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4 recensioni o commenti ricevuti
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nwGabriele Pecci
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#filosofia(36)    #mondo(41)    #uomo(73)    #cambiare(3)



Recensioni: 4 di visitatori, 8 totali.
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recensore:

Recensione o commento # 1, data 08:37:55, 07/02/2022
Ritorna il tuo umore, tra "No Future" e "Nothing Changes". Mi sembra riuscita bene. Bello il rifiuto di alimentarsi, bella figura retorica.



recensore:
avatar di Giancarlo Rizzo
nwGiancarlo Rizzo
$ sostenitore 2022 (2 dal 2021)

Recensione o commento # 2, data 19:51:52, 07/02/2022
Un po' come dire : stattene tranquillo, qualsiasi cosa fai non conta nulla. Non ci sto.



recensore:
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nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

risposta dell'autore, data 20:21:20, 07/02/2022
Non intendevo questo giancarlo, intendevo cosa in fondo è mai veramente cambiato nell'uomo intendo nel profondo, quali veri cambiamenti ci sono stati? Cosa ci siamo veramente lasciati alle spalle nei fatti? Ci siamo forse evoluti o quello che è stato fatto in passato in fondo continua ancora? Non è il mondo che dobbiamo cercare di cambiare perché il mondo sopravvive anche senza di noi, quello che possiamo è solo migliorare noi stessi, neanche cambiare perché non si può cambiare quello che si è. Il mio "centrando un cuore, un culo o la tavola del cesso" intende che per quasi la totalità di noi per quanto possiamo capire o spenderci per il prossimo alla fine il problema non lo risolviamo certo con le belle parole o con piccoli grandi gesti che sicuramente ci rendono persone migliori, ma nei fatti non cambiano assolutamente niente. Volevo intendere l'impossibilità del risolvere oggettivamente i problemi, mentre consapevoli, a differenza del resto delle forme di vita presenti nel mondo, ci rendiamo conto del nostro passare.



recensore:
avatar di Giancarlo Rizzo
nwGiancarlo Rizzo
$ sostenitore 2022 (2 dal 2021)

Recensione o commento # 3, data 20:39:21, 07/02/2022
Hai raccolto la mia provocazione e ti ringrazio. Però come ben sai non chiudo le porte alla speranza di capire: continuo a provarci.



recensore:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

risposta dell'autore, data 20:48:21, 07/02/2022
Senza tirare in ballo eventi più che noti basta pensare a quello che è successo l'altro ieri in Bielorussia, non una, non due, ma migliaia di persone a manifestare, totalmente ignorate e represse dal sistema, totalmente ignorate e dimenticate nei fatti dall'occidente che nasconde o giustifica con gli "equilibri mondiali" i propri interessi e si esprime solo dietro vuote parole di denuncia già nei fatti inutili e dimenticate appena emesse. Poi magari sarò anche fatalista io, ma non mi sembra che i fatti mi diano torto a pensarla o vederla così.



recensore:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

risposta dell'autore, data 21:23:55, 07/02/2022
Avevo scritto il commento sotto prima di leggere la tua risposta, anche io naturalmente vorrei che le cose non stessero come mi vien da credere che sono, una minuscola parte di me ancora un briciolo di fiducia forse la ripone o magari mi rendo conto che sto perdendo pure quella. Comunque è sempre bello interloquire e dibattere, quindi è giusto ed accresce entrambi un diverso approccio alle questioni.



recensore:
avatar di Giancarlo Rizzo
nwGiancarlo Rizzo
$ sostenitore 2022 (2 dal 2021)

Recensione o commento # 4, data 22:15:35, 07/02/2022
Tu sai bene che la verità è determinata dalla fede, nel senso che per ciascuno è vero ciò in cui si crede. Come dici tu il mondo sopravvive anche senza di noi, o meglio, dico io, sparisce nel nulla se noi scompariamo nel nulla. Che il mondo sopravviva oltre la mia esistenza, se non esisterò più, non sarà certo un mio problema. Dunque qualsiasi evento accada per noi riguarderà solo noi e il resto, per quanto possa essere stato modificato dalla nostra effimera presenza, continuerà. Forse la Terra continuerà il suo destino nell'universo con una Natura totalmente diversa da quella che conosciamo. Se l'umanità sarà scomparsa poco importa nell'immensità dell'universo: è talmente infinito che non contiamo nulla. Ma per noi, Noi siamo tutto quello che abbiamo. Non è giusto non continuare a cercare la verità dentro di noi o insieme agli altri, e non parlo di ciascun IO ma di noi come Umanità. Le risposte ancora non le abbiamo ma sento, sono sicuro che ci sono perché è vero quello in cui ho fede. Tu dici: "… intendevo cosa in fondo è mai veramente cambiato nell'uomo intendo nel profondo, quali veri cambiamenti ci sono stati? Cosa ci siamo veramente lasciati alle spalle nei fatti? Ci siamo forse evoluti o quello che è stato fatto in passato in fondo continua ancora?" questi sono i Perché e a queste domande dobbiamo cercare risposte. Cercare, fino a che le troveremo.



recensore:
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nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (2 quest'anno)

risposta dell'autore, data 08:12:03, 08/02/2022
Per evolverci come umanità in linea teorica é semplice trovare e avere una risposta a queste domande. Prima cosa abolizione di ogni concetto di razza o diversità biologica (non culturale, ma questo è parte integrante del problema come vedremo poi), cioè siamo TUTTI esseri umani uguali, con gli stessi diritti e gli stessi doveri sia verso il prossimo che verso la società. Dal momento che ora tutti siamo uguali per logica non servirebbe più dividere il mondo e noi stessi in diverse appartenenze o confini geopolitici, quindi superamento dei confini e del concetto di Stati. Adesso siamo TUTTI cittadini nella stessa Terra. Niente più Italia, America, Russia, Germania ecc., ne più la percezione divisoria del sentirsi italiani, americani, russi, tedeschi ecc. Se siamo tutti uguali e tutti cittadini del mondo in senso pratico, legislativo e di diritto, non servirebbero più armamenti, non ci sarebbero più zone da soggiogare o difendere, quindi eliminazione di tutto l'arsenale bellico, statale e personale e così fine di TUTTE le guerre. A questo dovrebbe seguire una totale ridistribuzione delle ricchezze globali, non essendoci più diversi stati, trarremo tutti il benificio dalle materie prime e dalle risorse del pianeta allo stesso modo. Rimane solo da effettuare anche la redistribuire delle ricchezze personali affinché TUTTI e lo ripeto TUTTI abbiano una vita degna di chiamarsi tale, quindi fine della povertà sia localizzata che personale. Ora vivremo in un mondo dove le stesse leggi si applicherebbero in ogni parte del globo con le stesse modalità, dove avremo tutti gli stessi diritti, dove ognuno condurrebbe la propria esistenza in maniera propozionalmente giusta, a seconda del suo ruolo attivo nella società, ma comunque, sopra la soglia di povertà, dove non ci sarebbero più divisioni in stati, dove non ci sarebbero più guerre, dove saremmo nella pratica veramente TUTTI uguali. Questo in parte potrebbe succedere solo temporaneamente e non è detto che accada, almeno non con queste modalità, solo in vista o previsione di una minaccia a livello globale di qualunque natura essa sia. Dopodiché le cose tornerebbero gradualmente o velocemente a quello che sono ora. Questo succede per due motivi principali, il primo sicuramente sono le differenze storiche, sociali e culturali, insite in ognuno di noi, differenze dove tutti in nostra misura, tendiamo a riconoscerci e quindi a preservare; due, ben più importante è che tutto questo dicorso, o modi di essere o agire, nella realtà non fanno parte della nostra natura. Come ho già detto non possiamo cambiare quello che siamo, possiamo solo migliorare, o apparentemente migliorare questo nostro essere, ma solo se questo porta ad un nostro reale interesse personale (economico o sociale) palese o nascosto che sia. Per questo in alcune parti del mondo si vive in maniera oggettivamente migliore che in altre e almeno in apparenza in modo più civile, ma coscienti o meno che ne siamo, il prezzo per questo nostro vivere da "elite" lo pagano tutti gli altri. Un esempio pratico nella società moderna, ma che vale anche per quelle passate è che noi stati "civili" e democratici denunciamo e ci indigniamo per le guerre nel mondo, ma sono poi quegli stessi stati "civili" e democratici a rifornire di armi il mondo, quindi ad arricchirsi, decidendo poi di preservare o meno lo stato di potere di chi porta o potrebbe portare la guerra solo a seconda dei propri interessi economici. La facciata, la maschera è di agire nel cambiare un determinato stato di cose, solo per carità cristiana, per portare pace, per liberare le popolazioni oppresse ecc. Però come nel caso attualissimo della Bielorussia è facile intuire che non è così, in quel caso intervenire era solo controproducente agli equilibri socio/politico/finanziari, mentre in Iraq è stato l'opposto per dire. Quindi sistema dittatoriali o democratici che siano, cambia solo la facciata, ma non la sostanza. Alla luce di tutto questo l'unica possibilità che le cose cambino davvero è solo una che l'uomo riparta da zero. Questo perché, assodando che non ricommetta gli stessi errori (probabilissimo), avrebbe in questo modo forse delle basi diverse su cui riformare la propria identità logica/attuativa di pensiero/azione. Non potendo però rimandare indietro gli orologi, tutte le nostre generazioni presenti o future ora si formano e costruiscono solo sul nostro attuale modo di agire e questo si è sempre perpetuato fin dal principio, generazione dopo generazione, le stesse basi, gli stessi concetti formativi uniti al progresso tecnico/scientifico. In pratica siamo si migliori di quello che eravamo, ma in larghissima misura, solo in termini di possibilità attuative tecniche, non nel nostro profondo. Niente in fondo è mai cambiato e niente cambia perché noi pensiamo e agiamo solo e sempre in visione di noi stessi e della nostra possibilità di prevalere o quantomeno emergere, in ogni ambito e concezione del termine, sull'altro.





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