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I Giardini di Damasco

(racconto narrativa, breve - per tutti)
Tempo di lettura: circa 5 minuti
143 visite dal 28/02/2021, l'ultima: 1 giorni fa.
6 recensioni o commenti ricevuti

Autore di quest'opera:
avatar di Roberto Virdo'
nwRoberto Virdo'
$ sostenitore 2020 (5 quest'anno)


Descrizione: Un incontro inaspettato nel deserto. Due viandanti nel regno del silenzio. (foto a corredo "Wadi Rum" di Effi Schweizer, Wikipedia)

Incipit(link).


I Giardini di Damasco
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Tempo di lettura: circa 5 minuti
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Elenco Tag dell'opera:
#viandante(3)    #voce(9)    #deserto(14)



Recensioni: 6 di visitatori, 13 totali.

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recensore:
avatar di Ida Dainese
nwIda Dainese
$ sostenitore 2021 (12 dal 2015)

Recensione o commento # 1, data 28/02/2021
Un bel racconto e scritto molto bene. Alla prima lettura si è subito circondati da quell'ambiente particolare, arido all'apparenza eppure pieno di vita animale e vegetale. Si sente il calore e l'accecante luce del sole, la sabbia che entra nei sandali, la secchezza salata sulle labbra. Si è sorpresi dal misterioso personaggio, dalla sua serenità, insolita in una situazione di tale difficoltà, si scorgono i giardini della città lontana come se fossimo là a vederli coi nostri occhi.
La bellezza non è solo nello stile del racconto ma anche nel suo contenuto e nelle sensazioni, nei pensieri che suscita. Forse è successo a tutti noi di trovarsi in un momento difficile, nel deserto, di scorgere la bellezza inarrivabile come i giardini lontani, oppure, pur possedendo quella bellezza non siamo mai riusciti a vederla da quel punto di vista. Pensavamo di possederla, di conoscerla, di poterla perfino concedere e invece un "povero" qualsiasi dagli occhi più acuti dei nostri, ci ha fatto sentire così a disagio nella nostra arroganza vestita di beneficienza, da farci scappare scontrosi e delusi.



recensore:
avatar di Roberto Virdo'
nwRoberto Virdo'
$ sostenitore 2020 (5 quest'anno)

risposta dell'autore, data 28/02/2021
Hai ragione Ida: forse è successo almeno una volta a tutti noi di fare un incontro così inaspettato.Volevo ringraziarti del tuo commento, soprattutto in merito alle sensazioni suscitate, aspetto questo che rappresenta probabilmente il mio massimo sforzo in tutti i piccoli testi che presento. Devo dire che le tue parole sono altrettanto belle e questo mi conforta davvero. Grazie ancora.



recensore:
avatar di Marcello Rizza
nwMarcello Rizza
$ sostenitore 2021

Recensione o commento # 2, data 28/02/2021
"Provai vergogna, un'improvvisa, assurda vergogna e ritirai di getto quanto offrivo."



recensore:
avatar di Roberto Virdo'
nwRoberto Virdo'
$ sostenitore 2020 (5 quest'anno)

risposta dell'autore, data 28/02/2021
Marcello, esprimiti pure. Così mi fai stare in ansia!



recensore:
avatar di Marcello Rizza
nwMarcello Rizza
$ sostenitore 2021

Recensione o commento # 3, data 28/02/2021
Eccomi Roberto. Nel racconto, comunque scritto bene, non ho scorto la tua consueta scorrevolezza, ho trovato un utilizzo troppo formale nei dialoghi, una ripetizione di concetti evitabile. Nei concorsi che ultimamente frequentiamo il mio sarebbe stato un giudizio pacato. Se invece affronto ciò che il racconto mi suscita cambio registro. Ammiro la tua capacità di fotografare i luoghi, di suscitare rimandi letterari, di fare emergere l'anima e la sensibilità. Così gentile e onesto pare Roberto (Oh, Sommo, perdonami per la volgare citazione), e in questo senso ho voluto riportare quella frase che, dopo aver terminato di leggerti, pur nel mezzo del cammin di tante altre belle immagini (Oh, Sommo… ) ho voluto tornare a "rimirare". Questo perché, pur non conoscendoti, mi sembra rispecchi un ambito importante è che ti appartiene. Quello della pudicizia, della cortesia, dell'attenzione a non ferire, di non giungere inopportuno pur con una offerta. Un ambito dove mi metto a specchio e forse parlo di te parlando di me. I rimandi letterari palesatimi sono quelli del Juan di Castaneda, del pescatore di De Andrè, del deserto e delle lacrime del fiume Pedra di Paulo Coelho, molti altri. Ma ciò che più mi è piaciuto è stato l'apparente "non finale". Il protagonista non va oltre l'offerta dell'ospitalità perché teme il vero messaggio che potrebbe giungere da quel semplice e profondo uomo. Anzi, ne fugge cercando stordimento nel rassicurante obnubilamento sociale e in qualche calice di ambrosia. O forse non ci ho capito nulla. Può essere. Bello, bravo, anche se sulla forma sai fare meglio, lo so bene. La sostanza, invece, è alta.



recensore:
avatar di Roberto Virdo'
nwRoberto Virdo'
$ sostenitore 2020 (5 quest'anno)

risposta dell'autore, data 01/03/2021
Grazie di questa tua esplicitazione, Marcello. In tutta onestà, mi avevi incuriosito.
Resto in bilico tra la bellezza dei complimenti e la nota sulla scioltezza, che ovviamente giunge benvenuta poiché il fine ultimo è migliorarsi. Perciò ti ringrazio di cuore per le belle, davvero bellissime parole che mi concedi. Allo stesso tempo, per lo sviluppo formale vorrei confidarti che avevo fatto una promessa a un nostro collega BravoAutore durante l'ultima gara a cui ho partecipato con "Il prato della Primavera": non amo particolarmente il discorso diretto, aspetto che regolarmente mi viene fatto notare. E se è vero che non mi sono lanciato in un "copione teatrale", questo mio piccolo testo si svolge su un dialogo, anzi è dialogo, la qual cosa rappresenta per me un deviare dalla mia natura narrativa monologante. Quindi: "chose promise, chose due" a cui aggiungo "noblesse oblige". Ma, per assoluta sincerità, ti dico anche che, pur tenendo in considerazione la tua acuta osservazione sul "cambio di passo", attendo ulteriori riscontri, perché no magari focalizzati su questo aspetto particolare su cui al momento mi reputo, in coscienza, più che sufficientemente soddisfatto. A presto!



recensore:

Recensione o commento # 4, data 01/03/2021
Ho trovato il racconto scorrevole e, come al solito, coinvolgente. Lasci spazio, al termine, ad una serie di considerazioni e di possibili scenari, che pungolano la fantasia e la sensibilità, in un crescendo di domande e sensazioni. È un incalzare continuo il lettore, che partecipa pienamente alla storia da te immaginata. La forma impeccabile, chiara e al contempo misteriosa. Bravo Roberto!



recensore:
avatar di Roberto Virdo'
nwRoberto Virdo'
$ sostenitore 2020 (5 quest'anno)

risposta dell'autore, data 01/03/2021
Elisa, queste tue parole mi giungono sentite e per questo ancor più gradite. Devo dire che hai una scrittura diretta ed efficace e sai fare arrivare il messaggio con la forza giusta, quasi impattando, frase questa che non butto lì a caso. Peraltro il tuo accenno sullo stile mi dà un'indicazione positiva molto importante. Ti confesso di aver provato una punta di orgoglio quando dici che "il lettore partecipa pienamente", aspetto che, come spiegavo nella precedente recensione (Ida), rappresenta il mio sforzo più grande. In sostanza mi sento appagato solo se riesco a portarvi con me, anche solo per pochi minuti. Spero sinceramente di averti sempre tra le mie lettrici e chissà, poter leggere un giorno qualcosa di tuo.



recensore:

Visitatore
Recensione o commento # 5, data 05/03/2021
Descrizione accurata in ogni singolo particolare, dall'ambiente naturale che circonda il viandante ai sentimenti che lo avvolgono nella sua conoscenza del secondo uomo, sentimenti umani che cambiano e crescono dentro lui facendogli anche del male-bene. Complimenti davvero leggendo il racconto si entra in esso con estrema facilità provando le stesse sensazioni ed emozioni del viandante.



recensore:
avatar di Roberto Virdo'
nwRoberto Virdo'
$ sostenitore 2020 (5 quest'anno)

risposta dell'autore, data 06/03/2021
Grazie di cuore di questo nuovo commento che ancora mi conforta, spingendomi a proseguire su questo filone narrativo al quale voglio dare l'impronta di una intensa introspezione. Da qui la necessità di "calare" il lettore nell'ambiente: ma le intenzioni sono una cosa, la riuscita un'altra. Per questo i riscontri sono non solo utili, ma necessari.
Mi ha sorpreso questo tuo scrivere del"male-bene", è estremamente interessante questa tua interpretazione. Il rapporto tra chi scrive e chi legge non è mai a senso unico. Spero che mi vorrai onorare ancora della tua importante, gradita attenzione.



recensore:
avatar di Roberto Virdo'
nwRoberto Virdo'
$ sostenitore 2020 (5 quest'anno)

risposta dell'autore, data 07/03/2021
Per chi volesse ascoltare un buon sottofondo musicale, aggiunto il video "ALIVE - Merzouga 4K" reperito su YouTube.



recensore:

Recensione o commento # 6, data 02/04/2021
È impervio il sentiero lungo il quale due viandanti si incontrano. L'uno cammina diretto a Damasco, l'altro è seduto su un masso. Il primo, io narrante del racconto, attraverso i cui occhi il lettore assiste allo svolgersi della storia, crede di compiere gesti di sincera generosità offrendo all'altro prima il poco cibo di cui dispone, poi ancor più generosamente ospitalità nella sua casa, se avesse voluto seguirlo, infine, alterato da un'ira crescente seguita ai dinieghi dell'uomo appena conosciuto, gli suggerisce una visita al Tempio. L'ennesimo diniego lo fa trasalire e, preda di un sentimento in cui al dispiacere si sommano furore, delusione e sgomento, si allontana, lasciando l'uomo là dove lo aveva incontrato.
A questo punto, e ancor prima, appena ha inizio il dialogo, quale processo di identificazione, o allontanamento, tra lettore e personaggio prende avvio? Il lettore si specchia nell'uomo diretto a Damasco? Forse: è lui che filtra dal suo punto di vista tutta la vicenda. È lui che tiene viva la conversazione con l'altro. Ed è proprio questo lo snodo fondamentale del racconto. La chiave di lettura. Il passaggio decisivo.
Il protagonista del racconto non è lui. Non è l'uomo diretto a Damasco. È il pellegrino lacero che cerca qualcosa che non si vede, qualcosa che forse troverà ma solo attraverso uno sforzo personale, intimo, forse la sua meditazione. Perché ciò a cui tende non è il pane, non è un tetto sulla sua testa, non un tempio entro cui pregare. È l'indicibile. L'inafferrabile.
Ed è esattamente questo, il mistero, che attrae il lettore, il desiderio di conoscere ciò non sa.
Il mistero che si dispiega attraverso le pochissime parole del pellegrino, un mistero che, non potendo essere disvelato - l'altro viandante, che ci racconta la storia, non ha occhi per vedere ciò - diventa ancor più affascinante.
Ma non per lui: lui, l'uomo diretto a Damasco, non sa fermarsi, non sa abbandonare i suoi pensieri terreni, non sa dominare le sue passioni. Non è capace di posare in sé uno sguardo più profondo, meno fugace, che sappia scorgere di lontano un altrove, luogo dell'anima che gli restituisca la sua piena umanità.



recensore:
avatar di Roberto Virdo'
nwRoberto Virdo'
$ sostenitore 2020 (5 quest'anno)

risposta dell'autore, data 03/04/2021
Di nuovo resto stupito da tanta abilità interpretativa. È naturale che ricevere commenti positivi non possa che far piacere, ma credeteci ho letto queste considerazioni di Loredana come si trattasse del racconto di un altro. Sarà banale ripeterlo, eppure il rapporto tra autore e lettore non è mai a senso unico, si riesce a dare e, sorprendentemente, a ricevere. Affermare che il "parlato" non riesca a favorire una così intensa unione spirituale è un'espressione forte e non so fino a che punto azzardata. Si diventa come due voci nel deserto, avvolte dal calore e dal silenzio. Ed ecco che arriva puntuale la "sconsiderazione": avete presente il filmone megabudget in cui i due impavidi si trovano nell'apocalisse della distruzione, tutto frana intorno ma una corda di non si sa quale materiale alieno li tiene uniti in quel frastuono infernale? Ecco, in mezzo a quei boati giganteschi impera un silenzio sovrumano: è appunto quella corda.
Chi è il protagonista? In questa domanda si nasconde tutta la profondità introspettiva di colei che legge. Una domanda che suscita dubbi, riflessioni e, sicuramente da parte mia, di nuovo ammirazione. So che non sarà sempre così e verranno i giorni delle parole sferzanti e delle critiche inoppugnabili. Ma oggi è oggi e godiamocelo fino in fondo.




L'Opera è messa a disposizione dall'autore sulla base della presente licenza:

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I Giardini di Damasco di Roberto Virdo' è pubblicata sotto licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia.
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