pagine viste: ...
...no javascript...
phone
opzioni grafiche:
T
T
T
TT
Benvenuto, visitatore
     
Thu 11 August, 07:54:56
logo

bookmark Metti nei segnalibri
qr code

Gli occhi di Farida

(poesia altro, brevissimo - per tutti)
Tempo di lettura: meno di 1 minuto
132 visite dal 28/07/2022, l'ultima: 6 ore fa.
31 recensioni o commenti ricevuti
Autore di quest'opera:
avatar di FraFree
nwFraFree
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)





Gli occhi di Farida
file: fb-img-1659013557364_
.jpg
size: 28,55 KB

Gli occhi di Farida
file: opera.txt
size: 386,00 Bytes
Tempo di lettura: meno di 1 minuto
(se Leggi e ascolta non funziona bene,
clicca e scarica il documento originale (nwinfo))

* è tra i primi 3!
in opere commentate (Brevissimo, dal 2022)
in opere commentate (Poesia, dal 2022)
in opere commentate (dal 2022)
in opere commentate (per Tutti, dal 2022)
in opere commentate (dal 2021)
in opere commentate (Brevissimo, dal 2021)
in opere commentate (Poesia, dal 2021)
in opere commentate (per Tutti, dal 2021)
in opere commentate (per Tutti, dal 2020)
in opere commentate (Brevissimo, dal 2020)
in opere commentate (Poesia, dal 2020)
in opere commentate (dal 2020)
in opere commentate (Brevissimo, dal 2019)
in opere commentate (dal 2019)
in opere commentate (Poesia, dal 2019)
in opere commentate (per Tutti, dal 2019)
in opere commentate (Poesia, dal 2018)
in opere commentate (Brevissimo, dal 2018)
in opere commentate (dal 2018)
in opere commentate (per Tutti, dal 2018)
in opere commentate (Poesia, dal 2017)
in opere commentate (Brevissimo, dal 2017)
in opere commentate (per Tutti, dal 2017)
in opere commentate (dal 2017)
in opere commentate (Poesia, dal 2016)
in opere commentate (Brevissimo, dal 2016)
in opere commentate (per Tutti, dal 2016)
in opere commentate (dal 2016)
in opere commentate (Brevissimo, dal 2015)
in opere commentate (Poesia, dal 2015)
in opere commentate (Brevissimo, dal 2014)
in opere commentate (Poesia, dal 2014)
in opere commentate (Poesia, dal 2013)
in opere commentate (Brevissimo, dal 2013)
in opere commentate (Poesia, dal 2012)
in opere commentate (Brevissimo, dal 2012)
in opere commentate (Poesia, dal 2011)
in opere commentate (Brevissimo, dal 2011)
in opere commentate (Brevissimo, dal 2010)
in opere commentate (Poesia, dal 2010)
in opere commentate (Poesia, dal 2009)
in opere commentate (Brevissimo, dal 2009)
in opere commentate (Poesia, dal 2008)
in opere commentate (Brevissimo, dal 2008)
in opere commentate (Brevissimo, dal 2007)
in opere commentate (Poesia, dal 2007)
in opere commentate (per Tutti, dal 2015)
in opere commentate (dal 2015)
in opere commentate (per Tutti, dal 2014)
in opere commentate (dal 2014)
in opere commentate (dal 2013)
in opere commentate (per Tutti, dal 2013)
in opere commentate (dal 2012)
in opere commentate (per Tutti, dal 2012)
in opere commentate (dal 2011)
in opere commentate (per Tutti, dal 2011)
in opere commentate (dal 2010)
in opere commentate (per Tutti, dal 2010)
in opere commentate (per Tutti, dal 2009)
in opere commentate (dal 2009)
in opere commentate (dal 2008)
in opere commentate (per Tutti, dal 2008)
in opere commentate (dal 2007)
in opere commentate (per Tutti, dal 2007)
in opere piaciute (Poesia, dal 2022)
in opere piaciute (Brevissimo, dal 2022)
in opere piaciute (Poesia, dal 2021)
in opere piaciute (Poesia, dal 2020)
in opere piaciute (Poesia, dal 2019)
in opere piaciute (Poesia, dal 2018)
in opere piaciute (Poesia, dal 2017)
in opere piaciute (Poesia, dal 2016)
in opere piaciute (Poesia, dal 2015)
in opere piaciute (Poesia, dal 2014)
in opere piaciute (Poesia, dal 2013)
in opere piaciute (Poesia, dal 2012)
in opere piaciute (Poesia, dal 2011)
in opere piaciute (Poesia, dal 2010)
in opere piaciute (Poesia, dal 2009)
in opere piaciute (Poesia, dal 2008)
in opere piaciute (Poesia, dal 2007)

Elenco Tag dell'opera:
Questa opera non ha ancora dei tag. (suggerisci tu)



Recensioni: 31 di visitatori, 38 totali.
  recensisci / commenta

recensore:
avatar di FraFree
nwFraFree
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

risposta dell'autore, data 12:06:11, 29/07/2022
Mi chiedo e chiedo: è giusto, in nome di una cultura o di una religione o di entrambe, non mettere becco in costumi tipo questo, spose bambine, e tanti altri ancora, che riguardano soprattutto le popolazioni più chiuse, meno acculturate e più pressate?



recensore:
avatar di Giancarlo Rizzo
nwGiancarlo Rizzo
$ sostenitore 2022 (2 dal 2021)

Recensione o commento # 1, data 15:31:36, 29/07/2022
Secondo me è giusto che ciascuno possa esprimere il proprio parere e giudizio in funzione delle propria cultura e esperienza. Non è giusto, per ipocrita rispetto, non evidenziare le differenze culturali tra le persone che pretendono di condividere gli stessi spazi. Ben venga il confronto sperando, e qui sta la sfida, che da tutte le parti ci sia apertura mentale e onestà intellettuale. Vero è che nei tentativi di contatto ci possano essere equivoci e fraintendimenti fino alla contrapposizione ideologica, ma non c'è scampo: è giusto affrontare i problemi.



recensore:
avatar di Namio Intile
nwNamio Intile
$ sostenitore 2022 (5 dal 2019)

Recensione o commento # 2, data 16:45:11, 29/07/2022
Bello quello sposo sancito. Bello davvero. Ma il finale con quei sogni occidui mi pare artificioso e pesante. E poi occidui perché? Sogni al tramonto come sinonimo di sogni spezzati?
E poi, il velo mette in risalto proprio gli occhi. Gli occhi sono scoperti nella donna velata, ad essere coperto è il resto del viso. Quindi non su gli occhi, ma forse sui capelli o le labbra dovevi concentrare il tuo sguardo.

Quanto alla domanda, davvero non so. La condizione della donna nell'Islam è variegata e anche qui vedo molte ragazzine che vanno a scuola col loro bell'hijab. È un segno di devozione al loro Dio, non mi pare le freni più di tanto. Attenzione a ogni furia iconoclasta.
Non so se hai mai letto Levi Strauss, l'antropologo filosofo francese di Tristi Tropici. Proprio in Tristi Tropici racconta il suo lunghissimo viaggio di studio tra gli indigeni della foresta amazzonica nella prima metà del secolo passato.
Tra le loro pratiche la rigida separazione tra l'uomo e la donna, o i crudelissimi riti di iniziazione a cui erano sottoposti i maschi nel passaggio dall'età infantile a quella adulta, dal regno delle cure femminili a quello rude maschile orientato alla guerra e alla caccia. Cioé ad uccidere. Riti di iniziazione i quali a volte provocavano la morte degli iniziati e consistevano in un percorso di torture che lasciava i propri perenni segni sul corpo dell'iniziato.
Ebbene, tribù ancora primitive quasi non ne esistono più e la loro estinzione al contatto con il mondo moderno è stato ed è inevitabile. Ma cambiare appunto le loro abitudini sia pure per inseguire ideologie libertarie o umanitarie equivale a scardinare il loro Mondo e a provocare una sorta di disancoramento dalla realtà che porta al disordine e all'annullamento di una cultura. In altre parole a un genocidio. Certo i singoli potranno sopravvivere, ma le loro comunitò non reggeranno all'urto.
Forse, e dico forse, un certo Islam si è chiuso in se stesso come queste popolazioni indigene proprio per evitare la contaminazione e il conformismo che domina il Mondo, il Mondo costruito in larga parte dai bianchi e a cui ogni altra cultura sulla Terra si è dovuta conformare. I giapponesi hanno dovuto aprirsi e arrendersi all'Occidente adattandosi pur di non scomparire come popolo. L'identica cosa hanno dovuto fare tutte le popolazioni asiatiche. Non è questo altrettanto intollerabile e terribile quanto sopportare un matrimonio combinato secondo quanto richiesto dalla tradizione?
È una battaglia comunque che quell'Islam sta già perdendo.
Ma io non riesco a sentirmi un vincitore, sono convinto che la sottommissione delle donne in ogni cultura e in ogni tempo sia il portato di una ancestrale cultura patriarcale che ha mirato innanzitutto al dominio del corpo femminile tramite una rigida separazione dei ruoli.
Che oggi in Occidente non vi sia più il controllo sul corpo della donna, con la libera possibilità di sposare e di procreare e di fare figli e di vivere la propria sessualità alla ricerca del piacere e non della semplice perpetuazione della specie (crescete e moltiplicatevi), non credo sia una gentile concessione dei poteri che fino a ieri hanno dominato il mondo. Ma un cambiamento determinato da diverse e forse più invasive e persuasive quanto occulte forme di dominio le quali non abbisognano più del rigido controllo materiale dei corpi e delle vite dei controllati. Il controllo sui corpi si esercita insomma per altre vie più sottili e sofisticate e infatti sembra caduto ogni tabù sul genere e ognuno è reputato libero di sentirsi uomo donna o ciò che vuole.
Ma la libertà di pensare in modo difforme, di immaginare una struttura orizzontale e non vertivale della società e un'economia differente sono diventati argomenti intoccabili e chi pensa diversamente in questo senso è considerato un pazzo. D'altra parte il Governo ha lasciato il suo posto alla Governance, con tutto ciò che ne consegue.
Il conformismo che in tempo generava la separazione tra uomo e donna si è cioé spostato in quegli ambiti laddove realmente oggi avviene il controllo della società e, in ultima istanza, anche del corpo della donna come dell'uomo.



recensore:
avatar di FraFree
nwFraFree
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

risposta dell'autore, data 23:05:00, 29/07/2022
Namio, con occidui, intendo occidentali: lo sguardo, quindi i sogni, è rivolto verso l'occidente, per una vita diversa, che poi non è così, dato che le usanze restano le stesse anche se si emigra.
Occidui, a livello di ritmo, mi sembra meglio.



recensore:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

Recensione o commento # 3, data 21:53:10, 29/07/2022
Il tutto secondo me nasce nel credersi migliori, ora oggettivamente è così è un dato di fatto ai nostri occhi, ma la soggettività di un popolo con la propria cultura non è un fatto oggettivo, non si basa sull'oggettività di cosa noi poi altrettanto soggettivamente reputiamo migliore o di diritto per gli altri.

Se ora per assurdo ci fosse un sistema sociale diverso e molto più culturalmente avanzato del nostro, se poi questo ci puntasse il dito contro a ragione o meno che sia, noi accetteremmo così facilmente e volentieri di essere etichettati come medioevali, perpuatori indicibili di orrore e sofferenza? A mio parere è questo il punto. Voglio solo ricordare che noi che siamo brava gente nel nostro passato bruciavamo le donne in nome di un Dio, e al contempo non ancora contenti reputavamo barbari e nemici chi non credeva allo stesso Dio. Quindi cosa ci distingueva da quelle culture che noi reputiamo ancora di questo stampo oggi? Nulla.

Noi non abbiamo nessun diritto di giudizio. Noi non possiamo imporre la nostra giustizia morale come se fosse una giustizia divina (cosa già stata fatta da ambedue le parti). Sono le stesse culture, le stesse società che se davvero lo vogliono, come nel nostro caso, possono e devono evolvere autonomamente, sia culturalmente che socialmente, solo questo è, per quanto sia oggi doloroso ai nostri occhi vedere certe immagini, un percorso giusto e naturale per l'evoluzione morale di una cultura diversa dalla nostra, ma della medesima libertà di diritto in essere e divenire (come lo fu la nostra) finché ci sarà ancora un popolo a sentirla e percepirla tale come propria; esattamente come è stata ed è oggi la nostra. Questo quindi vale a prescindere dal bene o dal male che questa cultura diversa dal nostro modo di ragionare e di vivere a noi oggi ci appaia, o di fatto ci si dimostri come tale.



recensore:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

Recensione o commento # 4, data 22:50:11, 29/07/2022
Se è vero che per essere culturalmente e socialmente evoluti dobbiamo accettare ciò che risulta "diverso' all'interno della nostra cultura e società (avendo esso pari diritti e doveri dei nostri), ben di più dobbiamo farlo allora per ciò che rimane fuori, diverso e distante nel bene o nel male, dalla nostra cultura. Altrimenti siamo solo ipocriti.

Esattamente come quando ci reputiamo moralmente pacifisti soggettivamente parlando, ma come popolo poi, quindi nazione in rappresentanza di questo popolo, poi oggettivamente vendiamo e guadagnamo sulle armi, quindi sulle guerre che si vengono a creare anche e per mezzo delle nostre armi.

Lo stesso vale per la fame e la sete ancora oggi presente nel mondo.

Puntiamo cioè il dito sempre in tutte le direzioni possibili, verso tutti i colpevoli possibili, tralasciandone però sempre uno, il più importante, quello che prenderebbe o potrebbe prendere reale consapevolezza o almeno piena coscienza di un qualsiasi problema dato.

Questo vale per noi esattamente come per ogni altra cultura o società differente da noi, facciamo perciò tutti lo stesso errore, anche se su presupposti o problematiche ancora in atto differenti.



recensore:
avatar di FraFree
nwFraFree
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

risposta dell'autore, data 23:25:11, 29/07/2022
Penso anch'io che una vera libertà non esista per nessuno individuo, nessuna popolazione. La prevaricazione, la sottomissione, l'omologazione, la neutralizzazione, hanno diverse forme, alcune più evidenti, altre più sottili, come dice Namio, e non si sfugge. La gabbia ce la siamo creata da soli… non so quale sia migliore, la gabbia è gabbia! Certe usanze, però, fanno proprio increspare, come quella delle spose bambine e non solo quella. Non si può togliere ai bambini il diritto di essere bambini, in nome di nessuna cultura, di nessuna religione, di nessuna usanza. E, per me, non è un credersi migliori, è un sentire civile e umano.



recensore:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

Recensione o commento # 5, data 00:01:10, 30/07/2022
Si ma la nostra "civiltà" e "umanità" è stata comunque costruita e si è evoluta nel tempo, dallo stesso medesimo o del tutto simile percorso in barbarie attuate al prossimo (uomini, donne e bambini compresi), percorso da noi osservato ancora oggi in queste stesse diverse culture, quindi ancora per esse in evoluzione. È questo che intendo. Fa male? Certo nessuno dice il contrario, ma nessuno però può nemmeno non accettare che la fonte era simile o è stata simile per tutti, se noi abbiamo avuto il tempo di evolverci nonostante le barbarie, perché loro non dovrebbero averlo? 80 anni fa noi gassavamo i bambini, i Giapponesi facevano esperimenti sui bambini allo stesso modo dei Tedeschi, noi Italiani eravamo favorevoli a questo stesso modo operandi, gli Americani, non parliamo degli Americani così come dei Russi. Quante cose abbiamo permesso in essere e divenire nella nostra storia, quanto ci è voluto per migliorarci? Eppure eccoci qui con tutte le nostre belle intenzioni e con la faccia ora pulita o ripulita a giudicare come incivili ed inumani tutti gli altri quando ancora oggi a qualche chilometro viene proiettato ancora lo stesso film su come si "gioca" sulla pelle degli altri sempre uguali e sempre diversi bambini, donne e uomini. Siamo noi che possiamo giudicare inumani ed incivili gli altri quando ancora e come sempre faremo gli stessi uguali e diversi errori/orrori? Chiaramente non parlo soggettivamente, ma oggettivamente.



recensore:
avatar di Giancarlo Rizzo
nwGiancarlo Rizzo
$ sostenitore 2022 (2 dal 2021)

Recensione o commento # 6, data 08:44:55, 30/07/2022
Sì che possiamo giudicare gli altri se sono inumani e incivili, proprio perché sappiamo che lo siamo stati anche noi e perché sappiamo di aver capito cosa significa. Anzi dobbiamo, se vuoi con umiltà ma fermezza, spiegare il nostro punto di vista civile ricorrendo a ogni mezzo per convincere senza obbligare. Come dicevo questa è la sfida.



recensore:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

Recensione o commento # 7, data 09:14:05, 30/07/2022
Io non parlo soggettivamente Giancarlo, ovvio che ognuno nel suo giudica tutto questo come inumano e incivile, ma spiegami come si può intervenire direttamente senza obbligare. Certamente sì può fare informazione e divulgare una evidenza sulle diverse possibilità di scelta all'interno di una determinata società più o meno estesa di individui che culture diverse dalla propria hanno giustamente adottato. Chi ora è appartenente a queste diverse culture, ma si trova per tutti le ragioni o motivi esistenti qua, ora giustamente non può più operare o perpetrate determinate pratiche perché inanzi tutto è la legge civile e di diritto sulla persona qui posta che lo vieta, questo prima ancora di ogni possibile giudizio più o meno personale a riguardo. Però noi non abbiamo nessun diritto di farlo dove questa cultura, ha avuto luogo di nascita. Possiamo al massimo ripeto, accentuare una informazione divulgativa affinché essa possa arrivare anche a queste culture, ma non intervenire direttamente, perché come diceva Namio, sarebbe o porterebbe solo a un genocidio culturale. Loro devono capirlo come noi l'abbiamo capito che determinate pratiche o riti di passaggio come per alcune tribù africane ancora oggi presenti, sono pratiche oggettivamente barbare o assolutamente prive di senso (per noi), dove si và a toccare e ferire indelebilmente, nient'altro che il corpo e la psiche di una persona. Soggettivamente la penso come voi, ma oggettivamente questo è un risveglio o rivoluzione culturale che non si può imporre, per quanto questo sembri più logico, ma se deve venire come sarebbe giusto che avvenisse, deve farlo e può farlo solo autonomamente.



recensore:
avatar di Giancarlo Rizzo
nwGiancarlo Rizzo
$ sostenitore 2022 (2 dal 2021)

Recensione o commento # 8, data 15:03:19, 30/07/2022
Concordo con quello che dici. Mi sembra che con poche parole abbia espresso gli stessi concetti.



recensore:

Recensione o commento # 9, data 11:26:32, 30/07/2022
Il potere nelle società più tradizionali trova più conveniente la rigida separazione dei ruoli e la conservazione di usanze per noi discutibili, mentre nella moderna società liquida di stampo occidentale, le tradizioni sono un impiccio da cui sbarazzarsi, in modo da dispiegare tutte le meravigliose possibilità del consumismo, limitate solo dal censo. Quindi diventa non solo possibile ma molto alla moda affittare un utero, cambiare sesso e (prossimamente) vivere nel mondo virtuale.
Il problema dei matrimoni combinati, con spose spesso pre-adolescenti, è da almeno 50 anni, cioè dall'affermazione del femminismo, un argomento molto sentito di critica delle società occidentali verso le nazioni più arretrate in Asia e Africa.
Curiosamente però, va a corrente alternata; ovvero, lo si critica se e quando conviene a qualcuno, altrimenti lo si ignora.
Il caso eclatante è quello dell'Afghanistan, in cui la condizione della donna ha avuto un netto miglioramento durante il governo del regime filosovietico (stop ai matrimoni combinati e all'imposizione del burka, libero accesso all'istruzione superiore). Sappiamo tutti cosa è successo dopo Smile



recensore:
avatar di FraFree
nwFraFree
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

risposta dell'autore, data 08:37:17, 31/07/2022
Credo anch'io, come Giancarlo, che non sia sbagliato mettere in discussione ciò che stride con i valori civili e umani e che danneggia, nel corpo e nell'anima, la persona. Certo, il cambiamento dovrebbe venire dall'interno, non lo si può imporre con la forza, sarebbe un'azione altrettanto incivile, ma iniziative di sensibilizzazione più diffuse e più capillari, non solo da parte dei più votati a questi argomenti (tipo Gino Strada, per intenderci) potrebbero aiutare un po', dando degli input. Invece, spesso, si tende a neutralizzare la coscienza, con la giustificazione di un finto rispetto per le altre culture.



recensore:
avatar di Namio Intile
nwNamio Intile
$ sostenitore 2022 (5 dal 2019)

Recensione o commento # 10, data 17:18:48, 31/07/2022
I valori… La nostra società, quella moderna e occidentale, è diversa dalle altre, non ritengo sia migliore. Il potere, che determina quelle storture di cui ti lamenti, esiste nell'Islam come in Asia, come in Africa, o in Occidente e persino nelle popolazioni primitive.
Il potere è connaturato all'esperienza sociale umana, e non solo. Il potere si esercita e si amministra nelle società non Occidentali con l'uso della violenza, della forza. Il più forte o il gruppo più forte domina, detiene il potere. Il potere è perciò in queste società repressivo. La struttura repressiva è affidata a delle norme che vietano, dicono di no. Le società di cui ci lamentiamo e bolliamo come incivili non conoscono altra espressione che non sia la repressione. Dei costumi, delle libertà, dell'iniziativa privata, dell'economia. E in genere amministrano la repressione con l'uso calibrato della violenza.
Ma badate bene, in Occidente il Potere non si è estinto, ma ha assunto altre forme più sottili: ha smesso i panni repressivi per divenire coercitivo. A differenza della repressione, che costringe l'individuo con una normativa assertiva e coattiva: fai questo o fai quello, o non far questo o quello, il potere coercitivo invece obbliga proteggendo. Il potere coercitivo offre protezione da quelle possibilità che giudica svantaggiose per i fini che il potere si propone. Non dice mai no, ma dice che quelle azioni sono pericolose per chi le pratica e anche per gli altri (dove finisce la mia libertà inizia la tua è l'espressione chiave per serrare ogni argomento a contrario). Questo aspetto protettivo è richiamato appunto dalla parola coercizione, che proviene dal latino arcere (contenere trattenere) e al greco archeio (proteggo), dalla radice indoeuropea ark, da cui arca, che significa appunto contenere, proteggere dai pericoli. Il potere coercitivo è un Potere protettivo, almeno in apparenza.
Il Potere in Occidente smette così i panni logori e brutali della repressione e indossa quelli della seduzione nel garantire a tutti l'incolumità dei corpi e della salute fisica, della proprietà personale, della formazione dei saperi, e nel farlo costruisce una narrazione in cui lo Stato, il Potere, si prende cura dell'individuo e se vieta qualcosa lo fa nel suo interesse e per il suo bene (vietato fumare, assumere alcool alla guida, stupefacenti, ma però anche comportarsi correttamente, seguire regole e insegnamenti, non violare le norme che difatti si moltiplicano a livelli che altrimenti non sarebbero tollerabili). Questa fitta fittissima rete di coercizioni vengono introiettate dai singoli si dalla nascita e costruiscono la rete inestricabile di rapporti e complicità a cui tutti i cittadini sono assoggettati e da cui dipendono (il dovere di formazione, di istruzione, l'obbligo del lavoro fin quasi alla tomba). La coercizione passa attraverso i corpi come la repressione, ma passando per la via degli atteggiamenti, delle abitudini, dei saperi, delle tecniche, e non attraverso la violenza fisica e la repressione materiale.
La coercizione non è infatti raccontata dalla storia, come accade per la repressione, ma solo dalla quotidianità. La si può vedere solo se si vuole e solo se la si vive: per questo sembra non esserci, non appare, è invisibile o se è visibile non ce ne accorgiamo. Attraverso tutta questa fitta e impalpabile serie di regole di cui sono intrisi tutti i nostri rapporti quotidiani, il potere si assicura il controllo silenzioso della società. Tutto ciò non è quindi repressione, che si conclude nella riluttanza del corpo e quindi in rivoluzioni e rivolte, ma coercizione, che fa del corpo protetto e salvato il promotore di quel sistema di sicurezze in cui si esprime il potere.
La ragazza musulmana repressa potrà quindi scegliere se ribellarsi o no, se sottrarre il suo corpo al giogo del potere che la segrega in casa. Ma a noi in Occidente la strada della rivolta è stata preclusa da tempo.
E quindi chi è più libero e ha più possibilità di scegliere la vita che più piace? Noi o loro? Secondo me chi può ancora ribellarsi. Noi non possiamo più e, scusatemi, ma i vostri interventi in parte lo dimostrano.



recensore:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

Recensione o commento # 11, data 18:49:01, 31/07/2022
Tutto vero Namio, ma in realtà anche a noi è data una rimasta scelta, ma nel nostro caso è più una ribellione interna che esterna. Essa però ha il prezzo del dialogo o "esclusione" con/dal sistema stesso. Noi possiamo decidere volenti o meno a seconda di dove ci portano le nostre o altrui scelte di smettere di dialogare in parte, o anche in grossa parte, in casi limite, con il sistema stesso. Il problema è che ormai noi occidentali non siamo più minimamente assolutamente capaci o in grado di auto sostenerci, avendo delegato ogni aspetto del nostro vivere, anche i più basilari e necessari alla nostra sopravvivenza alla tecnica del sistema. Quindi al massimo (se decidiamo di rimanere in occidente) possiamo cessare il dialogo o la possibilità di dialogo con esso. A questo punto però l'unica scelta o almeno la più intelligente e logica a mio avviso, è o sarebbe adottare, per abbracciare almeno in parte questo nostro bisogno conscio al "quantomeno sentore" di un diritto di scelta da una parte e al contempo, un altrettanto conscio sostentamento e mantenimento di dialogo con e verso il sistema dall'altro, adoperando quello che io definisco un comportamento ibrido.



recensore:
avatar di Giancarlo Rizzo
nwGiancarlo Rizzo
$ sostenitore 2022 (2 dal 2021)

Recensione o commento # 12, data 21:04:09, 31/07/2022
La via nella democrazia, quella utopica in cui tutti siamo responsabili, collaborativi anzi generosi è molto difficile ma è almeno teoricamente possibile. Namio dice: "La ragazza musulmana repressa potrà quindi scegliere se ribellarsi o no, se sottrarre il suo corpo al giogo del potere che la segrega in casa. Ma a noi in Occidente la strada della rivolta è stata preclusa da tempo.
E quindi chi è più libero e ha più possibilità di scegliere la vita che più piace? Noi o loro? Secondo me chi può ancora ribellarsi. Noi non possiamo più e, scusatemi, ma i vostri interventi in parte lo dimostrano."
Detto così è facile rispondere: la ragazza mussulmana rischia la vita; noi abbiamo altre strade che possono funzionare compreso quello di cambiare la società attraverso il voto!
Mi scappa da ridere…



recensore:
avatar di Giancarlo Rizzo
nwGiancarlo Rizzo
$ sostenitore 2022 (2 dal 2021)

Recensione o commento # 13, data 21:20:44, 31/07/2022
Con dodici commenti/risposte non bisognava spostarci in salotto?



recensore:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

Recensione o commento # 14, data 21:19:30, 31/07/2022
Lei rischia la vita, noi invece (su questo ha perfettamente ragione Namio) non rischiamo di cambiare assolutamente nulla in nessun modo a noi dato possibile, né singolarmente né collettivamente, come ho detto possiamo solo personalmente smettere di dialogare con il sistema, quindi poi venire direttamente o indirettamente estromessi o lasciati quantomeno al margine di esso. Questa è la sola reale ma mai completa parte di libertà decisionale attiva solo su noi stessi che ci resta (almeno restando in occidente). Oppure forma ibrida, cioè il compromesso storico presente (attuabile solo per il singolo, non per le masse) ma accettando e quindi restando comunque su questo in uno stato di parziale, ma relativamente alta, sottomissione al sistema dato e posto.



recensore:
avatar di Giancarlo Rizzo
nwGiancarlo Rizzo
$ sostenitore 2022 (2 dal 2021)

Recensione o commento # 15, data 21:23:19, 31/07/2022
Allora non ci resta che la rivoluzione! Viva la resistenza contro il sistema! Conosco tante persone quasi pronte…



recensore:
avatar di Francesco Pino
nwFrancesco Pino
$ sostenitore 2021

Recensione o commento # 16, data 00:05:24, 01/08/2022
Bella poesia, mi sembra chiaro che il problema non è il velo o l'esibizione di un qualsiasi simbolo religioso.
Io mi chiedo: il femminismo ha delle barriere culturali da tollerare o i suoi valori sono universali? Una donna succube dei valori del corano non ha diritto a rivendicare la stessa emancipazione di chi grida contro il patriarcato occidentale?
Le nostre colpe del passato e i difetti della nostra società sono un motivo sufficiente per avere un atteggiamento naif verso culture repressive?
Il tentativo di una società senza classi e senza ingerenze religiose non fu forse imposto da rivoluzioni filo-marxiste senza aspettare che la natura facesse il suo corso?



recensore:
avatar di FraFree
nwFraFree
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

risposta dell'autore, data 11:42:18, 01/08/2022
Grazie, Francesco. I diritti civili e umani dovrebbero essere universali. Quando le istituzioni non ci arrivano o non vogliono arrivarci, per comodità e controllo, dovremmo essere tutti, nel piccolo e nel quotidiano, a dare cenno di disagio, partendo proprio dalla denuncia, con qualsiasi forma. Già il mettere in evidenza certe storture, può essere una sorta di contributo reattivo e un appoggio a quei movimenti che si spendono per queste cause. Movimenti (in questo caso il femminismo e non solo) che non dovrebbero avere barriere, secondo me.



recensore:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

Recensione o commento # 17, data 11:58:10, 01/08/2022
Purtroppo se non è da loro stesse che inizia la ribellione, noi si può fare ben poco Francesco. Noi non possiamo più fare rivoluzioni ( se le si fanno sono solo apparenti, ma non risolvono o depongono nulla in realtà) a casa nostra, figurati a casa degli altri, mi sembra che quando abbiamo esportato il modello democrazia occidentale non sia andata esattamente secondo i piani, o forse i piani erano proprio quelli chissà, comunque non si può imporre una diversa cultura, è stato già fatto diverse volte, come diceva Namio, diventa un genocidio e non solo culturale, la violenza porta solo altra violenza, non è perciò questa che porta o può portare ad un vero cambiamento culturale. Si crea solo altro odio, che verrà poi inesorabilmente a bussare per giusta rivalsa (è da intendere questa frase) anche alle nostre porte. Noi possiamo informare ed accogliere al massimo, nient'altro.



recensore:
avatar di Francesco Pino
nwFrancesco Pino
$ sostenitore 2021

Recensione o commento # 18, data 19:41:33, 02/08/2022
Informare e accogliere è già qualcosa. Io sono sostanzialmente d'accordo con quello che scrivi, però insisto sull'internazionalismo di certi valori che mi sembra prescindano dalla cultura occidentale. Farina potrebbe essere di un qualsiasi posto del pianeta (occidente compreso), avrebbe comunque diritto all'emancipazione che le spetta.



recensore:
avatar di FraFree
nwFraFree
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

risposta dell'autore, data 19:50:10, 02/08/2022
Sono d'accordo, Francesco. Certi valori e diritti fondamentali della persona non dovrebbero avere bandiere e confini, ma essere universali e quindi cercare, chi è più avanti, di fare prendere coscienza a chi ancora non l'ha fatto, con l'informazione e la sensibilizzazione e con tutti i mezzi possibili, tranne la guerra, ovviamente.



recensore:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

Recensione o commento # 19, data 12:27:49, 01/08/2022
A parole vorremmo tutti un mondo giusto dove ognuno avrebbe pieno diritto alla e sulla propria vita, ma questa non è la realtà, non è vero che le moltitudini vogliono questo, le moltitudini vogliono credersi migliori di qualcuno che reputano inferiore a loro, hanno bisogno di un confronto al rialzo per sentirsi e compiacersi della loro situazione di rialzo appunto, hanno bisogno di mantenere l'analfabetismo culturale, sociale ed economico, di certe realtà per potere sfruttare a loro e per loro guadagno queste determinate situazioni. Quando lo capiremo che non vogliamo in realtà nessuna uguaglianza e nessuna pace allora forse prenderemo anche reale coscienza del vero problema. Questa è la realtà che dovremmo riconoscere tale, il resto sono chiacchiere se ne salvano 100 per fingere di volere o che è possibile cambiare tramite il "contributo" di ognuno per la causa, e se ne fanno poi morire 1000 o 10.000 senza nessun problema. Se è vero che la ricchezza di mezzo mondo è nelle mani di pochissima gente, secondo voi perché non cambiano realmente queste situazioni invece che adoperarsi e fingere di poter cambiare qualcosa con i vari aiuti umanitari o quant'altro. Se volessero debellerebbero oggi non domani la fame nel mondo, se volessimo potremmo smettere oggi non domani di sfruttare tutta questa gente e poi fingere che c'è ne importi realmente qualcosa. Poi però tutti in fila a comprare il nuovo modello di i phone, perché se non hai l'iPhone con l'ultimo modello di fotocamera per i selfie su Instagram poi non sei nessuno, chissenefrega se per quel modello ci scappa poi qualche bambino morto nelle miniere per estrarre le terre rare, vuoi mettere le stories su Instagram?. Parliamo di femminismo quando metà della popolazione italiana, soprattutto donne ancora è in bambola davanti agli schermi a vedere le conquiste dell'ultimo tronista, in Polonia hanno appena rimesso su una legge contro l'aborto, non mi sembra che ci siamo tagliati le vene per protestare, in Bielorussia le donne hanno protestato per mesi in piazza contro Lukashenko, molte sono in prigione se non peggio, ma Lukashenko è sempre lì, si spellavano le mani e la lingua i potenti a condannare e poi? E noi occidentali vorremmo poi andare a imporre qualcosa a culture completamente diverse? Facciamo ancora pena e ribrezzo tanto quanto chi attua ancora queste cose perché non riconosciamo nemmeno più il valore di quelle che sono state invece le nostre relative conquiste sociali e culturali passate, siamo solo tutti ormai persone usa e getta. Le proteste durano e lasciano il tempo di un click e noi parliamo di rivoluzionare il sistema?. Che rivoluzione possiamo o crediamo di poter porre al sistema se poi ci inchiniamo ogni singolo giorno ad esso da tutta la nostra fortunata e agiata vita?



recensore:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

Recensione o commento # 20, data 12:39:27, 01/08/2022
Siamo tutti solo ipocriti questa è la realtà, nessuno cede nulla di ciò che ha o gli è venuto dato per nessuno. Questo è il nostro vivere, conosciamo solo questa realtà noi. Quindi per quanto comprenda le buone parole, o possa soggettivamente trovarmi senz'altro d'accordo questo non cambia però nulla, non lava e non toglie lo sporco in cui in ogni giorno viviamo contribuendo tutti indistintamente a nostro modo al perpetuare delle stesse cose e situazioni che poi condanniamo a parole. Protestiamo per le bambine spose, giusto, In Arabia Saudita non mi pare che le donne godano di tanta libertà, ma poi però con questa stessa cultura ci facciamo affari ogni singolo giorno, la vogliamo la benzina alle macchine, il gas, la luce ecc… e giù miliardi alla stessa gente a cui dovremmo poi imporre cosa? Sono loro che ci impongono il prezzo del nostro silenzio, del nostro essere complici di queste e da queste situazioni. Facciamo solo ridere e neanche c'è ne rendiamo pienamente conto.



recensore:
avatar di Giancarlo Rizzo
nwGiancarlo Rizzo
$ sostenitore 2022 (2 dal 2021)

Recensione o commento # 21, data 16:42:23, 01/08/2022
… e quand'è che andiamo tutti insieme a tagliarci le vene?



recensore:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

Recensione o commento # 22, data 17:41:42, 01/08/2022
È un dato di fatto, non è una opinione la mia, non è uno stato pessimista di guardare la questione, ma realista. Noi occidentali per ogni singola vita che contribuiamo e ci adoperiamo a salvare, ed ogni singola vita naturalmente è inestimabile, giusto? Bene per ognuna di queste però volenti o meno dietro le spalle e ben nascosti ai nostri stessi occhi, né pugnaliamo direttamente o indirettamente 100 di vite, vite che in questo caso però stimiamo solo come danni collaterali, quindi queste invece un prezzo evidentemente c'è l'hanno, quel prezzo si chiama il nostro progresso e benessere da questo derivato. Questa è la realtà. È questo quello che viene fatto verso qualunque altra cultura diversa dalla nostra.



recensore:
avatar di Giancarlo Rizzo
nwGiancarlo Rizzo
$ sostenitore 2022 (2 dal 2021)

Recensione o commento # 23, data 19:08:59, 01/08/2022
E allora come intendi provvedere?



recensore:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

Recensione o commento # 24, data 20:45:46, 01/08/2022
Per potere anche solo pensare di migliorare la situazione attua in questo problema, bisogna prima prenderne globalmente coscienza, dicendo a chiare lettere quella che è la realtà senza giri di parole o iperboli, invece così per come si sta facendo da sempre, si anestetizza solo la gente al dolore, sbattendo quest'ultimo loro in faccia per il tempo di un servizio o di una pubblicità, ma guardandosi bene dal trasmetterne anche l'origine a monte o causa data e posta anche in ognuno di noi che a suo modo ne consente e lo perpetua in divenire. Quindi come ultima istanza per fare credere partecipe ai singoli di adoperarsi realmente per pochi altri molto più sfortunati di loro, si chiede alla gente, il contributo, la paghetta di solidarietà che a loro non costa nessun vero sacrificio, ma per chi aiutano invece è la vita, e quindi cosa facciamo adesso ci accampiamo o crediamo quindi che con pochi spicci ci assicuriamo la loro sopravvivenza forse? Siamo lì con loro per caso nel momento che hanno o avranno bisogno? o piuttosto continuiamo invece come se nulla fosse al contempo di questo bell'atto, a sperperare la qualunque, tutto l'eccesso di cui ben contenti ci circondiamo in ogni singolo aspetto della nostra vita? Questo non fa altro in realtà che alimentare lo stesso problema ma da un diverso punto di vista, allontanando cioè la percezione di esserne comunque parte attiva o passiva dello stesso.

Quindi la prima cosa è prenderne una globale e vera coscienza. Ammettere che è il sistema stesso quindi noi tutti al suo interno, che volenti o meno indotti da esso, ci siamo in realtà solo messi in gioco per mantenere e anzi favorire con le nostri inutili e futili richieste di mercato, questo malato equilibrio di potere solo a nostro stretto vantaggio o esserne comunque noi stessi complici, quando poi moralmente e pubblicamente invece lo critichiamo a gran voce.

Una volta arrivata e stimata questa coscienza vedremo poi quanto valore reale attribuiamo a questa ritrovata consapevolezza, di quanto in base a questa, saremo poi realmente disposti a rinunciare su quello che ci tocca davvero nel nostro quotidiano, su quello che abbiamo e sprechiamo, arrivando, se sapremo o lo reputeremo giusto, addirittura a rallentare anche il progresso stesso se fosse questa una reale risposta data, almeno per mitigare anche solo in minima parte il problema, ma non certo con i dieci o venti euro mensili dei singoli, o atti di finta
e mera meschina generosità da parte dei grandi gruppi che hanno lo stesso valore rapportato per loro dei pochi spicci che lascia o può lasciare il singolo. Nemmeno le Onlus, tutte le associazioni no profit per quanto si adoperino a fin di bene non ammettono o rendono pubblico il reale problema, anche loro non arriveranno mai quindi ad un reale punto di svolta senza una coscienza collettiva.

Fatto questo allora finalmente vedremo quali poi sarebbero invece i fatti reali e il valore materiale che verrà poi attribuito a questi, il reale costo e sacrificio, il nostro questa volta, ma collettivo, quindi personale di ognuno di noi, senza più nasconderci solo dietro alle belle parole o ai venti euro di sbandierata o meno beneficenza lasciati a prova del nostro vicino come reale impegno alla causa.

E adesso io mi chiedo sarebbe davvero possibile secondo voi questo? Vorrei una reale risposta non una speranza, voi sinceramente abbassereste domani stesso il vostro reale tenore di vita, qualunque esso sia in favore di e per altri completamente fuori dalla vostra vita? Lo avete mai realmente fatto o ci avete anche solo mai realmente pensato? Significherebbe abbassare anche quello dei vostri figli. Questo si che ambierebbe le cose, non un senso di sdegno, ma la coscienza di essere noi tutti il problema e il sacrificio di tutto ciò che non ci sia realmente essenziale, perché altrimenti chi è al comando continuerà sempre ad esercitarlo sotto nascoste maschere di progresso, indipendenza e libertà, solo per arricchirsi e soggiogare tutti puntando su inutili bisogni tramite la tecnica adotta e applicata in ogni aspetto della nostra vita anche nei più essenziali (come il cibo, ci commuoviamo facile quando vediamo i bambini in Africa, poi però se andiamo al supermercato pretendiamo la più vasta gamma di scelta possibile su ogni prodotto per soddisfare appieno ogni nostro personale gusto, alla faccia di chi non ha niente da scegliere), dal sistema stesso, menti deboli e fragili da soggiogare quindi ai loro verbi preferiti, consumare, quindi produrre per poi buttare, e di nuovo consumare.

Tutto questo voler cambiare lo status Quo è UTOPIA. Non ne siamo capaci strutturalmente come specie in toto per come siamo stati evoluzionisticamente posti alla vita e al mantenimento di essa, avendo piena coscienza del/sul nostro corpo, sarà sempre verso di questo che guarderemo, giustamente, ma anche inesorabilmente, dato che anche chi si trova in queste determinate e disagiate/disgraziate condizioni per sopravvivere adotta poi lo stesso metodo



recensore:
avatar di Giancarlo Rizzo
nwGiancarlo Rizzo
$ sostenitore 2022 (2 dal 2021)

Recensione o commento # 25, data 19:13:53, 03/08/2022
Ci sono state utopie che hanno cambiato il mondo trascinando popoli interi verso un mondo migliore ( e anche tentativi di un mondo peggiore).



recensore:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

Recensione o commento # 26, data 21:32:21, 03/08/2022
L'utopia non è tanto il ricercare un nuovo metodo di regolazione sociale, ma crederlo realmente possibile attuato poi sull'uomo. Quante diverse politiche di sistema abbiamo avuto nella storia dell'umanità, di tutto, ma i modelli anche i più socialmente idealistici accettabili e paritari, sulla carta sono un conto, poi una volta applicati sull'uomo però falliscono miseramente tutti. Quello che cambia quindi è solo la storia e come l'uomo si rapporta e si pone verso di essa nel suo percorso, cioè la sua rappresentazione, ma non l'uomo in quanto tale. Se fossimo come le formiche o le api per dire, allora funzionerebbe, qualsiasi sistema comunitario diventerebbe un sistema perfettamente applicato, venendo a mancare la consapevolezza della e sulla propria singolarità. Il nostro marchio di riconoscimento da un lato ci eleva sulle altre forme viventi, ma dall'altro ci porta inesorabilmente al fallimento collettivo in termini di regolazione sociale come specie. Comprendiamo noi stessi, sappiamo cosa sarebbe giusto fare per noi e quindi anche verso ognuno di noi, ma non per questo possiamo però cambiare quello che siamo singolarmente, tantomeno quindi socialmente. Al massimo mascheriamo alla belle meglio il marcio in noi onnipresente sotto il nome di democrazia.



recensore:
avatar di Giancarlo Rizzo
nwGiancarlo Rizzo
$ sostenitore 2022 (2 dal 2021)

Recensione o commento # 27, data 22:19:38, 03/08/2022
Insomma non c'è speranza di un mondo migliore?



recensore:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

Recensione o commento # 28, data 22:27:01, 03/08/2022
Di un mondo migliore si, di una umanità migliore no.



recensore:
avatar di Giancarlo Rizzo
nwGiancarlo Rizzo
$ sostenitore 2022 (2 dal 2021)

Recensione o commento # 29, data 22:42:01, 03/08/2022
Ma allora, sapendo come stanno le cose…



recensore:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

Recensione o commento # 30, data 22:23:08, 01/08/2022
Quindi nel loro caso per mantenere uno stato di dominanza verso l'altro non potendo contare appieno sulla sudditanza mentale dovuta a indurre bisogni non necessari, adottano quella fisica, e via a loro modo o secondo le loro usanze ai massacri, barbarie, divieti, castrazioni, stupri ecc. Siamo tutti uguali su tutti i livelli possibili. Paura ed egoismo, egoismo e paura e l'uso poi delle stesse, da cui derivano e nutrono entrambe le due forme di controllo sull'altro, secondo sempre la nostra convenienza più stretta e diretta.



recensore:
avatar di Marcello Rizza
nwMarcello Rizza
$ sostenitore 2021 (2 quest'anno)

Recensione o commento # 31, data 23:18:35, 01/08/2022
Cara Francesca. Il tuo lavoro minimale eppure incisivo è spettacolare. L'avevo già letto prima che lo presentassi qui. Ma veramente accetti tutta la chat che si è sviluppata? Ti appaga? Ti è sfuggito di mano il tuo lavoro bello? Tutto ciò che sto malgrado leggendo mi allontana. E da ora taccio. Taccio. Sono troppo lontano. Anzi, esco.



recensore:
avatar di FraFree
nwFraFree
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

risposta dell'autore, data 23:40:04, 01/08/2022
Grazie, Marcello, per avere apprezzato la poesia. La chat mi appaga? Beh, le cose che mi appagano sono altre, ma la chat non mi dispiace, quando non è avulsa dall'argomento della scrittura. Dialogando, si allargano gli orizzonti e possono nascere anche altre ispirazioni, secondo me.





Scrivi qui la tua recensione o commento...

Nota: Scrivere recensioni e commenti alle opere è uno dei motori principali di questo portale artistico. È solo grazie a esse che, infatti, gli autori possono migliorarsi e i visitatori orientarsi. Se sei un autore, inoltre, scrivere recensioni e commenti a opere altrui incentiverà i destinatari a fare altrettanto con le tue.


Mancano 250 battute affinché questa recensione possa partecipare al nwClub dei Recensori.

Nota: le recensioni e i commenti devono essere lunghi almeno 30 battute e devono riguardare il contenuto dell'opera, meglio se critiche, costruttive e collaborative. Saranno eliminate dallo Staff le recensioni se saranno: offensive, volgari, chiacchiere e (se scritte da visitatori) presunte autorecensioni dell'autore o banali "bello, mi è piaciuto".

Nota: le recensioni e i commenti sono tuoi e modificabili per 2 giorni, dopodiché diventeranno di proprietà dell'autore che hai recensito o commentato.


NO JAVASCRIPT
NO BUTTON
Recensisci / commenta un'opera a caso.

Nota: per vedere un'opera a caso di un particolare genere, entra nell'elenco dei generi e scegli la tipologia desiderata.



L'Opera è messa a disposizione dall'autore sulla base della presente licenza:

Licenza Creative Commons
Gli occhi di Farida di FraFree è pubblicata sotto licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia.
L'opera di riferimento si trova su www.BraviAutori.it.
(Licenza di default del sito)


Elenco delle opere che condividono una o più tag con questa opera
Nessuna opera correlata

Nota: vi invitiamo a
Questo indirizzo email è protetto dagli spam.
Attiva JavaScript per vederlo.
eventuali termini o contenuti illeciti, scurrili o errati che potrebbero essere sfuggiti al controllo degli Autori o dello Staff.




PayPal

L'associazione culturale BraviAutori sopravvive solo grazie alle piccole donazioni. Se il nostro sito ti è piaciuto, se vuoi contribuire alla sua crescita e allo sviluppo di nuove iniziative, se ci vuoi offrire una pizza, una birra o proprio non sai scegliere chi far felice, considera la possibilità di fare una donazione. Oppure acquista uno dei nostri libri. Puoi usare PayPal (qui a fianco) oppure seguire le istruzioni in fondo a questa pagina. Per ulteriori informazioni, scrivete alla .


Grazie, e buon lavoro!


vota


siti web
siti web
siti web

php
Creative Commons
MySQL
Aruba.it
Contatori visite gratuiti
(questo indicatore conta le visite da parte di nuovi visitatori)
PhpBB3



spotfree site


Per gli smartphone o per i computer lenti è disponible una visualizzazione più leggera del sito.

informazioni sulla tua navigazione:
CCBot/2.0 (https://commoncrawl.org/faq/)
IP: 3.238.252.196


BraviAutori.it (il portale visual-letterario)

Version: 20.0409

Developed by Massimo Baglione

special thanks to:

all the friends of BraviAutori who have contributed to
our growth with their suggestions and ideas.


map
Mappa del sito


Informazioni sull'uso dei cookie da parte di questo sito

La nostra policy sulla privacy

Info e FAQ

Contatti


© 2006-2022
All rights reserved

Copyrighted.com Registered & Protected

MyFreeCopyright.com Registered & Protected

Main site copyrights:
MCN: WVTT8-HGT7X-69B5W
MCN: WT4R4-8NXSX-1LXZB





Pagina caricata in 0.2 secondi.