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Lui

(racconto narrativa, breve - per tutti)
Tempo di lettura: meno di 5 minuti
100 visite dal 12/06/2022, l'ultima: 2 settimane fa.
9 recensioni o commenti ricevuti
Autore di quest'opera:
avatar di Roberto Virdo'
nwRoberto Virdo'
$ sostenitore 2021 (6 dal 2020)



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Incipit: Sua madre, sospirando, gli ripeteva sovente: "Non cercare di scappare da te stesso. Perché, se lo farai, un giorno lui ti raggiungerà".


Lui
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Elenco Tag dell'opera:
#edipo(1)    #ombra(32)    #madre(29)



Recensioni: 9 di visitatori, 16 totali.
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recensore:
avatar di Gabriele Pecci
Gabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

Recensione o commento # 1, data 11:55:47, 12/06/2022
Bel racconto, potrebbe quasi rientrare nell'ambito della fantascenza, dato che questo sembra quasi un loop generazionale, uguale al precedente vissuto in primis dalla madre del protagonista stesso.

Questa potrebbe essere una delle interpretazioni oppure quella più esistenzialista, evidenziata da quel "lui" verrà da te, detto sempre dalla madre al protagonista.

Penso che lei avendo intuito l'indole del figlio, avendola già percepita e sperimentata, in quella del padre dello stesso, cioè un indole o natura data e posta totalmente egoista della/nella propria persona (lui/l'egoismo), natura quindi che lo avrebbe portato probabilmente alla medesima convinzione/scelta/via di fuga presa in precedenza anche dal padre di suo figlio. Quindi la sua preghiera oltre che al figlio, in realtà era rivolta soprattutto verso la sua futura compagna che in caso lui non avesse lasciato per tempo avrebbe quindi poi probabilmente patito/subito/vissuto/accettato lo stesso suo destino ripetersi in essere e divenire.



recensore:
avatar di Roberto Virdo'
nwRoberto Virdo'
$ sostenitore 2021 (6 dal 2020)

risposta dell'autore, data 12:18:44, 12/06/2022
Molto articolata la tua interpretazione…
Grazie della lettura e dell'apprezzamento.



recensore:

Recensione o commento # 2, data 19:52:04, 12/06/2022
Bella caratterizzazione! Mi ripeto ma sei davvero BRAVO. Sei un eterno insoddisfatto? Se si, fai male. Il finale lo avrei fatto diversamente, ma sarebbe un'altra storia Personalmente, ci vedo poco di fantascientifico. Lo sento molto reale e vero.A rileggerti.



recensore:
avatar di Roberto Virdo'
nwRoberto Virdo'
$ sostenitore 2021 (6 dal 2020)

risposta dell'autore, data 11:17:38, 13/06/2022
Eleonora, vorrei esprimere qualcosa in più di un semplice ringraziamento.

Un bel po' di tempo fa mi hai segnalato un tuo dubbio su un mio testo. Più che un dubbio era una critica e di quelle profonde, che andavano a toccare il contenuto. Ebbene, nel tempo l'ho metabolizzata, fatta mia, insieme a qualcuna simile ovviamente, ma ammetto che le tue parole, per la considerazione che ti porto sia come autrice che da lettrice, sono state il punto di partenza per una riflessione più ampia sul taglio che voglio dare non solo alle mie opere, ma al mio "genere" tutto. Per spiegare meglio: una linea da percorrere, che sia ben riconoscibile. Questo mi ha portato a ritirare due testi dalla mia collezione e, soprattutto, ampliare la base dei racconti, evitando di spingermi su strade che, se lasciate a sé stanti, potrebbero non incontrare il favore di molti.

Detto questo, il tuo commento mi ha regalato un sorriso di puro piacere e soddisfazione, ma anche di sorpresa… davvero!

Per quanto riguarda il finale, posso assicurarti che ci ho pensato su un bel po', e la scelta è stata ponderata a lungo. Nel rispettare sempre le opinioni delle lettrici, dei lettori, posso però affermare che subentra un nuovo spunto di riflessione, per l'autore e per chi legge, nel constatare che nonostante la conclusione percorra una strada diversa da quella che hai immaginato, essa comunque completa un testo che, da quanto mi dici, resta godibile. È importante che il finale dica quel qualcosa di più, a costo di spiazzare. È vero, si poteva chiudere in un modo differente. Ma ho voluto spingere sull'acceleratore e andare oltre, come in una scommessa, dove sei pronto a pagare il pegno - o riscuotere la vincita.
Ora posso chiudere con un completo, sincero, sentito grazie. Averti come lettrice significa molto per me.



recensore:

Recensione o commento # 3, data 15:50:29, 13/06/2022
Addirittura! Il mio giudizio conta poco. Per quanto riguarda la direzione della scrittura, ritengo che tutti ce lo chiediamo e che ci si debba fermare a riflettere non per compiacere chi legge ma, soprattutto, se stessi, e parlo per me. Sai trasmettere i tuoi intendimenti e questo riguarda il tuo scrivere. O forse mi sbaglio, mettendoci del mio. Non è importante. Conta quel che TU riesci a tirar fuori con le parole da ognuno. Alla prossima!



recensore:
avatar di Namio Intile
nwNamio Intile
$ sostenitore 2022 (5 dal 2019)

Recensione o commento # 4, data 16:24:13, 13/06/2022
Un buon racconto… una profezia autoavverante in cui il vaticinio della madre in qualche modo induce il figlio proprio per quella via e a commettere quel gesto che egli stesso ha fatto di tutto per evitare. Una sorta di mito di Edipo dunque.
Come corto, come storia breve, tuttavia credo che perda un po' di mordente. Il colpo di scena finale è forse troppo costruito, la fisionomia di Benedict soffre del determinismo del Tale padre tale figlio.
A mio avviso potresti sviluppare la trama seguendo le orme psicologiche del mito di Edipo, e rendere il racconto più organico, spiegare i motivi e far vivere il carattere del protagonista nel racconto per non omologarlo senza spiegazioni alla figura paterna, ai peccati del padre, a ciò che è stato. Perché il passato vive in noi solo se noi nel presente noi lo rendiamo vivo. Ma per rendere il passato vivo devi dis-piegare il racconto e dis-velare il carattere di Benedict un pezzo alla volta. Che sia poi identico a quello del padre deve essere il punto di arrivo del disvelamento, la rivelazione, e non un semplice fatto ineludibile che accade perché deve accadere. Insomma devi far arrivare il lettore a capire chi è Benedict, per poi rilevare la comunanza col padre, e non servire questa identità come fosse un fatto acquisito e incontrovertibile.
Roberto, tu sei bravo. Mi permetto tutta queste informazioni sullo spartito perché so che sai suonare e ami la musica.
A rileggerti



recensore:
avatar di Roberto Virdo'
nwRoberto Virdo'
$ sostenitore 2021 (6 dal 2020)

risposta dell'autore, data 08:50:08, 14/06/2022
Ciao Namio, ho letto con attenzione la tua valutazione e i suggerimenti. Che giungono sempre utili e graditi, non dimentico di dirlo. Dopo due anni di BA posso affermare che grazie ai tanti consigli una evoluzione c'è stata, senza ombra di dubbio.

E veniamo a noi.

Molti anni fa lessi un racconto breve di Maupassant: "Lui?". La forza intrinseca della storia, racchiusa in poche pagine, già da allora non mi ha dato via di scampo. Aggiungo che, da bravo studente di lingua, l'ho letto per l'appunto in francese senza quindi perdere quell'enfasi, come dire, la fiamma ardente che il grande autore sapeva infondere in ogni termine. Aggiungiamo che il mio mentore resta il divino Edgar Poe, che dei racconti brevi è stato un maestro.

Ora è evidente che i miei riferimenti sono di tale levatura che restano confinati "lassù"; li osservo, talvolta li invoco- quando sento che la distanza è troppa. Ma ciò di cui voglio parlare è la forma: nello short tale ho trovato esattamente la giusta misura. Eppure di bei romanzi ne ho letti, da Eco a Joyce, letture lunghissime che mi hanno appassionato.

Namio non so se ci riuscirei. Ci ho già provato in passato, il numero di pagine non significa molto ma per dare un'idea più di una ventina di A4 non le ho superate, arrancando. Ripeto, la lunghezza dice poco, è il non sentirtelo tuo, è come guardarsi allo specchio e vederti anche un bel vestito addosso, ma non perfettamente attagliato.

E ti dico sì, assolutamente sì, come ho lasciato intendere a Eleonora nella risposta al suo commento, è vero questo mio piccolo testo concede molte aperture, lo dico senza superbia, tu le hai già in buona parte individuate. Ma io adoro il corto gioco micidiale, quello che ti incolla lì, per quattro, cinque minuti vorrei che perdeste la cognizione del tempo e dello spazio.

Qui su BA non sono ammesse le ' serie ', eppure sono convinto che sarebbe un tipo di scrittura a me particolarmente consono.

Non metto limiti a nulla. Forse un giorno ci arriverò a cimentarmi nello scrivere un vero e proprio libro, ma deve essere qualcosa che mi nasce spontaneo, senza forzature. Non lo escludo assolutamente a priori: si osserva, si ascolta, si procede con un bagaglio sempre più grande.

Interessantissima la tua visione narrativa sul mio scritto, concordo appieno, di certo il costruire una figura partendo da lontano ti permette di svelare, come hai detto tu, un pò per volta.

Grazie per l'apprezzamento e gli ottimi consigli, soprattutto per il complimento ' musicale ' (nella prossima vita mi dedicherò solo alla musica). Una tua lettura è sempre fonte di grande soddisfazione per me.



recensore:
avatar di Francesco Pino
nwFrancesco Pino
$ sostenitore 2021

Recensione o commento # 5, data 16:46:14, 14/06/2022
Ciao Roberto, a me il finale è piaciuto. Se "Lui" lo ha raggiunto quel calcio sulla lapide va bene così. L'alternativa sarebbe stata forse di riconoscersi come sbagliato e piangere per poi tornare sui suoi passi… preferisco l'idea originale. Sai cosa mi lascia un po' dubbioso? Il comportamento della madre, mi sembra un po' nel limbo, come se mancasse qualcosa per descriverlo meglio o come se anche lei avesse una parte di responsabilità.
In ogni caso un lavoro che porta a ragionare su quello che si sta leggendo, veramente interessante!



recensore:
avatar di Roberto Virdo'
nwRoberto Virdo'
$ sostenitore 2021 (6 dal 2020)

risposta dell'autore, data 08:10:17, 15/06/2022
Ciao Francesco! Sempre rapido ed efficace, il tuo è un marchio…

Grazie dell'apprezzamento innanzitutto, in particolare per la considerazione sul ' ragionare ' di cui parli, che poi è quanto mi aspetto di suscitare, almeno nelle intenzioni. Mi fornisci anche un ottimo spunto per chiarire qualche aspetto fondamentale, alla luce dei precedenti commenti, soprattutto quello di Namio.

Il piccolo racconto è stato concepito e impostato sulla base di un'ispirazione originale e, in seguito, alcune scelte. Magari è banale dirlo perché, nello scrivere, questo è ciò che avviene normalmente. Ma in un racconto breve, dove tutto è giocato sull'intensità, l'attenzione dei lettori va letteralmente ' rapita ' e veicolata dove l'autrice, l'autore ha intenzione di condurla. Facile a dirsi, molto meno a realizzarsi, perché il rischio maggiore è quello di perdere mordente, di creare un contenitore vuoto. Chi legge pretende una contropartita, secondo me sacrosanta; di certo io è quanto mi aspetto quando leggo. Quindi tra le righe deve esistere il cuore, l'anima del racconto, la stessa che troveremmo in quello di mille pagine.

Poco tempo fa ho potuto coronare il sogno di una videolettura su una mia opera più o meno della stessa lunghezza di questa, e ti dico che nell'ascoltare la voce ecco, questo elemento diventa imponente, gigantesco: è tutto.

Quanto detto per confermarti che se riscrivessi ' Lui ' lo rifarei esattamente come lo vedi, finale compreso, proprio per le ragioni che dici tu. Un filo conduttore va portato avanti con coerenza poiché chi legge si attende coerenza, perfino nella fantasia o nel grottesco. Perché in finale chi è il vero protagonista di questo testo, l'eterno presente/assente?

Molto interessante quanto mi dici sulla figura della madre, i cui occhi 'sembrano brillare come gemme preziose ' dell'amore per il figlio. Ecco, piccolo bullet che, se esploso come suggerisce Namio, porterebbe a scrivere almeno un capitolo intero. Tu ipotizzi una parte di responsabilità da parte di lei e io non la posso confermare né la escludo. Certo, se fosse vero qui ci sarebbe da buttar giù tonnellate d'inchiostro…

Nei miei 'balistici' tutto si gioca nello spazio di un secondo e scegliere l'espressione giusta fa la differenza, sperando sempre di riuscirci con il massimo impegno e un pizzico di fortuna. In conclusione, comprimere tanto in poco spazio, e scoprire che le lettrici e i lettori poi aprono la trama a ventaglio, è un obiettivo raggiunto per me di quelli primari. Se poi piace, allora ho fatto bingo.

Sinceramente contento della tua presenza qui.



recensore:

Recensione o commento # 6, data 11:49:25, 19/06/2022
Bel racconto che fornisce il ritratto di un egoista puro, anaffettivo verso la madre (anche se ne riconosce tutti i sacrifici fatti, per l'educazione del figlio) e che non accetta di crescere un'altra creatura accanto alla donna che dice di amare, poiché egli passerebbe inevitabilmente in secondo piano.
Il racconto si conclude con un atto violento verso la memoria della madre, poi il protagonista scompare e non dà più notizie di sé; si spera che non sia diventato il direttore di un motel sperduto, accanto all'autostrada…



recensore:
avatar di Roberto Virdo'
nwRoberto Virdo'
$ sostenitore 2021 (6 dal 2020)

risposta dell'autore, data 11:46:33, 20/06/2022
Ah ah ah… questa poi! Non è che parli del Bates Motel? Effettivamente di camere ne aveva libere.

Grazie dell'apprezzamento, un piccolo testo ma vedo che in, qualche modo, sa incuriosire.

A presto!



recensore:

Recensione o commento # 7, data 12:24:26, 20/06/2022
Oh, yes!

https://filmtv.press/promo/ps1c0-luogo-di-nascita-bates-motel



recensore:

Recensione o commento # 8, data 10:30:58, 21/06/2022
C'è qualcosa di ineludibile che corre lungo le righe, ma non si limita alla ripetizione di un comportamento ingiustificato di un uomo adulto, è qualcosa di più grande. È quasi una sottolineatura della inevitabilità del fato, della impossibilità di eludere i disegni che sono stati tracciati per ciascuno di noi.
La distruzione della lapide, però, è un atto di rottura, la giusta conclusione: finalmente il protagonista, seppure fuggitivo e vigliacco, spacca quel marmo, abbattendo il legame condizionante con la madre, con la donna amorevole, inibente ed imponente.
Leggendoti si rimane concentrati e sempre positivamente meravigliati dalla conclusione.



recensore:
avatar di Roberto Virdo'
nwRoberto Virdo'
$ sostenitore 2021 (6 dal 2020)

risposta dell'autore, data 11:58:41, 21/06/2022
L'ineluttabilità del fato, Elisa: davvero mi è piaciuta tanto questa tua lettura, in particolare l'interpretazione del finale.

Sarà banale dirlo ma molte storie si ripetono. C'è il detto, abbastanza conosciuto, che "la mela non cade mai troppo lontana dall'albero". E ripensando ai propri genitori, a distanza magari di una vita, si scopre che più di qualcosa è rimasto in noi. Non sono solo le somiglianze ovvie, ma quelle che non ci aspettiamo, che ci fa notare qualcuno, un parente magari che rivediamo dopo molti anni.

Parlo proprio di gesti: piccole cose che viaggiano nel tempo.

Grazie Elisa.



recensore:
avatar di Marcello Rizza
Marcello Rizza
$ sostenitore 2021 (2 quest'anno)

Recensione o commento # 9, data 09:28:57, 24/06/2022
L'autore ormai lo conosciamo. Nel suo mondo albergano sogni e incubi, poesia e disillusione, ottimismo ma anche una ricerca escatologica personale e malinconica, per pubbliche e private risposte. E qui, potremmo citare Nietzsche quando ci dice che "I poeti non hanno pudore per le proprie esperienze intime, che sfruttano". Se a ciò aggiungiamo la sua vasta cultura, ecco che ne conseguono le sue opere di penna. Ma dopo aver introdotto lui, parliamo di "Lui". Già dall'incipit, ecco che mi sovvengono, non uno ma più aforismi del già chiamato in causa, Nietzsche: da "Il peggior nemico che puoi incontrare, sarai sempre tu per te stesso" a "Quando guardi a lungo nell'abisso, l'abisso ti guarda dentro". E quel "valore profetico" già lascia presagire il "disturbante" letterario. Il racconto prosegue con quella garbata crudeltà che esiste nella sua sapiente scelta di parole, modelli e paralleli che somigliano al "duro" e significano "follia animale codificata" o anche "poesia della distruzione interiore". Quel rapporto con la madre, più che simbiotico è malato, più che psicologico è psichiatrico. Il genitore era l'unica medicina che potesse aiutarlo, ma senza l'accettazione della malattia non ci si decide a guarire. E allora emerge, finalmente, l'abisso del profeta Nietzsche e la storia ripresa da Freud di Edipo e Giocasta, con tutte le sue implicazioni. A ciò aggiunge ancora la violenza psicotica che porterà Benedict (già il nome è tutto un programma) a una reazione di abbandono e di rifiuto violento di "prendere la medicina". E "Lui" è suo padre, è il sé stesso più nascosto, colui che attraverso l'autore vuole sferrare il calcio sulla lapide eretta al mondo intero e a tutti noi lettori. Come sempre, un'opera matura e profonda, e come spesso senza speranza e vie d'uscita. Quelle opere che, riconoscendo la mia malattia, mi occorrono come medicina. E ora vado a leggere le belle cose che ti avranno già detto gli altri recensori, caro Roberto.



recensore:
avatar di Roberto Virdo'
nwRoberto Virdo'
$ sostenitore 2021 (6 dal 2020)

risposta dell'autore, data 07:40:15, 25/06/2022
Sarei bugiardo a non ammetterlo, questo commento di Marcello Rizza mi ha colpito, tanto. Ho letto e riletto, perché davvero il collega, fine autore e acuto lettore, è andato così in profondità da voler in qualche modo prendere spunto dalla citazione di Nietzsche che lui stesso ha riportato: "I poeti non hanno pudore per le proprie esperienze intime, che sfruttano".

È doveroso un ringraziamento, innanzitutto. Se davvero il piccolo testo ha suscitato quest'onda di pensieri, resto impressionato anch'io. Ma non dobbiamo mai dimenticare che il rapporto autore/lettore è assolutamente alla pari. Una simbiosi direbbero gli esperti. Una simbiosi ribatto io, ma particolare. Perché in questa relazione magica, mistica, uno crea l'altro.

C'è una figura particolare, Marcello, a cui mi hai fatto pensare con i tuoi richiami a Nietzsche. È quella dell'Anima Sola. Io credo fermamente che scrivere sia donarsi: un sacrificio, in qualche modo. Le lettrici, i lettori avvertono questo, vogliono, desiderano, bramano quella fiamma che tanto più è intensa, tanto più li fa scaldare, sognare, partecipare.

Perché condividere va oltre il raccontare.





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