Ringraziamento

Spazio dedicato alla Gara stagionale di primavera 2020.

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10aprile1992
Foglio bianco
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Ringraziamento

Messaggio da leggere da 10aprile1992 »

“Guarda, guarda cosa ho trovato!”
Diletta correva trafelata dalla soffitta saltellando sulle traballanti scalette di legno, aiutandosi a scenderle solo con una mano, avendo nell’altra quello che sembrava essere un quadernino dalla logora copertina di cuoio.
“Stavo mettendo in ordine i vecchi vestiti della nonna e le sue cianfrusaglie per l’asta di beneficenza, quando nella sua vecchia valigia ho trovato il suo ricettario” sibilò ansimante.
“Ma dici davvero?” trillai. Il suo ricettario aveva iniziato ad assumere dei connotati mitologici quando, appena dopo la morte della cara centenaria, tutti i suoi figli, nipoti e bisnipoti avevano iniziato a darne una caccia spietata. Quello era un vero e proprio tesoro e conteneva ricette, gelosamente custodite e nascoste dalla nonna, che avevano decretato la fama dell’anziana signora sia durante le festività in famiglia, che nelle aste di beneficenza della parrocchia, che alle feste in paese del Partito Democratico di cui lei era stato uno dei storici volti per anni.
Diletta stava sfogliando il quadernetto dalle pagine ingiallite riempito da una fitta calligrafia tutta ghirigori e svolazzi. “Anche volendo carpire i segreti delle sue ricette, non potremmo perché ci vorrebbe un interprete di geroglifici”
“Ma io non vedo nemmeno scritta una dose” frignai io che con la cucina avevo un rapporto di profondo conflitto.
“Ma perché secondo te la nonna usava le dosi? Era tutto un sentimento! Uh toh una cartolina” squittì Diletta cacciando da una pagina una vecchia foto in bianco e nero. Non era una vera e propria cartolina, anche se ne aveva tutto l’aspetto. Rappresentava una giovane in un castigato e scuro costume da bagno intero, molto accollato, con un sorriso incerto, lo sguardo smarrito parzialmente coperto da una ciocca di capelli crespi chiari che il vento le aveva sistemato dinanzi agli occhi e che il fotografo aveva deciso di catturare proprio mentre la mano libera dagli onori stava per spostare con il capo leggermente chino indietro. In alto a destra vi era scritto Miss Stresa, con una data divenuta parzialmente illeggibile a causa del tempo, ma di cui si poteva in una certa misura indovinare l’anno ovvero 1947.
“La nonna ha vinto un concorso di bellezza?” chiese stupita Diletta. Quella gran chiacchierona della loro nonna, in effetti, soleva vantarsene abitualmente di essere stata una gran bella tosa da giovane, ma non aveva mai rivelato loro di aver addirittura vinto un concorso. Ma non c’era dubbio, in effetti, poiché in quel volto acerbo di ragazzina, io intravedevo i tratti maturi e sofisticati di colei che avevo conosciuto in età matura come la madre di mia madre e, inoltre, il nome Anna Maria Schifano Bordin corrispondeva al suo nome da nubile.
Diletta stava ancora osservando quella sbiadita fotografia di quella giovane salita agli onori come bella tra le belle, mentre io continuavo la mia ricerca nel ricettario. Spuntò quella che era a tutti gli effetti una vera cartolina che ritraeva un treno a vapore che viaggiava in un valico alpino. La scrittura era, in effetti, illeggibile e parzialmente cancellata dal tempo, ma il mittente che aveva spedito alla nonna la cartolina aveva un nome peculiare.
Tuo Levi
“Levi? Che nome è? Non era per caso il nomignolo del nonno?” chiese Diletta che era passata all’analisi dell’altra reliquia trovata e che analizzavo con perizia scientifica rigirandola tra le mie mani.
“Ma no! Come si può abbreviare Giancarlo in Levi? Ma poi qui vi è un cognome parzialmente straniero che finisce con delle consonanti!” feci notare io.
“La nonna conosceva degli stranieri?” chiese dubbiosa Diletta. Dalla cartolina era passata ad analizzare la pagina presso cui ella era stata conservata. La ricetta che ne occupava il contenuto aveva un nome molto particolare, parzialmente illeggibile. La nonna aveva, però, scritto un commento accanto ad esso. Provai a leggerlo incertamente, poiché la grafia era molto arzigogolata e presentava un sacco di fronzoli. “Ricetta … ebraica? Questa deve essere una b! Possibile ci sia scritto ebraica?” chiesi a Diletta porgendole parzialmente il quadernino e obbligandola a staccare gli occhi dalla cartolina. Mia sorella partorì a fatica un pensieroso gesto di assenso dopo una lunga e dettagliata analisi e io continuai “Ottenuta con … la? Questa deve essere una elle? Ah no è una effe, quindi è … ottenuta con fatica … come ringraziamento”
Un’idea mi balenò nella testa e quasi strappai dalle mani di mia sorella la consunta cartolina. Non era un valico alpino quello raffigurato, ma uno canadese poiché vi era una piccola bandiera con l’acero sul basso margine destro. Erano illeggibili il timbro postale e il testo, ma alcune parole erano sopravvissute allo scorrere del tempo come fuga, America, gentile, riconoscenti e grazie.

Namio Intile
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Messaggio da leggere da Namio Intile »

Un buon racconto, strutturato correttamente, con un finale che lascia spazio all'immaginazione, che dice senza raccontare.
Ben scritto di segnalo questo refuso: "di cui lei era stato uno dei storici volti per anni." Stata al femminile.
Mancano poi sempre le virgole prima del complemento vocativo.
E guarda che il Partito Democratico esiste da una decina d'anni. Forse la nonna era un volto storico del Partito Comunista. Insomma, la nonna era comunista, aiutava gli ebrei, era brava a cucinare ed era pure molto bella.
Un buon lavoro, a rileggerti.

10aprile1992
Foglio bianco
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Re: Ringraziamento

Messaggio da leggere da 10aprile1992 »

Ti ringrazio Namio Inutile per il tuo prezioso commento. Ps Buona Pasqua :D

Stefyp
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Messaggio da leggere da Stefyp »

Un bel racconto, forse dai tratti autobiografici? Il finale però lo avrei sviluppato un pochino meglio. Ci sono alcuni punti a mio parere da rivedere: è stato usato un po' troppe volte l'avverbio parzialmente, "osservando quella sbiadita fotografia di quella giovane" due quella in una frase sono troppe, "presentava un sacco di fronzoli" un sacco è un pochino troppo colloquiale secondo me, " incertamente" avverbio che mi lascia un po' perplessa.

10aprile1992
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Re: Commento

Messaggio da leggere da 10aprile1992 »

Grazie per la lettura e per i consigli preziosi :D

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Eliseo Palumbo
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Messaggio da leggere da Eliseo Palumbo »

Allora, che la nonna scriveva malissimo lo si era capito, non c'è bisogno di ripeterlo sempre perchè si appesantisce il racconto che è qualcosa di bellissimo a mio avviso. Siamo partiti da una soffitta e siamo arrivati a una partigiana che non scriveva ricette, bensì un bel diario autobiografico/di guerra.
L'idea di fondo mi piace molto, però dobbiamo risistemarlo.
A presto
Mostrare ad altri le proprie debolezze lo sconvolgeva assai più della morte

POSARE LA MIA PENNA E' TROPPO PERICOLOSO IO VIVO IO SCRIVO E QUANDO MUOIO MI RIPOSO


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DarioTes
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Messaggio da leggere da DarioTes »

E' ben scritto, ma più che un racconto sembra uno stralcio di un'opera più ampia. L'ingresso in medias res, tramite dialogo, a mio parere non è adatto al genere e allo stile, per quanto evocativo in altri contesti; allo stesso modo il finale lancia un'esca che non viene sviluppata. Una allusione eccessivamente avara rispetto alle conclusioni da trarne. Se fosse mio, cercherei di inserirlo in un contesto narrativo di maggior respiro, perché ne vale la pena.
Ultima modifica di DarioTes il 20/04/2020, 10:30, modificato 1 volta in totale.

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Massimo Baglione
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Re: Ringraziamento

Messaggio da leggere da Massimo Baglione »

Ricordatevi di specificare esattamente "Commento" come titolo del messaggio usato per commentare le opere in Gara (senza prefissi come "Re:" o altri suffissi), altrimenti non verranno conteggiati dal sistema, grazie!
Se invece state solo rispondendo, non serve specificare.
Ricordatevi anche che il testo del commento deve essere lungo almeno 200 battute.
Vi rimando alle istruzioni delle Gare letterarie.
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GioriF
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Messaggio da leggere da GioriF »

Mi è piaciuto. È scorrevole e scritto bene. Questa è l'opinione di un lettore/autore che non ha niente da insegnarti ma apprezza la semplicità nella narrazione. Riesci a parlarci con leggerezza di un periodo pesante, che non dobbiamo dimenticare, di una persona speciale che dobbiamo ringraziare. L'errore sul PD/ PCI conferma che sei giovane, come indica il tuo nickname. Ciao

GioriF
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Re: Ringraziamento

Messaggio da leggere da GioriF »

Come vedi non sono pratico col pc. Il commento comincia alla terza riga.😊

Andr60
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Messaggio da leggere da Andr60 »

Racconto scorrevole, che si legge volentieri fino alla fine anche se ti lascia un po' in sospeso: ma quelle ricette erano davvero della nonna, oppure no?
Ti segnalo solo che la bandiera canadese con la foglia d'acero è diventata ufficiale solo nel 1965, prima era usata la bandiera britannica (il Canada fa parte del Commonwealth).
Alla prossima

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Massimo Baglione
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Re: Ringraziamento

Messaggio da leggere da Massimo Baglione »

Pepper ha scritto:
23/04/2020, 16:25
Come vedi non sono pratico col pc. Il commento comincia alla terza riga.😊
Ognuno può modificare i propri messaggi, dovresti trovare l'icona della matitina vicino al titolo del messaggio.
Quello in questione l'ho modificato io.
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GioriF
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Re: Ringraziamento

Messaggio da leggere da GioriF »

Grazie Massimo per l'aiuto.

Cristina Odasso
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Messaggio da leggere da Cristina Odasso »

Un bel racconto, scorrevole e strutturato bene. Si legge bene, ha un non so che di autobiografia.
Avrei strutturato il finale in modo di diverso, per renderlo completo. Ma a parte questo, bel lavoro, a rileggerti.
Cristina Odasso

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Ida-59
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Messaggio da leggere da Ida-59 »

10aprile1992 ha scritto:
09/04/2020, 11:25
la fama dell’anziana signora sia durante le festività in famiglia, che nelle aste di beneficenza della parrocchia, che alle feste in paese

Rappresentava una giovane in un castigato e scuro costume da bagno intero, molto accollato, con un sorriso incerto, lo sguardo smarrito parzialmente coperto da una ciocca di capelli crespi chiari che il vento le aveva sistemato dinanzi agli occhi e che il fotografo aveva deciso di catturare proprio mentre la mano libera dagli onori stava per spostare con il capo leggermente chino indietro. In alto a destra vi era scritto Miss Stresa, con una data divenuta parzialmente illeggibile a causa del tempo, ma di cui si poteva in una certa misura indovinare l’anno ovvero 1947.

Diletta stava ancora osservando quella sbiadita fotografia di quella giovane salita agli onori come bella tra le belle, mentre io continuavo la mia ricerca nel ricettario. Spuntò quella che era a tutti gli effetti una vera

“Ottenuta con … la? Questa deve essere una elle? Ah no è una effe, quindi è … ottenuta con fatica … come ringraziamento”
Ho trovato un po' pesante lo stile del racconto, con molti avverbi, la forma un po' contorta e qualche incertezza nella punteggiatura, anche nel vocativo.
Nella citazione segnalo qualche esempio: il primo "sia" va seguito da altrettanti "sia" e non dal che; la seconda frase è davvero troppo lunga e contorta, non correttamente retta dalla punteggiatura; nel terzo esempio sottolineo la ripetizione del termine "quella", vocabolo ridondante e spesso initile; prima dei puntini di sospensione non bisogna mai mettere lo spazio.
La lettura è quindi stata poco piacevole, resa difficoltosa anche dal non andare a capo quando inizia una battuta di dialogo.
Il finale è poco sviluppato, secondo me, molto lasciato all'interpretazione del lettore: mi sarebbe piaciuta qualche considerazione in più su questa nonna che, a quanto pare non era solo una bella ragazza e una brava cuoca! Insomma, mi sembra un'opportunità sprecata.
Ultima modifica di Ida-59 il 06/06/2020, 17:24, modificato 1 volta in totale.

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Fausto Scatoli
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Messaggio da leggere da Fausto Scatoli »

una storia che parte da un ricettario per finire a raccontare della guerra.
idea buona che può dare ottimi risultati.
l'importante è sistemare un poco la stesura, togliendo alcune ripetizioni di troppo e correggendo i refusi.
personalmente modificherei anche alcune espressioni, anche intere frasi, per renderle più gradevoli al lettore.
in ogni caso è un buon lavoro.
l'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente
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Roberto Bonfanti
Correttore di bozze
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Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti »

Un buon racconto, però, secondo me, poco sviluppato e appesantito da alcune imprecisioni e ripetizioni, sia formali che strutturali (ribadire più volte che la scrittura è illeggibile, per esempio).
Il finale lascia spazio a molte ipotesi, ma non suggerisce niente più di quello che è evidente, cioè l’amicizia e l’aiuto della nonna con un esule ebreo.
Buone potenzialità ma non del tutto espresse.

Selene Barblan
Necrologista
Messaggi: 271
Iscritto il: 11/07/2016, 22:53

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Messaggio da leggere da Selene Barblan »

Racconto piacevole, anche originale, concordo a grandi linee con i suggerimenti riguardo la forma e le ripetizioni, mentre secondo me il finale può anche andare bene così, fa intuire senza spiegare. Voto 3.

Roberto
Foglio bianco
Messaggi: 8
Iscritto il: 17/05/2020, 18:34

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Messaggio da leggere da Roberto »

Ciao, il racconto è forse un po' troppo arricchito di aggettivi. Scorre bene nella lettura, ma lascia lievemente perplesso nel significato da attribuire al quadernetto: un ricettario o...un diario? Si rimane con la domanda più importante senza risposta: cos'è veramente successo? In bocca al lupo, Roberto.

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