Spiaggia

Spazio dedicato alla Gara stagionale d'autunno 2021.

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Stefyp
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Spiaggia

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leggi documento Spiacente ma, in questo browser, la lettura a voce non funziona.

Il cielo è terso, l’aria limpida; una leggera brezza spazza via la calura che accompagna questa giornata d’estate.
La sabbia finissima si modella sotto il peso del tuo corpo per offrirti un giaciglio confortevole, mentre l’odore salmastro dell’acqua ti solletica le narici, ti vien voglia di inspirare a pieni polmoni.
Ti lasci cullare dallo sciabordio ritmico delle onde che lambiscono gli scogli; gli occhi si chiudono, tutte le tue membra si rilassano e un sorriso di beatitudine ti riconcilia con il mondo.
Un gabbiano si alza in volo, poi un altro e un altro ancora, il loro canto ti fa compagnia, vorresti vederli volteggiare nel cielo e ammirare le loro acrobazie mentre planano alla ricerca di cibo, ma il sole è forte e ferisce i tuoi occhi. Uno di loro si staglia tra te e li sole facendo da scudo ai suoi raggi, per un attimo puoi coglierne la silhouette, poi di nuovo chiudi gli occhi.
Tra le mani stringi una conchiglia, una delle tante che ricoprono la spiaggia, questa l’hai raccolta perché ti sembrava luccicare più delle altre.
Il sole scalda sempre più la tua pelle; le donerà, prima di sera, un delicato color ambrato che ti piace molto e bene si intona ai tuoi capelli biondi.
Una palla scappata dalle mani di qualche bambino arriva fino a te, tu la trattieni per un attimo, pensando ai mille giochi sulla spiaggia di quand’eri bambina.
Sentirai tra poco il bisogno di rinfrescarti e l’acqua del mare sarà lì per soddisfare questo tuo desiderio. Saltellerai con circospezione e il contrasto tra la sabbia calda e l’acqua fresca ti sembrerà delizioso, ma ti farà rabbrividire. “Entro o non entro” diranno i tuoi piedi, un passo avanti e uno indietro, poi finalmente troverai il coraggio e ti abbandonerai all’abbraccio amorevole del mare.

In un’altra spiaggia, lontano anni luce o forse nemmeno tanti, Fatima è adagiata sulla spiaggia.
La sabbia finissima si modella sotto il peso del suo piccolo corpo per offrirle un giaciglio che però non riesce a confortarla.
La sua mano stringe una conchiglia, si è spezzata e le ha ferito un polpastrello, un dolore lieve appena accennato, confuso tra i mille altri dolori che ormai non sente più.
La brezza spazza via la calura di questa giornata d’estate senza riuscire a scompigliarle i capelli bagnati e incrostati di sale, sabbia e sangue.
I gabbiani volteggiano sopra di lei. Con la loro eleganza e le loro acrobazie vorrebbero incantarla, ma lei non può certo gioirne. Uno di loro pare accorgersene e vola delicato sopra di lei; il suo canto, via via sempre più intenso, non ha più nulla di giocoso, pare piuttosto un canto di morte, un tributo forse.
Il sole caldo le sfiora la pelle, cercando inutilmente di contrastare il pallore che già il suo viso comincia a mostrare.
Una palla, dimenticata sulla spiaggia, rotola verso di lei mossa dal vento tiepido della sera, tocca le sue mani quasi bramosa di essere afferrata e rilanciata. Non succederà. Le mani della bambina sono immobili e così resteranno per sempre.
Un’onda più forte delle altre l’ha portata fin lì e poi se n’è andata lasciandola in compagnia di altre piccole onde, che ora sembrano accarezzarla e volersi scusare con lei.
L’acqua fredda le solletica i piedi, ma essi non si ritraggono. Il mare la invita insistente a giocare con lui, vorrebbe sentire le piccole grida deliziate che ha sentito milioni di altre volte, ma dalle labbra di Fatima non uscirà più alcun suono.
Quello stesso mare che ora pare volersi riconciliare con lei, non l’ha accolta fra le sue amorevoli braccia, non l’ha cullata dolcemente quando, dal barcone sul quale viaggiava, lei vi è caduta dentro. Non ha risposto alle sue invocazioni di aiuto, non si è placato diventando per lei un cuscino al quale aggrapparsi. Quel mare immenso e tempestoso l’ha catturata, l’ha intrappolata e le ha tolto il respiro. L’ha risucchiata verso gli abissi per poi risputarla su quella spiaggia, lasciandola lì sola e senza vita.
Fatima non è il suo vero nome, noi non conosceremo mai il nome con il quale questa bimba è stata chiamata da chi l’ha amata.
Sappiamo solo che quel piccolo corpo venuto da lontano, qui su questa spiaggia avrebbe dovuto giocare, non morire.
Ultima modifica di Stefyp il 05/11/2021, 23:32, modificato 2 volte in totale.
RobertoBecattini
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Interessante parallelo tra due mondi. La seconda parte è molto più lunga della prima, avrebbe giovato una maggiore sintesi. Forse sarebbe meglio non alludere troppo al fatto che sia morta, ma svelarlo solo nel finale, per rendere ancora più avvincente la lettura. Bella l'immagine delle onde che vogliono scusarsi. Buone le descrizioni e buona l'idea di riproporre lo stesso scenario (i gabbiani, la conchiglia, il pallone forse non ci sarebbe sull'altra spiaggia). Nel complesso mi è piaciuto, andrebbe un po' asciugato per evitare quel pizzico di retorica.
RobediKarta
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In relativamente poche righe, Stefania, riesci a tratteggiare il quadro di una situazione drammatica contemporanea semplicemente col riferirti ai due esempi citati. Il finale è, effettivamente, con una punta d'enfasi.
Giovanni p
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Racconto drammatico carico di empatia ed emozioni che vengono secondo me condensate bene in un testo così breve. lo stile di scrittura è secondo me semplice, ma assolutamente non povero. si le gge benissimo ed ha empatia.
Anto58
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Lo stile è molto poetico e lirico, non so se si adatta ad un racconto, mi sembra più una poesia adattata alla prosa. E' vero che è ridondante per quanto riguarda le descrizioni e il finale, il tutto scivola leggermente nel sentimentalismo. Si legge volentieri. Voto 3.
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Alberto Marcolli
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Commento : Spiaggia

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Per rimarcare il vocabolo “tributo” metterei una virgola prima di forse.
“un canto di morte, un tributo, forse.”
Lodevolissimo il proposito di raccontare il dramma delle morti in mare di tanti disperati in cerca di una piccola speranza di vita.
Compito difficilissimo, e l’hai capito quando sei passata dall’idea alla scrittura.
Anche il consiglio di svelare la fine di Fatima alla fine, mi sembra valido.
Altri commentatori ti hanno consigliato di “asciugare il testo” allo scopo di evitare quel pizzico di retorica/enfasi che traspare, tuo malgrado. Purtroppo tra il dire e il fare c’è un vagone di lavoro. Sistemare un “corto” è assai faticoso. Ecco perché molti autori si buttano sul fantasy, fantascienza, storici immaginari, e così via.
La base di partenza è buona e magari basterebbero solo piccole pennellate di colore.
Giusto per non farti dormire sugli allori, sappi che adesso non voto. Aspetto le nuove versioni. Ci sono ancora 63 giorni alla fine della gara. Auguri.
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Re: Commento : Spiaggia

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Alberto Marcolli ha scritto: 18/10/2021, 21:35 Purtroppo tra il dire e il fare c’è un vagone di lavoro. Sistemare un “corto” è assai faticoso. Ecco perché molti autori si buttano sul fantasy, fantascienza, storici immaginari, e così via.

Quanto hai ragione! È sempre stimolante ma faticoso dire quello che hai dentro in modo che arrivi anche a chi legge. Passo ore per cercare di trovare la parola giusta che esprima al meglio il concetto, senza enfasi o sentimentalismi inutili che non mi piacciano. Quindi seguirò i consigli e asciugherò il testo. Grazie
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Re: Spiaggia

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GRazie a Egidio, Giovanni e Anto58 per i vostri commenti
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Re: Commento

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RobertoBecattini ha scritto: 17/10/2021, 20:08 Interessante parallelo tra due mondi. La seconda parte è molto più lunga della prima, avrebbe giovato una maggiore sintesi. Forse sarebbe meglio non alludere troppo al fatto che sia morta, ma svelarlo solo nel finale, per rendere ancora più avvincente la lettura. Bella l'immagine delle onde che vogliono scusarsi. Buone le descrizioni e buona l'idea di riproporre lo stesso scenario (i gabbiani, la conchiglia, il pallone forse non ci sarebbe sull'altra spiaggia). Nel complesso mi è piaciuto, andrebbe un po' asciugato per evitare quel pizzico di retorica.
Se si è colta retorica e sentimentalismo ci devo sicuramente rimettere mano, non mi piacciono ne l'uno ne l'altra. È una storia che ho voluto scrivere dopo aver letto un articolo e ho faticato parecchio per scriverla senza cadere nel pietismo, c'è sempre spazio per migliorare. Grazie
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Come già detto da altri, il racconto è ben svolto ed è buona l'idea del parallelismo delle due situazioni. L'argomento purtroppo è così drammatico che è assai difficile non cadere nella retorica e nel sentimentalismo, e l'unico modo per non farlo è appunto quello di "asciugare" il testo per far cogliere al lettore i punti essenziali. Più facile a dirsi che a farsi, mi rendo conto.
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Bello il tuo racconto che ne include due. Triste è la seconda parte che riporta alle tragedie a cui ormai siamo, purtroppo, abituati. Molto ben espresse le descrizioni degli eventi che citi, e che caratterizzano entrambe le differenti situazioni. Una piccola nota "Tutte le tue membra..." hai scritto, direi che sarebbe meglio dire "le tue membra..."
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In parte sono d'accordo con i commenti precedenti, la seconda parte avrebbe potuto essere più sintetica e "speculare" alla prima, visto che il parallelo e il contrasto fra i vari elementi che ricorrono sono molto efficaci, anzi, direi che sono il vero punto di forza del racconto, quindi da valorizzare. Magari l'ultimissima frase è un po' troppo retorica e, forse, anche superflua.
Ma il racconto è ben scritto, affronta un tema doloroso, in poche righe dà una sintesi efficace di come basta nascere nel posto giusto o in quello sbagliato perché una situazione, un ambiente, la spiaggia in questo caso¸ possa essere luogo di svago o tomba.
Questa frase non mi convince: "lontano anni luce o forse nemmeno tanti".
A me è piaciuto.
Che ci vuole a scrivere un libro? Leggerlo è la fatica. (Gesualdo Bufalino)
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Intervista su BraviAutori.it: https://www.braviautori.it/forum/viewto ... =76&t=5384
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Alberto Marcolli
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Re: Spiaggia

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Non sono d'accordo con i troppi 3 che a oggi hai ricevuto.
VOTO 5
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Re: spiaggia

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Roberto Bonfanti ha scritto: 24/10/2021, 20:51 In parte sono d'accordo con i commenti precedenti, la seconda parte avrebbe potuto essere più sintetica e "speculare" alla prima, visto che il parallelo e il contrasto fra i vari elementi che ricorrono sono molto efficaci, anzi, direi che sono il vero punto di forza del racconto, quindi da valorizzare. Magari l'ultimissima frase è un po' troppo retorica e, forse, anche superflua.
Ma il racconto è ben scritto, affronta un tema doloroso, in poche righe dà una sintesi efficace di come basta nascere nel posto giusto o in quello sbagliato perché una situazione, un ambiente, la spiaggia in questo caso¸ possa essere luogo di svago o tomba.
Questa frase non mi convince: "lontano anni luce o forse nemmeno tanti".
A me è piaciuto.
Ti ringrazio per i suggerimenti, l'ultima frase in effetti rileggendola ora non mi convince più molto. Dai vostri suggerimenti vedo che la seconda parte avrebbe bisogno di una revisione. Appena ho un pochino più di tempo ci metto la testa e provo. Grazie ancora
Stefyp
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Re: Spiaggia

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Alberto Marcolli ha scritto: 25/10/2021, 15:44 Non sono d'accordo con i troppi 3 che a oggi hai ricevuto.
VOTO 5
Ti ringrazio per la fiducia. Tu mi avevi consigliato di ritoccare un pochino il racconto per migliorarlo e io ho intenzione di farlo prima della fine, ma il tempo mi rotola via tra le mani e ancora non l'ho fatto.
Grazie ancora
Mariovaldo
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Re: Spiaggia

Messaggio da leggere da Mariovaldo »

Bisognerebbe leggere molti piu' racconti come questo, ma forse non servirebbe a nulla: coloro i quali invocano muri, filo spinato e magari incrociatori e batterie costiere, difficilmente perdono tempo a leggere in questo tipo di siti, forse temendo di essere infettati dal pericoloso virus della cultura, e se lo fanno, certo non vengono minimamente scalfiti nella loro convinzioni tribali ma si limitano a cambiare rapidamente indirizzo.
Comunque una pagina come questa, ben scritta, anche se non esente da qualche difetto di facile eliminazione, merita un plauso e un voto alto
Namio Intile
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Messaggio da leggere da Namio Intile »

Concordo con Alberto, bisognerebbe leggere tanti altri racconti come questo. Funziona il doppio binario spiaggia delle vacanze spiaggia dove si va a morire per cercare una vita migliore, anzi avrei evitato quell'In un altra spiaggia del secondo incipit. La spiaggia purtroppo può benissimo essere la stessa e io che sono Siciliano ne so qualcosa. Si può morire e rilassarsi per la vacanza a pochi metri di distanza, forse potresti mettere l'accento su questa vicinanza e l'indifferenza in cui annegano tali casi. Si va in vacanza a Lampedusa mentre l'isola è assediata dai disperati. Non so, è come se fosse venuto a mancare del tutto il pudore per la propria fortuna e la sventura altrui.
Dal punto di vista formale altri ti hanno già dato le indicazioni necessarie. Forse sì, è necessaria una rilettura. Quel finora, nel finale, lo eliminerei del tutto, ad esempio.
A ogni modo, lodo l'idea e il coraggio. Brava.
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Re: Spiaggia

Messaggio da leggere da Stefyp »

Mariovaldo ha scritto: 29/10/2021, 7:56 Bisognerebbe leggere molti piu' racconti come questo, ma forse non servirebbe a nulla: coloro i quali invocano muri, filo spinato e magari incrociatori e batterie costiere, difficilmente perdono tempo a leggere in questo tipo di siti, forse temendo di essere infettati dal pericoloso virus della cultura, e se lo fanno, certo non vengono minimamente scalfiti nella loro convinzioni tribali ma si limitano a cambiare rapidamente indirizzo.
Comunque una pagina come questa, ben scritta, anche se non esente da qualche difetto di facile eliminazione, merita un plauso e un voto alto
Ti ringrazio per le tue parole, magari bastasse così poco per scalfire certi cuori. Purtroppo le cronache ci dicono che un certo tipo di stupidità va avanti per la sua strada imperterrita e imperitura.
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Messaggio da leggere da Stefyp »

Namio Intile ha scritto: 30/10/2021, 17:10 Concordo con Alberto, bisognerebbe leggere tanti altri racconti come questo. Funziona il doppio binario spiaggia delle vacanze spiaggia dove si va a morire per cercare una vita migliore, anzi avrei evitato quell'In un altra spiaggia del secondo incipit. La spiaggia purtroppo può benissimo essere la stessa e io che sono Siciliano ne so qualcosa. Si può morire e rilassarsi per la vacanza a pochi metri di distanza, forse potresti mettere l'accento su questa vicinanza e l'indifferenza in cui annegano tali casi. Si va in vacanza a Lampedusa mentre l'isola è assediata dai disperati. Non so, è come se fosse venuto a mancare del tutto il pudore per la propria fortuna e la sventura altrui.
Dal punto di vista formale altri ti hanno già dato le indicazioni necessarie. Forse sì, è necessaria una rilettura. Quel finora, nel finale, lo eliminerei del tutto, ad esempio.
A ogni modo, lodo l'idea e il coraggio. Brava.
Ti ringrazi per il tuo commento, hai ragione la vicinanza e l'indifferenza potevano essere prese in considerazione. In una versione precedente avevo scritto qualche riga a riguardo, ma mi sembrava che fosse virato troppo verso il patetico e non sono riuscita a cambiarlo.
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Marino Maiorino
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Messaggio da leggere da Marino Maiorino »

Non servono commenti. Brava!

P.S. Non sembri scortesia: i commenti sotto i 200 caratteri penalizzano il commentatore, non il racconto. "Spiaggia" mi ha davvero lasciato senza parole.
Ultima modifica di Marino Maiorino il 19/11/2021, 13:29, modificato 1 volta in totale.
«Amare, sia per il corpo che per l'anima, significa creare nella bellezza» - Diotima

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Messaggio da leggere da Fausto Scatoli »

scritto piuttosto bene, anche se concordo con chi dice che la seconda parte avrebbe dovuto venire ridotta e rapportata alla prima.
buone alcune descrizioni e ottime alcune frasi, tipo questa: il suo canto, via via sempre più intenso, non ha più nulla di giocoso, pare piuttosto un canto di morte, un tributo forse.
narra di fatti purtroppo quotidiani, guardati con indifferenza e spesso nemmeno creduti reali.
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Messaggio da leggere da Selene Barblan »

Ciao Stefyp, quando ho letto la prima parte del racconto l'ho subito paragonata a una meditazione, questo soffermarsi sensoriale, il distendersi, lasciarsi andare a ciò che è piacevole. Poi questa situazione di pace e armonia si specchia nel buio; la contrapposizione è secondo me buona, è forte e arriva lì dove vuole arrivare. Quando c'è un messaggio dietro un racconto e lo si intuisce attraverso le immagini create per me è sempre un grande valore aggiunto. Non valorizzo in se il messaggio, anche se lo condivido, perché cerco sempre di separare ciò che penso io come persona e ciò che provo a giudicare in quanto opera. Secondo me il limite di questo tuo bel racconto è il finale, dove spieghi troppo ciò che era già ben evidente con le immagini che lo precedono, belle e terribili. Si insiste quindi troppo sul messaggio, e mi sembra una forzatura. È scritto come sempre molto bene, per me il voto è quindi 4.
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Messaggio da leggere da Francesco Pino »

Brava. Questo parallelismo tra due corpi stesi sulla spiaggia rende bene l'abisso che passa tra "noi e loro": spiagge e mare come meta per le vacanze, spiagge e mare come meta di speranza o di morte… e ce ne sarebbero diversi di parallelismi da tirare fuori. Anche a me non convince molto quella frase sugli anni luce.
Complimenti davvero e scusami se non voto (e mi rivolgo anche agli altri autori che ho commentato), ma non partecipando alla gara preferisco non farlo.
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Un testo 'poetico', nel senso vero di qualcosa che ha la capacità di suscitare sogni, sentimenti.
Anche se poi questi sogni vanno a scontrarsi con una realtà tremenda, dis-umana.
Forse, come suggeriva qualcuno prima di me, si poteva evitare la chiusa, che appare un po' scontata, ma è l'autore che guida il gioco.
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Re: Spiaggia

Messaggio da leggere da Ilsitodiemily »

Plauto diceva: "Quem di diligunt, adulescens moritur". Ovvero, muore giovane chi è caro al cielo. La morte lascia sempre senza parole, soprattutto quando si tratta di una bimba, di un giovane, di una persona cara… Ognuno elabora la perdita come può, come sa, come crede. O, non l'elabora affatto. Nel racconto, si passa da una situazione ad un'altra con gli stessi elementi. E colpisce la pietà del gabbiano, del suo canto mesto, di un volo che tenta di accarezzare quel piccolo corpo sulla spiaggia. È una immagine tanto intensa quanto delicata.
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Messaggio da leggere da Gabi Celeste Pisani »

Sinceramente concordo con chi ha detto che questo racconto ha ricevuto troppi 3, poi guardando le votazioni ho visto addirittura degli 1 che mi hanno fatto strabuzzare gli occhi.
Penso che tu abbia voluto cimentarti in qualcosa di non facile da raccontare perché, come è stato detto in precedenza, c'era un rischio concreto di cadere nel sentimentalismo, nel pietismo ecc. ma al di là degli ottimi suggerimenti che ti sono stati dati, credo che tu sia riuscita benissimo nell'intento.
Mi è piaciuto moltissimo il voler mettere in contrapposizione due situazioni diametralmente opposta; il voler creare questo grande ossimoro emotivo fatto di immagini descritte in modo giusto e chiaro.
Io ho particolarmente apprezzato sia la scrittura che la scelta del tema, e revisioni a parte, mi sembra che questo testo meriti molto di più. Non mi piace esprimere voti nelle recensioni perché trovo che con le parole si capisca quanto una cosa è stata apprezzata o meno, ma questa volta farò un'eccezione; per me, voto 5, anche per il coraggio di uscire dalla comfort zone e scrivere qualcosa di scomodo.
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Re: Commento

Messaggio da leggere da Stefyp »

Marino Maiorino ha scritto: 14/11/2021, 9:40 Non servono commenti. Brava!

P.S. Non sembri scortesia: i commenti sotto i 200 caratteri penalizzano il commentatore, non il racconto. "Spiaggia" mi ha davvero lasciato senza parole.
Ti ringrazio di cuore per le tue parole.
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Re: Commento

Messaggio da leggere da Stefyp »

Selene Barblan ha scritto: 14/11/2021, 17:12 Ciao Stefyp, quando ho letto la prima parte del racconto l'ho subito paragonata a una meditazione, questo soffermarsi sensoriale, il distendersi, lasciarsi andare a ciò che è piacevole. Poi questa situazione di pace e armonia si specchia nel buio; la contrapposizione è secondo me buona, è forte e arriva lì dove vuole arrivare. Quando c'è un messaggio dietro un racconto e lo si intuisce attraverso le immagini create per me è sempre un grande valore aggiunto. Non valorizzo in se il messaggio, anche se lo condivido, perché cerco sempre di separare ciò che penso io come persona e ciò che provo a giudicare in quanto opera. Secondo me il limite di questo tuo bel racconto è il finale, dove spieghi troppo ciò che era già ben evidente con le immagini che lo precedono, belle e terribili. Si insiste quindi troppo sul messaggio, e mi sembra una forzatura. È scritto come sempre molto bene, per me il voto è quindi 4.
GRazie Selene per le tue parole. Prendo atto del tuo appunto rispetto al finale, ci lavorerò senz'altro ancora un pochino. L'ho riletto alla luce dei vostri suggerimenti e penso abbiate ragione.
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Francesco Pino ha scritto: 16/11/2021, 11:16 Brava. Questo parallelismo tra due corpi stesi sulla spiaggia rende bene l'abisso che passa tra "noi e loro": spiagge e mare come meta per le vacanze, spiagge e mare come meta di speranza o di morte… e ce ne sarebbero diversi di parallelismi da tirare fuori. Anche a me non convince molto quella frase sugli anni luce.
Complimenti davvero e scusami se non voto (e mi rivolgo anche agli altri autori che ho commentato), ma non partecipando alla gara preferisco non farlo.
Ti ringrazio per i complimenti che sono naturalmente molto graditi.
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Temistocle ha scritto: 18/11/2021, 11:06 Un testo 'poetico', nel senso vero di qualcosa che ha la capacità di suscitare sogni, sentimenti.
Anche se poi questi sogni vanno a scontrarsi con una realtà tremenda, dis-umana.
Forse, come suggeriva qualcuno prima di me, si poteva evitare la chiusa, che appare un po' scontata, ma è l'autore che guida il gioco.
Ti ringrazio per il "poetico". Hai ragione è l'autore che guida il gioco, ma a volte l'autore ha bisogno di essere aiutato e i vostri consigli rispetto al finale mi inducono a pensare che sia il caso che io ci metta di nuovo mano.
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(estate 2018, 50 pagine, 840,41 KB)

Autori partecipanti: Ida Dainese, Carlo Celenza, Gabriele Ludovici, Draper, Nunzio Campanelli, Pierluigi, Roberto Bonfanti, Fausto Scatoli, Edoardo Prati, SmilingRedSkeleton, Daniele Missiroli, Lodovico,
a cura di Massimo Baglione e Laura Ruggeri.
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Calendario BraviAutori.it "Year-end writer" 2021 - (in bianco e nero)

Calendario BraviAutori.it "Year-end writer" 2021 - (in bianco e nero)

(edizione 2021, 973,27 KB)

Autori partecipanti: (vedi sopra),
A cura di Tullio Aragona.
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La Gara 43 - Cantami, o diva...

La Gara 43 - Cantami, o diva...

(dicembre 2013, 30 pagine, 1,91 MB)

Autori partecipanti: Polly Russell, Lodovico, Eddie1969, Kaipirissima, Nunzio Campanelli, Alessandro D, Anto Pigy, Cladinoro, Marino Maiorino,
A cura di Antonella Pighin.
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Alcuni esempi di nostri libri autoprodotti:


Déjà vu - il rivissuto mancato

Déjà vu - il rivissuto mancato

antologia poetica di AA.VV.

Talvolta, a causa di dinamiche non sempre esplicabili, uno strano meccanismo nella nostra mente ci illude di aver già assistito a una scena che, in realtà, la si sta vivendo solo ora. Il dèjà vu diventa così una fotocopia mentale di quell'attimo, un incontro del pensiero con se stesso.
Chi non ha mai pensato (o realmente vissuto) un'istantanea della propria vita, gli stessi gesti e le stesse parole senza rimanerne perplesso e affascinato? Chi non lo ha mai rievocato come un sogno o, perché no, come un incubo a occhi aperti?
Ventitrè autori si sono cimentati nel descrivere le loro idee di déjà vu in chiave poetica.
A cura di Francesco Zanni Bertelli.

Contiene opere di: Alberto Barina, Angela Catalini, Enrico Arlandini, Enrico Teodorani, Fausto Scatoli, Federico Caruso, Francesca Rosaria Riso, Francesca Gabriel, Francesca Paolucci, Gabriella Pison, Gianluigi Redaelli, Giovanni Teresi, Giuseppe Patti, Ida Dainese, Laura Usai, Massimo Baglione, Massimo Tivoli, Pasquale Aversano, Patrizia Benetti, Pietro Antonio Sanzeri, Silvia Ovis, Umberto Pasqui, Francesco Zanni Bertelli.
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BiciAutori - racconti in bicicletta

BiciAutori - racconti in bicicletta

Trentun paia di gambe hanno pedalato con la loro fantasia per guidarci nel puro piacere di sedersi su una bicicletta ed essere spensierati, felici e amanti della Natura.
A cura di Massimo Baglione.
Copertina e logo di Diego Capani.

Contiene opere di: Alessandro Domenici, Angelo Manarola, Bruno Elpis, Cataldo Balducci, Concita Imperatrice, Cristina Cornelio, Cristoforo De Vivo, Eliseo Palumbo, Enrico Teodorani, Ettore Capitani, Francesco Paolo Catanzaro, Germana Meli (gemadame), Giovanni Bettini, Giuseppe Virnicchi, Graziano Zambarda, Iunio Marcello Clementi, Lodovico Ferrari, Lorenzo Dalle Ave, Lorenzo Pompeo, Patrizia Benetti, Raffaella Ferrari, Rebecca Gamucci, Rosario Di Donato, Salvatore Stefanelli, Sara Gambazza, Sandra Ludovici, Sonia Piras, Stefano Corazzini, Umberto Pasqui, Valerio Franchina, Vivì.
Vedi ANTEPRIMA (1,29 MB scaricato 371 volte).
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Mai Più

Mai Più

Antologia di opere grafiche e letterarie aventi per tema il concetto del MAI PIÙ in memoria del centenario della fine della Prima Guerra Mondiale, di AA.VV.

Nel 2018 cade il centenario della fine della Prima Guerra Mondiale, perciò abbiamo voluto celebrare quella follia del Genere umano con un'antologia di opere grafiche e letterarie di genere libero aventi per tema il concetto del "mai più".

Copertina di Pierluigi Sferrella.
A cura di Massimo Baglione.

Contiene opere di: Ida Dainese, Alessandro Carnier, Romano Lenzi, Francesca Paolucci, Pasquale Aversano, Luisa Catapano, Massimo Melis, Alessandro Zanacchi, Furio Bomben, Pierluigi Sferrella, Enrico Teodorani, Laura Traverso, F. T. Leo, Cristina Giuntini, Gabriele Laghi e Mara Bomben.
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