Un suono bellissimo

Spazio dedicato alla Gara stagionale d'inverno 2020/2021.

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ElianaF
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Un suono bellissimo

Messaggio da leggere da ElianaF »


Era caldo, ma non afoso, e il cielo era di un azzurro intenso. Luisa stava passeggiando con il padre, contenta di vederlo così di buon umore in quell’assolato pomeriggio di luglio al mare. Da qualche anno la malattia si era manifestata e Carlo stava diventando apatico, schivo, alternando momenti di assenza con momenti di stizza quasi fanciullesca.
 Si era perso spesso negli ultimi mesi e ormai c’era sempre qualcuno ad accompagnarlo nel suo girovagare, oggi era il turno di Luisa, sua madre aveva bisogno di staccare per qualche ora.
 I due camminavano affiancati e Carlo sembrava attento a quello che Luisa gli stava raccontando: del suo lavoro, dei nipotini, di quello che avrebbero mangiato la sera a cena.
 Carlo sorrideva, annuiva, commentava con coerenza quello che stava sentendo.
 Arrivati all’incrocio si fermò di colpo, posò una mano sul braccio della figlia, la fissò e disse timidamente:
 “Ti posso chiedere una cosa?”.
 “Sì, certo dimmi”, gli sorrise la donna.
 “Chi è Luisa? Tutti mi parlano di lei, ma io non credo di averla mai conosciuta”.
 La giovane ristette con lo sguardo interdetto e rispose rapida: “Ma papà, sono io Luisa, sono tua figlia, non ti ricordi di me?”. Carlo la guardò imbarazzato, poi distolse lo sguardo e proseguì attraversando la strada con circospezione sottobraccio alla figlia.
 La sera Luisa ripensò al dialogo e si rese conto che da quel giorno cominciava qualcosa di inaspettato: la malattia, come un’ombra grigia, stava cancellando anche una parte di lei. Non era più una figlia, l’amore di suo padre dopo tutti questi anni non era più un sentimento scontato, un luogo sicuro in cui rifugiarsi e trovare conforto. Come si fa a non essere figli? Senza radici, senza identità, senza più ricordi condivisi!
 Sentì che il vuoto la stava soffocando. La demenza senile non le poteva fare anche questo torto, era pronta ad affrontare il decadimento organico del padre, a vederlo soffrire, ma non si aspettava di svanire come una scritta sulla lavagna. Doveva reagire, lei era la sua bambina adorata! Non poteva scomparire, doveva trovare un modo per farsi ricordare.
 Nei giorni successivi Luisa cominciò a parlare con il padre di lei in terza persona:
 “Luisa mi ha chiesto di te, Luisa mi ha detto di salutarti”.
 Carlo sembrava contento di quelle attenzioni, sorrideva e nel frattempo stringeva le mani della figlia, senza però dare segno di collegare il nome al volto che aveva di fronte. L’anziano parlava di sé come un ragazzo appassionato del suo lavoro a cui non vedeva l’ora di ritornare dopo la vacanza al mare, menzionava spesso i genitori e le sorelle, ma non fece più nessun riferimento al suo ruolo di padre e nonno.
 I rapporti tra Carlo e Luisa procedettero nella quotidianità nei successivi mesi invernali, tra gli impegni lavorativi e famigliari della figlia e il peggioramento inesorabile del padre. La donna soffriva vedendo il malato dimagrire e farsi progressivamente più assente, come pure le pesava la consapevolezza di essere per lui solo una badante qualsiasi.
 Era un giorno di inizio primavera, Carlo e Luisa osservavano i bambini giocare, seduti su una panchina, la figlia chiacchierava come al solito e il padre non le prestava attenzione. Era da giorni che Carlo non parlava e la sua voce emerse incerta, la donna si avvicinò per sentire meglio quello che stava dicendo:
 “Sai, penso di voler bene a quella Luisa di cui mi parli. Il suo nome ha un suono bellissimo”. Lo sguardo dell’anziano era limpido mentre guardava lontano.
 Luisa tirò su con il naso, stava sorridendo tra le lacrime, mentre stringeva forte la mano del padre.
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Roberto Bonfanti
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Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti »

Bello stile, preciso, senza sbavature; brava, hai saputo descrivere bene la malattia, coglierne gli aspetti che fanno più male a chi vive accanto alle persone che ne soffrono. E poi c’è una notevole intuizione poetica nel finale, quella frase che dà il titolo al racconto.
Per coincidenza Carlo assomiglia un po’ a un personaggio del mio racconto di questa gara!
Mi è piaciuto, complimenti Eliana.
Che ci vuole a scrivere un libro? Leggerlo è la fatica. (Gesualdo Bufalino)
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Andr60
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Messaggio da leggere da Andr60 »

Assistere i propri genitori anziani come loro avevano fatto con noi da piccoli è un dovere ed un gesto di amorevolezza. Il pensiero che quel legame presto si spezzerà rende quei gesti ancora più significativi; l'unica consolazione (grande o piccola?) della demenza senile è che, almeno, nostro padre/nostra madre si spegnerà senza rendersi conto della propria condizione.
ElianaF
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Re: Commento

Messaggio da leggere da ElianaF »

Roberto Bonfanti ha scritto: 06/01/2021, 9:32 Bello stile, preciso, senza sbavature; brava, hai saputo descrivere bene la malattia, coglierne gli aspetti che fanno più male a chi vive accanto alle persone che ne soffrono. E poi c’è una notevole intuizione poetica nel finale, quella frase che dà il titolo al racconto.
Per coincidenza Carlo assomiglia un po’ a un personaggio del mio racconto di questa gara!
Mi è piaciuto, complimenti Eliana.
Grazie mille Roberto!
Marcello Rizza
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Messaggio da leggere da Marcello Rizza »

Ciao Eliana. Il racconto è scritto bene, agile e funziona. Con "funziona" intendo che su me funziona, al termine mi sono trovato con gli occhi pronti al pianto e un moto di ringraziamento all'autrice mi è sorto spontaneo. Per questo, per ciò che mi hai provocato, e anche per le qualità intrinseche del racconto stesso, meriti il mio plauso e il voto che corrisponde al plauso.
ElianaF
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Re: Commento

Messaggio da leggere da ElianaF »

Marcello Rizza ha scritto: 06/01/2021, 14:27 Ciao Eliana. Il racconto è scritto bene, agile e funziona. Con "funziona" intendo che su me funziona, al termine mi sono trovato con gli occhi pronti al pianto e un moto di ringraziamento all'autrice mi è sorto spontaneo. Per questo, per ciò che mi hai provocato, e anche per le qualità intrinseche del racconto stesso, meriti il mio plauso e il voto che corrisponde al plauso.
Grazie mille Marcello!
Francesco Pino
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Messaggio da leggere da Francesco Pino »

L'avevo letto stamattina e non mi sembrava un granché, ma per questa gara mi sono ripromesso di leggere più di una volta i racconti che a una prima impressione voterei negativamente. Nello specifico poi tratti un argomento che non fa parte del mio vissuto. Ebbene, rispetto alla prima lettura l'ho parzialmente rivalutato. Sebbene il racconto mi sembri un po' scontato mi è piaciuto come hai fatto venir fuori la parte forse più triste di questa malattia: assieme alla memoria vanno via i sentimenti, l'amore viene risucchiato dalla malattia come la luce dal buco nero. Poi descrivi abbastanza bene anche il tentativo di Luisa di ricostruire l'affetto del padre da zero, verso una persona ormai per lui del tutto sconosciuta. Insomma, nel complesso non male alla fine, avrei sbagliato a darti un voto negativo.
RobertoBecattini
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Messaggio da leggere da RobertoBecattini »

Maledizione, mi hai fatto sudare gli occhi ! Un po' per motivi personali, ma anche per un aspetto che giustamente hai evidenziato: non è triste solo il morire senza essere ricordati da qualcuno, ma anche vedere morire gradualmente la memoria di te nei tuoi affetti. Però alla fine nulla si distrugge, i ricordi si ricostruiscono, e l'affetto non muore mai, si trasforma. É un bellissimo messaggio, e merita un bel voto soprattutto per questo.
ElianaF
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Re: Commento

Messaggio da leggere da ElianaF »

RobertoBecattini ha scritto: 07/01/2021, 2:48 Maledizione, mi hai fatto sudare gli occhi ! Un po' per motivi personali, ma anche per un aspetto che giustamente hai evidenziato: non è triste solo il morire senza essere ricordati da qualcuno, ma anche vedere morire gradualmente la memoria di te nei tuoi affetti. Però alla fine nulla si distrugge, i ricordi si ricostruiscono, e l'affetto non muore mai, si trasforma. É un bellissimo messaggio, e merita un bel voto soprattutto per questo.
grazie Roberto per il commento!
ElianaF
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Re: Commento

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Francesco Pino ha scritto: 06/01/2021, 19:00 L'avevo letto stamattina e non mi sembrava un granché, ma per questa gara mi sono ripromesso di leggere più di una volta i racconti che a una prima impressione voterei negativamente. Nello specifico poi tratti un argomento che non fa parte del mio vissuto. Ebbene, rispetto alla prima lettura l'ho parzialmente rivalutato. Sebbene il racconto mi sembri un po' scontato mi è piaciuto come hai fatto venir fuori la parte forse più triste di questa malattia: assieme alla memoria vanno via i sentimenti, l'amore viene risucchiato dalla malattia come la luce dal buco nero. Poi descrivi abbastanza bene anche il tentativo di Luisa di ricostruire l'affetto del padre da zero, verso una persona ormai per lui del tutto sconosciuta. Insomma, nel complesso non male alla fine, avrei sbagliato a darti un voto negativo.
grazie Francesco, riconosco che il teme è particolare, sono contenta che tu abbia rivisto il primo giudizio
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Messaggio da leggere da Lucia De Falco »

È un racconto delicato sul rapporto padre e figlia quando il genitore diventa anziano ed è colto da una malattia, che porta alla perdita della memoria, anche degli affetti più cari.
La figlia, però, è eccezionale, perché, dopo un iniziale momenti di smarrimento, trova il modo di far rinascere, in modo nuovo, questo rapporto, con un escamotage.
È un racconto che, pur nella sua semplicità, va dritto al cuore di chi lo legge.
Selene Barblan
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Messaggio da leggere da Selene Barblan »

Bello, il racconto, trovo, è molto sincero e scorre tranquillo come quella giornata di sole in cui la figlia si rende conto di quell’aspetto terribile della malattia. Il finale, trovo, è bello e significativo, quello stringere la mano delicatamente mi ha proprio parlato. Un bel racconto pulito, direi.
ElianaF
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Re: Un suono bellissimo

Messaggio da leggere da ElianaF »

Grazie mille Selene per il commento!
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Fausto Scatoli
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Messaggio da leggere da Fausto Scatoli »

beh, ho avuto esperienza diretta con mia madre e devo dire che è stato davvero brutto.
sentirsi accusare, aggredire senza motivo, da fastidio, anche quando sai che di fronte c'è una persona con la demenza.
perlomeno qui Carlo è tranquillo, ed è già qualcosa in più.
storia assolutamente realistica e ben presentata.
una bella prova
l'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente
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Mariovaldo
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Messaggio da leggere da Mariovaldo »

eH NO, NON VALE! hai PRESO PER R IL CUORE UNO CHE, CON L' L'AIUTO DI SIA MOGLIE, HA TENUTO IN CASA LA MAMMA DIXABILE SINO A 98 ANNI. POI ALL'ULTIMO ABBIAMO DOVUTO RICOVERARLA E IN DUE GIORNI SONO RIUSCITI A FARLA MORIRE DA SOLA EAPERDERE IL CORPO IN QUALCHE CORRIDOID DELL'OSPEDALE. VOTO DI CUORE, ALTO, BRAVA!
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Messaggio da leggere da Nando71 »

L'argomento trattato nel racconto è particolarmente toccante e sei riuscita a centrare in pieno i sentimenti e le angosce che scaturiscono in queste situazioni. Il racconto si legge in modo semplice ed entra subito nell'animo del lettore (almeno così è stato per me). Complimenti vivissimi
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Liliana Tuozzo
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Messaggio da leggere da Liliana Tuozzo »

Un bel racconto che emoziona per il tema trattato. So quanto possa essere devastante questa malattia, la tua protagonista è stata molto brava a stabilire quel rapporto nuovo col padre, vedere negli occhi di un genitore una luce d' affetto è molto bello e tenero.
Brava.
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ElianaF
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Re: Un suono bellissimo

Messaggio da leggere da ElianaF »

Grazie @Nando e @Liliana per commenti!
Namio Intile
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Messaggio da leggere da Namio Intile »

Beh, direi che nel complesso è un racconto perfetto. Storia triste e strappalacrime, in cui tuttavia riesci a non cadere nella retorica buonista e politicamente corretta. Soprattutto grazie alla magnifica chiusa finale, un autentico pezzo di bravura, che con due tratti d'inchiostro restituisce equilibrio all'intero testo.
A rileggerti
ElianaF
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Re: Commento

Messaggio da leggere da ElianaF »

Namio Intile ha scritto: 11/01/2021, 18:56 Beh, direi che nel complesso è un racconto perfetto. Storia triste e strappalacrime, in cui tuttavia riesci a non cadere nella retorica buonista e politicamente corretta. Soprattutto grazie alla magnifica chiusa finale, un autentico pezzo di bravura, che con due tratti d'inchiostro restituisce equilibrio all'intero testo.
A rileggerti
Caspita Namio che gran bel commento! grazie mille
ElianaF
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Re: Commento

Messaggio da leggere da ElianaF »

Namio Intile ha scritto: 11/01/2021, 18:56 Beh, direi che nel complesso è un racconto perfetto. Storia triste e strappalacrime, in cui tuttavia riesci a non cadere nella retorica buonista e politicamente corretta. Soprattutto grazie alla magnifica chiusa finale, un autentico pezzo di bravura, che con due tratti d'inchiostro restituisce equilibrio all'intero testo.
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Caspita Namio che gran bel commento! grazie mille
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Re: Un suono bellissimo

Messaggio da leggere da Ombretta »

Crudo, ma reale. Vari racconti sull'Alzheimer tirano in ballo momenti di lucidità quasi poetici. Invece...mia nonna si dimenticò subito di me e non mi ha mai più riconosciuto. Ma io non sono riuscita a starle vicina come Luisa. Giusta anche la lunghezza, secondo me, per non cadere nel tranello di romanzare sulla base di un punto di vista troppo univoco (il nostro, ovviamente)
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Massimo Baglione
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Re: Un suono bellissimo

Messaggio da leggere da Massimo Baglione »

Ricordatevi di specificare esattamente "Commento" come titolo del messaggio usato per commentare le opere in Gara (senza prefissi come "Re:" o altro), altrimenti non verranno conteggiati dal sistema, grazie!
Se invece state solo rispondendo, non serve specificare.
Ricordatevi anche che il testo del commento deve essere lungo almeno 200 battute.
Vi rimando alle istruzioni delle Gare letterarie.
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Stefyp
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Messaggio da leggere da Stefyp »

Argomento difficile da trattare. Pur apprezzando lo stile e alcune immagini poetiche devo ammettere purtroppo che non è riuscito a emozionarmi come invece ha fatto con altri lettori. Vai a sapere perchè alcuni racconti ci toccano in modo più diretto e altri meno. Forse non sono riuscita a immedesimarmi non avendo provato sulla mia pelle.
Ida Dainese
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Messaggio da leggere da Ida Dainese »

Un racconto ben scritto che senza dilungarsi offre uno scorcio su una malattia devastante. Il dolore è racchiuso in quel momento in cui la figlia non viene riconosciuta, in cui riusciamo a immaginare lo svanire di una scritta sulla lavagna. Tutto quello che segue parte da quel punto, dagli occhi vuoti, dal non rendersi conto della ferita causata da quella frase, detta da qualcuno che ha dimenticato di averci conosciuto e amato. La continuità della vicinanza, dell'affetto che non si stanca, di una voce che continua a comunicare senza arrendersi, riesce a penetrare oltre la nebbia. L'uomo ha scordato nomi, date e dettagli, ma prova i vecchi sentimenti; non sa spiegarli ma lo fanno stare bene, quasi felice. L'amore non è scomparso e si rivela nell'ultima frase.
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ElianaF
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Re: Un suono bellissimo

Messaggio da leggere da ElianaF »

Grazie @Ida per il commento che coglie appieno quanto ho cercato di raccontare.
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a cura di Alberto Tivoli.
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La Gara 47 - Virus

La Gara 47 - Virus

(luglio 2014, 39 pagine, 542,17 KB)

Autori partecipanti: Lodovico, Carlocelenza, Ser Stefano, Angelo Manarola, Nunzio Campanelli, Mastronxo, Anto Pigy, Annamaria Vernuccio, Matteo Bottaro, Maddalena Cafaro, Eliseo Palumbo,
a cura di Patrizia Chini (con la supervisione di Lodovico).
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