Distopia alimentare

Spazio dedicato alla Gara stagionale d'autunno 2021.

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Macrelli Piero
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Distopia alimentare

Messaggio da leggere da Macrelli Piero »

leggi documento Spiacente ma, in questo browser, la lettura a voce non funziona.

DISTOPIA ALIMENTARE
(Cronache dal post Covid)

Mi è rimasto solo un colpo e se lo spreco dovrò affidarmi al pugnale e la cosa mi preoccupa un po'.
Potevo limitarmi a tirare il collo a una gallina davanti a una commissione comunale per avere il permesso "basic", ma la cosa avrebbe escluso tutti i mammiferi. In realtà io puntavo a un permesso completo e sgozzare un maiale con le proprie mani sotto la supervisione della stessa commissione non mi preoccupava. Non mi preoccupava neppure l'esame di uno psicologo per valutare la mia propensione alla violenza e la pericolosità sociale. Per finire c'era anche una pesante tassa di concessione governativa da pagare, ma che potevo affrontare tranquillamente e quindi non mi perdono di aver accettato di partecipare alla trasmissione televisiva "Only The Braves" che mi avrebbe coperto le spese e aggiunto anche qualche privilegio esclusivo da V.I.P. con la licenza "Totally Omnivorous".

E dire che quando, anni fa, introdussero l'obbligo del "Green Pass", l'obbligo vaccinale e l'identità genetica la cosa mi aveva lasciato indifferente. Non consideravo la cosa un limite e mi sembrava come quando fuori dai locali c'è uno che decide se sei abbastanza figo da entrare.
Per il "Green Pass" molti protestarono, ma la maggioranza silenziosa, compreso me, fece spallucce.
Così quando i Vegetariani Radicali (spalleggiati da Animal Liberation) presero il potere, non ci fu più nessuno a protestare per le forti limitazioni al consumo della carne.
Venne introdotto un permesso speciale nel quale dovevi dimostrare di non essere un carnivoro ipocrita. Dovevi dimostrare di essere in grado di catturare e macellare gli animali di cui ti volevi nutrire. Fatto questo, con rinnovo biennale, potevi acquistare e consumare carne.

Adesso che la pausa pubblicitaria è finita sono costretto da contratto a rientrare subito nell'arena. Un medico della redazione mi ha suturato la ferita all'arteria femorale, mi ha iniettato un potente antidolorifico e con un po' di fortuna i punti dovrebbero tenere.
Il cinghiale femmina che ho accettato di affrontare è ferito, ma non i maniera seria e ho il sospetto che oltre averla privata dei cuccioli l'hanno anche drogata per aumentare la sua furia e aumentare l'indice di gradimento della trasmissione.
Ora il cinghiale mi ha visto e ha abbassato il capo per attaccarmi.
Sulle sue zanne c'è ancora il sangue della ferita che mi ha procurato.
Tutto il pubblico è in silenzio.
Io carico il fucile con l'ultimo colpo e prendo la mira.
Ultima modifica di Macrelli Piero il 23/09/2021, 13:26, modificato 1 volta in totale.
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Alberto Marcolli
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Commento : Distopia alimentare

Messaggio da leggere da Alberto Marcolli »

“Periodone” iniziale. Al momento non saprei come spezzettarlo, ma per me va fatto.
Secondo periodo troppo lungo:
“La cosa comprendeva anche una pesante tassa di concessione governativa, ma che potevo affrontare tranquillamente e quindi non mi perdono di aver accettato di partecipare alla trasmissione televisiva "Only The Braves" che mi avrebbe coperto le spese e aggiunto anche qualche privilegio esclusivo da V.I.P. con la licenza "Totally Omnivorous".”
In un corto letterario che si rispetti le frasi sono brevi.
"Green Pass" e passaporto sanitario non sono la stessa cosa?
“ come quando l'ingresso dei trovavi un tipo che giudicava se eri abbastanza elegante o figo per entrare. La frase zoppica: serve una revisione.
C’è dell’altro ma per ora basta così.
Il racconto merita veramente quindi per ora non voto. Attendo una nuova versione.

I commenti per questo racconto mi hanno schiarito le idee. In particolare mi ritrovo molto nel commento di Roberto Bonfanti.
Sono combattuto tra tre e quattro. Come sempre arrotondo al 4.
Ultima modifica di Alberto Marcolli il 05/10/2021, 20:40, modificato 1 volta in totale.
Ibbieffe
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Commento: Distopia alimentare

Messaggio da leggere da Ibbieffe »

A me è piaciuto, anche se personalmente non vedo come potremmo arrivare a quanto hai descritto tu partendo dal Green Pass; ma questa non è una critica perchè, giustamente, quando uno scrive immagina ed ipotizza quello che gli pare e tu hai tirato fuori cose davvero particolari ed innovative.
Lì per lì ho pure pensato -Diamine, sarebbe figo se davvero prendessero il potere i Vegetariani Radicali, visto chi sembra proprio destinato a salire al Governo con le prossime elezioni-; ma alla fine l'Estremismo è sempre maledettamente sbagliato, in ogni sua forma.
Non appartengo al filone estremista ma sono animalista e limito al massimo il consumo di carne e, non riuscendo a mangiare qualsiasi cosa sanguini o abbia chiare fattezze da creatura che un tempo era vivente, nel mondo che hai immaginato io in quell'arena non ci entrerei di certo. Ancora complimenti: una storia davvero originale!
Macrelli Piero
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Re: Distopia alimentare

Messaggio da leggere da Macrelli Piero »

Il racconto è molto breve che si presta molto a modifiche e revisioni (Che sono il mio dramma).
Ho seguito i consigli del primo commento e ho spezzato i periodi lunghi.
A me i periodi lunghi piacciono, ma sono difficili da scrivere bene.
Per chi ama le "Short Story" dell'epoca d'oro della fantascienza non farà a meno di notare un po' di Matheson, Brown e, spero, il mio amatissimo Sheckley.

Noto che alla pubblicazione non viene rispettata la formattazione che avevo scelto, in particolare i rientri che non avevo fatto.
Pazienza, proverò a modificarli.
Stefano M.
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Messaggio da leggere da Stefano M. »

Mi ispiro al nome del sito: Bravi Autori, non Professoroni Bacchettoni; pertanto mi sembra doveroso selezionare quanto c'è di buon in un elaborato, piuttosto che esibirmi in critiche puramente tecniche (magari anche Pirandello, una volta, ha saltato una virgola, chissà…).
Trovo il racconto molto interessante e originale, di grandissima attualità: bella l'idea di richiamare il Green Pass per ambientarlo in un futuro non molto remoto. A chiunque, penso, una forzatura del genere è venuta in mente almeno una volta ma il politically correct ci costringe a legarci le mani, quindi l'autore merita la massima stima anche solo per il coraggio.
Se proprio devo evidenziare un piccolo difetto, forse, trovo la parte relativa al "suin pass" un po' troppo corposa in relazione alla narrazione, che avrebbe potuto essere leggermente più lunga e sviluppata pur senza perdere di incisività. Si tratta proprio di una sciocchezza però! Buona bistecca (o tofu) a tutti!
RobertoBecattini
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Messaggio da leggere da RobertoBecattini »

E' un bozzetto interessante come idea distopica, meritava qualche riga in più. Così com'è sembra un po' troppo semplificato. Forse anche troppe spiegazioni, avrei puntato più sull'atmosfera, sullo scontro col cinghiale in modo da suggerire mille ipotesi al lettore sul perchè il protagonista si trova lì. Forse non era necessario il riferimento al Green Pass, anche se è quello che ti ha dato l'idea, che, ripeto, è buona.
RobediKarta
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Roberto Bonfanti
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Messaggio da leggere da Roberto Bonfanti »

Come detto in precedenza anche secondo me il racconto avrebbe bisogno di qualche riga in più.
L'idea non è nuovissima (ma che ci può essere di nuovo nel campo della distopia? O nella letteratura in generale?) però è resa contemporanea dagli accenni all'attualità.
Certo che imbracciare un fucile non mette il protagonista alla pari con il cinghiale, queste cose vanno fatte a mani nude, poi vediamo chi la spunta.
Ciononostante la carne (ops…) c'è, quindi il racconto merita un buon voto.
Che ci vuole a scrivere un libro? Leggerlo è la fatica. (Gesualdo Bufalino)
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Anto58
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Re: Distopia alimentare

Messaggio da leggere da Anto58 »

Sono concorde con tutti i commenti precedenti. Penso anche io che nei commenti non bisognerebbe andare troppo sul "tecnico", bensì verificare l'originalità e il ritmo della scrittura, è escluso che si possano trovare errori grammaticali o di interpunzione degni di nota. Il racconto mi è piaciuto, se devo fare qualche obiezione, posso dire che c'è sproporzione tra la prima parte, verbosa e un po' confusa, la seconda rapida e breve. Voto 3
Anto58
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Messaggio da leggere da Anto58 »

Sono concorde con tutti i commenti precedenti. Inoltre penso che nei commenti non bisognerebbe essere troppo "tecnici" ma esprimersi soprattutto all'ideazione e sul ritmo narrativo. La prima parte del racconto è un po' confusa, la seconda troppo concisa e rapida. Voto 3
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Messaggio da leggere da Selene Barblan »

Premessa: quando ho letto “cronache da post COVID” mi è venuto un moto di nausea, perdonami ma come direbbe mia nonna “ne ho piene le scuffie”. Però non giudico mai un racconto dall’argomento/ideologia (es.: non amo l’economia ma se mi si presenta un racconto su wall street non gli do a prescindere un voto basso)

Detto questo trovo che ci siano degli aspetti interessanti nel racconto e altri che funzionano così così. La prima parte è troppo spiegata, non credo che nei momenti concitati poi descritti il pensiero vaghi sul perché e per come si è arrivati a quel punto. In secondo luogo non vedo il nesso tra green pass e animalisti radicali, posso capire alla lontana che in breve si passi a un controllo sempre più invasivo, ma mi sembra un po’ troppo presentato così, in poche righe.

La parte finale è secondo me la più riuscita, diretta, cruda e sentita.

Voto 3 per me
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Re: Distopia alimentare

Messaggio da leggere da Maria Spanu »

Beh, il futuro ipotizzato, visto che oggi mira sempre di più alla "salubrità" delle persone e visto che parte della critica considera già il nostro attuale stile di vita insano, non è così lontano dalla realtà. Considerato che gli allevamenti intensivi in futuro non esisteranno più , la carne in vitro costerà talmente tanto che le persone normali non se la potranno permettere, è immaginabile una sorta di caccia nell'arena della preda che poi si porta a casa per nutrirsi, perchè no. siamo sempre rimasti sorpresi dagli accadimenti della storia, perchè dovremmo sorprenderci di questo.
A livello di racconto, però, è un pò frammentario. Ci si inciampa alcune volte sulle frasi ma l'idea è buona. Lavoraci su, la base di partenza c'è, mancano un pò di bulloni e viti qua e la. :) :D
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Marino Maiorino
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Messaggio da leggere da Marino Maiorino »

Troppo breve, forse, per sviluppare tutta la vicenda.
La scrittura è buona, fluida, narrativa, coinvolgente, e lo spunto buono per realizzare tutta una distopia, in molto più spazio. L'unica pecca che gli trovo è proprio la brevità. È vero, molti racconti brevi (e brevissimi) fanno così, ma la compressione dei tempi alle volte è troppo forte, artificiosamente, perché tutto poi si risolve nella climatica scena finale incompiuta.
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Giovanni p
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Messaggio da leggere da Giovanni p »

Il racconto è buono, ma per una scrittura del genere renderlo contemporaneo è un po' svilire le capacità di chi scrive, che secondo me sono non indifferenti. A parte qualche periodo lungo, chi ha scritto questo racconto è capace di scrivere in maniera ordinata e pulita, cosa che a me manca.
Egidio
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Messaggio da leggere da Egidio »

Concordo appieno con i precedenti giudizi circa l'originalità di questo brevissimo racconto. Lo trovo incisivo e non poi così lontano da un'ipotetica realtà del futuro. Anch'io, però, trovo che certi punti potrebbero essere sviluppati maggiormente.
Stefyp
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Messaggio da leggere da Stefyp »

Questo racconto avrebbe avuto bisogno di qualche riga in più per dipanare meglio le idee che volevi raccontarci. Hai dovuto dare troppe spiegazioni soprattutto nella prima parte per darci un contesto comprensibile, ma, anche se sembra un controsenso, non ne hai date a sufficienza. Non so se sono stata chiara.
Purtroppo leggendolo non mi sono sentita attratta o incuriosita dalla storia e questo per me è un elemento importante al fine della votazione. Mi spiace, a rileggerti.
Messedaglia
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Messaggio da leggere da Messedaglia »

Condivido i commenti che mi hanno preceduto. L'idea di un ipotetico bistecca pass, pur ispirata all'attuale situazione di pandemia, per ovvi motivi super inflazionata, è molto originale. La trama però non viene sviluppata in modo adeguato. Mi è piaciuta la scena finale. Facendo la media tra questi vari aspetti del racconto, voto 4.
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Fausto Scatoli
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Messaggio da leggere da Fausto Scatoli »

breve e conciso, forse anche troppo.
l'idea è apprezzabile e lo spunto del green pass mi piace.
così come i vegetariani al potere, cosa che non vedo possibile in alcun modo.
non mi piace invece il finale, dove imbracci il fucile per far fuori una mamma cinghiala... crudele epilogo.
l'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente
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Gabi Celeste Pisani
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Messaggio da leggere da Gabi Celeste Pisani »

Sono d'accordo con i commenti precedenti in cui è stato detto che probabilmente questo racconto avrebbe meritato qualche riga in più per essere apprezzato meglio. Sicuramente il fatto di dover introdurre un futuro distopico, con tanto di dittatura estremista dei vegetariani radicali, rende doverose alcune precisazioni che però, data la brevità lo rendono un pochino macchinoso.
Io ho apprezzato la parte finale del racconto il faccia a faccia con il cinghiale. Non so tu dove vivi, ma da me terrorizzano parecchio, nelle zone vicino casa mia si è sempre a rischio di ritrovarseli dietro l'angolo!
Per il resto, a me l'idea piace e sicuramente la cosa che trovo più originale è il pass per cacciare gli animali.
Ben fatto.
Temistocle
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Messaggio da leggere da Temistocle »

Non mi soffermo sulla questione "greenpass" e sue possibili variazioni in un futuro più o meno prossimo.
Il racconto è breve quanto basta per farsi leggere d'un fiato. Forse però, come già suggerito, qualche riga in più non avrebbe guastato, anche perché il tema si presta sicuramente.
Placet iuxta modum…
Francesco Pino
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Messaggio da leggere da Francesco Pino »

Secondo me il paragone col green pass non suona bene per un fattore di termini. Se tu avessi scritto che in passato già più volte la maggioranza silenzionsa aveva fatto spallucce, per X, per Y per il Green pass eccetera e che anche stavolta fu lo stesso, il legame avrebbe acquistato a mio parere più senso.
Il titolo lo cambierei completamente. Per molta gente un futuro senza allevamenti intensivi non è affatto distopico. Io lascerei il lettore a giudicare se di distopia si tratta o no.
A me il racconto è piaciuto.
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