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Spazio dedicato alla Gara stagionale d'inverno 2019/2020.

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Laura Traverso
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Messaggio da leggere da Laura Traverso » 01/01/2020, 19:15

Ricordava il giorno in cui la vide per la prima volta. Era una giornata bianca, nel senso che dal cielo era scesa tanta neve che aveva ammantato ogni cosa, il paesaggio era romantico e lento. Le strade obbligavano a un'andatura molto moderata e lui arrivò, per ciò, un po' in ritardo. Ma lei era lì, bella e perfetta in ogni sua parte. Appena la vide comprese che era ciò che desiderava avere, e allora mise in atto ogni strategia possibile al fine di farla sua, e ci riuscì. Fu un amore lungo, Iniziato tardivo da quel colpo di fulmine avvenuto nel 2002. Durante i diciassette anni in cui restarono assieme, furono molti gli avvenimenti che condivisero. Andarono ovunque, non potendo fare a meno uno dell'altra. Lo scorrere del tempo aveva un po' ammaccato il loro aspetto. Lui era ormai quasi completamente canuto e aveva rughe assai profonde sul volto. Lei aveva certamente perduto tutta la perfezione e lo splendore del passato. Per lui, però, continuava a restare unica e insostituibile, sino a quel giorno…
La sua pensione bastava a mala pena per arrivare alla fine del mese e in più incominciava ad accusare lo scorrere del tempo, il passare degli anni: si sentiva stanco e piuttosto insicuro. Comprese, pertanto, di dover fare delle scelte più adeguate alla sua età, e tra queste c'era lei, soprattutto lei. Certamente con quella decisione sarebbe cambiato il suo stile di vita, diventando di conseguenza più pacato, meno convulso, e soprattutto meno costoso. Sovente dovevano recarsi a fare dei controlli a cui seguivano degli interventi: ma non appena finivano di sistemare una parte ne andava a pallino un'altra. Provò in tutti i modi a prolungarle la vita, parlò di lei in giro, la propose, ma tutto fu inutile. Era ormai troppo compromessa, soprattutto nel suo intimo più che per l'aspetto esteriore; non interessava più a nessuno. Non rimase che la soluzione estrema.
Quando quel mattino arrivarono in quel luogo ebbe l'impressione di trovarsi all'interno di un paesaggio lunare: anomalo, triste e grigio. Pioveva e ciò contribuiva a rendere ancora più cupo ciò che li circondava. Fu quello il loro ultimo viaggio. Appena giunti la lasciò sola, doveva andare a compilare gli incartamenti necessari per dare il via a quanto aveva deciso di fare. Quando fu nell'ufficio chiese se era possibile salvare qualche cosa di lei. Dissero di no, che non era proprio possibile.
Al termine del disbrigo pratiche si decise a ritornare a casa. Mentre si incamminava dai suoi occhi stanchi scendevano grosse lacrime. In più un dolore intenso, a livello del suo povero cuore sensibile, gli procurava una sorta di malessere generale. La guardò ancora. Era lì, dove l'aveva lasciata poco prima. Sembrava ringiovanita, la pioggia rendeva lucida la sua "pelle" che risplendeva argentea. Sapeva cosa sarebbe accaduto da lì a breve. L'avrebbero stritolata senza pietà per poi depositarla a ingrandire, ulteriormente, uno dei tanti cumuli ferrosi che facevano parte di quel luogo: in cui vi erano anche enormi gru, auto che aspettavano la loro sorte, grossi camion e un rumore infernale.
Cercò di scacciare pensieri e visioni tristi. Ecco, disse a se stesso, adesso è tutto finito. Sapeva che si era appena concluso un ciclo della sua esistenza. Lei era stata l'ultima. Sarebbe andato ad acquistare il city-pass e per un intero anno avrebbe potuto circolare liberamente su tutti i mezzi pubblici della sua città. E con ciò, pensò, fine dei problemi di parcheggio, bollo, carburante, assicurazione e, non solo. Certo, avrebbe risparmiato molto… Si girò ancora a guardarla per l'ultima volta, sapeva che non l'avrebbe rivista mai più. Il viaggio di ritorno gli parve strano e doloroso; sentiva fortemente la sua mancanza.
E' passato del tempo da quel giorno dell'addio. Certamente l'essenza di quell'uomo non è da considerarsi del tutto comune, forse non è poi così frequente provare dolore per ciò che non è un'umana creatura, eppure succede, a lui era accaduto. Sovente la vedeva, si fa per dire… Non era stata una fuori serie e di conseguenza era facile incontrarne di simili in circolazione. E quando capitava le seguiva con lo sguardo velato di tristezza: lei non c'era più.
Ultima modifica di Laura Traverso il 01/01/2020, 21:30, modificato 1 volta in totale.

Roberto Ballardini
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Messaggio da leggere da Roberto Ballardini » 01/01/2020, 21:05

Piaciuto. Ho temuto il romance quasi fino alla fine (be’, è comunque un romance però l’idea è simpatica e gestita bene, e ho letto tutto con piacere) poi alla parola “pratiche” ho capito che si trattava di un’auto. Credo che, volendo, si sarebbe potuto protrarre il gioco fino all’ultima battuta e sarebbe stato ancora meglio. Però va benissimo anche così.

Laura Traverso
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Re: Lei

Messaggio da leggere da Laura Traverso » 01/01/2020, 21:25

Grazie Roberto per aver letto e commentato il mio racconto. Mi fa piacere davvero che la storia narrata ti sia piaciuta. Si è vero, avrei potuto protrarre il gioco ancora di più ma infine ho poi deciso di fare così, mi pareva il "punto" giusto per svelarsi. Comunque ho apprezzato molto il tuo suggerimento e magari chissà, può darsi che alla prossima gara mi venga in mente qualcosa con effetto sorpresa da svelare nell'ultima riga, ci penserò... Grazie ancora, ciao

ElianaF
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Messaggio da leggere da ElianaF » 02/01/2020, 22:05

Storia graziosa che si lascia leggere, una favola per adulti che si affezionano agli oggetti come fossero compagni di vita. Al tuo posto avrei terminato il racconto con la frase: "Si girò ancora a guardarla per l'ultima volta, sapeva che non l'avrebbe rivista mai più".
Le parole che seguono spiegano e ripetono quello che hai già raccontato prima, non aggiungono nulla.
Ultima modifica di ElianaF il 03/01/2020, 19:41, modificato 2 volte in totale.

Giampiero
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Messaggio da leggere da Giampiero » 02/01/2020, 22:23

Simpatico racconto. Forse a mio giudizio doveva emergere maggiormente l’amore del protagonista per la sua auto, e ciò sarebbe dovuto scaturire, suppongo, speculando di più sulle caratteristiche dell’auto, o comunque indugiare su vari aspetti, chessò sagoma, estetica, tecnica costruttiva, meccanica... avrebbero giustificato meglio i tanti perché di questo strano “innamoramento” (le lacrime versate). Che poi tanto strano non è avendoci io medesimo tutti i giorni a che fare con le auto. Ad esempio, seguire i vari processi di verniciatura su un veicolo mi incanta, scatta dentro di me il desiderio di annusare la vernice, di ammirarne da vicino la coprenza e la brillantezza dopo l’estensione del trasparente (la sostanza che rende lucida la vernice). Nell’immaginario collettivo l’auto non è un oggetto qualunque, inanimato, ma qualcosa che entra con prepotenza nel nostro vivere quotidiano, un’estensione, spesso, della nostra stessa personalità. Un tipo da Porche, infatti, non rappresenta certo il generico buon padre di famiglia che campa di stipendio. Di converso, un tipo Smart non può che essere un giovane dinamico, con l’intelletto sveglio, in onore all’aggettivo ormai coniato nella lingua italiana. Non so se rendo l'idea.
Ti segnalo qualche ripetizione di troppo: due volte “lo scorrere del tempo” (che, per giunta, l’ultimo messo in parallelo con “il passare degli anni” che esprime l’identica cosa).
Carlo Ragonese

Laura Traverso
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Re: Lei

Messaggio da leggere da Laura Traverso » 03/01/2020, 9:14

Mi ha fatto molto piacere leggere la tua analisi così dettagliata sul mio racconto. Analisi che condivido pienamente anche con il paragonare le persone al tipo di auto che hanno, sono completamente d'accordo e aggiungo che, nove volte su dieci, coloro che circolano in città con quegli enormi fuori strada, (e che non vivono in campagna) sono generalmente degli arroganti nella vita. E' vero ciò che affermi circa il consiglio di dettagliare maggiormente per descrivere l'innamoramento del protagonista, ma credo che con ciò mi sarei svelata troppo. Circa la ripetizione che mi segnali, pensa che la ho aggiunta dopo la rilettura; so che è una ripetizione del concetto ma volevo che fosse così rafforzato (forse sbagliando). Grazie Giampiero (o sei Carlo?), mi piacciono molto le persone sensibili e indipendentemente dal giudizio molto positivo che hai dato al mio racconto, e che apprezzo moltissimo, il tuo commento ha dimostrato in te una grande profondità di pensiero. Ciao

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Fausto Scatoli
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Messaggio da leggere da Fausto Scatoli » 03/01/2020, 18:22

onestamente, dopo le prime due righe ho pensato che LEI potesse essere una casa o una macchina.
alla quarta riga il dubbio era sciolto.
la storiella è simpatica, anche se non mi ha preso più di tanto. raccontare dell'amore per qualcosa di materiale, che comunque ti fa compagnia e, a tratti, è addirittura indispensabile, non è comune. e questo è un punto a favore.
buone le descrizioni e abbastanza sentito lo struggimento di lui quando la deve abbandonare.
nel complesso è forse un po' troppo piatto, però è di piacevole lettura.
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Messaggio da leggere da Laura Traverso » 03/01/2020, 18:27

ElianaF ha scritto:
02/01/2020, 22:05
Storia graziosa che si lascia leggere, una favola per adulti che si affezionano agli oggetti come fossero compagni di vita. Al tuo posto avrei terminato il racconto con la frase: "Si girò ancora a guardarla per l'ultima volta, sapeva che non l'avrebbe rivista mai più".
Le parole che seguono spiegano e ripetono quello che hai già raccontato prima, non aggiungono nulla.
Grazie anche a te per aver letto e commentato il mio racconto.

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Re: commento

Messaggio da leggere da Laura Traverso » 03/01/2020, 18:40

Fausto Scatoli ha scritto:
03/01/2020, 18:22
onestamente, dopo le prime due righe ho pensato che LEI potesse essere una casa o una macchina.
alla quarta riga il dubbio era sciolto.
la storiella è simpatica, anche se non mi ha preso più di tanto. raccontare dell'amore per qualcosa di materiale, che comunque ti fa compagnia e, a tratti, è addirittura indispensabile, non è comune. e questo è un punto a favore.
buone le descrizioni e abbastanza sentito lo struggimento di lui quando la deve abbandonare.
nel complesso è forse un po' troppo piatto, però è di piacevole lettura.
Ti ringrazio per aver letto il mio breve racconto e per aver espresso la tua valutazione descritta al meglio.

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Messaggio da leggere da Selene Barblan » 03/01/2020, 20:43

Carino, essendo un po’ animista come il protagonista umano del tuo racconto riesco ad immedesimarmi bene; ammetto che la mia amica a quattro ruote ha un nome e una personalità tutta sua. Spesso si intromette anche nei discorsi di chi trasporta ... insomma trovo bella l’idea, anche gli oggetti e i luoghi possono avere, secondo me, un’importanza affettiva. Detto ciò penso che sia scritto in modo piacevole, sarebbe secondo me da correggere qua e là la punteggiatura e alcune scelte stilistiche non mi convincono. Voto 3

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Messaggio da leggere da Teseo Tesei » 04/01/2020, 18:45

Temevo che il protagonista volesse rottamare la moglie perché non riusciva più a mantenerla.
Fortunatamente ha rottamato solo una macchina alla quale si era molto affezionato.
La frase "Appena la vide comprese che era ciò che desiderava *avere*, e allora mise in atto ogni strategia possibile al fine di *farla sua*, e ci riuscì" ha fin da principio fatto intuire che che quella Lei fosse particolare e che il "mandrillo" non mirasse esattamente, come dire, alla sua eventuale virtù.
Sarei rimasto male se così non fosse stato.

Bello, nell'insieme mi è piaciuto per tutti i particolari complessivamente descritti, controlli, interventi, incartamenti e pratiche comprese.
Lo ho trovato anche divertente.

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Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti » 04/01/2020, 22:00

Questo racconto più che sull’effetto sorpresa, che è durato poche righe, almeno per me, gioca su un meccanismo che è comune per molte persone (e ci riesce benissimo): quello di personificare e affezionarsi a un oggetto, ma non uno qualsiasi, a un auto, che per molti non si limita a essere un semplice mezzo di locomozione, ma diventa compagna di vita, nella buona e nella cattiva sorte, rifugio e protezione, presente in alcuni dei momenti più importanti dell’esistenza, simbolo di indipendenza e di libertà. Va considerato che spesso l’automobile è anche status symbol, surrogato della personalità; non è questo il caso. Personalmente ricordo con affetto la mia prima auto, da neopatentato, per tutti quei motivi a cui accennavo prima, probabilmente proverò dei sentimenti simili a quelli del protagonista del tuo racconto per l’ultima che guiderò. E te lo dice uno che ama più le moto che le quattro ruote, ma il meccanismo è lo stesso. Brava.

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Messaggio da leggere da Laura Traverso » 04/01/2020, 22:59

Teseo Tesei ha scritto:
04/01/2020, 18:45
Temevo che il protagonista volesse rottamare la moglie perché non riusciva più a mantenerla.
Fortunatamente ha rottamato solo una macchina alla quale si era molto affezionato.
La frase "Appena la vide comprese che era ciò che desiderava *avere*, e allora mise in atto ogni strategia possibile al fine di *farla sua*, e ci riuscì" ha fin da principio fatto intuire che che quella Lei fosse particolare e che il "mandrillo" non mirasse esattamente, come dire, alla sua eventuale virtù.
Sarei rimasto male se così non fosse stato.

Bello, nell'insieme mi è piaciuto per tutti i particolari complessivamente descritti, controlli, interventi, incartamenti e pratiche comprese.
Lo ho trovato anche divertente.

Per me massimo dei voti: 5.
Grazie Teseo, mi ha fatto davvero piacere il tuo parere positivo descritto anche così tanto simpaticamente. Grazie ancora, ciao

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Messaggio da leggere da Laura Traverso » 04/01/2020, 23:10

Roberto Bonfanti ha scritto:
04/01/2020, 22:00
Questo racconto più che sull’effetto sorpresa, che è durato poche righe, almeno per me, gioca su un meccanismo che è comune per molte persone (e ci riesce benissimo): quello di personificare e affezionarsi a un oggetto, ma non uno qualsiasi, a un auto, che per molti non si limita a essere un semplice mezzo di locomozione, ma diventa compagna di vita, nella buona e nella cattiva sorte, rifugio e protezione, presente in alcuni dei momenti più importanti dell’esistenza, simbolo di indipendenza e di libertà. Va considerato che spesso l’automobile è anche status symbol, surrogato della personalità; non è questo il caso. Personalmente ricordo con affetto la mia prima auto, da neopatentato, per tutti quei motivi a cui accennavo prima, probabilmente proverò dei sentimenti simili a quelli del protagonista del tuo racconto per l’ultima che guiderò. E te lo dice uno che ama più le moto che le quattro ruote, ma il meccanismo è lo stesso. Brava.
E' vero quello che dici Roberto, si ricordano le auto avute, soprattutto la prima. Ma io ricordo bene anche le altre, nel corso degli anni sono state diverse. E probabilmente sarà un dispiacere, forse lo stesso provato dal protagonista della storia, quando arriverà l'ultima. Ma non pensiamoci, c'è ancora tempo... Grazie molte per i commenti positivi al mio racconto. Sei sempre carino e attento nelle tue valutazioni. Grazie ancora, ciao

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Messaggio da leggere da Stefyp » 09/01/2020, 17:37

Divertente l'idea di giocare sul doppio senso, mi sono divertita leggendolo. Con qualche leggero cambiamento di vocaboli l'effetto avrebbe potuto continuare ancora per qualche riga e farci godere di più. Poi una volta svelato il mistero, secondo me, il racconto andava chiuso, continuarlo ha smorzato un pochino l'entusiasmo.
Qualche ripetizione (quel mattino arrivarono in quel posto) e qualche tempo verbale da rivedere, secondo me.
"Certamente l'essenza di quell'uomo non è da considerarsi del tutto comune, forse non è poi così frequente provare dolore per ciò che non è un'umana creatura, eppure succede, a lui era accaduto." Questa spiegazione la toglierei, non serve il racconto già dice tutto.

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Messaggio da leggere da Laura Traverso » 09/01/2020, 18:11

Stefyp ha scritto:
09/01/2020, 17:37
Divertente l'idea di giocare sul doppio senso, mi sono divertita leggendolo. Con qualche leggero cambiamento di vocaboli l'effetto avrebbe potuto continuare ancora per qualche riga e farci godere di più. Poi una volta svelato il mistero, secondo me, il racconto andava chiuso, continuarlo ha smorzato un pochino l'entusiasmo.
Qualche ripetizione (quel mattino arrivarono in quel posto) e qualche tempo verbale da rivedere, secondo me.
"Certamente l'essenza di quell'uomo non è da considerarsi del tutto comune, forse non è poi così frequente provare dolore per ciò che non è un'umana creatura, eppure succede, a lui era accaduto." Questa spiegazione la toglierei, non serve il racconto già dice tutto.
grazie molte Stefyp per aver letto e commentato il mio racconto. E grazie anche per i suggerimenti dati circa la stesura del testo. Tutto è utile!

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Messaggio da leggere da Namio Intile » 21/01/2020, 14:29

L'essenza del racconto sta tutta nella trovata della sostituzione della protagonista: da donna a macchina. A un lettore addomesticato al genere short story di certo non sarà sfuggito quel lessico: perfetta in ogni sua parte, desiderava avere, "pelle", e via discorrendo. Lessico che già dalle prime battute sottintende (lasciando da subito intuire la verità) la sostituzione soggetto oggetto.
Nel periodo finale provi ad azzardare una riflessione un po' più profonda. E va benissimo. Ma, a mio avviso, avresti potuto rendere questa riflessione come un pensiero del protagonista e non come una considerazione della voce narrante come hai fatto, per di più virando al tempo presente per un tratto (il che è un errore).

Laura Traverso
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Re: Lei

Messaggio da leggere da Laura Traverso » 22/01/2020, 22:37

Grazie anche a te Namio per aver letto e commentato (sempre al meglio e con consigli utili di cui terrò conto) il mio racconto.

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La Gara 31 - Oops! – piccola enciclopedia degli errori

La Gara 31 - Oops! – piccola enciclopedia degli errori

(giugno 2012, 25 pagine, 1,32 MB)

Autori partecipanti: Arditoeufemismo, Ser Stefano, Nathan, Lorella15, Lodovico, Roberta Michelini, Umberto Pasqui, Tuarag, Alhelì, Simone Pelatti,
A cura di Lodovico.
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La Gara 43 - Cantami, o diva...

La Gara 43 - Cantami, o diva...

(dicembre 2013, 30 pagine, 1,91 MB)

Autori partecipanti: Polly Russell, Lodovico, Eddie1969, Kaipirissima, Nunzio Campanelli, Alessandro D, Anto Pigy, Cladinoro, Marino Maiorino,
A cura di Antonella Pighin.
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