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8° - Il volo del Gabbiano, di Roberto Paradiso (voto 3,36)
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Riflessione sulla decadenza e le sue conseguenze

(altro saggio, breve - per tutti)
45 visite dal 30/09/2019, l'ultima: 1 giorni fa.
3 recensioni ricevute

Autore di quest'opera:


* è tra i primi 10!
10° dal 2018 (opere commentate)
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Descrizione: Riflessione sulla decadenza fisica e le sue conseguenze.

Incipit: Senza nemmeno desiderarlo, veniamo al mondo. Siamo costretti a sopravvivere tramite il lavoro imposto dalla nostra società capitalista e consumista, la quale senza un continuo ricorso ai consumi dei prodotti indotti dal suo braccio armato che risponde al nome di Televisione.


Riflessione sulla decadenza e le sue conseguenze
file: opera.txt
size: 4,93 KB
Tempo di lettura: meno di 5 minuti

Elenco Tag dell'opera:
#morte (151)   #vita (171)   #decadenza (6)


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Recensioni: 3 di visitatori, 6 totali.

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recensore:
avatar di Ida Dainese
nwIda Dainese
$ sost. 2019 (+3)
Recensione # 1, data 20/10/2019
Ciao! Commento volentieri questo tuo testo che mi ha portata a riflettere su quanto dici. Ti sono sfuggiti dei refusi (rose e fiori) e delle ripetizioni (anche ora, per poter, magari). L'inizio potrebbe anche essere quello pacato e obiettivo di un saggio (inteso come genere dell'opera), ma poi il soggetto diventa "io" e il tono si alza fino al livello di sfogo personale.
Ovviamente esprimi idee degne di rispetto ma, se posso permettermi, vorrei dirti quanto io la pensi diversamente. Non ha senso per me dire che non ho scelto di nascere, perché sarebbe come pretendere di programmare il mio futuro. Per me la vita è troppo breve, forse perché ne ho già vissuta più della metà, ma mi rendo conto che non potrebbe essere più lunga perché l'anima umana non può sopportare secoli di esperienze, perdite, gioie e dolori. Comprendo che la Morte sia una liberazione, non dalla Vita, ma da terribili, sfortunati casi di malattie. L'esempio dell'Alzheimer che hai citato mi tocca da vicino, ma io più che alla perdita guardo al bagaglio di ricordi, al tempo passato insieme, e questo è stato un dono.




recensore:
risposta dell'autore, data 22/10/2019
Indubbiamente può essere inteso frainteso come sfogo personale, ma non è così Ida. Se ad alcuni utenti capita di interpretarlo come tale, sono rammaricato. Ti ringrazio sul fatto che pensi che io esprima idee degne di rispetto, degli elogi fanno sempre piacere, oltre a delle critiche. Indubbiamente si, sul fatto che nessuno ha chiesto di nascere può anche essere frainteso ciò… ma personalmente ritengo sia strano il fatto che veniamo al mondo non per nostra scelta. Per quanto invece concerne la Morte… indubbiamente anche io reciprocamente la considero una liberazione. Solo che tu hai una percezione diversa dalla mia sul piano esistenziale. Io a livello personale considero la vita un dramma vero e proprio, e non parlo solo per esperienze vissute sulla mia pelle, ma anche per motivi filosofici derivanti da autori come Leopardi, Schopenhauer, Cioran, ecc. Poi vabbè… del resto condivido che i singoli momenti passati con le persone care possono essere un dono, condivido. Ma se da quel momento sfociano in qualcosa di tragico, a mio modesto parere diventano una maledizione. Il fatto che tu abbia appena detto che hai già vissuto più della metà della tua vita mi porta a supporre che tu magari abbia superato i 50 anni di età (senza voler scaturire nell'irrispettosità nei tuoi confronti). Io ne ho 28 di anni (compiuti da poco). Comunque, sei un osservatrice acuta per quanto concerne le recensioni, ti faccio i miei complimenti.



recensore:
avatar di Carlocelenza
nwCarlocelenza
$ sost. 2019 (+4)
Recensione # 2, data 23/10/2019
Trovare un senso alla vita è un'impresa disperata ma ci hanno comunque provato in molti e vorrei provarci anche io nel mio piccolo. Ogni vita fa parte di una catena fatta di figli e nonni, una serie continua che ha radici nel nostro più lontano passato ma non tutti gli esseri viventi hanno coscienza di questa ininterrotta serie di vite e di morti. Un batterio quasi di sicuro non lo sa, un leone ne può avere una coscienza parziale, ma noi siamo più fortunati (?) e conserviamo le memorie dei nostri predecessori, sia delle loro vite che delle morti. Noi siamo parte, come ogni essere vivente, di una catena senza fine di cui pochi abitanti di questo pianeta si rendono conto e la tragedia è proprio questa, la nostra coscienza. In se la vita non ha un senso evidente se non per se stessa, è un algoritmo che si ripete all'infinito senza altro scopo che conservare se stesso e di questo meccanismo siamo schiavi non solo noi ma ogni essere vivente qui, su Marte se ce ne sono o altrove nell'universo.
Possiamo ipotizzare che ci sia uno scopo finale, ma non avendone prove pur avendolo cercato per millenni non credo sia costruttivo provarci ancora.
Dopo una considerazione del genere in che modo possiamo gestire questa continua tragedia?
Edonismo? Stoicismo? Nichilismo?
Facciamola semplice, godiamoci quel che la vita ci da di bello e difendiamoci dal male che porta con se fino a che ce la facciamo, ma rimaniamo coscienti che forse la morte non è per sempre. Forse non saremo noi quelli che la sconfiggeranno, ma la strada che abbiamo intrapreso è quella, cerchiamo da sempre di sconfiggerla e forse alla fine ce la faremo, ma la tragedia non cambierà di molto, avere una lunga vita significa avere lunghi dolori, anche se non fisici, non facciamoci troppe illusioni, la sofferenza fa parte della vita.
Non ha senso vivere con la paura della morte, ma se andate bene a guardare quasi ogni nostra azione deriva da quella paura.
Io penso che facciamo parte di una lunghissima saga in cui il nostro scopo come razza è più che chiaro, vogliamo vivere per sempre, come la vita stessa e in questo possiamo anche trovare una giustificazione alle nostre sofferenze odierne, ma individualisti come siamo non ce ne rendiamo conto e generalmente anche se non ce ne accorgiamo remiamo contro.
La vera tragedia è proprio questa, non abbiamo un senso di appartenenza, non ci sentiamo tutti figli della stessa madre.


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recensore:
risposta dell'autore, data 23/10/2019
Certamente. Non penso nemmeno io che un batterio abbia questa consapevolezza, stesso vale per un bambino. Per quel che riguarda il goderci la vita, sono anche li d'accordo. Ma sinceramente penso che non dovremmo sempre ambire ad ottenere il massimo, dato che non è possibile. Anzi, penso esattamente come Leopardi che il piacere massimo della vita sia quello delle illusioni, vano e passeggero.
La consapevolezza si, è una tragedia ma allo stesso tempo direi che è abbastanza utile per sottrarci dalle schiavitù, se sapessimo usarla nel modo giusto. Per esempio, se giungessimo alla conclusioni che alcuni bisogni della nostra società sono indotti, e non necessari ci sentiremmo più liberi, in quanto riusciremmo a capire di non averne bisogno come ad esempio una macchina costosa od un viaggio alle Hawai. Questo io penso sulla consapevolezza, che può anche portare sofferenza. L'ho scritto in una delle mie opere "il Consapevole". Se non l'hai letta te la consiglio, mi è stato detto che è molto interessante per il materiale di riflessione che propone. A breve vedrò di scrivere altre opere, se troverò ispirazione e materiale.


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recensore:

Visitatore
Recensione # 3, data 08/11/2019
Il telos che si individua "sotto traccia" è un bisogno di cercare un senso di un quid che è per sé stesso indicibile. Non c'è alcun bisogno di scomodare il buon Epicuro per intuire che la morte Non è: dunque, è pretesa ardua parlare o scrivere di un non-essere. Il rischio è elevato: ci si puo'ritrovare a dire e scrivere tutto e il contrario di tutto, a volte anche elucubrazioni retoriche, come ho letto nel testo che hai recensito del Tosti. La morte, così, diviene una sorta di pseudo-meditazione intellettualistica, priva di nerbo narrativo e di coerenza logico-teorica. E'per questo motivo che il tuo testo propone un altro tema, toccante e veramente 'umano, troppo umano': il senso da trovare-poter dare al decorso pseudo temporale che chiamiamo erroneamente "vita". Il testo avrebbe più di un nucleo concettuale da dibattere - ad esempio, quello di un continuum della catena complessa della esistenza -. In tal modo, però, si parla d'altro e i riferimenti sarebbero numerosi e calzanti. Il tuo testo, a mio avviso, andrebbe diluito in alcuni sottotesti tematici, che sono rintracciabili tra le righe direttamente o indirettamente. Ti consiglio di proporre a te stesso questa sfida. Credo tu possa riuscirei questo intento. Buon lavoro


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recensore:
risposta dell'autore, data 09/11/2019
Grazie. Ci proverò in futuro magari. Ti faccio i complimenti per la proprietà di linguaggio che esponi, e per il suggerimento che mi hai proposto. Se ho tempo, faccio ciò che posso per poter sviluppare la dialettica, e magari evitare qualche refuso. Buona giornata a te.


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nwUna storia nera (racconto narrativa, breve) di nwAlessandro Napolitano

descrizione: Il racconto "Una storia nera" è arrivato sesto al concorso "La biblioteca d'oro" ed è stato incluso nella omonima antologia.

incipit: Il dito girava nel bicchiere in senso antiorario, inghiottito da un mulinello rosso. Michele lasciò posare il vino, portò l'indice alla bocca e lo succhiò. Un crocefisso di legno, lungo quanto una mano, pendeva dalla parete. L'uomo accarezzò il volto del Cristo seguendo le rughe d'ebano, lo staccò dal muro e lo ripose nel cassetto della credenza. Bevve il Brunello in un sorso.

(tags: #bambino (66)   #chiesa (16)   #colpevole (5)   #mare (135)   #morte (151)   #pipistrelli (2)   #polizia (12)   #prete (3)   #spiaggia (16)   #vita (171)   #caverna (3) )


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nwIl Salto nel Vuoto (racconto narrativa, brevissimo) di nwGiovanni Minio

descrizione: Racconto breve

incipit: Quel giorno...

(tags: #auto (7)   #iniezione (1)   #moglie (15)   #morte (151)   #puntura (1)   #strada (23)   #carro funebre (1) )


doc
nwGenius Loci (racconto fantasy, medio) di nwGiorgio Burello

descrizione: Piccola storia senza pretese, tra montagne e personaggi molto strani.

(tags: #automobile (4)   #genio (1)   #montagna (26)   #morte (151)   #termine (1)   #entropia (3) )


doc
nwEros e Thanatos (racconto narrativa, breve) di nwClaudioC

descrizione: Breve storia fantasy-horror che affronta i temi della diversità e del cambiamento

(tags: #amore (504)   #claudio candia (1)   #diversità (6)   #eros (13)   #morte (151)   #non morti (1)   #thanatos (2)   #vampiri (15)   #cambiamento (8) )


doc
nwRegola per sopravvivere (racconto narrativa, lungo) di nwPiero Macrelli
(tags: #morte (151)   #scuola (28)   #scrittura (10) )


doc
nwCento parole dall'inferno (racconto horror, brevissimo) di nwAlessandro Napolitano
(tags: #bibbia (3)   #morte (151)   #parole (24)   #diavolo (7) )


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nwAlberi (poesia narrativa, brevissimo) di nwPaolo Maccallini
(tags: #alberi (42)   #malinconia (28)   #morte (151)   #ricordi (117)   #tempo (63)   #vita (171)   #lacrime (22) )


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nwIl fischio e lo scoppio (racconto narrativa, breve) di nwMato
(tags: #guerra (52)   #rifugio (3)   #vecchiaia (8)   #morte (151) )


doc
nwL'invocazione (racconto horror, brevissimo) di nwAlessandro Napolitano

descrizione: 300 parole per un incubo.

incipit: "O Grande Regina, eterna sorella io ti invoco. Ammettimi al tuo cospetto tu che asciughi il pianto all'umana gente. Madre tenebrosa, figlia eterna, Morte io ti invoco"

(tags: #invocazione (1)   #messale (1)   #morte (151)   #vecchio (12)   #latino (2) )

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1° - Cambi di vocali, di Lodovico (4,05)
1° - Mattoni, di Roberto Bonfanti (4,05)
2° - Amici per sempre, di Giorgio Leone (3,95)
3° - La messa è finita, di Frdellaccio (3,58)
3° - Buio, di Massimo Centorame (3,58)
3° - Alice Mon amour, di Athosg (3,58)
4° - Port Elizabeth, di Saviani (3,53)
5° - I due Vascelli, di Diego.G (3,50)
6° - Buongiorno, signor Romeo, di Stefyp (3,47)
6° - Differenti visioni, di Laura Traverso (3,47)
7° - Arturo allievo canguro, di Teseo Tesei (3,42)
8° - L'amante, di Namio Intile (3,39)
9° - Tre Androidi Cosmonauti, di Eliseo Palumbo (3,11)
10° - Cronaca di una notte di mezza estate, di Carol Bi (2,95)
11° - Un pazzo è un sognatore sveglio, di L.Grisolia (2,84)
12° - Buono a nulla, di Daniele Missiroli (2,47)
13° - L'ultimo passaggio, di Isabella Galeotti (1,47)


Racconti al momento fuori Gara per non aver ancora commentato (clicca il titolo per info)

- Ritorno alla vita, di Macmariopc
- Il 7 Novembre, di MarcoBunetti
- La montagna di Odena, di Selene Barblan

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