Bello il film, ma il libro mi è piaciuto di più

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Roberto Bonfanti
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Bello il film, ma il libro mi è piaciuto di più

Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti »

Nelle ricorrenti discussioni sui gruppi letterari sui social la domanda se il film è all’altezza del libro da cui è tratto viene subito dopo la questione ebook/cartaceo e la diatriba fra chi è pro o contro i libri di Fabio Volo. Sull’ebook mi sono già espresso in passato, su Volo non ho niente da dire, sui film, invece, mi va di spendere qualche parola. Ça va sans dire che la butto un po’ in farsa come sempre, che ci volete fare, lasciatemi divertire.

Voi andate al cinema? Sì? Quante volte qualcuno vi ha chiesto com’era quel film e voi avete risposto: “Bello, ma il libro mi è piaciuto di più”? È quasi un cliché. Ci sono delle riflessioni da fare su questo punto. Prendiamo “Il nome della rosa”, grande romanzo, niente da dire, Eco è uno che ci sa fare con le parole. La sera, prima di dormire, leggo e mi appassiono alle vicende di Guglielmo da Baskerville, il mattino dopo vado all’ufficio postale per pagare la bolletta del gas e lo trovo lì, in fila per riscuotere la pensione, il mio francescano, uguale uguale, con lo stesso sguardo profondo e disincantato di chi ne ha viste tante, esattamente come me lo ero immaginato. Mi sorprendo a sbirciare se sotto il loden ormai liso indossa il saio d’ordinanza, ne studio il portamento grave e il movimento della testa che segue ciò che guardano gli occhi, il misurare ogni particolare di quello che lo circonda. OK, non ha la barbetta corta che mi ero immaginato, si sarà rasato, avrà voluto cambiare look. Ho la mia immagine personificata e ogni volta che ne leggo le gesta lo visualizzo come mi è apparso quella mattina. Poi vedo il film, onestamente devo ammettere che anche questo è di ottimo livello, ma non trovo il mio anziano, Guglielmo è (sorpresa!) Sean Connery. Bravo, grande attore, ma il fatto è che… che io me lo ricordo a petto nudo, con i baffoni e il codino intrecciato, un mezzo selvaggio, che prima si intrufola di soppiatto dentro un testone di pietra volante, poi pianta un casino in una comune di fricchettoni immortalmente annoiati. Oppure finto spagnolo mentre fa a spadate nella brughiera dei suoi avi, scorrazzato in sidecar dal figlio per amore dell’archeologia, poliziotto implacabile alla caccia di Al Capone… e ora me lo ritrovo qui, uomo di fede e di scienza, alle prese con il vecchio cieco e invasato Jorge, il nemico del buonumore. E quindi mi si sovrappone tutto, mille facce per un unico volto, mi aspetto che dica qualcosa per farmi capire che sa che io ho capito, almeno che mi faccia l’occhiolino, così, un piccolo gesto, di sfuggita, quasi un tic, senza che il regista se ne accorga. Sì, lo ammetto che questi sono discorsi da alieno caduto sulla terra da un pianeta lontano, dove ogni cosa ha un solo nome e ogni nome indica una cosa sola. Lo so che il cinema è finzione. Ma se la finzione è tutta nella mia mente, in questa mia fiction non c’era proprio un ruolo per il pensionato delle poste? Mi era piaciuto tanto riconoscere in lui l’ex inquisitore, era il protagonista perfetto del mio film. Non sarebbe stato all’altezza? Ma se sembrava così credibile mentre chiedeva all’impiegata: “Signorina, ma questo mese non c’era l’aumento?” Mai più! Da ora in poi la faccia di Guglielmo avrà il volto di Connery, nei secoli dei secoli. Vecchio mio, sei stato scartato al casting, la parte te l’ha soffiata l’azzimato playboy scozzese che, anche se non veste in smoking e non si circonda più di belle donne, rimane 007 nell’anima. Me lo immagino la sera, nell’intimità della sua cella monacale, che si fa un martini, agitato e non mescolato, o mentre, soprappensiero, gli scappa la fatal battuta: “Il mio nome è Da Baskerville. Guglielmo Da Baskerville”.
Con questo non voglio affermare la superiorità della parola stampata sul cinema, non la penso così, almeno non in termini assoluti, vorrei solo far notare il diverso approccio della lettura rispetto alla visione. In una società che ci sommerge di immagini la capacità che ha il libro di stimolare la nostra immaginazione, di farci “vedere” con la mente è ancora, più di ieri, una facoltà da coltivare e conservare. Altrimenti ci ridurremo a meri fruitori di fantasie preconfezionate da altri, a una protesi passiva del nostro telecomando e del nostro divano.

P.s. Avete riconosciuto i film di Connery a cui ho accennato? Quasi tutti sono facili da indovinare, uno un po’ meno…
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Re: Bello il film, ma il libro mi è piaciuto di più

Messaggio da leggere da Roberto Ballardini »

Ahahah, se il vecchietto delle poste era davvero Guglielmo da Baskerville, probabilmente non è mai stato così vicino all'eresia come quando ha avuto l'ardire di parlare di un aumento di pensione. Altro che santa inquisizione. Gli è andata bene che non abbiano fatto intervenire la sicurezza per buttarlo fuori.
Tornando in tema, devo dire che quell'esercizio lì - confrontare libro e film, quando mi è capitato di leggere e vedere lo stesso soggetto - l'ho fatto spesso anch'io. Poi mi sono detto che, malgrado la storia sia la stessa, i due modi di rappresentarla sono troppo diversi per essere confrontabili. A mio avviso l'unico metro di giudizio equiparabile per entrambi è forse la qualità dell'opera, il suo essere riuscita meglio o peggio. Nello specifico credo anch'io che "Il nome della rosa" (non mi ricordo più a cosa si riferiva il titolo, mannaggia) abbia funzionato bene in entrambi i casi.
Ho riconosciuto "Gli intoccabili", "Highlander 1 e 2", "Indiana Jones 3". Per "Zardoz" sono dovuto andare a cercare, perché avevo presente l'immagine anche se non l'ho visto. Quello del finto spagnolo e della brughiera invece no, non ho capito quale sia.
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Roberto Bonfanti
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Re: Bello il film, ma il libro mi è piaciuto di più

Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti »

Roberto Ballardini ha scritto: 25/02/2020, 22:24 Quello del finto spagnolo e della brughiera invece no, non ho capito quale sia.
Sempre Highlander, finto spagnolo perché è un immortale egiziano.
Il titolo (sono andato a cercarlo perché non lo ricordavo neanche io) deriva dalla citazione che chiude il romanzo: "Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus", della rosa primigenia non rimane che il nome, possediamo solo nudi nomi.
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Re: Bello il film, ma il libro mi è piaciuto di più

Messaggio da leggere da Massimo Baglione »

L'unico modo per un film di reggere la bellezza del libro che lo ha ispirato, è riprodurre quest'ultimo alla lettera. Per esempio "La leggenda del pianista sull'oceano", tratto da "900, di Baricco".
Quello da me citato è uno dei rari casi in cui ho visto prima il film non conoscendo l'esistenza del libro (a quei temi leggevo poco). Quando mi è capitato sotto mano il testo di 900, ho pensato: "Lo leggo? E se rimarrò deluso?".
L'ho letto, e ho riso a crepapelle ritrovando riga dopo riga le esatte parole che avevo ascoltato nel film. E' stata un'esperienza magistrale che dubito fortemente di poter ancora riprovare.
Ma la maggior parte delle volte, sì, il film è sempre una delusione rispetto al libro. Ora stanno per fare la serie tratta dal "Ciclo delle Fondazioni, di Asimov". Ho letto le prime anticipazioni e già rabbrividisco di orrore...
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Re: Bello il film, ma il libro mi è piaciuto di più

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Semplicemente, film e libro sono due cose non paragonabili. Spesso è capitato di avere bellissimi film da libri mediocri, o viceversa. Di sicuro, la fantasia del lettore è preferibile a quella del regista, visto che è personale e può cambiare nel tempo (avete provato a ri-leggere lo stesso romanzo venti o trent'anni dopo?).
Ho letto anch'io della serie tv sulla Fondazione: Salvor Hardin sarà un'afroamericana. A questo punto, mi aspetto che il Mulo sia una queer...
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Massimo Baglione
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Re: Bello il film, ma il libro mi è piaciuto di più

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Non conoscevo il termine "queer" ehehehe
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Re: Bello il film, ma il libro mi è piaciuto di più

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Ciao, Roberto. Ottimo pezzo, profondo, riflessivo e anche poetico. Anzi, mi è sembrato quasi un racconto. Dove si vota? Cinque.
Zardoz me lo ricordo bene: un filmetto senza infamia e senza lode con un Connery che in quel periodo non se lo filava più nessuno e mostrava fiero il suo petto villoso di gran scozzese.
Esistono anche esempi contrari: nonostante il Nobel per la letteratura Quel che resta del giorno di Ishiguro non è all'altezza del film di James Ivory, con quei due capolavori interpretativi della Thomson e di Hopkins. Ivory è riuscito a creare un'atmosfera malinconica, quasi una ricerca del tempo perduto, che nel romanzo rimane sotto traccia a livello di mero tentativo.
Potrei fare altri esempi, ma me ne astengo.
"Altrimenti ci ridurremo a meri fruitori di fantasie preconfezionate da altri, a una protesi passiva del nostro telecomando e del nostro divano."
Questa riflessione la dice lunga sulle tue letture, che mi pare non siano mai banali. Mi ha ricordato quel capitoletto che in Dialettica dell'illuminismo Adorno e Horckheimer dedicano alla cultura di massa e all'industria culturale, specie al cinema americano amato da tutti e senza un minimo di spirito critico.
Dove l'arte scompare e non rimane che il prodotto, da propinare a masse avvezze ormai al solo consumo, spesso bulimico, come le serie TV permettono oggi di fare.
Che gran privilegio poter vedere alla TV, gratis, un film costato milioni di euro.
Ma sarà davvero un privilegio?
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Re: Bello il film, ma il libro mi è piaciuto di più

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Massimo Baglione ha scritto: 26/02/2020, 7:27 Per esempio "La leggenda del pianista sull'oceano", tratto da "900, di Baricco".
Un bel film, tratto dal migliore libro di Baricco, secondo me.
Ci sono film che reputo superiori al romanzo, come quello citato a esempio da Namio, ma sono delle eccezioni, significative ma poco frequenti.
Concordo anche con Andr60, forse è ingeneroso mettere a confronto letteratura e cinema, sono mezzi espressivi diversi, nelle mie considerazioni ponevo l'accento sull'imagine che il lettore si fa della storia, spesso diversa da quella del regista che la porta sul grande schermo.
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Re: Bello il film, ma il libro mi è piaciuto di più

Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti »

Grazie Namio, anche per le tue considerazioni, che condivido.
Un altro esempio che mi viene in mente è Shining. Interessante l'opinione di King, che riteneva il film di Kubrick un tradimento del suo romanzo, mentre, a quanto pare, ha apprezzato il recente Doctor Sleep, più aderente allo spirito del libro. Da parte mia non c'è paragone fra il primo e il secondo, un capolavoro contro un'operazione astuta ma di maniera.
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Re: Bello il film, ma il libro mi è piaciuto di più

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Roberto Bonfanti ha scritto: 26/02/2020, 18:58 Grazie Namio, anche per le tue considerazioni, che condivido.
Un altro esempio che mi viene in mente è Shining. Interessante l'opinione di King, che riteneva il film di Kubrick un tradimento del suo romanzo, mentre, a quanto pare, ha apprezzato il recente Doctor Sleep, più aderente allo spirito del libro. Da parte mia non c'è paragone fra il primo e il secondo, un capolavoro contro un'operazione astuta ma di maniera.
Stephen King... non credo si possa prendere in considerazione quando si vuole un opinione riguardo la trasformazione in immagini delle proprie “creazioni”... non so se avete visto “La torre nera”, che a quanto pare l’ha lasciato soddisfatto. Sono andata a vederlo già cosciente che ne sarei rimasta delusa, eufemisticamente parlando. Ho faticato a non lanciare la poltroncina sullo schermo. L’unica spiegazione che mi sono data è che l’abbia permesso per mancanza di soldi.
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Re: Bello il film, ma il libro mi è piaciuto di più

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Selene Barblan ha scritto: 27/02/2020, 1:10 non so se avete visto “La torre nera”, che a quanto pare l’ha lasciato soddisfatto. Sono andata a vederlo già cosciente che ne sarei rimasta delusa, eufemisticamente parlando. Ho faticato a non lanciare la poltroncina sullo schermo. L’unica spiegazione che mi sono data è che l’abbia permesso per mancanza di soldi.
Grazie per la dritta Selene, me ne terrò alla larga.
Che King abbia bisogno di soldi mi sembra poco probabile…
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