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Sälig Lüt

(racconto narrativa, medio - per tutti)
Tempo di lettura: 10 / 15 minuti
135 visite dal 01/11/2020, l'ultima: 1 settimane fa.
5 recensioni o commenti ricevuti

Autore di quest'opera:
avatar di Roberto Virdo'
nwRoberto Virdo'
$ sostenitore 2021 (6 dal 2020)


Descrizione: Mio tributo a un grande personaggio del secolo scorso. Versione francese aggiunta per gli amici dell'EFJ (citati in appendice)***Mon hommage à une grande figure du siècle dernier. Relecture en français en faveur des amis de l'EFJ (citation en annexe)

Incipit(link) (link).


Sälig Lüt
file: der-turm.jpg
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Sälig Lüt
file: salig-lut-version-fr_
ancaise.docx
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Sälig Lüt
voce
file: salig-lut.docx
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Tempo di lettura: 10 / 15 minuti
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Elenco Tag dell'opera:
#bollingen(2)    #lapis(1)    #pietra(15)    #pueblo(1)    #telesforo(1)    #elgonyi(1)


Recensioni: 5 di visitatori, 11 totali.
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recensore:
avatar di Selene Barblan
nwSelene Barblan
$ sostenitore 2021 (7 dal 2019)

Recensione o commento # 1, data 01/11/2020
Estremamente interessante, grazie per aver portato attenzione a questo luogo, così interessante e di cui non sapevo niente, nonostante si trovi in Svizzera. Il racconto ha una forte componente di sogno e magia, elementi che anche io associo all’infanzia. Ho letto che la torre non si può purtroppo visitare, peccato, avrei fatto volentieri una gita per vederla coi miei occhi.
Racconto davvero bello e ben scritto.



recensore:
avatar di Roberto Virdo'
nwRoberto Virdo'
$ sostenitore 2021 (6 dal 2020)

risposta dell'autore, data 01/11/2020
Grazie Selene. Mi rincuora davvero molto leggere queste tue parole. Non ti nascondo che è stato un lavoro davvero impegnativo, anche se la passione, per parafrasare uno spot famoso, mette le ali. E' vero, oggi la Torre è un'abitazione privata ma non demorderei. Nella mia ricerca, le tante foto trovate sono quelle di visitatori giunti sul posto. Se ti può interessare, ho scovato due documentari assolutamente "antichi" della televisione svizzera, che definire interessanti non sarebbe sufficiente.
Grazie ancora.



recensore:
avatar di Selene Barblan
nwSelene Barblan
$ sostenitore 2021 (7 dal 2019)

Recensione o commento # 2, data 01/11/2020
Ottimo allora andrò in esplorazione virtuale e, se riesco, non virtuale Smile



recensore:
avatar di Selene Barblan
nwSelene Barblan
$ sostenitore 2021 (7 dal 2019)

Recensione o commento # 3, data 01/11/2020
Ps: il titolo significa gente benedetta?



recensore:
avatar di Roberto Virdo'
nwRoberto Virdo'
$ sostenitore 2021 (6 dal 2020)

risposta dell'autore, data 03/11/2020
Risposto con messaggio privato. A rileggerti!



recensore:
avatar di Roberto Virdo'
nwRoberto Virdo'
$ sostenitore 2021 (6 dal 2020)

risposta dell'autore, data 07/11/2020
Aggiunti i due link dei pezzi ispiratori dei brani centrali (in ordine di apparizione):
***Running Up That Hill (A Deal With God) – Kate Bush – 1985 / Casa Discografica: EMI
***November – Max Richter – 2002 / Casa Discografica: Late Junction



recensore:
avatar di Namio Intile
nwNamio Intile
$ sostenitore 2021 (3 dal 2019)

Recensione o commento # 4, data 01/12/2020
Ma come ti è venuta l’idea? Particolare e ottimo questo racconto, realizzato poi in maniera davvero eccellente.
La psicoanalisi, come in parte è giusto che sia, è quasi sparita dall’orizzonte discorsivo e ti va dato il merito di aver riportato in vita il defunto Carl Gustav Jung.
L’uomo dell’Io, dell’inconscio, l’uomo dell’ombra “ L’ombra è in verità come una gola montana, una porta angusta la cui stretta non è risparmiata a chiunque discenda alla profonda sorgente” Gli Archetipi dell’inconscio collettivo.

Anche Jung non può fare a meno di attingere dalla sorgente del pensiero occidentale, alla nozione di Io e di identità personale inaugurata da Platone con il concetto di anima. A questo concetto Platone salda l’ordine del Sapere e l’ordine Morale che regola la condotta e la convivenza. Il nesso con l’Io, decisivo per l’intera costruzione della cultura Occidentale, si trova nel Fedone: ” Sembra che vi sia un sentiero che ci porta, mediante il ragionamento, direttamente a questa considerazione e cioè: fino a quando possediamo il corpo e la nostra anima resta invischiata in un male siffatto, noi non raggiungeremo mai ciò che desideriamo, vale a dire la Verità. Pertanto nel tempo in cui siamo in vita noi ci avvicineremo al Sapere tanto meno relazioni avremo con il corpo e comunicazione con esso… e non ci lasceremo contaminare dalla natura del corpo, ma dal corpo ci manterremo puri fino a che Dio non ci avrà sciolto da esso. E così, liberati dalla FOLLIA del corpo ci troveremo puri e nella purezza conosceremo la nostra anima; questo, io penso, è la Verità”.

Al corpo non è dato Sapere e lasciato a se stesso ci porta alla FOLLIA. Questo pensiero di Platone è ricalcato quasi integralmente da Paolo di Tarso, e su di esso egli costruirà il cristianesimo dopo Cristo.
Anche Jung è figlio di Platone, come di Paolo.
“Ragione e follia nascono insieme,” osservava Salvatore Natoli, “perché solo l’esclusione della follia consente alla ragione di guadagnare certezza di sé e di autocertificarsi nel suo stesso esercizio”.
Sbarrare la via alla follia significa per Platone dominare le passioni, la ragione esercita un’azione generale di controllo sulle passioni (le pulsioni avrebbe detto 2500 anni dopo Freud) del corpo che attentano alla purezza delle procedure razionali.
Il pensiero razionale, scrive Platone, è spassionato. L’anima razionale e quella pulsionale di Freud.
Con Platone nasce l’uomo occidentale e nasce l’anima, elevata a dimora di Dio. A fare le spese di quest’enfasi posta sull’anima è stato il corpo, legato alla nutrizione, al metabolismo, debole, soggetto a malattie, all’invecchiamento, alla morte.
Solo nel Settecento si è preso a pensare che anche l’anima possa ammalarsi. E così nasce la psichiatria e con essa la medicalizzazione (Iatrìa) dell’anima. La psichiatria ha avuto l’indubbio merito di ridurre la distanza con il corpo, dopotutto anch’essa, si scopre, è soggetta a malattia: la follia.
Nell’Ottocento nasce la psicologia, lo studio scientifico dell’anima consegnato alle ipotesi e alle verifiche secondo il metodo galileiano. E subito dopo l’analisi (dal greco analyo) che scioglie i nodi con la parola. Perché l’anima rimane sempre legata alla razionalità e quindi al linguaggio. Con le parole è possibile curare l’anima.
Ma la psichiatria, la psicologia, l’analisi, non sono cresciute al servizio dell’anima. Con la loro comparsa non è stata l’anima a dirsi, ma la psichiatria, la psicologia, l’analisi a dire qualcosa sull’anima.
E ognuna di queste discipline ha portato avanti un diverso discorso, e all’interno di questi discorsi ogni suo esponente diceva una cosa diversa. E quindi centinaia, migliaia di dicenti che parlano per scienza e non per effetto della loro anima.
Il risultato scontato è stata la proliferazione di teorie basate sul modello scientifico di sperimentazione e verifica, così che oggi si contano un’ottantina di psicologie, una trentina di psicoanalisi e una decina di psichiatrie.
E i sacerdoti dei vari templi e templietti sono ancora sulla soglia dei loro edifici disfatti come testimoni di un passato glorioso ma decisamente passato, scansato via da un’altra teoria.
Questo mi ha ricordato il castello di Jung del tuo racconto. L’edificazione del castello, impossibile da terminare, mi ricorda un po’ questa vicenda.
La scienza non costruisce verità ma teorie falsificabili, buone quindi per esser subito messe da parte.
La psicologia andrebbe oltrepassata nel suo impianto scientifico e dualistico, come il pensiero di Platone che ha fin qui retto l’Occidente, e andrebbero scritti dei libri nuovi, che in parte già esistono, ma che nessuno vuole leggere.
Meraviglioso racconto, Roberto, a rileggerti.



recensore:
avatar di Roberto Virdo'
nwRoberto Virdo'
$ sostenitore 2021 (6 dal 2020)

risposta dell'autore, data 01/12/2020
Namio, non posso che ringraziarti per avermi onorato di tanta attenzione. Ma al di là di questo, il tuo excursus filosofico/storico/psicologico merita davvero di essere letto. Imperdibile la citazione di S. Natoli, che probabilmente racchiude in sé la quintessenza della ricerca senza fine che vede l'Uomo contro l'Uomo, senza limiti di spazio o tempo. E il cenno sulla tensione anima/corpo, come dici tu tremendamente "occidentale" se non per origine (è un tema ricorrente in molte culture) sicuramente per adozione, fa pensare alla reale immensa grandezza delle menti del passato, che hanno gettato ponti su cui altri, per non dire tutti, hanno camminato e ancora cammineranno. Il pensiero di Platone resta immortale, la filosofia resta immortale, e le parole non sono mai davvero vane. Che dire poi della riflessione sul proliferare dei tanti rivoli di dottrine, correnti, che come fai ben intuire probabilmente poco ha giovato, seppur partendo dalle migliori intenzioni, all'immagine della nobile dottrina che i grandi maestri (Freud e Jung) hanno fondato e della quale personalmente nutro il massimo rispetto.
Rispondo brevemente alla tua domanda iniziale. Una delle mie grandi scoperte giovanili fu Freud. Il suo riscoprire e porre l'importanza dei sogni alla base della vita psichica ebbene, lo ha reso di diritto e al di là di ogni critica un grande della storia. Un giorno incontrai anche Jung: una vera folgorazione, probabilmente il vero amore. Quell'allargare la base, abbracciare un mondo intero di sapere e civiltà, mi ha incatenato il cuore senza mai più lasciarlo. Il grande psicanalista resta per me innanzitutto un esempio di vita: non si è mai limitato a teorizzare, impegnandosi piuttosto in prima persona sul campo, basti pensare ai viaggi così pericolosi in terre lontane per conoscere e studiare le usanze di altri popoli. La sua cultura rasenta l'inimmaginabile e fa comprendere, anche per i davvero modesti appassionati come me, cosa significhi accostarsi a un fine così grande, quello di abbracciare la mente umana. Le sue citazioni negli scrtti spaziano da mitologia a medicina, da astronomia a filosofia, da storia a etnologia. Ma soprattutto, con quale umiltà egli ha sempre voluto trasmettere queste sue conoscenze, e quale fede ha invariabilmente riposto nell'essere umano. Un uomo che ha deciso di costruire una casa in pietra che racchiudesse il suo pensiero, la sua vita, perfino i suoi avi, quanto di più importante esiste per un individuo. E quel continuo richiamo a riconoscere e accettare l'Ombra, che tu stesso citi nella tua introduzione.
Infine, una piccola curiosità: presto comparirà sul sito una traduzione del racconto. In effetti mi sono impegnato con l'Associazione Espace Francophone Jungien, che mi ha autorizzato a pubblicare l'immagine della Torre, a fornirgli il testo in lingua francese. Insomma te la dico tutta: se tutto ok, presto porteremo un po'di BraviAutori all'estero!
Grazie Namio, grazie davvero di cuore.



recensore:
avatar di Roberto Virdo'
nwRoberto Virdo'
$ sostenitore 2021 (6 dal 2020)

risposta dell'autore, data 12/12/2020
Ajout de la version française du texte en faveur des amis de l'EFJ (photo et citation dans le texte)
*********************************
Aggiunta versione francese del testo in favore degli amici dell'EFJ (foto e citazione nel testo)



recensore:

EFJ
Recensione o commento # 5, data 14/12/2020
Roberto Virdo' s'inspire librement dans ce texte de la vie de Carl Gustav Jung, en particulier dans sa tour de Bollingen en Suisse, construite à son image. Une occasion à travers cette fiction de ressentir l'ambiance des lieux. Merci Roberto de nous avoir signalé votre texte !



recensore:
avatar di Roberto Virdo'
nwRoberto Virdo'
$ sostenitore 2021 (6 dal 2020)

risposta dell'autore, data 18/04/2021
Je remercie l'Association "Marie-Louise von Franz & Carl Gustav Jung", en la personne du Président Matthieu Mares, qui a souhaité publier mon petite histoire "Sälig Lüt" (rubrique "Re-découvrir") sur leur site internet.
C'est une occasion propice pour visiter ses pages où vous pouvez trouver non seulement des études et des réflexions sur l'œuvre du grand C.G. Jung, mais aussi pour valoriser la figure de l'une de ses plus proches collaboratrices, Marie-Louise von Franz, «psychanalyste subtile et pédagogue de talent» pour reprendre les mêmes propos de Vonfranzjung.fr. - Un très grand merci.

==============================================
Ringrazio l'Associazione "Marie-Louise von Franz & Carl Gustav Jung", nella persona del Presidente Matthieu Mares, che ha voluto pubblicare sul proprio sito il mio piccolo racconto "Sälig Lüt" (rubrica 'Re-découvrir).
È un'occasione propizia per visitarne le pagine dove trovare non solo studi e riflessioni sull'opera del grande C.G. Jung, ma anche valorizzare la figura di una delle sue più strette collaboratrici, Marie-Louise von Franz, "sottile psicanalista e pedagoga di talento" per citare le stesse parole di Vonfranzjung.fr.
Un sentito grazie.





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