Il prigioniero
Descrizione: Il racconto "Il prigioniero" narra la storia di un uomo che è stato condannato e ha trascorso quasi un anno in prigione. La sua solitudine e il suo senso di isolamento sono accentuati dalla sua cella seminterrata, priva di finestre e dai rumori continui.
Incipit: Quasi un anno, da trecentoquarantadue giorni per l'esattezza, chiuso in questa cella seminterrata di due metri per due, senza finestre e con la pompa di un aeratore elettrico che fa un rumore terribile e continuo, giorno e notte – sempre! A volte mi sembra che sia il reattore di un jet.
in effetti, questo era un mio vecchio "racconto studio" e ammetto che la cella, con doccia e dettagli procedurali, non sono molto realistici. La mia intenzione/preoccupazione era quella di concentrarmi unicamente sulla psicologia, il crollo mentale, esplorando il delirio di chi farnetica dopo un lungo isolamento (il bianco, il rumore, le fantasie), quindi ho dato priorità al sentire del protagonista rispetto alla logistica.
Poi ho preso l'anima di questo prigioniero per una storia più ampia, e reale, che è il primo capitolo del mio "romanzo non finito": ma lì si parla di altro…
Ancora grazie per gli spunti e in bocca al lupo anche a te come scrittore!
Antonio
P.S. È sostanzialmente un monologo: quindi potrebbe non essere tutto vero quello che il protagonista racconta (narratore inaffidabile). Farnetica! Sta impazzendo… è fuori di testa!
Mi sono ispirato al film "Papilon", vagamente. Ancora grazie di avermi letto.
C'è un errore sulla descrizione della bandiera USA (mi sembra) non c'è il colore giallo, le stelle sono bianche: errorino… mea culpa! lasciato, per far capire il suo stato mentale: confonde le cose. Nell'immaginario le stelle sono gialle.
Vittorio, mi hai fatto fare una ricerca che manco per un concorso… 😏
Negli USA le Mental Health Units (MHU, BHU, RTU, ICF…) dentro le carceri normali esistono, spesso seminterrate. Dove tutto è bianco anti-suicidio, luci da 300 watt sempre accese, aeratore che sembra un Boeing, doccia e cesso in cella perché il paziente non deve mai uscire.
Quindi alla fine non è una licenza poetica: è proprio il posto dove finiscono i detenuti che, dopo 5 anni di galera "normale", un bel giorno scoppiano e iniziano a parlare con le piastrelle.
Il mio Charlie ci è finito esattamente lì per l'ultimo anno.
Quindi la doccia non solo è possibile… è quasi obbligatoria.
Grazie del calcio nel culo: mi hai fatto migliorare il realismo senza toccare una virgola della follia.
Un abbraccio e alla prossima!
A rileggerci presto, Vittorio,
Antonio
Nota: per vedere un'opera a caso di un particolare genere, entra nell'elenco dei generi e scegli la tipologia desiderata.
Oggi sono tuo ospite.Hai comprato la mia compagnia con un pranzo, di solito lo faccio gratis, ma oggi volevi esser certa di non restare sola.Prepari da mangiare come sai fare tu, insegnandomi.
tag dell'autore: #amicizia (82) #compleanno (23) #cucina (12) #segreti (22) #signora (3) #silvi
tag dell'autore: #sentimento (64) #uomo (43) #amore (512)
tag automatici: #serata (23) #persone (154) #amicizia (82) #orgoglioso (4) #appuntamento (15) #entrambi (32) #locale (47) #pensieri (220)
tag dell'autore: #fratellanza (3) #sincerità (3) #amicizia (82)
tag dell'autore: #alcool (9) #amicizia (82) #tradimenti (28)
Questo indirizzo email è protetto dagli spam.
Attiva JavaScript per vederlo. eventuali termini o contenuti illeciti, scurrili o errati che potrebbero essere sfuggiti al controllo degli Autori o dello Staff.
