Alveari metropolitani

Spazio dedicato alla Gara stagionale d'autunno 2021.

Sondaggio

1 - non mi piace affatto
0
Nessun voto
2 - mi piace pochino
0
Nessun voto
3 - si lascia leggere
0
Nessun voto
4 - è bello
4
44%
5 - mi piace tantissimo
5
56%
 
Voti totali: 9

Nuovoautore
rank (info):
Foglio bianco
Messaggi: 16
Iscritto il: 23/11/2021, 17:56

Author's data

Alveari metropolitani

Messaggio da leggere da Nuovoautore »

leggi documento Spiacente ma, in questo browser, la lettura a voce non funziona.

Alveari metropolitani

Faccio parte della miriade di api operaie che ogni mattina lasciano il loro alveare e fanno vivere questa città senza colore.
Beh, ape operaia è un termine frustrante. Ape impiegata, suona meglio, mi fa sentire un gradino al di sopra del nulla; la qual cosa non è molto ma è sempre meglio di niente.

Sono uno dei mitici e invidiati bancari! Sì, proprio quelli delle mitiche quindici mensilità, delle pensioni da paperoni, del posto garantito a vita. Sì, lo ammetto, sono un privilegiato in giacca e cravatta, dal sorriso smagliante e la felicità permanente… Tutto falso! Come l’illusione di benessere che ti ammalia camminando per le vie di questo carnaio chiamato metropoli!
Abito in un monolocale (io lo chiamo: monoloculo, viste le dimensioni lillipuziane della mia celletta) al dodicesimo piano di un alveare color del cemento, diviso in ben cinquantasette appartamenti, tutti della dimensione di uno sputo.
L’unica finestra si affaccia su una foresta di tegole e antenne, sotto le quali una selva di finestre si affacciano dentro altre finestre.
La mia vita ha uno svolgimento tragicamente lineare: colazione al mattino, corsa alla fermata della metro per raggiungere il posto di lavoro, rientro a casa, cena, televisore e poi letto.
Salvo rare eccezioni questa era la mia giornata tipo. Dico: era, perché da più di due anni ho iniziato a frequentare i residenti degli alveari dirimpetto alla mia finestra.

Stanco dei soliti programmi televisivi, iniziai a osservare… o per meglio dire: a spiare la vita degli altri, dei miei dirimpettai. E dalla mia postazione privilegiata ne avevo di finestre da visitare; alcune a un alito dal mio sguardo, altre un po’ più lontane.
Andai a curiosare sin dove la vista mi permise di arrivare, poi, per vedere meglio quelli che consideravo ormai amici di famiglia, e acquisirne dei nuovi, comprai un potente cannocchiale; uno di quelli appoggiati su un treppiede con il quale, stando comodamente seduto sul divano, puoi tirarti dentro casa la finestra e l’intero appartamento del vicino. Un vero spettacolo, altro che i reality!
E da quel giorno la mia, e forse anche la loro solitudine, finì.
Aprire una finestra sulla vita degli altri, vederli muoversi, parlare, infervorarsi senza poter udire nessun suono uscire dalle loro bocche, cercando d’interpretarne il labiale, fu come assistere alla proiezione di un film muto agli albori della cinematografia; c’era pure il bianco e nero delle loro vite scolorite a completare il quadro e rendere il tutto molto verosimile.
Così, per donare un po’ di colore e di movimento al loro piattume, decisi di diventare sceneggiatore, regista e doppiatore delle loro tragicomiche gesta.
Scelsi le finestre che più m’ispiravano, assegnai un nome ai protagonisti che vi si affacciavano e iniziai a girare il mio personale film sull’alienazione degli alveari metropolitani.

I primi interpreti a palesarsi sulla scena furono due anziani coniugi, presumo sulla settantina o giù di lì. Andrea e Ginetta, così decisi di chiamarli perché mi ricordavano i miei litigiosi nonni paterni.
Mentre li vedevo discutere in cucina, li doppiavo passando dalla voce baritonale quando interpretavo Andrea, a quella in falsetto indossando i panni di Ginetta.
«Te lo ripeto ancora una volta: ho incontrato Riccardo, ha voluto a tutti i costi offrirmi un caffè, non ho potuto dirgli di no, così siamo entrati nel primo bar, ci siamo seduti e parlando del più e del meno, il tempo è volato», dicevo, doppiando in tono esasperato Andrea.
«Non ci credo! Tu non me la racconti giusta! Hai perso tempo perché quella puttana della prestinaia ti ha fatto gli occhi dolci e tu ti sei sciolto in brodo di giuggiole! Ma questa è l’ultima volta che ci vai da solo a prendere il pane. Da domani ci andremo assieme, e se la vedo sbattere le ciglia come una farfalla in amore… glielo cavo l’occhio languido!» urlavo, doppiando la voce stridula della Ginetta.
«Ma quali occhi dolci vuoi che mi faccia la prestinaia? Ha settantacinque anni, porta gli occhiali con delle lenti spesse un dito, quella schiaccia gli occhi per mettere a fuoco la vista mentre legge il peso sulla bilancia», replicavo, ridendo, tornando a interpretare Andrea.
«Non ridere! Non prendermi in giro, sai! Altrimenti vado là e gliene canto quattro a quella!» ribattevo, infervorandomi, osservando l’infiammata Ginetta che lo afferrava per il bavero della giacca e lo scuoteva.

Oltre alla vita di Andrea e Ginetta, sceneggiavo e interpretavo anche quella di Armando. Ma con lui il doppiaggio non serviva.
Armando viveva solo, il mutismo e la cupezza dello sguardo narravano una solitudine immensa. Ingrandendo all’inverosimile il suo volto cercai, penetrando nel fondo degli occhi, di leggerne il pensiero.
Il dolore di un giovanile perduto amore, forse un tradimento, oppure una disgrazia. In ogni caso una delusione così grande dalla quale non si è mai ripreso, e da allora vive solo nel ricordo, guardando e baciando fotografie ingiallite che poi, come le carte di un eterno solitario, posa ordinatamente sul tavolo. Questo lessi nello sguardo pieno di struggimento di un cinquantenne.

Altre finestre accesero la mia curiosità, altri personaggi entrarono in scena, come protagonisti di una lunga narrazione, o comparse di una breve apparizione.

E poi c’era lei ad allietare cupi momenti. Viviana, così l’avevo chiamata in onore della mia collega di lavoro, che se la tirava perché era la preferita del direttore.
Viviana, la venere della scala B dell’alveare prospiciente il mio. Se non ci fosse stata lei a donare un po’ di colore e calore al mio film, avrei smesso di girarlo da un pezzo.
Viviana, l’unica vera stella splendente nel firmamento della mia solitudine, entrava in scena preferibilmente il venerdì sera; solitamente in primavera ed estate, alcune volte in autunno e raramente d’inverno.
Il venerdì sera, prima di uscire con le amiche, Viviana si chiudeva in bagno, spalancava la finestra per far uscire il vapore, poi andava sotto la doccia e ci restava per una ventina di minuti; naturalmente con il freddo la finestra rimaneva socchiusa e allora d’inverno, e spesso d’autunno, addio spettacolo. Quando usciva dalla doccia, ponendosi davanti allo specchio del lavabo con indosso l’accappatoio, si asciugava i lunghi capelli, poi controllava minuziosamente ogni centimetro del viso e iniziava a truccarsi, concludendo con un finale epico!
Voltandosi verso la finestra spalancava l’accappatoio, e lasciandolo cadere a terra esibiva le sue grazie. Allargando le gambe si guardava il pube nero sapientemente aggiustato, ritoccandolo ai lati con il rasoio; poi prendeva una bomboletta spray e si spruzzava per bene il pube e fra le cosce: presumo con del deodorante intimo, sicuramente non con dell’insetticida. Infine usciva dal bagno e andava in camera a completare la vestizione adatta alla movida.
La serena bellezza e la voglia di divertirsi di Viviana m’illusero che sì, si poteva essere felici anche vivendo in un quartiere alveare. Ma mi sbagliavo, e lo scopersi nel modo più agghiacciante.
In un insolitamente caldo venerdì autunnale, la vidi aprire la finestra del bagno, salire nuda sul parapetto e, nonostante le urlassi di non farlo, lanciarsi nel vuoto allargando le braccia come se volesse volare via, lontano dalla città e da questa vita.
Il volo terminò pochi attimi dopo sul selciato, spegnendo con la sua vita le mie residue speranze che si potesse trovare la felicità in questo triste contesto.

Ho trascorso l’inverno, riflettendo sul perché di quel gesto. Ed ora, con la nuova primavera sono qui, sul lastrico solare del mio alveare, pronto a planare in direzione dell’ultimo prato di margherite, prima che l’asfalto lo fagociti, trasformandolo in una nuova immensa rotatoria, dove uomini alienati chiusi nelle loro scatole di latta si fanno centrifugare per lanciarsi nella via di fuga laterale che conduce alla prossima rotatoria, da dove proseguire dopo l’ennesima centrifuga verso un'altra e poi ancora un'altra, così fino alla fine delle rotatorie… o del tempo che la vita ha loro concesso.

FINE
Ultima modifica di Nuovoautore il 25/11/2021, 21:48, modificato 1 volta in totale.
Avatar utente
Marino Maiorino
rank (info):
Correttore di bozze
Messaggi: 341
Iscritto il: 15/10/2012, 0:01
Località: Barcellona
Contatta:

Author's data

Commento

Messaggio da leggere da Marino Maiorino »

Minchia (scusate il francesismo): "Nuovoautore"!
È bello, molto bello, con dei momenti perfino aulici: "c’era pure il bianco e nero delle loro vite scolorite a completare il quadro" è genio puro.
Soffre qualche incoerenza: Armando non dovrebbe far parte della lista di storie dopo la frase "Scelsi le finestre che più m’ispiravano", perché dopo averlo visto una volta, ti toglie l'ispirazione! E anche la fine: "uomini in scatole di latta" o "api in scatole di latta"?
Nondimeno, una bellissima prova, con un bel ritmo e una giusta conclusione.
«Amare, sia per il corpo che per l'anima, significa creare nella bellezza» - Diotima

Immagine
Immagine

ImmagineRacconti alla Luce della Luna

Sono su:
Immagine
Immagine
Avatar utente
Alberto Marcolli
rank (info):
Pubblicista
Messaggi: 88
Iscritto il: 08/05/2018, 18:06

Author's data

Commento: Alveari metropolitani

Messaggio da leggere da Alberto Marcolli »

Questo racconto mi ricorda qualcosa di "nuovo, anzi d'antico". Forse perché ti scrive un bancario d'altri tempi, ormai.
È il ritratto della vita in quei casermoni tipo quelli del quartiere Gallaratese a Milano.
Mi è rimasta la curiosità di sapere qualche cosa di più della nostra ape operaia, pardon impiegata.
Esempio: come è finito a vivere in quel loculo?
Perché non ha tentato di conoscere la bella dirimpettaia, magari salvandola dal suicidio?
E poi tutto il resto. Insomma vita e miracoli di questa ape impiegata da colazione, metro, lavoro, rientro a casa, cena, televisore e poi letto.
Salvo rare eccezioni? Almeno una non ce la potevi raccontare? Tanto il racconto era già lunghetto (7867 battute) e non avevi nemmeno la scusa di voler restare entro le 5000 battute.
Avanzo le mie richieste incoraggiato dalla tua scrittura di “qualità” e so che non mi deluderesti. Un po’ come raramente succede anche a me e non è detto che io abbia sempre voglia di allungare “il brodo”.

Suggerimenti:
propongo di variare le frasi:

“Andai a curiosare sin dove la vista mi permise di arrivare” in
-Curiosavo sin dove la vista mi permetteva di arrivare-

“degli alveari metropolitani” in
negli alveari metropolitani

“non si è mai ripreso, e da allora vive solo nel ricordo, guardando e baciando fotografie ingiallite che poi, come le carte di un eterno solitario, posa ordinatamente sul tavolo.”
Qui passi al tempo presente. A me suonerebbe più giusto rimanere nell’imperfetto

“lo scopersi nel modo più”
Preferisco: lo scoprii

Concordo anche con il commento di Marino Maiorino.
Voto 4 e alla prossima, magari svelando chi si nasconde dietro il misterioso “Nuovoautore”.
Temistocle
rank (info):
Pubblicista
Messaggi: 79
Iscritto il: 03/07/2021, 8:53

Author's data

Commento

Messaggio da leggere da Temistocle »

Molto bello, non c'è che dire!
Perfetto (a mio vedere) nella scrittura e armonico nella narrazione.
Se è un'opera prima, ma ne dubito… , hai davanti a te una vita da scrittore.
Il finale è tragico, ma visto tutto il racconto precedente ci può stare.
Voto: 5!
Nuovoautore
rank (info):
Foglio bianco
Messaggi: 16
Iscritto il: 23/11/2021, 17:56

Author's data

Re: Alveari metropolitani

Messaggio da leggere da Nuovoautore »

Risposta a Marino Maiorino. Armando lo ossrerva per due, tre giorni, forse una settimana per carpire il suo triste segreto leggendo il suo sguardo il suo modo di comportarsi, sempre uguale. E alla fine se ne va a "bussare" a un'altra finestra. Ti ringrazio. Ciao
Nuovoautore
rank (info):
Foglio bianco
Messaggi: 16
Iscritto il: 23/11/2021, 17:56

Author's data

Re: Alveari metropolitani

Messaggio da leggere da Nuovoautore »

Risposta a Roberto Marcolli. Quand'ero ragazzo (molti molti anni fa) Al mio paese un lavoro in banca era considerato un assegno circolare da staccare ogni mese per il resto della vita. Oggi, non è più così. Il posto di lavoro del bancario, al pari di molti altri, scricchiola pauorasamente. Così, quando decisi di scrivere il racconto, scelsi di piazzare il simbolo di un'era fa, nel mio alveare. Il nostro bancario, al suo primo impiego, arriva dalla provincia, forse anche da un'altra regione; e, naturalmente, con gli affitti della metropoli, non può permettersi un appartamento in centro. Aggiungici che ha un carattere chiuso, che fatica a legare con gli altri... ed eccolo lì il nostro bancario che usa il binocolo come strumento per conoscere altri soggetti, alienati. Ti ringrazio. Ciao.
Nuovoautore
rank (info):
Foglio bianco
Messaggi: 16
Iscritto il: 23/11/2021, 17:56

Author's data

Re: Alveari metropolitani

Messaggio da leggere da Nuovoautore »

Risposta a Temistocle. No, non è un'opera prima. Credo, in venti anni o poco più, di averne scritti un mezzo migliaio di racconti. Naturalmente, non tuttti sono al lvello di questo. Essendo un autodidatta mi sono migliorato racconto dopo racconto: con l'allenamento, si potrebbe dire. Ciao.
Egidio
rank (info):
Pubblicista
Messaggi: 52
Iscritto il: 14/04/2021, 6:05

Author's data

Commento

Messaggio da leggere da Egidio »

Mi piace, questo racconto, per come è scritto, meno per la visione della vita che tratteggia. L'autore ci descrive un film in bianco e nero di api/impiegati in un alveare/condominio-casermone. L'unica nota di colore è una ragazza un po' ninfomane che, però, sul più bello, decide di suicidarsi. Una visione troppo pessimistica della condizione umana. Comunque, è scritto con la disinvoltura di un abile ed esperto narratore.
Nuovoautore
rank (info):
Foglio bianco
Messaggi: 16
Iscritto il: 23/11/2021, 17:56

Author's data

Re: Commento

Messaggio da leggere da Nuovoautore »

Egidio ha scritto: 25/11/2021, 3:44 Mi piace, questo racconto, per come è scritto, meno per la visione della vita che tratteggia. L'autore ci descrive un film in bianco e nero di api/impiegati in un alveare/condominio-casermone. L'unica nota di colore è una ragazza un po' ninfomane che, però, sul più bello, decide di suicidarsi. Una visione troppo pessimistica della condizione umana. Comunque, è scritto con la disinvoltura di un abile ed esperto narratore.
Oh, finalmente dopo due giorni, credo d'aver compreso cosa e dove premere per rispondere ai commenti. Mi scuso con gli autori a cui, precedentemente, ho risposto usando un metodo non convenzionale. Detto cio, rispondo al commento: dici che è una visione troppo pessimistica? Può essere, ma se guardo come va oggigiorno, tra il virus, il clima impazzito, la gente che pare seguire il clima ecc. Non credo di esserci andato troppo lontano... Naturalmente, spero di sbagliarmi, potrebbe anche essere il mio pessimismo di fondo ad ispirare alcuni (molti, a dire il vero) miei racconti. Ad ogni modo, mi fa piacere leggere che ti è piaciuto. Ti ringrazio. Ciao, Egidio.
RobertoBecattini
rank (info):
Foglio bianco
Messaggi: 47
Iscritto il: 25/11/2018, 0:46

Author's data

Commento

Messaggio da leggere da RobertoBecattini »

Innanzitutto complimenti per la scelta del vocabolo "prestinaia" che francamente non conoscevo. Ammiro molto chi riesce a riesumare termini desueti o rari. Probabilmente non a caso messo in bocca a una coppia di anziani. Inserito in un racconto non certo ampolloso, tiene desta l'attenzione e incuriosisce. Ho letto con piacere, il racconto scorre, in alcuni punti forse un po' prevedibile. Hai però descritto bene l'ambiente e i personaggi, implicitamente anche il protagonista, che all'inizio sembra un freddo entomologo, ma poi si lascia coinvolgere nel tragico finale.
RobediKarta
Avatar utente
Roberto Bonfanti
rank (info):
Terza pagina
Messaggi: 514
Iscritto il: 13/10/2013, 12:58

Author's data

Commento

Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti »

Ottimo racconto, non solo perché lo sento affine al mio modo di scrivere. Centrata la figura del "travet" che osserva e immagina le vite degli altri per evadere dalla propria, grigia come il condominio dove abita. L'epilogo è piuttosto pessimista ma, d'altro canto, tutta la vicenda non è certamente solare.
Riguardo alla forma sono d'accordo con alcune osservazioni di Alberto e con quella di Marino sulle api, mi sembra giusta per chiudere il cerchio con l'incipit. In più ti segnalo questa frase: "Sono uno dei mitici e invidiati, bancari!" Secondo me la virgola è superflua, poi, dopo poche parole, trovo ancora "mitiche". E te lo dice uno che spesso inciampa sulle ripetizioni.
Complimenti per il notevole esordio in queste gare.
Che ci vuole a scrivere un libro? Leggerlo è la fatica. (Gesualdo Bufalino)
https://chiacchieredistintivorb.blogspot.com/
Intervista su BraviAutori.it: https://www.braviautori.it/forum/viewto ... =76&t=5384
Autore presente nei seguenti libri di BraviAutori.it:
Immagine Immagine
Stefyp
rank (info):
Correttore di bozze
Messaggi: 332
Iscritto il: 26/07/2019, 18:48

Author's data

commento

Messaggio da leggere da Stefyp »

Ben arrivato, cominci proprio col botto. Un racconto davvero molto bello il tuo. A parte qualche piccola imprecisione che già ti hanno segnalato, scorre via liscio e si legge tutto d'un fiato. Il messaggio arriva diretto e le descrizioni sono azzeccate. E per finire, è proprio il tipo di storia che mi piace leggere, quindi voto alto. Spero di leggere presto altro di tuo.
Nuovoautore
rank (info):
Foglio bianco
Messaggi: 16
Iscritto il: 23/11/2021, 17:56

Author's data

Re: Commento

Messaggio da leggere da Nuovoautore »

Roberto Bonfanti ha scritto: 25/11/2021, 20:38 Ottimo racconto, non solo perché lo sento affine al mio modo di scrivere. Centrata la figura del "travet" che osserva e immagina le vite degli altri per evadere dalla propria, grigia come il condominio dove abita. L'epilogo è piuttosto pessimista ma, d'altro canto, tutta la vicenda non è certamente solare.
Riguardo alla forma sono d'accordo con alcune osservazioni di Alberto e con quella di Marino sulle api, mi sembra giusta per chiudere il cerchio con l'incipit. In più ti segnalo questa frase: "Sono uno dei mitici e invidiati, bancari!" Secondo me la virgola è superflua, poi, dopo poche parole, trovo ancora "mitiche". E te lo dice uno che spesso inciampa sulle ripetizioni.
Complimenti per il notevole esordio in queste gare.
Sì, le osservazioni di Alberto e di Marino le ho lette e ho provato a metterle sul mio testo di word, ma ci sto ancora riflettendo. Per la virgola, invece, hai ragione mi era proprio sfuggita. La ripetizione invece... non lo so, il protagonista lo dice, presumo, in tono sarcastico per rafforzare il concetto che di mitico nel suo lavoro e, di riflesso, nella sua vita, non c'è proprio nulla. Inoltre c'ho un problema grosso come una casa: il fatto è che mi sto impratichendo e non ho ancora ben capito come correggere il testo. Ti ringrazio. Ciao, Roberto.
Nuovoautore
rank (info):
Foglio bianco
Messaggi: 16
Iscritto il: 23/11/2021, 17:56

Author's data

Re: Commento

Messaggio da leggere da Nuovoautore »

RobertoBecattini ha scritto: 25/11/2021, 17:47 Innanzitutto complimenti per la scelta del vocabolo "prestinaia" che francamente non conoscevo. Ammiro molto chi riesce a riesumare termini desueti o rari. Probabilmente non a caso messo in bocca a una coppia di anziani. Inserito in un racconto non certo ampolloso, tiene desta l'attenzione e incuriosisce. Ho letto con piacere, il racconto scorre, in alcuni punti forse un po' prevedibile. Hai però descritto bene l'ambiente e i personaggi, implicitamente anche il protagonista, che all'inizio sembra un freddo entomologo, ma poi si lascia coinvolgere nel tragico finale.
Prestinaia, in dialetto "prestinèra" è un vocabolo in uso nel mio paese, nella bassa padana, non lo so se viene usato da altre parti. Dovendo far parlare due vecchi, mi è venuto logico usarlo. Ti ringrazio. Ciao, Roberto
Avatar utente
Roberto Bonfanti
rank (info):
Terza pagina
Messaggi: 514
Iscritto il: 13/10/2013, 12:58

Author's data

Re: Commento

Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti »

Nuovoautore ha scritto: 25/11/2021, 21:27 Inoltre c'ho un problema grosso come una casa: il fatto è che mi sto impratichendo e non ho ancora ben capito come correggere il testo.
Accanto al titolo del tuo racconto, in alto a destra, trovi tre icone, la prima è una penna, cliccandola puoi editare il testo.
Che ci vuole a scrivere un libro? Leggerlo è la fatica. (Gesualdo Bufalino)
https://chiacchieredistintivorb.blogspot.com/
Intervista su BraviAutori.it: https://www.braviautori.it/forum/viewto ... =76&t=5384
Autore presente nei seguenti libri di BraviAutori.it:
Immagine Immagine
Nuovoautore
rank (info):
Foglio bianco
Messaggi: 16
Iscritto il: 23/11/2021, 17:56

Author's data

Re: commento

Messaggio da leggere da Nuovoautore »

Stefyp ha scritto: 25/11/2021, 21:17 Ben arrivato, cominci proprio col botto. Un racconto davvero molto bello il tuo. A parte qualche piccola imprecisione che già ti hanno segnalato, scorre via liscio e si legge tutto d'un fiato. Il messaggio arriva diretto e le descrizioni sono azzeccate. E per finire, è proprio il tipo di storia che mi piace leggere, quindi voto alto. Spero di leggere presto altro di tuo.
Grazie per il benvenuto. Mi fa piacere legggere che è nelle tue corde. Per quanto riguarda altri racconti, in questa sezione se ne può postare soltanto uno, credo. Ad ogni modo ne trovi altri due sulla home: un giallo, e un racconto storico. Ora sono intenzianato a postarne uno fantascientifico, poi un horror, uno umoristico e, infine, uno romantico; in modo di completare il catalogo dei generi con cui mi sono cimentato, per capire quale o quali hanno più presa sugli autori del sito. Grazie ancora. Ciao, Stefy
Nuovoautore
rank (info):
Foglio bianco
Messaggi: 16
Iscritto il: 23/11/2021, 17:56

Author's data

Re: Commento

Messaggio da leggere da Nuovoautore »

Roberto Bonfanti ha scritto: 25/11/2021, 21:34 Accanto al titolo del tuo racconto, in alto a destra, trovi tre icone, la prima è una penna, cliccandola puoi editare il testo.
Ok, ti ringrazio. Per ora ho tolto la virgola, è molto più semplice di quanto pensassi.
Francesco Pino
rank (info):
Necrologista
Messaggi: 235
Iscritto il: 09/05/2020, 17:55

Author's data

Commento

Messaggio da leggere da Francesco Pino »

Secondo me le risposte che hai dato ai commenti di Marino e di Roberto M. avrebbero dovuto trovar posto tra le righe del racconto.
E' un lavoro veramente molto bello, intriso di tristezza e realistico pessimismo. Considerazione personale: possiamo guardare dall'esterno finché vogliamo la vita degli altri, ma non sapremo mai cosa vivono davvero. Chissà quante persone che ci sembrano felici in realtà non lo sono. Non è Armando a gettarsi dalla finestra, ma sorprendentemente, Viviana.
Autore presente nei seguenti libri di BraviAutori.it:
Immagine Immagine Immagine
Gabi Celeste Pisani
rank (info):
Foglio bianco
Messaggi: 34
Iscritto il: 10/11/2021, 12:25

Author's data

Commento

Messaggio da leggere da Gabi Celeste Pisani »

L'ho trovato davvero ottimo. Se come dici sei davvero autodidatta non posso che farti i miei complimenti: tanto di cappello perché la tua costanza ed esercizio hanno sicuramente premiato!
L'ho trovato molto molto interessante, scritto in modo ottimo, con un linguaggio ricercato il giusto e mai eccessivo rispetto allo stato sociale del personaggio. L'idea mi è molto piaciuta, è originale e dal finale non scontato e sicuramente d'impatto.
Penso che sia sicuramente uno degli scritti più autoconclusivi presenti in questa gara (anche se non li ho letti ancora tutti), racconta tutto quello che c'è da raccontare ed il lettore riesce a cogliere quello che voleva essere il messaggio dell'autore - o perlomeno quello che ci ho letto io - l'alienazione e l'ineluttabilità della condizione umana.
Nuovoautore
rank (info):
Foglio bianco
Messaggi: 16
Iscritto il: 23/11/2021, 17:56

Author's data

Re: Commento

Messaggio da leggere da Nuovoautore »

Francesco Pino ha scritto: 26/11/2021, 10:15 Secondo me le risposte che hai dato ai commenti di Marino e di Roberto M. avrebbero dovuto trovar posto tra le righe del racconto.
E' un lavoro veramente molto bello, intriso di tristezza e realistico pessimismo. Considerazione personale: possiamo guardare dall'esterno finché vogliamo la vita degli altri, ma non sapremo mai cosa vivono davvero. Chissà quante persone che ci sembrano felici in realtà non lo sono. Non è Armando a gettarsi dalla finestra, ma sorprendentemente, Viviana.
Forse nessuna di quelle che crediamo felici, dentro di loro lo sono realmente, o totalmente... la felicità, se veramente esiste, è un attimo che può ripetersi molte volte, ma mai durare per sempre. Così la vedo io, ma potrei essere smentito da chi felice si sente veramente. Ti ringrazio. Ciao, Francesco.
Nuovoautore
rank (info):
Foglio bianco
Messaggi: 16
Iscritto il: 23/11/2021, 17:56

Author's data

Re: Commento

Messaggio da leggere da Nuovoautore »

Gabi Celeste Pisani ha scritto: 26/11/2021, 10:34 L'ho trovato davvero ottimo. Se come dici sei davvero autodidatta non posso che farti i miei complimenti: tanto di cappello perché la tua costanza ed esercizio hanno sicuramente premiato!
L'ho trovato molto molto interessante, scritto in modo ottimo, con un linguaggio ricercato il giusto e mai eccessivo rispetto allo stato sociale del personaggio. L'idea mi è molto piaciuta, è originale e dal finale non scontato e sicuramente d'impatto.
Penso che sia sicuramente uno degli scritti più autoconclusivi presenti in questa gara (anche se non li ho letti ancora tutti), racconta tutto quello che c'è da raccontare ed il lettore riesce a cogliere quello che voleva essere il messaggio dell'autore - o perlomeno quello che ci ho letto io - l'alienazione e l'ineluttabilità della condizione umana.
Autodidatta, lo sono veramente. Pensa te che nella mia prima vita, facevo il falegname. Ho iniziato a sctrivere (allora non sapevo nemmeno cosa fosse il pc) un romanzo su cinque quaderni venti anni fa, una storia biografica fantastica, nella quale immaginavo di risalire il tempo per cancellare il giorno che aveva cambiato per sempre la mia vita. E da lì, non ho più smesso. La scrittura per me, è diventata la medicina, l'analgesico per chetare il dolore lacerante che ha sconvolto la mia esistenza. Ti ringrazio. Ciao, Gabi Celeste.
Mariovaldo
rank (info):
Apprendista
Messaggi: 101
Iscritto il: 16/12/2019, 7:27
Contatta:

Author's data

Commento

Messaggio da leggere da Mariovaldo »

Premetto che non ho letto gli altri commenti, quindi non so se sia gia' stato detto, ma questo bel racconto a un vecchio cinefilo come me ricorda quel capolavoro di Hitkhok " La finestra sul cortile". Naturalmente e' solo una somiglianza nello spunto iniziale, il tuo racconto poi prende altre strade, e si fa apprezzare per linguagggio, struttura e leggibilità. I miri complimenti
Nuovoautore
rank (info):
Foglio bianco
Messaggi: 16
Iscritto il: 23/11/2021, 17:56

Author's data

Re: Commento

Messaggio da leggere da Nuovoautore »

Mariovaldo ha scritto: 27/11/2021, 9:57 Premetto che non ho letto gli altri commenti, quindi non so se sia gia' stato detto, ma questo bel racconto a un vecchio cinefilo come me ricorda quel capolavoro di Hitkhok " La finestra sul cortile". Naturalmente e' solo una somiglianza nello spunto iniziale, il tuo racconto poi prende altre strade, e si fa apprezzare per linguagggio, struttura e leggibilità. I miri complimenti
E' vero, l'inizio ricorda molto il capolavoro di Hitchcock, poi il racconto prende altre strade, virando dal giallo al dramma. Ti ringrazio. Ciao, Mariovaldo.
Rispondi

Torna a “Gara d'autunno, 2021”


Alcuni esempi di nostri ebook gratuiti:


La Gara 43 - Cantami, o diva...

La Gara 43 - Cantami, o diva...

(dicembre 2013, 30 pagine, 1,91 MB)

Autori partecipanti: Polly Russell, Lodovico, Eddie1969, Kaipirissima, Nunzio Campanelli, Alessandro D, Anto Pigy, Cladinoro, Marino Maiorino,
A cura di Antonella Pighin.
Scarica questo testo in formato PDF (1,91 MB) - scaricato 219 volte..
Lascia un commento.

La Gara 18 - Brividi a Natale

La Gara 18 - Brividi a Natale

(gennaio 2011, 40 pagine, 731,48 KB)

Autori partecipanti: Miriam Mastrovito, Ser Stefano, Alessandro Napolitano, Manuela, Roberto Guarnieri, Skyla, Exlex, Hellies15, Davide Sax, Tania Maffei, Cazzaro,
A cura di Mastronxo.
Scarica questo testo in formato PDF (731,48 KB) - scaricato 521 volte.
oppure in formato EPUB (394,72 KB) (vedi anteprima) - scaricato 216 volte..
Lascia un commento.

La Gara 61 - Ai confini della Realtà

La Gara 61 - Ai confini della Realtà

(novembre/dicembre 2016, 15 pagine, 777,31 KB)

Autori partecipanti: Massimo Tivoli, Ida Dainese, Gabriele Ludovici, Angela Catalini,
a cura di Massimo Tivoli.
Scarica questo testo in formato PDF (777,31 KB) - scaricato 104 volte.
oppure in formato EPUB (579,86 KB) (vedi anteprima) - scaricato 119 volte..
Lascia un commento.





Alcuni esempi di nostri libri autoprodotti:


Un lavoro Fantastico

Un lavoro Fantastico

Antologia di opere ispirate a lavori inventati e ai mestieri del passato riadattati al mondo attuale.
A cura di Massimo Baglione.

Contiene opere di: Gabriele Laghi, Alessandro Mazzi, Isabella Galeotti, Marco Bertoli, Carlo Ragonese, Stefania Paganelli, Elegant Stork, Selene Barblan, Domenico De Stefano, Andrea Teodorani, Eliana Farotto, Andrea Perina, Gabriella Pison, F. T. Leo, Ida Dainese, Lisa Striani, Umberto Pasqui, Lucia De Falco, Laura Traverso, Valentino Poppi, Francesca Paolucci, Gianluca Gemelli.
Vedi ANTEPRIMA (973,26 KB scaricato 29 volte).
info e commenti compralo su   amazon


Antologia visual-letteraria (Volume uno)

Antologia visual-letteraria (Volume uno)

Collage di opere grafiche e testuali pubblicate sul portale www.BraviAutori.it

Il libro è un collage di opere grafiche e testuali pubblicate sul portale www.BraviAutori.it e selezionate tenendo conto delle recensioni ricevute, del numero di visualizzazioni e, concedetecelo, il nostro gusto personale. L'antologia non segue un determinato filone letterario e le opere sono state pubblicate volutamente in ordine casuale.
A cura di Massimo Baglione.

Contiene opere di: Dino Licci, Annamaria Trevale, Sara Palladino, Filippo C. Battaglia, Gilbert Paraschiva, Luigi Torre, Francesco Vespa, Luciano Somma, Francesco Troccoli, Mitsu, Alda Visconti Tosco, Mauro Cancian, Dalila, Elisabetta Maltese, Daniela Tricarico, Antonella Iacoli, Jean Louis, Alessandro Napolitano, Daniela Cattani Rusich, Simona Livio, Michele Della Vecchia, Giovanni Saul Ferrara, Simone De Foix, Claudia Fanciullacci, Giorgio Burello, Antonia Tisoni, Carlo Trotta, Matteo Lorenzi, Massimo Baglione, Lorenzo Zanierato, Riccardo Simone, Monica Giussani, Annarita Petrino, Luigi Milani, Michele Nigro, Paolo Maccallini, Maria Antonietta Ricotti, Monica Bisin, Gianluca Gendusa, Cristiana, Simone Conti, Synafey, Cicobyo, Massimiliano Avi, Daniele Luciani, Cosimo Vitiello, Mauro Manzo.
Vedi ANTEPRIMA (3,85 MB scaricato 826 volte).
info e commenti compralo su   amazon


69 Orizzontale: l'Antologia erotica

69 Orizzontale: l'Antologia erotica

Oltre 300 pagine di ottimo erotismo sotto forma di racconti, poesie e illustrazioni. Contiene un racconto della scrittrice Valeria Ferracuti e disegni di Furio Bomben. Ogni testo è abbinato a una domanda in formato "settimana enigmistica" che testerà l'attenzione del lettore. La dura selezione alla quale sono stati sottoposti i partecipanti, garantisce al libro una qualità che raramente è stata raggiunta in passato.
A cura di Massimo Baglione, Angela Di Salvo e Alessandro Napolitano;
in collaborazione con Valeria Ferracuti di mysecretdiary.it;
copertina di Roberta Guardascione;
illustrazioni aggiuntive realizzate da Furio Bomben;
strisce enigmistiche di Diego Capani.

Contiene opere di: Allison Bersani, Gabriella Pison, Gianni Giovannone, Serena Rosata, Simone De Andreis Gerini, Thierry59, Grey Delacroix, Giovanni Altieri, Marina Priorini, Antonella Rita Provenzano, Furio Bomben, Alessandra Gaggioli, Marina Casali, Mew Notice, Enrica Restelli, Valter Padovani, Alessandro Moschini, Tullio Aragona, Elena Girotti, Edoardo Baietti, Gilbert Paraschiva, Gianluigi Redaelli, Connie Furnari, Flavia Ippolito, Mariella Scarano, Piergiorgio Annicchiarico, Poly, Alessio Boni, Carmine Rosano, Alberto Tristano, Barbara Bertucci, Armando D'Amaro, Livin Derevel, Stefano Masetti, Alfio Faedi, Giovanni Gentile, Bruno Elpis, Riccardo Carli Ballola, Roberta Eman, Anna Pisani, Ser Stefano, Riccardo Sartori, Giovanna Amoroso, Jen Ricci, Michele Cogni, Paolo Ferruccio Cuniberti, Claudio Gavina, Valeria Ferracuti.
Vedi ANTEPRIMA (298,69 KB scaricato 893 volte).
info e commenti compralo su   amazon