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Pole Pole - Francesco Cosentini

POLE POLE

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scheda vista 1210 volte.


autore: Francesco Cosentini

editore: Pubblicato dall'autore


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Recensioni:


recensione del 27/08/2014 di



Il libro rappresenta la realizzazione di un sogno consistente nell'attraversare la tanzania in bicicletta, mezzo con cui e' maggiormente possibile cogliere appieno i sapori – gli umori – le tradizioni – i rapporti con la gente di quel territorio.

Sogno nato da una precedente esperienza legata allo svolgimento del servizio civile presso alcune delle meriteboli associazioni che prestano azione di sostegno a carattere sanitario e sociale sul territorio in questione.

Nel libro la narrazione ha una piacevole scorrevolezza, evidenziandoin cio' una buona capacita' letteraria.

Le descrizioni dei panaromi e dei posti visitati risultano essere, in alcuni punti, particolarmente efficaci e ricche di particolari.

Anche i riferimenti storici, in cui ci si imbatte durante la lettura, riferite alle precedenti dominazioni od occupazioni del territorio, sono inserite in maniera quasi naturale, senza che le stesse abbiano in qualche modo appesantito la narrazione.

La lettura del libro e' stata piacevole e, senza voler esagerare, anche istruttiva, inducendo talvolta un affaccio su internet per realizzare i percorsi e i posti visitati.

Un'ultima, ma non meno importante, considerazione e' che l'autore non ha mostrato nessuna pretesa moralistica o socio-educaticva, e che il suo unico intendimento sia stato quello di rendere partecipe il lettore della sua esperienza; esperimento andato perfettamente in porto perché , senza usare toni enfatici e autocelebrativi, e' riuscito a trasmettere il suo entusiasmo per quanto realizzato e l'amore per questa terra.

In definitiva e' un libro che stimola buone sensazioni e soddisfa il piacere di lettura.

Per essere un'opera prima fa ben sperare per il futuro.

recensione aggiornata il 24/10/2015

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recensione del 29/08/2014 di



Realizzazione di un sogno; attraversare la tanzania in bicicletta.

Suggestivo racconto dettagliato delle varie tappe. Un vero taquino di viaggio.

Luoghi, persone, emozioni, esperienze di vita. Tutto descritto con dovizia di particolari.

Non mancano cenni storici e filmografici.

Francesco con il suo "pole pole " ci vuole trasmettere e far rivivere con lui l'emozione della sua impresa coinvolgendoci al contempo come se la sua avventura fosse nostra. Assaporiamo e riviviamo con lui le varie tappe.

"pole pole "si apprezzerebbe molto di più allegando foto (bellisime le due di copertina) e riprese

, in particolare quella del cantante congolese JUNIR GRINGO. Suggerisco quindi una sua pubblicazione con allegato un CD. "Pole pole "lo vedo ottimo come libro di lettura da adottare nelle scuole.

Ho apprezzato molto il glossarietto in swahili.

Lo spirito del viaggio in bici tra tanzania e malawi è condenzato nella risposta di francesco a una signora locale che gli chiede meravigliata perché usa la bici per spostaesi e non l'automobile o i dala dala (sorta di bus locale).

Ecco la risposta di Francesco:" Ho già viaggiato in bus, sto provando l'esperienza di viaggiare in bicicletta. Inoltre, se prendessi il bus, arriverei troppo presto a destinazione e non potrei vedere o fare ciò che vorrei. Il mio scopo non è raggiungere una meta, ma vivere il tragitto per raggiungerla, con tutto ciò che comporta Ad esempio adesso converso con voi in swahili e mangio cibo

tipico in un locale tanzaniano."

Mi ricorda l'esperienza del giornalista fiorentino Tiziano Terzani in "Un indovino mi disse ".

Per evitare una sciagura aerea presagita da un indovino Terzani rinunciò per un anno a spostarsi con l'aereo. Come Francesco fece l'esperienza di osservare da vicino usi e costumi dei posti attraversati e gustare piatti tipici locali. Quello che apparentemente sembra una perdita di tempo in realtà è tempo guadagnato.

Pole pole: Piano piano si prende tempo.

Tempo per i contatti umani. Per condividere esperienze. Apprendere cose nuove.

Il libro presenta un buon costrutto.


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recensione del 23/09/2014 di



A mio avviso questo libro è avvincente. Risulta evidente l'amore del autore per la Tanzania.

È un amore grande. A suo dire si è sempre sentito a suo agio. Sicuro come a casa sua.

Non ha mai dubitato per la sua incolumità. Ha avuto tanta fiducia in tutti.

Ho la sensazione che abbia usato la bicicletta come mezzo di locomozione quasi per avere un contatto fisico con il suolo che percorreva.

Ha attraversato zone deserte, abitate, semi abitate. Ha visto parchi stupendi con tanti animali.

Rovine di diverse città patrimonio del Unesco.

L'autore in una sua recente presentazione ha affermato che nulla avrebbe avuto senso se fosse mancato il contatto con la gente, il sorriso dei bimbi, il rincorrersi per darsi il cinque.

La sua è stata un'esperienza interessante. Sarebbe durata di più se non gli avessero affidato l'incarico di direttore amministrativo del ospedale di Ikelu.

Mi sono letteralmente immersa in questa avventura. Mi è sembrato di essere sul posto, mi è arrivato il sorriso dei bimbi, la curiosità, l'accoglienza della gente, i profumi, i paesaggi mozzafiato.

Ho letto il libro tutto d'un fiato, con l' avidità di arrivare alla fine, con enorme interesse al punto di saltare la cena e alzarmi l 'indomani di buon ora per completarne la lettura. Sento che è un libro di successo. Quando si presenta ciò che si ama, è facile conquistare il cuore degli altri. L'autore ha avuto considerazione e rispetto per questo continente così martoriato e depredato dagli occidentali, saccheggiato e afflitto da tanti problemi ma terribilmente AFFASCINANTE. Ha avuto molta considerazione per i suoi abitanti, ha condiviso tanti momenti con loro, talvolta anche il pasto. Ha fatto un lungo percorso con grande tenacia e spirito di adattamentO.


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recensione del 25/09/2014 di



La lettura di questo bel libro trasmette coraggio, entusiasmo, voglia di farcela; infonde energia e forza per non rinunciare, per credere che sì, è possibile intraprendere un lungo, pesante, faticoso, rischioso e complicato viaggio per realizzare un sogno.

Ma il viaggio di Francesco Cosentini non è un viaggio qualunque, il suo è un viaggio carico di senso ed esprime tutto il suo bisogno di scoprire nuovi e diversi orizzonti a cui guardare da una differente prospettiva.

Leggendo le pagine del libro di Francesco Cosentini si incomincia a sentirsi parte di un’esperienza contemporaneamente durissima e affascinante: ci si avvicina a una terra difficile, meravigliosa e sconosciuta, alle sue contraddizioni, ai suoi paesaggi straordinari, ai suoi colori, ai suoi tramonti struggenti e alle sue varie dimensioni, ma soprattutto alla cultura e alle persone con cui l’autore entra in relazione con disinvoltura, semplicità, umiltà, rispetto e una rara capacità di dialogare, fraternizzare, stabilire velocemente rapporti amicali, simpatizzare e solidarizzare.

Sorprende e coinvolge il suo modo schietto e immediato di chiacchierare e interagire con tanta spontaneità con persone appartenenti a un mondo così diverso e lontano.

«Il mio scopo non è raggiungere una meta, ma vivere il tragitto per raggiungerla, con tutto ciò che comporta» risponde Francesco Cosentini a una signora che gli domanda coma mai per il suo viaggio utilizzi la bici e non la macchina o il bus. E davvero con tutto ciò che comporta!

Le difficoltà sono enormi, sono davvero impressionanti, a volte estreme, ma l’autore le racconta come fossero cose che capitano tutti i giorni!

E proprio questo suo atteggiamento – che coniuga piacevolmente leggerezza, anche umorismo, e straordinaria intraprendenza con tanto coraggio, senso di responsabilità e desiderio di conoscere, di andare e di condividere – trascina il lettore dentro vicende uniche, come l’esperienza delle guest house, quasi sempre senz’acqua e senza elettricità, del sudore, della sporcizia, delle strade sterrate, degli acquazzoni improvvisi, del fango, delle pedalate sotto il sole bollente, degli incontri con altri viaggiatori, della povertà dei villaggi o di una giovane donna che fa la spola per portare l’acqua dalla fonte con il suo bimbo legato alla schiena e un pesante secchio d’acqua sulla testa.

«Quanto è ingiusto che una donna debba sacrificarsi così per racimolare alcuni litri di acqua poco pulita, mentre altrove l’acqua viene sprecata senza ritegno. Sono talmente coinvolto che riduco ulteriormente la mai razione d’acqua», scrive Francesco Cosentini, trasmettendo il senso del suo viaggio di scoperta e condividendo la sua prospettiva etica.

Si rimane incantati e senza parole di fronte alla naturalezza e alla semplicità con cui l’autore racconta un’impresa così straordinaria, impegnativa, dura e difficile da sostenere e affrontare; un’impresa che ha presentato un’infinità di imprevisti e richiesto un’enorme mole di sacrifici, disagi, rinunce, tantissima fatica e una sbalorditiva capacità di adattamento! Non si può che restare ammirati del suo coraggio, della sua forza d’animo e della sua grandissima capacità di far fronte da solo, contando unicamente sulle proprie forze, ai pericoli, ai rischi, alle incognite che il suo particolarissimo viaggio ha comportato.

Ma nel suo libro non c’è autocelebrazione, né ostentazione, né autocommiserazione! Raramente, forse mai, mi è capitato di leggere la storia autobiografica di un’impresa così incredibile, raccontata come se si trattasse di semplici fatti e vicende della vita quotidiana.

Il candore e la spontaneità di questo giovane autore non possono non conquistare!

Grazie a Francesco Cosentini per averci insegnato – attraverso il suo racconto – anche a ridimensionare le nostre piccole e grandi difficoltà di tutti i giorni.

Grazie per aver condiviso con noi lettori il suo straordinario percorso. Grazie per la sua semplicità, la sua umiltà e la sua rara sensibilità.


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recensione del 09/10/2014 di



Un nuovo modo di vivere, lontani dalla massa, dalla frenesia, assaporando in pieno ogni odore sapore e colore che il mondo ha da offrirci.

Francesco Cosentini è stato straordinario nel presentarci non tanto il suo viaggio in sé, ma l'idea del viaggio: pole pole, piano piano è il leitmotiv di un racconto che ci porta ad esplorare una regione dell'Africa in una maniera nuova e sorprendente: interagire con i piccoli villaggi, assaporarne l'autentico spirito di ospitalità. Una storia ricca di interessanti spunti di riflessione: quanto ha senso visitare un nuovo paese se poi si resta confinati all'interno di un lussuoso cinque stelle? Si può dire di aver realmente vissuto e conosciuto un popolo se non se ne assapora la cucina locale? Niente guide turistiche, niente ristorante, si parte con pochi soldi, una tenda e la fedelissima Giraffina, la bicicletta che ha permesso all'autore di percorrere oltre mille chilometri in uno dei continenti più affascinanti al mondo.

La lettura di Pole Pole, molto gradevole e interessante, ha incentivato il mio spirito di conoscenza, da oggi anche per me inizieranno i viaggi in bicicletta ma, pole pole…

recensione aggiornata il 10/10/2014

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