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Conclusioni, l'inganno dell'io, come, quando, perché

(saggio filosofia, breve - per tutti)
Tempo di lettura: meno di 10 minuti
25 visite dal 07/09/2022, l'ultima: 2 giorni fa.
1 recensioni o commenti ricevuti
Autore di quest'opera:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (3 quest'anno)


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Descrizione: Versione non definitiva del testo, da correggere su eventuali riflessioni espresse non in maniera del tutto comprensibile o grammaticale più corretta.


Conclusioni, l'inganno dell'io, come, quando, perché
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Recensioni: 1 di visitatori, 4 totali.
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recensore:
avatar di Mauro Conti
nwMauro Conti
$ sostenitore 2020

Recensione o commento # 1, data 17:38:03, 07/09/2022
Saggio filosofico a tutti gli effetti. La ricerca del proprio io da parte dell'uomo è in filosofia uno degli argomenti più complessi e più profondi che ci possano essere. Non è semplice la soluzione. Ma poi… una soluzione… c'è? O meglio, qualcuno CREDE di averla? Di elevato spessore, è scritta molto bene.



recensore:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (3 quest'anno)

risposta dell'autore, data 20:32:59, 07/09/2022
Ciao Mauro, la soluzione c'è ed ho cercato di spiegarla come meglio potevo (ho già sistemato e corretto parte del testo), il punto è come ti dicevo l'altra volta, bisogna una volta a noi disvelata poi volerla e doverla accettare per quello che essa è, "solo" comprensione di sé e quindi nessuna speranza, dubbio o fede di mantenimento fisico o mentale che sia dopo la morte o possibile risposta data da Altro che non sia l'io (il corpo). Altro che è totalmente e comunque esterno, anche se fosse, dalla realtà ivi presente. La risposta è perciò solo materia, energia fisica e interazioni tra di essa (vita cosciente di esserlo nel nostro caso, cioè corpo, cosciente di essere un corpo individuale e distinto da altri corpi del tutto e per tutto simili, e altrettanto tra loro diversi e distanti dalla e nella comprensione singolare che si percepisce almeno inizialmente di sé), quindi mappature biochimiche del corpo comprese autonomamente a livello inconscio, e mentalmente invece comprese, solo a livello emotivo e perciò conscio. Questo significa che nella sua totalità fisica e quindi anche mentale, il corpo è la sola e unica risposta. Questo siamo, questo possiamo comprendere, nient'altro che questo. Il resto è sempre la nostra stessa parziale comprensione su di noi, poi attribuita e sovrapposta a ciò che invece è e può essere solo così in essere, fuori di noi (o così al fine anche sperato tale, per il solito problema della morte fisica e mentale), quindi totalmente incomprensibile e senza risposta data. Semplicemente perché quello a cui e su cui rivolgiamo lo sguardo ed il nostro sentimento emotivo, non è stato mai presente nella realtà essendo essa in movimento, mentre ciò che associamo a questo stato di essere, sarebbe solo un in essere appunto, quindi fermo. Ciò che percepiamo in noi, riconducibile a queste sensazioni vissute internamente come del tutto reali, lo sono solo perché esse sono difatti le reali sensazioni emotive e quindi fisiche di risposta, che noi proviamo, e viviamo realisticamente vere e attuate in noi appunto fisicamente e poi da noi comprese emotivamente ed emozionalmente (è sempre un processo fisico capisci?, non c'è dualismo o divisione tra mente e corpo, il corpo è l'io, l'io è il corpo). Poi in seguito a tutto questo processo, solo per dubbio, fede o conforto in esse (convenienza, fa brutto lo so), associate e attribuite illusoriamente come il risultato o la derivazione intuita e percepita da noi come tale di essa (il classico "ho capito!, "L'anima mi ha parlato" "ascolto/seguo la mia Anima" ecc… ), proveniente invece da questi aspetti del tutto a noi estranei, come infinito, fermo, eterno, Dio, Anima, Essenza, Spirito e anche scienza, se protratta o in vista di ottenimento dei medesimi obbiettivi associabili al mantenimento infinito o eterno di coscenza, la non morte fisica o di coscienza è l'obbiettivo ultimo raggiungibile (anch'esso illusione) sperato nella medicina, oppure completa o parziale, traslazione di essa, futuristicamente anche possibile magari, ma altrettanto utopisticamente perseguibile verso un infinito essere, in una realtà invece assolutamente e in tutto e per tutto riconducibile e riconoscibile in ogni sua forma presente, fisica e solo per noi data e posta anche a lettura e comprensione emozionale, sempre nel solo, possibile e reale, suo e nostro essere in divenire, quindi finita e chiusa nel suo e nostro tempo e spazio.



recensore:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (3 quest'anno)

risposta dell'autore, data 21:21:59, 07/09/2022
Quello che voglio fare comprendere è che queste questioni così poste non le dico io, perché io sono più bravo o più sveglio, intelligente o altre cazzate di sto tipo, io sono un fruttivendolo con la terza media e non ho nessun problema nell'essere "solo" questo, ma è la realtà che è questa, la prova è la realtà. Cosa c'è di reale nella nostra realtà di realmente infinito e quindi fermo nel suo essere che non sia solo la nostra speranza di un continuo nostro essere dopo la morte? (la speranza è un sentimento, perciò in realtà anche essa è in movimento). Perché essere in ogni dove e in ogni quando significa solo essere sempre presente in ogni spazio e in ogni tempo, nulla è così dal macro al micro tutto nella e la realtà stessa è solo in essere in movimento, in divenire. Semplicemente da un punto A, o stato A, noi ci muoviamo in divenire verso un punto B, o stato B, nulla rimane perciò presente, quindi fermo, nello spazio e nel tempo, sempre in uno stato o punto A. Perciò qualsiasi essere solo in essere A, cioè, infinito ed eterno, che dir si voglia, è fuori da ogni singolo aspetto della realtà, ciò comporta che non è comunicante con essa in nessun punto o stato. Morale non è presente nessuno spirito/Anima né dentro, né fuori di noi, nessun tocco, percezione o sentire di questa ( quello che percepiamo è sempre e solo la nostra falsata comprensione di noi, se risulta a questa associata o attribuita, l'inganno dell'io), e se fuori ci fosse qualcosa di infinito ed eterno potrebbe esserlo solo ed esclusivamente fuori come spiegato da questa realtà, comunque non comunicante in nessun, modo o vincolo con esso, ma circoscritta e finita, nel tempo e nello spazio ivi presente data e posta così dal/nel suo stesso movimento.



recensore:
avatar di Gabriele Pecci
nwGabriele Pecci
$ sostenitore 2022 (3 quest'anno)

risposta dell'autore, data 22:01:05, 07/09/2022
Tutto ciò che quindi si perde in speranza e in illusione, ritorna però sotto forma o stato di comprensione, quindi anche di risposte ora reali, possibili e comprensibili, le stesse che sto cercando di espletare al meglio o peggio in qualche caso (me ne rendo conto) del mio possibile per il piacere della condivisione. Avendo vissuto io stesso un percorso di fede però, comprendo assai bene anche l'eventuale rifiuto o totale chiusura verso di esse. Ma è così che deve essere, non basta spiegarle le cose per comprenderle, bisogna prima giustamente viverle per ciò che esse sono o in ciò che esse ci si rivelano inizialmente apparentemente essere, perciò sia con o senza infine la comprensione di questa illusione percettiva in tutti, me compreso naturalmente (su di me durata per quasi 38 anni ormai, manca poco, ma non rinnego nulla di ciò che ho provato tramite la fede, perché è stato proprio comprendere i reali motivi da cui e su cui essa veniva riposta che hanno poi disvelato il tutto), stata oltremodo e a lungo presente, nel nostro divenire.





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