avere qualcuno al tuo fianco che crede in te, piuttosto che screditare ogni singola cosa tu faccia, ti da quella marcia in più, ma attenzione a non illudersi e a non credere che solo quel appoggio sia bastevole, a volte, il destino, come lo hai chiamato nel racconto, non coincide con il nostro volere, quindi la testardaggine non è detto che sia qualcosa di buono.
Per me il racconto è bello, tuttavia ci sarebbe qualcosa da sistemare, a mio avviso; ti riporto qualche esempio:
1. Inizi il racconto parlando di questo lui che si ritrova a bere scotch in un night e lo finisci dandogli del tu, parlando con il protagonista direttamente. Questa è l'impressione che si percepisce nonostante, credo, che tu abbia voluto riferirti con quel tu al lettore, quindi va sistemato.
2. "Ogni scelta presa dall’uomo è corretta, in quanto dettata dall’istinto, l’unico che conosce il futuro e che disegna la tua vita così come il destino vuole che essa venga vista sino al completamento dell’opera" l'unico che conosce il futuro chi? il destino? Se si perché hai scritto ... come il destino vuole che... ?
3. LA persone e Quella persona, oltre alle maiuscole credo si debbano mettere La e Quella tra virgolette.
4. Perché può sfondare nel teatro ora che non ha la maschera? Il teatro esiste grazie alle maschere e ogni attore ne indossa una, materiale o immaginaria che sia, per poter interpretare il personaggio assegnatogli.
Poi, personalmente, non ho capito il concetto di ogni scelta presa dall'uomo è corretta, e un uomo può divenire ciò che vuole nella vita, non credo che sia così ma non siamo qui a dibattere su punti di vista, bensì per scrivere e allenarci nella scrittura.
Come detto, complessivamente, il racconto è bello.
Mostrare ad altri le proprie debolezze lo sconvolgeva assai più della morte

POSARE LA MIA PENNA E' TROPPO PERICOLOSO IO VIVO IO SCRIVO E QUANDO MUOIO MI RIPOSO


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Gabrielegravina
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Re: Cadendo

Messaggio da leggere da Gabrielegravina » 13/01/2020, 23:18

Ciao Eliseo, grazie per il commento. Ti spiego alcuni punti:
1. Finisco il racconto rivolgendomi al lettore perché è come se avessi voluto traslare la figura dell'uomo protagonista per farla divenire quella del lettore.
2. Mi riferisco all'istinto, non al destino.
3. Forse dovrei informarmi, ma la mia è più una scelta stilistica. Inoltre il racconto non pretende troppo dal punto di vista di questi dettagli meticolosi che però hai fatto bene a sottolineare.
4. Non volevo svelare questo punto ma mi trovo costretto. "Può sfondare nel mondo del teatro"; in questa frase il teatro raffigura la vita, che ora lui può vivere essendo chi vuole essere veramente, anche e soprattutto grazie alla donna incontrata nel locale per pura casualità.
In quanto alle ultime considerazioni, avrei una spiegazione ma lascio almeno questo al lettore. Grazie mille Eliseo per le critiche costruttive e per chi ha letto questo mio flusso di pensieri.

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Messaggio da leggere da Ianira Zeno » 14/01/2020, 18:23

Racconto originale ed interessante. Ti viene voglia di saperne di più del personaggio e di quello che ho interpretato come un tormento interiore. Nel complesso lo trovo scorrevole nonostante le tematiche trattate tutt'altro che ''leggere''.

Stefyp
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Messaggio da leggere da Stefyp » 15/01/2020, 7:53

Analisi interiore e riflessione personale più che racconto. Mi concentrerò più sullo stile piuttosto che sul contenuto perchè appunto sono riflessioni personali.
"Il suo litigio con sua moglie" uno dei due suo va tolto. La punteggiatura è un pochino da sistemare,
"starla pensando o star passando" star davanti ad un verbo non mi piace mai molto, in generale rivedrei qualche tempo verbale. Ci sono un po' troppe ripetizioni, anch'io ne uso parecchie perchè al momento mi sembra ci stiano bene, poi però chi legge me lo fa notare e quindi forse piacciono solo a me.
In conclusione, mi piace molto quando in un testo vengono inserite riflessioni personali, però le preferisco se inframezzate da un po' di azione.

Roberto Ballardini
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Re: Cadendo

Messaggio da leggere da Roberto Ballardini » 16/01/2020, 8:23

Una riflessione che tocca tutti coloro che in un modo o nell'altro si approcciano a un percorso artistico, percorso che spesso entra in conflitto con la vita di tutti i giorni - lavoro, relazioni, riconoscimento sociale. Credo che noialtri che ci si danna l'anima per imparare qualcosa della scrittura e si coltiva segretamente il sogno di una vita diversa, ci si possa riconoscere un po' tutti. A questa riflessione, poi, ne intrecci un'altra e la rendi complementare, legando cioè il raggiungimento dell'una a quello dell'altra. Uno spunto legittimo, anche se per quel che mi riguarda, non imprescindibile. C'è da curare un pochino la forma, a mio avviso.

Selene Barblan
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Messaggio da leggere da Selene Barblan » 20/01/2020, 10:00

La sensazione che ho provato leggendo questo racconto è simile a quando, dopo un paio di bicchieri di troppo, mi sono lasciata andare a pensieri e discorsi un po’ sconnessi. Non mi ritrovo del tutto nelle considerazioni del protagonista e trovo che le immagini usate per rappresentare gli Stati d’animo potrebbero essere più efficaci se sviluppate meglio. Ci sono dei passaggi che andrebbero rivisti secondo me (starla pensando, montagna russa sul pianeta, ...). Globalmente mi è piaciuto pochino.

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