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La bolla

(saggio filosofia, medio - per tutti)
63 visite dal 31/08/2023, l'ultima: 6 giorni fa.
8 recensioni o commenti ricevuti
Autore di quest'opera:
avatar di Giancarlo Rizzo
nwGiancarlo Rizzo
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Descrizione: Tutti gli uomini sono coscienti e alcuni consapevoli; dico alcuni perché è evidente che questa caratteristica sia una vera e propria conquista interiore e non tutti arrivano a comprenderlo razionalmente.

Incipit: Per comprendere l'universo mi viene istintivo immaginare una bolla che vaga nel nulla, nero, buio assoluto. Dentro la bolla ci siamo noi con la nostra coscienza che comprende e capisce cosa vede: la propria Realtà.


La bolla
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Recensioni: 8 di visitatori, 12 totali.
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recensore:

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Recensione o commento # 1, data 11:36:15, 01/09/2023
Bello, e anche molto ben scritto, a leggerlo sembra quasi convincente, ti infonde proprio quel senso sottile, quello stato di pensiero verso un "Tutto/Energia" di cui al fine necessitiamo quasi all' unisono per superare concettualmente la parola morte. Peccato però che non è così la realtà Giancarlo, tu prendi considerazioni certo sì soggettive (molto spesso ho notato che ha hai usato le mie in questo tuo testo) ma che riflettono comunque a prescindere della mia soggettività, una oggettività di fondo indiscutibile, una espressione basata su fatti comprovati e non ipotesi, oppure appurata da logica inversa, ma sempre su ciò che rimane per tutti oggettivo. Fatto questo però poi ci ricami sopra una bella trasfigurazione esistenziale di cui non ti rimane altro da fare se non auto convincerti. Esattamente come ha già fatto qualsiasi altra religione o convinzione esistenzialista diciamo astratta prima di te. Non dubito minimamente sul fatto che tu lo faccia sicuramente in buona fede, coerentemente alla tua ricerca interiore di comprensione per soddisfare a tuo modo questo "vuoto" che opprime l'esistenza dovuto alla mancanza di una risposta al perché. Ma il "vuoto" in questo caso è generato dal non riuscire ad accettare di fatto ciò che la realtà, e non certo io, "dice" o suggerisce intrinsecamente alla nostra possibile comprensione di essere. Potrei come sempre ho fatto ribattere punto su punto partendo da tutte le citazioni che hai apportato ai testi dei nostri lunghi e proficui dibattiti, e di questo ti ringrazio perché è prova che comunque tieni realmente in considerazione ciò che affermo, il che è lo stesso anche da parte mia, dato che se continuo a portare avanti queste argomentazioni è proprio perché ragionando anche sui diversi punti di vista come spesso capita essere il tuo, mi rendo sempre più conto di quanto queste percezioni soggettive influiscano effettivamente sulla nostra percezione oggettiva, alimentando così a proprio singolo sentire, fraintendimenti su fraintendimenti.

Ripeto pertanto solo quello che ti ho già recentemente detto riassunto in un brevissimo schema di poche parole.

l'Energia "È" reale, solo quando, è, in stato di moto, quando si trasforma, proprio perché nello stato di moto, non si crea e non si distrugge.

Le fluttuazioni infatti sono reali solo all'intercorrere della stessa espressione di moto tra l'apparire e l'annichilire.

Pertanto essa è reale solo quando è cinetica, non esiste una reale, pura, ferma, infinita, energia potenziale, tutto anche al massimo del minimo è sempre moto.

Definire l'Energia infinita non ha quindi alcun senso logico, è solo una tua soggettiva speculazione, speculazione motivata dal fatto che non puoi accettare che ogni cosa sia effettivamente sì reale, sì relativa espressione, ma solo però in termini di energia cinetica, e quindi solo sulla trasformazione di questa, sull'intercorrere del fattuale stato di moto di questa espressione. Il perché non riesci ad accettarlo è perché comprendi bene ciò che questo comporta istantaneamente terminato questa espressione di moto, finita questa momentanea unica e solo così possibile, reale, trasformazione; finito il reale "essere" fattuale espressione di energia.

Pertanto è la realtà, non io ripeto, a dire ed affermare questo, ci dice che, per farla breve e il più coinciso possibile:

Energia = Trasformazione.

Trasformazione = Moto.

Moto = Essere.

In realtà sono tutti sinonimi, ma ciò che unifica il tutto è sempre lo stato di trasformazione, quindi uno stato di moto.

Basta questo e cade tutto ciò che sopra al concetto di "potenziale Energia" infinita e ferma hai soggettivamente (ma è un pensiero assai condiviso questo, vedi Faggin, Penrose, o altri esponenti non certo con un basso profilo, ma anche di massimo rilievo), poi associato, o dedotto, con la divisione tra Io e consapevolezza. Sulla consapevolezza di essere, è molto più basica a mio avviso la questione, senza bisogno per questo di tirare in ballo "Sé/Energia" con presupposti quasi divini. L' Io, una volta evolutivamente presente, è automaticamente consapevole di essere, perché comprende, o cerca di comprendere sempre tutto ciò a cui porta una attenzione e riflessione. La consapevolezza di esistere ci salva la vita continuamente, perché ci pone un senso temporale non solo legato ad un sentimento più basico come ci si presenta quello dell'animale, cioè nucleare, sub conscio, devoto interamente all'azione e al movimento fisico del corpo, concentrato quasi nella sua totalità solo a gestire ed adempiere al meglio i bisogni primari alla sopravvivenza, ma porta alla comprensione, e la comprensione porta alla previsione, e noi necessitiamo invece proprio di questa per sopravvivere. Quindi sì, evolutivamente abbiamo come singola specie il bisogno di un Io biografico altamente complesso e strutturato, il che implica automaticamente anche la comprensione di sé, e quindi automaticamente la consapevolezza di esistere spaziotemporalmente per propria omeostasi.



recensore:
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nwGiancarlo Rizzo
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risposta dell'autore, data 15:29:18, 04/09/2023
"Affermare che invece possibile che l'energia è eterna e ferma, non è basato su un dato di fatto, dato che il dato di fatto in questo caso è diametralmente opposto da quanto affermato, cioè l'energia è sempre in quanto tale in stato di moto."

Sì, hai ragione, ma la colpa è nel mio modo di esprimermi.
Come ho già detto, la consapevolezza è la nostra presa di coscienza del fatto che esiste un "essere" che avvolge tutto, di cui non possiamo conoscere nulla e che chiamiamo Energia perché è l'unico modo in cui possiamo descriverne gli effetti.
Secondo me l'energia, ovvero la nostra realtà, non potrebbe esistere se non esistesse a priori quell'essere che ho sempre chiamato "energia potenziale". In verità la parola che esprime il concetto non è Energia, ma Potenziale. Potenzialità, Potenza può esprimere lo stesso concetto al quale mi riferivo. Energia significa moto ed è una parola che viene deve essere usata esclusivamente in relazione allo spaziotempo e quindi hai ragione a contestarla, ma non è quello il senso della sua esistenza Altra.*
Se allora concepisci il senso della potenzialità di espressione dell'energia, non sei più legato alla presenza nello spaziotempo perché l'energia esiste solo quando le fluttuazioni si materializzano nel loro spaziotempo.
Come questo succeda, o meglio come questa sovrapposizione con il nulla (potenza), accada, me lo spieghi sempre tu.
La consapevolezza è uno stato del nostro essere cosciente nel moto, che permette all'Io di capire che esistiamo contemporaneamente al Sé nel "non moto" potenziale.
Il Sé è Potenzialità. Il Sé è fermo, infinito, eterno, è coscienza pura e noi diciamo che ci osserva mentre condividiamo tra noi questo fatto, mentre le nostre coscienze possono vedersi specchiandosi nel Sé.
Dovrò modificare il testo per adattarlo a questa più precisa definizione.



recensore:

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Recensione o commento # 2, data 17:35:00, 04/09/2023
"Se allora concepisci il senso della potenzialità di espressione dell'energia, non sei più legato alla presenza nello spaziotempo perché l'energia esiste solo quando le fluttuazioni si materializzano nel loro spaziotempo.
Come questo succeda, o meglio come questa sovrapposizione con il nulla (potenza), accada, me lo spieghi sempre tu.
La consapevolezza è uno stato del nostro essere cosciente nel moto, che permette all'Io di capire che esistiamo contemporaneamente al Sé nel "non moto" potenziale.
Il Sé è Potenzialità. Il Sé è fermo, infinito, eterno, è coscienza pura e noi diciamo che ci osserva mentre condividiamo tra noi questo fatto, mentre le nostre coscienze possono vedersi specchiandosi nel Sé.
Dovrò modificare il testo per adattarlo a questa più precisa definizione."

Detta così è già più accettabile apparentemente, poi però serve prendere appunto coscienza, e/o consapevolezza che così come è stato per me all'inizio, se ti ricordi quando sono giunto a questa stessa conclusione apparente, e cioè di aver dimostrato in fondo la presenza o l'essere potenziale di Dio, esattamente associabile al punto di vista del tuo SÉ, e quindi come ti dicevo di non fermarsi a questo apparente risultato, ma di andare poi a contestualizzare logicamente se anche questo aspetto possa tramite logica inversa naturalmente, e cioè comprendendo il moto, comprendere poi di fatto, almeno concettualmente cosa preveda la sua assenza, in quanto forma di non espressione (Nulla), se sia logico poi o meno.

Quindi se analizzi sinceramente e senza lasciarti influenzare dalla tua "consapevolezza" apparente di questo risultato, otterrai inesorabilmente dalla logica, valutando tutte le opzioni andando per esclusione, una risposta sempre e comunque negativa. Il nulla non può essere nemmeno potenziale. Altrimenti non sarebbe associabile al Nulla.

"Il Sé è Potenzialità. Il Sé è fermo, infinito, eterno, è coscienza pura e noi diciamo che ci osserva mentre condividiamo tra noi questo fatto, mentre le nostre coscienze possono vedersi specchiandosi nel Sé."

Il Nulla, non è potenzialità, è nel suo "non essere" concettuale, negazione di ogni espressione.

Il Nulla in quanto "non espressione" è fermo/infinito/eterno.

D'accordo, logicamente, concettualmente, questi sono tutti sinonimi diversamente, linguisticamente da noi posti, ma sovrapponibili ad una "non espressione" (un non "essere" moto) di fatto.

"è coscienza (No, la coscienza è espressione di moto) pura e noi diciamo che ci osserva (il nulla in quanto "non espressione" non osserva, osserva è una azione di moto) mentre condividiamo tra noi questo fatto, mentre le nostre coscienze possono vedersi specchiandosi (lo specchiarsi è una azione di moto, non ci si può in uno stato di moto espresso "specchiare" in ciò che di fatto è "non espressione". Il moto percepisce reale, solo il moto stesso, e solo su uno stato di moto che puoi porre quindi un qualsiasi tipo di azione possibile) nel Sé."

Ora tutto questo porta ad una sola considerazione finale, e te lo dico perché appunto io stesso ci sono già passato logicamente sopra questo tuo ragionamento.

Di reale esiste solo l'espressione in stato di moto, sempre e comunque, non c'è niente che di un Nulla, di una "non espressione" possa essere considerato reale, nemmeno la "non espressione", o sua eventuale, ma totalmente illogica immaginazione da parte nostra di una sua potenzialità, il che anche se fosse, siccome concettualmente è una "non espressione" sarebbe a tutti gli effetti allora una potenzialità di "non espressione". E cioè sempre uguale a sé stesso, Nulla di espresso.

Confido che tra non molto, visto il percorso logico che stai seguendo, lo stesso che ho affrontato precedentemente, arriverai al nocciolo della questione.

È solo fattuale sovrapposizione, di una espressione/non espressione fattuale. Dove di reale esiste però solo la momentanea espressione, espressione reale pertanto in "essere" (moto) solo per lo stesso spazio-tempo di intercorrente automatica espressione tra un comparire (fattore già sovrapposto al Nulla) e un annichilire (fattore già sovrapposto al Nulla). Esattamente come per le fluttuazioni del falso vuoto, ma queste però risultano anch'esse già nell'intercorrere di questo spazio-tempo universale presente (e quindi violano per questo momentaneamente la conservazione dell'energia) di reale espressione. Quindi è un esempio poi da traslare allo stesso stato universale espresso, dove invece tutto si pone quindi espressamente reale, solo tra un apparire e annichilire in una non più "espressione reale", pertanto in un Nulla di espresso. Ogni fluttuazione momentanea nel suo brevissimo spaziotempo di espressione e cioè su scala di Planck dove questa sì invece, è potenziale espressione momentanea, universalmente e momentaneamente posta sulla sua stessa espressione, reale.

Il tutto è quindi solo fattuale al proprio stesso spaziotempo di espressione reale. Tolto questo aspetto tutto risulta "non espressione", non esiste Nulla



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nwGiancarlo Rizzo
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risposta dell'autore, data 20:47:52, 04/09/2023
Sorry.
"… aver dimostrato in fondo la presenza o l'essere potenziale di Dio, esattamente associabile al punto di vista del tuo SÉ" anche tu ricadi nell'associare ciò che è fuori dalla realtà di moto a Dio! Prova a dimenticare queste recrudescenze religiose.
Inoltre definendo Potenzialità escludo il Nulla sul quale stai sprecando parole con discorsi triti e ritriti.
Così come: la coscienza è espressione di moto solo nella realtà di moto. Invece sostengo che la potenzialità sia consapevole di Sé, ma questo per te che ragioni solo nel chiuso della bolla è assurdo.
Non tengo conto di questo commento perché fuori tema.



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Recensione o commento # 3, data 22:42:45, 04/09/2023
Cito la tua stessa frase

"Come questo succeda, o meglio come questa sovrapposizione con il nulla (potenza), accada, me lo spieghi sempre tu."

Le mie saranno sempre le solite frasi trite e ritrite ma dalle quali però svii sempre l'attenzione perché non puoi appunto confutarle in quanto tali, cosa che, invece, fanno appunto le stesse sulla tua visione delle cose.

Oppure spiega esattamente come lo sto facendo io con esempi concreti (entangled, spin, fluttuazioni) ciò che a spada tratta continui invece a sostenere.

Se la tua visione combacia ed è pertinente ai fatti allora sono il primo a darti ragione. Al punto a cui sei giunto ora come ti dicevo ci sono già passato, quindi comprendo benissimo il tuo discorso, ma lo stesso poi quando posto nuovamente a controprova logica esattamente come la mia vecchia "conclusione" non reggeva più. Se tu hai invece trovato, continuando su questo aspetto la soluzione che preveda tutto questo aspetto da te ora delineato applicabile e logicamente idoneo ai fatti reali espressi, sono invece tutt' orecchie.

Finché non porti la tua soluzione a combaciare con aspetti concreti, o che la soluzione stessa spieghi a suo modo e intendere logico gli stessi problemi ancora irrisolti o parzialmente irrisolti (cosa che guarda caso su entrambi questi aspetti la mia, a suo modo, ancora magari su certi punti in fase di concezione più appropriata, però comunque combacia e svolge, vedi il problema della misura quantistica, vedi lo spin in entangled, vedi la spiegazione alle fluttuazioni quantistiche nel loro apparire e annichilire e che ora stiamo dibattendo in sede privata) questa tua visione vale come quella di chi convintamente dice Dio esiste" perché? "Perché sento che è così ". E fin ora sei stato sempre e solo in ambito soggettivo emozionale nelle tue spiegazioni e/o conclusioni momentanee, Mi pare troppo semplice messa su questo piano non trovi? Ora al posto di Dio usa la parola Consapevolezza o Sé potenziale e vedrai che concettualmente non cambia niente al fine sul tuo discorso, così come l'uso dei tuoi termini non avrebbero cambiato nulla se applicati alla mia percezione di un tempo, il senso dietro è il medesimo diventa solo una diversa concezione semantica attributiva.

E infatti quando ero giunto alla stessa momentanea tua conclusione, non mi riferivo già più a dio in termini biblici, che avevo già smentito ed escluso, ma in termini di energia, o di aspetto a suo modo concreto di possibile ente /evento Altro. Il che era appunto del tutto sovrapponibile al tuo intendere la consapevolezza o Sé, tu attribuisci ad essi aspetti esenti dallo stato di moto, ma nonostante questo però ad ogni modo reali a priori il che è appunto fuori da ogni logica possibile. E ti ripeto che a meno che non ti fermi a questo punto solo su questi presupposti te ne renderai conto presto o tardi anche da te.



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risposta dell'autore, data 16:42:13, 01/09/2023
Il tuo commento é la prevedibile reazione di chi considera la non accettazione di perdere ogni speranza di essere qualcosa che abbia un senso di esistere, un'ipocrisia del vivere sapendo di essere ingannato dalla paura della morte. Non è che hai paura della morte come qualsiasi essere umano e il motivo di tanta caparbietà che dimostri nel cercare spiegazioni scientifiche e/o filosofiche ne è la prova?
Mi chiedo come tu faccia a non accorgerti che la realtà che percepisci, comprese le "prove" scientifiche oggettive alle quali dai importanza fondamentale, è condizionata dalla tua logica e relativa alla tua possibilità di comprensione. Se non hai nessun dubbio o "vuoto", secondo me è perché non hai veramente compreso il problema della nostra esistenza, lo sottovaluti, oppure lo concludi con la soluzione razionale di chi dice " io non ho paura di morire", svelando così il suo vero problema.



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Recensione o commento # 4, data 18:05:05, 01/09/2023
La paura di morire, divenuta in breve tempo consapevolezza, e infine accettazione, c'è sicuramente stata un tempo, ed è, in diversi modi ancora presente, come lo è per tutti, è scontato Giancarlo. Se si leggono i miei primi "saggi" pubblicati sul sito, si nota ancora chiaramente questo aspetto. Il problema è appunto questo, riuscire nonostante la paura, questa atavica paura/consapevolezza, determinata proprio da questo nostro grado di profonda e radicata coscienza biografica così strutturata e specifica, a non uscire, a non alimentare questo nostro bisogno inerente e motivato solo da una condivisa e comune a tutti, almeno iniziale speranza di sussistenza, di percezione seppur minima, e assolutamente non quantificabile nella realtà, su una nostra possibile in qualunque modo sia, continuità dell'esistenza. Bisogna purtroppo però rinunciare a questo se si vuole essere realmente poi coerenti e sinceri su quello che costantemente si viene man mano a comprendere e definire, per non avere o dare appunto più speranza vana in risposta alla stessa paura/consapevolezza su questo determinato fattore rispetto ad una oggettività inconfutabile dei fatti, fatti che restano tali fin tanto che i fatti stessi, inequivocabilmente ed inesorabilmente, così si presentano a noi essere. Questo si può fare o meglio raggiungere, passare da una "paura" ad una più controllata consapevolezza, e giungere in fine ad una logica accettazione, solo tramite un ragionamento e un percorso esclusivamente nel suo progredire di stampo logico/oggettivo, e al contempo, allo stesso modo, anche soggettivo/deduttivo per esclusione, ma soggettivo/deduttivo partendo sempre a speculare, riflettere e ragionare però, su dati di fatto appurati, dove la conseguenza e la risposta conclusiva deve sempre rimanere inerente e coerente al dato di fatto venuto già appurato come tale, o, in alternativa semmai venire invece smentito, e quindi soppiantato empiricamente da un'altrettanto nuovo, e solo così dimostrato, differente e reale, dato di fatto. Dato di fatto che quindi è, e deve rimanere sempre però esclusivamente oggettivo, e pertanto applicabile a chiunque e comunque, soggettivamente, la si voglia poi pensare o credere. Motivo per cui al momento attuale non puoi, tu, come chiunque altro, e questo te ne accorgi tu stesso, smentire logicamente nei fatti ciò che asserisco, almeno non fin tanto che la realtà oggettiva si presenta come invece attualmente si presenta a noi essere. Ovviamente tutto ciò và così sempre di pari passo al nostro specifico grado di comprensione, grado di comprensione sempre più alto, sempre più strutturato, e pertanto quindi, sempre più consapevole, ed oggettivo, sulla stessa realtà di fatto.



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Recensione o commento # 5, data 18:22:58, 04/09/2023
Per me Giancarlo ha ragione, e anche tu Gabriele hai ragione. Il fatto che esisteva già all'epoca trapassata remota. Egiziani, Greci ecc.
Dinosauri e poi per non dimenticare Homo Sapiens. Quindi per me è si INFINITO, perché non ci sarà mai una fine in tutto, Il Big Bang oppure "Bolla" come definisci tu è sempre esistito in una cellula tra il cosmo e la vita.
Ciao da Raffaella Villaschi.
N.B. non sotto valutatevi perché siete il ceppo della conversazione.



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Recensione o commento # 6, data 11:56:30, 05/09/2023
Io Raffaella non discuto il fatto che ognuno giustamente abbia la sua personale e singola visione, questo è assolutamente normale e comprensibile. Io stesso infatti ho cambiato radicalmente opinione a riguardo, quindi lungi da me il fatto di giudicare qualcuno in base ad un proprio punto di vista, qualunque esso sia. Quello che contesto invece è solo una logica ovviamente sì soggettiva, dato che a suo modo anche la mia inesorabilmente lo è, ma lo è però, portata e dedotta in toto ora, dopo innumerevoli passaggi, inerente ai fatti espressi ed è su questi infatti che discuto e contesto invece una diversa (come lo era anche la mia di un tempo) visione che, nei fatti per come poi vengono esplicati, non risultano più inerenti alla realtà per come la realtà oggettiva (quella delle interazioni naturali e fattuali che si applicano matematicamente ed autonomamente, inesorabilmente, a prescindere dalla espressione in stato di moto di volta in volta presa in esame, le "leggi" fisiche) ci appare essere, a prescindere appunto da un nostro fattore, o una nostra visione su di essi prettamente invece, come spesso accade, solamente inerente ad un
nostro soggettivo ed d "emozionale" bisogno. È il merito della questione/discussione che contesto, non certo la persona che la esplica, persona di cui ho assolutamente una profonda stima e rispetto, al pari da considerarlo un amico. Questo è il nostro modo, modo che, non tutti sicuramente approvano o condividono, di divertirci, mettiamola così.



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Recensione o commento # 7, data 18:43:03, 04/09/2023
La coscienza dell'Io è inconfutabile sia per l'uomo che per gli animali, noi uomini siamo animali che abbiamo un cervello e il cervelletto che si evolvono con l'andamento della vita, anche la coscienza nostra dell'essere individuo cioè l'IO ha molte fermezze che i sassi non hanno niente, nulla.
La terra è esemplare per l'uomo, animali, natura.
La coscienza è oggettiva/soggettiva in molti aspetti, per esempio: per me scrivo sempre al singolare, quindi parlo IO e altri nel modo diverso di espressione, di pensiero.



recensore:

Recensione o commento # 8, data 15:03:16, 07/09/2023
Ho letto con interesse il tuo saggio. Mi piace la filosofia. Non ho ben capito alcune cose. Tu le escludi a priori senza spiegare il perché. 1. Perché affermi che l'universo sia finito come una bolla? Non abbiamo prove di questo perché non possiamo vedere oltre un certo limite. Non potrebbe, invece essere infinito? Cosa lo esclude? 2. Da cosa dipende la vita? Cos'è che ci rende vivi e diversi dalla materia inanimata. Perché non potrebbe essere l'anima appunto? 3. Dici che niente può muoversi più veloce della luce e questo è corretto, ma le galassie più lontane si allontanano più veloci della luce a causa dell'espansione dell'universo e per questo non possiamo vederle.



recensore:
avatar di Giancarlo Rizzo
nwGiancarlo Rizzo
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risposta dell'autore, data 09:08:33, 08/09/2023
Premetto che chiamare saggio questa serie di riflessioni sia un po' pomposo. E di riflessioni si tratta senza la pretesa di fare il saputello. Ti dirò che il titolo originale di queste pagine era "Domande" perché di questo si tratta: un riassunto di quello che mi sembra di aver capito del mondo. Pubblicare questo genere di componimenti sul sito per me ha lo scopo di ottenere un confronto non solo sul merito degli argomenti ma anche dal punto di vista letterario. Purtroppo sono argomenti su cui pochissime persone sono disposte a perdere tempo nel commentare. Quindi grazie per il tuo intervento.
1 Se l'energia non si crea, significa che c'è sempre stata? E se non si distrugge, ci sarà per sempre, magari sotto forma diversa?
La parola "eterno" presuppone il concetto di tempo e il tempo è relativo allo spazio e alla velocità.
Dunque se vogliamo pensare a "eternità", dovremmo immaginare che esista uno spazio infinito e che la velocità per attraversarlo sia infinita. Sappiamo per certo che la velocità della luce ha un limite ed essendo la massima velocità raggiungibile da qualsiasi cosa esistente nell'universo, questo stesso ha un limite di spazio e di tempo, per quanto enorme. Dunque la bolla, giustamente, si può definire finita come abbiamo ben immaginato e non esiste niente all'interno della bolla che possa essere infinito o eterno. Vero è che non abbiamo prove oltre la deduzione.
2 Tutto ciò che si può definire "vivo" è anche dotato di coscienza. Di più: solo gli esseri viventi possiedono la coscienza. La materia inanimata non è cosciente, dunque possiamo dire che la coscienza è sinonimo della vita. Sappiamo quasi tutto, tranne la cosa più importante: in che modo l'energia "anima" la vita? Il passaggio dall'aggregazione atomica, molecolare, cellulare, inerte, alla vitalità, come avviene? C'è il momento in cui questo accade?
Con questo lascio aperto lo spazio per inserire immaginazioni le più disparate di cui però non abbiamo prove concrete.
3 Lo spazio è infinito? Anch'io aspetto risposte; la logica mi dice di no ma di questa non mi fido ciecamente.





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(poesia altro, brevissimo)  di nwDino de lucchi
Descrizione: Bolle di sapone come metafora.
incipit: Versi poetici come bolle di sapone.

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