Recensione o commento # 1, data 18:58:03, 08/06/2022
Ciao Paola, una volta, anche solo qualche mese fa, avrei dato pieno supporto emotivo a questa tua ottima lirica, ora mi rendo conto che invece non ho più bisogno di questo sia per sapere che Dio esiste, sia poi per accettare, altrettanto serenamente di quando invece avevo o necessitavo il supporto o bisogno della fede per farlo (credimi che so bene di cosa parlo quando parlo di una vera fede, anzi è proprio questa stessa che mi ha poi aperto veramente gli occhi sulla realtà che vedo ora, capendo e comprendendo cioè i miei personali dubbi a riguardo del sentire in essere e vivere della stessa, e da cosa questi erano portati) il limite umano e finito di chi sono, di dove sono, o di cosa ne sarà di ciò che sono.
L'amore non necessita certo di ragionamento per essere vissuto, ci si può anche semplicemente abbandonare ad esso, lasciarsi bruciare in esso, ma se si vuole poi comprendere in essere, se si vuole comprendere ciò che comporta in noi, non si può solo viverlo e basta. Così facendo, se ci abbandoniamo solo, senza mai riflettere su cosa poi comporta in noi, così come su gli altri, o il perché, né saremo sempre anche poi totalmente schiavi o soggiogati, vittime o carnefici del proprio amore dato, ricevuto e vissuto, manipolabili, proprio tramite questo stesso nostro completo abbandono che nel tempo può poi comportare o permettere, giustificandoli come parte di questo stesso sentimento, di questo stesso voler bruciare in esso, senza ragione appunto, abusi e soprusi vari, sia verso la propria persona che verso il soggetto (che spesso poi si tramuta in mero oggetto) del proprio viverlo in essere, ma senza mai comprendere veramente l'amore e tutto ciò che proprio da questo, nel bene e nel male, poi deriva. Lo stesso vale su ogni possibile concezione dello stesso come gli ideali, la fede ecc. Quanto può fare male l'amore per un ideale o per una fede portata al suo estremo? Quanto può essere pericoloso, per se stessi come anche per tutti l'incoscienza stessa di questo sentimento?. Quanto ci mette l' ideale di amore in quello in cui si è convinti a diventare o trasformarsi in odio per se stessi o per gli altri, quando sarebbe forse e sottolineo "forse", bastato ragionare un poco di più prima, o contare più spesso anche solo fino a tre come tu stessa hai detto e titolato questa tua poesia.
risposta dell'autore, data 13:09:26, 09/06/2022
Il tuo lungo commento merita una risposta sul senso della poesia, anche se volutamente le mie poesie sono criptiche certe volte se le rileggo dopo che so, un paio d'anni, mi devo sforzare pure io per comprendere cosa volevo dire in quel momento.La poesia parla di un amore fra due persone talmente grande che questi due erano convinti che le loro anime si fossero incontrate altre volte in altre vite e mai il loro amore aveva avuto un buon esito, infatti anche il loro amore luminoso si era spento per colpa del crudele fato. Lei è posseduta da un demone che brucia contro ogni ingiustizia, più volte è caduta ma si è sempre rialzata grazie all'aiuto della Fede… ora lei dopo aver passato i tormenti del cuore ha capito cosa voleva dirle quella grande energia dentro di lei, cioè il trionfo di Galatea, il trionfo dell'amore platonico e universale che brucia allegramente come una fiammella, mai spenta ma anche soprattutto mai fiammante perciò chiede a lui di amarla col pensiero telepatico e spiega come… cioè piccole cose che si osservano e paf ti arriva nella memoria e ti viene da sorridere… la vicinanza telepatica che lei crede possibile, crede di aver capito come si può comunicare con l'energia dell'universo… quel conto sino a tre significa la lettera iniziale del suo nome ( sai il gioco mi fischia l'orecchio, pensa un numero e poi conti e salta fuori la lettera) e il tre è l'energia è Dio, perciò lei crede che il loro amore doveva andare così, purificato dai sensi, lei in pratica vorrebbe essere la sua Beatrice
Recensione o commento # 2, data 20:36:07, 09/06/2022
Grazie per il resoconto della spiegazione nel dettaglio del testo Paola, io l.'avevo letta e interpretata poi da un punto di vista più filosofico esistenziale e sul senso di ciò che porta o comporta l' abbandono totale all' amore stesso. Effettivamente ormai uso quasi più logica che trasporto sentimentale stesso per spiegarmi poi le cose, da un lato diventano enormemente più chiare e comprensibili, dall'altro però, perdendo proprio parte di quel loro mistero, diventano meno sognanti, meno totalizzanti o avvolgenti poi nel sentirle e percepirle, si acquista parte di comprensione, ma si perde un po'in emozione o sorpresa stessa.