Il sasso parlante

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Valerio Geraci
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Il sasso parlante

Messaggio da leggere da Valerio Geraci »

leggi documento Spiacente ma, in questo browser, la lettura a voce non funziona.

C'era una volta, in un luogo molto lontano da quello in cui state leggendo in questo momento, un sasso parlante. Potrebbe sembrare incredibile, ma in questo caso si trattava di un sasso giallo. E, si sa, i sassi gialli parlano, eccome se lo fanno!
Deciso a voler scoprire il mondo oltre il letto del fiume che lo aveva visto nascere, il sasso decise di mettersi in viaggio, accompagnato solo dal suo ottimismo e dal suo desiderio di avventura.
La sera del primo giorno di viaggio incontrò, in un boschetto di pini, un cane.
"Buongiorno, signor Cane", lo salutò il sasso, sorridendo allegramente.
"Aargh!" fece il cane non appena lo vide, "un sasso che parla!". E così dicendo, scappò via, spaventato.
Quella sera il sasso giallo non dormì, ripensando allo spiacevole incontro. Era davvero così spaventoso un sasso parlante? Non è forse come tutti gli altri sassi, solo più amichevole e loquace?
Il mattino seguente dimenticò il cane, pensando che si trattasse solo di un animale un po' burbero, e si rimise in cammino. Dopo qualche ora, incontrò un gatto.
"Buongiorno, signor Gatto", disse, stavolta timidamente, il sasso.
"Aargh!" fece il gatto, soffiando nella sua direzione e mostrando gli artigli, "un sasso che parla!". Anche il gatto si allontanò spaventato, così come aveva fatto il cane.
A questo punto il sasso giallo era disperato, e fu sul punto di piangere. Forse sarebbe stato meglio rimanere fra i suoi simili, circondato dai suoi amici sassi sul letto del fiume. Sì sentì rifiutato, discriminato, si sentì diverso.
Così decise di tornare a casa.
Sulla via del ritorno incontrò una coppia di umani, proprio vicino al fiume, intenti a godersi un picnic. Circolavano racconti controversi sugli umani, così il sasso decise di passare oltre. Proprio mentre superava la coppia, sentì un grido provenire da uno di loro.
"Aargh!". Il sasso si voltò e vide che l'uomo lo stava indicando, con un'espressione spaventata sul volto. "Che orrore! Quel sasso cammina!".
Passworld
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Messaggio da leggere da Passworld »

Un racconto simpatico,divertente e curiosio per via del sasso giallo.
Ma perché giallo?
Io ho pensato all'oro e,quando,l'hai fatto passare nei pressi della copia,letto il finale,mi sono chiesto se,per via del giallo-oro,uno dei due avesse inseguito il sasso gridando:"Oro, oro...mo' ti prendo" e il sasso via di corsa.
Valerio Geraci
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Re: Il sasso parlante

Messaggio da leggere da Valerio Geraci »

Beh, è giallo perché solo i sassi gialli parlano, no?! :P
Scherzi a parte, il tuo sarebbe stato un bel plot twist, non ci avevo pensato...magari me lo riciclo per un futuro racconto!
Grazie per il commento
Giovanni p
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Messaggio da leggere da Giovanni p »

Un sasso con una propria coscienza decide di farsi strada per il mondo, ma chiunque incontri lo rigetta allontanandosi spaventato, dato che i sassi non parlano.
Il racconto proposto dall’autore è molto più interessante di quanto appaia ad una prima lettura. La prima informazione che ci viene data è che il sasso è un sasso di fiume giallo, l’autore ci informa che i sassi gialli parlano e anche tanto. Il sasso incontra prima un cane e poi un gatto che si spaventano nel sentirlo parlare, ma a loro volta parlano cosa che non dovrebbe essere. In ultima battuta il sasso tenta un approccio con degli esseri umani che però si spaventano a loro volta, stavolta perché lo vedono muoversi da solo. È curioso come sia il cane che il gatto scappino senza ascoltare il sasso, cosa resa plausibile dal loro istinto. Gli umani dal canto loro non lo lasciano neppure parlare, giudicano “orribile” il suo comportamento.
Il racconto ha sicuramente molti significati intrinsechi, ma così mi sembra un po’ troppo condensato.
Giuseppe Ferraresi
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Messaggio da leggere da Giuseppe Ferraresi »

Certo è curioso sentire parlare oltre al sasso anche il cane e il gatto, ma mi ha maggiormente colpito che mentre il cane e il gatto si stupiscano nel sentire il sasso parlare, non li sorprende altrettanto vederlo camminare. Al contrario, l'essere umano non fa nemmeno parlare il sasso giallo (anche il colore nasconde una metafora?) gli basta vederlo camminare. Un sasso non cammina: questo è l'assunto su cui si muove l'essere umano, non riuscendo ad andare al di là della sua logica, finendo per vivere della superfice delle cose, terreno di coltura dei suoi pregiudizi.
Non so se questa sia la chiave di lettura giusta nelle intenzioni dell'autore, ma è questa la chiave che io ho percepito, il messaggio lanciatomi dal racconto. Se è vero che ogni lettore fa suo lo scritto, interpretandolo alla propria maniera, secondo i propri punti di vista, credo che lo scopo sia stato raggiunto.
Valerio Geraci
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Messaggio da leggere da Valerio Geraci »

Giovanni p ha scritto: 04/07/2023, 12:02 Un sasso con una propria coscienza decide di farsi strada per il mondo, ma chiunque incontri lo rigetta allontanandosi spaventato, dato che i sassi non parlano.
Il racconto proposto dall’autore è molto più interessante di quanto appaia ad una prima lettura. La prima informazione che ci viene data è che il sasso è un sasso di fiume giallo, l’autore ci informa che i sassi gialli parlano e anche tanto. Il sasso incontra prima un cane e poi un gatto che si spaventano nel sentirlo parlare, ma a loro volta parlano cosa che non dovrebbe essere. In ultima battuta il sasso tenta un approccio con degli esseri umani che però si spaventano a loro volta, stavolta perché lo vedono muoversi da solo. È curioso come sia il cane che il gatto scappino senza ascoltare il sasso, cosa resa plausibile dal loro istinto. Gli umani dal canto loro non lo lasciano neppure parlare, giudicano “orribile” il suo comportamento.
Il racconto ha sicuramente molti significati intrinsechi, ma così mi sembra un po’ troppo condensato.
Grazie Giovanni per il dettagliato commento :)
Valerio Geraci
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Re: Commento

Messaggio da leggere da Valerio Geraci »

Giuseppe Ferraresi ha scritto: 06/07/2023, 20:00 Certo è curioso sentire parlare oltre al sasso anche il cane e il gatto, ma mi ha maggiormente colpito che mentre il cane e il gatto si stupiscano nel sentire il sasso parlare, non li sorprende altrettanto vederlo camminare. Al contrario, l'essere umano non fa nemmeno parlare il sasso giallo (anche il colore nasconde una metafora?) gli basta vederlo camminare. Un sasso non cammina: questo è l'assunto su cui si muove l'essere umano, non riuscendo ad andare al di là della sua logica, finendo per vivere della superfice delle cose, terreno di coltura dei suoi pregiudizi.
Non so se questa sia la chiave di lettura giusta nelle intenzioni dell'autore, ma è questa la chiave che io ho percepito, il messaggio lanciatomi dal racconto. Se è vero che ogni lettore fa suo lo scritto, interpretandolo alla propria maniera, secondo i propri punti di vista, credo che lo scopo sia stato raggiunto.
Grazie Giuseppe per il commento e per aver capito - in parte - lo spirito del racconto. Oltre a quanto da te scritto, aggiungo che uno dei filtri con cui poter leggere il racconto è quello della discriminazione: ogni scusa può essere buona per discriminare qualcuno, se non è quello immediatamente più evidente (il fatto che il sasso parla), è per un altro (il fatto che cammina). Ma mi piace che ognuno ci legga quello che vuole in base alla propria mentalità/esperienze :)
Mariovaldo
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Re: Il sasso parlante

Messaggio da leggere da Mariovaldo »

Beh, se vogliamo trovare un racconto con uno spunto originale e non scontato, questo fa al caso nostro.
MI sembra una bella trovata ma poco sfruttata. Mi spiego: Un cane, un gatto, infine un umano sono i soli possibili interlocutori del sasso chiacchierone: perchè non lasciarli un poco chiacchierare? Cosi' pare un rifiuto del diverso, mentre sarebbe stato bello se l'accoglienza fosse migliore, almeno per la voglia di scoprite appunto un "diverso" e le sue motivazioni,
Comunque un bel voto per l'originalita'.
Letylety
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Messaggio da leggere da Letylety »

La grottesca avventura termina con una fuga perché tutti si spaventano al cospetto di un sasso giallo che cammina e che non non riesce a trovare compagnia. Come hai già anticipato è un racconto che vuol parlare in maniera leggera di un certo tipo di discriminazione verso ciò che è diverso. Hai colpito nel segno. Le reazioni del cane, del gatto e dell'umano sono dettate non da un ragionamento ma dalla paura della novità.
Valerio Geraci
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Re: Il sasso parlante

Messaggio da leggere da Valerio Geraci »

Mariovaldo ha scritto: 11/07/2023, 16:22 Beh, se vogliamo trovare un racconto con uno spunto originale e non scontato, questo fa al caso nostro.
MI sembra una bella trovata ma poco sfruttata. Mi spiego: Un cane, un gatto, infine un umano sono i soli possibili interlocutori del sasso chiacchierone: perchè non lasciarli un poco chiacchierare? Cosi' pare un rifiuto del diverso, mentre sarebbe stato bello se l'accoglienza fosse migliore, almeno per la voglia di scoprite appunto un "diverso" e le sue motivazioni,
Comunque un bel voto per l'originalita'.
Grazie per i complimenti e per il commento (ti invito però a modificare il titolo in "commento", in modo da validarlo).
Volevo scrivere un racconto veramente breve, senza scendere troppo nei dettagli ma cercando di far arrivare comunque il messaggio :)
Valerio Geraci
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Messaggio da leggere da Valerio Geraci »

Letylety ha scritto: 11/07/2023, 23:42 La grottesca avventura termina con una fuga perché tutti si spaventano al cospetto di un sasso giallo che cammina e che non non riesce a trovare compagnia. Come hai già anticipato è un racconto che vuol parlare in maniera leggera di un certo tipo di discriminazione verso ciò che è diverso. Hai colpito nel segno. Le reazioni del cane, del gatto e dell'umano sono dettate non da un ragionamento ma dalla paura della novità.
Grazie, sono contento ti sia piaciuto! :)
Anto58
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Re: Il sasso parlante

Messaggio da leggere da Anto58 »

Molto originale questo racconto, in poche righe ( adoro i racconti brevi!) si muovono tanti pensieri, tante idee, espresse con semplicità e chiarezza e fantasia. Lo leggo come un invito ad andare oltre le ovvietà, oltr la realtà concreta e prestabilita.
Selene Barblan
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Messaggio da leggere da Selene Barblan »

Il titolo è molto classicamente “da favola”, sicuramente attirerebbe l’attenzione di un bimbo (piccolo o adulto che sia).

Il testo è molto semplice è scorrevole, sia nella scelta linguistica che nella struttura. Scorre come l’acqua del torrente che Sasso Parlante sta percorrendo nel corso del suo breve viaggio.

Esplicitare il tema/contenuto/morale con la parola discriminazione potrebbe essere superfluo, a mio parere. La storia e gli altri due aggettivi già sono sufficientemente chiaro.

Personalmente mi ha fatto tenerezza e quindi mi sembra efficace nel suo intento.

Globalmente si legge volentieri, voto 3
Anto58
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Messaggio da leggere da Anto58 »

Molto originale questo racconto, in poche righe ( adoro i racconti brevi!) si muovono tanti pensieri, tante idee, espresse con semplicità e chiarezza e fantasia. Lo leggo come un invito ad andare oltre le ovvietà, oltr la realtà concreta e prestabilita.
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Fausto Scatoli
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Messaggio da leggere da Fausto Scatoli »

simpatico, gradevole e carico di significato.
personalmente l'ho letto come una metafore del diverso.
ovvio, i sassi non parlano né camminano, pertanto un sasso giallo che lo fa mette paura. è diverso dal normale, per questo fa paura.
e nel mondo attuale succedono ogni giorno situazioni simili tra gli umani, purtroppo.
bello, piaciuto
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Messaggio da leggere da Andr60 »

In linea coi commenti precedenti, trovo questo racconto scritto in forma di fiaba piacevole e simpatico, e ognuno ci può trovare vari significati.
Valerio Geraci
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Messaggio da leggere da Valerio Geraci »

Selene Barblan ha scritto: 17/07/2023, 18:37 Il titolo è molto classicamente “da favola”, sicuramente attirerebbe l’attenzione di un bimbo (piccolo o adulto che sia).

Il testo è molto semplice è scorrevole, sia nella scelta linguistica che nella struttura. Scorre come l’acqua del torrente che Sasso Parlante sta percorrendo nel corso del suo breve viaggio.

Esplicitare il tema/contenuto/morale con la parola discriminazione potrebbe essere superfluo, a mio parere. La storia e gli altri due aggettivi già sono sufficientemente chiaro.

Personalmente mi ha fatto tenerezza e quindi mi sembra efficace nel suo intento.

Globalmente si legge volentieri, voto 3
Grazie Selene per l'apprezzamento! :)
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Messaggio da leggere da Valerio Geraci »

Anto58 ha scritto: 18/07/2023, 12:04 Molto originale questo racconto, in poche righe ( adoro i racconti brevi!) si muovono tanti pensieri, tante idee, espresse con semplicità e chiarezza e fantasia. Lo leggo come un invito ad andare oltre le ovvietà, oltr la realtà concreta e prestabilita.
Ciao, grazie per i complimenti, son contento ti sia piaciuto!
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Messaggio da leggere da Valerio Geraci »

Fausto Scatoli ha scritto: 21/07/2023, 10:15 simpatico, gradevole e carico di significato.
personalmente l'ho letto come una metafore del diverso.
ovvio, i sassi non parlano né camminano, pertanto un sasso giallo che lo fa mette paura. è diverso dal normale, per questo fa paura.
e nel mondo attuale succedono ogni giorno situazioni simili tra gli umani, purtroppo.
bello, piaciuto
Grazie Fausto, la tua interpretazione è perfetta, grazie per averla espressa! Un saluto
Valerio Geraci
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Messaggio da leggere da Valerio Geraci »

Andr60 ha scritto: 21/07/2023, 14:15 In linea coi commenti precedenti, trovo questo racconto scritto in forma di fiaba piacevole e simpatico, e ognuno ci può trovare vari significati.
Contento che ti sia piaciuto! (anche se purtroppo il tuo voto non è valido...) ;)
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Messaggio da leggere da Namio Intile »

È un racconto in forma di fiaba, ma non ne possiede la struttura, né le dinamiche. E non è una favola. È un racconto per adulti, invece, ma non è un corto a dispetto della brevità, perché ha un chiaro intento didascalico e gli mancano alcuni elementi, eppure è reso in forma surreale, però ha un finale che strizza l'occhio all'umorismo, anzi al battutismo. Ecco, forse l'autore, prima di iniziare a scrivere, dovrebbe porsi la domanda: perché scrivo, qual è il mio fine? E come voglio arrivare a far capire al lettore cosa voglio dire? Quale struttura, quale linguaggio devo adoperare per essere efficace?
L'impressione è quella di un amalgama di generi senza un reale punto di riferimento, senza uno sforzo per far comprendere le proprie ragioni. E la narrazione ne risente, io da lettore provo a dar peso alle allegorie, mi sforzo d'indovinare metafore, ma non riesco ad andare oltre quell'urlo lacerante: Aargh!
Nell'autore noto d'altra parte moltissime potenzialità e un'originalità creativa che andrebbero messe a segno.
A rileggerti
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Alberto Marcolli
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commento Il sasso parlante

Messaggio da leggere da Alberto Marcolli »

Ho una serie di proposte allo scopo di rendere più immediato il testo (spero) e una considerazione finale
“C'era una volta, in un luogo molto lontano da quello in cui state leggendo in questo momento, un sasso parlante. Potrebbe sembrare incredibile, ma in questo caso si trattava di un sasso giallo. E, si sa, i sassi gialli parlano, eccome se lo fanno!”
Proposta
C'era una volta, in un luogo molto lontano, un sasso giallo. E, si sa, i sassi gialli camminano e parlano, eccome se lo fanno!
“Deciso a voler scoprire il mondo oltre il letto del fiume che lo aveva visto nascere, il sasso decise di mettersi in viaggio, incoraggiato da tanto ottimismo e desiderio di avventura.”
Proposta
Deciso a voler scoprire il mondo oltre il letto del fiume che lo aveva visto nascere, il sasso si mise in viaggio, colmo di ottimismo e desiderio di avventura.”
Qui ci vedo una breve descrizione del sasso. Senza scomodare Asimov, qualche cosa si può dire. Come si muoveva? Rotolava o saltellava? Come parlava? Vibrava emettendo suoni?
"un sasso che parla!" dicono il gatto e il cane. Se li fai parlare devi poi far succedere dell’altro. Per esempio, lo vanno a dire ai loro simili? Arrivano altri gatti a vedere la novità? Idem per il cane.
L’incontro con la coppia di umani apre poi uno scenario nuovo. Te la cavi con quel: "Che orrore! Quel sasso cammina!". Per me è pochino.
voto 3
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Il_Babbano
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Messaggio da leggere da Il_Babbano »

Beh, dai, è chiaro che si spostano e parlano, quelli gialli - magari è una scheggia di Petra, perché no? Confesso che anch'io mi aspettavo una reazione molto diversa dagli umani, la stessa immaginata da Passworld: "Oro! MIO!“ e giù a inseguirlo, e i due anzi a litigarsene il possesso. Comunque l'ho trovato gradevole, anche se un po' semplice. Un bel 4 di incoraggiamento.
Merceds Cortani
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Commento: Il sasso parlante

Messaggio da leggere da Merceds Cortani »

Onestamente non mi è piaciuto tanto questo racconto. Non lo trovo riuscito né come grottesco, né come racconto umoristico. Lo stile, anche se voluto, è elementare. Forse sono io che non l'ho recepito bene. Anche come favola non mi è sembrata un’idea molto brillante mi è risultata più che altro caotica. Ecco forse come pastiche dada volutamente depensato, ma allora a mio avviso sarebbe dovuto essere maggiormente esplicitato.



*commento corretto dopo l’avviso di Massimo Baglione
Ultima modifica di Merceds Cortani il 03/09/2023, 19:15, modificato 1 volta in totale.
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Re: Il sasso parlante

Messaggio da leggere da Massimo Baglione »

Ricordatevi di specificare esattamente "Commento" nel campo "Titolo" del messaggio usato per commentare i racconti (senza prefissi come "Re:" o altro), altrimenti non verranno conteggiati dal sistema, grazie!
Se invece state solo rispondendo, non serve specificare.
Ricordatevi anche che il testo del commento deve essere lungo almeno 200 battute.
Vi rimando alle istruzioni delle Gare letterarie.
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Odhem89
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Messaggio da leggere da Odhem89 »

Mi piacciono molto le favole, mi piace anche raccontarle, inventarle al momento. Il racconto si legge volentieri, scorrevole. Il tema della discriminazione da parte dell'uomo verso chi sembra diverso è scontato, ma raccontato in modo attraente. È un racconto breve, ma pieno di significato: vorrei saper fare lo stesso. Voto 4.
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Marino Maiorino
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Messaggio da leggere da Marino Maiorino »

Mi hai dato da pensare (ovviamente).
Dunque il sasso scopre che parlare non è quello che fanno i sassi (per il resto del mondo), ma non solo: in realtà i sassi camminano persino, e questa cosa è tanto più naturale che nemmeno ce ne siamo resi conto per tutta la favola.
Ah e, ovviamente, dovrebbe sembrarci incredibile, ma il sasso è giallo.
Ovvero, non dobbiamo rinunciare alla nostra natura solo perché gli altri non la comprendono: tanto ci sarà sempre qualcosa che non comprenderanno, e sarà qualcosa di persino più naturale, per noi.
Breve, allegro, ben giocato, piacevole di ritmo e tempo.
Solo "Che orrore!"... Non è un po' sopra le righe?
Un saluto
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Metropolis

antologia di opere ispirate da un ambiente metropolitano

Cosa succede in città? - Sì, è il titolo di una nota canzone, ma è anche la piazza principale in cui gli autori, mossi dal flash-mob del nostro concorso letterario, si sono dati appuntamento per raccontarci le loro fantasie metropolitane.
A cura di Massimo Baglione.

Contiene opere di: Gianluigi Nardo, Andrea Pozzali, Antonella Jacoli, Roberto Virdo', Francesco Pino, Giulia Rosati, nwFrancesca Paolucci, nwEnrico Teodorani, nwIbbor OB, nwUmberto Pasqui, nwAnnamaria Ricco, Eliana Farotto, nwMaria Spanu, nwEliseo Palumbo, nwAndrea Teodorani, Stefania Paganelli, nwAlessandro Mazzi, Lidia Napoli, nwF. T. Leo, nwSelene Barblan, Stefano Bovi, Alessia Piemonte, nwIda Dainese, Giovanni Di Monte.

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