pagine viste: ...
...no javascript...
phone
opzioni grafiche:
T
T
T
TT
Benvenuto, visitatore
     
Thu 11 August, 00:52:27
logo

bookmark Metti nei segnalibri
qr code

Quindi, qual è il senso?

(altro filosofia, brevissimo - per tutti)
26 visite dal 14/05/2022, l'ultima: 1 settimana fa.
8 recensioni o commenti ricevuti
Autore di quest'opera:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)


Altre opere dell'autore

Titoli simili:


Quindi, qual è il senso?
file: opera.txt
size: 1,20 KB
Tempo di lettura: meno di 1 minuto
(se Leggi e ascolta non funziona bene,
clicca e scarica il documento originale (nwinfo))


Elenco Tag dell'opera:
Questa opera non ha ancora dei tag. (suggerisci tu)



Recensioni: 8 di visitatori, 19 totali.
  recensisci / commenta

recensore:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

risposta dell'autore, data 16:57:46, 14/05/2022
Pensandoci un attimo alla fine, al massimo potenziale delle nostre individuali possibilità e capacità, di concreto, su ogni possibile campo o espressione che ci riguarda, facciamo solo questo.



recensore:
avatar di Giancarlo Rizzo
nwGiancarlo Rizzo
$ sostenitore 2022 (2 dal 2021)

Recensione o commento # 1, data 17:31:36, 14/05/2022
… solo questo cosa? Sarò gnugnu ma non ho capito cosa vuoi dire. Scusa.



recensore:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

risposta dell'autore, data 17:36:06, 14/05/2022
In fondo nella tua vita, quindi nel tuo tempo di concreto hai solo compreso, applicato e imparato in/da te stesso. Nella comprensione c'è già ogni singolo aspetto della tua vita. Ho modificato il testo dello scritto, adesso lo spiego meglio se lo rileggi.



recensore:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

risposta dell'autore, data 19:57:58, 14/05/2022
Comprendo che tendo a ripetermi su determinati concetti (rimarcando sempre che sono espressi a mio personale modo di sentire e ragionare logicamente su questi), ma lo faccio per rendere poi più completa la risposta alla domanda da me stesso posta. Ho cercato comunque di renderli pienamente conprensibili, ed esaustivi riassumendoli al meglio (drabble insegna).



recensore:
avatar di Giancarlo Rizzo
nwGiancarlo Rizzo
$ sostenitore 2022 (2 dal 2021)

Recensione o commento # 2, data 21:55:20, 14/05/2022
Avevamo già toccato l'argomento della condivisione della consapevolezza anche se in modo indiretto. È indubbio che non si può non considerare che ogni esperienza individuale modifica le realtà soggettiva e che nel frattempo viene modificata anche la realtà collettiva che la specie nel suo insieme inserisce nella propria memoria. Come già detto conosciamo troppo poco la natura del legame che lega ogni essere umano agli altri uomini. Facevo l'esempio della palla delle sardine che si muove nel mare come un individuo a sé stante e con diverse valutazioni e motivazioni rispetto a quelle individuali.
Nella natura pare che la regola generale sia quella dove l'ordine nei sistemi è l'unico mezzo per la realizzazione della vita nella sua esigenza creativa ed evolutiva in modo efficiente. Esiste un'armonia intrinseca come se tutti i componenti dei sistemi agiscano in fase, in risonanza.
L'Uomo decide quale è l'ordine favorevole alla sua esistenza e decreta il bene e il male a seconda del vantaggio che può conseguire.
Non conosciamo un altro esempio di Essere dotato di libero arbitrio e leghiamo questa facoltà alla condizione di individualità: solo gli individui possono essere liberi di decidere le proprie scelte.
E l'individuo per essere libero deve avere coscienza di se stesso.
Posso immaginare di attribuire le facoltà umane a una singola sardina e posso immaginare che ogni sardina decida per libero arbitrio di comportarsi in modo sincronizzato nella palla di cui conosce la funzione.
Se gli uomini usassero il libero arbitrio in quel modo l'umanità sarebbe divina. Se gli uomini scegliessero la collaborazione ad un unico scopo, l'umanità sarebbe salva.
La certezza di esistere è un fatto per chiunque abbia scavato nel proprio interiore. Se ti rendi conto di pensare e riesci a capire che puoi giudicare le azioni che compi, significa che hai coscienza della tua esistenza, che sei un individuo diverso dagli altri, anche se simile a loro, e che sei nato solo, così come morirai solo (la tua morte è solo tua).
Nella cultura occidentale la negazione dell'individuo pare sia il maggior male possibile per l'Uomo. Tutti gli studi sulla mente partono dal presupposto che si possa essere felici solo quando l'uomo avrà realizzato in modo completo la coscienza e la consapevolezza della sua individualità.
Ma forse la direzione è sbagliata!
Non è accentuando o rafforzando l'individualità, la Via per essere felici.



recensore:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

risposta dell'autore, data 22:17:56, 14/05/2022
La risposta la trovi nel semplice fatto che come già detto la natura ha d'istinto come scopo, oltre al suo perpetuarsi, quello di equilibrare e mantenere in equilibrio il sistema di vita stesso presente sul pianeta. Noi però non facciamo questo, noi comprendiamo questo, comprendendo noi stessi. Noi non possiamo essere sardine per il semplice fatto che in noi esiste un altro universo pulsionale/emozionale diverso per ognuno, quindi individuale. Dato questo, risulta impossibile anche solo l'ipotesi di un diverso sistema collaborativo, pienamente conscio e totale degli individui gli uni con gli altri.



recensore:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

risposta dell'autore, data 22:48:21, 14/05/2022
"Nella cultura occidentale la negazione dell'individuo pare sia il maggior male possibile per l'Uomo. Tutti gli studi sulla mente partono dal presupposto che si possa essere felici solo quando l'uomo avrà realizzato in modo completo la coscienza e la consapevolezza della sua individualità.
Ma forse la direzione è sbagliata!
Non è accentuando o rafforzando l'individualità, la Via per essere felici."

La cultura occidentale fa credere questo e al contempo si sforza in ogni modo di negare ogni individualità possibile, per questo ci sentiamo schiavi del sistema o appartato che sia (quando si pesca, è più facile indirizzare un agglomerato di sardine, piuttosto che cercare di indirizzare la singola verso la rete, lo stesso con le nostre menti, si plagiano in agglomerati per poter essere condizionate e indirizzate verso la rete del sistema)

Quindi non è nell'uniformarsi omogeneamente che si può trovare la "felicità" (il suo brevissimo tocco momentaneo, dopo si chiama serenità al massimo), proprio per il fatto che ognuno dentro di se possiede un universo distante anni luce da quello dell'altro, anche se simili magari. Noi per essere felici abbiamo bisogno di condividere, ma restando divisi dall'altro, non in simbiosi totale. Le sardine cooperano in perfetto equilibrio proprio per questo, non hanno consapevolezza di una diversa scelta attuabile nel loro istinto d'essere che non sia agire in simbiosi le une con le altre.

Non so che studi hai letto sulla felicità della mente, ma qualsiasi cosa tu ottieni nella sua interezza ti porta immediatamente ad un nuovo desiderio di ricerca, quindi è un girare su se stessi restando fermi.
La felicità stessa si rivela (per modo di dire) solo in assenza di pensiero (un brevissimo lasso di tempo) in cui non essendoci appunto pensiero non c'è neppure desiderio. Non si potrà mai arrivare a comprendere l'intero universo ne interiore ne esteriore a noi, quindi non è questa certo la via che porta alla felicità, quello è lo scopo del nostro senso di essere semmai, ma non mi sembra che ad ogni modo porti in se una gran felicità, ma solo comprensione stessa o "serena" accettazione interiore, non certo appagamento, o se di appagamento si tratta è solo nel suo continuo progresso di comprensione, ma non su questi stessi temi, visto che ne comprendiamo infatti allo stesso modo, limiti e virtù, senza però poter interagire su questi fattori complementari e contrapposti tra loro.

Quella che ipotizzi tu è quindi una chimera tra piena consapevolezza, comprensione e un pieno istinto di cooperazione sociale, ma non sono sovrapponibili. se hai istinto non hai però totale e piena consapevolezza, se hai piena e totale consapevolezza, non hai un vero istinto, ma pulsioni.



recensore:

user deleted
Recensione o commento # 3, data 05:31:17, 16/05/2022
La natura si comporta spontaneamente come se avesse e usasse una infinità di lauree.
Quindi batte l' uomo in ogni senso, in un certo senso la natura è Dio o, perlomeno, una Dea creativa e superinformata, la Dea della materia energia terrena.
Noi siamo natura con un pizzico di cultura e di coscienza, ma la nostra cultura vs quella della natura, fa ridere anche i polli!
Confucio diceva:"guardo un seme e vedo il Paradiso", intendendo dire che la Natura è l' Alfa e Omega dell' esistente passando per tutti le altre lettere:beta, gamma, ecc…
L'uomo è una di queste lettere, anzi, forse, una parte di una di queste lettere e dovrebbe ricordarselo giorno e notte!



recensore:
avatar di Giancarlo Rizzo
nwGiancarlo Rizzo
$ sostenitore 2022 (2 dal 2021)

Recensione o commento # 4, data 08:28:04, 16/05/2022
"Quindi non è nell'uniformarsi omogeneamente che si può trovare la "felicità" (il suo brevissimo tocco momentaneo, dopo si chiama serenità al massimo), proprio per il fatto che ognuno dentro di se possiede un universo distante anni luce da quello dell'altro, anche se simili magari. Noi per essere felici abbiamo bisogno di condividere, ma restando divisi dall'altro, non in simbiosi totale. Le sardine cooperano in perfetto equilibrio proprio per questo, non hanno consapevolezza di una diversa scelta attuabile nel loro istinto d'essere che non sia agire in simbiosi le une con le altre."
Queste tue certezze mi lasciano a bocca aperta!



recensore:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

risposta dell'autore, data 12:18:29, 16/05/2022
Non ne ho certezza, ma vado per logica ed esclusione usualmente. Cioè immagino un concetto o situazione che non posso comprendere davvero, poi vado ad escludere da esso quello che invece comprendo perché lo vedo/studio (non io, il genere umano) e so che nella mia realtà non è presente, quindi lo escludo. Questo sistema non è funzionante al 100 per 100 chiaramente, a livello cosmologico certe cose che noi reputiamo reali nella nostra percezione della realtà di tutti i giorni, sono infinitamente più complesse come il tempo e lo spazio associato al movimento o l'inerzia di un corpo per dire. Questo mi porta comunque, nonostante questo fatto, a pensare o intuire come vere (per me) determinati fattori che riguardano questa realtà, almeno fino a prova contraria.

Se io ho sempre visto le sardine muoversi in agglomerati ci sarà un perché no? Altrimenti le vedremmo più spesso singolarmente muoversi senza seguire le altre. Tu hai mai visto una sardina, vicino al suo stesso gruppo nuotare in direzione opposta alle altre?



recensore:
avatar di Namio Intile
nwNamio Intile
$ sostenitore 2022 (5 dal 2019)

Recensione o commento # 5, data 15:21:32, 16/05/2022
Quindi il senso, della vita suppongo, è comprendere imparare applicare. E quello dell'esistenza? Vita ed esistenza sono sinonimi? Comprendere viene da cum e prehendere, ossia abbracciare insieme, afferrare tutto insieme. Capire e comprendere, ad esempio, solo apparentemente sono sinonimi. E allo stesso modo quell'imparare che ci giunge da paro e significa procurare, per l'esattezza procacciare una nozione. Quindi la comprensione sembra non possa provenire dall'imparare, men che mai dall'applicare, in quanto ha una valenza qualitativa (e quantitativa) differente. E poi vita ed esistenza. I protozoi vivono, le alghe vivono, hanno dunque una vita, ma possono comprendere? Possono imparare forse, ma comprendere? Solo l'uomo invece esiste perché egli ha deciso che solo la sua vita è un'esistenza. Ma esistere e non vivere quale differenza produce sul piano esistenziale?
Insomma, caro Gabriele, io ho l'impressione, nel leggerti, che tu sia abbia intrapreso un viaggio affannoso alla ricerca di risposte. Non sarebbe più proficuo iniziare a porsi delle domande? Innanzitutto sull'etimo delle parole che con tanta facilità si impiegano ora a signicare questo o a dire altro (quasi fossero tutti sinonimi e quindi pari a oggetti deprivati del loro interno rapporto con il mondo e dunque alla fine parole destituite di ogni senso con ciò privando di senso proprio la ricerca che ti accingi a intraprendere) e il cui significato originario oramai disconosciamo.
L'origine delle parole si riallaccia alla loro originaria verità e al rapporto tra la materia l'uomo e il mondo. Pertanto costringe a riflettere e a considerare con più attenzione la loro valenza, lasciando da parte l'uso.



recensore:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

risposta dell'autore, data 15:34:56, 16/05/2022
Etimologia della parola a parte Namio, quello che mi interessa è che arrivi il senso o almeno il concetto di quello che voglio esprimere. Ho sbagliato parole? Probabilmente si, accetto la tua critica. Il punto Namio è che io non cerco una risposta, la mia risposta l'ho già trovata, e l'ho trovata proprio come hai presupposto anche tu stesso, non cercando quindi la vera e unica risposta che nessuno, me compreso, può capire né comprendere, ma ponendomi il perché ho poi bisogno di avere o trovare una risposta a questa domanda. Capito il perché ci si pone questa domanda, la risposta viene da sé.



recensore:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

risposta dell'autore, data 16:03:29, 16/05/2022
Comunque il senso della vita nostro come di tutte le specie è la propria perpetuazione nel tempo. Credo anche che le specie animali ( ma non l'uomo, almeno poi da quando ha sviluppato in sé tramite evoluzione, la comprensione del proprio essere) e vegetali abbiano iscritto in questo anche di perpetuare l'equilibrio stesso del pianeta e della vita al suo interno, sviluppandosi o estinguendosi, ma chiaramente non consci di questo ma solo legato all'instinto che ne decreta anche in essere l'esistenza. Il nostro senso di esistere invece singolarmente come individui è solo la profonda comprensione di sé che porta oltre al proprio senso di esistenza, anche il senso in essere dell'universo stesso, se nessuno può percepire osservare e comprendere l'universo, non solo noi, ma niente di creato avrebbe poi senso di essere. L'universo esisteva prima di noi ed esisterà dopo di noi, ma solo noi però possiamo darne un senso compiuto (relativamente alla nostra esistenza) comprendendolo.



recensore:
avatar di Giancarlo Rizzo
nwGiancarlo Rizzo
$ sostenitore 2022 (2 dal 2021)

Recensione o commento # 6, data 16:05:59, 16/05/2022
É finalmente proprio qui che arrivo al punto:
… Ma se non è fondamentale che la mia esistenza abbia un senso, allora perché la mia ragione lo richiede?



recensore:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

risposta dell'autore, data 16:09:45, 16/05/2022
Giancarlo, il mio senso è comprendere me stesso senza per questo avere un fine ultimo, fine decretato nella e dalla mia morte.



recensore:
avatar di Namio Intile
nwNamio Intile
$ sostenitore 2022 (5 dal 2019)

Recensione o commento # 7, data 16:07:04, 16/05/2022
La mia non era una critica, ma un invito a ripartire dalle parole, dalla loro etimologia non come pedante e filologica ricerca dell'etimo (ma anche lì sai quali incredibili rivelazioni si riescono a svelare), ma come essenziale ritorno alle origini come via per individuare il senso del nostro parlare. Dato per scontato quando non lo è.
E sono felice che tu abbia trovato le tue risposte (ma capire e comprendere non sono sinonimi), io da tempo ho smesso di cercarle le risposte, mi rimangono solo le domande.



recensore:
avatar di Giancarlo Rizzo
nwGiancarlo Rizzo
$ sostenitore 2022 (2 dal 2021)

Recensione o commento # 8, data 16:15:22, 16/05/2022
Riporto considerazioni già espresse sperando di non annoiarti.
Lo spettacolo sottomarino offerto dal comportamento della palla di sardine è meraviglioso.
Migliaia di individui si muovono in modo assolutamente sincronizzato dando forma al branco come se fosse un entità completa.
Ogni individuo ha ceduto la propria identità in favore dell'appartenenza al gruppo e si muove come se avesse chiara la motivazione della propria esistenza.
Ogni individuo si muove non in funzione del comportamento del vicino che può controllare, ma secondo una consapevolezza del "tutto" rappresentata dal gruppo completo: ogni individuo "sa" che cosa è la palla e si muove di conseguenza considerando la sua posizione, la velocità dello spostamento, e gli altri fattori che coinvolgono la palla stessa.
L'aspetto interessante e significativo è che il funzionamento di un simile meccanismo è per forza di logica basato su una comunicazione istantanea tra gli individui.

Che genere di trasmissione avviene tra i componenti di uno stormo di centinaia di uccelli, che hanno deciso tutti insieme le evoluzioni spettacolari prima di iniziare la migrazione?
Che genere di trasmissione avviene tra le singole, ma infinitamente numerose e diversificate, cellule che compongono un organo del corpo umano che permette all'organo stesso di essere un'entità differenziata, completa ed efficiente?
E com'è possibile che miliardi di cellule costituiscano un essere altrettanto completo ed efficiente come il corpo umano e come avviene il controllo di come il codice genetico di ogni cellula si riproduca secondo il progetto complessivo?
È come dire che lo stormo degli uccelli o la palla delle sardine siano a loro volta individui indipendenti dai singoli costituenti!
Abbiamo già visto come un individuo sia caratterizzato da un campo di energia coerente prodotto dalla sommatoria dei campi singoli in risonanza.
Tutto è in vibrazione: si tratta della trasmissione di un'informazione che arriva a ogni singola cellula per obbligarla nella sua funzione o per informarla del disegno complessivo lasciando al suo libero arbitrio la decisione.
Ogni cellula "sa" quale è il suo compito e si comporta di conseguenza; se decide di uscire dalla legge del suo corretto comportamento, avviene il cancro.
Se decidesse che la sua libertà individuale fosse quella che gli permettesse di uscire dagli schemi, se così scegliesse, potrebbe creare un tumore per conto suo.
Nella natura pare che la regola generale sia quella dove l'ordine nei sistemi è l'unico mezzo per la realizzazione della vita nella sua esigenza creativa ed evolutiva in modo efficiente. Esiste un'armonia intrinseca come se tutti i componenti dei sistemi agiscano in fase, in risonanza.
L'Uomo decide quale è l'ordine favorevole alla sua esistenza e decreta il bene e il male a seconda del vantaggio che può conseguire.
Non conosciamo un altro esempio di Essere dotato di libero arbitrio e leghiamo questa facoltà alla condizione di individualità: solo gli individui possono essere liberi di decidere le proprie scelte.
E l'individuo per essere libero deve avere coscienza di se stesso.
Posso immaginare di attribuire le facoltà umane a una singola sardina e posso immaginare che ogni sardina decida per libero arbitrio di comportarsi in modo sincronizzato nella palla di cui conosce la funzione.
Se gli uomini usassero il libero arbitrio in quel modo l'umanità sarebbe divina. Se gli uomini scegliessero la collaborazione ad un unico scopo, l'umanità sarebbe salva.
La certezza di esistere è un fatto per chiunque abbia scavato nel proprio interiore. Se ti rendi conto di pensare e riesci a capire che puoi giudicare le azioni che compi, significa che hai coscienza della tua esistenza, che sei un individuo diverso dagli altri, anche se simile a loro, e che sei nato solo, così come morirai solo (la tua morte è solo tua).
Non c'è da cercare nessun giudizio morale in questo, c'è solo la costatazione di quello che chiunque può capire della vita: qualunque cosa facciamo, la vita degli uomini a un certo punto finisce. Individualmente.
In ciascuno di noi c'è la consapevolezza di essere individui.
E lo spirito individuale, quello che sa di essere IO, quello che è in grado di giudicare il mio stesso io, è forse un Essere padrone dell'Io?

Nella cultura occidentale la negazione dell'individuo pare sia il maggior male possibile per l'Uomo. Tutti gli studi sulla mente partono dal presupposto che si possa essere felici solo quando l'uomo avrà realizzato in modo completo la coscienza e la consapevolezza della sua individualità.
Ma forse la direzione è sbagliata!
Non è accentuando o rafforzando l'individualità, la Via per essere felici.
L'Eden non era altro che la fusione degli esseri in un unico Essere?



recensore:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

risposta dell'autore, data 16:16:53, 16/05/2022
(rispondo a Namio) vero, allora diciamo che la comprensione di me stesso, mi ha portato a capire che non ho bisogno di risposte avendo compreso invece, il perché mi pongo io stesso questa domanda. Cioè egoismo dettato dalla paura di ciò che non posso comprendere. Se riusciste a cogliere in voi stessi il senso o il concetto che questo implica, allora potete capire prima e comprendere poi, il perché non ho più bisogno di questa risposta data che quasi tutti, come Giancarlo, ritengono dovuta dalla propria stessa ragione.

(rispondo a Giancarlo) sul tuo esempio delle sardine di come interagiscono tra loro e perché noi non possiamo ne potremo mai replicarne i fatti nel nostro essere oggi o in divenire domani, penso di averlo già spiegato qui sopra anche non conoscendone poi nei dettagli, quindi derivati solo da intuizione logica, i vari perché. Sul resto come già detto più volte, il senso per me è solo comprendere noi stessi, senza uno scopo o fine ultimo in essere che non sia già la stessa vita data e vissuta individualmente per ognuno. Quindi nessuna anima, nessun ritorno o proseguo dell'Io in nessun dove dopo la mia morte. Quello che poi resterà o in cui si trasformerà tutta questa energia e materia incosciente di se stessa, cioè la nostra (dopo morti) e di tutto l'universo, quando poi giungerà la sua fine, non avendo già più nessuna comprensione data in essere in me di alcun tipo non starà certo quindi a me poi osservarlo, capirlo, comprenderlo e darmene infine risposta. Tutti questi ragionamenti come sunto ultimo hanno solo che Dio/Tutto è fuori da questo universo e quindi realtà, ma non essendo a mio parere lo spirito o l'anima poi che alberga in noi, noi non abbiamo proprio per questo nessun ritorno dovuto a lui. Quindi tutto l'universo e l'energia chiusa in esso può semplicemente dissolversi nel nulla così come dal nulla una volontà che non ci appartiene minimamente lo ha creato.



recensore:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

risposta dell'autore, data 16:46:26, 16/05/2022
Se qualcuno mi riporta un passaggio di tutto quello che ho scritto che non combacia esattamente con la nostra situazione o con quello che ci è dato comprendere come anche di non comprendere, è pregato di dirmelo o farmelo notare, il resto come la presenza di Tutto/Dio/volontà creativa fuori dall'universo da lui voluto e quindi da lui creato è solo pura ipotesi dovuta a deduzione logica e intuizione personale naturalmente. Poi ognuno liberissimo e in pieno diritto di vederla comunque come più sente vicino al proprio sentire. (ho ampliato il commento sopra a questo, prima di rispondere eventualmente rileggetelo per una più chiara comprensione del fine o dello scopo del nostro essere in questa sola e unica vita o forma di vita di cui ci è data comprensione in essere).





Scrivi qui la tua recensione o commento...

Nota: Scrivere recensioni e commenti alle opere è uno dei motori principali di questo portale artistico. È solo grazie a esse che, infatti, gli autori possono migliorarsi e i visitatori orientarsi. Se sei un autore, inoltre, scrivere recensioni e commenti a opere altrui incentiverà i destinatari a fare altrettanto con le tue.


Mancano 250 battute affinché questa recensione possa partecipare al nwClub dei Recensori.

Nota: le recensioni e i commenti devono essere lunghi almeno 30 battute e devono riguardare il contenuto dell'opera, meglio se critiche, costruttive e collaborative. Saranno eliminate dallo Staff le recensioni se saranno: offensive, volgari, chiacchiere e (se scritte da visitatori) presunte autorecensioni dell'autore o banali "bello, mi è piaciuto".

Nota: le recensioni e i commenti sono tuoi e modificabili per 2 giorni, dopodiché diventeranno di proprietà dell'autore che hai recensito o commentato.


NO JAVASCRIPT
NO BUTTON
Recensisci / commenta un'opera a caso.

Nota: per vedere un'opera a caso di un particolare genere, entra nell'elenco dei generi e scegli la tipologia desiderata.



L'Opera è messa a disposizione dall'autore sulla base della presente licenza:

Licenza Creative Commons
Quindi, qual è il senso? di Gabriele Pecci è pubblicata sotto licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia.
L'opera di riferimento si trova su www.BraviAutori.it.
(Licenza di default del sito)


Elenco delle opere che condividono una o più tag con questa opera
Nessuna opera correlata

Nota: vi invitiamo a
Questo indirizzo email è protetto dagli spam.
Attiva JavaScript per vederlo.
eventuali termini o contenuti illeciti, scurrili o errati che potrebbero essere sfuggiti al controllo degli Autori o dello Staff.




PayPal

L'associazione culturale BraviAutori sopravvive solo grazie alle piccole donazioni. Se il nostro sito ti è piaciuto, se vuoi contribuire alla sua crescita e allo sviluppo di nuove iniziative, se ci vuoi offrire una pizza, una birra o proprio non sai scegliere chi far felice, considera la possibilità di fare una donazione. Oppure acquista uno dei nostri libri. Puoi usare PayPal (qui a fianco) oppure seguire le istruzioni in fondo a questa pagina. Per ulteriori informazioni, scrivete alla .


Grazie, e buon lavoro!


vota


siti web
siti web
siti web

php
Creative Commons
MySQL
Aruba.it
Contatori visite gratuiti
(questo indicatore conta le visite da parte di nuovi visitatori)
PhpBB3



spotfree site


Per gli smartphone o per i computer lenti è disponible una visualizzazione più leggera del sito.

informazioni sulla tua navigazione:
CCBot/2.0 (https://commoncrawl.org/faq/)
IP: 3.238.204.167


BraviAutori.it (il portale visual-letterario)

Version: 20.0409

Developed by Massimo Baglione

special thanks to:

all the friends of BraviAutori who have contributed to
our growth with their suggestions and ideas.


map
Mappa del sito


Informazioni sull'uso dei cookie da parte di questo sito

La nostra policy sulla privacy

Info e FAQ

Contatti


© 2006-2022
All rights reserved

Copyrighted.com Registered & Protected

MyFreeCopyright.com Registered & Protected

Main site copyrights:
MCN: WVTT8-HGT7X-69B5W
MCN: WT4R4-8NXSX-1LXZB





Pagina caricata in 0.13 secondi.