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L'ultima melodia


(poesia altro, brevissimo - per tutti)
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92 visite dal 29/08/2024, l'ultima: 4 giorni fa.
1 recensioni o commenti ricevuti
Autore di quest'opera:


Descrizione: descrizione da definire...

Incipit: Faccia stanca, divorata dal tempo dove ogni.


L'ultima melodia
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Elenco Tag dell'opera:
tag dell'autore: #lacrima (87)   #pianista    #sorriso (18)    #melodia (4)



Recensioni: 1 di visitatori, 1 totali.

recensore:

Recensione o commento # 1, data 13:04:37, 31/08/2024
Poesia breve e scorrevole. Leggendo l'incipit mi aspettavo un testo più duro e doloroso. una chiusa affettata (forzata). nell'insieme del contesto la lirica offre immagini nitide del pianista che grazie alla sua melodia si beffa della malattia e morte.





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L'ultima melodia di Davide Baldini è pubblicata sotto licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Italia.
L'opera di riferimento si trova su www.BraviAutori.it.
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Elenco delle opere che condividono una o più tag con questa opera

(racconto narrativa, breve)  di nwParolando
Descrizione: Storia di un amore materno distruttivo.
incipit: Era una calda giornata d'estate. D'altronde sin dall'inizio era stata una stagione da record. Immersa in si densa calura c'era una donna che certamente stava soffrendo più di chiunque altro. Ella si contorceva nel letto e a tratti un urlo invadeva la stradina assonnata del paese in cui abitava.Ogni tanto una comare si affacciava all'uscio per chiedere notizie, ma la risposta era sempre eguale…

tag dell'autore: #fagoceri    #sentimenti (59)

tag automatici: #calura (4)    #lacrime (87)    #comare (2)    #pargolo (3)    #altronde (3)    #record (2)    #immersa (6)    #chiunque (12)


(racconto narrativa, breve)  di nwLilith
Descrizione: Una strega può provare affetto? Amore? O può solo meditare vendetta? Una ragazza può ambire a diventare una guaritrice, una dea della natura? E un uomo quanto un uomo può far male e quanto può riceverne?
incipit: Aveva appena quindici anni, quando ci incontrammo. Le piaceva passeggiare nei boschi vicino al villaggio. A chi le chiedeva se non avesse paura delle bestie feroci rispondeva che gli uomini le facevano ancora più paura. A quel tempo avevo ripreso a vivere in una grotta nel profondo del bosco. Avevo smosso troppe coscienze nella mia ultima visita in città, troppi uomini virtuosi erano stati tentati dalle mie gambe affusolate e dalla mia bocca vermiglia.

tag dell'autore: #passato (30)    #streghe (8)    #vendetta (22)    #magia (33)

tag automatici: #bastiat (2)    #sicuramente (20)    #piante (28)    #lacrime (87)    #nessun (51)    #feroci (8)    #troppe (20)   #chiedermi


(saggio altro, medio)  di nwGino Ragusa Di Romano
Descrizione: Mia nobile Sofia, il dialogo che con te condivisi qualche anno fa…
incipit: Pietraperzia 21 giugno 2010     Mia nobile Sofia,     il dialogo che con te condivisi qualche anno fa, riportato nel mio libro - Accenti d’amore e di sdegno -, avrei desiderato tanto oggi poterlo proseguire ancora, seduto di fronte a te, ma motivi di salute, purtroppo, mi impediscono il salutare incontro, che dà immediata vitalità alla mia mente, perché, fatta la domanda, la tua risposta è pronta. Non potendo fare altro, ti scrivo, esponendoti i miei pensieri e il mio progetto, nonché il mio patema a causa delle difficoltà, in tutti i settori della vita sociale, che tutti noi incontriamo quotidianamente per colpa di disonesti reggitori, che si arricchiscono da parassiti sulle sofferenze del debole popolo.   Anelo ad annientare con i miei poveri mezzi, la disperazione, mia cara Sofia, e gli atti insani conseguenti che l’uomo a forza commette a causa dell’incertezza di potersi guadagnare con il lavoro onesto e produttivo e col sudore un pezzo di pane e una casa.   Spero, inoltre, che l’uomo possa vivere in pace, con fratellanza, con onestà e con giustizia sociale nel rispetto di madre natura.   Io abito, come sai, in questa parte della terra chiamata Italia, della quale uomini d’illustre pensiero hanno ben descritto tutte le bellezze naturali ed artistiche, che altri uomini di gran talento ci hanno nei secoli donato.   Ma oggi, purtroppo, a parte una sparuta minoranza, non emergono più grandi geni in tutti i settori delle attività, ma, invece, prolifera già da molti anni il malcostume, l’idiozia, la depravazione in senso lato, la corruzione, la concussione, il latrocinio: il denaro innanzitutto, il denaro soprattutto; la micro e la macro delinquenza, l’ignoranza, la sopraffazione, la prostituzione fisica e mentale, il nepotismo, la schiavitù etc.   Chi vuole un posto di lavoro deve conquistarselo con la sottomissione e l’asservimento alla chiesa, al politicante o al mafioso, cioè alle tre istituzioni delinquenziali.   Dilaga la paidobìa (dal greco pais - paidos che significa fanciullo e bia o biazo che rispettivamente significano violenza e far violenza, quindi far violenza ai bambini, ai fanciulli e agli adolescenti; infatti, quella che viene chiamata da tante persone istruite erroneamente pedofilia significa tutt’altro e precisamente amore verso i bambini, come filosofia: amore per la sapienza et cetera filos = amico, cioè qualcosa di sublime, di spirituale. Ho voluto dare la spiegazione per coloro che non conoscono la lingua greca e sommessamente chiedo venia se sono stato cattedratico, ma ho ritenuto giusto farlo per far capire come tutto viene distorto a piacimento dai cosiddetti sapienti plutocrati e ierocrati in tutte le espressioni della vita umana a discapito del popolo debole ed ignorante. Parassiti! Voi siete quelli che traete salute dalla malattia degli altri. Non mi dispiace insistere in quanto in maniera umoristica voglio ricordare che il termine spagnolo “pedo” in italiano significa scoreggia, peto, e in siciliano “piditu”. Quindi, come si può essere pedofilo, cioè amico del peto? Anche voi, talenti della cattiva stampa, siete i peggiori divulgatori della scorretta lingua italiana.   La lingua italiana non può sposare la lingua greca in maniera distorta per formare spesse volte anche vocaboli italiani di significato diverso e cacofonici.   Voi, sapienti, che vigilate sulla purezza e sulla correttezza della lingua italiana, voi che nei vocabolari italiani ripetete gli errori e li perpetuate, dando l’imprimatur, non siete dei cultori del patrimonio linguistico italiano, ma della gente che “tira a campare”.   Un tempo, mia cara Sofia, scrittori, giornalisti et cetera, come ben m’insegni, scrivevano e parlavano correttamente e si sforzavano sempre di più a descrivere notizie vere e costruttive, a migliorare il lessico. Manzoni, il grande poeta e scrittore milanese, decise financo di “ lavare i panni in Arno”. Oggi vi è una completa degenerazione non solo del pensiero, ma anche del linguaggio scritto e parlato. Inoltre, dulcis in fundo, molte penne asservite scrivono, infatti, il pensiero del plutocrate pagante ed anche la loro lingua rispecchia il disonesto cervello dello stesso.   La maggior parte dei quotidiani, settimanali et cetera o trasmissioni televisive spesso non rispettano la corretta lingua italiana; anzi a correggere gli errori, si finisce per fare brutte figure. “Arti, lettere, onor, tutto è stoltezza in quest’età dell’indorato sterco, che il subitaneo lucro unico apprezza. Tracce d’amor di gloria invan qui cerco”. Oggi, infatti, purtroppo, è tutto giustificato nella forma e nella sostanza, come in materia ecclesiale, di giustizia, di politica e così via: gli orrori e gli errori più gravi si possono redimere e possono essere assolti.   Così continuando, gli insegnamenti che si danno alle generazioni sono quelli che producono e produrranno i malesseri sociali più devastanti e degli stessi ne siamo tutti a conoscenza da gran tempo. Io penso che, pur vivendo in mezzo al fango, ognuno di noi deve sforzarsi a qualsiasi costo di scostarsi dalla massa. Chi ha una mente benpensante, ciò che dice o scrive è corretto nella lingua, nonché nella forma, nella sostanza e nell’operato quotidiano. Non ricordo chi disse che chi sa parlare bene e correttamente, sa pensare ed agire bene e correttamente, ma certamente aveva ragione.   La lingua, come qualsiasi pensiero, idea ed altro è in continuo divenire e, pertanto, è giusto accettare le innovazioni e i neologismi, ma gli stessi prima di essere immessi nella lingua italiana devono essere accuratamente sottoposti ad uno studio etimologico con riguardo alla fonetica, alla morfologia e alla semantica; i neologismi non devono essere distorsioni linguistiche, come ho anzidetto, e neanche cacofonici, ma eufonici in senso lato.   Alla stessa stregua si può dire anche dell’amministrazione della cosa pubblica: tutto si può e si deve innovare, ma in meglio, adeguando il tutto ai tempi ed alle circostanze in cui si vive, ma soprattutto alle esigenze del popolo. Ho detto riformare in meglio e non in peggio come da molti anni, purtroppo, avviene in Italia per colpa della feccia della delinquenza politica ed ecclesiastica, che, a parte una piccola minoranza, governa dolosamente malissimo “ le genti del bel paese là dove il sì suona”, traendone vantaggi e privilegi a discapito del popolo, che per la sua passività ed indifferenza in maniera diretta o indiretta colposamente contribuisce negativamente alla buona riuscita di qualsiasi progetto amministrativo, anzi diventa, talvolta, il comburente o il combustibile, di cui si servono poi i feticci della pubblica delinquenza, sopra menzionata.   Svegliati, popolo italiano! Sii cosciente e responsabile! Non strisciare mai ai piedi di coloro che tu hai reso potenti con la tua debolezza. Sii uomo e non un giullare. Non essere un numero di vile pecorame. Non abbassare mai la fronte, cammina eretto e non curvarti mai davanti a nessuno: chi ti sta di fronte è un tuo simile, che ha il tuo stesso sembiante, che sulla terra ha gli stessi bisogni, nonché gli stessi diritti e doveri. Rifletti! Applica il detto di Dante: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”. Sii resipiscente, popolo italiano!   Mia nobile signora, mi piange il cuore, notando da tanti anni quanto è dannoso, infatti, per l’Italia e certamente per qualsiasi nazione candidare e poi eleggere individui indagati, condannati o anche sospettati di avere amicizie losche ed altro di poco onesto e poco dignitoso. Il candidato deve essere candido, pulito…

tag dell'autore: #delusioni (13)   #fiele    #lacrime (87)    #lettera (32)    #miele (4)   #patema   #sdegno    #sorrisi (18)    #speranze (88)   #accenti


(racconto narrativa, breve)  di nwAnnamaria Vernuccio
Descrizione: Un'esperienza vissuta in prima persona supportata dalla Fede.

tag dell'autore: #fede (15)    #dolore (59)    #famiglia (57)    #amore (506)

tag automatici: #terapia (5)    #richiesta (14)   #incantatoil    #nipotini (6)    #leucemia (4)    #averlo (8)    #sofferenza (35)    #lacrime (87)


(racconto narrativa, brevissimo)  di nwA woman of no importance
Descrizione: Perché i ricordi abitano il mare, portano con loro lacrime di sale.
incipit: Alcune sere si confondono tra il masochismo e l'autocommiserazione, e nessuno sa se il cielo piange per compatirti o sei tu che lo fai per lui.

tag dell'autore: #lacrime (87)    #mare (111)    #ricordi (144)    #solitudine (104)

tag automatici: #alcune (101)   #masochismo   #compatirti    #pensieri (196)    #rivelazione (5)    #pagine (18)    #rituali (5)    #abitudini (9)


(poesia narrativa, brevissimo)  di nwAngela Mori Angelika
Descrizione: Amore e amicizia tra uomo e donna.
incipit: Fratello mio, Mi piacerebbe poterti dire Che il tuo spasimo presto finirà Che si asciugheranno le lacrime Che adesso riversano il tuo viso, Come lenzuola candide Stese al sole d'agosto, Della nostra terra,

tag dell'autore: #amore (506)    #donare (2)    #nome (6)    #ricordo (144)    #sofferenza (35)    #uomo (43)    #amicizia (80)

tag automatici: #poterti (3)    #lacrime (87)    #lenzuola (12)    #candide (4)    #cicatrice (8)   #viverla   #ignudo    #trafitta (2)


(poesia narrativa, brevissimo)  di nwMaria Elisa Muglia
Descrizione: Poesia non inserita nel volumea bella la noia e il padreterno.
incipit: Parole Sono parole - non sentimenti Sono solo parole - non hanno denti Non hanno unghie per graffiare…

tag dell'autore: #bella (8)    #noia (16)    #padreterno (2)

tag automatici: #sentimenti (59)    #unghie (13)    #lacrime (87)    #caramelle (5)    #pupazzi (10)    #inutili (12)    #stupide (12)   #inserita


(racconto favola, breve)  di nwMaurogonella
Descrizione: Una favola sul potere del ridere e del piangere e sul significato nascosto delle lacrime.
incipit: Nella famosa Contrada Lineare di Fantopia c'era una volta un bambino che andava in giro raccogliendo le lacrime che la gente non usava più: sommandole ad una ad una gli avrebbero permesso di diventare il Signore delle Lacrime. Egli ne faceva incetta e collezione ed erano lacrime di tanti tipi: amare lacrime di amanti che si lasciavano sotto la pioggia, tristi lacrime di piccoli impiegati appena licenziati, salatissime lacrime di gente anziana lasciata morire da sola in un letto d'ospedale e così

tag dell'autore: #miracoli (11)    #piangere (4)    #ridere (6)   #somma    #lacrime (87)


(poesia narrativa, brevissimo)  di nwAndre Spoto
Descrizione: La ricerca dell'opposto, della metà che manca, attraverso un tocco, attraverso le dita di una mano…
incipit: Le mani Eccole lì un bel paio di mani. Stampate per terra, nella Terra calpestate. Con occhi drogati…

tag dell'autore: #caldo (11)    #freddo (20)    #morte (182)    #neve (33)    #sole (62)    #vita (163)    #mani (24)

tag automatici: #eccole (8)    #lacrime (87)    #grezze (5)    #indefinite (5)    #sensibile (4)    #infinite (83)    #profumata (4)    #vicenda (8)

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Dedicato a tutti coloro che hanno scoperto di avere un cervello,
che hanno capito che non serve solo a riempire il cranio e che
patiscono quell'arrogante formicolio che dalle loro budella
striscia implacabile fino a detonare dalle loro mani.

A voi, astanti ed esteti dell'arte.

(Sam L. Basie)




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