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Recensione a: Avarizia - (Racconto Narrativa, Breve) - di Massimo Baglione:
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Le altre recensioni
Di Massimo Baglione: Grazie Ivan, soprattutto per aver accettato la "sboccatezza"
Comunque, il testo tanto "finto" non è... quel periodo andava proprio così. Diciamo che si tratta di una narrazione quasi in presa diretta, l'ho solo riassunta nei punti più delicati.
Di Ivan Bui: Il Gronchi rosa mi ha riportato a un tempo lontano, a mio padre, a lunghe ore passate sul Bolaffi, all'aternativa (che tu citi) arrivata troppo presto, ma non ci azzecca con...
Mi è piaciuto tantissimo. Un'aggressione verbale in piene regola, un ferocia (finta) che mette subito sul chi va là il lettore. Una pagina di scrittura "pregiata". La chiusa e la maiusciola sulla Morte che è al tempo stesso: Alternativa, Incognita, Certezza.
PS. Non c'è volgarità neppure nei passaggi più "sboccati", un pregio riservato a chi sa scrivere.
Di Stefano Giraldi Ceneda: È la storia di una nevrosi che ha le carte in regola per degenerare in psicosi. Si tagliano con il coltello il livore che il protagonista nutre nei confronti delle figure (commedianti?) del suo passato gramo (ma dal suo punto di vista forse solo ingrato, ingiusto, immeritato) e l’odio figlio della rabbia, a sua vola figlia della frustrazione, che sfoga sul mondo. Il titolo, secondo me, fuorvia: l’avarizia è marginale sia ai fatti descritti, malgrado i soliloqui dissennati siano imbevuti di economia domestica e finanza privata, sia alla fibra del protagonista, che innalza questa presunta avarizia a pretesto del suo inappagamento esistenziale.
Di Massimo Baglione: Grazie, Leo!
Spesso ringrazio chi mi riporta alla mente racconti scritti di fretta che poi ho quasi dimenticato, ma questa volta vale un pochino di più, perché questo racconto ho davvero dovuto rileggermelo tutto per ricordarmi il finale.
Di F. T. Leo: Leggo questo breve racconto per la prima volta... D'altronde, sono registrato al portale da pochissimo... Non male, trattandosi di un racconto brevissimo! Complimenti, mi è piaciuto!... Posso solo dire che qualche volta anche io ho pensato le stesse cose che afferma il protagonista del racconto!
Di Isabella Galeotti: Trovare l'amicizia in una persona, non è affatto facile.
A volte gli "amici" ti lisciano, solo perché conviene a loro, solo perché li servi. Quelli veri sono molto rari, loro ti ascoltano quando sei nei guai, ti confortano quando sei malato.
Qui hai espresso con pathos una storia di "amicizia" fasulla, finta, di convenienza.
La scrittura incisiva, dà proprio modo di poter vivere il tuo momento, la tua rabbia verso questi individui.
Assolutamente da leggere.
Di Massimo Baglione: "Per la cronaca: il futuro semplice del verbo possedere è "possiederà"."
Oh, grazie, riferirò al protagonista! Smile
Di Angela Di Salvo: Testo un po' bizzarro e umorale che rivela al lettore la reazione rabbiosa e intemperante dell'autore "immortalato" in uno dei suoi momenti "no", quando un certo malessere e un insopprimibile disappunto non lo rendono particolaremente disponibile nelle proprie relazioni con gli altri,(amici?) e nello specifico con qualche donna del passato che pare sia avvezza a passare da un'avventura all'altra, riciclando in momenti di "carenza" l'ex-amante con la recondita aspettativa che si precipiti ai suoi piedi, contento di essere stato "ripescato" e magari rimpianto per i suoi modi e le sue notevoli prestazioni sessuali. Non mi torna, però, nella stesura del testo il brusco passaggio del "voi" a un "tu" (guardami!!) per poi ritornare al "voi" e poi di nuovo al "tu" riferito qui chiaramente alla "stronzetta" che usa i suoi SMS per lanciare ami in attesa che qualche allocco "abbocchi". Veramente forte la conclusione finale: le bastonate che possono condurre all'unica certezza che è la Morte, la morte con la M maiuscola. Un lampo di acre amarezza e di cruda verità che lascia il lettore perplesso e un tantino esterefatto. P.S. Per la cronaca: il futuro semplice del verbo possedere è "possiederà".
Di Massimo Baglione: "Da quando in qua di disgusta la verità?"

Ma lo sai che ho dovuto rileggerlo una decina di volte per trovare il refuso? ehehe
Di rapporti di questo tipo ne ho dovuti conoscere parecchi, soprattutto al lavoro o per lavoro.

Grazie Ardito, un "Baglione Pulp" non me l'avevano mai detto
Di Paolo Maccallini: Proprio oggi mi stavo chiedendo se possa esistere l'amore incondizionato, e poi leggo questo tuo brano. Tu qui smascheri, con linguaggio diretto, lo squallore di un rapporto di coppia basato, in definitiva, su uno scambio materiale. Ma quanti rapporti di coppia sono fondati su questa specie di contratto? Quanti matrimoni?

E in fondo, sono finito a pensare, anche l'amore dei genitori per i figli non potrebbe nascondere, a volte, una logica di questo tipo? E la filantropia non potrebbe anche lei avere sotto una qualche motivazione egoistica?

Belle l'idea e la forma.

Per quello che conta, in:

"Da quando in qua di disgusta la verità?"

c'è un refuso.
Di Arditoeufemismo: Un Baglione pulp, incazzato con gli ipocriti che ti amano se hai i soldi e ti abbandonano quando sei in bolletta. Tutto ciò che io scrivo ha un movente emotivo che qui ritrovo. Complimenti. Questo Baglione inedito per me, mi ha piacevolmente sorpreso.






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